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Bei Eingriffen in geschützte Biotope ist die geplante Wiederherstellung bereits im Bewilligungsprozess vorauszusehen. Die Baubegehren sind mit einem vorausgehenden Studien- bzw. Planungsnachweis zu ergänzen, der die ursprünglichen Merkmale des geschützten Elements und die konkreten Massnahmen zum integralen Wiederherstellen beschreibt. Die Wiederherstellung ist zeitlich unmittelbar nach der Manomission zu planen und mit der Bauplanung zu koordinieren.
“1 delle norme di attuazione del piano regolatore di Paradiso (NAPR), ha ritenuto che l'integrale ripristino dell'elemento naturale protetto avrebbe potuto avere delle ripercussioni sulla progettazione degli interventi a valle della linea ferroviaria, e che pertanto andava preventivamente considerato e coordinato con la domanda di costruzione. 2.3.1. È pacifico che il progetto edilizio interessa un'area soggetta, secondo il Piano del paesaggio, a vincolo naturalistico e che l'elemento protetto al mappale yyy è stato effettivamente deturpato dopo l'istituzione di detto vincolo. I giudici cantonali, richiamati gli art. 24e LPN e 43 cpv. 1 LCPN, hanno così rettamente concluso alla necessità di una preventiva coordinazione della procedura, riferita all'obbligo di ricostruzione integrale del biotopo nello stato quo ante, con ogni ulteriore progettazione. In effetti, dal profilo temporale, il ripristino, inteso ai sensi dell'art. 18 cpv. 1ter LPN, va immediatamente eseguito dopo la manomissione dell'elemento naturale protetto (KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: Kommentar NHG, n. 36 ad art. 18 LPN; THIERRY LARGEY, Le cadre juridique des atteintes licites et illicites à la nature et au paysage, in: RDAF I 2014, pag. 535). Ciò che in concreto, per ammissione della stessa ricorrente, non è avvenuto, essendosi peraltro la stessa limitata a notificare la sola intenzione di voler riqualificare l'area interessata da vincolo naturale tramite una piantumazione ed un'area verde, senza aver dapprima accertato e considerato le effettive caratteristiche dell'elemento naturale protetto, da ripristinare conformemente all'art. 18 cpv. 1ter LPN. 2.3.2. La Corte cantonale ha annullato la licenza edilizia del 9 luglio 2020, ritenendo ingiustificata la retrocessione degli atti all'autorità comunale, volta ad un complemento istruttorio. Secondo i giudici cantonali, l'istante in licenza avrebbe infatti dovuto comprovare, prima della concessione del permesso, la conformità del progetto con le norme sulla protezione della natura, nonché la sussistenza di esigenze oggettive a sostegno di interventi tanto importanti all'interno dell'area protetta.”
“Secondo i giudici cantonali, l'istante in licenza avrebbe infatti dovuto comprovare, prima della concessione del permesso, la conformità del progetto con le norme sulla protezione della natura, nonché la sussistenza di esigenze oggettive a sostegno di interventi tanto importanti all'interno dell'area protetta. Pur sfuggendo la causa ad un esame di merito, la conclusione appare di principio condivisibile. Non sarebbe peraltro decisivo il fatto che la siepe/boschetto non ci sia più, e che il prospettato progetto edilizio non debba più prendere misure speciali per assicurarne la migliore protezione possibile, quanto piuttosto che l'elemento naturale protetto debba essere ripristinato (art. 18 cpv. 1ter LPN). Ciò che non può avvenire senza il necessario preliminare coordinamento con gli interventi progettati nell'ambito della procedura ordinaria di rilascio dell'autorizzazione a costruire (sul principio di coordinamento delle procedure, cfr. art. 25a LPT e sentenza 1C_346/2014 del 26 ottobre 2016 consid. 4.4; FAHRLÄNDER, op. cit., n. 32 ad art. 18 LPN). Il Municipio avrebbe quindi dovuto pretendere, oltre alla comprova del bisogno oggettivo di edificare il fondo nel modo prospettato, il preventivo completamento della domanda di costruzione con uno studio che accertasse la sostanza originaria dell'elemento naturale protetto e le modalità di ripristino, considerato che l'esito del ripristino si esamina dal bilancio ecologico della nuova situazione, ovvero dal suo ruolo nell'equilibrio naturale e dalle condizioni favorevoli che presenta per la biocenosi (art. 18 cpv. 1bis LPN). 2.3.3. La decisione impugnata non pone di per sé fine al progetto edilizio in esame, atteso che la stessa ricorrente ammette, correttamente, che, quella del ripristino integrale, ovvero la ricostituzione della siepe/ boschetto allo stato antecedente alla sua manomissione, e quindi implicitamente anche la necessità di preventivo coordinamento delle procedure, sia l'unica soluzione imputabile, nel rispetto del diritto federale (art. 18 cpv. 1ter LPN). Al riguardo l'insorgente non si esprime tuttavia sul fatto che, in tale evenienza, si è in presenza di una decisione incidentale, che concerne solo una parte del progetto edilizio globale, né sostiene che sarebbero adempiute le condizioni previste dall'art.”
“1 delle norme di attuazione del piano regolatore di Paradiso (NAPR), ha ritenuto che l'integrale ripristino dell'elemento naturale protetto avrebbe potuto avere delle ripercussioni sulla progettazione degli interventi a valle della linea ferroviaria, e che pertanto andava preventivamente considerato e coordinato con la domanda di costruzione. 2.3.1. È pacifico che il progetto edilizio interessa un'area soggetta, secondo il Piano del paesaggio, a vincolo naturalistico e che l'elemento protetto al mappale yyy è stato effettivamente deturpato dopo l'istituzione di detto vincolo. I giudici cantonali, richiamati gli art. 24e LPN e 43 cpv. 1 LCPN, hanno così rettamente concluso alla necessità di una preventiva coordinazione della procedura, riferita all'obbligo di ricostruzione integrale del biotopo nello stato quo ante, con ogni ulteriore progettazione. In effetti, dal profilo temporale, il ripristino, inteso ai sensi dell'art. 18 cpv. 1ter LPN, va immediatamente eseguito dopo la manomissione dell'elemento naturale protetto (KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: Kommentar NHG, n. 36 ad art. 18 LPN; THIERRY LARGEY, Le cadre juridique des atteintes licites et illicites à la nature et au paysage, in: RDAF I 2014, pag. 535). Ciò che in concreto, per ammissione della stessa ricorrente, non è avvenuto, essendosi peraltro la stessa limitata a notificare la sola intenzione di voler riqualificare l'area interessata da vincolo naturale tramite una piantumazione ed un'area verde, senza aver dapprima accertato e considerato le effettive caratteristiche dell'elemento naturale protetto, da ripristinare conformemente all'art. 18 cpv. 1ter LPN. 2.3.2. La Corte cantonale ha annullato la licenza edilizia del 9 luglio 2020, ritenendo ingiustificata la retrocessione degli atti all'autorità comunale, volta ad un complemento istruttorio. Secondo i giudici cantonali, l'istante in licenza avrebbe infatti dovuto comprovare, prima della concessione del permesso, la conformità del progetto con le norme sulla protezione della natura, nonché la sussistenza di esigenze oggettive a sostegno di interventi tanto importanti all'interno dell'area protetta.”
Feldgehölze mit deutlichem Waldcharakter können unter Art. 18 Abs. 1bis NHG als schützenswerte Lebensräume gelten. Die Rodung solcher Bestockungen kann das Reptilienpotenzial der Fläche verändern oder erhöhen (z. B. durch Freilegung nach Süden exponierter Mauern und Felsstrukturen). Nach Einschätzung der ANF sind für derartige, als besonders schützenswert bewertete Feldgehölze Ausnahmebewilligungen zugunsten von Bauvorhaben nur unter Vorbehalt ökologischer Ersatzmassnahmen denkbar.
“Feldgehölze sind in ihrem Bestand geschützt (Art. 18 Abs. 1bis NHG, Art. 27 Abs. 1 NSchG). Als Feldgehölze gelten flächige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen (Art. 28 Abs. 2 NSchG). Gestützt auf den Bericht der damaligen P.________ AG und die Fachberichte der ANF ist davon auszugehen, dass auf der Parzelle Nr. L.________ ein Feldgehölz mit deutlichem Waldcharakter bestand, bevor dieses im Jahr 2016 entfernt wurde. Die Parzelle Nr. L.________ bot zudem in ungerodetem Zustand geschützten Tieren einen Lebensraum. Gemäss dem Bericht der damaligen P.________ AG vom 3./6. Oktober 2016 stellen die nunmehr freigelegten, nach Süden exponierten Steinmauern und Felsstrukturen ideale Reptilienlebensräume dar, insbesondere auch für seltene, wärmeliebende Arten wie Zauneidechse und Aspisviper. Die Parzelle Nr. L.________ weise im gerodeten Zustand ein grosses Potenzial als Reptilienlebensraum auf, unter der Voraussetzung allerdings, dass die stark aufkommenden Neophyten regelmässig bekämpft würden97 Ein technischer Eingriff in einen schützenswerten Lebensraum darf gemäss Art.”
“Diese Strukturen hätten vor der Rodung jedoch nur eine marginale Bedeutung für Flora und Fauna gehabt, da sie stark beschattet gewesen seien. Damit seien sie insbesondere für wärmeliebende Reptilien unattraktiv gewesen. Gemäss Auskunft eines Anstössers seien auf der ungerodeten Parzelle Ringelnatter und Blindschleiche beobachtet worden. Mit der Entfernung der Bestockung seien die nach Süden exponierten Steinmauern und Felsstrukturen von der vorherigen Beschattung befreit worden. Die Parzelle Nr. L.________ weise nunmehr ein sehr grosses Potenzial als Reptilienlebensraum auf, sofern die seit der Entfernung der Bestockung stark aufkommenden Neophyten regelmässig bekämpft würden.87 Die ANF erstattete mit dem Hinweis, dass gemäss Art. 13 NSchV das Regierungsstatthalteramt über Ausnahmebewilligungen zur Beseitigung von Feldgehölzen entscheide, am 28. Oktober 2016 einen Fachbericht an das Regierungsstatthalteramt Biel/Bienne. Es bewertete die entfernte Bestockung als besonders schützenswertes Feldgehölz und Lebensraum geschützter Tiere nach Art. 18 Abs. 1bis NHG, Art. 14 Abs. 3 und 4 NHV sowie Art. 27 und 28 NSchG und hielt fest, dass diesbezügliche Ausnahmebewilligungen zugunsten eines Bauprojekts nur mit ökologischen Ersatzmassnahmen erteilt werden könnten.88”
Kann ein Projekt wegen notwendiger Anpassungen nicht in der vorliegenden Fassung beurteilt werden, ist die ökologische Bilanzierung auf Grundlage der revidierten Unterlagen bzw. des angepassten Projekts vorzunehmen. Nur auf dieser Basis kann über den ökologischen Ersatz entschieden und eine Ausnahmebewilligung verbunden mit dem Ersatz beurteilt werden.
“Eine abschliessende Würdigung ist hier nicht vorzunehmen. Da das generelle Baugesuch hinsichtlich der geplanten Erschliessung von der M.________strasse her nicht bewilligt werden kann, wird die Beschwerdegegnerin ihr Projekt anpassen müssen. In der aktuellen Version sieht das Projekt eine befestigte Zufahrt zur Einstellhalle und einen grosszügigen Vorplatz mit Besucherparkplätzen vor. Muss das Projekt mangels genügender strassenmässiger Erschliessung von der M.________strasse her angepasst werden, sind Veränderungen im Aussenraum zu erwarten, die sich auf die ökologische Bilanzierung auswirken können. Es ist daher unter prozessökonomischen Gesichtspunkten nicht sinnvoll, auf Basis des aktuellen Projekts über den ökologischen Ersatz zu entscheiden. Da der ökologische Ersatz mit der Ausnahmebewilligung zu verknüpfen ist (Art. 18 Abs. 1ter NHG, Art. 14 Abs. 7 NHV, Art. 13 Abs. 2 NSchV), kann auch diese noch nicht erteilt werden. Eine abschliessende Beurteilung der Ausnahmegesuche setzt voraus, dass zunächst geklärt wird, ob die Beschwerdegegnerin an ihren Bauabsichten festhält und wie sie gegebenenfalls ihr Projekt anpasst. Dies gibt ihr auch Gelegenheit zur Aktualisierung der Unterlagen; so muss etwa der Bewirtschaftungsvorvertrag neu abgeschlossen werden, nachdem die P.________ AG zwischenzeitlich im Handelsregister gelöscht worden ist und somit als Bewirtschafterin nicht mehr zur Verfügung steht. Soweit die Beschwerdegegnerin im Rahmen eines angepassten Projekts an den Ausnahmegesuchen festhält, müssen diese noch im kantonalen Amtsblatt publiziert werden. Die Ausnahmegesuche sind alsdann gestützt auf die Unterlagen zum angepassten Projekt neu zu beurteilen. Dabei ist zu klären, ob sich allenfalls zwischenzeitlich bei den freigelegten Steinmauern und Felsstrukturen geschützte bzw. gefährdete Tierarten angesiedelt haben, die in der ökologischen Bilanzierung zu berücksichtigen sind.”
Im Genehmigungsverfahren sind ernsthaft in Betracht fallende Alternativen und Varianten einzubeziehen; insbesondere ist zu prüfen, ob andere, landschafts‑, wald‑ oder umweltschonendere Standorte vorhanden sind. Varianten, die gewichtige Nachteile haben oder keine wesentlichen Vorteile bringen, können bereits aufgrund einer summarischen Prüfung ausgeschlossen werden.
“Zu berücksichtigen sind demnach unter anderem die Anliegen der Landwirtschaft und die Schonung der Fruchtfolgeflächen (FFF). Im Verfahren zur Genehmigung des Wasserbauplans ist somit eine umfassende Interessenabwägung vorzunehmen. Beim Erlass des Wasserbauplans handelt es sich um eine raumwirksame Tätigkeit, die als solche einer gesamthaften Abwägung und Abstimmung aller räumlich wesentlichen Gesichtspunkte und Interessen unterliegt (Art. 2 Abs. 1 RPG; Art. 1-3 RPV[7]). Nach Art. 3 Abs. 1 RPV haben die Behörden im Rahmen ihrer Handlungsspielräume alle betroffenen Interessen zu ermitteln und zu beurteilen. Darunter fallen neben den Zielen und Grundsätzen des Planungsrechts auch die öffentlichen Interessen ausserhalb der Raumplanung sowie private Interessen. Den Interessen ist aufgrund der Beurteilung im Entscheid möglichst umfassend Rechnung zu tragen. Gemäss Art. 2 Abs. 1 Bst. b RPV sind in diese umfassende Interessenabwägung Alternativen und Varianten miteinzubeziehen. Dies ergibt sich auch aus Art. 3 NHG[8], Art. 5 Abs. 2 Bst. a WaG[9] sowie Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 6 NHV[10]. Dabei ist insbesondere zu prüfen, ob andere, Landschaft bzw. Wald und Umwelt schonendere Standorte vorhanden sind. Die Behörde ist allerdings nur verpflichtet, ernsthaft in Betracht fallende Varianten näher zu prüfen; Varianten, die gewichtige Nachteile oder keine wesentlichen Vorteile aufweisen, können bereits aufgrund einer summarischen Prüfung ausgeschieden werden.[11]”
“Zu berücksichtigen sind demnach unter anderem die Anliegen der Landwirtschaft und die Schonung der Fruchtfolgeflächen (FFF). Im Verfahren zur Genehmigung des Wasserbauplans ist somit eine umfassende Interessenabwägung vorzunehmen. Beim Erlass des Wasserbauplans handelt es sich um eine raumwirksame Tätigkeit, die als solche einer gesamthaften Abwägung und Abstimmung aller räumlich wesentlichen Gesichtspunkte und Interessen unterliegt (Art. 2 Abs. 1 RPG; Art. 1-3 RPV[7]). Nach Art. 3 Abs. 1 RPV haben die Behörden im Rahmen ihrer Handlungsspielräume alle betroffenen Interessen zu ermitteln und zu beurteilen. Darunter fallen neben den Zielen und Grundsätzen des Planungsrechts auch die öffentlichen Interessen ausserhalb der Raumplanung sowie private Interessen. Den Interessen ist aufgrund der Beurteilung im Entscheid möglichst umfassend Rechnung zu tragen. Gemäss Art. 2 Abs. 1 Bst. b RPV sind in diese umfassende Interessenabwägung Alternativen und Varianten miteinzubeziehen. Dies ergibt sich auch aus Art. 3 NHG[8], Art. 5 Abs. 2 Bst. a WaG[9] sowie Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 6 NHV[10]. Dabei ist insbesondere zu prüfen, ob andere, Landschaft bzw. Wald und Umwelt schonendere Standorte vorhanden sind. Die Behörde ist allerdings nur verpflichtet, ernsthaft in Betracht fallende Varianten näher zu prüfen; Varianten, die gewichtige Nachteile oder keine wesentlichen Vorteile aufweisen, können bereits aufgrund einer summarischen Prüfung ausgeschieden werden.[11]”
Der Rückbau bestehender Einrichtungen (z. B. Kiesentnahmeanlagen) kann eine geeignete und umsetzbare Ersatzmassnahme im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG darstellen.
