Il Consiglio federale è incaricato d’eseguire la presente legge.
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Il Consiglio federale è incaricato, ai sensi dell'art. 48 LCit, dell'esecuzione della presente legge e, nell'esercizio di tale competenza, ha emanato l'art. 10 dell'Ordinanza sulla cittadinanza (del 17 giugno 2016). Tale disposizione precisa i requisiti della comunità coniugale: il matrimonio deve essere formalmente esistente, i coniugi devono vivere in una effettiva comunità coniugale e la volontà comune di mantenere una comunità coniugale stabile deve essere intatta. L'obbligo di convivenza comune può venire meno per motivi importanti. La comunità coniugale deve sussistere sia al momento della presentazione della domanÚ sia al momento della naturalizzazione.
“In questo senso, la comunione coniugale presuppone l'esistenza, al momento del deposito della domanda di naturalizzazione agevolata e durante tutta la conseguente procedura fino alla pronuncia della decisione, di una volontà matrimoniale intatta e orientata verso il futuro (" wenn der gemeinsame Wille zu einer stabilen ehelichen Gemeinschaft intakt ist "; " ein auf die Zukunft gerichteter Ehewille "), in altri termini la ferma intenzione dei coniugi di mantenere la comunione coniugale al di là della decisione di naturalizzazione agevolata; una separazione sopraggiunta poco dopo l'ottenimento della naturalizzazione costituisce un indizio dell'assenza di questa volontà al momento dell'ottenimento della cittadinanza svizzera (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2 e le sentenze del TF 1C_588/2017 del 30 novembre 2017 consid. 5.1; 1C_362/2017 consid. 2.2.1, come pure DTAF 2010/16 consid. 4.4). 5.2 Dal canto suo, nel Messaggio del 4 marzo 2011 concernente la revisione totale della legge federale sulla cittadinanza svizzera (Legge sulla cittadinanza, LCit), FF 2011 2567 il Consiglio federale aveva in particolare puntualizzato che " delle domande di naturalizzazione agevolata in base all'articolo 21 non si può tenere conto qualora il coniuge svizzero sia deceduto antecedentemente alla presentazione della domanda stessa. Qualora il coniuge svizzero muoia mentre la procedura di naturalizzazione è in corso, è possibile trattare la domanda qualora non sussistano fondati dubbi sul fatto che prima del decesso del coniuge svizzero i coniugi vivessero in unione coniugale effettiva e stabile " (FF 2011 2598). 5.3 Adottando l'art. 10 dell'ordinanza sulla cittadinanza del 17 giugno 2016 (OCit, RS 141.01) in applicazione dell'art. 48 LCit (esecuzione), il Consiglio federale ha codificato quanto precisato dalla giurisprudenza sotto la vLCit, ossia che l'unione coniugale presuppone che il matrimonio sussista formalmente, che i coniugi vivano in unione coniugale effettiva e che l'intenzione di entrambi i coniugi di vivere in unione coniugale stabile sia intatta (cpv. 1), che l'esigenza della coabitazione non è applicabile se si invocano importanti motivi giustificanti il mantenimento di due domicili separati e l'unione coniugale continua a sussistere (cpv. 2), e che l'unione coniugale deve sussistere sia al momento della domanda sia al momento della naturalizzazione (cpv. 3). 5.4 La legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera (interpretazione letterale). Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercata la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento (interpretazione teleologica).”
LCit art. 48 n. 4 L'esecuzione dell'art. 48 obbliga il Consiglio federale ad emanare disposizioni di esecuzione. Secondo la giurisprudenza formatasi in virtù dell'art. 48 e la sua codificazione da parte del Consiglio federale, il riconoscimento della comunità coniugale presuppone che il matrimonio esista formalmente, che i coniugi vivano in una convivenza coniugale effettiva oppure che sussistano domicili separati per motivi importanti senza che ciò determini lo scioglimento della comunità coniugale, e che la volontà comune di una comunità coniugale stabile e orientata al futuro sia intatta sia al momento della presentazione della domanÚ sia per tutta la durata della procedura. Una separazione intervenuta poco dopo l'ottenimento della cittadinanza può costituire un indizio che tale volontà mancasse al momento rilevante.
