17 commentaries
Wird ein Rückerstattungsbegehren nicht innert der Frist nach Art. 32 Abs. 1 VStG geltend gemacht, droht Verwirkung; Gerichte und Instanzen verlangen die Geltendmachung des Rückforderungsanspruchs grundsätzlich innerhalb dieser Frist.
“Entgegen der Ansicht der Beschwerdeführer geht die Vorinstanz nicht davon aus, dass Art. 32 VStG Art. 23 Abs. 2 VStG vorgeht, sondern dass es sich um zwei nebeneinander bestehende Verwirkungsgründe handelt, wobei Art. 32 VStG zeitlicher Natur, Art. 23 VStG hingegen sachlicher Natur sei (vorinstanzliche Erwägung 3c S. 8). Inwiefern sie damit Recht verletzen soll, erhellt auch mit Blick auf die Vorbringen in der Beschwerdeschrift nicht: Soweit die Beschwerdeführer Abs. 2 von Art. 23 VStG isoliert betrachten, zielt dies ins Leere. Abs. 2 ist vielmehr im Sinne einer Relativierung des in Abs. 1 dargelegten sachlichen Verwirkungsgrundes zu verstehen (vgl. vorinstanzliche Erwägung 3a S. 7). Mit der vorinstanzlichen Argumentation setzen sich die Beschwerdeführer nicht rechtsgenüglich auseinander (vgl. Art. 42 Abs. 2 BGG). Entgegen der Beschwerdeführer verkommt Art. 23 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 70d VStG für "Fälligkeiten 2014" (und 2015) durch die Auslegung der Vorinstanz nicht grundsätzlich zu einem toten Buchstaben. Die Auslegung führt jedoch zu einer Einschränkung des Rechts auf Rückforderung dahingehend, dass ein (allfälliger) Rückforderungsanspruch in jedem Fall innert der Frist nach Art. 32 Abs. 1 VStG geltend zu machen ist. Inwiefern der Hinweis auf das "Nachsteuerverfahren" im Text von Art. 23 Abs. 2 VStG einer solchen Auslegung entgegenstehen soll, wird weder substanziiert noch ist dies ersichtlich. Anhaltspunkte dafür, dass sich mit der Einführung von Art. 23 Abs.”
Bei privat veranlassten Auslagen/Privatspesen, die von der Gesellschaft getragen werden, wird in der Praxis regelmäßig zumindest dolus eventualis (Eventualvorsatz) angenommen, sodass Rückerstattung bzw. Erstattung der Verrechnungssteuer häufig verwehrt wird; Steuerpflichtige müssen private Kosten bewusst von geschäftsbedingten Aufwendungen trennen.
“L’obiettivo voluto da tale modifica legislativa è quello di attenuare la prassi fondata sul vecchio diritto, che esigeva in particolare per evitare la decadenza del diritto al rimborso, un annuncio spontaneo, da parte del contribuente, del reddito colpito dall’imposta, evitando in tal modo un’imposizione a doppio titolo (cumulo dell’imposta sul reddito e dell’imposta preventiva). Secondo il nuovo diritto, il contribuente mantiene il suo diritto al rimborso se il mancato rispetto dell’obbligo fiscale risulta da una negligenza e se ‑ non essendo ancora la decisione di tassazione, di revisione oppure di ricupero d’imposta cresciuta in giudicato ‑ le prestazioni non dichiarate in tempo utile sono annunciate ulteriormente dal contribuente oppure sono prese in considerazione da parte dell’autorità fiscale di sua propria iniziativa; l’annuncio spontaneo del reddito oppure della sostanza non è più pertanto una condizione imperativa (sentenza TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.1 e riferimenti citati). 2.2.3. Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art.”
“La giurisprudenza del Tribunale federale richiede una prima dichiarazione spontanea (con la dichiarazione di imposta) o tutt’al più una notifica successiva, che deve tuttavia intervenire in un momento tale da permettere ancora di tener conto, nella decisione di tassazione, del reddito non dichiarato, che è stato assoggettato alla ritenuta d’imposta. Ne discende, a contrario, che il rimborso deve essere escluso per esempio nel caso di una tassazione d’ufficio, ma anche se l’autorità competente ha adottato misure di indagine per verificare se siano stati conseguiti redditi assoggettati alla ritenuta dell’imposta preventiva. Sia nel caso di una tassazione d’ufficio sia se l’autorità fiscale ha intrapreso delle verifiche di sua iniziativa, non si è in presenza di una dichiarazione spontanea. In tutti questi casi, il contribuente non ha adempiuti agli obblighi di collaborazione che gli competono nell’ambito della procedura di tassazione delle imposte dirette. Non si può pertanto parlare di una dichiarazione spontanea, che giustifica il rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP (cfr. ad esempio sentenza TF 2C_612/2017 del 7 maggio 2018 consid. 2.2.2). 4.3.4. Nel caso di specie, il nuovo Modulo 8, che includeva le prestazioni litigiose, è stato inviato solo il 6 agosto 2019, quando l’UTPG aveva già sottoposto a tassazione la __________ per il periodo fiscale 2016, riprendendo fr. 25'000.‑ quale distribuzione dissimulata di utile e l’AFC aveva già intrapreso le verifiche riguardanti le prestazioni valutabili in denaro a favore dei ricorrenti per gli anni 2014-2017. Non si può pertanto sostenere, come fanno i ricorrenti, che la presentazione del Modulo 8 con il reddito di fr. 25'000.‑, sia stata spontanea. Ancor meno se si pensa che l’AFC ha avviato la procedura di verifica per l’imposta preventiva quasi un anno dopo la decisione di tassazione IC/IFD 2016 emessa dall’UTPG per la __________. È vero che il conteggio definitivo dell’AFC è stato emesso solo il 18 maggio 2020.”
Die Verrechnungssteuer wird nur zurückerstattet, wenn der Bruttobetrag in der Steuererklärung deklariert und steuerlich erfasst wurde; nicht deklarierte Bruttobeträge führen nicht zur Auszahlung der Verrechnungssteuer.
“Selon lui, la Cour d'appel se serait " manifestement trompée sur la portée des certificats de dividende qu'elle invoque pour en tirer une constatation insoutenable, puisqu'elle arrive à la conclusion qu'il a réellement touché l'intégralité des dividendes alors que tel n'est pas le cas ". Elle aurait en outre omis de prendre en considération un élément propre à modifier sa décision, à savoir ses déclarations et taxations fiscales définitives, dont il résulterait que le montant des dividendes déduit au titre de l'impôt anticipé a été rajouté à ses revenus et taxé. Le recourant méconnaît cependant le mécanisme de l'impôt anticipé, qui a une fonction de garantie. Dans la mesure où il est remboursé aux contribuables - domiciliés en Suisse - qui déclarent correctement les rendements (bruts) soumis à l'impôt ordinaire, il poursuit donc un objectif de lutte contre la fraude fiscale parce qu'il tend à décourager le contribuable de soustraire à l'impôt ordinaire les montants frappés par l'impôt anticipé; seuls ceux qui ne déclarent pas ces revenus sont définitivement privés du montant de l'impôt anticipé (art. 23 LIA; arrêts 2C_359/2022 du 13 septembre 2022 consid. 5.3; 2C_620/2012 du 14 février 2013 consid. 3.7, in RDAF 2013 II 197). Les cantons remboursent l'impôt anticipé, en règle générale, sous forme d'imputation sur les impôts cantonaux et communaux que doit payer le requérant, le surplus étant versé en espèces; ils peuvent prévoir, dans leurs dispositions d'exécution, le remboursement de l'impôt total en espèces (art. 31 al 1 LIA; cf. arrêt 2C_451/2018 du 27 septembre 2019 consid. 6.2). L'affirmation du recourant selon laquelle il ressort de ses déclarations fiscales que l'impôt anticipé a été "ajouté" à ses revenus ne démontre donc aucun arbitraire, mais vient au contraire appuyer la thèse de l'autorité cantonale, l'impôt anticipé n'étant remboursé qu'à condition que les rendements bruts soient déclarés; or, lorsque tel est le cas, le contribuable ne se trouve pas dessaisi, sur le plan économique, du montant de l'impôt anticipé (cf. arrêt 2C_78/2019 du 20 septembre 2019 consid. 9.3). Le recourant prétend certes que " le montant résiduel des dividendes qui avait été frappé de l'impôt anticipé ne lui a jamais été versé ": purement appellatoire, cette allégation n'est toutefois pas établie.”
