Abrogato dall’all. n. 12 della L del 19 giu. 2015 sull’infrastruttura finanziaria, con effetto dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339;FF 2014 6445). ↩
31 commentaries
Citazione: LRD art. 37 n. 31 Con la revisione del 1° gennaio 2016 è stato abrogato il terzo capoverso dell'art. 37; per il caso in esame rilevano soltanto i cpv. 1 e 2. Dalle spiegazioni citate risulta che i capoversi pertinenti non sono stati modificati dalla revisione a favore della persona accusata; pertanto si giustifiÊ l'applicazione della versione anteriore (art. 37 nella versione 1.1.2009–31.12.2015), nella misura in cui la normativa vigente non comporti una posizione più favorevole.
“1 Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2016, della modifica dell'art. 37 LRD, il terzo capoverso della disposizione è stato abrogato (RU 2015 5403). La versione dell'art. 37 LRD in vigore fino al 31 dicembre 2015 comminava: una multa sino a CHF 500'000.– a chiunque, intenzionalmente, violava l'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 9 LRD (cpv. 1); una multa sino a CHF 150'000.– a chi agiva per negligenza (cpv. 2); e una multa di almeno CHF 10'000.– in caso di recidiva entro cinque anni da una condanna passata in giudicato (cpv. 3). In casu, applicabili sono il primo ed il secondo capoverso dell'art. 37 LRD, rimasti immutati con la revisione. Sia il diritto previgente che quello attuale portano al medesimo risultato, non trattandosi di un caso di recidiva. Siccome il diritto attualmente in vigore non risulta più favorevole all'imputato rispetto a quello previgente, si giustifica l'applicazione di quest'ultimo, ossia dell'art. 37 LRD nella sua versione in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015 (in seguito: art. 37 LRD-2009). 2.5.2 L'art. 9 LRD determina le condizioni alla base della responsabilità di cui all'art. 37 LRD. Il principio di cui all'art. 2 cpv. 2 CP va dunque analizzato anche rispetto a questa norma (cfr. sentenza del TPF SK.2019.76 del 22 ottobre 2020 consid. 4.6). Nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2015, l'art. 9 cpv. 1 lett. a LRD prevedeva che l'intermediario finanziario che sapeva o aveva il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari sono in relazione con un reato ai sensi degli articoli 260ter numero 1 o 305bis CP (cifra 1), provenivano da un crimine (cifra 2), sottostavano alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale (cifra 3), o servivano al finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies cpv. 1 CP) (cifra 4), ne doveva dare senza indugio comunicazione all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro secondo l'articolo 23 (Ufficio di comunicazione). Il 1° gennaio 2016, l'art. 9 LRD è stato modificato a seguito dell'attuazione delle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI) rivedute nel 2012 ed il suo campo di applicazione esteso segnatamente ai delitti fiscali qualificati (RU 2015 1389).”
“37 LRD è stata inasprita, passando da una multa fino a CHF 200'000.– ad una multa fino a CHF 500'000.–. 2.5 2.5.1 Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2016, della modifica dell'art. 37 LRD, il terzo capoverso della disposizione è stato abrogato (RU 2015 5403). La versione dell'art. 37 LRD in vigore fino al 31 dicembre 2015 comminava: una multa sino a CHF 500'000.– a chiunque, intenzionalmente, violava l'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 9 LRD (cpv. 1); una multa sino a CHF 150'000.– a chi agiva per negligenza (cpv. 2); e una multa di almeno CHF 10'000.– in caso di recidiva entro cinque anni da una condanna passata in giudicato (cpv. 3). In casu, applicabili sono il primo ed il secondo capoverso dell'art. 37 LRD, rimasti immutati con la revisione. Sia il diritto previgente che quello attuale portano al medesimo risultato, non trattandosi di un caso di recidiva. Siccome il diritto attualmente in vigore non risulta più favorevole all'imputato rispetto a quello previgente, si giustifica l'applicazione di quest'ultimo, ossia dell'art. 37 LRD nella sua versione in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015 (in seguito: art. 37 LRD-2009). 2.5.2 L'art. 9 LRD determina le condizioni alla base della responsabilità di cui all'art. 37 LRD. Il principio di cui all'art. 2 cpv. 2 CP va dunque analizzato anche rispetto a questa norma (cfr. sentenza del TPF SK.2019.76 del 22 ottobre 2020 consid. 4.6). Nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2015, l'art. 9 cpv. 1 lett. a LRD prevedeva che l'intermediario finanziario che sapeva o aveva il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari sono in relazione con un reato ai sensi degli articoli 260ter numero 1 o 305bis CP (cifra 1), provenivano da un crimine (cifra 2), sottostavano alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale (cifra 3), o servivano al finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies cpv. 1 CP) (cifra 4), ne doveva dare senza indugio comunicazione all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro secondo l'articolo 23 (Ufficio di comunicazione).”
Documenti che la FINMA ha ricevuto nel procedimento di vigilanza e che, nell'ambito della denuncia penale, sono stati trasmessi al DFF, possono essere presi in visione dal DFF nel procedimento amministrativo sanzionatorio volto all'accertamento della violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 in combinato disposto con l'art. 37 LRD e — nella misura in cui siano stati dissigillati dal giudiÎ o autorizzati per la perquisizione — utilizzati come prova. Le fonti documentano, in particolare, la presentazione da parte della banÊ di un supporto dati protetto da password e la conseguente istanza di dissequestro, poi accolta dal Tribunale penale federale.
“Sachverhalt: A. Aufgrund einer Strafanzeige vom 7. November 2019 der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht (FINMA) gegen die Verantwortlichen der A.________ AG (nachfolgend: Bank) sowie allfällige weitere involvierte Personen eröffnete das Eidgenössische Finanzdepartement (EFD) ein Verwaltungsstrafverfahren gegen Unbekannt wegen des Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG. Ihrer Strafanzeige legte die FINMA unter anderem einige der ihr von der Bank im aufsichtsrechtlichen Verfahren eingereichten Dokumente bei. B. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 14. August 2020 forderte das EFD die Bank zur Einreichung verschiedener Unterlagen auf. Diese erstreckten sich unter anderem auf Kontenunterlagen zu fünf Geschäftsbeziehungen. Dieser Aufforderung kam die Bank am 27. November 2020 nach, indem sie dem EFD einen passwortgeschützten Datenträger einreichte. Gleichzeitig erhob die Bank Einsprache gegen dessen Durchsuchung. C. Betreffend die elektronischen Dateien auf dem von der Bank edierten passwortgeschützten Datenträger stellte das EFD am 17. Dezember 2020 beim Bundesstrafgericht ein Entsiegelungsgesuch. D. Mit Beschluss vom 23. Juni 2021 hiess das Bundesstrafgericht, Beschwerdekammer, das Entsiegelungsgesuch vom 17. Dezember 2020 gut, indem es dem EFD erlaubte, den ihm von der Bank am 27. November 2020 edierten Datenträger zu durchsuchen. E. Gegen den Beschluss des Bundesstrafgerichtes gelangte die Bank mit Beschwerde vom 25.”
“Sachverhalt: A. Aufgrund einer Strafanzeige vom 7. November 2019 der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht (FINMA) gegen die Verantwortlichen der A.________ AG (nachfolgend: Bank) sowie allfällige weitere involvierte Personen eröffnete das Eidgenössische Finanzdepartement (EFD) ein Verwaltungsstrafverfahren gegen Unbekannt wegen des Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG. Ihrer Strafanzeige legte die FINMA unter anderem einige der ihr von der Bank im aufsichtsrechtlichen Verfahren eingereichten Dokumente bei. B. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 14. August 2020 forderte das EFD die Bank zur Einreichung verschiedener Unterlagen auf. Diese erstreckten sich unter anderem auf Kontenunterlagen zu fünf Geschäftsbeziehungen. Dieser Aufforderung kam die Bank am 27. November 2020 nach, indem sie dem EFD einen passwortgeschützten Datenträger einreichte. Gleichzeitig erhob die Bank Einsprache gegen dessen Durchsuchung. C. Betreffend die elektronischen Dateien auf dem von der Bank edierten passwortgeschützten Datenträger stellte das EFD am 17. Dezember 2020 beim Bundesstrafgericht ein Entsiegelungsgesuch. D. Mit Beschluss vom 23. Juni 2021 hiess das Bundesstrafgericht, Beschwerdekammer, das Entsiegelungsgesuch vom 17. Dezember 2020 gut, indem es dem EFD erlaubte, den ihm von der Bank am 27. November 2020 edierten Datenträger zu durchsuchen. E. Gegen den Beschluss des Bundesstrafgerichtes gelangte die Bank mit Beschwerde vom 25.”
“Sachverhalt: A. Aufgrund einer Strafanzeige vom 7. November 2019 der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht (FINMA) gegen die Verantwortlichen der A.________ AG (nachfolgend: Bank) sowie allfällige weitere involvierte Personen eröffnete das Eidgenössische Finanzdepartement (EFD) ein Verwaltungsstrafverfahren gegen Unbekannt wegen des Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG. Ihrer Strafanzeige legte die FINMA unter anderem einige der ihr von der Bank im aufsichtsrechtlichen Verfahren eingereichten Dokumente bei. B. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 14. August 2020 forderte das EFD die Bank zur Einreichung verschiedener Unterlagen auf. Diese erstreckten sich unter anderem auf Kontenunterlagen zu fünf Geschäftsbeziehungen. Dieser Aufforderung kam die Bank am 27. November 2020 nach, indem sie dem EFD einen passwortgeschützten Datenträger einreichte. Gleichzeitig erhob die Bank Einsprache gegen dessen Durchsuchung und beantragte auch die Siegelung sämtlicher Unterlagen der Bank, die das EFD von der FINMA erhältlich gemacht habe oder mache oder gestützt auf Unterlagen der FINMA erstellt habe oder erstelle. Die Bank machte geltend, das EFD sei verpflichtet gewesen, ihr diesbezüglich die Ausübung des Siegelungsrechts zu ermöglichen. C. Das EFD trat mit Verfügung vom 17. Dezember 2020 auf die Einsprache der Bank nicht ein, soweit diese die Siegelung der Unterlagen beantragte, die das EFD von der FINMA erhältlich gemacht hatte (oder noch machen würde) oder gestützt auf Unterlagen der FINMA erstellt hatte (oder noch erstellen würde) (Dispositiv-Ziffer 2).”
LRD art. 37 n. 29 La violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 37 LRD può essere considerata un reato continuato nella forma di un'omissione protratta. L'illiceità della persistenza sussiste finché la comunicazione è oggettivamente giustificata dallo scopo perseguito dall'art. 9/37 (in particolare l'accertamento e la confisÊ o il sequestro di beni). La persistenza cessa quando la comunicazione non è più oggettivamente necessaria, ad esempio perché le autorità penali sono state adeguatamente informate o perché i beni interessati sono stati messi in sicurezza o sottoposti a sequestro.
“4 Il Tribunale federale ha però avuto modo di precisare che l'art. 2 cpv. 2 CP può trovare applicazione in presenza di una disposizione amministrativa che regola un determinato comportamento e che forma un'unità con la norma penale che prevede una pena; la modifica della regola amministrativa è dunque suscettibile di condurre ad una condanna più o meno grave a seconda del caso di specie (DTF 97 IV 233 consid. 3). In questi casi, l'Alta Corte considera che il principio della lex mitior sia trasponibile unicamente allorquando la modifica della regola amministrativa è dovuta ad un cambiamento dei concetti giuridici. Questo poiché l'idea alla sua base è che l'atto appaia, a seguito della modifica di concetti giuridici, meno punibile o non più punibile del tutto (DTF 123 IV 84 consid. 3b; sentenze del TPF SK.2020.2 del 13 ottobre 2021 consid. 2.6.2; SK.2020.16 consid. 2.7; Popp/Berkemeier, Basler Kommentar, op. cit., n. 16 ad art. 2 CP). 2.4 2.4.1 Per costante giurisprudenza, la violazione dell'obbligo di comunicazione ex art. 37 LRD costituisce un reato permanente (DTF 142 IV 276 consid. 5.4.2; sentenza del Tribunale penale federale SK.2017.38 del 23 novembre 2017 consid. 3.3; Zurbrügg, Basler Kommentar, 4a ediz. 2019, n. 26 ad art. 98 CP), che perdura fintanto che la comunicazione non è più oggettivamente giustificata dallo scopo perseguito, ossia la scoperta e la confisca dei valori patrimoniali, segnatamente poiché le autorità penali sono sufficientemente informate in merito alla situazione (DTF 144 IV 391 consid. 3.1; sentenza del Tribunale penale federale SK.2014.14 del 18 marzo 2015 consid. 1, 3.6, 4.5.7 e 4.6). La continuazione nel tempo di un comportamento o di una situazione illecita rappresenta ancora illegalità costitutiva della fattispecie del reato (cfr. DTF 135 IV 6 consid. 3.2; DTF 132 IV 49 consid. 3.1.2; Dongois/Lubishtani, Comm. Romand, 2a ediz. 2021, n. 38 e segg. ad art. 2 CP). In questo ambito, i fatti proseguiti dopo l'entrata in vigore di nuove norme vengono giudicati secondo queste ultime e non è determinante se essi si sono svolti solo in parte posteriormente all'entrata in vigore delle nuove disposizioni.”
“S'agissant des infractions aux lois sur les marchés financiers, la prescription est de sept ans (art. 52 LFINMA). En vertu de l'art. 104 CP, les dispositions relatives au point de départ et à la fin de la prescription s'appliquent également aux contraventions (ATF 139 IV 62 consid. 1.1 p. 64 s.). En l'occurrence, le délai de prescription est de sept ans. c) Selon la jurisprudence du Tribunal fédéral, l'obligation de communiquer selon l'art. 9 al. 1 LBA naît dès que l'intermédiaire financier sait ou présume, sur la base de soupçons fondés, que les valeurs patrimoniales impliquées dans la relation d'affaires pourraient remplir l'un des cas de figure de cette disposition. Lorsque la relation d'affaire est durable, l'intermédiaire financier, qui sait ou présume que les valeurs patrimoniales impliquées dans cette relation pourraient remplir les conditions de l'art. 9 LBA et qui omet de procéder à la communiquer, agit en permanence de manière illicite. Le défaut de communication réprimé par l'art. 37 LBA prend dans ce cas la forme d'un délit continu. L'obligation de communiquer dure aussi longtemps que les valeurs peuvent être découvertes et confisquées, ce qui correspond au but de l'art. 9 LBA, soit la poursuite pénale du blanchiment (arrêt du Tribunal fédéral 6B_1453/2017 du 7 août 2018 consid. 3.1 et références citées). d) En l'espèce, en date du 14 janvier 2014, la relation bancaire au nom de la société 2, ouverte auprès de la banque 4, a été séquestrée par les autorités pénales (07-17-0189-0192). Cette date met fin à l'obligation de communiquer et doit être retenue comme le début du délai de prescription de l'action pénale. Aux débats, le MPC et les parties ont pris acte du fait que cette infraction était prescrite depuis le 14 janvier 2021, étant donné le délai de prescription de sept ans susmentionné. Partant, la procédure concernant l'infraction de violation de l'obligation de communiquer reprochée à C. et à D. est classée. 5. Banqueroute frauduleuse, art. 163 ch. 1 CP 5.1 Faits reprochés B.”