“In questo senso, la comunione coniugale presuppone l'esistenza, al momento del deposito della domanda di naturalizzazione agevolata e durante tutta la conseguente procedura fino alla pronuncia della decisione, di una volontà matrimoniale intatta e orientata verso il futuro ("wenn der gemeinsame Wille zu einer stabilen ehelichen Gemeinschaft intakt ist"; "ein auf die Zukunft gerichteter Ehewille"), in altri termini la ferma intenzione dei coniugi di mantenere la comunione coniugale al di là della decisione di naturalizzazione agevolata; una separazione sopraggiunta poco dopo l'ottenimento della naturalizzazione costituisce un indizio dell'assenza di questa volontà al momento dell'ottenimento della cittadinanza svizzera (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2 e le sentenze del Tribunale federale 1C_588/2017 del 30 novembre 2017 consid. 5.1 e 1C_362/2017, sopraccitata, consid. 2.2.1, come pure DTAF 2010/16 consid. 4.4). 5.2 Dal canto suo, nel Messaggio LCit, il Consiglio federale aveva in particolare puntualizzato che "[...] delle domande di naturalizzazione agevolata in base all'art. 21 [LCit] non si può tenere conto qualora il coniuge svizzero sia deceduto antecedentemente alla presentazione della domanda stessa. Qualora il coniuge svizzero muoia mentre la procedura di naturalizzazione è in corso, è possibile trattare la domanda qualora non sussistano fondati dubbi sul fatto che prima del decesso del coniuge svizzero i coniugi vivessero in unione coniugale effettiva e stabile [...]" (Messaggio LCit, FF pag. 2598). 5.3 Adottando l'art. 10 OCit, in applicazione dell'art. 48 LCit (esecuzione), il Consiglio federale ha codificato quanto precisato dalla giurisprudenza sotto la vLCit, ossia che l'unione coniugale presuppone che il matrimonio sussista formalmente, che i coniugi vivano in unione coniugale effettiva e che l'intenzione di entrambi i coniugi di vivere in unione coniugale stabile sia intatta (cpv. 1), che l'esigenza della coabitazione non è applicabile se si invocano importanti motivi giustificanti il mantenimento di due domicili separati e l'unione coniugale continua a sussistere (cpv. 2), e che l'unione coniugale deve sussistere sia al momento della domanda sia al momento della naturalizzazione (cpv. 3). 5.4 La legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera (interpretazione letterale). Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercata la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento (interpretazione teleologica).”
“In questo senso, la comunione coniugale presuppone l'esistenza, al momento del deposito della domanda di naturalizzazione agevolata e durante tutta la conseguente procedura fino alla pronuncia della decisione, di una volontà matrimoniale intatta e orientata verso il futuro ("wenn der gemeinsame Wille zu einer stabilen ehelichen Gemeinschaft intakt ist"; "ein auf die Zukunft gerichteter Ehewille"), in altri termini la ferma intenzione dei coniugi di mantenere la comunione coniugale al di là della decisione di naturalizzazione agevolata; una separazione sopraggiunta poco dopo l'ottenimento della naturalizzazione costituisce un indizio dell'assenza di questa volontà al momento dell'ottenimento della cittadinanza svizzera (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2 e le sentenze del Tribunale federale 1C_588/2017 del 30 novembre 2017 consid. 5.1 e 1C_362/2017, sopraccitata, consid. 2.2.1, come pure DTAF 2010/16 consid. 4.4). 5.2 Dal canto suo, nel Messaggio LCit, il Consiglio federale aveva in particolare puntualizzato che "[...] delle domande di naturalizzazione agevolata in base all'art. 21 [LCit] non si può tenere conto qualora il coniuge svizzero sia deceduto antecedentemente alla presentazione della domanda stessa. Qualora il coniuge svizzero muoia mentre la procedura di naturalizzazione è in corso, è possibile trattare la domanda qualora non sussistano fondati dubbi sul fatto che prima del decesso del coniuge svizzero i coniugi vivessero in unione coniugale effettiva e stabile [...]" (Messaggio LCit, FF pag. 2598). 5.3 Adottando l'art. 10 OCit, in applicazione dell'art. 48 LCit (esecuzione), il Consiglio federale ha codificato quanto precisato dalla giurisprudenza sotto la vLCit, ossia che l'unione coniugale presuppone che il matrimonio sussista formalmente, che i coniugi vivano in unione coniugale effettiva e che l'intenzione di entrambi i coniugi di vivere in unione coniugale stabile sia intatta (cpv. 1), che l'esigenza della coabitazione non è applicabile se si invocano importanti motivi giustificanti il mantenimento di due domicili separati e l'unione coniugale continua a sussistere (cpv. 2), e che l'unione coniugale deve sussistere sia al momento della domanda sia al momento della naturalizzazione (cpv. 3). 5.4 La legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera (interpretazione letterale). Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercata la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento (interpretazione teleologica).”
