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Art. 20

831.441.1OPP 2Federal Council Ordinance1 gen 1985Fonte originale

(art. 19 cpv. 3 e 19a LPP)

  1. Dopo la morte dell’ex coniuge, il coniuge divorziato è equiparato alla persona vedova a condizione che:
    1. il matrimonio sia durato almeno dieci anni; e
    2. al momento del divorzio gli sia stata assegnata una rendita secondo gli articoli 124e capoverso 1 o 126 capoverso 1 CC.
  2. In caso di morte dell’ex partner registrato, l’ex partner registrato superstite è equiparato alla persona vedova a condizione che:
    1. l’unione domestica registrata sia durata almeno dieci anni; e
    2. al momento dello scioglimento giudiziale dell’unione domestica registrata gli sia stata assegnata una rendita secondo l’articolo 124e capoverso 1 CC o l’articolo 34 capoversi 2 e 3 della legge del 18 giugno 20041sull’unione domestica registrata.
  3. Il diritto alle prestazioni per i superstiti sussiste fintanto che sarebbe stata dovuta la rendita.
  4. Le prestazioni per i superstiti dell’istituto di previdenza possono essere ridotte se, sommate alle prestazioni per i superstiti dell’AVS, superano le pretese derivanti dalla sentenza di divorzio o di scioglimento dell’unione domestica registrata; la riduzione è limitata all’importo eccedente. A tale riguardo, le rendite per i superstiti dell’AVS sono conteggiate soltanto nella misura in cui siano superiori a un proprio diritto a una rendita d’invalidità dell’AI o a una rendita di vecchiaia dell’AVS.

Footnotes

  1. RS 211.231

1 commentary

N1.Aspettative su rendite ai superstiti e modifiche regolamentari

OPP 2 art. 20 n. 1 Secondo la giurisprudenza citata, l'aspettativa regolamentare a una rendita ai superstiti spettante agli ex coniugi costituisÎ una prestazione sovraobbligatoria e pertanto non è considerata un diritto acquisito. Le modifiche regolamentari che mutano tali aspettative sovraobbligatorie a svantaggio dei beneficiari sono ammesse entro i limiti dei vincoli costituzionali generali (p.es. principio di uguaglianza, divieto di arbitrarietà). Non sussiste retroattività illegittima quando, al momento della modifiÊ, non è ancora sorto alcun diritto alla prestazione ai superstiti.

Damit dringt sie nicht durch. Die höchstrichterliche Rechtsprechung nimmt – worauf die Beklagte richtigerweise hingewiesen hat (Klageantwort S. 9 f. N. 5) – ein wohlerworbenes Recht im Umfang der gesetzlich zwingenden Bestimmungen an, im Bereich der weitergehenden Vorsorge sind hingegen Reglementsänderungen auch zum Nachteil der Destinatäre in den allgemeinen Schranken (Rechtsgleichheit, Willkürverbot) zugelassen; sie lässt namentlich die Veränderung von Anwartschaften zu (BGE 135 V 382 E. 6.1 S. 391; vgl. in Bezug auf öffentlich-rechtliche Vorsorgeeinrichtungen BGE 134 I 23 E. 7.2 S. 36 f. mit Hinweisen). Bei der Hinterlassenenrente des geschiedenen Ehegatten, wie sie vor der per 26. Februar 2019 erfolgten Änderung konzipiert war, handelte es sich offenkundig um eine weitergehende bzw. überobligatorische Leistung, da sie betragsmässig der Höhe der reglementarischen Ehegattenrente entsprach und damit weit über die gesetzlich vorgeschriebenen Leistungen gemäss BVG (Art. 19 Abs. 3 BVG i.V.m. Art. 20 BVV 2; vgl. E. 2.2 hiervor) hinausging. Vor dem Ableben des Versicherten handelte es sich bei der Hinterlassenenrente der Klägerin sodann lediglich um eine sog. Anwartschaft auf eine (allfällige) zukünftige Rente (vgl. Amstutz, a.a.O., Vor Art. 18 – 22 N. 15). Folglich war – weil die reglementarisch vorgesehene Anwartschaft auf die Hinterlassenenrente für geschiedene Ehegatten (hier von monatlich Fr. 6'357.65) nach der erwähnten höchstrichterlichen Rechtsprechung nicht als wohlerworbenes Recht zu qualifizieren ist – die Reglementsänderung per 26. Februar 2019 zum Nachteil der Destinatäre bzw. die Veränderung von Anwartschaften zulässig. Von einer unzulässigen Rückwirkung der Reglementsänderung kann im Übrigen entgegen der Klage (S. 23 N. 34) hier keine Rede sein, war doch im Zeitpunkt der Änderung noch gar kein Anspruch der Klägerin auf eine Hinterlassenenrente entstanden (vgl. BGE 137 V 105 E. 7.4.3 S. 111). Unbegründet ist auch der Vorwurf der Klägerin, der Beschluss der Verwaltungskommission vom 26.

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