Bei vorsätzlicher Nichtangabe (einschliesslich bei bewusstem Unterlassen der Deklaration separater Naturalbezüge) führt das Unterlassen zur Verwirkung des Rückerstattungsanspruchs; dies gilt auch, wenn die nicht deklarierte steuerrelevante Tatsache dem Steuerpflichtigen bereits bekannt war.
“L’obiettivo voluto da tale modifica legislativa è quello di attenuare la prassi fondata sul vecchio diritto, che esigeva in particolare per evitare la decadenza del diritto al rimborso, un annuncio spontaneo, da parte del contribuente, del reddito colpito dall’imposta, evitando in tal modo un’imposizione a doppio titolo (cumulo dell’imposta sul reddito e dell’imposta preventiva). Secondo il nuovo diritto, il contribuente mantiene il suo diritto al rimborso se il mancato rispetto dell’obbligo fiscale risulta da una negligenza e se ‑ non essendo ancora la decisione di tassazione, di revisione oppure di ricupero d’imposta cresciuta in giudicato ‑ le prestazioni non dichiarate in tempo utile sono annunciate ulteriormente dal contribuente oppure sono prese in considerazione da parte dell’autorità fiscale di sua propria iniziativa; l’annuncio spontaneo del reddito oppure della sostanza non è più pertanto una condizione imperativa (sentenza TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.1 e riferimenti citati). 2.2.3. Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art.”
“La giurisprudenza del Tribunale federale richiede una prima dichiarazione spontanea (con la dichiarazione di imposta) o tutt’al più una notifica successiva, che deve tuttavia intervenire in un momento tale da permettere ancora di tener conto, nella decisione di tassazione, del reddito non dichiarato, che è stato assoggettato alla ritenuta d’imposta. Ne discende, a contrario, che il rimborso deve essere escluso per esempio nel caso di una tassazione d’ufficio, ma anche se l’autorità competente ha adottato misure di indagine per verificare se siano stati conseguiti redditi assoggettati alla ritenuta dell’imposta preventiva. Sia nel caso di una tassazione d’ufficio sia se l’autorità fiscale ha intrapreso delle verifiche di sua iniziativa, non si è in presenza di una dichiarazione spontanea. In tutti questi casi, il contribuente non ha adempiuti agli obblighi di collaborazione che gli competono nell’ambito della procedura di tassazione delle imposte dirette. Non si può pertanto parlare di una dichiarazione spontanea, che giustifica il rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP (cfr. ad esempio sentenza TF 2C_612/2017 del 7 maggio 2018 consid. 2.2.2). 4.3.4. Nel caso di specie, il nuovo Modulo 8, che includeva le prestazioni litigiose, è stato inviato solo il 6 agosto 2019, quando l’UTPG aveva già sottoposto a tassazione la __________ per il periodo fiscale 2016, riprendendo fr. 25'000.‑ quale distribuzione dissimulata di utile e l’AFC aveva già intrapreso le verifiche riguardanti le prestazioni valutabili in denaro a favore dei ricorrenti per gli anni 2014-2017. Non si può pertanto sostenere, come fanno i ricorrenti, che la presentazione del Modulo 8 con il reddito di fr. 25'000.‑, sia stata spontanea. Ancor meno se si pensa che l’AFC ha avviato la procedura di verifica per l’imposta preventiva quasi un anno dopo la decisione di tassazione IC/IFD 2016 emessa dall’UTPG per la __________. È vero che il conteggio definitivo dell’AFC è stato emesso solo il 18 maggio 2020.”
“Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art. 23 cpv. 2 LIP, sussiste il diritto al rimborso dell’imposta preventiva anche nel caso in cui i redditi colpiti dall’imposta preventiva non vengono immediatamente indicati nella dichiarazione fiscale e se tale omissione è avvenuta per mera negligenza. Per quanto concerne il concetto di negligenza, nella Circolare in questione si spiega che secondo gli articoli 124-126 LIFD il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta. Questo vale anche nel caso in cui il contribuente ha incaricato un terzo della compilazione della dichiarazione d’imposta. Se dai documenti dell’autorità fiscale competente si evince che i redditi o la sostanza colpiti dall’imposta preventiva non sono stati dichiarati per negligenza, l’autorità concede il rimborso, senza procedere a un’ulteriore verifica.”
Die verspätete Anmeldung oder Nachmeldung der Einkünfte durch die Behörde oder den Steuerpflichtigen im laufenden Verfahren reicht für die Anwendung der Verwirkungsausnahme bei Fahrlässigkeit aus; die formelle Deklaration durch die Gesellschaft (z.B. Formular 102) entbindet natürliche Personen nicht vom Fahrlässigkeitsvorwurf.
“Keinen Rückerstattungsanspruch hat insbesondere, wer mit der Verrechnungssteuer belastete Einkünfte oder Vermögen, woraus solche Einkünfte fliessen, entgegen gesetzlicher Vorschrift nicht deklariert (Deklara-tionspflicht; Art. 23 VStG). In diesem Fall wird die Verrechnungssteuer zur Defraudantensteuer und der Sicherungsgedanke, welcher dem Verrechnungssteuerrecht grundlegend als Basis gilt, wird durchgesetzt (Lissi/Vitali, Kommentar VStG, Art. 23 N 1 f.). Per 1. Januar 2019 wurde Art. 23 Abs. 2 VStG eingefügt. Er gilt rückwirkend für Ansprüche, die seit dem 1. Januar 2014 entstanden sind, sofern über den Anspruch auf Rückerstattung der Verrechnungssteuer noch nicht rechtskräftig entschieden worden ist (Art. 70d VStG). Der neue Absatz sieht vor, dass die Verwirkung nicht eintritt, wenn die Einkünfte oder Vermögen in der Steuererklärung fahrlässig nicht angegeben wurden und in einem noch nicht rechtskräftig abgeschlossenen Veranlagungs-, Revisions- oder Nachsteuerverfahren entweder nachträglich angegeben werden oder von der Steuerbehörde aus eigener Feststellung zu den Einkünften oder Vermögen hinzugerechnet werden (Art. 23 Abs. 2 Bst. a und b VStG). Eine straflose Selbstanzeige eröffnet dem Steuerpflichtigen zwar ein Nachsteuerverfahren, jedoch ändert sie am verwirklichten Tatbestand und damit auch am ursprünglichen Verschulden nichts (Lissi/Vitali, Kommentar VStG, Art. 23 N 44). Mit anderen Worten wirkt sich eine solche Selbstanzeige nicht auf das Verschulden (Vorsatz, Fahrlässigkeit oder fehlendes Verschulden) der steuerpflichtigen Person aus, auch wenn ihr eine Strafe erspart bleibt.”