Dal 1° gennaio 2009 l'ammenÚ massima ai sensi dell'art. 37 LRD è stata aumentata da CHF 200'000 a CHF 500'000; ciò va tenuto in considerazione nella determinazione della sanzione.
“Si osservi inoltre che alla luce dei principi giurisprudenziali esposti, laddove il reato venisse confermato per tutto il periodo contestato, nella commisurazione dell'eventuale pena occorrerà tenere conto del fatto che sebbene l'attività illecita sia iniziata prima, dal 1° gennaio 2009 la comminatoria di pena di cui all'art. 37 LRD è stata inasprita, passando da una multa fino a CHF 200'000.– ad una multa fino a CHF 500'000.–. 2.5 2.5.1 Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2016, della modifica dell'art. 37 LRD, il terzo capoverso della disposizione è stato abrogato (RU 2015 5403). La versione dell'art. 37 LRD in vigore fino al 31 dicembre 2015 comminava: una multa sino a CHF 500'000.– a chiunque, intenzionalmente, violava l'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 9 LRD (cpv. 1); una multa sino a CHF 150'000.– a chi agiva per negligenza (cpv. 2); e una multa di almeno CHF 10'000.– in caso di recidiva entro cinque anni da una condanna passata in giudicato (cpv. 3). In casu, applicabili sono il primo ed il secondo capoverso dell'art. 37 LRD, rimasti immutati con la revisione. Sia il diritto previgente che quello attuale portano al medesimo risultato, non trattandosi di un caso di recidiva. Siccome il diritto attualmente in vigore non risulta più favorevole all'imputato rispetto a quello previgente, si giustifica l'applicazione di quest'ultimo, ossia dell'art. 37 LRD nella sua versione in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015 (in seguito: art. 37 LRD-2009). 2.5.2 L'art. 9 LRD determina le condizioni alla base della responsabilità di cui all'art. 37 LRD. Il principio di cui all'art. 2 cpv. 2 CP va dunque analizzato anche rispetto a questa norma (cfr. sentenza del TPF SK.2019.76 del 22 ottobre 2020 consid. 4.6). Nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2015, l'art. 9 cpv. 1 lett. a LRD prevedeva che l'intermediario finanziario che sapeva o aveva il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari sono in relazione con un reato ai sensi degli articoli 260ter numero 1 o 305bis CP (cifra 1), provenivano da un crimine (cifra 2), sottostavano alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale (cifra 3), o servivano al finanziamento del terrorismo (art.”
“Si osservi inoltre che alla luce dei principi giurisprudenziali esposti, laddove il reato venisse confermato per tutto il periodo contestato, nella commisurazione dell'eventuale pena occorrerà tenere conto del fatto che sebbene l'attività illecita sia iniziata prima, dal 1° gennaio 2009 la comminatoria di pena di cui all'art. 37 LRD è stata inasprita, passando da una multa fino a CHF 200'000.– ad una multa fino a CHF 500'000.–. 2.5 2.5.1 Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2016, della modifica dell'art. 37 LRD, il terzo capoverso della disposizione è stato abrogato (RU 2015 5403). La versione dell'art. 37 LRD in vigore fino al 31 dicembre 2015 comminava: una multa sino a CHF 500'000.– a chiunque, intenzionalmente, violava l'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 9 LRD (cpv. 1); una multa sino a CHF 150'000.– a chi agiva per negligenza (cpv. 2); e una multa di almeno CHF 10'000.– in caso di recidiva entro cinque anni da una condanna passata in giudicato (cpv. 3). In casu, applicabili sono il primo ed il secondo capoverso dell'art. 37 LRD, rimasti immutati con la revisione. Sia il diritto previgente che quello attuale portano al medesimo risultato, non trattandosi di un caso di recidiva. Siccome il diritto attualmente in vigore non risulta più favorevole all'imputato rispetto a quello previgente, si giustifica l'applicazione di quest'ultimo, ossia dell'art. 37 LRD nella sua versione in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015 (in seguito: art. 37 LRD-2009). 2.5.2 L'art. 9 LRD determina le condizioni alla base della responsabilità di cui all'art. 37 LRD. Il principio di cui all'art. 2 cpv. 2 CP va dunque analizzato anche rispetto a questa norma (cfr. sentenza del TPF SK.2019.76 del 22 ottobre 2020 consid. 4.6). Nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2015, l'art. 9 cpv. 1 lett. a LRD prevedeva che l'intermediario finanziario che sapeva o aveva il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari sono in relazione con un reato ai sensi degli articoli 260ter numero 1 o 305bis CP (cifra 1), provenivano da un crimine (cifra 2), sottostavano alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale (cifra 3), o servivano al finanziamento del terrorismo (art.”
art. 37 cpv. 2 LRD riguarÚ le violazioni colpose degli obblighi di segnalazione (cfr. art. 9 LRD). Per le banche, la vigilanza sul rispetto di tali obblighi spetta alla FINMA; l'imposizione delle sanzioni amministrative compete al DFF. Un procedimento amministrativo di vigilanza non ha effetto pregiudiziale nei confronti di un eventuale successivo procedimento penale; i procedimenti sono indipendenti l'uno dall'altro.
“Das Geldwäschereigesetz dient namentlich der Bekämpfung der Geldwäscherei und der Sicherstellung der Sorgfalt bei Finanzgeschäften (vgl. Art. 1 GwG). Es soll verhindern, dass Gelder verbrecherischen Ursprungs in den ordentlichen Geldkreislauf gelangen, und helfen, die für die Geldwäscherei verantwortlichen Personen zu ermitteln und strafrechtlich zu belangen (Urteil des BVGer B-1576/2019 vom 29. November 2021 E. 7.4 mit Hinweisen). Die Finanzintermediäre im Sinne von Art. 2 Abs. 2 GwG, insbesondere Banken und ihre Organe, müssen der Meldestelle für Geldwäscherei (MROS) gemäss Art. 9 Abs. 1 GwG unverzüglich Meldung erstatten, wenn sie wissen oder den begründeten Verdacht haben, dass in die Geschäftsbeziehung involvierte Vermögenswerte aus einem Verbrechen herrühren oder unter einen anderen der aufgezählten Tatbestände fallen. Wer die Meldepflicht nach Art. 9 GwG vorsätzlich verletzt, wird mit Busse bis zu 500'000 Franken bestraft (Art. 37 Abs. 1 GwG), und wer fahrlässig handelt, mit Busse bis zu 150'000 Franken (Art. 37 Abs. 2 GwG). Die Aufsicht über die Einhaltung der Meldepflicht nach Art. 9 GwG obliegt bei Banken der FINMA (vgl. Art. 12 Bst. a i.V.m. Art. 2 Abs. 2 Bst. a GwG). Auf Widerhandlungen gegen Strafbestimmungen der Finanzmarktgesetze, insbesondere des GwG, ist das Verwaltungsstrafrecht anwendbar, soweit das FINMAG oder die Finanzmarktgesetze nichts anderes bestimmen; verfolgende und urteilende Behörde ist das EFD (Art. 50 Abs. 1 i.V.m. Art. 1 Abs. 1 Bst. f FINMAG; zum Ganzen Urteile des BGer 1B_604/2021 vom 23. November 2022 E. 5.2, 1B_243/2021 vom 20. Dezember 2021 E. 3.4 und 1B_437/2018 vom 6. Februar 2019 E. 1.2 ff.). Ein verwaltungsrechtliches Aufsichtsverfahren hat keine präjudizierende Wirkung für ein allenfalls nachgelagertes Strafverfahren; die Verfahren sind voneinander unabhängig und folgen je unterschiedlichen Prozessgrundsätzen (vgl. Urteil des BGer 2C_89/2010, 2C_106/2010 vom 10. Februar 2011 E. 3.3.4, Urteil des BVGer B-4763/2017 vom 29. Juni 2018 E. 5.3; Urteil des BStGer CA.2020.10 vom 2.”
La segnalazione della FINMA o la trasmissione di atti della FINMA all'EFD/DFF può portare all'apertura di un procedimento penale amministrativo ai sensi dell'art. 37 LRD.
“3-132, pag. 10 0001 ff.; act. 2.3). Mit Schreiben vom 4. November 2019 stellte die FINMA dem EFD ihre vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form zu (Verfahrensakten EFD 442.3.132 pag. 30 0006). D. Gestützt auf die Anzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 eröffnete das EFD am 30. November 2020 ein Verwaltungsstrafverfahren gegen G. und A. (nachfolgend: A. oder Beschwerdegegner) (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0001 ff.). Gegen A. bestand zusammengefasst der Verdacht, er habe als Mitglied des Business Acceptance Committee (nachfolgend: BAC) der Bank B.-Gruppe, CEO der Bank B2. und «Introducer» sowie «Head Key Client» von C., von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen Kenntnis gehabt und es unterlassen, rechtzeitig die gebotene MROS-Verdachtsmeldung zu veranlassen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 20 0003). Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 teilte das EFD A. mit, gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet zu haben (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 20 0002 ff.). Gleichzeitig stellte das EFD A. die bis dahin erstellten Verfahrensakten (in elektronischer Form) zu, wies ihn auf sein Recht hin, einen Verteidiger beizuziehen und räumte ihm die Gelegenheit ein, weitere Dokumente zu bezeichnen, die er zu den Akten erkannt haben möchte, sowie eine schriftliche Stellungnahme zu den Vorwürfen einzureichen (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 20 0002 ff.). E. Am 15. Februar 2022 erfolgte in der verwaltungsstrafrechtlichen Untersuchung gegen A. und G. die Aufnahme des Schlussprotokolls i.S.v. Art. 60 des Bundesgesetzes vom 22. März 1974 über das Verwaltungsstrafrecht (VStrR; SR 313.0) (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 80 0004 ff.). Mit Verfügung vom gleichen Tag stellte die Untersuchungsleiterin des Strafrechtsdiensts des EFD fest, dass die Untersuchung gegen A. als vollständig erachtet wird und der Tatbestand von Art. 37 Abs. 1 GwG i.V.m. Art. 9 Abs. 1 GwG als erfüllt angesehen werde.”
“, né le (…), défendu par Maître Andrew Garbarski et Maître Adam Zaki, appelant et prévenu contre Département fédéral des finances, représenté par Monsieur Frédéric Schaller, Chef de groupe au Service de droit pénal, intimé et autorité de poursuite et Ministère public de la Confédération, représenté par Monsieur Stefan Tränkle, Chef du Service juridique, intimé et autorité d'accusation Objet Appel du 16 janvier 2024 contre le jugement de la Cour des affaires pénales du Tribunal pénal fédéral SK.2022.47 du 15 novembre 2023 Violation de l'obligation de communiquer (37 LBA) Décision sur les preuves (art. 398 al. 4 CPP ; art. 139 CPP) Faits : A. Procédure de droit pénal administratif (DFF 442.3.128) A.1 Le 18 juin 2018, l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers (ci-après : FINMA) a dénoncé au Département fédéral des finances (ci-après : DFF) la Banque B. (ci-après : B. ou la Banque) pour soupçon de violation de l'obligation de communiquer au sens de l'art. 37 LBA. La dénonciation concernait les transactions du 27 juin 2013 relatives aux relations d'affaires nouées avec les sociétés C. (n° de compte 1) et D. (n° de compte 2 ; DFF 010 0001-0026). A.2 Par ordonnance du 28 août 2020, le DFF a ouvert une procédure de droit pénal administratif contre inconnu pour soupçons de violation de l'obligation de communiquer (art. 37 LBA ; DFF 040 0001). A.3 Le 4 novembre 2020, la procédure a été étendue à A. (ci-après aussi : le prévenu ou l'appelant ; DFF 040 0002-0003) qui, à l'époque des faits, travaillait au sein de la Banque, ainsi qu'à E. A.4 Le 9 juillet 2021, un délai a été imparti à A. pour se déterminer sur la dénonciation de la FINMA du 18 juin 2018 et l'entier du dossier lui a été transmis (DFF 021 0045 s. ; 021 0063). A.5 Le 15 septembre 2021, A. s'est déterminé sur la dénonciation de la FINMA du 18 juin 2018 (DFF 021 0069 à 0171). A.6 En date du 9 février 2022, la procédure de droit pénal administratif ouverte à l'encontre de E. pour violation de l'obligation de communiquer (art. 37 LBA) a été close par ordonnance de non-lieu (DFF 080 0001 ss). A.7 Le procès-verbal final du 9 février 2022 a été notifié au mandataire de A. le 11 février 2022 (DFF 081 0058). Parallèlement, le DFF a imparti au prévenu un délai de 10 jours pour une éventuelle prise de position (DFF 081 0001 s.). A.8 À la suite d'une prolongation de délai (DFF 081 0064 s.”
“37 della legge federale del 10 ottobre 1997 relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. In fatto: I. Procedura penale amministrativa A. In data 11 febbraio 2019 l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (in seguito: FINMA) ha presentato all'indirizzo del Dipartimento federale delle finanze (in seguito: DFF) una denuncia penale nei confronti dei responsabili in seno all'istituto bancario B. SA nonché di ogni altra persona coinvolta, per sospetta violazione dell'obbligo di comunicazione ai sensi dell'art. 37 della Legge federale relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (LRD; RS 955.0; cfr. act. DFF 10 1 e segg.). La denuncia era legata al coinvolgimento di B. SA nella vicenda di corruzione relativa alla Federazione internazionale di calcio (in seguito: FIFA). B. Dopo aver chiesto ed ottenuto dalla FINMA copia degli atti rilevanti per il proprio procedimento, il 3 maggio 2021 il DFF ha aperto una procedura penale amministrativa contro ignoti per sospetto di violazione dell'art. 37 LRD in applicazione dell'art. 50 cpv. 1 della Legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (LFINMA; RS 956.1; cfr. act. DFF 40 1). C. Il DFF ha successivamente ottenuto assistenza amministrativa dall'Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) e dal Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), raccolto copia dei messaggi di posta elettronica riconducibili alle persone implicate nel caso nonché ulteriori precisazioni presso la FINMA, ordinato a B. SA l'edizione e il rilascio di informazioni e organigrammi riguardanti il settore Legal & Compliance, e si è altresì fatta trasmettere il regolamento e le direttive in vigore tra il 2008 e il 2015 dall'Organismo di autodisciplina dei fiduciari del Canton Ticino (in seguito: OAD-FCT; cfr. act. DFF 31 2-1795; 32 2-61; 30 13-434: 33 11-279; 31 1796-1816; 32 62-267; 35 35-119). D. Il citato Dipartimento ha quindi perseguito le violazioni dell'obbligo di comunicazione nell'ambito di due procedimenti distinti concernenti, da una parte B.”