In attuazione dell'art. 48 LCit il Consiglio federale verifiÊ, tra l'altro, il criterio del rispetto della sicurezza e dell'ordine pubblico. Ai sensi della precisazione contenuta nell'art. 4 dell'OLN, l'integrazione è considerata non riuscita quando il richiedente: (a) viola gravemente o ripetutamente disposizioni di legge o decisioni delle autorità; (b) non adempie intenzionalmente a importanti obblighi di diritto pubblico o privato; oppure (c) pubblicamente e in modo dimostrabile pone in essere la glorificazione o l'istigazione a determinati reati gravi. Inoltre, l'integrazione è considerata non riuscita se è presente un'iscrizione VOSTRA che, ai sensi dell'art. 4 OLN, può essere consultata dall'SEM e contiene la relativa annotazione.
“Aux termes de l’art. 48 LN, le Conseil fédéral est chargé de l’exécution de cette loi. Le critère du respect de la sécurité et de l'ordre publics est précisé à l'art. 4 de l'ordonnance fédérale du 17 juin 2016 sur la nationalité suisse (OLN; RS 141.01), dont la teneur est la suivante: "1 L’intégration du requérant n’est pas considérée comme réussie lorsqu’il ne respecte pas la sécurité et l’ordre publics parce qu’il: a. viole des prescriptions légales ou des décisions d’autorités de manière grave ou répétée; b. n’accomplit volontairement pas d’importantes obligations de droit public ou privé, ou c. fait, de façon avérée, l’apologie publique d’un crime ou d’un délit contre la paix publique, d’un génocide, d’un crime contre l’humanité ou encore d’un crime de guerre ou incite à de tels crimes. 2 L’intégration du requérant n’est pas non plus considérée comme réussie lorsqu’il est enregistré dans le casier judiciaire informatisé VOSTRA et que l’inscription qui peut être consultée par le SEM porte sur: a.”
“Aux termes de l'art. 48 LN, le Conseil fédéral est chargé de l'exécution de cette loi. Le critère du respect de la sécurité et de l'ordre publics est précisé à l'art. 4 de l'ordonnance fédérale du 17 juin 2016 sur la nationalité suisse (OLN; RS 141.01), dont la teneur est la suivante: "1 L’intégration du requérant n’est pas considérée comme réussie lorsqu’il ne respecte pas la sécurité et l’ordre publics parce qu’il: a. viole des prescriptions légales ou des décisions d’autorités de manière grave ou répétée; b. n’accomplit volontairement pas d’importantes obligations de droit public ou privé, ou c. fait, de façon avérée, l’apologie publique d’un crime ou d’un délit contre la paix publique, d’un génocide, d’un crime contre l’humanité ou encore d’un crime de guerre ou incite à de tels crimes. 2 L’intégration du requérant n’est pas non plus considérée comme réussie lorsqu’il est enregistré dans le casier judiciaire informatisé VOSTRA et que l’inscription qui peut être consultée par le SEM porte sur: a.”
“Aux termes de l’art. 48 LN, le Conseil fédéral est chargé de l’exécution de cette loi. Le critère du respect de la sécurité et de l'ordre publics est précisé à l'art. 4 OLN, dont la teneur est la suivante: "1 L’intégration du requérant n’est pas considérée comme réussie lorsqu’il ne respecte pas la sécurité et l’ordre publics parce qu’il: a. viole des prescriptions légales ou des décisions d’autorités de manière grave ou répétée; b. n’accomplit volontairement pas d’importantes obligations de droit public ou privé, ou c. fait, de façon avérée, l’apologie publique d’un crime ou d’un délit contre la paix publique, d’un génocide, d’un crime contre l’humanité ou encore d’un crime de guerre ou incite à de tels crimes. 2 L’intégration du requérant n’est pas non plus considérée comme réussie lorsqu’il est enregistré dans le casier judiciaire informatisé VOSTRA et que l’inscription qui peut être consultée par le SEM porte sur: a. une peine ferme ou une peine privative de liberté avec sursis partiel pour un délit ou un crime; b.”