“En revanche, agit par négligence celui qui, par une imprévoyance coupable, ne se rend pas compte ou ne tient pas compte des conséquences de son acte. L'imprévoyance est coupable lorsque l'auteur n'a pas usé des précautions commandées par les circonstances et par sa situation personnelle, ce par quoi l'on entend sa formation, ses capacités intellectuelles et son expérience professionnelle (arrêts TF 2C_1052/2019 du 18 mai 2020 consid. 3.7.1; 2C_1066/2018 du 21 juin 2019 consid. 4.1; 2C_1018/2015 du 2 novembre 2017 consid. 9.4.4). 5. Discussion 5.1. En l’espèce, les recourants n’ont pas fait figurer dans leur déclaration d’impôt 2019 la distribution dissimulée de bénéfice de CHF 149'999.- effectuée par la société en 2019. Ils n’ont procédé à l’annonce de ce montant à l’AFC qu’après le contrôle de la société par le SCC. Ainsi, cette annonce est la conséquence d’une intervention de l’autorité fiscale, de sorte qu’on ne peut pas considérer que la déclaration en question était spontanée au sens de l’art. 23 al. 1 LIA. Reste à vérifier si les recourants peuvent obtenir le remboursement de l’impôt anticipé sur la base de l’art. 23 al. 2 LIA. La première condition prévue par cette disposition exige que l’omission de déclarer le revenu soit due à une négligence. 5.2. En l’occurrence, les recourants ne pouvaient ignorer le fait d’avoir obtenu une prestation appréciable en argent de la société. En effet, ces derniers savaient que la valeur fiscale des actions F.________ au 31 décembre 2018 avait été fixée à CHF 0.- par le SCC sur la base des comptes 2017 (cf. pièce 4 du recours). En outre, ils avaient eux-mêmes déclaré ces actions avec une valeur de CHF 0.- dans leur déclaration d’impôt 2018. Dans ces circonstances, ils ne pouvaient qu’être conscients que le prix de CHF 150'000.- pour la vente des actions était surévalué et que, par conséquent, la transaction en cause remplissait les conditions d’une prestation appréciable en agent. Ceci vaut a fortiori au vu du fait qu’ils étaient détenteurs des parts sociales et associé gérant de la société. Par ailleurs, il ressort du dossier que la déclaration d’impôt des recourants pour l’année 2019 est datée au 26 août 2020 et que, à cette date, la société avait déjà été informée du fait que l’acquisition de la participation était considérée comme une non-valeur de CH 149'999.”
Soweit in den zitierten Materialien lediglich Hinweise auf Literatur oder keine konkreten Tatsachenfeststellungen zur Anwendung von Art. 23 vorliegen, lässt sich daraus kein eigenständiger, praxisrelevanter zusätzlicher Kommentar ableiten.
“L’obiettivo voluto da tale modifica legislativa è quello di attenuare la prassi fondata sul vecchio diritto, che esigeva in particolare per evitare la decadenza del diritto al rimborso, un annuncio spontaneo, da parte del contribuente, del reddito colpito dall’imposta, evitando in tal modo un’imposizione a doppio titolo (cumulo dell’imposta sul reddito e dell’imposta preventiva). Secondo il nuovo diritto, il contribuente mantiene il suo diritto al rimborso se il mancato rispetto dell’obbligo fiscale risulta da una negligenza e se ‑ non essendo ancora la decisione di tassazione, di revisione oppure di ricupero d’imposta cresciuta in giudicato ‑ le prestazioni non dichiarate in tempo utile sono annunciate ulteriormente dal contribuente oppure sono prese in considerazione da parte dell’autorità fiscale di sua propria iniziativa; l’annuncio spontaneo del reddito oppure della sostanza non è più pertanto una condizione imperativa (sentenza TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.1 e riferimenti citati). 2.2.3. Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art.”
Bei offenkundiger Kenntnis der Vermögensverhältnisse bzw. bei bewusster fehlerhafter Deklaration nach Behördenkontrolle besteht kein Rückerstattungsanspruch; Fahrlässigkeit ist in solchen Fällen zu verneinen.
“En revanche, agit par négligence celui qui, par une imprévoyance coupable, ne se rend pas compte ou ne tient pas compte des conséquences de son acte. L'imprévoyance est coupable lorsque l'auteur n'a pas usé des précautions commandées par les circonstances et par sa situation personnelle, ce par quoi l'on entend sa formation, ses capacités intellectuelles et son expérience professionnelle (arrêts TF 2C_1052/2019 du 18 mai 2020 consid. 3.7.1; 2C_1066/2018 du 21 juin 2019 consid. 4.1; 2C_1018/2015 du 2 novembre 2017 consid. 9.4.4). 5. Discussion 5.1. En l’espèce, les recourants n’ont pas fait figurer dans leur déclaration d’impôt 2019 la distribution dissimulée de bénéfice de CHF 149'999.- effectuée par la société en 2019. Ils n’ont procédé à l’annonce de ce montant à l’AFC qu’après le contrôle de la société par le SCC. Ainsi, cette annonce est la conséquence d’une intervention de l’autorité fiscale, de sorte qu’on ne peut pas considérer que la déclaration en question était spontanée au sens de l’art. 23 al. 1 LIA. Reste à vérifier si les recourants peuvent obtenir le remboursement de l’impôt anticipé sur la base de l’art. 23 al. 2 LIA. La première condition prévue par cette disposition exige que l’omission de déclarer le revenu soit due à une négligence. 5.2. En l’occurrence, les recourants ne pouvaient ignorer le fait d’avoir obtenu une prestation appréciable en argent de la société. En effet, ces derniers savaient que la valeur fiscale des actions F.________ au 31 décembre 2018 avait été fixée à CHF 0.- par le SCC sur la base des comptes 2017 (cf. pièce 4 du recours). En outre, ils avaient eux-mêmes déclaré ces actions avec une valeur de CHF 0.- dans leur déclaration d’impôt 2018. Dans ces circonstances, ils ne pouvaient qu’être conscients que le prix de CHF 150'000.- pour la vente des actions était surévalué et que, par conséquent, la transaction en cause remplissait les conditions d’une prestation appréciable en agent. Ceci vaut a fortiori au vu du fait qu’ils étaient détenteurs des parts sociales et associé gérant de la société.”
Bei Einleitung von amtlichen Ermittlungen oder nachträglichen Steuerprüfungen (Nachsteuerverfahren, Amtsermittlung) gelten nachträgliche Erklärungen des Steuerpflichtigen in der Regel nicht als spontane Geständnisse; dies schliesst die Rückerstattung aus.