“Bezüglich des Rückbaus der im Auenschutzgebiet gelegenen Einrichtungen zur Kiesentnahme im Rahmen der Massnahme 1 sind keine Anhaltspunkte erkennbar, dass sich die Verhältnisse seit der Plangenehmigung 1997 wesentlich geändert haben könnten. Nach wie vor ist davon auszugehen, dass der Rückbau eine geeignete und auch umsetzbare Ersatzmassnahme des Nationalstrassenprojekts nach Art. 6 und Art. 18 Abs. 1ter NHG darstellt, mit der das Schutzgebiet Pfynwald massgebend aufgewertet werden kann. Die Änderungen, die zum neuen generellen Projekt 2014 führten, betrafen nicht die Massnahme”
Bei wasserbaulichen Schutzbauten sind vorgängig einschlägige Abklärungen vorzunehmen (z. B. zu Gefahrenzonen, zur Baubewilligungslage) und gegebenenfalls Stellungnahmen einzuholen (etwa der Kommission für Naturgefahren). Art. 18 NHG (Schutz von Biotopen und Arten) ist bei der Beurteilung zu berücksichtigen.
“Si, pour des mesures de protection contre les crues, la condition de l'implantation imposée par la destination de l'ouvrage ("Standortgebundenheit") est en principe donnée, il convient d’examiner s’il n’existe pas d’intérêts prépondérants, tels que la protection du paysage qui s’y opposent (cf. Wulz, p. 145). L’on peut également se poser la question de savoir si, dans le cadre de la procédure de permis de construire, le projet ne devrait pas être soumis à la Commission des dangers naturels pour préavis, conformément à l’art. 4 LATeC. En effet, comme il ressort du portail cartographique du canton de Fribourg, la construction litigieuse est prévue dans une zone de terrain instable et dans un secteur exposé aux dangers naturels, en particulier au glissement de terrain. Dans le cas d’espèce, l’on cherche en vain un permis de construire, une autorisation spéciale tout comme une éventuelle prise de position de la commission précitée. 2.4. Selon la jurisprudence (cf. ATF 122 II 274 consid. 5b), la protection prévue par les art. 37 al. 2 LEaux et 4 al. 2 LACE est renforcée par la LPN ainsi que la LFSP. 2.4.1. Aux termes de l’art. 18 LPN, la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. Lors de l’application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture (al. 1). Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1ter). […] La législation fédérale […] sur la pêche est réservée (al.”
Nach Auffassung der gehandelten Lehre gilt die speziellere Regelung zur Ufervegetation (Art. 21 NHG) gegenüber der allgemeinen Biotopschutznorm des Art. 18 NHG als vorrangig. Diese Regelung wird in der Literatur als eine sehr strenge — teils als «absolut» bezeichnete — Schutzwirkung dargestellt; Abweichungen sind nur in den engen, in Art. 22 Abs. 2 vorgesehenen Fällen möglich.
“1). Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1ter). […] La législation fédérale […] sur la pêche est réservée (al. 4). En vertu de l’art. 21 al. 1 LPN, la végétation des rives (roselières et jonchères, végétation alluviale et autres formations végétales naturelles riveraines) ne doit pas être essartée ni recouverte ou détruite d’une autre manière. Cette disposition applicable directement prime sur l’art. 18 LPN, norme générale de protection des biotopes. La protection que confère l’art. 21 LPN est absolue sans qu’il y ait besoin de tenir compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture comme le prévoient les art. 18 al. 1 et 18b al. 2 LPN ou encore l’art. 78 al. 5 de la Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999 (RS 101) relative à la protection des marais et sites marécageux. Peu importe également la qualité écologique de la végétation en question. Les possibilités limitées de déroger à cette protection absolue sont prévues par l’art. 22 al. 2 LPN (Jenni, in Keller/Zufferey/Fahrländer (édt.), Commentaire LPN, augmenté d’aspects choisis des LChP et LFSP, 2ème éd. 2019, art. 21, n. 1 et 9). Selon cette dernière disposition, l’autorité cantonale compétente peut autoriser la suppression de la végétation existant sur des rives dans le cas de projets qui ne peuvent être réalisés ailleurs et qui ne contreviennent pas à la législation en matière de police des eaux et de protection des eaux.”
“1). Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1ter). […] La législation fédérale […] sur la pêche est réservée (al. 4). En vertu de l’art. 21 al. 1 LPN, la végétation des rives (roselières et jonchères, végétation alluviale et autres formations végétales naturelles riveraines) ne doit pas être essartée ni recouverte ou détruite d’une autre manière. Cette disposition applicable directement prime sur l’art. 18 LPN, norme générale de protection des biotopes. La protection que confère l’art. 21 LPN est absolue sans qu’il y ait besoin de tenir compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture comme le prévoient les art. 18 al. 1 et 18b al. 2 LPN ou encore l’art. 78 al. 5 de la Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999 (RS 101) relative à la protection des marais et sites marécageux. Peu importe également la qualité écologique de la végétation en question. Les possibilités limitées de déroger à cette protection absolue sont prévues par l’art. 22 al. 2 LPN (Jenni, in Keller/Zufferey/Fahrländer (édt.), Commentaire LPN, augmenté d’aspects choisis des LChP et LFSP, 2ème éd. 2019, art. 21, n. 1 et 9). Selon cette dernière disposition, l’autorité cantonale compétente peut autoriser la suppression de la végétation existant sur des rives dans le cas de projets qui ne peuvent être réalisés ailleurs et qui ne contreviennent pas à la législation en matière de police des eaux et de protection des eaux.”
Ersatz‑ bzw. Wiederherstellungsmassnahmen sind grundsätzlich soweit möglich zusammen mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich zu konkretisieren; dies betrifft insbesondere Art, Lage sowie Ausdehnung/Umfang (quantitative Aspekte) und die Prüfbarkeit der Umsetzung. Unbestimmte Formulierungen, die die Details auf einen späteren Zeitpunkt verlagern, genügen den in den entschiedenen Fällen herangezogenen Anforderungen nicht; in Einzelfällen können nachträglich präzisierte und von der fachzuständigen Behörde überzeugend begründete Angaben jedoch ausreichend sein.
“Gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 14 Abs. 7 NHV müssen für (zulässige) Eingriffe in ein Biotop bestmögliche Schutz-, Wiederherstellungs- oder ansonsten angemessene Ersatzmassnahmen getroffen werden. Diese sind soweit als möglich zusammen mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich festzulegen und ihre Umsetzung sicherzustellen (KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: NHG-Kommentar, 2. Aufl., Art. 18 N. 32). Bereits auf Stufe Konzessionserteilung müssen die Ersatzmassnahmen nach Art, Standort, Ausdehnung und Umfang bestimmt werden (Urteil 1C_57/2011 E. 9 vom 19. April 2012 E. 9.4; 1C_156/ 2012 12. Oktober 2012 E. 6.2.2 in URP 2013 357, E. 6.2.2; RIVA, a.a.O., S. 20). Vorliegend enthält der Genehmigungsentscheid des Staatsrats (Disp.-Ziff. 9.19) lediglich folgende Aussage: "Die geplante Neuanlage eines Amphibienlaichgebietes im Bereich der ARA Ferden soll als Ersatzmassnahme durch die KW Färdabach AG finanziell unterstützt werden. Die Details sind im Rahmen des Plangenehmigungsverfahrens (2. Stufe) mit der zuständigen Biologin der DWFL zu besprechen.”
“Le fait qu'un échange ait eu lieu entre la constructrice et la DGE-BIODIV n'est à cet égard pas suffisant pour délimiter précisément l'objet des mesures prévues. En particulier, l'aspect quantitatif des mesures de remplacement n'est pas précisé dans l'autorisation de construire et reste par conséquent flou. En d'autres termes, la charge prévue par la DGE-BIODIV, à savoir de remplacer quantitativement et qualitativement la prairie impactée, se limite à renvoyer à un stade ultérieur l'examen des détails de ces mesures; partant, elle n'est pas assez précise pour être exécutée en l'état, ni pour permette à l'autorité chargée de contrôler l'exécution des mesures de vérifier qu'elles répondent effectivement au but visé, à savoir la compensation de l'atteinte technique portée au biotope. Ces mesures doivent ainsi être concrétisées à ce stade dans leur emplacement et leur étendue, et intégrées à l'autorisation de construire afin de s'assurer de leur force juridique. Les exigences de l'art. 22 LAT, en lien avec l'art. 18 al. 1ter LPN, ne sont par conséquent pas respectées en l'état et le recours doit être partiellement admis sur ce point.”
“Le fait qu'un échange ait eu lieu entre la constructrice et la DGE-BIODIV n'est à cet égard pas suffisant pour délimiter précisément l'objet des mesures prévues. En particulier, l'aspect quantitatif des mesures de remplacement n'est pas précisé dans l'autorisation de construire et reste par conséquent flou. En d'autres termes, la charge prévue par la DGE-BIODIV, à savoir de remplacer quantitativement et qualitativement la prairie impactée, se limite à renvoyer à un stade ultérieur l'examen des détails de ces mesures; partant, elle n'est pas assez précise pour être exécutée en l'état, ni pour permette à l'autorité chargée de contrôler l'exécution des mesures de vérifier qu'elles répondent effectivement au but visé, à savoir la compensation de l'atteinte technique portée au biotope. Ces mesures doivent ainsi être concrétisées à ce stade dans leur emplacement et leur étendue, et intégrées à l'autorisation de construire afin de s'assurer de leur force juridique. Les exigences de l'art. 22 LAT, en lien avec l'art. 18 al. 1ter LPN, ne sont par conséquent pas respectées en l'état et le recours doit être partiellement admis sur ce point.”
“Elle a par la suite considéré que les mesures de compensation proposées le 26 février 2024, complétées le 6 mai 2024, étaient suffisantes. Les conclusions de la DGE-BIODIV sont convaincantes. Elle explique notamment de façon crédible que le biotope aquatique développé en lien avec le bassin d'agrément avait déjà un caractère artificiel sans garantie de maintien au long terme et que le remplacement de celui-ci, dans le cadre de mesure de compensation permettrait un aménagement plus fonctionnel et pérenne. Dans le cas présent, les mesures compensatoires décidées sont le fruit d'une discussion avec cette autorité, qui est spécialisée dans ce domaine, et il n'existe pas de motif de s'écarter de l'avis de cette autorité spécialisée. Les critiques d'ordre général formulées par les recourants à l'encontre des mesures précisées le 6 mai 2024 ne permettent pas de le remettre en question. L'ensemble des mesures décidées aboutit à un concept paysagé et environnemental satisfaisant. Les conditions de l'art. 18 al. 1ter LPN et 14 al. 7 OPN sont partant remplies.”
Verursacherpflichten: Lässt sich eine Beeinträchtigung nicht vermeiden, hat die Verursacherin/der Verursacher gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG für besondere Massnahmen zum bestmöglichen Schutz der schutzwürdigen Lebensräume, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu sorgen. Die zuständigen Behörden können die notwendigen Schutz-, Wiederherstellungs‑ und Ersatzmassnahmen anordnen.
“Die Parzelle Nr. L.________ weise im gerodeten Zustand ein grosses Potenzial als Reptilienlebensraum auf, unter der Voraussetzung allerdings, dass die stark aufkommenden Neophyten regelmässig bekämpft würden97 Ein technischer Eingriff in einen schützenswerten Lebensraum darf gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV nur bewilligt werden, wenn er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV vorzunehmen. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen.98 Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat die Verursacherin für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für die Wiederherstellung oder ansonsten für geeigneten Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG, Art. 14 Abs. 7 NHV). Die Beseitigung eines Feldgehölzes kann ausnahmsweise bewilligt werden, wenn dessen Fortbestand unter Abwägung der privaten und öffentlichen Interessen der Gesuchstellerin nicht mehr zumutbar ist oder wenn öffentliche Interessen die Beseitigung erfordern (Art. 13 Abs. 1 NSchV99). Feldgehölze sind auch innerhalb der Bauzonen geschützt. Jedoch ist dort das Interesse der Bauherrschaft an einer baulichen Nutzung als gewichtig anzuerkennen.100 Kann eine Ausnahme bewilligt werden, so ist die Gesuchstellerin zu ökologischem Ersatz zu verpflichten (Art. 13 Abs. 2 NSchV). Hier ist das Feldgehölz im Hinblick auf die geplante Bebauung bereits entfernt worden. Das Bauvorhaben der Beschwerdegegnerin erfordert somit in jedem Fall, d.h. auch bei einer Projektanpassung hinsichtlich der Erschliessung, eine entsprechende Ausnahmebewilligung. Dasselbe gilt hinsichtlich des bereits erfolgten Eingriffs in den Lebensraum geschützter Tiere (Reptilien, vgl. Anhang 3 NHV), den das Feldgehölz bot.”
