817.022.2•Ordinanza del DFI sui nuovi tipi di derrate alimentari
817.022.2Departmental Ordinance1 mag 2017
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}del 16 dicembre 2016 (Stato 1° febbraio 2024)
Il Dipartimento federale dell’interno (DFI),
visti gli articoli 16 lettera a, 17 capoversi 3 e 5, nonché 95 capoverso 3 dell’ordinanza del 16 dicembre 20161sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr),
ordina:
La presente ordinanza disciplina:
L’autorizzazione è rilasciata se:
Le derrate alimentari non conformi alla modifica dell’8 dicembre 2023 possono essere importate, fabbricate e caratterizzate secondo il diritto anteriore sino al 31 gennaio 2025 ed essere consegnate ai consumatori fino a esaurimento delle scorte.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° maggio 2017.
(art. 6 cpv.1)
I nuovi tipi di derrate alimentari e i nuovi tipi di derrate alimentari tradizionali elencati non necessitano di alcuna autorizzazione per l’immissione sul mercato in Svizzera per quanto soddisfino i requisiti di cui alla seconda colonna.
| Derrate alimentari | Prescrizioni da rispettare | |
|---|---|---|
| Tutte le derrate alimentari che possono essere immesse sul mercato secondo il regolamento (UE) 2015/22835. | Le prescrizioni di cui alle singole decisioni di esecuzione e alle notifiche devono essere rispettate. | |
| Insetti delle seguenti specie: Tenebrio molitor nella fase larvale (larve della farina) Acheta domesticus nella fase adulta (grillo domestico) Locusta migratoria nella fase adulta | Denominazione specifica La denominazione specifica da utilizzare è: «larve della farina ( Tenebrio molitor) », «grillo domestico ( Acheta domesticus )» e «( Locusta migratoria )». Se gli insetti sono utilizzati come ingrediente, devʼesserne data indicazione nella denominazione specifica della derrata alimentare. Caratterizzazione Le derrate alimentari che contengono insetti quali ingrediente devono essere caratterizzate per analogia secondo l’articolo 11 dell’ordinanza del DFI del 16 dicembre 2016 6 concernente le informazioni sulle derrate alimentari. Requisiti Gli insetti devono provenire da un allevamento. Possono essere immessi sul mercato solo se sono stati sottoposti per un periodo di tempo adeguato a un congelamento e a un trattamento termico oppure a un altro procedimento appropriato che garantisce l’uccisione dei germi vegetativi. Possono essere consegnati interi oppure tritati o macinati. | |
| Salvia hispanica , parte di pianta: semi (semi di chia) | Destinazione d’uso Conformemente alle specificità riportate di seguito, i semi di chia possono essere utilizzati interi, battuti oppure tritati come ingrediente in tutte le derrate alimentari. Possono essere consegnati anche non trasformati ai consumatori. Caratterizzazione Nella caratterizzazione della derrata alimentare che li contiene, i semi di chia devono essere denominati «semi di chia ( Salvia hispanica )». Sulle confezioni di semi di chia consegnati non trasformati ai consumatori è inoltre necessaria una caratterizzazione dove sia indicato che la dose quotidiana di semi di chia non può superare i 15 g. Tenore massimo Specificità dei semi di chia La chia ( Salvia hispanica ) è una pianta erbacea annuale estiva appartenente alla famiglia delle Labiatae. Dopo la raccolta i semi vengono puliti meccanicamente. Fiori, foglie e altre parti della pianta vengono rimossi. I semi di chia presentano la seguente composizione: Sostanza secca 91–96 % Proteine 19–25,6 % Grassi 28–34 % Carboidrati 7 24,6–41,5 % Fibre (fibra grezza 8 ) 20–32 % Ceneri 4–6 % | |