Citazione: LCit art. 48 n. 2 L'ordinanza di esecuzione della LCit emanata dal Consiglio federale va considerata come un'ordinanza di attuazione e deve attenersi al quadro previsto dalla legge. La sua funzione si limita a concretizzare le disposizioni legislative e a colmare lacune accessorie ai fini dell'esecuzione. Se il Consiglio federale, nell'adozione dell'ordinanza, abbia rispettato i limiti imposti dalla legge può essere verificato dal tribunale amministrativo in via pregiudiziale.
“, AB 2013 S 733 ff., insb. 750 ff.; so bereits implizit VGr, 12. April 2021, VB.2020.00781, E. 3.4; vgl. Campisi, S. 275; Peter Uebersax et al., Migrationsrecht, Zürich/St. Gallen 2021, S. 353). 3.5 Das Beachten der öffentlichen Sicherheit und Ordnung gemäss Art. 12 Abs. 1 lit. a BüG wird in Art. 4 BüV konkretisiert. Unter anderem gilt eine Person nach Art. 4 Abs. 2 lit. e BüV nicht als erfolgreich integriert, wenn im Strafregister-Informationssystem VOSTRA für die Einbürgerungsbehörden eine bedingte Geldstrafe von höchstens 90 Tagessätzen als Hauptsanktion ersichtlich ist, sofern sich die betroffene Person in der Probezeit nicht bewährt hat. Der Bundesrat erlässt rechtsetzende Bestimmungen in der Form der Verordnung, soweit er durch Verfassung oder Gesetz dazu ermächtigt ist (Art. 182 Abs. 2 der Bundesverfassung vom 18. April 1999 [BV, SR 101]). Nach Art. 182 Abs. 2 BV ist der Bundesrat befugt, die für den Vollzug des Bürgerrechtsgesetzes erforderlichen (Detail-)Vorschriften zu erlassen (vgl. Art. 48 BüG). Das Bürgerrechtsgesetz überträgt dem Bundesrat jedoch zumindest in materieller Hinsicht keine Rechtsetzungsbefugnisse. Damit stellt die Bürgerrechtsverordnung, jedenfalls soweit sie hier relevant ist, eine reine Vollziehungsverordnung dar, die sich an den gesetzlichen Rahmen halten muss und deren Funktion darauf beschränkt ist, die gesetzlichen Bestimmungen zu konkretisieren und gegebenenfalls untergeordnete Lücken zu füllen, soweit es für den Vollzug des Gesetzes erforderlich ist (BGE 126 II 283 E. 3.b, auch zum Folgenden). Ob der Bundesrat beim Erlass der Bürgerrechtsverordnung den gesetzlichen Rahmen respektierte, kann das Verwaltungsgericht vorfrageweise überprüfen (zum Ganzen BGE 139 II 460 E. 2.1 ff., 136 II 337 E. 5.1). Die Beurteilung, ob eine sich um das Bürgerrecht bewerbende Person im Sinn von Art. 11 lit. a BüG erfolgreich integriert ist, hat, wie dargelegt, unter Würdigung aller massgeblichen Gesichtspunkte zu erfolgen, wobei nur dann auf ein einziges Kriterium abgestellt werden darf, wenn es – wie eine erhebliche Straffälligkeit – bereits für sich allein entscheidend ins Gewicht fällt.”