“Die Gemeinde hat angeordnet, dass der Beschwerdeführer die Steine entfernen muss. In seiner Stellungnahme vom 21. September 2020 hält das FI nun jedoch fest, dass alle eingebauten Uferschutzsteine inklusive allfällige Filterschicht und Filtersteine (rückwärtig der eingebauten Uferschutzsteine) zu entfernen und wegzuführen seien, damit im betroffenen Gewässerabschnitt wieder die natürliche Gewässerdynamik vorherrschen könne. Das gewässernahe Deponieren der Steine im Gewässerraum sei zu verbieten. Der Uferbereich sei als Steilufer zu belassen (keine Abflachung), damit die natürlichen Erosionsprozesse wieder stattfinden können. Das FI beantragt daher insbesondere, dass folgende Punkte zu verfügen seien: Entfernung von allen eingebauten Steinen (Uferschutzsteine und Filterschicht) aus dem Gewässerbereich; Wegführen von allen eingebauten Steinen aus dem Gewässerraum; Ausbildung des Uferbereichs als Steilufer (möglichst senkreche Bachböschung). Erfolgt durch einen technischen Eingriff eine Beeinträchtigung eines schutzwürdigen Lebensraumes, hat der Verursacher laut Art. 18 Abs. 1ter NHG für besondere Massnahmen zum bestmöglichen Schutz der schutzwürdigen Lebensräume, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu sorgen. Laut Art. 9 Abs. 1 BGF haben die zur Erteilung der fischereirechtlichen Bewilligung zuständigen Behörden unter Berücksichtigung der natürlichen Gegebenheiten und allfälliger anderer Interessen alle Massnahmen vorzuschreiben, die geeignet sind günstige Lebensbedingungen für die Wassertiere zu schaffen (Bst. a); die freie Fischwanderung sicherzustellen (Bst. b); die natürliche Fortpflanzung zu ermöglichen (Bst. c); zu verhindern, dass Fische und Krebse durch bauliche Anlagen oder Maschinen getötet oder verletzt werden (Bst. d). Aufgrund der Auswirkungen des technischen Eingriffs auf die fischereilichen Interessen erfolgt die Festlegung der Massnahmen nach Art. 9 Abs. 1 BGF und die Bestimmung der Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG. Weil die zuständige Behörde laut Art. 9 Abs. 1 BGF alle Massnahmen vorzuschreiben hat, die unter anderem geeignet sind, günstige Lebensbedingungen für die Wassertiere zu schaffen, die freie Fischwanderung sicherzustellen und zu verhindern, dass Fische und Krebse durch bauliche Anlagen oder Maschinen getötet oder verletzt werden, ist Ziffer”
Art. 18 NHG begründet keinen unmittelbar kraft Bundesrechts wirksamen Biotopschutz. Die Kantone (bzw. Gemeinden) müssen die zu schützenden Biotope im Einzelfall bezeichnen und dafür zweckmässige Feststellungsverfahren sowie Inventare vorsehen (vgl. Art. 14 Abs. 5 NHV; kantonale Regelungen und Inventare z.B. Kt. Zürich).
“Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art. 14 Abs. 5 Natur- und Heimatschutzverordnung NHV sehen die Kantone ein zweckmässiges Feststellungsverfahren vor, mit dem mögli- chen Beeinträchtigungen schützenswerter Biotope sowie Verletzungen der Artenschutzbestimmungen des Artikels 20 vorgebeugt werden kann. Im Kan- ton Zürich wird das Verfahren in den Bestimmungen von §§ 203 PBG und in der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung (KNHV) geregelt. Von Bedeutung sind insbesondere die Inventare (§ 203 Abs. 2 PBG. §§ 4 ff. KNHV). Sowohl bei der Ausscheidung der Biotope als auch bei der Anordnung von Schutzmassnahmen trifft die zuständigen Behörden die Pflicht, die sich ge- genüberstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen (BGE 118 Ib 485, E. 3b). Massnahmen des Natur- und Heimatschutzes müssen im öffentlichen Interesse liegen und verhältnismässig sein (Art.”
“Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art. 14 Abs. 5 Natur- und Heimatschutzverordnung NHV sehen die Kantone ein zweckmässiges Feststellungsverfahren vor, mit dem mögli- chen Beeinträchtigungen schützenswerter Biotope sowie Verletzungen der Artenschutzbestimmungen des Artikels 20 vorgebeugt werden kann. Im Kan- ton Zürich wird das Verfahren in den Bestimmungen von §§ 203 PBG und in der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung (KNHV) geregelt. Von Bedeutung sind insbesondere die Inventare (§ 203 Abs. 2 PBG. §§ 4 ff. KNHV). Sowohl bei der Ausscheidung der Biotope als auch bei der Anordnung von Schutzmassnahmen trifft die zuständigen Behörden die Pflicht, die sich ge- genüberstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen (BGE 118 Ib 485, E. 3b). Massnahmen des Natur- und Heimatschutzes müssen im öffentlichen Interesse liegen und verhältnismässig sein (Art.”
“Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art. 14 Abs. 5 Natur- und Heimatschutzverordnung NHV sehen die Kantone ein zweckmässiges Feststellungsverfahren vor, mit dem mögli- chen Beeinträchtigungen schützenswerter Biotope sowie Verletzungen der Artenschutzbestimmungen des Artikels 20 vorgebeugt werden kann. Im Kan- ton Zürich wird das Verfahren in den Bestimmungen von §§ 203 PBG und in der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung (KNHV) geregelt. Von Bedeutung sind insbesondere die Inventare (§ 203 Abs. 2 PBG. §§ 4 ff. KNHV). Sowohl bei der Ausscheidung der Biotope als auch bei der Anordnung von Schutzmassnahmen trifft die zuständigen Behörden die Pflicht, die sich ge- genüberstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen (BGE 118 Ib 485, E. 3b). Massnahmen des Natur- und Heimatschutzes müssen im öffentlichen Interesse liegen und verhältnismässig sein (Art.”
Für den kommunalen Schutz von Hecken, Feld- und Ufergehölzen ist der «tatsächliche Bestand» massgebend. Gemeinden können die Anpflanzung, Erhaltung und Pflege von Bäumen und Hecken vorschreiben oder im Interesse der zonengemässen Nutzung einschränken, wenn dafür ein genügendes öffentliches Interesse besteht. Gemeinden können ausserdem besonders wertvolle Baumbestände und Hecken als Schutzgebiete ausweisen. Die zuständige Behörde kann in Fällen überwiegender öffentlicher Interessen eine Ausnahmebewilligung zur Beseitigung erteilen.
“4; Zaugg/Ludwig, a.a.O., Art. 9-10 N. 35 und 37; Peter M. Keller, Umwelt- und Energierecht, in Müller/Feller [Hrsg.], Bernisches Verwaltungsrecht, 3. Aufl. 2021, S. 668 N. 47 f.). Als Hecken bzw. Feldgehölze gelten linienförmige bzw. flächige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen (Art. 28 Abs. 1 bzw. Abs. 2 NSchG). Auch die Gemeinden können die Anpflanzung, Erhaltung und Pflege von Bäumen und Hecken vorschreiben oder im Interesse der zonengemässen Nutzung einschränken, wenn dafür ein genügendes öffentliches Interesse besteht (Art. 14 Abs. 2 Bst. b BauG; Zaugg/Ludwig, a.a.O., Art. 14 N. 5; Karl Ludwig Fahrländer, in Keller/Zufferey/Fahrländer [Hrsg.], Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18 N. 19). Gemäss Art. 44 Abs. 2 GBR ist für den kommunalen Schutz von Hecken, Feld- und Ufergehölzen der «tatsächliche Bestand» massgebend. Der Kommentar zum GBR verweist diesbezüglich auf die kantonalen und bundesrechtlichen Bestimmungen (Art. 27 NSchG bzw. Art. 18 NHG). Gemäss Art. 86 Abs. 1 BauG bezeichnen die Gemeinden namentlich Baumbestände und Hecken von besonderer Schönheit, Eigenart, geschichtlichem oder kulturellem Wert sowie von ökologischer oder gesundheitlicher Bedeutung als Schutzgebiete. Die Regierungsstatthalterin oder der Regierungsstatthalter kann eine Ausnahmebewilligung zur Beseitigung einer geschützten Hecke oder eines geschützten Feldgehölzes erteilen, insbesondere wenn überwiegende öffentliche Interessen die Beseitigung erfordern (Art. 27 Abs. 2 NSchG i.V.m. Art. 13 Abs. 1 Bst. b der Naturschutzverordnung vom 10. November 1993 [NSchV; BSG 426.111]; vgl. BVR 2004 S. 214 E. 4.1).”
Technische Eingriffe in Waldflächen sind – auch wenn keine förmliche Bezeichnung als schützenswertes Biotop vorliegt – nur unter den Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG zulässig. Soweit ein solcher Eingriff eine nachteilige Nutzung im Sinne des Raumplanungsrechts darstellen kann, ist bei der Gesamtbeurteilung den geltenden raumplanerischen Vorgaben Rechnung zu tragen.
“0) sieht vor, dass die Artenvielfalt und die Lebensräume der einheimischen und ziehenden wildlebenden Säugetiere und Vögel erhalten bleiben sollen. Die Kantone haben für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung zu sorgen (Art. 7 Abs. 4 JSG). Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV; SR 451.1) enthält Kriterien und Indikatoren zur Bezeichnung und Bewertung schutzwürdiger Biotope. Art. 14 Abs. 6 NHV verlangt für die Zulässigkeit eines technischen Eingriffs in ein schützenswertes Biotop, dass er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Allerdings ist die als Wald festgestellte Fläche – unabhängig vom Vorliegen eines Biotops gemäss Art. 18 ff. NHG – als solche bereits von Bundesrechts wegen geschützt (vgl. BGE 133 II 220 E. 2.3 mit Hinweisen). Technische Eingriffe in einen schutzwürdigen Lebensraum im Wald, wie bei einem Bauvorhaben, sind auch ohne Bezeichnung eines Biotops nur unter den Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG zulässig (vgl. BGr, 26. April 2002, 1A.173/2001, E. 4.6; Karl-Ludwig Fahrländer in: Peter M. Keller et al. [Hrsg.], Kommentar NHG, 2. A, Zürich etc. 2019 [Kommentar NHG], Art. 18 N. 24; Nina Dajcar, Kommentar NHG, Art. 18b N. 23). Falls dieser Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG auch eine nachteilige Nutzung nach Art. 16 WaG bildet, ist eine Gesamtbeurteilung unter Einbezug der Vorgaben des Raumplanungsrechts anzustellen. Sofern beim Strassenprojekt eine Sondernutzungsplanung anzunehmen sein sollte (vgl. oben E. 3.4), ist eine umfassende Interessenabwägung gestützt auf Art. 3 der Raumplanungsverordnung vom 28. Juni 2000 (SR 700.1) vorzunehmen (vgl. BGE 145 II 70 E. 3.2 mit Hinweisen). 5. 5.1 Der neue Fuss- und Wanderweg bezweckt zur Hauptsache, das Tobel des Bünisbachs als Erholungsraum erlebbar zu machen, und schafft eine Verbindung zwischen angrenzenden Wohnquartieren von Herrliberg und Meilen. Als Nebenzweck dient er auch dazu, die Cafeteria und den Verkaufsladen des Werkheims Stöckenweid über diesen Weg zu Fuss zu erschliessen.”
Nach Art. 18 Abs. 4 NHG besteht ein Vorbehalt der Bundesgesetzgebung über Jagd und Vogelschutz sowie über die Fischerei. Im zitierten Entscheid hat das BAFU im konkreten Verfahren dargelegt, dass für Regulierungsmassnahmen im Jagdrecht die speziellen jagdrechtlichen Vorschriften abschliessend geregelt seien und Art. 18 Abs. 1ter NHG deshalb wegen der Vorbehaltsregelung nicht zur Anwendung komme.
“März 2019 ab, da die Teilöffnung des Jagdbanngebiets Aletschwald auf sachlichen Gründen beruhe, nämlich der Reduktion und Zerstreuung der Hirschpopulation zwecks Verminderung der Waldschäden. Der Staatsrat habe sein Ermessen nicht überschritten, wenn er davon ausgegangen sei, die stark eingeschränkte Jagdtätigkeit von insgesamt 24 Stunden sei zur Erhaltung der Waldverjüngung geboten und stelle für die Tierwelt im Banngebiet, insbesondere das Birkhuhn, eine geringere Belastung dar als eine zu hohe Rotwildpopulation. Gegen dieses Urteil gelangt A. mit Eingabe vom 8. Mai 2019 an das Bundesgericht und beantragt dessen Aufhebung. Das Kantonsgericht Wallis und der Staatsrat des Kantons Wallis beantragen die Abweisung der Beschwerde. Das BAFU führt in seiner Vernehmlassung aus, bei den Regulierungsmassnahmen gemäss Art. 11 Abs. 5 des Bundesgesetzes vom 20. Juni 1986 über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel (Jagdgesetz, JSG; SR 922.0) seien die Voraussetzungen und Rechtsfolgen abschliessend geregelt; Art. 18 Abs. 1ter des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) komme aufgrund der Vorbehaltsregelung gemäss Art. 18 Abs. 4 NHG nicht zur Anwendung. In den BGE 147 II 186 S. 190 Jagdbanngebieten sei die Jagd grundsätzlich verboten. Der Entscheid über die Zulassung des Abschusses von jagdbaren Tieren innerhalb von Jagdbanngebieten bedürfe einer Interessenabwägung. Aus Sicht des BAFU hat der Kanton die verschiedenen Interessen berücksichtigt und in korrekter Weise gegeneinander abgewogen und ist das kantonsgerichtliche Urteil im Einklang mit dem Bundesrecht ergangen. Das Bundesgericht heisst die Beschwerde gut und hebt das angefochtene Urteil auf. (Zusammenfassung)”
Feldgehölze gehören zu den in Art. 18 Abs. 1bis NHG erwähnten schützenswerten Lebensräumen, sofern sie eine ausreichende ökologische Qualität aufweisen; dies gilt auch für Feldgehölze mit deutlich ausgeprägtem Waldcharakter. Das Bundesgericht hat diese Schutzwürdigkeit in der Rechtsprechung bestätigt.
“Aux termes de l’art. 18 al. 1 de la loi fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 1er juillet 1966 (LPN; RS 451), la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. L’art. 18 al. 1bis LPN prévoit qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. Les bosquets font, sur le principe, partie des habitats considérés comme dignes de protection au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, pour peu qu’ils présentent une qualité écologique suffisante (TF 1C_96/2022 rendu le 18 mars 2024 consid 6.3; ATF 133 II 223 consid. 2.3 et les réf. citées). Suivant l’art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 6 de l’ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.”
“Feldgehölze sind in ihrem Bestand geschützt (Art. 18 Abs. 1bis NHG, Art. 27 Abs. 1 NSchG). Als Feldgehölze gelten flächige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen (Art. 28 Abs. 2 NSchG). Gestützt auf den Bericht der damaligen P.________ AG und die Fachberichte der ANF ist davon auszugehen, dass auf der Parzelle Nr. L.________ ein Feldgehölz mit deutlichem Waldcharakter bestand, bevor dieses im Jahr 2016 entfernt wurde. Die Parzelle Nr. L.________ bot zudem in ungerodetem Zustand geschützten Tieren einen Lebensraum. Gemäss dem Bericht der damaligen P.________ AG vom 3./6. Oktober 2016 stellen die nunmehr freigelegten, nach Süden exponierten Steinmauern und Felsstrukturen ideale Reptilienlebensräume dar, insbesondere auch für seltene, wärmeliebende Arten wie Zauneidechse und Aspisviper. Die Parzelle Nr. L.________ weise im gerodeten Zustand ein grosses Potenzial als Reptilienlebensraum auf, unter der Voraussetzung allerdings, dass die stark aufkommenden Neophyten regelmässig bekämpft würden97 Ein technischer Eingriff in einen schützenswerten Lebensraum darf gemäss Art.”
Die Praxis zur Anwendbarkeit und Bedeutung von Art. 18 NHG ist in der Verwaltung und Rechtsprechung uneinheitlich. Streitfragen bestehen insbesondere dahin, ob Art. 18 NHG auf Brutkolonien von Mauerseglern oder auf kommunale Baum- und Heckenschutzregelungen anwendbar ist; kantonale und kommunale Stellen ziehen teils Art. 18 NHG, teils andere Bestimmungen heran. Die Quellen dokumentieren unterschiedliche Handhabungen in Bezug auf die Schutzwürdigkeit von Biotopen und die Frage, ob und welche Bewilligungen erforderlich sind.