“weiter und orientiert die Empfänger über das Interesse von E. an eine Schweizer Bankbeziehung, dessen Besuch am 2. Oktober 2009 und deren Aufgaben in diesem Zusammenhang. K. weist A. im E-Mail an, für das Meeting zur Verfügung zu stehen, E. wolle Trust Strukturen diskutieren, es handle sich um die gleiche Situation, welche Z. am Vortag erwähnt habe. K. weist T. im gleichen E-Mail an, einen ersten Blick auf die begrenzten Informationen (über E.) im Anhang zu werfen. Noch am Abend antwortet T. per E-Mail an K., cc an A., U., V., W., X. und AA. Folgendes: «Initial red flag checks look positive, but given the political exposure and his high profile at an unusual young age, I would anticipate that additional due diligence would be required prior to account opening». E. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag.020 0002 ff.; act. 2.3). Das EFD führte zusammengefasst aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR; SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte, zumal er als CEO der C. AG, «Introducer» sowie als «Head Key Client» die wichtige Geschäftsbeziehung zu E. eng begleitet habe (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0002 ff.; act. 2.3). Mit seinem Schreiben räumte das EFD A. gleichzeitig die Gelegenheit zur schriftlichen Stellungnahme zu den Vorwürfen ein, unter Beilage der Verfahrensakten des EFD und der FINMA. A. wurde darauf aufmerksam gemacht, dass beschuldigte Personen sich nicht selbst belasten müssen und das Recht haben, die Aussage und ihre Mitwirkung im Verwaltungsstrafverfahren zu verweigern.”
“Oktober 2019 um Zustellung der vollständigen FINMA-Akten inklusive allfälligem Beschwerdeverfahren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0001). Mit Schreiben vom 18. Oktober 2019 informierte die FINMA das EFD, dass sie dem «Rechtshilfegesuch gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» entspreche. Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.3.132, pag. 030 0005). «Gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» übermittelte die FINMA dem EFD mit Antwortschreiben vom 4. November 2019 die vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form (Verfahrensakten EFD 442.3-132 030, pag. 0006). I. Am 30. November 2020 eröffnete das EFD in Sachen B. AG und C. AG u.a. gegen A. eine verwaltungsstrafrechtliche Untersuchung wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0001). J. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 1. Dezember 2020 wies das EFD die Bank J. an, dem EFD bis zum 15. Januar 2021 Auskünfte betreffend einen weiteren Beschuldigten zu erteilen und Unterlagen herauszugeben (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0001 ff.). Zum Ausschluss von Kollusionsgefahr wies das EFD die Bank unter Strafandrohung im Sinne von Art. 292 StGB an, den betreffenden Beschuldigten während sechs Monaten nicht über die Verfügung zu informieren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0003 f.). Die Bank J. erteilte dem EFD mit Schreiben vom 15. Januar 2021 die angeforderten Auskünfte und reichte zwei Beilagen (E-Mails betreffend PWM referral/D. und Verdachtsmeldung vom 18. August 2010 samt Anlagen, jeweils in Kopie) ein (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0007 ff.). K. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art.”
Le autorità amministrative competenti (EFD/DFF) hanno inflitto in più casi sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 37 cpv. 1 LRD. Nei provvedimenti in esame sono state irrogate — a seconÚ del caso concreto e delle reiterate violazioni — sanzioni di entità variabile (tra l'altro CHF 10'000; CHF 25'000; CHF 40'000; CHF 150'000).
“ab, sie schloss die Untersuchung und überwies die Akten der Gruppenleitung zum Entscheid (mit Einbezug des Eventualantrages; s. Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 080 0122 ff.). F. Am 10. Juni 2022 erliess das EFD gegen A. einen Strafbescheid (Art. 62 VStrR). Es sprach A. der Verletzung der Meldepflicht i.S.v. Art. 37 Abs. 1 i.V.m. Art. 9 Abs. 1 GwG, mehrfach begangen in der Zeit vom 1. Dezember 2012 bis zum 5. August 2016, schuldig und verurteilte ihn zu einer Busse von Fr. 150'000.-- sowie zur Bezahlung der Verfahrenskosten im Betrag von Fr. 5'070.-- (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 090 0001 ff.). Gegen den Strafbescheid vom 10. Juni 2022 erhob A. am 14. Juli 2022 beim EFD Einsprache und beantragte u.a. die Sistierung des Verfahrens, seine Einvernahme sowie die Einvernahmen von C., H., I., J., K., L., M., N. und O. (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 090 0010 ff.). G. Mit Strafverfügung vom 14. November 2022 wies das EFD (Leitung Strafrechtsdienst) alle Anträge von A. ab und sprach ihn wegen Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG i.V.m. Art. 9 Abs. 1 GwG, mehrfach begangen in der Zeit vom 1. Dezember 2012 bis zum 5. August 2016, schuldig. Gleichzeitig verurteilte es A. zu einer Busse von Fr. 150'000.-- und auferlegte ihm die Verfahrenskosten im Betrag von Fr. 10'880.-- (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 100 0001 ff.; act. 1.2). H. A. verlangte mit Schreiben vom 22. November 2022 beim EFD die gerichtliche Beurteilung (Art. 72 VStrR; Verfahrensakten SK.2022.54, Rubrik 1, pag. 6.100.005). In der Folge überwies das EFD mit Schreiben vom 6. Dezember 2022 seine Akten an die Bundesanwaltschaft zuhanden des Bundesstrafgerichts (Art. 50 Abs. 2 FINMAG; Verfahrensakten SK.2022.54, Rubrik 1, pag. 6.100.003). Die Bundesanwaltschaft reichte daraufhin mit Schreiben vom 14. Dezember 2022 die Akten des EFD zusammen mit dem Begehren um gerichtliche Beurteilung bei der Strafkammer des Bundesstrafgerichts (nachfolgend: Strafkammer oder Vorinstanz) ein (Verfahrensakten SK.2022.54, Rubrik 1, pag. 6.100.00 1 ff.). I. Nachdem die Strafkammer die Parteien am 20.”
“beantragten in der Folge beim (Leiter) Rechtsdienst EFD am 24. Oktober 2022 den Ausstand der Gruppenleiterin und Wiederholung der Verfahrenshandlungen, an denen sie mitgewirkt habe (EFD 090 18 ff.; 091 19 ff.). Der Leiter Rechtsdienst EFD wies ihre Ausstandsgesuche am 24. Oktober 2022 ab (EFD 90 149 ff.; 91 127 ff.), wogegen A. und B. am 8. Dezember 2022 Beschwerde bei der Beschwerdekammer erhoben (EFD 100 94 ff.; 101 66 ff.). Die Beschwerdeverfahren wurden unter der Geschäftsnummer BV.2022.48 (B.) und BV.2022.49 (A.) geführt. 1.5 Mittels Strafverfügung vom 16. Dezember 2022 sprach das EFD A. wegen Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG i.V.m. Art. 9 Abs. 1 GwG in der bis am 31. Dezember 2015 geltenden Fassung, begangen vom 10. Juni 2013 bis zum 31. Dezember 2015, schuldig und verurteilte ihn zu einer Busse von Fr. 25'000.-- sowie zur Bezahlung der Verfahrenskosten von Fr. 8'520.-- (EFD 100 1 ff.). Ebenfalls am 16. Dezember 2022 sprach das EFD auch B. wegen Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG i.V.m. Art. 9 Abs. 1 GwG in der bis am 31. Dezember 2018 geltenden Fassung, begangen vom 10. Juni 2013 bis zum 1. Juli 2016, schuldig und verurteilte ihn zu einer Busse von Fr. 10'000.-- sowie zur Bezahlung der Verfahrenskosten von Fr. 8'470.-- (Art. 70 VStrR) (EFD 110 1 ff.). 1.6 A. und B. beantragten mit Schreiben vom 19. bzw. 20. Dezember 2022 beim EFD die gerichtliche Beurteilung (Art. 72 VStrR) (EFD 100 60; 110 55). 1.7 Mit Übermittlungsschreiben vom 4. Januar 2023 überwies das EFD die Akten gemäss Art. 50 Abs. 2 des Bundesgesetzes über die Eidgenössische Finanzmarktaufsicht vom 22. Juni 2007 (Finanzmarktaufsichtsgesetz [FINMAG]; SR 956.1) an die Bundesanwaltschaft (nachfolgend «BA») zuhanden des Bundesstrafgerichts (SK 9.100.003 ff.). Die BA reichte die Akten des EFD zusammen mit den Begehren um gerichtliche Beurteilung am 11. Januar 2023 bei der Strafkammer des Bundesstrafgerichts (nachfolgend «Strafkammer») ein (SK 9.100.001 ff.). 1.8 Die Strafkammer lud die Parteien am 18. Januar 2023 dazu ein, Beweisanträge zu stellen und zu begründen (SK 9.”
“- ainsi qu'au paiement des frais de procédure (débours, émoluments d'arrêté et d'écriture) pour un montant total s'élevant à CHF 6'807.70. Le mandat de répression a été notifié au mandataire du prévenu le 10 juin 2022 (DFF 090 0001 à 0054). A.11 Par courrier du 11 juillet 2022, le prévenu a fait opposition au mandat de répression dans le délai légal. Il a principalement contesté l'existence de soupçons de blanchiment d'argent, sa responsabilité pénale, sa supposée connaissance des faits, la date de fin de l'obligation de communiquer et la réalisation d'une violation intentionnelle. Il a conclu principalement à l'annulation du mandat de répression du 8 juin 2022 et au prononcé d'un non-lieu à son égard, en application de l'art. 62 DPA (DFF 090 0059 à 0092). À titre subsidiaire, il a réitéré la réquisition de preuve concernant les échanges de courriels entre F. et J. entre juin et novembre 2013 (DFF 090 0086). A.12 Le 20 septembre 2022, le DFF a rendu un prononcé pénal, reconnaissant A. coupable de violation intentionnelle de l'obligation de communiquer (art. 37 al. 1 LBA), commise du 19 août 2013 au 8 juin 2016 et l'a condamné à une amende de CHF 40'000.- ainsi qu'au paiement des frais de procédure pour un montant de CHF 12'097.70 (DFF 100.0001 ss). A.13 Le 20 septembre 2022, A. a contesté les faits qui lui ont été reprochés et la responsabilité qui lui a été imputée aux termes du Prononcé pénal. Il a expressément demandé à ce que sa cause soit jugée par un tribunal au sens de l'art. 72 al. 1 et 2 DPA (DFF 100 0087 ss). A.14 En date du 30 septembre 2022, le DFF a transmis au Ministère public de la Confédération (ci-après : MPC) à l'attention du Tribunal pénal fédéral, le dossier de la procédure concernant A. en vertu de l'art. 50 al. 2 LFINMA (TPF 8.100.003 ss). A.15 Le 6 octobre 2022, le MPC a transmis la demande de jugement de A. du 20 septembre 2022 à la Cour des affaires pénales du Tribunal pénal fédéral (ci-après : Cour des affaires pénales ; TPF 8.100.001 s.) B. Procédure devant la Cour des affaires pénales (SK.2022.47) B.1 Le 3 janvier 2023, la Cour des affaires pénales a invité les parties à formuler leurs offres de preuve (TPF 8.”
In procedimenti sanzionatori amministrativi per violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 37 LRD, il dipartimento competente può invitare le banche a fornire informazioni e a esibire documenti; in caso di deposito di supporti dati protetti da password può chiedere l'avvio di una procedura giudiziaria di dissequestro/sblocco per poter ispezionare tali supporti.
“Dezember 2020 wies das EFD eine weitere Bank an, ihm bis zum 15. Januar 2021 diverse Auskünfte zum Beschuldigten zu erteilen, der früher Kadermitarbeiter dieser Bank gewesen war, sowie diesbezügliche Unterlagen zu edieren. Zum Ausschluss von Kollusionsgefahr wies das EFD die Bank an, den Beschuldigten während sechs Monaten nicht über die Verfügung vom 1. Dezember 2020 zu informieren. Gleichzeitig machte das EFD die Bank darauf aufmerksam, dass sie gegen die Durchsuchung der zu erhebenden Unterlagen "Einsprache" (gemäss Art. 50 Abs. 3 VStrR) und gegen das Mitteilungsverbot Beschwerde erheben könne. C. Mit Schreiben vom 15. Januar 2021 erteilte die betroffene Bank die vom EFD verlangten schriftlichen Auskünfte; zudem reichte sie zwei weitere Unterlagen ein. D. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD den Beschuldigten, dass es am 30. November 2020 (aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten)ein Verwaltungsstrafverfahren (wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG) gegen ihn eröffnet hatte. Gleichzeitig gab es ihm Gelegenheit, sich zu den Vorwürfen schriftlich zu äussern, unter Beilage der Verfahrensakten des EFD und der FINMA. E. Mit Schreiben vom 5. Februar 2021 erhob der Beschuldigte "Einsprache" gegen die Durchsuchung von Beweismitteln. Er beantragte die umgehende Siegelung sämtlicher rechtshilfeweise oder informell von der FINMA (im Zusammenhang mit deren Strafanzeige vom 8. Oktober 2018) beigezogenen Unterlagen und Aufzeichnungen sowie sämtlicher von anderen Behörden oder Dritten beigezogenen bzw. edierten Unterlagen und schriftlichen Auskünfte. F. Mit Verfügung vom 15. Februar 2021 trat der untersuchende Beamte des EFD auf die "Einsprache" bzw. das Siegelungsbegehren vom 5. Februar 2021 nicht ein. Zur Begründung führte er - in Bezug auf die schriftlichen Auskünfte und weiteren Unterlagen, welche das EFD von der Bank erhoben hatte - im Wesentlichen aus, der Beschuldigte sei aufgrund der Gewahrsamsverhältnisse nicht als siegelungsberechtigter Inhabereinzustufen; eine Ausnahme im Sinne der bundesgerichtlichen Praxis liege nicht vor.”
“Sachverhalt: A. Aufgrund einer Strafanzeige vom 7. November 2019 der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht (FINMA) gegen die Verantwortlichen der A.________ AG (nachfolgend: Bank) sowie allfällige weitere involvierte Personen eröffnete das Eidgenössische Finanzdepartement (EFD) ein Verwaltungsstrafverfahren gegen Unbekannt wegen des Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG. Ihrer Strafanzeige legte die FINMA unter anderem einige der ihr von der Bank im aufsichtsrechtlichen Verfahren eingereichten Dokumente bei. B. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 14. August 2020 forderte das EFD die Bank zur Einreichung verschiedener Unterlagen auf. Diese erstreckten sich unter anderem auf Kontenunterlagen zu fünf Geschäftsbeziehungen. Dieser Aufforderung kam die Bank am 27. November 2020 nach, indem sie dem EFD einen passwortgeschützten Datenträger einreichte. Gleichzeitig erhob die Bank Einsprache gegen dessen Durchsuchung. C. Betreffend die elektronischen Dateien auf dem von der Bank edierten passwortgeschützten Datenträger stellte das EFD am 17. Dezember 2020 beim Bundesstrafgericht ein Entsiegelungsgesuch. D. Mit Beschluss vom 23. Juni 2021 hiess das Bundesstrafgericht, Beschwerdekammer, das Entsiegelungsgesuch vom 17. Dezember 2020 gut, indem es dem EFD erlaubte, den ihm von der Bank am 27. November 2020 edierten Datenträger zu durchsuchen. E. Gegen den Beschluss des Bundesstrafgerichtes gelangte die Bank mit Beschwerde vom 25.”
LRD art. 37 n. 23 — Per le banche la vigilanza sul rispetto dell'obbligo di segnalazione spetta alla FINMA; essa può accertare violazioni colpose dell'obbligo di segnalazione nell'ambito della propria vigilanza, perseguirle mediante provvedimenti di vigilanza e collaborare con le autorità penali competenti.