“L’obiettivo voluto da tale modifica legislativa è quello di attenuare la prassi fondata sul vecchio diritto, che esigeva in particolare per evitare la decadenza del diritto al rimborso, un annuncio spontaneo, da parte del contribuente, del reddito colpito dall’imposta, evitando in tal modo un’imposizione a doppio titolo (cumulo dell’imposta sul reddito e dell’imposta preventiva). Secondo il nuovo diritto, il contribuente mantiene il suo diritto al rimborso se il mancato rispetto dell’obbligo fiscale risulta da una negligenza e se ‑ non essendo ancora la decisione di tassazione, di revisione oppure di ricupero d’imposta cresciuta in giudicato ‑ le prestazioni non dichiarate in tempo utile sono annunciate ulteriormente dal contribuente oppure sono prese in considerazione da parte dell’autorità fiscale di sua propria iniziativa; l’annuncio spontaneo del reddito oppure della sostanza non è più pertanto una condizione imperativa (sentenza TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.1 e riferimenti citati). 2.2.3. Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art.”
“La giurisprudenza del Tribunale federale richiede una prima dichiarazione spontanea (con la dichiarazione di imposta) o tutt’al più una notifica successiva, che deve tuttavia intervenire in un momento tale da permettere ancora di tener conto, nella decisione di tassazione, del reddito non dichiarato, che è stato assoggettato alla ritenuta d’imposta. Ne discende, a contrario, che il rimborso deve essere escluso per esempio nel caso di una tassazione d’ufficio, ma anche se l’autorità competente ha adottato misure di indagine per verificare se siano stati conseguiti redditi assoggettati alla ritenuta dell’imposta preventiva. Sia nel caso di una tassazione d’ufficio sia se l’autorità fiscale ha intrapreso delle verifiche di sua iniziativa, non si è in presenza di una dichiarazione spontanea. In tutti questi casi, il contribuente non ha adempiuti agli obblighi di collaborazione che gli competono nell’ambito della procedura di tassazione delle imposte dirette. Non si può pertanto parlare di una dichiarazione spontanea, che giustifica il rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP (cfr. ad esempio sentenza TF 2C_612/2017 del 7 maggio 2018 consid. 2.2.2). 4.3.4. Nel caso di specie, il nuovo Modulo 8, che includeva le prestazioni litigiose, è stato inviato solo il 6 agosto 2019, quando l’UTPG aveva già sottoposto a tassazione la __________ per il periodo fiscale 2016, riprendendo fr. 25'000.‑ quale distribuzione dissimulata di utile e l’AFC aveva già intrapreso le verifiche riguardanti le prestazioni valutabili in denaro a favore dei ricorrenti per gli anni 2014-2017. Non si può pertanto sostenere, come fanno i ricorrenti, che la presentazione del Modulo 8 con il reddito di fr. 25'000.‑, sia stata spontanea. Ancor meno se si pensa che l’AFC ha avviato la procedura di verifica per l’imposta preventiva quasi un anno dopo la decisione di tassazione IC/IFD 2016 emessa dall’UTPG per la __________. È vero che il conteggio definitivo dell’AFC è stato emesso solo il 18 maggio 2020.”
Bei fahrlässiger Unterlassung bleibt der Rückerstattungsanspruch erhalten, sofern vor Eintritt der Rechtskraft die Einkünfte/Veranlagung nachgemeldet oder von Amtes wegen erfasst wurden.
“En revanche, agit par négligence celui qui, par une imprévoyance coupable, ne se rend pas compte ou ne tient pas compte des conséquences de son acte. L'imprévoyance est coupable lorsque l'auteur n'a pas usé des précautions commandées par les circonstances et par sa situation personnelle, ce par quoi l'on entend sa formation, ses capacités intellectuelles et son expérience professionnelle (arrêts TF 2C_1052/2019 du 18 mai 2020 consid. 3.7.1; 2C_1066/2018 du 21 juin 2019 consid. 4.1; 2C_1018/2015 du 2 novembre 2017 consid. 9.4.4). 5. Discussion 5.1. En l’espèce, les recourants n’ont pas fait figurer dans leur déclaration d’impôt 2019 la distribution dissimulée de bénéfice de CHF 149'999.- effectuée par la société en 2019. Ils n’ont procédé à l’annonce de ce montant à l’AFC qu’après le contrôle de la société par le SCC. Ainsi, cette annonce est la conséquence d’une intervention de l’autorité fiscale, de sorte qu’on ne peut pas considérer que la déclaration en question était spontanée au sens de l’art. 23 al. 1 LIA. Reste à vérifier si les recourants peuvent obtenir le remboursement de l’impôt anticipé sur la base de l’art. 23 al. 2 LIA. La première condition prévue par cette disposition exige que l’omission de déclarer le revenu soit due à une négligence. 5.2. En l’occurrence, les recourants ne pouvaient ignorer le fait d’avoir obtenu une prestation appréciable en argent de la société. En effet, ces derniers savaient que la valeur fiscale des actions F.________ au 31 décembre 2018 avait été fixée à CHF 0.- par le SCC sur la base des comptes 2017 (cf. pièce 4 du recours). En outre, ils avaient eux-mêmes déclaré ces actions avec une valeur de CHF 0.- dans leur déclaration d’impôt 2018. Dans ces circonstances, ils ne pouvaient qu’être conscients que le prix de CHF 150'000.- pour la vente des actions était surévalué et que, par conséquent, la transaction en cause remplissait les conditions d’une prestation appréciable en agent. Ceci vaut a fortiori au vu du fait qu’ils étaient détenteurs des parts sociales et associé gérant de la société.”
Bei nachträglicher Angabe der Einkünfte im noch hängigen Verfahren (noch nicht rechtskräftige Veranlagung) schützt Art. 23 Abs. 2 VStG vor Verwirkung, sodass der Rückerstattungsanspruch trotz Fahrlässigkeit erhalten bleibt.
“Keinen Rückerstattungsanspruch hat insbesondere, wer mit der Verrechnungssteuer belastete Einkünfte oder Vermögen, woraus solche Einkünfte fliessen, entgegen gesetzlicher Vorschrift nicht deklariert (Deklara-tionspflicht; Art. 23 VStG). In diesem Fall wird die Verrechnungssteuer zur Defraudantensteuer und der Sicherungsgedanke, welcher dem Verrechnungssteuerrecht grundlegend als Basis gilt, wird durchgesetzt (Lissi/Vitali, Kommentar VStG, Art. 23 N 1 f.). Per 1. Januar 2019 wurde Art. 23 Abs. 2 VStG eingefügt. Er gilt rückwirkend für Ansprüche, die seit dem 1. Januar 2014 entstanden sind, sofern über den Anspruch auf Rückerstattung der Verrechnungssteuer noch nicht rechtskräftig entschieden worden ist (Art. 70d VStG). Der neue Absatz sieht vor, dass die Verwirkung nicht eintritt, wenn die Einkünfte oder Vermögen in der Steuererklärung fahrlässig nicht angegeben wurden und in einem noch nicht rechtskräftig abgeschlossenen Veranlagungs-, Revisions- oder Nachsteuerverfahren entweder nachträglich angegeben werden oder von der Steuerbehörde aus eigener Feststellung zu den Einkünften oder Vermögen hinzugerechnet werden (Art. 23 Abs. 2 Bst. a und b VStG). Eine straflose Selbstanzeige eröffnet dem Steuerpflichtigen zwar ein Nachsteuerverfahren, jedoch ändert sie am verwirklichten Tatbestand und damit auch am ursprünglichen Verschulden nichts (Lissi/Vitali, Kommentar VStG, Art. 23 N 44). Mit anderen Worten wirkt sich eine solche Selbstanzeige nicht auf das Verschulden (Vorsatz, Fahrlässigkeit oder fehlendes Verschulden) der steuerpflichtigen Person aus, auch wenn ihr eine Strafe erspart bleibt.”