“Bei den Nistplätzen der Mauersegler handle es sich um ein geschütztes Biotop und dem angefochtenen Entscheid sei keine Interessenabwägung nach Art. 14 Abs. 6 NHV zu entnehmen (Beschwerde Rz. 14 ff.). Da der Schutz der Mauersegler vorgehe, sei das Bauvorhaben nicht bewilligungsfähig (Beschwerde Rz. 24 f.). Die Beschwerdegegnerschaft 1 ist der Ansicht, es sei nicht Art. 14 Abs. 6 NHV einschlägig, sondern Art. 20 Abs. 3 NHV bzw. Art. 18 Abs. 1ter NHG (vgl. Beschwerdeantwort Rz. 16). 3.2.3 Die Vorinstanz scheint davon auszugehen, dass die Nistplätze der Mauerseglerkolonie ein schützenswertes Biotop sind, hat sie doch den Eingriff in den Lebensraum der Mauersegler im Licht von Art. 18 Abs. 1 und Abs. 1bis sowie Abs. 1ter NHG geprüft (vgl. angefochtener Entscheid E. 3b und 3f). Gemäss der Stellungnahme Vogelwarte ist demgegenüber die rechtliche Situation von Brutkolonien von Mauerseglern in der Schweiz unklar und die Praxis der zuständigen «kantonalen und kommunalen Behörden [soweit überblickbar] recht unterschiedlich». Insbesondere würden die Meinungen auseinandergehen, inwieweit die Regelung in Art. 18 NHG für diese relevant sei. Die ANF hat sich zur Frage, ob die Nistplätze ein schützenswertes Biotop darstellen, nicht explizit geäussert und eine Ausnahmebewilligung für technische Eingriffe in Lebensräume geschützter Tiere im Wesentlichen nach Art. 20 NHG und Art. 20 NHV unter Auflagen als dafür zuständige kantonale Fachstelle für Naturschutz erteilt (Amtsbericht Naturschutz, a.a.O.; vgl. Art. 15 Abs. 3 Bst. c NSchG i.V.m. Art. 27 Abs. 2 NSchV und Art. 8 Abs. 1 Bst. l der Verordnung vom 18. Oktober 1995 über die Organisation und die Aufgaben der Wirtschafts-, Energie- und Umweltdirektion [Organisationsverordnung WEU, OrV WEU, BSG 152.221.111]); allerdings setzt sie die Schutz- und Wiederherstellungsmassnahmen auch in einen Zusammenhang mit einem «Eingriff in geschützte und schützenswerte Biotope» (vgl. Amtsbericht Naturschutz, a.a.O., Ziff. 1.5.2). 3.2.4 Das streitbetroffene Gebiet ist vom Bundesrat nicht als Biotop von nationaler Bedeutung bezeichnet worden. Es steht demnach allenfalls die Beeinträchtigung eines schutzwürdigen Biotops von regionaler oder lokaler Bedeutung in Frage, wobei schutzwürdige Gebiete und Objekte gemäss Art.”
“Bei den Nistplätzen der Mauersegler handle es sich um ein geschütztes Biotop und dem angefochtenen Entscheid sei keine Interessenabwägung nach Art. 14 Abs. 6 NHV zu entnehmen (Beschwerde Rz. 14 ff.). Da der Schutz der Mauersegler vorgehe, sei das Bauvorhaben nicht bewilligungsfähig (Beschwerde Rz. 24 f.). Die Beschwerdegegnerschaft 1 ist der Ansicht, es sei nicht Art. 14 Abs. 6 NHV einschlägig, sondern Art. 20 Abs. 3 NHV bzw. Art. 18 Abs. 1ter NHG (vgl. Beschwerdeantwort Rz. 16). 3.2.3 Die Vorinstanz scheint davon auszugehen, dass die Nistplätze der Mauerseglerkolonie ein schützenswertes Biotop sind, hat sie doch den Eingriff in den Lebensraum der Mauersegler im Licht von Art. 18 Abs. 1 und Abs. 1bis sowie Abs. 1ter NHG geprüft (vgl. angefochtener Entscheid E. 3b und 3f). Gemäss der Stellungnahme Vogelwarte ist demgegenüber die rechtliche Situation von Brutkolonien von Mauerseglern in der Schweiz unklar und die Praxis der zuständigen «kantonalen und kommunalen Behörden [soweit überblickbar] recht unterschiedlich». Insbesondere würden die Meinungen auseinandergehen, inwieweit die Regelung in Art. 18 NHG für diese relevant sei. Die ANF hat sich zur Frage, ob die Nistplätze ein schützenswertes Biotop darstellen, nicht explizit geäussert und eine Ausnahmebewilligung für technische Eingriffe in Lebensräume geschützter Tiere im Wesentlichen nach Art. 20 NHG und Art. 20 NHV unter Auflagen als dafür zuständige kantonale Fachstelle für Naturschutz erteilt (Amtsbericht Naturschutz, a.a.O.; vgl. Art. 15 Abs. 3 Bst. c NSchG i.V.m. Art. 27 Abs. 2 NSchV und Art. 8 Abs. 1 Bst. l der Verordnung vom 18. Oktober 1995 über die Organisation und die Aufgaben der Wirtschafts-, Energie- und Umweltdirektion [Organisationsverordnung WEU, OrV WEU, BSG 152.221.111]); allerdings setzt sie die Schutz- und Wiederherstellungsmassnahmen auch in einen Zusammenhang mit einem «Eingriff in geschützte und schützenswerte Biotope» (vgl. Amtsbericht Naturschutz, a.a.O., Ziff. 1.5.2). 3.2.4 Das streitbetroffene Gebiet ist vom Bundesrat nicht als Biotop von nationaler Bedeutung bezeichnet worden. Es steht demnach allenfalls die Beeinträchtigung eines schutzwürdigen Biotops von regionaler oder lokaler Bedeutung in Frage, wobei schutzwürdige Gebiete und Objekte gemäss Art.”
“L'art. 69 du règlement de la Commune de Yens du 22 avril 2010 sur le plan général d'affectation et la police des constructions (applicable par renvoi de l'art. 7 RPEP) prévoit que les surfaces boisées non soumises au régime forestier (allées d'arbres, haies vives, bosquets, arbres et arbustes isolés) sont protégés par les législations fédérales (en particulier art. 18 LPN), cantonales (notamment art. 5 et 7 LPNMS et art. 21 Loi sur la Faune) et communales (en particulier Règlement communal sur la protection des arbres) (al. 1). Aucune atteinte ne pourra leur être portée sans autorisation préalable de la Municipalité qui, au besoin, consultera l'instance cantonale compétente (al. 2). En application des art. 5 et 6 LPNMS, ainsi que du RLPNMS, la commune de Yens a adopté le 3 février 1997 un règlement sur la protection des arbres (ci-après: RC). L'art. 2 RC est ainsi rédigé: "Tous les arbres de 30 cm. de diamètre et plus, mesurés à 1,30 m. du sol, ainsi que les haies mentionnées sur le plan de classement du 23 mars 1973 sont protégés. Les diamètres des troncs multiples sur un même pied, mesurés à la même hauteur, sont additionnés. (...)" A teneur de l'art. 3 RC, l'abattage d'arbres protégés ne peut être effectué qu'avec l'autorisation de la municipalité. L'art. 4 RC prévoit notamment que la municipalité accorde l'autorisation lorsque l'une ou l'autre des conditions indiquées à l'art.”
Die Entdeckung einer Croule‑Aire rechtfertigt eine erneute Bewertung der Beeinträchtigung nach Art. 18 Abs. 1ter NHG und kann ergänzende Abklärungen, insbesondere zur räumlichen Distanz zu den Anlagen, erfordern; die Ergebnisse solcher Untersuchungen können eine Anpassung der Anlagenlage (Änderung der Implantation) zur Folge haben.
“La mesure de compensation consistait en la création de conditions favorables à la reproduction de l'espèce et à assurer le rajeunissement régulier de la forêt. Un suivi de l'espèce était en outre prévu. La CDAP a relevé que l'on pouvait avoir des doutes sur le caractère suffisant de la période d'observation, soit une dizaine de jours seulement. En outre, les investigations menées par la suite montraient qu'une aire de croule se trouvait à moins de 500 m d'une éolienne (n° 2). Par ailleurs, deux autres aires avaient été identifiées de part et d'autre des éoliennes n° 1 et 2, ce qui laissait supposer des mouvements entre ces zones générant un risque supplémentaire. Des investigations pourraient toutefois encore être menées lors de l'élaboration de la deuxième étape de l'étude d'impact au stade du permis de construire, l'annulation de la planification apparaissant selon la cour cantonale comme disproportionnée. Dans ses déterminations, l'OFEV confirme que la découverte d'une aire de croule justifie de réévaluer l'atteinte sur cette espèce afin de déterminer si elle est compatible avec l'art. 18 al. 1ter LPN; il conviendra d'établir notamment la distance exacte entre les aires de croule et les éoliennes afin d'évaluer les risques pour cette espèce en fonction des distances minimales recommandées et des éventuels échanges entre les aires de croule. Les résultats de ces investigations complémentaires pourraient imposer une modification de l'implantation de l'une ou l'autre des éoliennes.”
Für die Frage, ob ein Standort unter Art. 18 Abs. 1bis NHG als schützenswertes Biotop zu qualifizieren ist, ist vorrangig Art. 14 Abs. 3 NHV mit den dort aufgeführten Artenlisten heranzuziehen. Ergänzend sind die vom BAFU erlassenen oder anerkannten Roten Listen sowie die in Art. 20 i.V.m. den Anhängen 2 und 3 NHV aufgeführten geschützten Arten zu berücksichtigen.
“Der Natur- und Heimatschutz bezweckt unter anderem den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt sowie ihrer biologischen Vielfalt und ihres natürlichen Lebensraums (Art. 1 Bst. d des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451]). Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Besonders zu schützen sind Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (Art. 18 Abs. 1bis NHG). Ob es sich bei einem bestimmten Lebensraum um ein schützenswertes Biotop im Sinn von Art. 18 Abs. 1bis NHG i.V.m. Art. 18b Abs. 1 NHG handelt, richtet sich dabei in erster Linie nach Art. 14 Abs. 3 der Verordnung vom 16. Januar 1991 über den Natur- und Heimatschutz [NHV; SR 451.1] und den dort angeführten Artenlisten (vgl. auch Art. 20 Abs. 1 des Naturschutzgesetzes vom 15. September 1992 [NSchG; BSG 426.11] i.V.m. Art. 2 der Naturschutzverordnung vom 10. November 1993 [NSchV; BSG 426.111] sowie Art. 7 Abs. 4 und 5 des Bundesgesetzes vom 20. Juni 1986 über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel [Jagdgesetz, JSG; SR 922.0] i.V.m. Art. 20 des Gesetzes vom 25. März 2002 über Jagd und Wildtierschutz [JWG; BSG 922.11]). Biotope werden danach namentlich auf Grund der durch Kennarten charakterisierten Lebensraumtypen nach Anhang 1 zur NHV, der geschützten Pflanzen- und Tierarten nach Art. 20 i.V.m. Anhang 2 und 3 NHV sowie der vom Bundesamt für Umwelt (BAFU) erlassenen oder anerkannten sogenannten Roten Listen der gefährdeten und seltenen Pflanzen- und Tierarten als schützenswert bezeichnet (Art.”
“Der Natur- und Heimatschutz bezweckt unter anderem den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt sowie ihrer biologischen Vielfalt und ihres natürlichen Lebensraums (Art. 1 Bst. d des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451]). Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Besonders zu schützen sind Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (Art. 18 Abs. 1bis NHG). Ob es sich bei einem bestimmten Lebensraum um ein schützenswertes Biotop im Sinn von Art. 18 Abs. 1bis NHG i.V.m. Art. 18b Abs. 1 NHG handelt, richtet sich dabei in erster Linie nach Art. 14 Abs. 3 der Verordnung vom 16. Januar 1991 über den Natur- und Heimatschutz [NHV; SR 451.1] und den dort angeführten Artenlisten (vgl. auch Art. 20 Abs. 1 des Naturschutzgesetzes vom 15. September 1992 [NSchG; BSG 426.11] i.V.m. Art. 2 der Naturschutzverordnung vom 10. November 1993 [NSchV; BSG 426.111] sowie Art. 7 Abs. 4 und 5 des Bundesgesetzes vom 20. Juni 1986 über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel [Jagdgesetz, JSG; SR 922.0] i.V.m. Art. 20 des Gesetzes vom 25. März 2002 über Jagd und Wildtierschutz [JWG; BSG 922.11]). Biotope werden danach namentlich auf Grund der durch Kennarten charakterisierten Lebensraumtypen nach Anhang 1 zur NHV, der geschützten Pflanzen- und Tierarten nach Art. 20 i.V.m. Anhang 2 und 3 NHV sowie der vom Bundesamt für Umwelt (BAFU) erlassenen oder anerkannten sogenannten Roten Listen der gefährdeten und seltenen Pflanzen- und Tierarten als schützenswert bezeichnet (Art.”
Vorgesehene Ersatzmassnahmen sind bei der Interessenabwägung zu berücksichtigen; ihre Eignung als Ersatz ist in qualitativer und quantitativer Hinsicht zu bewerten und kann das Gewicht der Abwägung — insbesondere hinsichtlich des Verzichts auf Schutzmassnahmen — beeinflussen.
“Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch tech- nische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG). Im vorliegenden Fall steht indes die Anordnung von Schutzmassnahmen bzw. der Verzicht darauf in Frage und nicht die Beein- trächtigung eines schutzwürdigen Lebensraums durch technische Eingriffe im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG. Diese Bestimmung und entsprechend R1S.2023.05008 Seite 35 auch Art. 14 Abs. 6 und 7 NHV sind hier nicht anwendbar, weshalb der Ver- zicht auf Schutzmassnahmen nicht von Ersatzmassnahmen abhängig ge- macht werden kann. Soweit beanstandet wird, ein teilweiser Schutz und Massnahmen für die Wie- derherstellung seien nicht abgeklärt worden, kann auf die Ausführungen wei- ter oben betreffend eine teilweise Unterschutzstellung verwiesen werden. Die vorgesehenen Ersatzmassnahmen sind insofern von Bedeutung, als sie bei der Interessenabwägung betreffend den Verzicht auf Schutzmassnah- men ins Gewicht fallen. Insofern ist nicht entscheidend, ob für das Biotop auf dem streitbetroffenen Grundstück andernorts ohne zeitlichen Unterbruch ein Eins-zu-eins-Ersatz geschaffen wird.”
“Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch tech- nische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG). Im vorliegenden Fall steht indes die Anordnung von Schutzmassnahmen bzw. der Verzicht darauf in Frage und nicht die Beein- trächtigung eines schutzwürdigen Lebensraums durch technische Eingriffe im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG. Diese Bestimmung und entsprechend R1S.2023.05008 Seite 35 auch Art. 14 Abs. 6 und 7 NHV sind hier nicht anwendbar, weshalb der Ver- zicht auf Schutzmassnahmen nicht von Ersatzmassnahmen abhängig ge- macht werden kann. Soweit beanstandet wird, ein teilweiser Schutz und Massnahmen für die Wie- derherstellung seien nicht abgeklärt worden, kann auf die Ausführungen wei- ter oben betreffend eine teilweise Unterschutzstellung verwiesen werden. Die vorgesehenen Ersatzmassnahmen sind insofern von Bedeutung, als sie bei der Interessenabwägung betreffend den Verzicht auf Schutzmassnah- men ins Gewicht fallen. Insofern ist nicht entscheidend, ob für das Biotop auf dem streitbetroffenen Grundstück andernorts ohne zeitlichen Unterbruch ein Eins-zu-eins-Ersatz geschaffen wird. Die zu treffenden Ersatzmassnahmen sind in qualitativer und quantitativer Hinsicht hinsichtlich ihrer Eignung als Ersatz für den verloren gehenden Lebensraum zu werten und bei der Inte- ressenabwägung entsprechend zu berücksichtigen.”