“Die Finanzintermediäre im Sinne von Art. 2 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 10. Oktober 1997 über die Bekämpfung der Geldwäscherei und der Terrorismusfinanzierung (GwG [SR 955.0]), insbesondere Banken und ihre Organe, müssen der Meldestelle für Geldwäscherei (MROS) unverzüglich Meldung erstatten, wenn sie wissen oder den begründeten Verdacht haben, dass die in die Geschäftsbeziehung involvierten Vermögenswerte aus einem Verbrechen oder aus einem qualifizierten Steuervergehen herrühren (Art. 9 Abs. 1 lit. a Ziff. 2 i.V.m. Art. 2 Abs. 2 lit. a und Abs. 3 GwG). Mit Busse bis zu 500'000 Franken wird bestraft, wer vorsätzlich die Meldepflicht nach Art. 9 GwG verletzt (Art. 37 Abs. 1 GwG). Wer fahrlässig handelt, wird mit Busse bis zu 150'000 Franken bestraft (Art. 37 Abs. 2 GwG). Die Aufsicht über die Einhaltung der Meldepflicht nach Art. 9 GwG (sowie der übrigen Pflichten nach den Artikeln 3-11a GwG) obliegt bei Banken der FINMA (Art. 12 lit. a i.V.m. Art. 2 Abs. 2 lit. a GwG). Die FINMA koordiniert allfällige aufsichtsrechtliche Interventionen bei einem Finanzintermediär mit den zuständigen Strafverfolgungsbehörden. Sie nimmt vor einer allfälligen Weiterleitung von erhaltenen Informationen und Unterlagen Rücksprache mit den zuständigen Strafverfolgungsbehörden (Art. 29a Abs. 4 GwG). Die FINMA und die zuständige Strafverfolgungsbehörde tauschen die im Rahmen der Zusammenarbeit und zur Erfüllung ihrer Aufgaben notwendigen Informaionen aus. Sie verwenden die erhaltenen Informationen ausschliesslich zur Erfüllung ihrer jeweiligen Aufgaben (Art. 38 Abs. 1 FINMAG). Sie koordinieren ihre Untersuchungen, soweit möglich und erforderlich (Art. 38 Abs. 2 FINMAG). Erhält die FINMA Kenntnis von gemeinrechtlichen Verbrechen und Vergehen sowie Widerhandlungen gegen das FINMAG und die Finanzmarktgesetze, darunter das GwG, so benachrichtigt sie die zuständige Strafverfolgungsbehörde (Art.”
La FINMA ha presentato nel caso descritto una denuncia penale presso il Dipartimento federale delle finanze (DFF) per sospetto di violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 in combinato disposto con l'art. 37 LRD. La FINMA ha messo a disposizione del DFF ampi atti procedurali; sulla base di tali elementi il DFF ha avviato un procedimento penale amministrativo nei confronti di una persona fisiÊ responsabile.
“48 ff, pag. 122 ff.). F. Die FINMA stellte mit Verfügung vom 13. Juli 2018 in Sachen B. AG und C. AG betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Hauptpunkt fest, dass die B. AG und C. AG in Bezug auf ihre Geschäftsbeziehung mit D. und F. aufsichtsrechtliche Be—stim—mungen schwer verletzt haben. Gemäss der FINMA hätte spätestens anfangs April 2015 eine Verdachtsmeldung an die MROS erstattet werden sollen; eine vollständige Meldung erfolgte jedoch erst am 11. August 2016. Danach hätten die C. AG und B. AG ihre Meldepflicht durch verspätete Meldungen verletzt. Diese Verfügung ist in Rechtskraft erwachsen (Verfahrensakten FINMA G01104288, Reg. 9, pag. 015 ff.). G. Die FINMA erstattete am 8. Oktober 2018 beim Eidgenössischen Finanzdepartement (nachfolgend «EFD») eine Strafanzeige gegen die verantwortlichen Personen der B. AG und C. AG sowie allfällige weitere involvierte Personen wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). Zur Begründung ihrer Anzeige legte die FINMA ihre Verfügung vom 13. Juli 2018 bei und hielt fest, dass ihre Verfahrensakten dem EFD jederzeit zur Einsicht offen stehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). H. Der untersuchende Beamte des EFD ersuchte die FINMA mit Schreiben vom 14. Oktober 2019 um Zustellung der vollständigen FINMA-Akten inklusive allfälligem Beschwerdeverfahren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0001). Mit Schreiben vom 18. Oktober 2019 informierte die FINMA das EFD, dass sie dem «Rechtshilfegesuch gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» entspreche. Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.”
“Oktober 2019 um Zustellung der vollständigen FINMA-Akten inklusive allfälligem Beschwerdeverfahren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0001). Mit Schreiben vom 18. Oktober 2019 informierte die FINMA das EFD, dass sie dem «Rechtshilfegesuch gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» entspreche. Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.3.132, pag. 030 0005). «Gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» übermittelte die FINMA dem EFD mit Antwortschreiben vom 4. November 2019 die vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form (Verfahrensakten EDA 442.3-132 030, pag. 0006). I. Am 30. November 2020 eröffnete das EFD in Sachen B. AG und C. AG u.a. gegen A., CEO der C. AG, eine verwaltungsstrafrechtliche Untersuchung wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag. 020 0001). J. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag.020 0002 ff.). Das EFD führte aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR; SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte, zumal er als CEO der C. AG, «Introducer» sowie als «Head Key Client» die wichtige Geschäftsbeziehung zu D.”
Le persone responsabili del rispetto degli obblighi di segnalazione (p. es. responsabili della complianÎ / responsabili antiriciclaggio) possono essere ritenute personalmente perseguibili ai sensi dell'art. 37 LRD per omissione o per tardiva trasmissione di una segnalazione di sospetto. La prassi mostra che nei confronti di tali titolari di funzione sono state avviate sia indagini nell'ambito del diritto penale amministrativo sia, in caso di negligenza, sono state inflitte sanzioni pecuniarie (multe).
“Cela étant, le dommage financier subi par A______ ne résultait pas de la réalisation du risque de perte inhérent à tout investissement spéculatif, mais de l'utilisation des fonds à d'autres fins que celles contractuellement prévues. I______ ne pouvait en effet pas utiliser le montant de USD 1'000'000.- mis à sa disposition comme bon lui semblait, n'ayant "carte blanche" que dans le cadre des opérations de placement convenues entre les parties. L'infraction d'abus de confiance était donc potentiellement réalisée et pouvait, dès lors, constituer l'infraction préalable au blanchiment d'argent. Cette question pouvait toutefois demeurer indécise, dans la mesure où l'élément subjectif de cette dernière infraction faisait en tout état défaut s'agissant de J______. De l'enquête pénale administrative h. À la suite d'une dénonciation du Ministère public de Thurgovie au Département fédéral des finances (DFF), une enquête pénale administrative a été ouverte le 10 novembre 2016 contre R______ et Q______, pour soupçons de violation de l'obligation de communiquer un soupçon de blanchiment d’argent (art. 37 LBA). À l'issue de cette procédure, R______ a été condamnée à une amende pour violation par négligence de cette obligation. Selon le procès-verbal final du 27 juillet 2018 et le mandat de répression du 1er mars 2019, l'infraction susmentionnée devait lui être imputée, puisqu'elle dirigeait le département compliance de M______ et qu'il lui incombait d'apprécier les résultats des clarifications effectuées et de soumettre au KYCC les cas nécessitant une communication au Bureau de communication en matière de blanchiment d'argent (MROS). La "connaissance partielle" de la situation par Q______ et B______ ne la "déchargeait pas de sa responsabilité" (cf. page 4 du mandat de répression du 1er mars 2019). Q______, en particulier, s'était fié à son jugement erroné, tandis que B______ n'avait pas été systématiquement tenu informé des évènements et n'était "pas impliqué dans la décision de rompre la relation d'affaires" litigieuse. Elle ne pouvait, par ailleurs, "s'affranchir de sa responsabilité" en invoquant le rôle joué par E______ lors des clarifications effectuées, puisqu'il lui appartenait, selon les directives internes de la banque, d'apprécier le cas, de rassembler toutes les informations nécessaires et de décider ou non de les soumettre au KYCC (cf.”
“Dezember 2020 wies das EFD die Bank J. an, dem EFD bis zum 15. Januar 2021 Auskünfte betreffend einen weiteren Beschuldigten zu erteilen und Unterlagen herauszugeben (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0001 ff.). Zum Ausschluss von Kollusionsgefahr wies das EFD die Bank unter Strafandrohung im Sinne von Art. 292 StGB an, den betreffenden Beschuldigten während sechs Monaten nicht über die Verfügung zu informieren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0003 f.). Die Bank J. erteilte dem EFD mit Schreiben vom 15. Januar 2021 die angeforderten Auskünfte und reichte zwei Beilagen (E-Mails betreffend PWM referral/D. und Verdachtsmeldung vom 18. August 2010 samt Anlagen, jeweils in Kopie) ein (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0007 ff.). K. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag.021 0001 ff.). Das EFD führte aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als «Money Laundering Prevention Officer» der C. AG und als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR, SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag.021 001 f.). Das EFD räumte A. gleichzeitig die Gelegenheit zur schriftlichen Stellungnahme zu den Vorwürfen ein, unter Beilage der vollständigen Verfahrensakten des EFD und der FINMA. A. wurde darauf aufmerksam gemacht, dass beschuldigte Personen sich nicht selbst belasten müssen und das Recht haben, die Aussage und ihre Mitwirkung im Verwaltungsstrafverfahren zu verweigern.”
“Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.3.132, pag. 030 0005). «Gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» übermittelte die FINMA dem EFD mit Antwortschreiben vom 4. November 2019 die vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form (Verfahrensakten EDA 442.3-132 030, pag. 0006). I. Am 30. November 2020 eröffnete das EFD in Sachen B. AG und C. AG u.a. gegen A., CEO der C. AG, eine verwaltungsstrafrechtliche Untersuchung wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag. 020 0001). J. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag.020 0002 ff.). Das EFD führte aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR; SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte, zumal er als CEO der C. AG, «Introducer» sowie als «Head Key Client» die wichtige Geschäftsbeziehung zu D. eng begleitet habe (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag.020 0002 ff.). Das EFD räumte A. gleichzeitig die Gelegenheit zur schriftlichen Stellungnahme zu den Vorwürfen ein, unter Beilage der vollständigen Verfahrensakten des EFD und der FINMA. A. wurde darauf aufmerksam gemacht, dass beschuldigte Personen sich nicht selbst belasten müssen und das Recht haben, die Aussage und ihre Mitwirkung im Verwaltungsstrafverfahren zu verweigern.”
Finché sussiste l'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 LRD, la violazione prevista dalla fattispecie può perdurare; la punibilità ai sensi dell'art. 37 cpv. 1 LRD sussiste pertanto fino all'effettiva presentazione della segnalazione.
“Wer vorsätzlich die Meldepflicht nach Art. 9 GwG verletzt, wird gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG mit Busse bis zu Fr. 500'000.-- bestraft. Wer fahrlässig handelt, wird mit Busse bis zu Fr. 150'000.-- Franken bestraft (Art. 37 Abs. 2 GwG). Solange die Meldepflicht andauert, ist eine Verletzung möglich. Beide Parteien gehen mit der Vorinstanz einig, dass hinsichtlich der Geschäftsbeziehungen der Bank B1. und der Bank B2. mit C. und D. das eventuell strafbare Verhalten von A. an jenem Tag endete, an welchem die betreffenden Meldungen erstattet wurden, d.h. vorliegend am 30. November 2015 und 5. August”
“Wer vorsätzlich die Meldepflicht nach Art. 9 GwG verletzt, wird gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG mit Busse bis zu Fr. 500'000.-- bestraft. Wer fahrlässig handelt, wird mit Busse bis zu Fr. 150'000.-- Franken bestraft (Art. 37 Abs. 2 GwG). Solange die Meldepflicht andauert, ist eine Verletzung möglich. Beide Parteien gehen mit der Vorinstanz einig, dass hinsichtlich der Geschäftsbeziehungen der Bank B1. und der Bank B2. mit C. und D. das eventuell strafbare Verhalten von A. an jenem Tag endete, an welchem die betreffenden Meldungen erstattet wurden, d.h. vorliegend am 30. November 2015 und 5. August”
LRD art. 37 n. 19 Anche soggetti esterni o soggetti terzi responsabili, ad esempio in base a regolamenti interni o persone o uffici incaricati esternamente, possono essere destinatari di responsabilità personale nella misura in cui hanno assunto compiti relativi alla segnalazione e sono pertanto responsabili della loro esecuzione.
“Quali autori di una violazione dell'art. 37 LRD entrano dunque in considerazione le persone responsabili dell'effettuazione di una comunicazione secondo i regolamenti interni, le persone esterne incaricate a tal fine, gli organi che devono predisporre le basi necessarie per l'istruzione e la sorveglianza del responsabile della comunicazione nonché gli organi e i collaboratori ai quali incombe l'istruzione e la sorveglianza del responsabile della comunicazione (De Capitani, op. cit., n. 9 ad art. 37 LRD).”
Errore di fatto per mancata diligenza: chi non riconosÎ circostanze soggette all'obbligo di segnalazione perché ha violato gli obblighi di diligenza/accertamento richiesti non può invocare un errore di fatto scusabile. Un errore così evitabile costituisÎ inveÎ negligenza ed è punibile ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LRD.
“È irrilevante sapere se questo errore si basa su un'errata interpretazione dei fatti o su un'errata interpretazione della legge. Chiunque – per qualsiasi motivo – si sbaglia sull'esistenza fattuale di un elemento normativo del reato è soggetto a un errore di fatto (sentenza del Tribunale federale 6B_187/2016 del 17 giugno 2016 consid. 3.2, con rinvii; sentenza del Tribunale penale federale CA.2020.16 del 23 agosto 2021 consid. 1.4.2). Con particolare riferimento all'infrazione di cui all'art. 37 LRD, l'intermediario finanziario che non ha avuto sospetti per il semplice fatto di non essersi conformato agli obblighi di chiarimento previsti o che non riconosce l'esistenza di una situazione soggetta all'obbligo di comunicazione perché non esercita la diligenza richiesta, agisce per effetto di una supposizione erronea delle circostanze di fatto evitabile ed è punibile giusta l'art. 37 cpv. 2 LRD (TPF 2021 36 consid. 11.2; sentenza del TPF SK.2020.39 del 31 maggio 2021 consid. 2.10; Ordolli, op. cit., n. 12 ad art. 37 LRD; Hilf, op. cit., n. 31 ad art. 37 LRD).”
Anche un'omissione colposa della diligenza richiesta può costituire una mancata segnalazione punibile ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LRD: presupposizioni errate e chiaramente evitabili cirÊ circostanze di fatto che conducono al mancato riconoscimento di una situazione soggetta all'obbligo di segnalazione sono considerate comportamento colposo e sono punibili ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LRD.
“È irrilevante sapere se questo errore si basa su un'errata interpretazione dei fatti o su un'errata interpretazione della legge. Chiunque – per qualsiasi motivo – si sbaglia sull'esistenza fattuale di un elemento normativo del reato è soggetto a un errore di fatto (sentenza del Tribunale federale 6B_187/2016 del 17 giugno 2016 consid. 3.2, con rinvii; sentenza del Tribunale penale federale CA.2020.16 del 23 agosto 2021 consid. 1.4.2). Con particolare riferimento all'infrazione di cui all'art. 37 LRD, l'intermediario finanziario che non ha avuto sospetti per il semplice fatto di non essersi conformato agli obblighi di chiarimento previsti o che non riconosce l'esistenza di una situazione soggetta all'obbligo di comunicazione perché non esercita la diligenza richiesta, agisce per effetto di una supposizione erronea delle circostanze di fatto evitabile ed è punibile giusta l'art. 37 cpv. 2 LRD (TPF 2021 36 consid. 11.2; sentenza del TPF SK.2020.39 del 31 maggio 2021 consid. 2.10; Ordolli, op. cit., n. 12 ad art. 37 LRD; Hilf, op. cit., n. 31 ad art. 37 LRD).”
