Gli impianti necessari allo sfruttamento di energia a partire dalla biomassa fermentescibile fuori delle zone edificabili possono essere autorizzati come d’ubicazione vincolata in particolare se:
sono situati in un territorio poco sensibile o confinano con infrastrutture realizzate legalmente, come impianti di trattamento delle acque reflue o impianti di trasformazione;
si trovano in prossimità di una conduttura in cui può essere immesso il gas estratto, o vi è la possibilità di immettere l’elettricità prodotta e di utilizzare efficacemente il calore generato; e
esiste già un collegamento stradale sufficiente.
Lo stoccaggio intermedio di materiale di partenza o prodotti finiti fuori delle zone edificabili può essere autorizzato come d’ubicazione vincolata se si fornisce la prova che:
vi è la necessità di tale stoccaggio intermedio; e
l’ubicazione in questione fuori delle zone edificabili è nettamente più vantaggiosa di un’ubicazione all’interno di zone edificabili o speciali.
Se l’impianto è soggetto a un obbligo di pianificazione, il progetto necessita di una base adeguata. Non sottostanno all’obbligo di pianificazione gli impianti con un quantitativo di substrato lavorato di biomassa fermentescibile fino a 45 000 tonnellate all’anno.
In ogni caso è necessaria un’ampia ponderazione degli interessi.
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