Zur Beurteilung, ob ein Standort im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis NHG als schutzwürdig gilt, sind insbesondere seine ökologische Qualität, sein Strukturreichtum und seine Bedeutung für geschützte oder bedrohte Arten relevant. Solche Kriterien können bereits dann erfüllt sein, wenn die Qualität ausreichend ausgeprägt ist, wobei die konkrete Feststellung vor Ort (lokale Inspektion; Wahrnehmungen, Beobachtungen und konkrete Befunde) für die Beurteilung entscheidende Bedeutung hat.
“En l’espèce, il n’est pas contesté que l’on se trouve en présence d’un bosquet qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, soit d'un biotope digne de protection. En effet, le groupement boisé dont l’enlèvement est rendu nécessaire par la construction litigieuse est constitué de plusieurs strates d’essences indigènes (herbacées, buissonnantes, arborées) qui datent de plusieurs années. Des structures annexes présentes sur les lieux renforcent la valeur écologique du bosquet, comme la présence de souches ou de bois mort. Pour évaluer le biotope, l’autorité cantonale s’est fondée, notamment, sur les constatations qu’elle a faites lors d’une inspection locale, le 30 janvier”
“Aux termes de l’art. 18 al. 1 de la loi fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 1er juillet 1966 (LPN; RS 451), la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. L’art. 18 al. 1bis LPN prévoit qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. Les bosquets font, sur le principe, partie des habitats considérés comme dignes de protection au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, pour peu qu’ils présentent une qualité écologique suffisante (TF 1C_96/2022 rendu le 18 mars 2024 consid 6.3; ATF 133 II 223 consid. 2.3 et les réf. citées). Suivant l’art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 6 de l’ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.”
“Dem ist entgegenzuhalten, dass nach Art. 18 Abs. 1bis NHG diejenigen Standorte als schützenswert gelten, die besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen. Es kommt nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung nicht darauf an, ob ein Vorkommen schützenswerter oder seltener Tierarten auf der betreffenden Fläche sicher oder nur sehr wahrscheinlich ist, zumal deren Beobachtung sehr schwierig sein kann (Urteil 1C_315/2015 vom 24. August 2016; in BGE 142 II 509 nicht publizierte E. 5.4). Vorliegend ist aufgrund der Beobachtung eines balzenden Baumfalkenpaares sehr wahrscheinlich, dass dieses in jüngerer Zeit im Projektperimeter gebrütet hat. Aufgrund seines Strukturreichtums und seiner fehlenden Erschliessung für Erholungssuchende bietet das Bünisbachtobel besonders günstige Brutbedingungen für störungsempfindliche Vögel wie den Baumfalken. Es beherbergt sodann unstreitig weitere geschützte Brutvögelarten, die negativ auf Störungen durch Erholungssuchende reagieren, wie Waldkauz, Gartenbaumläufer und Grauschnäpper (Gutachten Quadra S.”
Im verhandelten Verfahren erklärte das BAFU als Fachbehörde, die Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG seien beim betreffenden Projekt erfüllt, und es stimmte der ökologischen Bilanzierung des Eingriffs sowie den vorgeschlagenen Ersatzmassnahmen zu.
“Stufe, Ziff. 19.5, S. 57). Das BAFU als Fachbehörde ist nach wie vor der Ansicht, dass sämtliche Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG beim vorliegenden Projekt erfüllt werden und erklärt sich einverstanden mit der ökologischen Bilanzierung für den Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG sowie den Ersatzmassnahmen (Stellungnahme vom 3. Dezember 2020, S. 3). Es sind keine Gründe ersichtlich, um von dieser Einschätzung abzuweichen. Dieselben Überlegungen des BAFU gelten nach den Planunterlagen auch für die Ausnahmebewilligung nach Art. 20 NHG (vgl. Vorakte A32, m10: Schutz von Sonderarten; vgl. E. 9.1.2).”
Bei seltenen innerstädtischen Biotopen von regionaler Bedeutung muss das Projekt so bemessen werden, dass die Erhaltung des Biotops möglichst gewährleistet ist und die nach Art. 18 Abs. 1ter NHG erforderlichen Schutz-, Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen auf der Parzelle tatsächlich umgesetzt werden können. Die Rechtsprechung macht deutlich, dass auf der Parzelle vorgeschlagene Kompensationsmassnahmen nicht notwendigerweise den Verlust an Habitat und Biomasse ausgleichen.
“Le Tribunal fédéral constate que ni la constructrice, ni les autorités administratives communales et cantonales impliquées n'ont cherché une solution de compromis. Les considérations de la cour cantonale quant à une politique du tout ou rien ne convainquent pourtant pas. Elles ne s'expliquent par aucune propriété particulière de la parcelle, telles que sa forme, sa pente ou la nature de son terrain qui justifierait des dimensions incompressibles pour tout éventuel projet de construction. Or, ainsi qu'on l'a exposé ci-dessus, au vu de la qualité du biotope, décrit comme un cas rare de nature en ville et dont il est incontesté qu'il soit d'importance régionale, le projet doit ménager le plus possible la préservation du milieu naturel. S'il est évident que le principe même d'une nouvelle construction génère des pertes irremplaçables en termes de biomasse et d'habitat, il faut à tout le moins s'assurer que les dimensions du projet permettent de réaliser les mesures nécessaires au respect de l'art. 18 al. 1ter LPN. En effet, cette disposition n'impose pas seulement de prendre toutes les mesures de compensation possibles sur la parcelle au vu du nouveau projet, mais bien d'assurer la meilleure protection, la reconstitution ou le remplacement adéquat du biotope. L'expertise écologique complémentaire dont les mesures compensatoires ont été reprises comme conditions à la délivrance de l'autorisation expose en conclusion que la construction entraîne des pertes indéniables d'éléments biologiques d'intérêt; "même en prenant en compte la reconstitution de la prairie, des haies et l'installation de la toiture végétalisée, la surface à disposition pour la faune et la flore diminue" (G.________ Sàrl, Propositions de mesures d'intégration nature, février 2018, p. 19). Selon les constatations de la cour cantonale, l'implantation du nouveau bâtiment impliquera globalement une perte importante d'habitat naturel pour la faune et la flore. L'emprise du terrassement et des accès entraîne la destruction de la prairie extensive, l'abattage de la plus grande partie des arbres - dont dix soumis à autorisation d'abattage - présents sur la parcelle, ainsi que la disparition de quatre des cinq, voire de toutes les haies de la partie non construite de la parcelle.”
Die Kantone haben sicherzustellen, dass die Pläne und Vorschriften zur Bodennutzung mit der Verordnung übereinstimmen und dass Biotope im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis, die sich innerhalb eines Moor‑/Riedgebiets (site marécageux) befinden, in den entsprechenden kantonalen Plänen bezeichnet werden.
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
Ist ein Eingriff nach Art. 18 Abs. 1ter NHG unvermeidbar, setzt dies u. a. Standortgebundenheit voraus. Standortgebundenheit kann sich aus der Lage in der Bauzone sowie aus Planungs‑ und Geländegegebenheiten ergeben. Der Verursacher ist zu besonderen Massnahmen zum bestmöglichen Schutz des Lebensraums, zur Wiederherstellung oder zu angemessenem Ersatz zu verpflichten. Ein gestiegenes Orchideenvorkommen ändert die Beurteilung der Standortgebundenheit nicht.
“Das Bauvorhaben erfordert Ausnahmebewilligungen für Eingriffe in Hecken und in Trockenstandorte nach Art. 18 Abs. 1bis und Abs. 1ter NHG. Das Bauvorhaben greift zudem in den Bestand und den Lebensraum der Bocks-Riemenzunge ein, die nach Art. 20 Abs. 1 i.V.m. Anhang 2 NHV geschützt und auf der Roten Liste des BAFU aufgeführt ist. Der Lebensraum der Bocks-Riemenzunge untersteht ebenfalls dem Biotopschutz nach Art. 18 NHG. Die Ausnahmebewilligung für Eingriffe in den Bestand der geschützten Art und in die Hecke, den Trockenstandort und den Orchideen-Lebensraum darf nach Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 20 Abs. 3 Bst. b NHV nur erteilt werden, wenn sich die Beeinträchtigung des schutzwürdigen Lebensraums durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lässt. Dies setzt voraus, dass der Eingriff standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht (Art. 14 Abs. 6 NHV). Der Verursacher ist zu besonderen Massnahmen zum bestmöglichen Schutz des Lebensraums, zur Wiederherstellung oder ansonst zu angemessenen Ersatz zu verpflichten. Die geplanten Gebäudestandorte liegen in der Bauzone. Zumal die Nutzungsplanung und der Terrainverlauf die Überbauung der Parzellen erschweren, ist das Vorhaben als standortgebunden zu betrachten (Urteil des Verwaltungsgerichts vom 7. September 2022 Erwägung 12.4). Dies gilt auch angesichts des nunmehr festgestellten grösseren Orchideenvorkommens, das an diesen Eigenschaften nichts ändert. Auf den Bauparzellen besteht bereits seit Längerem ein geeigneter Lebensraum für Orchideen. Bei früheren Erhebungen in den Jahren 2011,13 2015,14 201715 und 201816 wurden jeweils nur einzelne Exemplare der Bocks-Riemenzunge festgestellt, im Jahr 2021 dann über 80 Exemplare17 und nunmehr fast 300 Exemplare.”
Bei der Interessenabwägung, ob auf Schutzmassnahmen verzichtet werden kann, sind vorgeschlagene Ersatzmassnahmen zu berücksichtigen. Dabei sind sowohl deren Qualität als auch deren Quantität in Bezug auf die Eignung als Ersatz für den verlorenen Lebensraum zu würdigen.
“Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch tech- nische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG). Im vorliegenden Fall steht indes die Anordnung von Schutzmassnahmen bzw. der Verzicht darauf in Frage und nicht die Beein- trächtigung eines schutzwürdigen Lebensraums durch technische Eingriffe im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG. Diese Bestimmung und entsprechend R1S.2023.05008 Seite 35 auch Art. 14 Abs. 6 und 7 NHV sind hier nicht anwendbar, weshalb der Ver- zicht auf Schutzmassnahmen nicht von Ersatzmassnahmen abhängig ge- macht werden kann. Soweit beanstandet wird, ein teilweiser Schutz und Massnahmen für die Wie- derherstellung seien nicht abgeklärt worden, kann auf die Ausführungen wei- ter oben betreffend eine teilweise Unterschutzstellung verwiesen werden. Die vorgesehenen Ersatzmassnahmen sind insofern von Bedeutung, als sie bei der Interessenabwägung betreffend den Verzicht auf Schutzmassnah- men ins Gewicht fallen. Insofern ist nicht entscheidend, ob für das Biotop auf dem streitbetroffenen Grundstück andernorts ohne zeitlichen Unterbruch ein Eins-zu-eins-Ersatz geschaffen wird. Die zu treffenden Ersatzmassnahmen sind in qualitativer und quantitativer Hinsicht hinsichtlich ihrer Eignung als Ersatz für den verloren gehenden Lebensraum zu werten und bei der Inte- ressenabwägung entsprechend zu berücksichtigen.”
Wildtierkorridore gelten als den Biotopen gleichzstellende Teilbereiche, weil sie innerhalb des Verbreitungsareals einer Art der grossräumigen Vernetzung von Tierpopulationen dienen und verschiedene Biotope miteinander verbinden. Ohne solche Vernetzungsfunktionen können Schutzziele von Biotopen von nationaler Bedeutung gefährdet sein. Damit fällt die Berücksichtigung von Wildtierkorridoren in den Schutzbereich von Art. 18 Abs. 1 NHG.
“Das NHG bezweckt mitunter den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt sowie ihre biologische Vielfalt und ihren natürlichen Lebensraum (vgl. Art. 1 Bst. d NHG). Dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten ist durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Bei diesen Massnahmen ist schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen Rechnung zu tragen (Art. 18 Abs. 1 NHG). Besonders zu schützen sind Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (vgl. Art. 18 Art. 1bis NHG). Wildtierkorridore sind Teilbereiche in den Bewegungsachsen von Wildtieren, die innerhalb des Verbreitungsareals einer Art der grossräumigen Vernetzung von Tierpopulationen dienen. Sie haben die Funktion, verschiedene Biotope miteinander zu verbinden. Ohne solche Verbindungen können gegebenenfalls Schutzziele von Biotopen von nationaler Bedeutung nicht nachhaltig sichergestellt werden. Wildtierkorridore sind deshalb den Biotopen gleichzustellen (Urteil BGer 1A.173/2000 vom 5. November 2001 E. 4b [nicht publiziert in BGE 128 II 1]; Urteil BVGer A-2997/2020 vom 18. Juli 2022 E. 11.3 und A-6319/2011 vom 17. September 2012 E. 5 und 7.3.1). Der Bundesrat bezeichnet nach Anhören der Kantone die Biotope von nationaler, die Kantone jene von regionaler und lokaler Bedeutung (vgl. Art. 18a Abs. 1 NHG und Art.”
Zur Beurteilung der Angemessenheit von Ersatzmassnahmen kann die vom Bundesamt mit der KBNL erarbeitete Bewertungsmethode für Eingriffe in schutzwürdige Lebensräume (BESB) herangezogen werden. Ein Eins-zu-eins‑Austausch ist nicht erforderlich; massgeblich ist, dass ein "angemessener" Ersatz geleistet wird.
“Die Auffassung der Rekurrentin 1, wonach das betroffene Biotop gar nicht ersetzbar sei, geht fehl. Die von der Rekurrentin 1 zur Begründung genann- ten Auswirkungen des Biotops auf das Mikroklima der benachbarten Sied- lung liegen ausserhalb der hier relevanten Schutzziele, weshalb es sich nicht um zu erhaltende Funktionen handelt. Gleiches gilt bezüglich der nicht näher substantiierten "wesentliche Bedeutung" des Biotops für die im angrenzen- den Wald angeblich vorhandenen schützenswerten Waldgesellschaften. In der gutachterlichen Schutzabklärung finden sich dazu im Übrigen keine Hin- weise. Soweit die Rekurrierenden beanstanden, die Ersatzmassnahmen seien un- zureichend auf die Arten ausgerichtet, die von der streitbetroffenen Parzelle vertrieben würden, ist zu konzedieren, dass nicht für jede dort nachgewie- sene geschützte bzw. gefährdete oder seltene Tierart ein neuer Lebensraum angeboten wird. Dies ist auch nicht erforderlich, zumal ein Eins-zu-eins-Er- satz wie bereits erwähnt nicht zu verlangen ist und selbst im Anwendungs- bereich von Art. 18 Abs. 1ter NHG nur, aber immerhin, für einen "angemes- senen" Ersatz zu sorgen ist. Die Frage der Angemessenheit wurde anhand der "Bewertungsmethode für Eingriffe in schutzwürdige Lebensräume" (BESB, https://www.bafu.ad- min.ch/bafu/de/home/themen/landschaft/publikationen-studien/studien.html) geprüft. Die Bewertungsmethode wurde in Zusammenarbeit mit der Konfe- renz der Beauftragten für Natur- und Landschaftsschutz KBNL und dem Bun- desamt für Umwelt BAFU erarbeitet. Sie soll eine schweizweit anwendbare, nachvollziehbare Bewertung und Bilanzierung von Eingriffen in schutzwür- dige Lebensräume ermöglichen. Die Rekurrierenden setzen sich mit der in Ziffer 4 des Technischen Berichts dargelegten Bewertung der Ersatzmass- nahmen nicht auseinander. Zumal die Fachkompetenz der Verfasser des Technischen Berichts nicht in Frage gestellt wird und die von den Sachver- ständigen verwendete Bewertungsmethode im Auftrag das fachkundigen Bundesamtes erstellt wurde, bestehen auch keine begründeten Zweifel be- treffend die daraus im vorliegenden Fall gezogenen Erkenntnisse.”