“En revanche, agit par négligence celui qui, par une imprévoyance coupable, ne se rend pas compte ou ne tient pas compte des conséquences de son acte. L'imprévoyance est coupable lorsque l'auteur n'a pas usé des précautions commandées par les circonstances et par sa situation personnelle, ce par quoi l'on entend sa formation, ses capacités intellectuelles et son expérience professionnelle (arrêts TF 2C_1052/2019 du 18 mai 2020 consid. 3.7.1; 2C_1066/2018 du 21 juin 2019 consid. 4.1; 2C_1018/2015 du 2 novembre 2017 consid. 9.4.4). 5. Discussion 5.1. En l’espèce, les recourants n’ont pas fait figurer dans leur déclaration d’impôt 2019 la distribution dissimulée de bénéfice de CHF 149'999.- effectuée par la société en 2019. Ils n’ont procédé à l’annonce de ce montant à l’AFC qu’après le contrôle de la société par le SCC. Ainsi, cette annonce est la conséquence d’une intervention de l’autorité fiscale, de sorte qu’on ne peut pas considérer que la déclaration en question était spontanée au sens de l’art. 23 al. 1 LIA. Reste à vérifier si les recourants peuvent obtenir le remboursement de l’impôt anticipé sur la base de l’art. 23 al. 2 LIA. La première condition prévue par cette disposition exige que l’omission de déclarer le revenu soit due à une négligence. 5.2. En l’occurrence, les recourants ne pouvaient ignorer le fait d’avoir obtenu une prestation appréciable en argent de la société. En effet, ces derniers savaient que la valeur fiscale des actions F.________ au 31 décembre 2018 avait été fixée à CHF 0.- par le SCC sur la base des comptes 2017 (cf. pièce 4 du recours). En outre, ils avaient eux-mêmes déclaré ces actions avec une valeur de CHF 0.- dans leur déclaration d’impôt 2018. Dans ces circonstances, ils ne pouvaient qu’être conscients que le prix de CHF 150'000.- pour la vente des actions était surévalué et que, par conséquent, la transaction en cause remplissait les conditions d’une prestation appréciable en agent. Ceci vaut a fortiori au vu du fait qu’ils étaient détenteurs des parts sociales et associé gérant de la société. Par ailleurs, il ressort du dossier que la déclaration d’impôt des recourants pour l’année 2019 est datée au 26 août 2020 et que, à cette date, la société avait déjà été informée du fait que l’acquisition de la participation était considérée comme une non-valeur de CH 149'999.”
Die Fahrlässigkeit wird verneint, wenn Steuerpflichtige (z. B. als Verwaltungsrats- oder geschäftsführende Gesellschafter) offenkundig überhöhte Transaktionswerte kannten; in solchen Fällen ist die Verwirkungsausnahme nicht anwendbar.
“En revanche, agit par négligence celui qui, par une imprévoyance coupable, ne se rend pas compte ou ne tient pas compte des conséquences de son acte. L'imprévoyance est coupable lorsque l'auteur n'a pas usé des précautions commandées par les circonstances et par sa situation personnelle, ce par quoi l'on entend sa formation, ses capacités intellectuelles et son expérience professionnelle (arrêts TF 2C_1052/2019 du 18 mai 2020 consid. 3.7.1; 2C_1066/2018 du 21 juin 2019 consid. 4.1; 2C_1018/2015 du 2 novembre 2017 consid. 9.4.4). 5. Discussion 5.1. En l’espèce, les recourants n’ont pas fait figurer dans leur déclaration d’impôt 2019 la distribution dissimulée de bénéfice de CHF 149'999.- effectuée par la société en 2019. Ils n’ont procédé à l’annonce de ce montant à l’AFC qu’après le contrôle de la société par le SCC. Ainsi, cette annonce est la conséquence d’une intervention de l’autorité fiscale, de sorte qu’on ne peut pas considérer que la déclaration en question était spontanée au sens de l’art. 23 al. 1 LIA. Reste à vérifier si les recourants peuvent obtenir le remboursement de l’impôt anticipé sur la base de l’art. 23 al. 2 LIA. La première condition prévue par cette disposition exige que l’omission de déclarer le revenu soit due à une négligence. 5.2. En l’occurrence, les recourants ne pouvaient ignorer le fait d’avoir obtenu une prestation appréciable en argent de la société. En effet, ces derniers savaient que la valeur fiscale des actions F.________ au 31 décembre 2018 avait été fixée à CHF 0.- par le SCC sur la base des comptes 2017 (cf. pièce 4 du recours). En outre, ils avaient eux-mêmes déclaré ces actions avec une valeur de CHF 0.- dans leur déclaration d’impôt 2018. Dans ces circonstances, ils ne pouvaient qu’être conscients que le prix de CHF 150'000.- pour la vente des actions était surévalué et que, par conséquent, la transaction en cause remplissait les conditions d’une prestation appréciable en agent. Ceci vaut a fortiori au vu du fait qu’ils étaient détenteurs des parts sociales et associé gérant de la société. Par ailleurs, il ressort du dossier que la déclaration d’impôt des recourants pour l’année 2019 est datée au 26 août 2020 et que, à cette date, la société avait déjà été informée du fait que l’acquisition de la participation était considérée comme une non-valeur de CH 149'999.”
Bei Zweifeln am Rückerstattungsanspruch bzw. an dessen Bestehen ist das Melde-/Rückerstattungsverfahren nach Art. 23 Abs. 2 VStG nicht anzuwenden.
“Nachdem nun feststeht, dass die Beschwerdeführerin ihrem Gesellschafter geldwerte Leistungen erbrachte, ist zu prüfen, ob ihr die Anwendung des Meldeverfahrens gestattet werden kann. Vorliegend geht es um die Erhebung der Verrechnungssteuer. In Bezug auf die Anwendung des Meldeverfahrens ist allerdings auch ein Auge auf die Rückerstattung dieser Steuer zu werfen, da das Meldeverfahren nur angewendet werden kann, wenn der Leistungsempfänger einen Anspruch auf Rückerstattung hat (E. 3.9.2). Da die Kantone für die Rückerstattung zuständig sind, kann dieser Anspruch nur summarisch geprüft werden. Bestehen Zweifel am Rückerstattungsanspruch, ist das Meldeverfahren nicht anzuwenden, weil sonst der Sicherungszweck der Verrechnungssteuer nicht zum Tragen käme (E. 3.2; vgl. E. 3.9.4). Der Sicherungszweck ist dabei nicht - wie die Beschwerdeführerin vorbringt - ein hehrer Vorsatz der Vorinstanz, sondern gesetzlich vorgesehen. Ob, wie die Beschwerdeführerin vorbringt, in Bezug auf Art. 23 Abs. 2 VStG (E. 3.9.4) verlangt wird, dass die Steuerverwaltung den Vorsatz nachweist und nicht die steuerpflichtige Person den mangelnden Vorsatz, kann hier - wie im Folgenden zu zeigen ist - offengelassen werden. Ohnehin wäre die neue Vorschrift für die hier ebenfalls zu beurteilenden Jahre 2012 und 2013 nicht relevant (E. 3.9.4). Zweck der Verrechnungssteuer ist nicht, die Steuern der leistenden Person zu sichern, sondern die Steuern der leistungsempfangenden Person, weshalb die Verrechnungssteuer zwingend auf diese zu überwälzen ist (E. 3.2). Systematisch gesehen belastet die Verrechnungssteuer daher auch nicht die leistende, sondern die leistungsempfangende Person. Vorliegend ist nicht sicher, ob der Gesellschafter der Beschwerdeführerin als Leistungsempfänger tatsächlich sämtliche Leistungen bei der Steuerverwaltung angegeben hat. Immerhin wird seitens der Beschwerdeführerin gerade bestritten, dass geldwerte Leistungen an den Gesellschafter überhaupt vorgelegen hätten. Die entsprechende Untersuchung der ASU richtete sich zwar gegen den Gesellschafter, aber nur in dessen Funktion als Geschäftsführer der Beschwerdeführerin, nicht aber gegen ihn als Privatperson.”