Finché l'obbligo di segnalazione permane, è possibile una violazione — e quindi anche un comportamento colposo ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LRD —. Nella prassi, tale comportamento, eventualmente penalmente rilevante, si concluÞ tipicamente con la presentazione della segnalazione.
“Wer vorsätzlich die Meldepflicht nach Art. 9 GwG verletzt, wird gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG mit Busse bis zu Fr. 500'000.-- bestraft. Wer fahrlässig handelt, wird mit Busse bis zu Fr. 150'000.-- Franken bestraft (Art. 37 Abs. 2 GwG). Solange die Meldepflicht andauert, ist eine Verletzung möglich. Beide Parteien gehen mit der Vorinstanz einig, dass hinsichtlich der Geschäftsbeziehungen der Bank B1. und der Bank B2. mit C. und D. das eventuell strafbare Verhalten von A. an jenem Tag endete, an welchem die betreffenden Meldungen erstattet wurden, d.h. vorliegend am 30. November 2015 und 5. August”
“Wer vorsätzlich die Meldepflicht nach Art. 9 GwG verletzt, wird gemäss Art. 37 Abs. 1 GwG mit Busse bis zu Fr. 500'000.-- bestraft. Wer fahrlässig handelt, wird mit Busse bis zu Fr. 150'000.-- Franken bestraft (Art. 37 Abs. 2 GwG). Solange die Meldepflicht andauert, ist eine Verletzung möglich. Beide Parteien gehen mit der Vorinstanz einig, dass hinsichtlich der Geschäftsbeziehungen der Bank B1. und der Bank B2. mit C. und D. das eventuell strafbare Verhalten von A. an jenem Tag endete, an welchem die betreffenden Meldungen erstattet wurden, d.h. vorliegend am 30. November 2015 und 5. August”
LRD art. 37 n. 15 Nei casi esaminati dalla FINMA la stessa ha rilevato che, al più tardi all'inizio di aprile 2015, avrebbe dovuto essere presentata una segnalazione di sospetto alla MROS; una segnalazione completa è stata tuttavia inoltrata solo l'11 agosto 2016. In tale contesto gli istituti interessati sono stati contestati per le segnalazioni tardive e il DFF ha avviato indagini in materia di diritto penale amministrativo.
“AG betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Zusammenhang mit den Geschäftsbeziehungen und Transaktionen im Umfeld der mutmasslichen Korruptionsaffäre rund um den Staatsfond D. bei. Darin hielt die FINMA im Hauptpunkt fest, dass die B. AG und C. AG in Bezug auf ihre Geschäftsbeziehung mit E. und F. aufsichtsrechtliche Bestimmungen schwer verletzt haben. Gemäss der FINMA hätte spätestens anfangs April 2015 eine Verdachtsmeldung an die MROS erstattet werden sollen; eine vollständige Meldung erfolgte jedoch erst am 11. August 2016. Danach hätten die C. AG und B. AG ihre Meldepflicht durch verspätete Meldungen verletzt (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.; act. 2.3). Mit Schreiben vom 4. November 2019 stellte die FINMA dem EFD ihre vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form zu (Verfahrensakten EFD 442.3.132, pag. 030 0006). B. Das EFD eröffnete am 30. November 2020 in Sachen B. AG und C. AG gegen A., CEO der C. AG, eine verwaltungsstrafrechtliche Untersuchung wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0001). C. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 1. Dezember 2020 wies das EFD die Bank G. an, dem EFD bis zum 15. Januar 2021 folgende Auskünfte betreffend A. zu erteilen und Unterlagen herauszugeben (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0001 ff.; act. 2.5): «a. Angaben darüber, welche Verantwortlichkeiten und Aufgaben A. als Head Wealth Planning bei der Bank G. im Zusammenhang mit der Kundenbeziehung von E. und allfällige weiteren in der Sache involvierten Beziehungen (z.B. Staatsfond D., H., I., usw.) zukamen; b. Einreichung der mutmasslich im Jahr 2010 (oder allenfalls früher) erstatteten Verdachtsmeldung(en) der Bank G. im Zusammenhang mit E. oder Gesellschaften, an denen er wirtschaftlich berechtigt war, mit den allfälligen Beilagen; c. Angaben betreffend die Modalitäten der Meldung an die MROS unter Beilage entsprechender interner Notizen, Sitzungsprotokollen und/oder Arbeitspapiere; wer hat entschieden? wann? warum? d. Angaben zum Kenntnisstand von A.”
“48 ff, pag. 122 ff.). F. Die FINMA stellte mit Verfügung vom 13. Juli 2018 in Sachen B. AG und C. AG betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Hauptpunkt fest, dass die B. AG und C. AG in Bezug auf ihre Geschäftsbeziehung mit D. und F. aufsichtsrechtliche Be—stim—mungen schwer verletzt haben. Gemäss der FINMA hätte spätestens anfangs April 2015 eine Verdachtsmeldung an die MROS erstattet werden sollen; eine vollständige Meldung erfolgte jedoch erst am 11. August 2016. Danach hätten die C. AG und B. AG ihre Meldepflicht durch verspätete Meldungen verletzt. Diese Verfügung ist in Rechtskraft erwachsen (Verfahrensakten FINMA G01104288, Reg. 9, pag. 015 ff.). G. Die FINMA erstattete am 8. Oktober 2018 beim Eidgenössischen Finanzdepartement (nachfolgend «EFD») eine Strafanzeige gegen die verantwortlichen Personen der B. AG und C. AG sowie allfällige weitere involvierte Personen wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). Zur Begründung ihrer Anzeige legte die FINMA ihre Verfügung vom 13. Juli 2018 bei und hielt fest, dass ihre Verfahrensakten dem EFD jederzeit zur Einsicht offen stehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). H. Der untersuchende Beamte des EFD ersuchte die FINMA mit Schreiben vom 14. Oktober 2019 um Zustellung der vollständigen FINMA-Akten inklusive allfälligem Beschwerdeverfahren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0001). Mit Schreiben vom 18. Oktober 2019 informierte die FINMA das EFD, dass sie dem «Rechtshilfegesuch gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» entspreche. Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.”
“Die durch Rechtsanwälte der Anwaltskanzlei F. in Zürich vertretene Bank B1. und Bank B2. nahmen am 11.Dezember 2017 durch ihre (gemeinsamen) Rechtsvertreter zum Untersuchungsbericht Stellung (Akten FINMA G01104288 Reg. 2 pag. 122 ff.). Gestützt auf den Untersuchungsbericht vom 18. November 2017 und in Kenntnis der Stellungnahme der geprüften Finanzinstitute erwog die FINMA mit Verfügung vom 13. Juli 2018, dass die Bank B1. und die Bank B2. die Verdachtsmeldungen zu C. und D. mit erheblicher Verspätung getätigt hatten und stellte fest, dass die Bank B1. und die Bank B2. die aufsichtsrechtlichen Bestimmungen schwer verletzt haben (Akten FINMA G01104288 Reg. 9 pag. 15 ff, insb. pag. 54). C. Am 8. Oktober 2018 erstattete die FINMA gegen «die verantwortlichen Personen der Bank B1. und Bank B2. sowie allfällige weitere involvierte Personen» beim eidgenössischen Finanzdepartement (nachfolgend: EFD oder Beschwerdeführer) eine Strafanzeige wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG. Der Anzeige legte die FINMA die Verfügung vom 13. Juli 2018 bei (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 10 0001 ff.; act. 2.3). Mit Schreiben vom 4. November 2019 stellte die FINMA dem EFD ihre vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form zu (Verfahrensakten EFD 442.3.132 pag. 30 0006). D. Gestützt auf die Anzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 eröffnete das EFD am 30. November 2020 ein Verwaltungsstrafverfahren gegen G. und A. (nachfolgend: A. oder Beschwerdegegner) (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0001 ff.). Gegen A. bestand zusammengefasst der Verdacht, er habe als Mitglied des Business Acceptance Committee (nachfolgend: BAC) der Bank B.-Gruppe, CEO der Bank B2. und «Introducer» sowie «Head Key Client» von C., von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen Kenntnis gehabt und es unterlassen, rechtzeitig die gebotene MROS-Verdachtsmeldung zu veranlassen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 20 0003). Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 teilte das EFD A. mit, gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art.”
In occasione della revisione dell'art. 37 LRD la versione precedente può continuare ad essere applicata se la disposizione revisionata non risulta più favorevole per l'imputato. Il Tribunale penale federale ha in tal senso ritenuto opportuna l'applicazione della versione dell'art. 37 (2009–2015), poiché la disciplina vigente non era più vantaggiosa (cfr. SK.2022.17).
“37 LRD, il terzo capoverso della disposizione è stato abrogato (RU 2015 5403). La versione dell'art. 37 LRD in vigore fino al 31 dicembre 2015 comminava: una multa sino a CHF 500'000.– a chiunque, intenzionalmente, violava l'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 9 LRD (cpv. 1); una multa sino a CHF 150'000.– a chi agiva per negligenza (cpv. 2); e una multa di almeno CHF 10'000.– in caso di recidiva entro cinque anni da una condanna passata in giudicato (cpv. 3). In casu, applicabili sono il primo ed il secondo capoverso dell'art. 37 LRD, rimasti immutati con la revisione. Sia il diritto previgente che quello attuale portano al medesimo risultato, non trattandosi di un caso di recidiva. Siccome il diritto attualmente in vigore non risulta più favorevole all'imputato rispetto a quello previgente, si giustifica l'applicazione di quest'ultimo, ossia dell'art. 37 LRD nella sua versione in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015 (in seguito: art. 37 LRD-2009). 2.5.2 L'art. 9 LRD determina le condizioni alla base della responsabilità di cui all'art. 37 LRD. Il principio di cui all'art. 2 cpv. 2 CP va dunque analizzato anche rispetto a questa norma (cfr. sentenza del TPF SK.2019.76 del 22 ottobre 2020 consid. 4.6). Nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2015, l'art. 9 cpv. 1 lett. a LRD prevedeva che l'intermediario finanziario che sapeva o aveva il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari sono in relazione con un reato ai sensi degli articoli 260ter numero 1 o 305bis CP (cifra 1), provenivano da un crimine (cifra 2), sottostavano alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale (cifra 3), o servivano al finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies cpv. 1 CP) (cifra 4), ne doveva dare senza indugio comunicazione all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro secondo l'articolo 23 (Ufficio di comunicazione). Il 1° gennaio 2016, l'art. 9 LRD è stato modificato a seguito dell'attuazione delle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI) rivedute nel 2012 ed il suo campo di applicazione esteso segnatamente ai delitti fiscali qualificati (RU 2015 1389).”
Riferimento: LRD art. 37 n. 13 Nei casi sottoposti, segnalazioni di sospetto tardive o omesse hanno dato luogo a indagini ovvero all'avvio di procedimenti amministrativi sanzionatori per violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 37 LRD.
“Il pouvait compter sur la passivité de D., banquier, dans cette phase où, vu le lien spatiotemporel éloigné d'avec A., la détection des transactions suspectes est impossible pour l'autorité pénale sans la collaboration de l'institution bancaire. C. et D. pouvaient ainsi compter l'un sur l'autre pour les mener à bien, motivés par un désir commun de servir la cliente. Même si leur organisation n'avait rien de bien sophistiqué, leurs 29 actes de blanchiment d'argent sur une période d'environ deux années – preuve du caractère répété de leurs agissements – jusqu'à ce que le MPC ordonne le blocage des trois comptes, démontrent qu'ils n'avaient nulle intention de cesser leur comportement, mais à l'inverse, qu'ils comptaient agir aussi souvent que l'occasion se présentait. Par conséquent, les caractéristiques de la bande sont réalisées. C. et D. doivent donc être condamnés pour blanchiment d'argent aggravé, la circonstance de la bande étant réalisée (art. 305bis ch. 2 let. b CP). 4.22 Violation de l'obligation de communiquer, art. 37 LBA a) Les actes de blanchiment d'argent qui sont reprochés à C. et à D. par omission (n'avoir pas clarifié l'arrière-plan économique et le but des transactions, malgré leur caractère inhabituel et l'existence d'indices de blanchiment d'argent, n'avoir pas informé le MROS de l'existence d'avoirs provenant des activités criminelles de A. dont ils avaient connaissance, ne pas avoir bloqué ces valeurs patrimoniales et avoir ainsi empêché la confiscation par les autorités pénales d'avoirs d'origine criminelle, ceci jusqu'au 14 janvier 2014), leur sont aussi reprochés au titre de violation de l'obligation de communiquer au sens de l'art. 37 LBA en lien avec l'art. 9 LBA (art. 50 LFINMA) (cf. chiffres I.C.1.4.4 [p. 226] et I.D.1.3.3 [p. 266 s.] de l'acte d'accusation). b) En vertu de l'art. 37 LBA, est puni d'une amende de CHF 500'000.- au plus celui qui, intentionnellement, enfreint l'obligation de communiquer prévue à l'art. 9 LBA. Il s'agit d'une contravention au sens de l'art. 103 CP. Selon l'art.”
“AG betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Zusammenhang mit den Geschäftsbeziehungen und Transaktionen im Umfeld der mutmasslichen Korruptionsaffäre rund um den Staatsfond D. bei. Darin hielt die FINMA im Hauptpunkt fest, dass die B. AG und C. AG in Bezug auf ihre Geschäftsbeziehung mit E. und F. aufsichtsrechtliche Bestimmungen schwer verletzt haben. Gemäss der FINMA hätte spätestens anfangs April 2015 eine Verdachtsmeldung an die MROS erstattet werden sollen; eine vollständige Meldung erfolgte jedoch erst am 11. August 2016. Danach hätten die C. AG und B. AG ihre Meldepflicht durch verspätete Meldungen verletzt (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.; act. 2.3). Mit Schreiben vom 4. November 2019 stellte die FINMA dem EFD ihre vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form zu (Verfahrensakten EFD 442.3.132, pag. 030 0006). B. Das EFD eröffnete am 30. November 2020 in Sachen B. AG und C. AG gegen A., CEO der C. AG, eine verwaltungsstrafrechtliche Untersuchung wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0001). C. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 1. Dezember 2020 wies das EFD die Bank G. an, dem EFD bis zum 15. Januar 2021 folgende Auskünfte betreffend A. zu erteilen und Unterlagen herauszugeben (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0001 ff.; act. 2.5): «a. Angaben darüber, welche Verantwortlichkeiten und Aufgaben A. als Head Wealth Planning bei der Bank G. im Zusammenhang mit der Kundenbeziehung von E. und allfällige weiteren in der Sache involvierten Beziehungen (z.B. Staatsfond D., H., I., usw.) zukamen; b. Einreichung der mutmasslich im Jahr 2010 (oder allenfalls früher) erstatteten Verdachtsmeldung(en) der Bank G. im Zusammenhang mit E. oder Gesellschaften, an denen er wirtschaftlich berechtigt war, mit den allfälligen Beilagen; c. Angaben betreffend die Modalitäten der Meldung an die MROS unter Beilage entsprechender interner Notizen, Sitzungsprotokollen und/oder Arbeitspapiere; wer hat entschieden? wann? warum? d. Angaben zum Kenntnisstand von A.”