“Die Auffassung der Rekurrentin 1, wonach das betroffene Biotop gar nicht ersetzbar sei, geht fehl. Die von der Rekurrentin 1 zur Begründung genann- ten Auswirkungen des Biotops auf das Mikroklima der benachbarten Sied- lung liegen ausserhalb der hier relevanten Schutzziele, weshalb es sich nicht um zu erhaltende Funktionen handelt. Gleiches gilt bezüglich der nicht näher substantiierten "wesentliche Bedeutung" des Biotops für die im angrenzen- den Wald angeblich vorhandenen schützenswerten Waldgesellschaften. In der gutachterlichen Schutzabklärung finden sich dazu im Übrigen keine Hin- weise. Soweit die Rekurrierenden beanstanden, die Ersatzmassnahmen seien un- zureichend auf die Arten ausgerichtet, die von der streitbetroffenen Parzelle vertrieben würden, ist zu konzedieren, dass nicht für jede dort nachgewie- sene geschützte bzw. gefährdete oder seltene Tierart ein neuer Lebensraum angeboten wird. Dies ist auch nicht erforderlich, zumal ein Eins-zu-eins-Er- satz wie bereits erwähnt nicht zu verlangen ist und selbst im Anwendungs- bereich von Art. 18 Abs. 1ter NHG nur, aber immerhin, für einen "angemes- senen" Ersatz zu sorgen ist. Die Frage der Angemessenheit wurde anhand der "Bewertungsmethode für Eingriffe in schutzwürdige Lebensräume" (BESB, https://www.bafu.ad- min.ch/bafu/de/home/themen/landschaft/publikationen-studien/studien.html) geprüft. Die Bewertungsmethode wurde in Zusammenarbeit mit der Konfe- renz der Beauftragten für Natur- und Landschaftsschutz KBNL und dem Bun- desamt für Umwelt BAFU erarbeitet. Sie soll eine schweizweit anwendbare, nachvollziehbare Bewertung und Bilanzierung von Eingriffen in schutzwür- dige Lebensräume ermöglichen. Die Rekurrierenden setzen sich mit der in Ziffer 4 des Technischen Berichts dargelegten Bewertung der Ersatzmass- nahmen nicht auseinander. Zumal die Fachkompetenz der Verfasser des Technischen Berichts nicht in Frage gestellt wird und die von den Sachver- ständigen verwendete Bewertungsmethode im Auftrag das fachkundigen Bundesamtes erstellt wurde, bestehen auch keine begründeten Zweifel be- treffend die daraus im vorliegenden Fall gezogenen Erkenntnisse.”
Bei komplexen Vorhaben kann ein stufenweises Vorgehen zulässig sein. Voraussetzung ist, dass die erforderliche materielle und, soweit möglich, formelle Koordination der Entscheide nicht verhindert wird. Der Entscheid über die Zulässigkeit muss die rechtsverbindliche Sicherung der nach Art. 18 Abs. 1ter NHG erforderlichen Massnahmen ausdrücklich einschliessen oder zumindest vorbehalten. Mit der massgeblichen Bewilligung ist zu bestimmen, welche Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen realisiert werden müssen; ihre Umsetzung ist zu kontrollieren (insbesondere im Rahmen der Bauabnahme). Langfristige Sicherungen (z. B. Nutzungsbeschränkungen, Unterhalt) sind dauerhaft zu gewährleisten, etwa durch öffentlich-rechtliche oder privatrechtliche Verträge oder durch raumplanerische Instrumente.
“Der Koordinationsgrundsatz (Art. 25a RPG) verlangt, dass die für die Errichtung einer Baute erforderlichen Verfügungen materiell und soweit möglich formell koordiniert ergehen (Abs. 1-3). Nach bundesgerichtlicher Rechtsprechung sind Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG integrale Bestandteile eines Vorhabens und unterliegen daher der Koordinationspflicht. Allerdings ist es gemäss Bundesgericht bei komplexen Vorhaben zuweilen unumgänglich, dass der Grundsatzentscheid über die Zulässigkeit eines Vorhabens vor dem Entscheid über weitere Bewilligungen getroffen werden muss, weil es unmöglich ist, alle Gesichtspunkte, die Gegenstand einer Bewilligung bilden, in einem einheitlichen Entscheid zu behandeln. Eine solche Aufteilung kann zulässig sein, sofern die erforderliche materielle und (soweit möglich) formelle Koordination der Entscheide nicht vereitelt wird. Bei Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen empfiehlt auch das BAFU ein stufenweises Vorgehen. Allerdings müsse der Entscheid der zuständigen Behörde über ein Vorhaben die rechtsverbindliche Sicherung der Massnahmen ausdrücklich einschliessen oder zumindest vorbehalten. Mit der massgeblichen Bewilligung für das Vorhaben müsse entschieden werden, welche Massnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG realisiert werden müssten; und ihre Umsetzung müsse im Rahmen der Bauabnahme kontrolliert werden.”
“Nach bundesgerichtlicher Rechtsprechung sind Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG integrale Bestandteile eines Vorhabens und unterliegen daher der Koordinationspflicht. Allerdings ist es gemäss Bundesgericht bei komplexen Vorhaben zuweilen unumgänglich, dass der Grundsatzentscheid über die Zulässigkeit eines Vorhabens vor dem Entscheid über weitere Bewilligungen getroffen werden muss, weil es unmöglich ist, alle Gesichtspunkte, die Gegenstand einer Bewilligung bilden, in einem einheitlichen Entscheid zu behandeln. Eine solche Aufteilung kann zulässig sein, sofern die erforderliche materielle und (soweit möglich) formelle Koordination der Entscheide nicht vereitelt wird. Bei Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen empfiehlt auch das BAFU ein stufenweises Vorgehen. Allerdings müsse der Entscheid der zuständigen Behörde über ein Vorhaben die rechtsverbindliche Sicherung der Massnahmen ausdrücklich einschliessen oder zumindest vorbehalten. Mit der massgeblichen Bewilligung für das Vorhaben müsse entschieden werden, welche Massnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG realisiert werden müssten; und ihre Umsetzung müsse im Rahmen der Bauabnahme kontrolliert werden. Zudem müssten langfristige Nutzungseinschränkungen und Unterhaltsmassnahmen (z.B. für Ersatzlebensräume) dauerhaft gesichert werden, z.B. durch den Abschluss öffentlich-rechtlicher oder privatrechtlicher Verträge oder durch raumplanerische Instrumente (zum Ganzen BGer-Urteil 1C_156/2012 vom”
“Nach bundesgerichtlicher Rechtsprechung sind Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG integrale Bestandteile eines Vorhabens und unterliegen daher der Koordinationspflicht. Allerdings ist es gemäss Bundesgericht bei komplexen Vorhaben zuweilen unumgänglich, dass der Grundsatzentscheid über die Zulässigkeit eines Vorhabens vor dem Entscheid über weitere Bewilligungen getroffen werden muss, weil es unmöglich ist, alle Gesichtspunkte, die Gegenstand einer Bewilligung bilden, in einem einheitlichen Entscheid zu behandeln. Eine solche Aufteilung kann zulässig sein, sofern die erforderliche materielle und (soweit möglich) formelle Koordination der Entscheide nicht vereitelt wird. Bei Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen empfiehlt auch das BAFU ein stufenweises Vorgehen. Allerdings müsse der Entscheid der zuständigen Behörde über ein Vorhaben die rechtsverbindliche Sicherung der Massnahmen ausdrücklich einschliessen oder zumindest vorbehalten. Mit der massgeblichen Bewilligung für das Vorhaben müsse entschieden werden, welche Massnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG realisiert werden müssten; und ihre Umsetzung müsse im Rahmen der Bauabnahme kontrolliert werden. Zudem müssten langfristige Nutzungseinschränkungen und Unterhaltsmassnahmen (z.B. für Ersatzlebensräume) dauerhaft gesichert werden, z.B. durch den Abschluss öffentlich-rechtlicher oder privatrechtlicher Verträge oder durch raumplanerische Instrumente (zum Ganzen BGer-Urteil 1C_156/2012 vom”
Die Aufnahme eines Standorts in ein kantonales Inventar (z. B. Inventar der Waldstandorte von naturkundlicher Bedeutung) indiziert dessen kantonale Bedeutung. In der Rechtspraxis wird dadurch gezeigt, dass es sich um einen wertvollen Lebensraum mit kantonaler Bedeutung handelt, weshalb ein solcher Standort unter Art. 18 Abs. 1bis NHG fallen kann.
“Im Bereich des Sagentobelbachs befindet sich sodann ein Waldstandort von naturkundlicher Bedeutung. Dabei handle es sich um eine Kombination von Waldgesellschaften. Das stark eingeschnittene Tal weise Hangrutsche auf, ein fast unerschlossener Waldkomplex mit relativ seltenen Standorten und es komme das Alpen-Geissblatt vor (maps.zh.ch > Karte: Waldstandorte von naturkundlicher Bedeutung). Mit der Aufnahme in das Inventar der Waldstandorte von naturkundlicher Bedeutung wird dargetan, dass es sich um einen wertvollen Lebensraum mit kantonaler Bedeutung handelt (Zürcher Umweltpraxis [ZUP] 2000 Nr. 25, S. 53). Als solcher fällt dieser Waldstandort unter Art. 18 Abs. 1bis NHG.”
Ist der geschützte Lebensraum bereits beeinträchtigt oder beseitigt, kann trotz projektbezogener Anpassungen weiterhin eine Ausnahmebewilligung erforderlich sein; Projektanpassungen heben die Bewilligungspflicht nicht automatisch auf.
“Die Parzelle Nr. L.________ weise im gerodeten Zustand ein grosses Potenzial als Reptilienlebensraum auf, unter der Voraussetzung allerdings, dass die stark aufkommenden Neophyten regelmässig bekämpft würden97 Ein technischer Eingriff in einen schützenswerten Lebensraum darf gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV nur bewilligt werden, wenn er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV vorzunehmen. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen.98 Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat die Verursacherin für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für die Wiederherstellung oder ansonsten für geeigneten Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG, Art. 14 Abs. 7 NHV). Die Beseitigung eines Feldgehölzes kann ausnahmsweise bewilligt werden, wenn dessen Fortbestand unter Abwägung der privaten und öffentlichen Interessen der Gesuchstellerin nicht mehr zumutbar ist oder wenn öffentliche Interessen die Beseitigung erfordern (Art. 13 Abs. 1 NSchV99). Feldgehölze sind auch innerhalb der Bauzonen geschützt. Jedoch ist dort das Interesse der Bauherrschaft an einer baulichen Nutzung als gewichtig anzuerkennen.100 Kann eine Ausnahme bewilligt werden, so ist die Gesuchstellerin zu ökologischem Ersatz zu verpflichten (Art. 13 Abs. 2 NSchV). Hier ist das Feldgehölz im Hinblick auf die geplante Bebauung bereits entfernt worden. Das Bauvorhaben der Beschwerdegegnerin erfordert somit in jedem Fall, d.h. auch bei einer Projektanpassung hinsichtlich der Erschliessung, eine entsprechende Ausnahmebewilligung. Dasselbe gilt hinsichtlich des bereits erfolgten Eingriffs in den Lebensraum geschützter Tiere (Reptilien, vgl. Anhang 3 NHV), den das Feldgehölz bot.”
Bei Ersatzmassnahmen ist die Angemessenheit sowohl qualitativ als auch quantitativ zu beurteilen; das Ersatzobjekt muss ähnliche ökologische Funktionen übernehmen können wie das zerstörte Biotop. Ersatzmassnahmen sollen nach Möglichkeit in derselben Gegend erfolgen und müssen sachlich begründet sowie verhältnismässig sein.
“a), la conservation et, pour autant que ce soit judicieux et faisable, le rétablissement de la dynamique naturelle du régime des eaux et du charriage (let. b), la conservation des particularités géomorphologiques des objets (let. c). La différence dans la pesée des intérêts à opérer en application de l’art. 18 al. 1ter LPN et de l’art. 4 al. 2 de l’ordonnance sur les zones alluviales réside dans le fait que cette dernière disposition présuppose un intérêt public prépondérant d’importance nationale (et non pas d’importance locale ou régionale, voire privé ; Fahrländer, art. 18, n. 27 et art. 18a, n. 51). Lorsque le biotope ne peut pas être conservé ou reconstitué, il doit être remplacé adéquatement. Savoir si le remplacement est adéquat s’apprécie en fonction de critères qualitatifs et quantitatifs. L’objet de remplacement doit pouvoir reprendre des fonctions écologiques similaires à l’objet détruit. De plus, les mesures ordonnées doivent être appropriées (sinnvoll) et proportionnelles, de sorte qu’exceptionnellement, les mesures de remplacement au sens de l’art. 18 al. 1ter LPN peuvent être considérées comme adéquates, mêmes si elles ne sont pas équivalentes (cf. arrêt TF 1A.104/2001 du 15 mars 2002 consid. 5.2). 2.4.2. Il n’est pas contesté que la construction litigieuse nécessite une autorisation relevant du droit de la pêche, ceci en vertu de l’art. 8 al. 1 LFSP. Selon cet article, toute intervention sur les eaux, leur régime ou leur cours, ou encore sur les rives ou le fond des eaux est soumise à une autorisation de l’autorité cantonale compétente en matière de pêche (autorisation relevant du droit de la pêche), si elle est de nature à compromettre la pêche. En vertu de l’art. 9 LFSP, les autorités compétentes pour accorder les autorisations relevant du droit de la pêche doivent, compte tenu des conditions naturelles et, le cas échéant, d’autres intérêts, imposer toutes les mesures propres à: a. créer des conditions de vie favorables à la faune aquatique en fixant: le débit minimal en cas de prélèvement d’eau (ch. 1), la forme du profil d’écoulement (ch. 2), la structure du lit et des berges (ch.”
“Dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten ist durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken (Art. 18 Abs. 1 Satz 1 NHG). Besonders zu schützen sind Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (vgl. Art. 18 Abs. 1bis NHG). Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG). Für zerstörte Biotope soll somit, wenn sie sich nicht erhalten oder wiederherstellen lassen, ein möglichst gleichwertiger Ersatz geschaffen werden. Die Gleichwertigkeit beurteilt sich dabei sowohl nach qualitativen als auch nach quantitativen Kriterien, das heisst das Ersatzobjekt muss ähnliche ökologische Funktionen übernehmen können wie das zerstörte Objekt. Die angeordneten Ersatzmassnahmen müssen aber auch sinnvoll und verhältnismässig sein (BGE 140 II 262 E. 9.3; Urteile BGer 1C_401/2020 vom 1. März 2022 E. 7.3 und 1A.104/2001 vom 15. März 2002 E. 5.2) und sollen möglichst in derselben Gegend stattfinden (vgl. Urteile BGer 1C_346/2014 vom 26. Oktober 2016 E. 4.5.2 und 1C_556/2013 vom 21. September 2016 E. 8.3).”