Die revidierte Fassung von Art. 23 (seit 1.1.2019 bzw. hinsichtlich rückwirkender Anwendbarkeit auf Ansprüche ab 1.1.2014) ist anwendbar, sodass künftig auch eine nachträgliche Meldung bzw. Berücksichtigung durch die Steuerbehörde im noch hängigen, nicht rechtskräftigen Veranlagungsverfahren für den Erhalt des Rückerstattungsanspruchs ausreichen kann.
“L’obiettivo voluto da tale modifica legislativa è quello di attenuare la prassi fondata sul vecchio diritto, che esigeva in particolare per evitare la decadenza del diritto al rimborso, un annuncio spontaneo, da parte del contribuente, del reddito colpito dall’imposta, evitando in tal modo un’imposizione a doppio titolo (cumulo dell’imposta sul reddito e dell’imposta preventiva). Secondo il nuovo diritto, il contribuente mantiene il suo diritto al rimborso se il mancato rispetto dell’obbligo fiscale risulta da una negligenza e se ‑ non essendo ancora la decisione di tassazione, di revisione oppure di ricupero d’imposta cresciuta in giudicato ‑ le prestazioni non dichiarate in tempo utile sono annunciate ulteriormente dal contribuente oppure sono prese in considerazione da parte dell’autorità fiscale di sua propria iniziativa; l’annuncio spontaneo del reddito oppure della sostanza non è più pertanto una condizione imperativa (sentenza TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.1 e riferimenti citati). 2.2.3. Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art.”
“La giurisprudenza del Tribunale federale richiede una prima dichiarazione spontanea (con la dichiarazione di imposta) o tutt’al più una notifica successiva, che deve tuttavia intervenire in un momento tale da permettere ancora di tener conto, nella decisione di tassazione, del reddito non dichiarato, che è stato assoggettato alla ritenuta d’imposta. Ne discende, a contrario, che il rimborso deve essere escluso per esempio nel caso di una tassazione d’ufficio, ma anche se l’autorità competente ha adottato misure di indagine per verificare se siano stati conseguiti redditi assoggettati alla ritenuta dell’imposta preventiva. Sia nel caso di una tassazione d’ufficio sia se l’autorità fiscale ha intrapreso delle verifiche di sua iniziativa, non si è in presenza di una dichiarazione spontanea. In tutti questi casi, il contribuente non ha adempiuti agli obblighi di collaborazione che gli competono nell’ambito della procedura di tassazione delle imposte dirette. Non si può pertanto parlare di una dichiarazione spontanea, che giustifica il rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP (cfr. ad esempio sentenza TF 2C_612/2017 del 7 maggio 2018 consid. 2.2.2). 4.3.4. Nel caso di specie, il nuovo Modulo 8, che includeva le prestazioni litigiose, è stato inviato solo il 6 agosto 2019, quando l’UTPG aveva già sottoposto a tassazione la __________ per il periodo fiscale 2016, riprendendo fr. 25'000.‑ quale distribuzione dissimulata di utile e l’AFC aveva già intrapreso le verifiche riguardanti le prestazioni valutabili in denaro a favore dei ricorrenti per gli anni 2014-2017. Non si può pertanto sostenere, come fanno i ricorrenti, che la presentazione del Modulo 8 con il reddito di fr. 25'000.‑, sia stata spontanea. Ancor meno se si pensa che l’AFC ha avviato la procedura di verifica per l’imposta preventiva quasi un anno dopo la decisione di tassazione IC/IFD 2016 emessa dall’UTPG per la __________. È vero che il conteggio definitivo dell’AFC è stato emesso solo il 18 maggio 2020.”
“Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art. 23 cpv. 2 LIP, sussiste il diritto al rimborso dell’imposta preventiva anche nel caso in cui i redditi colpiti dall’imposta preventiva non vengono immediatamente indicati nella dichiarazione fiscale e se tale omissione è avvenuta per mera negligenza. Per quanto concerne il concetto di negligenza, nella Circolare in questione si spiega che secondo gli articoli 124-126 LIFD il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta. Questo vale anche nel caso in cui il contribuente ha incaricato un terzo della compilazione della dichiarazione d’imposta. Se dai documenti dell’autorità fiscale competente si evince che i redditi o la sostanza colpiti dall’imposta preventiva non sono stati dichiarati per negligenza, l’autorità concede il rimborso, senza procedere a un’ulteriore verifica.”
Bei Liquidation kann die Frist für Rückerstattungsbegehren bzw. das Neubeginnen der Frist erst mit Bezahlung des (verrechnungs)steuerlich relevanten Betrags (z. B. Dividendenauszahlung/Verrechnungssteuerzahlung) in Gang gesetzt werden.
“Per il decorso di questo termine non è dunque fondamentale sapere quando precisamente la prestazione imponibile è scaduta (Beusch/Seiler, in: Zweifel/Beusch/Bauer-Balmelli [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, VStG, 3a ed., Basilea 2024, n. 6 ad art. 32 LIP, p. 1092). Secondo l’art. 32 cpv. 2 LIP, se l’imposta preventiva è pagata e trasferita soltanto in forza di una contestazione fatta dall’AFC e se il termine stabilito dal capoverso 1 è trascorso, o se non rimangono almeno 60 giorni da quello del pagamento sino alla decorrenza del termine, un nuovo termine di 60 giorni per presentare l’istanza decorre dal pagamento dell’imposta. L’estinzione del diritto al rimborso a causa del tempo trascorso, secondo l’art. 32 LIP, presuppone necessariamente che un simile diritto sia nato e che non si sia già estinto per altri motivi, in particolar modo perché non sono adempiute le condizioni previste dall’art. 23 LIP (Beusch/Seiler, loc. cit., n. 2 ad art. 32 LIP, p. 1090). 2. 2.1. Venendo al caso in disamina, la __________ è stata messa in liquidazione il 14 luglio 2017. Per quanto concerne il reddito litigioso, la __________ ha inoltrato all’AFC il Modulo 102 il 19 luglio 2021, dichiarando l’avvenuto versamento del dividendo straordinario di fr. 74'998.10 relativo al periodo fiscale 2018, con scadenza 31 dicembre 2018. Il verbale dell’Assemblea generale che ha deliberato il versamento del dividendo non è agli atti e non è nota in particolare la data in cui l’assemblea si è tenuta. Ora, i ricorrenti chiedono che siano loro rimborsati fr. 14'437.15 (corrispondenti al 55% di fr. 26'249.35). Si tratta quindi di stabilire se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva fosse già estinto, come sostenuto sia dall’UT nella decisione impugnata sia dall’AFC nelle sue osservazioni al ricorso, oppure non lo fosse ancora, come vorrebbe la ricorrente.”