| Chenopodium pallidicaule Aellen (cañahua, cañihua, quinua silvestre), grani | Destinazione d’uso La pianta Chenopodium pallidicaule Aellen può essere commercializzata per il consumo umano solo in grani interi o macinati, crudi o tostati. Paese d’origine La Chenopodium pallidicaule Aellen deve essere stata coltivata in modo tradizionale in Bolivia o in Perù. Caratterizzazione La denominazione specifica da utilizzare è: «cañahua», «cañihua» o «quinua silvestre» seguita da «( Chenopodium pallidicaule Aellen)». Se la Chenopodium pallidicaule Aellen viene immessa sul mercato in forma cruda, occorre inoltre indicare che il prodotto deve subire un trattamento termico completo prima del consumo. Specifiche dei grani I grani di Chenopodium pallidicaule Aellen presentano in genere la seguente composizione Acqua 11 % Proteine 13 % Grassi 7 % Carboidrati (idrolizzabili) 60 % Fibre (fibra grezza) 6 % Ceneri 3 % | |
| Lilium davidii L., tubero (tubero di giglio) | Destinazione d’uso Della pianta Lilium davidii L. può essere utilizzato per il consumo umano solo il tubero (tubero fresco, tagliato a scaglie, a spicchi o a fette sottili in modo simile al tartufo oppure in polvere ricavata dai tuberi essiccati). Paese d’origine Il tubero di Lilium davidii L. deve essere stato coltivato in modo tradizionale in Cina. Caratterizzazione La denominazione specifica da utilizzare è: «tubero di giglio ( Lilium davidii L.)». Occorre indicare che il tubero è da consumare solo in piccole quantità e che per la preparazione di una pietanza può essere utilizzato al massimo un tubero. Specifiche del tubero Il tubero di Lilium davidii L. presenta generalmente la seguente composizione: Acqua 74 % Proteine 4 % Grassi 0,5 % Carboidrati 19,5 % Ceneri 2 % | |
| Dipteryx alata V., semi tostati (noce di Baru) | Destinazione d’uso Della pianta Dipteryx alata V. (noce di Baru) possono essere utilizzati per il consumo umano solo i semi tostati. Paese d’origine I semi devono provenire dal Brasile. Caratterizzazione La denominazione specifica da utilizzare è: «semi tostati della noce di Baru ( Dipteryx alata V.)». Se i semi di Dipteryx alata V. (noce di Baru) vengono immessi sul mercato crudi, occorre inoltre indicare che il prodotto deve subire un trattamento termico completo o un trattamento completo di tostatura prima del consumo. Deve essere specificato che le persone già allergiche alle leguminose possono sviluppare reazioni incrociate. Tale avviso deve essere fornito per scritto anche per i semi di Dipteryx alata V. (noce di Baru) immessi sfusi sul mercato. Le derrate alimentari che contengono Dipteryx alata V. (noce di Baru) come ingrediente devono essere caratterizzate per analogia secondo l’articolo 11 dell’ordinanza del DFI del 16 dicembre 2016 concernente le informazioni sulle derrate alimentari. Specifiche dei semi tostati I semi tostati di Dipteryx alata V. (noce di Baru) presentano generalmente la seguente composizione: Acqua 2–7 % Proteine 23–31 % Grassi 24–46 % Carboidrati (senza fibre) 9–29 % Ceneri 3 % |
RS 817.02 ↩
Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DFI del 27 mag. 2020, in vigore dal 1° lug. 2020 (RU 2020 2361). ↩
Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DFI del 27 mag. 2020, in vigore dal 1° lug. 2020 (RU 2020 2361). ↩
Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativo ai nuovi alimenti e che modifica il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1852/2001 della Commissione; versione della GU L 327 dell’11.12.2015, pag. 1. ↩
Vedi nota a piè di pagina relativa all’art. 7 cpv. 3. ↩
RS 817.022.16 ↩
I carboidrati includono il contenuto di fibre (UE: carboidrati disponibili = zucchero + amido). ↩
Per fibra grezza si intende la parte di fibra composta prevalentemente da cellulosa, pentosani e lignina non digeribili. ↩