Die Behörde muss in jedem Einzelfall eine umfassende Abwägung vornehmen: alle betroffenen öffentlichen und privaten Interessen sind zu ermitteln, zu beurteilen und in der Entscheidfindung zu berücksichtigen, um festzustellen, ob das Projektinteresse das Schutzgut überwiegt.
“1 LPN prévoit que la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes) ainsi que par d'autres mesures appropriées. La protection visée par les art. 18 à 23 LPN est à la fois quantitative et qualitative. 13. Pour bénéficier de la protection de l'art. 18 LPN, les biotopes doivent respecter certaines conditions. Il y a lieu de protéger tout particulièrement: les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1ter). L'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope, qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée. Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (cf. art. 14 al. 7 OPN; ALEXANDRA GERBER, Protection des biotopes et compensation écologique en territoire urbanisé, DEP 2018 p. 503 ch. 2 et p. 505 s. ch. 4). 14. La notion de biotope au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN se rapporte à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 s. et la jurisprudence citée; arrêt 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1 in RDAF 2016 I 357 et in DEP 2015 724). Hormis les biotopes d'importance nationale définis par l'art. 18a LPN et par les art. 16 et 17 OPN, il peut s'agir également de biotopes d'importance régionale et locale (art. 18b LPN), dont la protection, confiée aux cantons par cette dernière disposition, est une tâche fédérale déléguée par la Confédération (ATF 133 II 220 consid.”
“Wie dargelegt, lässt Art. 18 Abs. 1ter NHG Eingriffe in Schutzobjekte nur zu, wenn sich diese "unter Abwägung aller Interessen" nicht vermeiden lassen (vgl. auch Art. 14 Abs. 6 und Art. 20 Abs. 3 lit. b NHV: "überwiegendes Bedürfnis"). Eine Interessenabwägung schreiben auch Art. 5 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 4. Oktober 1991 über den Wald (WaG; SR 921.0) für die waldrechtliche Ausnahmebewilligung, Art. 12 Abs. 3 EnG für Anlagen zur Nutzung erneuerbarer Energie (vgl. dazu unten E. 13.5) und Art. 3 RPV (SR 700.1) für die Nutzungsplanung im allgemeinen vor. Ob das Interesse an der Realisierung des Projekts im konkreten Fall überwiegt, ist anhand einer umfassenden Abwägung aller betroffenen Interessen zu prüfen. Diese müssen ermittelt, beurteilt und auf Grund der Beurteilung im Entscheid möglichst umfassend berücksichtigt werden (vgl. Art. 3 Abs. 1 lit. a-c RPV und dazu näher unten E. 13). Art. 5 Abs. 2 lit. a WaG und Art. 14 Abs. 6 NHV verlangen zusätzlich, dass die Anlage auf den vorgesehenen Standort angewiesen ist. Dies ist vorliegend zu bejahen (.”
Ersatzmassnahmen müssen möglichst gleichwertig sein. Die Gleichwertigkeit ist sowohl nach qualitativen als auch nach quantitativen Kriterien zu beurteilen. Das Ersatzobjekt muss ähnliche ökologische Funktionen übernehmen können wie der beeinträchtigte Lebensraum; ein Amphibienbiotop ersetzt etwa keinen Gebirgsbach. Als Ersatz kann etwa die Sanierung und ökologische Aufwertung bereits beeinträchtigter Gebirgsbäche in Betracht kommen, soweit dies über die ohnehin gebotene Sanierung hinausgeht.
“Hinzu kommt, dass die Ersatzmassnahmen möglichst gleichwertig sein müssen. Die Gleichwertigkeit beurteilt sich sowohl nach qualitativen als auch nach quantitativen Kriterien (vgl. FAHRLÄNDER, a.a.O., N. 38 zu Art. 18 NHG). Das Ersatzobjekt muss ähnliche ökologische Funktionen übernehmen können wie das zerstörte (Urteile 1C_393/ 2014 vom 3. März 2016 E. 10.6; 1A.82/1999 vom 19. November 1999 E. 4a, in: URP 2000 S. 369). Angemessen sind Massnahmen aus ökologischer Sicht, wenn ihr ökologischer Wert demjenigen des beeinträchtigten Lebensraums ebenbürtig ist und die ökologische Bilanz zumindest unverändert bleibt oder verbessert wird (FAHRLÄNDER, a.a.O., Art. 18 N. 38; BRUNO KÄGI/ANDREAS STALDER/MARKUS THOMMEN, Wiederherstellung und Ersatz im Natur- und Landschaftsschutz, in: BUWAL (Hrsg.), Leitfaden Umwelt Nr. 11, 2002, S. 43 ff.). Vorliegend dient das Amphibienbiotop dem Schutz der Grasfrösche, die bei ihrer Wanderung Opfer des Strassenverkehrs werden (Bericht vom 13. Oktober 2017, S. 1). Es schafft dagegen keinen Ersatzlebensraum für die auf kaltes, rasch fliessendes und dynamisches Wasser spezialisierten Arten im Färdabach. Zwar ist es - wie die Beschwerdegegnerin einwendet - nicht möglich, neue Bergbäche zu schaffen; als Ersatzmassnahme käme aber beispielsweise die Sanierung und ökologische Aufwertung von bereits beeinträchtigten Gebirgsbächen in Betracht, soweit dies über das nach GSchG ohnehin gebotene Mass der Sanierung (z.”
Bei konkreten Projekten können die Behörden technische Schutzmassnahmen verlangen. So wurden z.B. schwarz-weisse Markierungsbälle an Seilen als empfohlene Ersatzmassnahme und damit als «bestmöglicher Schutz» im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG anerkannt (Brückenfall). Ebenso können bauliche Werke, namentlich Wildtierunterführungen, als solche besonderen Massnahmen gelten, wenn sie geeignet sind, einen Wildtierkorridor zu reaktivieren.
“Wie an anderer Stelle ausgeführt (vgl. E. 4 und 12) ist die geplante Brücke standortgebunden und entspricht in ihrer versetzten Lage und in ihrer Ausführung (als Schrägseilbrücke) einem überwiegenden öffentlichen Interesse. Entgegen der Ansicht des Beschwerdeführers steht dem strittigen Projekt daher Art. 18 Abs. 1 und Abs. 1bis NHG nicht entgegen, auch wenn dieses eine gewisse Beeinträchtigung der Vögel und ihres Lebensraums darstellt. Unter Abwägung aller Interessen lässt sich daher die Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch die strittige Brücke in der gewählten Ausführungsart und am gewählten Standort nicht vermeiden. Allerdings hat der Verursacher in diesem Fall gestützt auf Art. 18 Abs. 1ter NHG für den bestmöglichen Schutz der Vögel zu sorgen. Wenn der Beschwerdeführer in diesem Zusammenhang in seiner Replik vom 22. Februar 2023 argumentiert, eine Brücke ohne Pfeiler und Schrägseile (etwa eine Fachwerkbrücke) würde den bestmöglichen Schutz darstellen, so ist ihm zu entgegnen, dass diese Brückenvarianten nach Einschätzung der BVD im Rahmen der Interessenabwägung insgesamt als nachteilhafter beurteilt werden (vgl. E. 12), weshalb bei der hier zu beurteilenden Voraussetzung des «bestmöglichen Schutzes» von der geplanten, und unter Abwägung aller Interessen als vorteilhaftesten Variante der Schrägseilbrücke auszugehen ist. Zum Schutz der Vögel werden gemäss Bericht Naturwerte schwarz-weisse Bälle als Markierungen an den Seilen im Abstand von 2 bis 4 m über der Aare angebracht (Ziff. 6 Bericht Naturwerte). Dies werde von der Vogelwarte Sempach nach aktuellem Stand des Wissens empfohlen. Diese Bälle seien auch bei schlechten Licht- bzw. Sichtverhältnissen z.B. in der Dämmerung oder bei wetterbedingt reduzierter Sicht (Nebel, Regen, Schneefall) besser wahrnehmbar (Ziff.”
“Seile, wie sie auf Baustellen für die temporäre Umlegung von Leitungen zur Anwendung kämen, durchaus effizient und zweckdienlich wären. Der (zusätzliche) Nutzen solcher Bänder neben dem Anbringen der schwarz-weissen Markierungen oder Bälle erschliesst sich der BVD jedoch nicht und war bei der Beurteilung durch die Vogelwarte Sempach auch kein Thema. Das damit verfolgte Ziel der besseren Sichtbarkeit der Spannseile wird mit den vorgeschriebenen Bällen oder Markierungen bereits erreicht. Weitere Massnahmen für eine grösstmögliche Schonung der Vögel sieht das Jagdinspektorat schliesslich ebenfalls nicht. Insgesamt steht damit für die BVD gestützt auf die Facheinschätzungen fest, dass die vorgesehene Ersatzmassnahme Nr. 8 als beste Massnahme und damit als bestmöglicher Schutz für die Vögel bei der geplanten Konstruktionsart als Schrägseilbrücke gilt. Damit ist die Kollisionsgefahr durch die Seile der strittigen Schrägseilbrücke als nach Abwägung aller Interessen (vgl. E. 12) nicht vermeidbare Beeinträchtigung mit den Vorgaben von Art. 18 Abs. 1ter NHG vereinbar. Ebenso wird damit für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung im Sinne von Art. 7 Abs. 4 JSG gesorgt.”
“Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 7 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz [NHV, SR 451.1]). Wird ein Wildtierkorridor durch eine Nationalstrasse unterbrochen oder beeinträchtigt, so kommt der Bau eines Werks, das deren Überwindung ermöglicht und den Korridor reaktiviert, solchen Massnahmen gleich. Derartige Werke - wie z.B. eine Wildtierunterführung - gelten als Bestandteile der Nationalstrasse (vgl. Urteil A-6319/2011 E. 7.2.1) und unterliegen einer Interessenabwägung im Sinne von Art. 5 Abs. 2 NSG (vgl. bereits oben E. 4.5.4). Eine Wildtierunterführung muss tatsächlich geeignet sein, einen Wildtierwechsel zu reaktivieren (vgl. Urteil A-6319/2011 E. 5.2).”
Unvermeidbare technische Eingriffe sind in Verbindung mit der ökologischen Kompensation sowie weiteren Instrumenten des Biotopschutzes zu berücksichtigen.
“Selon l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. Lors de l'application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l'agriculture et de la sylviculture. Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). En vertu de l'art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'art. 14 de l'ordonnance sur la protection de la nature (OPN, RS 451.1) a trait à la protection des biotopes. Il prévoit en particulier que cette protection doit assurer, notamment de concert avec la compensation écologique (art. 15) et les dispositions relatives à la protection des espèces (art. 20), la survie de la flore et de la faune sauvage indigènes (al. 1). Elle est notamment assurée par:”
Das Agroscope‑Gutachten weist—insbesondere wegen sehr niedriger TER‑Werte in mehreren Szenarien und Formulierungen wie „potential risk remains“ oder „no acceptable risk according to applicant“—auf ein verbleibendes potenzielles Risiko für Vögel und Säugetiere hin. Das BLW schliesst eine Gefährdung primär damit aus, dass die Bewilligung die Einhaltung von Auflagen (z. B. vollständiges Einarbeiten bzw. Beseitigen verschütteten Saatguts) voraussetzt.
“Die Beschwerdeführerin macht weiter geltend, mit dem Einsatz des Pflanzenschutzmittels X._______ würden geschützte Vögel und Säugetiere gefährdet. Die Zulassung verletze deshalb Anhang 9, 9CI-2.5.2.1 PSMV, Art. 17 Abs. 5 und Art. 2 PSMV, Art. 18 Abs. 2 NHG, Art. 20 Abs. 1 NHG i. V. m. Art. 20 Abs. 1 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV, SR 451.1) und Anhang 3 NHV sowie Art. 7 Abs. 1 des Jagdgesetzes vom 20. Juni 1986 (JSG, SR 922.0) und sei aufzuheben. Zur Begründung bringt sie im Wesentlichen vor, das Agroscope-Gutachten vom 5. September 2019 zeige in seinem Anhang ein klares Bild: die TER-Werte für Säugetiere und Vögel lägen bei vielen Szenarien bis zu einem Faktor von über 1'000 unter den massgebenden Mindestwerden. In der Tabelle bezeichne Agroscope solche Werte als "trigger." Bei einzelnen Positionen schreibe Agroscope zudem auch "potential risk remains also after further refinements" oder "no acceptable risk according to applicant." Das BLW schliesse eine Gefährdung von Säugetieren und Vögeln nur mit der unsubstantiierten generellen Behauptung aus, dass die Auflagen, wonach das behandelte Saatgut vollständig in den Boden eingearbeitet bzw. das verschüttete Saatgut beseitigt werden müsse, in der Bewilligung eingehalten würden.”
Haben die Kantone keine vorsorgliche Abgrenzung vorgenommen, sind die Existenz und die Lage schutzwürdiger Biotope im Verfahren der Raumplanung oder im Baubewilligungsverfahren durch eine Interessenabwägung zu bestimmen; dies kann dort erstmals erfolgen.
“Le Tribunal cantonal a considéré à tort que la question de la protection de la haie devait être examinée uniquement à l'aune des dispositions de droit cantonal et communal applicables par le renvoi de l'art. 18b LPN. Il y a en effet lieu de prendre en considération les dispositions de droit fédéral qui revêtent une portée propre et qui sont d'application directe (Karin Sidi-Ali, La protection des biotopes en droit suisse - Etude de droit matériel, thèse, 2008, p. 97). L'obligation de protéger les biotopes d'importance régionale et locale découle directement et impérativement du droit fédéral (cf. ATF 139 II 271 consid. 9.2 p. 274; 133 II 220 consid. 2.2 p. 223; 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 s.). Par ailleurs, l'art. 18 al. 1ter LPN n'exige pas que les biotopes dignes de protection soient formellement désignés. Il est en revanche possible de déterminer leur existence et leur emplacement lors de la procédure de planification ou encore au stade de l'autorisation de construire (arrêt 1A.173/2001 du 26 avril 2002 consid. 4.3 in ZBl 2003 166 et DEP 2002 468 et les références citées; SIDI-ALI, op. cit., p. 102; cf. aussi GERBER, op. cit., p. 504 ch. 2).”
“5 OPN (CDAP AC.2019.0366, AC.2019.0367 du 17 septembre 2020 consid. 6d/aa et les références). Si les cantons ne satisfont pas à cette exigence, cela ne signifie pas que la protection voulue par le législateur fédéral ne s'applique pas. Les autorités sont simplement privées de l'instrument de coordination permettant de prévenir les éventuelles atteintes à des biotopes qui n'ont pas été répertoriés ni identifiés comme étant dignes de protection et soumis à la protection du droit fédéral. Dès lors, nonobstant le fait que les cantons n’ont pas délimité de manière anticipée des zones à considérer comme biotopes d’importance régionale ou locale, c’est lors de la procédure de planification ou encore au stade de la procédure d'autorisation de construire que leur existence et leur emplacement doivent être déterminés au moyen d’une pesée des intérêts en jeu. Lorsque la réalisation d’une construction ou d’une installation pourrait porter atteinte à un biotope protégé, la pesée des intérêts prévue à l’art. 18 al. 1ter LPN peut ainsi s’effectuer dans le cadre de la procédure d’autorisation ordinaire (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 et les références citées).”