Bei rückwirkender Gebarung bzw. für Ansprüche ab 2014 (sofern keine rechtskräftige Entscheidung vorliegt) bzw. für Ansprüche von 2019 gilt die seit 2019 geänderte Rechtslage bzw. Praxis: Rückerstattungsansprüche werden nach der Neuregelung beurteilt.
“En revanche, agit par négligence celui qui, par une imprévoyance coupable, ne se rend pas compte ou ne tient pas compte des conséquences de son acte. L'imprévoyance est coupable lorsque l'auteur n'a pas usé des précautions commandées par les circonstances et par sa situation personnelle, ce par quoi l'on entend sa formation, ses capacités intellectuelles et son expérience professionnelle (arrêts TF 2C_1052/2019 du 18 mai 2020 consid. 3.7.1; 2C_1066/2018 du 21 juin 2019 consid. 4.1; 2C_1018/2015 du 2 novembre 2017 consid. 9.4.4). 5. Discussion 5.1. En l’espèce, les recourants n’ont pas fait figurer dans leur déclaration d’impôt 2019 la distribution dissimulée de bénéfice de CHF 149'999.- effectuée par la société en 2019. Ils n’ont procédé à l’annonce de ce montant à l’AFC qu’après le contrôle de la société par le SCC. Ainsi, cette annonce est la conséquence d’une intervention de l’autorité fiscale, de sorte qu’on ne peut pas considérer que la déclaration en question était spontanée au sens de l’art. 23 al. 1 LIA. Reste à vérifier si les recourants peuvent obtenir le remboursement de l’impôt anticipé sur la base de l’art. 23 al. 2 LIA. La première condition prévue par cette disposition exige que l’omission de déclarer le revenu soit due à une négligence. 5.2. En l’occurrence, les recourants ne pouvaient ignorer le fait d’avoir obtenu une prestation appréciable en argent de la société. En effet, ces derniers savaient que la valeur fiscale des actions F.________ au 31 décembre 2018 avait été fixée à CHF 0.- par le SCC sur la base des comptes 2017 (cf. pièce 4 du recours). En outre, ils avaient eux-mêmes déclaré ces actions avec une valeur de CHF 0.- dans leur déclaration d’impôt 2018. Dans ces circonstances, ils ne pouvaient qu’être conscients que le prix de CHF 150'000.- pour la vente des actions était surévalué et que, par conséquent, la transaction en cause remplissait les conditions d’une prestation appréciable en agent. Ceci vaut a fortiori au vu du fait qu’ils étaient détenteurs des parts sociales et associé gérant de la société.”
Bei fahrlässiger oder bloss unvollständiger Nichtangabe bleibt der Anspruch auf Rückerstattung grundsätzlich erhalten, wenn die steuerlich massgebenden Einkommen/Vermögenswerte vor einer rechtskräftigen Veranlagung noch gemeldet oder von der Steuerbehörde im laufenden Nachsteuer-/Veranlagungsverfahren berücksichtigt bzw. nachveranlagt werden; die Verwaltung erstattet in solchen Fällen ohne weitergehende Sanktionierung.
“Keinen Rückerstattungsanspruch hat insbesondere, wer mit der Verrechnungssteuer belastete Einkünfte oder Vermögen, woraus solche Einkünfte fliessen, entgegen gesetzlicher Vorschrift nicht deklariert (Deklara-tionspflicht; Art. 23 VStG). In diesem Fall wird die Verrechnungssteuer zur Defraudantensteuer und der Sicherungsgedanke, welcher dem Verrechnungssteuerrecht grundlegend als Basis gilt, wird durchgesetzt (Lissi/Vitali, Kommentar VStG, Art. 23 N 1 f.). Per 1. Januar 2019 wurde Art. 23 Abs. 2 VStG eingefügt. Er gilt rückwirkend für Ansprüche, die seit dem 1. Januar 2014 entstanden sind, sofern über den Anspruch auf Rückerstattung der Verrechnungssteuer noch nicht rechtskräftig entschieden worden ist (Art. 70d VStG). Der neue Absatz sieht vor, dass die Verwirkung nicht eintritt, wenn die Einkünfte oder Vermögen in der Steuererklärung fahrlässig nicht angegeben wurden und in einem noch nicht rechtskräftig abgeschlossenen Veranlagungs-, Revisions- oder Nachsteuerverfahren entweder nachträglich angegeben werden oder von der Steuerbehörde aus eigener Feststellung zu den Einkünften oder Vermögen hinzugerechnet werden (Art. 23 Abs. 2 Bst. a und b VStG). Eine straflose Selbstanzeige eröffnet dem Steuerpflichtigen zwar ein Nachsteuerverfahren, jedoch ändert sie am verwirklichten Tatbestand und damit auch am ursprünglichen Verschulden nichts (Lissi/Vitali, Kommentar VStG, Art.”
“L’obiettivo voluto da tale modifica legislativa è quello di attenuare la prassi fondata sul vecchio diritto, che esigeva in particolare per evitare la decadenza del diritto al rimborso, un annuncio spontaneo, da parte del contribuente, del reddito colpito dall’imposta, evitando in tal modo un’imposizione a doppio titolo (cumulo dell’imposta sul reddito e dell’imposta preventiva). Secondo il nuovo diritto, il contribuente mantiene il suo diritto al rimborso se il mancato rispetto dell’obbligo fiscale risulta da una negligenza e se ‑ non essendo ancora la decisione di tassazione, di revisione oppure di ricupero d’imposta cresciuta in giudicato ‑ le prestazioni non dichiarate in tempo utile sono annunciate ulteriormente dal contribuente oppure sono prese in considerazione da parte dell’autorità fiscale di sua propria iniziativa; l’annuncio spontaneo del reddito oppure della sostanza non è più pertanto una condizione imperativa (sentenza TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.1 e riferimenti citati). 2.2.3. Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art.”
“La giurisprudenza del Tribunale federale richiede una prima dichiarazione spontanea (con la dichiarazione di imposta) o tutt’al più una notifica successiva, che deve tuttavia intervenire in un momento tale da permettere ancora di tener conto, nella decisione di tassazione, del reddito non dichiarato, che è stato assoggettato alla ritenuta d’imposta. Ne discende, a contrario, che il rimborso deve essere escluso per esempio nel caso di una tassazione d’ufficio, ma anche se l’autorità competente ha adottato misure di indagine per verificare se siano stati conseguiti redditi assoggettati alla ritenuta dell’imposta preventiva. Sia nel caso di una tassazione d’ufficio sia se l’autorità fiscale ha intrapreso delle verifiche di sua iniziativa, non si è in presenza di una dichiarazione spontanea. In tutti questi casi, il contribuente non ha adempiuti agli obblighi di collaborazione che gli competono nell’ambito della procedura di tassazione delle imposte dirette. Non si può pertanto parlare di una dichiarazione spontanea, che giustifica il rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP (cfr. ad esempio sentenza TF 2C_612/2017 del 7 maggio 2018 consid. 2.2.2). 4.3.4. Nel caso di specie, il nuovo Modulo 8, che includeva le prestazioni litigiose, è stato inviato solo il 6 agosto 2019, quando l’UTPG aveva già sottoposto a tassazione la __________ per il periodo fiscale 2016, riprendendo fr. 25'000.‑ quale distribuzione dissimulata di utile e l’AFC aveva già intrapreso le verifiche riguardanti le prestazioni valutabili in denaro a favore dei ricorrenti per gli anni 2014-2017. Non si può pertanto sostenere, come fanno i ricorrenti, che la presentazione del Modulo 8 con il reddito di fr. 25'000.‑, sia stata spontanea. Ancor meno se si pensa che l’AFC ha avviato la procedura di verifica per l’imposta preventiva quasi un anno dopo la decisione di tassazione IC/IFD 2016 emessa dall’UTPG per la __________. È vero che il conteggio definitivo dell’AFC è stato emesso solo il 18 maggio 2020.”