“Dezember 2020 wies das EFD die Bank J. an, dem EFD bis zum 15. Januar 2021 Auskünfte betreffend einen weiteren Beschuldigten zu erteilen und Unterlagen herauszugeben (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0001 ff.). Zum Ausschluss von Kollusionsgefahr wies das EFD die Bank unter Strafandrohung im Sinne von Art. 292 StGB an, den betreffenden Beschuldigten während sechs Monaten nicht über die Verfügung zu informieren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0003 f.). Die Bank J. erteilte dem EFD mit Schreiben vom 15. Januar 2021 die angeforderten Auskünfte und reichte zwei Beilagen (E-Mails betreffend PWM referral/D. und Verdachtsmeldung vom 18. August 2010 samt Anlagen, jeweils in Kopie) ein (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 031 0007 ff.). K. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag.021 0001 ff.). Das EFD führte aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als «Money Laundering Prevention Officer» der C. AG und als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR, SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag.021 001 f.). Das EFD räumte A. gleichzeitig die Gelegenheit zur schriftlichen Stellungnahme zu den Vorwürfen ein, unter Beilage der vollständigen Verfahrensakten des EFD und der FINMA. A. wurde darauf aufmerksam gemacht, dass beschuldigte Personen sich nicht selbst belasten müssen und das Recht haben, die Aussage und ihre Mitwirkung im Verwaltungsstrafverfahren zu verweigern.”
La FINMA ha presentato, nei casi in esame, denunÎ penali per sospetta violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 in combinato disposto con l'art. 37 LRD e ha allegato alla denuncia, in ciascun caso, il proprio provvedimento di vigilanza.
“Die durch Rechtsanwälte der Anwaltskanzlei F. in Zürich vertretene Bank B1. und Bank B2. nahmen am 11.Dezember 2017 durch ihre (gemeinsamen) Rechtsvertreter zum Untersuchungsbericht Stellung (Akten FINMA G01104288 Reg. 2 pag. 122 ff.). Gestützt auf den Untersuchungsbericht vom 18. November 2017 und in Kenntnis der Stellungnahme der geprüften Finanzinstitute erwog die FINMA mit Verfügung vom 13. Juli 2018, dass die Bank B1. und die Bank B2. die Verdachtsmeldungen zu C. und D. mit erheblicher Verspätung getätigt hatten und stellte fest, dass die Bank B1. und die Bank B2. die aufsichtsrechtlichen Bestimmungen schwer verletzt haben (Akten FINMA G01104288 Reg. 9 pag. 15 ff, insb. pag. 54). C. Am 8. Oktober 2018 erstattete die FINMA gegen «die verantwortlichen Personen der Bank B1. und Bank B2. sowie allfällige weitere involvierte Personen» beim eidgenössischen Finanzdepartement (nachfolgend: EFD oder Beschwerdeführer) eine Strafanzeige wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG. Der Anzeige legte die FINMA die Verfügung vom 13. Juli 2018 bei (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 10 0001 ff.; act. 2.3). Mit Schreiben vom 4. November 2019 stellte die FINMA dem EFD ihre vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form zu (Verfahrensakten EFD 442.3.132 pag. 30 0006). D. Gestützt auf die Anzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 eröffnete das EFD am 30. November 2020 ein Verwaltungsstrafverfahren gegen G. und A. (nachfolgend: A. oder Beschwerdegegner) (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0001 ff.). Gegen A. bestand zusammengefasst der Verdacht, er habe als Mitglied des Business Acceptance Committee (nachfolgend: BAC) der Bank B.-Gruppe, CEO der Bank B2. und «Introducer» sowie «Head Key Client» von C., von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen Kenntnis gehabt und es unterlassen, rechtzeitig die gebotene MROS-Verdachtsmeldung zu veranlassen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 20 0003). Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 teilte das EFD A. mit, gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art.”
“48 ff, pag. 122 ff.). F. Die FINMA stellte mit Verfügung vom 13. Juli 2018 in Sachen B. AG und C. AG betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Hauptpunkt fest, dass die B. AG und C. AG in Bezug auf ihre Geschäftsbeziehung mit D. und F. aufsichtsrechtliche Be—stim—mungen schwer verletzt haben. Gemäss der FINMA hätte spätestens anfangs April 2015 eine Verdachtsmeldung an die MROS erstattet werden sollen; eine vollständige Meldung erfolgte jedoch erst am 11. August 2016. Danach hätten die C. AG und B. AG ihre Meldepflicht durch verspätete Meldungen verletzt. Diese Verfügung ist in Rechtskraft erwachsen (Verfahrensakten FINMA G01104288, Reg. 9, pag. 015 ff.). G. Die FINMA erstattete am 8. Oktober 2018 beim Eidgenössischen Finanzdepartement (nachfolgend «EFD») eine Strafanzeige gegen die verantwortlichen Personen der B. AG und C. AG sowie allfällige weitere involvierte Personen wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). Zur Begründung ihrer Anzeige legte die FINMA ihre Verfügung vom 13. Juli 2018 bei und hielt fest, dass ihre Verfahrensakten dem EFD jederzeit zur Einsicht offen stehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). H. Der untersuchende Beamte des EFD ersuchte die FINMA mit Schreiben vom 14. Oktober 2019 um Zustellung der vollständigen FINMA-Akten inklusive allfälligem Beschwerdeverfahren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0001). Mit Schreiben vom 18. Oktober 2019 informierte die FINMA das EFD, dass sie dem «Rechtshilfegesuch gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» entspreche. Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.”
“48 ff, pag. 122 ff.). F. Die FINMA stellte mit Verfügung vom 13. Juli 2018 in Sachen B. AG und C. AG betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Hauptpunkt fest, dass die B. AG und C. AG in Bezug auf ihre Geschäftsbeziehung mit D. und F. aufsichtsrechtliche Be—stim—mungen schwer verletzt haben. Gemäss der FINMA hätte spätestens anfangs April 2015 eine Verdachtsmeldung an die MROS erstattet werden sollen; eine vollständige Meldung erfolgte jedoch erst am 11. August 2016. Danach hätten die C. AG und B. AG ihre Meldepflicht durch verspätete Meldungen verletzt. Diese Verfügung ist in Rechtskraft erwachsen (Verfahrensakten FINMA G01104288, Reg. 9, pag. 015 ff.). G. Die FINMA erstattete am 8. Oktober 2018 beim Eidgenössischen Finanzdepartement (nachfolgend «EFD») eine Strafanzeige gegen die verantwortlichen Personen der B. AG und C. AG sowie allfällige weitere involvierte Personen wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 9 i.V.m. Art. 37 GwG (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). Zur Begründung ihrer Anzeige legte die FINMA ihre Verfügung vom 13. Juli 2018 bei und hielt fest, dass ihre Verfahrensakten dem EFD jederzeit zur Einsicht offen stehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 010 0001 ff.). H. Der untersuchende Beamte des EFD ersuchte die FINMA mit Schreiben vom 14. Oktober 2019 um Zustellung der vollständigen FINMA-Akten inklusive allfälligem Beschwerdeverfahren (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0001). Mit Schreiben vom 18. Oktober 2019 informierte die FINMA das EFD, dass sie dem «Rechtshilfegesuch gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» entspreche. Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.”
Citazione: LRD art. 37 n. 11 Omissioni ripetute o protratte possono essere considerate una violazione continuata degli obblighi. Il comportamento doloso rileva penalmente e può essere perseguito di conseguenza. Procedimenti penali o amministrativi per violazione dell'obbligo di segnalazione possono essere avviati anche nei confronti delle persone responsabili e degli ex quadri.
“Selon l'art. 37 LBA, celui qui a intentionnellement enfreint l'obligation de communiquer prévue à l'art. 9 LBA est puni d'une amende de 500'000 fr. au plus (al. 1). Si l'auteur a agi par négligence, l'amende est alors de 150'000 fr. au plus (al. 2). Conformément au principe de la non-rétroactivité de la loi pénale, il convient d'examiner les faits reprochés à l'intimé et au recourant 2 à l'aune de l'art. 9 al. 1 let. aLBA dans sa version en vigueur au moment des faits incriminés, dans la mesure où le nouveau droit (entré en vigueur le 1er janvier 2016; cf. RO 2015 1389) n'est pas plus favorable aux prévenus (art. 2 al. 2 CP). L'art. 37 al. 1 et 2 LBA n'a, quant à lui, pas fait l'objet de modifications. Pour que l'obligation de communiquer au sens de l'art. 9 aLBA soit violée, quatre conditions cumulatives doivent être remplies: l'auteur doit être un intermédiaire financier; des valeurs patrimoniales doivent être impliquées dans une relation d'affaires; l'intermédiaire financier doit savoir ou présumer, sur la base de soupçons fondés, que ces valeurs patrimoniales ont un rapport avec une infraction au sens des art.”
“Già sulla base delle informazioni in possesso di A. al tempo dei fatti, la struttura e l'operatività delle relazioni risultavano altamente sospette. Ad un intermediario finanziario diligente e con l'esperienza dell'imputato non poteva in particolare sfuggire che, dietro alle inverosimili e contraddittorie causali dichiarate, si potesse celare altro, in particolare reati o legami con il riciclaggio. La circostanza secondo la quale gli elementi concreti di sospetto, in assenza di chiarimenti seri e soddisfacenti che permettessero di dissiparli, siano da ritenersi fondati e sottoposti all'obbligo di comunicazione, rientra ragionevolmente nella concezione originaria della norma (DTF 147 IV 274 consid. 2) ed era al tempo già stata preconizzata (cfr. Rapporto d'attività 2007 dell'Ufficio MROS, pag. 3), per poi consolidarsi nel corso degli anni (cfr. Garbaski/Macaluso, op. cit., n. 38 ad art. 37 LRD; Rapporto d'attività 2016 dell'Ufficio MROS, pag. 52 e segg.). Ciò nonostante, l'imputato, sino al 2015, nulla ha intrapreso. Su tali presupposti, egli non può ora prevalersi di un errore. A. ha dunque commesso la violazione dell'obbligo di comunicazione con cognizione di causa, e, come visto, agendo con dolo eventuale.”
“9 i.V.m. Art. 37 des Bundesgesetzes vom 10. Oktober 1997 über die Bekämpfung der Geldwäscherei und der Terrorismusfinanzierung (GwG [SR 955.0]) gegen die verantwortlichen Personen einer Bank und einer weiteren Gesellschaft sowie allfällige weitere involvierte Personen. Zur Begründung ihrer Anzeige legte die FINMA ihre rechtskräftige Verfügung vom 13. Juli 2018 bei, die sie in ihrem aufsichtsrechtlichen Enforcementverfahren gegen die genannten zwei Firmen (betreffend Verletzung von Sorgfalts- und Meldepflichten zur Bekämpfung der Geldwäscherei im Zusammenhang mit Geschäftsbeziehungen und Transaktionen im Umfeld der Korruptionsaffäre zum malaysischen Staatsfond 1MDB) erlassen hatte. Mit Schreiben vom 4. November 2019 stellte die FINMA dem EFD ihre vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form zu. B. Am 30. November 2020 eröffnete das EFD ein Verwaltungsstrafverfahren gegen A.________, den CEO einer der genannten Firmen, wegen des Verdachts der Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG. Mit Auskunfts- und Editionsverfügung vom 1. Dezember 2020 wies das EFD eine weitere Bank an, ihm bis zum 15. Januar 2021 diverse Auskünfte zum Beschuldigten zu erteilen, der früher Kadermitarbeiter dieser Bank gewesen war, sowie diesbezügliche Unterlagen zu edieren. Zum Ausschluss von Kollusionsgefahr wies das EFD die Bank an, den Beschuldigten während sechs Monaten nicht über die Verfügung vom 1. Dezember 2020 zu informieren. Gleichzeitig machte das EFD die Bank darauf aufmerksam, dass sie gegen die Durchsuchung der zu erhebenden Unterlagen "Einsprache" (gemäss Art. 50 Abs. 3 VStrR) und gegen das Mitteilungsverbot Beschwerde erheben könne. C. Mit Schreiben vom 15. Januar 2021 erteilte die betroffene Bank die vom EFD verlangten schriftlichen Auskünfte; zudem reichte sie zwei weitere Unterlagen ein. D. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD den Beschuldigten, dass es am 30. November 2020 (aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten)ein Verwaltungsstrafverfahren (wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art.”
“Même si leur organisation n'avait rien de bien sophistiqué, leurs 29 actes de blanchiment d'argent sur une période d'environ deux années – preuve du caractère répété de leurs agissements – jusqu'à ce que le MPC ordonne le blocage des trois comptes, démontrent qu'ils n'avaient nulle intention de cesser leur comportement, mais à l'inverse, qu'ils comptaient agir aussi souvent que l'occasion se présentait. Par conséquent, les caractéristiques de la bande sont réalisées. C. et D. doivent donc être condamnés pour blanchiment d'argent aggravé, la circonstance de la bande étant réalisée (art. 305bis ch. 2 let. b CP). 4.22 Violation de l'obligation de communiquer, art. 37 LBA a) Les actes de blanchiment d'argent qui sont reprochés à C. et à D. par omission (n'avoir pas clarifié l'arrière-plan économique et le but des transactions, malgré leur caractère inhabituel et l'existence d'indices de blanchiment d'argent, n'avoir pas informé le MROS de l'existence d'avoirs provenant des activités criminelles de A. dont ils avaient connaissance, ne pas avoir bloqué ces valeurs patrimoniales et avoir ainsi empêché la confiscation par les autorités pénales d'avoirs d'origine criminelle, ceci jusqu'au 14 janvier 2014), leur sont aussi reprochés au titre de violation de l'obligation de communiquer au sens de l'art. 37 LBA en lien avec l'art. 9 LBA (art. 50 LFINMA) (cf. chiffres I.C.1.4.4 [p. 226] et I.D.1.3.3 [p. 266 s.] de l'acte d'accusation). b) En vertu de l'art. 37 LBA, est puni d'une amende de CHF 500'000.- au plus celui qui, intentionnellement, enfreint l'obligation de communiquer prévue à l'art. 9 LBA. Il s'agit d'une contravention au sens de l'art. 103 CP. Selon l'art. 98 let. b CP, dans sa version en vigueur après le 1er janvier 2014, la prescription court dès le jour du dernier acte si l'activité coupable s'est exercée à plusieurs reprises. S'agissant des infractions aux lois sur les marchés financiers, la prescription est de sept ans (art. 52 LFINMA). En vertu de l'art. 104 CP, les dispositions relatives au point de départ et à la fin de la prescription s'appliquent également aux contraventions (ATF 139 IV 62 consid. 1.1 p. 64 s.). En l'occurrence, le délai de prescription est de sept ans. c) Selon la jurisprudence du Tribunal fédéral, l'obligation de communiquer selon l'art. 9 al. 1 LBA naît dès que l'intermédiaire financier sait ou présume, sur la base de soupçons fondés, que les valeurs patrimoniales impliquées dans la relation d'affaires pourraient remplir l'un des cas de figure de cette disposition.”