“, AB 2013 S 733 ff., insb. 750 ff.; so bereits implizit VGr, 12. April 2021, VB.2020.00781, E. 3.4; vgl. Campisi, S. 275; Peter Uebersax et al., Migrationsrecht, Zürich/St. Gallen 2021, S. 353). 3.5 Das Beachten der öffentlichen Sicherheit und Ordnung gemäss Art. 12 Abs. 1 lit. a BüG wird in Art. 4 BüV konkretisiert. Unter anderem gilt eine Person nach Art. 4 Abs. 2 lit. e BüV nicht als erfolgreich integriert, wenn im Strafregister-Informationssystem VOSTRA für die Einbürgerungsbehörden eine bedingte Geldstrafe von höchstens 90 Tagessätzen als Hauptsanktion ersichtlich ist, sofern sich die betroffene Person in der Probezeit nicht bewährt hat. Der Bundesrat erlässt rechtsetzende Bestimmungen in der Form der Verordnung, soweit er durch Verfassung oder Gesetz dazu ermächtigt ist (Art. 182 Abs. 2 der Bundesverfassung vom 18. April 1999 [BV, SR 101]). Nach Art. 182 Abs. 2 BV ist der Bundesrat befugt, die für den Vollzug des Bürgerrechtsgesetzes erforderlichen (Detail-)Vorschriften zu erlassen (vgl. Art. 48 BüG). Das Bürgerrechtsgesetz überträgt dem Bundesrat jedoch zumindest in materieller Hinsicht keine Rechtsetzungsbefugnisse. Damit stellt die Bürgerrechtsverordnung, jedenfalls soweit sie hier relevant ist, eine reine Vollziehungsverordnung dar, die sich an den gesetzlichen Rahmen halten muss und deren Funktion darauf beschränkt ist, die gesetzlichen Bestimmungen zu konkretisieren und gegebenenfalls untergeordnete Lücken zu füllen, soweit es für den Vollzug des Gesetzes erforderlich ist (BGE 126 II 283 E. 3.b, auch zum Folgenden). Ob der Bundesrat beim Erlass der Bürgerrechtsverordnung den gesetzlichen Rahmen respektierte, kann das Verwaltungsgericht vorfrageweise überprüfen (zum Ganzen BGE 139 II 460 E. 2.1 ff., 136 II 337 E. 5.1). Die Beurteilung, ob eine sich um das Bürgerrecht bewerbende Person im Sinn von Art. 11 lit. a BüG erfolgreich integriert ist, hat, wie dargelegt, unter Würdigung aller massgeblichen Gesichtspunkte zu erfolgen, wobei nur dann auf ein einziges Kriterium abgestellt werden darf, wenn es – wie eine erhebliche Straffälligkeit – bereits für sich allein entscheidend ins Gewicht fällt.”
Il Consiglio federale può, nell'esecuzione ai sensi dell'art. 48 LCit, emanare ordinanze con criteri di precisazione, anche quantitativi (p. es. soglie penali nell'ordinanza di esecuzione), purché non superi il quadro previsto dalla legge.
“Le recourant estime par ailleurs que la définition du concept juridique indéterminé du respect de la sécurité et de l’ordre publics au sens de l’art. 12 al. 1 let. a LN ainsi que ses critères auraient été laissés à l’entière discrétion de l’autorité d’exécution de la LN; il n’existerait à cet égard aucun contour ni aucun "barème" dans la loi formelle, contrairement à l’OLN qui contiendrait des critères quantitatifs s’agissant des peines prononcées et fixant des durées limites. Le Conseil fédéral ne sort manifestement pas du cadre qui lui a été conféré par l’art. 48 LN dans l’exécution de l’art. 12 al. 1 let. a LN, lorsqu’il prévoit à l’art. 4 OLN, disposition relative au non-respect de la sécurité et de l’ordre publics, que l’intégration du requérant n’est pas considérée comme réussie lorsqu’il est enregistré dans le casier judiciaire informatisé VOSTRA et que l’inscription qui peut être consultée par le SEM porte sur une peine pécuniaire avec sursis ou sursis partiel de plus de 90 jours-amende (art. 4 al. 2 let. d OLN). Il est incontestable qu’un requérant à la naturalisation, tel le recourant, qui commet une infraction ou des infractions pénale(s) qui lui vaut (valent) la condamnation précitée ne respecte pas la sécurité et l’ordre publics du pays dont il souhaite obtenir la nationalité et, du fait de la relative gravité de l’infraction qu’implique une telle condamnation, qui n’est éliminée d’office du casier judiciaire informatisé VOSTRA qu’après dix ans (cf. art. 369 al. 3 CP), ne fait pas preuve d’une intégration réussie, et ce indépendamment des autres critères d’intégration.”
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