“Secondo la disposizione transitoria prevista all’art. 70d LIP, l’art. 23 LIP nel suo nuovo tenore si applica alle pretese sorte a partire dal 1° gennaio 2014, se il diritto al rimborso dell’imposta preventiva non è ancora stato oggetto di una decisione passata in giudicato. Per “pretese sorte” bisogna intendere la nascita del diritto al rimborso dell’imposta preventiva: il momento in cui sorge il diritto al rimborso coincide con il momento in cui nasce il credito fiscale, ossia, secondo l’art. 12 LIP, con la scadenza della prestazione imponibile (sentenze TF 2C_792/2021 del 14.03.2022 consid. 4.2 e 2C_901/2018 del 17.06.2019 consid. 3.2). 2.2.4. A seguito della modifica di legge, l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha emanato la Circolare n. 48 del 4 dicembre 2019, intitolata “Perdita del diritto delle persone fisiche al rimborso dell’imposta preventiva secondo l’art. 23 LIP nella versione del 28 settembre 2018”. In particolare, nella stessa viene indicato, conformemente alla modifica del 28 settembre 2018 della LIP, che secondo l’art. 23 cpv. 2 LIP, sussiste il diritto al rimborso dell’imposta preventiva anche nel caso in cui i redditi colpiti dall’imposta preventiva non vengono immediatamente indicati nella dichiarazione fiscale e se tale omissione è avvenuta per mera negligenza. Per quanto concerne il concetto di negligenza, nella Circolare in questione si spiega che secondo gli articoli 124-126 LIFD il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta. Questo vale anche nel caso in cui il contribuente ha incaricato un terzo della compilazione della dichiarazione d’imposta. Se dai documenti dell’autorità fiscale competente si evince che i redditi o la sostanza colpiti dall’imposta preventiva non sono stati dichiarati per negligenza, l’autorità concede il rimborso, senza procedere a un’ulteriore verifica.”
“Inoltre, nella misura in cui la dichiarazione fiscale 2014 era stata compilata da un avvocato, il ricorrente non poteva ignorare che la presa a carico delle sue spese private da parte della società costituiva un reddito imponibile. Il contribuente doveva peraltro lasciarsi imputare le manchevolezze del proprio mandatario (v. anche sentenza TF 2C_78/2019 del 20.09.2019 consid. 6.2 e 6.6). L’Alta Corte ha pertanto concluso che la prima condizione prevista dall’art. 23 cpv. 2 LIP non fosse realizzata, motivo per il quale il contribuente non poteva prevalersi di tale disposizione, senza che fosse necessario esaminare le restanti condizioni. 4.4.3. La giurisprudenza e la dottrina sono concordi nell’affermare che quando si tratta di spese di natura privata, allora si può parlare almeno di dolo eventuale, poiché data la natura ovviamente privata dei costi, si può generalmente presumere che il contribuente, anche da profano, sappia che spese di questo tipo non possono essere incluse nella contabilità aziendale (Lissi/Vitali, loc. cit., n. 42 ad art. 23 LIP, p. 888 s. e riferimenti giurisprudenziali, in particolare: sentenza TF 9C_701/2022 del 19.06.2023 consid. 2.4.3). Nel caso in disamina, la ricorrente – oltre ad essere dipendente della __________ – ha ricoperto diversi ruoli in seno alla società fino a divenirne presidente del Consiglio di amministrazione con diritto di firma individuale. Non è dunque plausibile che non sapesse che tali spese non dovessero essere allibrate nella contabilità aziendale. Sostenere che i ricorrenti non abbiano dichiarato la prestazione valutabile in denaro per negligenza appare quantomeno temerario. Come affermato da giurisprudenza e dottrina, hanno agito almeno per dolo eventuale. Ciò preclude il riconoscimento del diritto al rimborso dell’imposta preventiva detratta dalla prestazione valutabile in denaro. 4.5. In questo frangente non è dunque necessario analizzare se il termine posto dall’art.”
Unabhängig von Art. 23 Abs. 2 VStG bleiben Rückforderungsansprüche nur innerhalb der Frist nach Art. 32 Abs. 1 VStG geltend zu machen; diese Verjährungs-/Geltendmachungsfrist ist in jedem Fall maßgeblich.
“23 VStG hingegen sachlicher Natur sei (vorinstanzliche Erwägung 3c S. 8). Inwiefern sie damit Recht verletzen soll, erhellt auch mit Blick auf die Vorbringen in der Beschwerdeschrift nicht: Soweit die Beschwerdeführer Abs. 2 von Art. 23 VStG isoliert betrachten, zielt dies ins Leere. Abs. 2 ist vielmehr im Sinne einer Relativierung des in Abs. 1 dargelegten sachlichen Verwirkungsgrundes zu verstehen (vgl. vorinstanzliche Erwägung 3a S. 7). Mit der vorinstanzlichen Argumentation setzen sich die Beschwerdeführer nicht rechtsgenüglich auseinander (vgl. Art. 42 Abs. 2 BGG). Entgegen der Beschwerdeführer verkommt Art. 23 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 70d VStG für "Fälligkeiten 2014" (und 2015) durch die Auslegung der Vorinstanz nicht grundsätzlich zu einem toten Buchstaben. Die Auslegung führt jedoch zu einer Einschränkung des Rechts auf Rückforderung dahingehend, dass ein (allfälliger) Rückforderungsanspruch in jedem Fall innert der Frist nach Art. 32 Abs. 1 VStG geltend zu machen ist. Inwiefern der Hinweis auf das "Nachsteuerverfahren" im Text von Art. 23 Abs. 2 VStG einer solchen Auslegung entgegenstehen soll, wird weder substanziiert noch ist dies ersichtlich. Anhaltspunkte dafür, dass sich mit der Einführung von Art. 23 Abs. 2 VStG etwas an der auch für von Anbeginn weg vollständig Deklarierende geltenden Verwirkungsfrist nach Art. 32 Abs. 1 VStG ändern sollte, bestehen keine. Der Hinweis auf den Grundsatz "Lex posterior derogat legi priori" verfängt dabei ebenso wenig wie der Verweis auf Art. 70d VStG, der - wie die Vorinstanz zu Recht erwogen hat (vorinstanzliche Erwägung 3c S. 8 f.) - einzig im Zusammenhang mit Art. 23 Abs. 2 VStG zu lesen ist. Was die Beschwerdeführer mit dem Verweis auf den vorliegend unbestrittenermassen nicht einschlägigen Abs. 2 von Art. 32 VStG zu ihren Gunsten ableiten wollen, erhellt nicht. Hinzunehmen ist schliesslich die den Beschwerdeführern in finanzieller Hinsicht entstehende zusätzliche Belastung (vgl. BEUSCH/SEILER, in: Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über die Verrechnungssteuer, 3. Aufl.”
Utilisez la page actuelle comme contexte pour rechercher, résumer, comparer ou rédiger.