LRD art. 37 n. 10 Per i reati permanenti (reati a durata continuativa) si applicano le norme penali sostanziali vigenti al momento della cessazione dello stato illecito. Se da tali norme risulta un massimale della sanzione pecuniaria più elevato, questo è determinante.
“Trattandosi di un reato permanente, se l'attività illecita avviene in parte prima ed in parte dopo l'entrata in vigore di una nuova norma, gli atti si considerano commessi secondo la nuova legge. Di conseguenza, sono le disposizioni penali materiali vigenti al momento della cessazione dello stato illecito, che secondo la decisione penale è avvenuta al più tardi il 20 luglio 2015, ad essere applicabili. Si osservi inoltre che alla luce dei principi giurisprudenziali esposti, laddove il reato venisse confermato per tutto il periodo contestato, nella commisurazione dell'eventuale pena occorrerà tenere conto del fatto che sebbene l'attività illecita sia iniziata prima, dal 1° gennaio 2009 la comminatoria di pena di cui all'art. 37 LRD è stata inasprita, passando da una multa fino a CHF 200'000.– ad una multa fino a CHF 500'000.–. 2.5 2.5.1 Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2016, della modifica dell'art. 37 LRD, il terzo capoverso della disposizione è stato abrogato (RU 2015 5403). La versione dell'art. 37 LRD in vigore fino al 31 dicembre 2015 comminava: una multa sino a CHF 500'000.– a chiunque, intenzionalmente, violava l'obbligo di comunicazione previsto dall'art. 9 LRD (cpv. 1); una multa sino a CHF 150'000.– a chi agiva per negligenza (cpv. 2); e una multa di almeno CHF 10'000.– in caso di recidiva entro cinque anni da una condanna passata in giudicato (cpv. 3). In casu, applicabili sono il primo ed il secondo capoverso dell'art. 37 LRD, rimasti immutati con la revisione. Sia il diritto previgente che quello attuale portano al medesimo risultato, non trattandosi di un caso di recidiva. Siccome il diritto attualmente in vigore non risulta più favorevole all'imputato rispetto a quello previgente, si giustifica l'applicazione di quest'ultimo, ossia dell'art. 37 LRD nella sua versione in vigore dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2015 (in seguito: art. 37 LRD-2009). 2.5.2 L'art. 9 LRD determina le condizioni alla base della responsabilità di cui all'art. 37 LRD. Il principio di cui all'art.”
La mancata, tardiva o incompleta segnalazione integra il reato previsto dall'art. 37 LRD. La segnalazione deve essere effettuata «senza indugio»; anche una segnalazione tardiva costituisÎ una violazione. L'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 LRD si estingue soltanto il giorno in cui la segnalazione dovuta è effettivamente stata presentata. Secondo la giurisprudenza, l'obbligo può inoltre perdurare fintanto che i beni interessati possono ancora essere individuati e confiscati.
“La quarta condizione è la mancata, tardiva o incompleta comunicazione all'Ufficio MROS. La violazione dell'obbligo di comunicazione è un reato di omissione, ossia un reato per il quale la semplice omissione di un'azione richiesta e possibile è punita con una sanzione. La concretizzazione delle conseguenze relative all'omissione non è necessaria per considerare il reato adempiuto (Hilf, in: Kunz et altri (ed), Geldwäschereigesetz (GwG), 2017, n. 21 ad art. 37 LRD). Il reato di cui all'art. 37 LRD è inoltre un reato di messa in pericolo astratto. Fintanto che perdura l'obbligo di comunicazione, la violazione del medesimo rimane possibile (Ordolli, op. cit., n. 4 ad art. 37 LRD). La comunicazione deve essere effettuata senza indugio. Anche una comunicazione tardiva costituisce una violazione dell'obbligo di comunicazione. Il reato è iniziato e consumato dal momento in cui vi è conoscenza, rispettivamente sospetto fondato in merito alla situazione sottoposta all'obbligo di comunicazione, come pure quando una tale conoscenza o un tale sospetto fondato avrebbe dovuto concretizzarsi e la comunicazione non viene effettuata. Questo è il caso segnatamente dal momento in cui sono stati intrapresi – rispettivamente avrebbero dovuto essere intrapresi – dei chiarimenti giusta l'art. 6 LRD che non hanno permesso di dissipare il sospetto (TPF 2021 consid. 7.5). L'obbligo di comunicazione ai sensi dell'art. 9 LRD termina solo il giorno in cui l'intermediario finanziario ha effettuato la comunicazione richiesta. Finché la comunicazione non ha avuto luogo, l'obbligo di comunicazione persiste fintanto che i beni possono essere scoperti e confiscati (DTF 142 IV 276 consid. 5.4.”
“La quarta condizione è la mancata, tardiva o incompleta comunicazione all'Ufficio MROS. La violazione dell'obbligo di comunicazione è un reato di omissione, ossia un reato per il quale la semplice omissione di un'azione richiesta e possibile è punita con una sanzione. La concretizzazione delle conseguenze relative all'omissione non è necessaria per considerare il reato adempiuto (Hilf, in: Kunz et altri (ed), Geldwäschereigesetz (GwG), 2017, n. 21 ad art. 37 LRD). Il reato di cui all'art. 37 LRD è inoltre un reato di messa in pericolo astratto. Fintanto che perdura l'obbligo di comunicazione, la violazione del medesimo rimane possibile (Ordolli, op. cit., n. 4 ad art. 37 LRD). La comunicazione deve essere effettuata senza indugio. Anche una comunicazione tardiva costituisce una violazione dell'obbligo di comunicazione. Il reato è iniziato e consumato dal momento in cui vi è conoscenza, rispettivamente sospetto fondato in merito alla situazione sottoposta all'obbligo di comunicazione, come pure quando una tale conoscenza o un tale sospetto fondato avrebbe dovuto concretizzarsi e la comunicazione non viene effettuata. Questo è il caso segnatamente dal momento in cui sono stati intrapresi – rispettivamente avrebbero dovuto essere intrapresi – dei chiarimenti giusta l'art. 6 LRD che non hanno permesso di dissipare il sospetto (TPF 2021 consid. 7.5). L'obbligo di comunicazione ai sensi dell'art. 9 LRD termina solo il giorno in cui l'intermediario finanziario ha effettuato la comunicazione richiesta. Finché la comunicazione non ha avuto luogo, l'obbligo di comunicazione persiste fintanto che i beni possono essere scoperti e confiscati (DTF 142 IV 276 consid. 5.4.”
LRD art. 37 n. 8 Dolo: il dolo eventuale è sufficiente. AgisÎ con dolo chi sa o ritiene possibile che i beni patrimoniali possano provenire da un reato e tuttavia si astiene dalle verifiche da effettuare ai sensi dell'art. 6 o rinuncia alla segnalazione prevista dall'art. 9 — accettando così il rischio della mancata segnalazione.
“Già sulla base delle informazioni in possesso di A. al tempo dei fatti, la struttura e l'operatività delle relazioni risultavano altamente sospette. Ad un intermediario finanziario diligente e con l'esperienza dell'imputato non poteva in particolare sfuggire che, dietro alle inverosimili e contraddittorie causali dichiarate, si potesse celare altro, in particolare reati o legami con il riciclaggio. La circostanza secondo la quale gli elementi concreti di sospetto, in assenza di chiarimenti seri e soddisfacenti che permettessero di dissiparli, siano da ritenersi fondati e sottoposti all'obbligo di comunicazione, rientra ragionevolmente nella concezione originaria della norma (DTF 147 IV 274 consid. 2) ed era al tempo già stata preconizzata (cfr. Rapporto d'attività 2007 dell'Ufficio MROS, pag. 3), per poi consolidarsi nel corso degli anni (cfr. Garbaski/Macaluso, op. cit., n. 38 ad art. 37 LRD; Rapporto d'attività 2016 dell'Ufficio MROS, pag. 52 e segg.). Ciò nonostante, l'imputato, sino al 2015, nulla ha intrapreso. Su tali presupposti, egli non può ora prevalersi di un errore. A. ha dunque commesso la violazione dell'obbligo di comunicazione con cognizione di causa, e, come visto, agendo con dolo eventuale.”
“1 LRD, affinché possa essere ritenuta tale fattispecie, l'intermediario finanziario deve, consapevolmente e volontariamente, omettere di effettuare la comunicazione richiesta dall'art. 9 LRD. Il dolo eventuale è realizzato allorquando l'intermediario finanziario sa o presume che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari potrebbero provenire da un crimine ma che, ciò nonostante, si astiene dal chiarire le circostanze giusta l'art. 6 LRD e non effettua la comunicazione di cui all'art. 9 LRD. In altre parole, egli accetta la situazione (sentenza del Tribunale federale 6B_503/2015 del 24 maggio 2016, consid. 2.6.1 non pubblicato in DTF 142 IV 276; Ordolli, op. cit., n. 8 e 9 ad art. 37 LRD). Ciò è anche il caso per l'intermediario finanziario che ha constatato l'esistenza di circostanze insolite o ha riscontrato degli elementi atti a far supporre un'origine potenzialmente criminale dei valori patrimoniali e non ha ottenuto dal cliente spiegazioni soddisfacenti, non ritiene il tutto particolarmente preoccupante e lascia «correre il rischio» (De Capitani, op. cit., n. 20 ad art. 37 LRD).”
“Con specifico riferimento all'infrazione intenzionale ai sensi dell'art. 37 cpv. 1 LRD, affinché possa essere ritenuta tale fattispecie, l'intermediario finanziario deve, consapevolmente e volontariamente, omettere di effettuare la comunicazione richiesta dall'art. 9 LRD. Il dolo eventuale è realizzato allorquando l'intermediario finanziario sa o presume che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari potrebbero provenire da un crimine ma che, ciò nonostante, si astiene dal chiarire le circostanze giusta l'art. 6 LRD e non effettua la comunicazione di cui all'art. 9 LRD. In altre parole, egli accetta la situazione (sentenza del Tribunale federale 6B_503/2015 del 24 maggio 2016, consid. 2.6.1 non pubblicato in DTF 142 IV 276; Ordolli, op. cit., n. 8 e 9 ad art. 37 LRD). Ciò è anche il caso per l'intermediario finanziario che ha constatato l'esistenza di circostanze insolite o ha riscontrato degli elementi atti a far supporre un'origine potenzialmente criminale dei valori patrimoniali e non ha ottenuto dal cliente spiegazioni soddisfacenti, non ritiene il tutto particolarmente preoccupante e lascia «correre il rischio» (De Capitani, op. cit., n. 20 ad art. 37 LRD).”
Nelle società l'obbligo di segnalazione grava sulle persone fisiche che sono nominate per legge o in base all'organizzazione interna per tale incarico. Una tale persona fisiÊ che, nonostante questo obbligo, non effettua la segnalazione può essere punita ai sensi dell'art. 37 LRD.
“Sebbene l'obbligo di comunicazione incomba principalmente all'intermediario finanziario, la persona fisica che non ha effettuato la comunicazione nonostante ne avesse il dovere, può essere punita ai sensi dell'art. 37 LRD. In una società, l'obbligo di comunicare incombe alle persone designate per legge o ordinamento interno a tale funzione (Hutzler, in: Ackermann [curatore], Kommentar, Kriminelle Vermögen, Kriminelle Organisationen, tomo II, 2018, n. 146 ad art. 9 LRD; Werner De Capitani, op. cit., n. 26 ad art. 9 LRD).”
Nella prassi sono già state comminate sanzioni pecuniarie per violazione dolosa dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 LRD; così il DFF ha deciso il 20 settembre 2022 una multa di CHF 40'000 per violazione dolosa dell'obbligo di segnalazione (provvedimento penale).
“- ainsi qu'au paiement des frais de procédure (débours, émoluments d'arrêté et d'écriture) pour un montant total s'élevant à CHF 6'807.70. Le mandat de répression a été notifié au mandataire du prévenu le 10 juin 2022 (DFF 090 0001 à 0054). A.11 Par courrier du 11 juillet 2022, le prévenu a fait opposition au mandat de répression dans le délai légal. Il a principalement contesté l'existence de soupçons de blanchiment d'argent, sa responsabilité pénale, sa supposée connaissance des faits, la date de fin de l'obligation de communiquer et la réalisation d'une violation intentionnelle. Il a conclu principalement à l'annulation du mandat de répression du 8 juin 2022 et au prononcé d'un non-lieu à son égard, en application de l'art. 62 DPA (DFF 090 0059 à 0092). À titre subsidiaire, il a réitéré la réquisition de preuve concernant les échanges de courriels entre F. et J. entre juin et novembre 2013 (DFF 090 0086). A.12 Le 20 septembre 2022, le DFF a rendu un prononcé pénal, reconnaissant A. coupable de violation intentionnelle de l'obligation de communiquer (art. 37 al. 1 LBA), commise du 19 août 2013 au 8 juin 2016 et l'a condamné à une amende de CHF 40'000.- ainsi qu'au paiement des frais de procédure pour un montant de CHF 12'097.70 (DFF 100.0001 ss). A.13 Le 20 septembre 2022, A. a contesté les faits qui lui ont été reprochés et la responsabilité qui lui a été imputée aux termes du Prononcé pénal. Il a expressément demandé à ce que sa cause soit jugée par un tribunal au sens de l'art. 72 al. 1 et 2 DPA (DFF 100 0087 ss). A.14 En date du 30 septembre 2022, le DFF a transmis au Ministère public de la Confédération (ci-après : MPC) à l'attention du Tribunal pénal fédéral, le dossier de la procédure concernant A. en vertu de l'art. 50 al. 2 LFINMA (TPF 8.100.003 ss). A.15 Le 6 octobre 2022, le MPC a transmis la demande de jugement de A. du 20 septembre 2022 à la Cour des affaires pénales du Tribunal pénal fédéral (ci-après : Cour des affaires pénales ; TPF 8.100.001 s.) B. Procédure devant la Cour des affaires pénales (SK.2022.47) B.1 Le 3 janvier 2023, la Cour des affaires pénales a invité les parties à formuler leurs offres de preuve (TPF 8.”
“Die Finanzintermediäre im Sinne von Art. 2 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 10. Oktober 1997 über die Bekämpfung der Geldwäscherei und der Terrorismusfinanzierung (GwG [SR 955.0]), insbesondere Banken und ihre Organe, müssen der Meldestelle für Geldwäscherei (MROS) unverzüglich Meldung erstatten, wenn sie wissen oder den begründeten Verdacht haben, dass die in die Geschäftsbeziehung involvierten Vermögenswerte aus einem Verbrechen oder aus einem qualifizierten Steuervergehen herrühren (Art. 9 Abs. 1 lit. a Ziff. 2 i.V.m. Art. 2 Abs. 2 lit. a und Abs. 3 GwG). Mit Busse bis zu 500'000 Franken wird bestraft, wer vorsätzlich die Meldepflicht nach Art. 9 GwG verletzt (Art. 37 Abs. 1 GwG). Wer fahrlässig handelt, wird mit Busse bis zu 150'000 Franken bestraft (Art. 37 Abs. 2 GwG). Die Aufsicht über die Einhaltung der Meldepflicht nach Art. 9 GwG (sowie der übrigen Pflichten nach den Artikeln 3-11a GwG) obliegt bei Banken der FINMA (Art. 12 lit. a i.V.m. Art. 2 Abs. 2 lit. a GwG). Die FINMA koordiniert allfällige aufsichtsrechtliche Interventionen bei einem Finanzintermediär mit den zuständigen Strafverfolgungsbehörden. Sie nimmt vor einer allfälligen Weiterleitung von erhaltenen Informationen und Unterlagen Rücksprache mit den zuständigen Strafverfolgungsbehörden (Art. 29a Abs. 4 GwG). Die FINMA und die zuständige Strafverfolgungsbehörde tauschen die im Rahmen der Zusammenarbeit und zur Erfüllung ihrer Aufgaben notwendigen Informaionen aus. Sie verwenden die erhaltenen Informationen ausschliesslich zur Erfüllung ihrer jeweiligen Aufgaben (Art. 38 Abs. 1 FINMAG). Sie koordinieren ihre Untersuchungen, soweit möglich und erforderlich (Art. 38 Abs. 2 FINMAG). Erhält die FINMA Kenntnis von gemeinrechtlichen Verbrechen und Vergehen sowie Widerhandlungen gegen das FINMAG und die Finanzmarktgesetze, darunter das GwG, so benachrichtigt sie die zuständige Strafverfolgungsbehörde (Art.”
Riferimento: LRD art. 37 n. 5 Nel procedimento in esame la direttriÎ dell'inchiesta ha dichiarato chiusa l'indagine e ha ritenuto integrata la fattispecie prevista dall'art. 37 cpv. 1 LRD. Il verbale conclusivo è stato notificato; alla difesa è stato concesso un termine per presentare osservazioni e per chiedere ulteriori misure d'indagine. Le integrazioni richieste sono state respinte e gli atti sono stati trasmessi per la decisione.
“mit, gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet zu haben (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 20 0002 ff.). Gleichzeitig stellte das EFD A. die bis dahin erstellten Verfahrensakten (in elektronischer Form) zu, wies ihn auf sein Recht hin, einen Verteidiger beizuziehen und räumte ihm die Gelegenheit ein, weitere Dokumente zu bezeichnen, die er zu den Akten erkannt haben möchte, sowie eine schriftliche Stellungnahme zu den Vorwürfen einzureichen (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 20 0002 ff.). E. Am 15. Februar 2022 erfolgte in der verwaltungsstrafrechtlichen Untersuchung gegen A. und G. die Aufnahme des Schlussprotokolls i.S.v. Art. 60 des Bundesgesetzes vom 22. März 1974 über das Verwaltungsstrafrecht (VStrR; SR 313.0) (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 80 0004 ff.). Mit Verfügung vom gleichen Tag stellte die Untersuchungsleiterin des Strafrechtsdiensts des EFD fest, dass die Untersuchung gegen A. als vollständig erachtet wird und der Tatbestand von Art. 37 Abs. 1 GwG i.V.m. Art. 9 Abs. 1 GwG als erfüllt angesehen werde. Ferner verfügte sie die Zustellung des Schlussprotokolls vom 15. Februar 2022 an den Verteidiger von A. Diesem wurde eine Frist von 10 Tagen angesetzt, um zum Schlussprotokoll Stellung zu nehmen und Ergänzungen der Untersuchung zu beantragen (Verfahrens—akten EFD 442.3-132 pag. 80 0002 f.). Innert letztmals erstreckter Frist nahm die Verteidigung von A. mit Schreiben vom 28. März 2022 zum Schlussprotokoll vom 15. Februar 2022 Stellung und beantragte die Sistierung des Verwaltungsstrafverfahrens, eventualiter dessen Einstellung, subeventualiter die Ergänzung der Untersuchung bzw. die Einvernahmen von A., C., sowie der BAC-Mitgliedern H., I., J., K., L., M. und N. (Verfahrensakten EFD 442.3-132 pag. 80 0105 ff.). Mit Verfügung vom 7. Juni 2022 wies die Untersuchungsleiterin des EFD den Antrag und den Subeventualantrag der Verteidigung von A. ab, sie schloss die Untersuchung und überwies die Akten der Gruppenleitung zum Entscheid (mit Einbezug des Eventualantrages; s.”
Nelle società l'obbligo di segnalazione incombe sulle persone che, per disposizione di legge o in virtù di regolamenti interni, sono incaricate di tale compito. Una persona fisiÊ personalmente responsabile che, nonostante l'esistenza dell'obbligo di segnalazione, non adempie, può essere punita ai sensi dell'art. 37 LRD.
“Sebbene l'obbligo di comunicazione incomba principalmente all'intermediario finanziario, la persona fisica che non ha effettuato la comunicazione nonostante ne avesse il dovere, può essere punita ai sensi dell'art. 37 LRD. In una società, l'obbligo di comunicare incombe alle persone designate per legge o ordinamento interno a tale funzione (Hutzler, in: Ackermann [curatore], Kommentar, Kriminelle Vermögen, Kriminelle Organisationen, tomo II, 2018, n. 146 ad art. 9 LRD; Werner De Capitani, op. cit., n. 26 ad art. 9 LRD).”
Riferimento: LRD art. 37 n. 3 L'omissione dolosa dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 9 LRD (dolus) si verifiÊ quando l'intermediario, con consapevolezza e volontà, non effettua la segnalazione richiesta dall'art. 9. Il dolo eventuale si configura quando l'intermediario sa o quantomeno ritiene che i beni in questione possano provenire da un reato; e tuttavia omette le necessarie verifiche di diligenza (e, se necessario, la segnalazione) e si «accontenta» della situazione.
“Agit intentionnellement quiconque commet un crime ou un délit avec conscience et volonté. L'auteur agit déjà intentionnellement lorsqu'il tient pour possible la réalisation de l'infraction et l'accepte au cas où celle-ci se produirait (art. 12 al. 2 CP). Pour que l'infraction intentionnelle de l'art. 37 al. 1 LBA soit retenue, l'intermédiaire financier doit, avec conscience et volonté, omettre d'effectuer la communication requise par l'art. 9 LBA. Le dol éventuel est réalisé lorsque l'intermédiaire financier sait ou présume que les valeurs patrimoniales impliquées dans la relation d'affaires pourraient provenir d'un crime, mais que, néanmoins, il s'abstient de procéder aux clarifications requises (art. 6 LBA) et à la communication de l'art. 9 LBA; en d'autres termes, il s'accommode de la situation (arrêt 6B_503/2015 du 24 mai 2016 consid. 2.6.1 non publié in ATF 142 IV 276). Tel est le cas si l'intermédiaire financier, alors qu'il a constaté des circonstances inhabituelles ou rencontré des éléments indiquant une provenance potentiellement criminelle des valeurs patrimoniales et n'a pas reçu d'explication satisfaisante du client, ne s'en préoccupe pas spécialement et "risque le coup".”
“9 LBA ou, à tout le moins, faire des vérifications complémentaires à celles déjà effectuées. Par la suite, ni l'annonce de la procédure d'entraide en matière pénale avec la Russie en juillet 2013 ni celle de l'ouverture des poursuites pénales suisses en septembre 2013 n'ont amené le recourant 2 à réexaminer la situation et à entreprendre une quelconque démarche en vue d'une communication. Le recourant 2 avait ainsi connaissance des procédures pénales ouvertes en Russie, puis en Suisse et savait que les vérifications opérées en octobre et novembre 2010 par les services compétents de la banque reposaient essentiellement sur des informations orales du family office de D.D.________ et n'étaient en conséquence pas suffisantes. Il s'est néanmoins accommodé de cette situation, renonçant à exiger des vérifications complémentaires ou à ordonner une communication au MROS. Les conditions du dol éventuel sont ainsi réalisées. La cour d'appel n'a ni versé dans l'arbitraire, ni violé le droit fédéral en condamnant le recourant 2 pour infraction à l'art. 37 al. 1 LBA.”
Presupposto per una violazione sanzionabile dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 37 LRD sono cumulativamente quattro elementi: (1) il soggetto obbligato è un intermediario; (2) esiste una relazione d'affari relativa ai beni in questione; (3) l'intermediario ha conoscenza o un fondato sospetto che i beni siano collegati a reati ai sensi dell'art. 260ter o 305bis CP, a proventi derivanti da reato, alla disposizione di un'organizzazione criminale o al finanziamento del terrorismo; e (4) l'intermediario omette la segnalazione alla MROS oppure la effettua in ritardo o in modo incompleto. Il fatto costituisÎ un reato di omissione e un reato di pericolo astratto: la violazione si realizza non appena sussiste il sospetto ovvero non può essere dissipato mediante gli accertamenti necessari; la segnalazione deve essere effettuata senza indugio.
“Perché vi sia una violazione dell'obbligo di comunicazione devono quindi essere adempiute quattro condizioni cumulative. L'autore deve anzitutto essere un intermediario finanziario e i valori patrimoniali devono essere oggetto di una relazione d'affari. Inoltre, l'intermediario finanziario deve sapere o avere il sospetto fondato che i valori patrimoniali sono in relazione con un reato ai sensi degli art. 260ter e 305bis CP, che provengono da un crimine, che sottostanno alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale o che servono al finanziamento del terrorismo. Infine, l'intermediario finanziario deve omettere di effettuare la comunicazione all'ufficio MROS, oppure effettuarla tardivamente o in modo incompleto (Ordolli, op. cit., n. 1 ad art. 37 LRD).”
“La quarta condizione è la mancata, tardiva o incompleta comunicazione all'Ufficio MROS. La violazione dell'obbligo di comunicazione è un reato di omissione, ossia un reato per il quale la semplice omissione di un'azione richiesta e possibile è punita con una sanzione. La concretizzazione delle conseguenze relative all'omissione non è necessaria per considerare il reato adempiuto (Hilf, in: Kunz et altri (ed), Geldwäschereigesetz (GwG), 2017, n. 21 ad art. 37 LRD). Il reato di cui all'art. 37 LRD è inoltre un reato di messa in pericolo astratto. Fintanto che perdura l'obbligo di comunicazione, la violazione del medesimo rimane possibile (Ordolli, op. cit., n. 4 ad art. 37 LRD). La comunicazione deve essere effettuata senza indugio. Anche una comunicazione tardiva costituisce una violazione dell'obbligo di comunicazione. Il reato è iniziato e consumato dal momento in cui vi è conoscenza, rispettivamente sospetto fondato in merito alla situazione sottoposta all'obbligo di comunicazione, come pure quando una tale conoscenza o un tale sospetto fondato avrebbe dovuto concretizzarsi e la comunicazione non viene effettuata. Questo è il caso segnatamente dal momento in cui sono stati intrapresi – rispettivamente avrebbero dovuto essere intrapresi – dei chiarimenti giusta l'art. 6 LRD che non hanno permesso di dissipare il sospetto (TPF 2021 consid. 7.5). L'obbligo di comunicazione ai sensi dell'art. 9 LRD termina solo il giorno in cui l'intermediario finanziario ha effettuato la comunicazione richiesta.”
Negli atti del procedimento in esame il DFF ha espresso il sospetto che una persona, nella sua funzione di membro del Business AcceptanÎ Committî, possa essere ritenuta responsabile, a causa dell'omissione di una dovuta segnalazione di sospetto ai sensi dell'art. 9 LRD, di una violazione dell'obbligo di segnalazione ai sensi dell'art. 37 LRD.
“weiter und orientiert die Empfänger über das Interesse von E. an eine Schweizer Bankbeziehung, dessen Besuch am 2. Oktober 2009 und deren Aufgaben in diesem Zusammenhang. K. weist A. im E-Mail an, für das Meeting zur Verfügung zu stehen, E. wolle Trust Strukturen diskutieren, es handle sich um die gleiche Situation, welche Z. am Vortag erwähnt habe. K. weist T. im gleichen E-Mail an, einen ersten Blick auf die begrenzten Informationen (über E.) im Anhang zu werfen. Noch am Abend antwortet T. per E-Mail an K., cc an A., U., V., W., X. und AA. Folgendes: «Initial red flag checks look positive, but given the political exposure and his high profile at an unusual young age, I would anticipate that additional due diligence would be required prior to account opening». E. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag.020 0002 ff.; act. 2.3). Das EFD führte zusammengefasst aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR; SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte, zumal er als CEO der C. AG, «Introducer» sowie als «Head Key Client» die wichtige Geschäftsbeziehung zu E. eng begleitet habe (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 020 0002 ff.; act. 2.3). Mit seinem Schreiben räumte das EFD A. gleichzeitig die Gelegenheit zur schriftlichen Stellungnahme zu den Vorwürfen ein, unter Beilage der Verfahrensakten des EFD und der FINMA. A. wurde darauf aufmerksam gemacht, dass beschuldigte Personen sich nicht selbst belasten müssen und das Recht haben, die Aussage und ihre Mitwirkung im Verwaltungsstrafverfahren zu verweigern.”
“Allerdings seien die Verfahrensakten der FINMA sehr umfangreich, weshalb sie vorschlage, die Akten vor Ort einzusehen (Verfahrensakten EFD 442.3-132, pag. 030 0002). Anlässlich der Akteneinsicht bei der FINMA vom 23. Oktober 2019 ersuchte der untersuchende Beamte des EFD die FINMA, dem EFD eine Kopie der vollständigen Verfahrensakten der FINMA zuzustellen (Verfahrensakten EFD 442.3.132, pag. 030 0005). «Gestützt auf Art. 38 Abs. 1 FINMAG» übermittelte die FINMA dem EFD mit Antwortschreiben vom 4. November 2019 die vollständigen Verfahrensakten in elektronischer Form (Verfahrensakten EDA 442.3-132 030, pag. 0006). I. Am 30. November 2020 eröffnete das EFD in Sachen B. AG und C. AG u.a. gegen A., CEO der C. AG, eine verwaltungsstrafrechtliche Untersuchung wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag. 020 0001). J. Mit Schreiben vom 28. Januar 2021 informierte das EFD A., dass es aufgrund der Strafanzeige der FINMA vom 8. Oktober 2018 und der beigezogenen FINMA-Akten gegen ihn ein Verwaltungsstrafverfahren wegen Verdachts auf Verletzung der Meldepflicht gemäss Art. 37 GwG eröffnet hat (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag.020 0002 ff.). Das EFD führte aus, es bestehe der Verdacht, dass A. in Kenntnis von den die Meldepflicht nach Art. 9 GwG begründenden Umständen es unterlassen habe, in seiner Funktion als Mitglied des «Business Acceptance Committee» (BAC) rechtzeitig die gebotene Verdachtsmeldung an die MROS zu veranlassen und somit gestützt auf Art. 6 Abs. 1 des Bundesgesetzes über das Verwaltungsstrafrecht vom 22. März 1974 (VStrR; SR 313.0) für die Verspätung der Erstattung der Verdachtsmeldung durch die C. AG verantwortlich sein könnte, zumal er als CEO der C. AG, «Introducer» sowie als «Head Key Client» die wichtige Geschäftsbeziehung zu D. eng begleitet habe (Verfahrensakten EDA 442.3-132, pag.020 0002 ff.). Das EFD räumte A. gleichzeitig die Gelegenheit zur schriftlichen Stellungnahme zu den Vorwürfen ein, unter Beilage der vollständigen Verfahrensakten des EFD und der FINMA. A. wurde darauf aufmerksam gemacht, dass beschuldigte Personen sich nicht selbst belasten müssen und das Recht haben, die Aussage und ihre Mitwirkung im Verwaltungsstrafverfahren zu verweigern.”
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