“5 OPN (AC.2019.0366, AC.2019.0367 du 17 septembre 2020 consid. 6d/aa et les références). Si les cantons ne satisfont pas à cette exigence, cela ne signifie pas que la protection voulue par le législateur fédéral ne s'applique pas. Les autorités sont simplement privées de l'instrument de coordination permettant de prévenir les éventuelles atteintes à des biotopes qui n'ont pas été répertoriés ni identifiés comme étant dignes de protection et soumis à la protection du droit fédéral. Dès lors, nonobstant le fait que les cantons n’ont pas délimité de manière anticipée des zones à considérer comme biotopes d’importance régionale ou locale, c’est lors de la procédure de planification ou encore au stade de la procédure d'autorisation de construire que leur existence et leur emplacement doivent être déterminés au moyen d’une pesée des intérêts en jeu. Lorsque la réalisation d’une construction ou d’une installation pourrait porter atteinte à un biotope protégé, la pesée des intérêts prévue à l’art. 18 al. 1ter LPN peut ainsi s’effectuer dans le cadre de la procédure d’autorisation ordinaire (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 et les références citées).”
In den streitigen Vorbringen und kantonalen Stellungnahmen wurde teilweise geltend gemacht, Art. 18 NHG habe programmatischen Charakter und sei nicht unmittelbar justiziabel; daraus könne allein keine Anordnung zwingender Ersatz- oder Wiederherstellungsmassnahmen abgeleitet werden.
“Selbst wenn die Bäume, was nicht bewiesen sei, krank gewesen seien, hätte eine Baubewilligung daher Ersatzmassnahmen vorgesehen. Zudem komme den im Rahmen der Ortsplanungsrevision vorgesehenen umfassenderen Regelungen bezüglich der Baumfällung eine gewisse Vorwirkung zu. Die Beschwerdeführenden verweisen weiter auf Art. 1d und Art. 18 NHG30, das kantonale Waldgesetz31 sowie Art. 17 Abs. 1 lit. b JSG32. Die «Fällaktion» sei baupolizeilich relevant und die Vorinstanz aufzufordern, das Baupolizeiverfahren weiterzuführen. Die Beschwerdegegnerschaft sei zu verpflichten, neue Bäume analoger Grösse anzupflanzen. Die Beschwerdegegnerschaft macht geltend, bei Art. 6 und Art. 42 GBR handle es sich um Programmartikel. Die Beschwerdeführenden hätten zu Recht nicht geltend gemacht, dass es sich um in einer geltenden Überbauungsordnung bzw. einem Hinweisplan geschützte Bäume handle. Der Hinweis auf ProSpecieRara genüge nicht. Für eine Vorwirkung des neuen Baureglements fehle eine Rechtsgrundlage. Für die allfälligen Baumfällungen sei daher keine Baubewilligung erforderlich gewesen. Art. 1 Bst. d und Art. 18 NHG seien weitgehend programmatische Vorgaben, woraus keine justiziablen Vorgaben abgeleitet werden könnten. Eine Ersatzvornahme scheide daher aus. Im Übrigen könne eine Wiederherstellung nach Ablauf von fünf Jahren in der Regel nicht mehr angeordnet werden. Die Verfolgung und Beurteilung von Art. 17 Abs. 1 lit. b JSG sei Sache der Strafverfolgungsbehörden und ohnehin nicht vom Streitgegenstand erfasst. In ihrer Stellungnahme vom 6. Januar 2023 führt die Stadt Thun aus, mit Erteilung der Baubewilligung vom 9. April 2018 habe sich eine Auseinandersetzung über die Zulässigkeit der Fällung der Bäume erübrigt.”
Die in Anhang 3 OPN aufgeführten Fledermausarten gehören zur geschützten Fauna; die artenschutzrechtlichen Bestimmungen, insbesondere Art. 18 Abs. 1 NHG, finden auf sie Anwendung.
BAFU‑Stellungnahmen haben sich in der Praxis als gewichtige fachbehördliche Entscheidungsgrundlagen erwiesen und wurden in den zitierten Entscheiden vom Gericht hinsichtlich der Beurteilung der ökologischen Bilanzierung und der Ersatzmassnahmen für Eingriffe nach Art. 18 Abs. 1bis NHG übernommen bzw. nicht beanstandet.
“Stufe, Ziff. 19.5, S. 57). Das BAFU als Fachbehörde ist nach wie vor der Ansicht, dass sämtliche Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG beim vorliegenden Projekt erfüllt werden und erklärt sich einverstanden mit der ökologischen Bilanzierung für den Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG sowie den Ersatzmassnahmen (Stellungnahme vom 3. Dezember 2020, S. 3). Es sind keine Gründe ersichtlich, um von dieser Einschätzung abzuweichen. Dieselben Überlegungen des BAFU gelten nach den Planunterlagen auch für die Ausnahmebewilligung nach Art. 20 NHG (vgl. Vorakte A32, m10: Schutz von Sonderarten; vgl. E. 9.1.2).”
“Stufe, Ziff. 19.5, S. 57). Das BAFU als Fachbehörde ist nach wie vor der Ansicht, dass sämtliche Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG beim vorliegenden Projekt erfüllt werden und erklärt sich einverstanden mit der ökologischen Bilanzierung für den Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG sowie den Ersatzmassnahmen (Stellungnahme vom 3. Dezember 2020, S. 3). Es sind keine Gründe ersichtlich, um von dieser Einschätzung abzuweichen. Dieselben Überlegungen des BAFU gelten nach den Planunterlagen auch für die Ausnahmebewilligung nach Art. 20 NHG (vgl. Vorakte A32, m10: Schutz von Sonderarten; vgl. E. 9.1.2).”
Liegen hinreichende Indizien für das Vorhandensein geschützter Arten oder eines Biotops im Sinn von Art. 18 NHG vor, hat die zuständige Behörde vor einer Bewilligung eine Überprüfung des ökologischen Zustands (z. B. eine ökologische Vorprüfung/Studie) zu verlangen, um festzustellen, ob besondere Schutz-, Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen nötig sind.
“Cela étant, l'autorité cantonale spécialisée semble tout de même avoir admis, dans la synthèse CAMAC précitée, que la présence possible d'au moins une espèce protégée, la salamandre, nécessitait une étude quant à la présence de batraciens sur la parcelle et, dans l'affirmative, la prise de mesures d'atténuation des atteintes ou des mesures de compensation. La DGE relevait aussi l'importance de l'arborisation pour la biodiversité. En audience, la présence éventuelle de chiroptères a également été évoquée, compte tenu notamment de l'importante arborisation de la parcelle comportant aussi des vieux arbres favorables à ces mammifères. Le tribunal a ainsi pu constater plusieurs bosquets bien développés, étant aussi rappelé la proximité des parcelles avec le couloir de verdure longeant le cours d'eau à l'est. Au vu de ces circonstances particulières, la manière de procéder de la DGE n'apparaît pas conforme à la loi et à la jurisprudence précitées: s'il existe des indices suffisants pour rendre vraisemblable la présence d'une ou plusieurs espèces protégées, justifiant d'admettre la présence d'un biotope au sens de l'art. 18 LPN, il convient en premier lieu de s'en assurer, avant d'autoriser d'éventuelles mesures de protection ou de compensation. En l'occurrence, vu la surface importante des parcelles litigieuses (plus de 10'000 m2) et leur arborisation conséquente, il ne saurait être contesté qu'une vérification quant à la qualité naturelle du site s'imposait. Il appartenait en conséquence à la DGE d'exiger une étude préalable afin de déterminer si une autorisation cantonale spéciale à cet égard était ou non nécessaire. Cette autorité a certes relevé qu'une vérification de l'état biologique d'une parcelle constructible n'est pas systématique. Les parcelles litigieuses présentent toutefois suffisamment de caractéristiques particulières, par leur végétation importante et leur grande surface notamment, permettant d'exiger une telle vérification dans le cas présent. L'affirmation dans la réponse au recours selon laquelle il n'y aurait pas de biotope est d'ailleurs contredite par le préavis figurant dans la synthèse CAMAC et n'est au demeurant pas étayée.”
Bei der Interessenabwägung nach Art. 18 Abs. 1 NHG sind das Vorkommen national priorisierter Arten sowie das öffentliche Interesse am Erhalt eines bereits realisierten Aufwertungsprojekts (insbesondere erkennbar u. a. am erheblichen Bundesbeitrag) zu berücksichtigen.
“Bei dieser Interessenabwägung ist das öffentliche Interesse am Erhalt des Aufwertungsprojekts «Q.________» miteinzubeziehen. Das öffentliche Interesse an solchen Aufwertungsprojekten ist aufgrund des dramatischen Rückgangs an Feuchtgebieten grundsätzlich sehr gross, wie die ANF in ihrer Stellungnahme vom 6. April 2022 detailliert und nachvollziehbar ausführt. Der grosse Wert des hier strittigen Gebiets als Lebensraum für Flora und Fauna zeigt die Fachstelle u.a. mit folgenden Ausführungen in der erwähnten Stellungnahme in plausibler Weise auf: «Das 2015 realisierte Aufwertungsprojekt ist eingefasst von einem für den Artenschutz wertvollen Waldstück, einem libellenreichen kleinen Fliessgewässer und der zwar begradigten, aber wichtigen Vernetzungsachse, der Urtenen. Es handelte sich aufgrund der vorkommenden gefährdeten und geschützten Arten beim Kiebitzbrutgebiet im Q.________ ganz klar um einen naturschützerisch äusserst wertvollen Lebensraum nach Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz (NHV; SR 451.1). Der Kanton, die Abteilung Naturförderung hat i.S. von Art. 18 Abs. 1 NHG gehandelt, denn gerade in der intensiv genutzten Umgebung vom Q.________ sind der ökologische Ausgleich nach Art. 18b Abs. 2 NHG sowie die seltenen Lebensraumtypen nach Art. 18 Abs. 1bis NHG von sehr grosser Bedeutung. Die potenzielle nationale Bedeutung des Gebiets ergibt sich schliesslich aus mehreren Gründen: Einerseits aus dem Vorkommen der national prioritären Arten wie z.B. der Kiebitz, der Ameisen-Moorbläuling, die Mopsfledermaus oder die Vielfalt der vorkommenden Amphibienarten, weshalb es sich zusätzlich um ein Amphibienlaichgebiet von nationaler Bedeutung (ALG) handeln könnte, andererseits aus dem unbestrittenen Status als Kerngebiet der ökologischen Infrastruktur im Berner Mittelland. Das erklärt auch den grossen finanziellen Beitrag des Bundes an dieses Projekt. Das Bafu hat an den Landerwerb und an die Aufwertungsmassnahmen mehr als 50 Prozent der Gesamtkosten beigetragen. Das Aufwertungsprojekt Q.________ zeigt vorbildlich auf, was besonders im Schweizer Mittelland für den Erhalt der Biodiversität zwingend nötig ist.”
Besonders zu schützende Biotope sind — namentlich nach Art. 18 Abs. 1 NHG — die Ufer, Röhrichte und Riedgebiete sowie Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Gehölze (Bosquets), Trockenwiesen und ähnliche Lebensräume, die für das natürliche Gleichgewicht oder für Biocönosen besondere Bedeutung haben. Können technische Eingriffe an solchen Biotopen, unter Berücksichtigung aller Interessen, nicht vermieden werden, hat der Verursacher geeignete Massnahmen zur bestmöglichen Sicherung, zur Wiederherstellung oder, falls dies nicht möglich ist, zum angemessenen Ersatz zu treffen.
“En vertu de l'art. 78 al. 4 Cst., la Confédération est autorisée à légiférer sur la protection de la faune et de la flore et sur le maintien de leur milieu naturel dans sa diversité. A teneur de l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées (al. 1); il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1 bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1 ter). L'art. 14 al. 6 OPN précise qu'une atteinte d'ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s'impose à l'endroit prévu et qu'elle correspond à un intérêt prépondérant.”
“Selon l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. Lors de l'application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l'agriculture et de la sylviculture. Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). En vertu de l'art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'art. 14 de l'ordonnance sur la protection de la nature (OPN, RS 451.”
“En vertu de l'art. 78 al. 4 Cst., la Confédération est autorisée à légiférer sur la protection de la faune et de la flore et sur le maintien de leur milieu naturel dans sa diversité. L'art. 18 al. 1 LPN dispose que la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. L'art. 18 al. 1bis LPN énumère les biotopes qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement: les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. La notion de biotope se rapporte à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 s. et la jurisprudence citée; arrêt 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1 in RDAF 2016 I 357 et in DEP 2015 724). La législation fédérale contient des prescriptions spéciales pour les biotopes d'importance nationale (cf. art. 18a LPN, art. 16 et 17 OPN); ces dispositions ne sont manifestement pas applicables en l'espèce.”
Je grösser die Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften, desto stärker müssen entgegenstehende Interessen gewichten, damit ein technischer Eingriff gerechtfertigt werden kann. Ein Eingriff ist nur zulässig, wenn er am vorgesehenen Standort zwingend ist und ein überwiegendes Bedürfnis vorliegt.
“E. 5.2.1 mit weiteren Hinweisen; Nina Dajcar, in Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18b N. 13 ff.). Gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV darf ein technischer Eingriff, der ein schützenswertes Biotop beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV erforderlich. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so haben die Verursacherinnen und Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV; BGE 142 II 517 [BGer 1C_526/2015 und 1C_528/2015 vom 12.10.2016], in URP 2017 S. 13 E. 5.5; VGE 2020/224 vom”
“6 der Verordnung vom 16. Januar 1991 über den Natur- und Heimatschutz (NHV; SR 451.1) darf ein technischer Eingriff, der ein schützenswertes Biotop beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV erforderlich. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen (BGE 142 II 517, in URP 2017 S. 26 [BGer 1C_526/2015 und 1C_528/2015 vom 12.10.2016] nicht publ. E. 5.5). Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so haben die Verursacherinnen und Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV).”
“L'art. 18 al. 1ter LPN prévoit que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'alinéa 1ter exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope, qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée. Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (cf. art. 14 al. 7 OPN; ALEXANDRA GERBER, Protection des biotopes et compensation écologique en territoire urbanisé, DEP 2018 p. 503 ch. 2 et p. 505 s. ch. 4). Aux termes de l'art. 14 al. 6 OPN, une atteinte d'ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s'impose à l'endroit prévu et qu'elle correspond à un intérêt prépondérant.”
Art. 18 NHG begründet keinen unmittelbar geltenden, bundesrechtlichen Biotopschutz. Die Kantone bzw. Gemeinden müssen die zu schützenden Biotope im Einzelfall ausweisen; dafür sind die kantonalen Feststellungsverfahren nach Art. 14 Abs. 5 NHV sowie kantonale Inventare und Regelungen praxisrelevant. Bei der Ausscheidung und der Anordnung von Schutzmassnahmen haben die zuständigen Behörden die entgegenstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen.
“Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art. 14 Abs. 5 Natur- und Heimatschutzverordnung NHV sehen die Kantone ein zweckmässiges Feststellungsverfahren vor, mit dem mögli- chen Beeinträchtigungen schützenswerter Biotope sowie Verletzungen der Artenschutzbestimmungen des Artikels 20 vorgebeugt werden kann. Im Kan- ton Zürich wird das Verfahren in den Bestimmungen von §§ 203 PBG und in der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung (KNHV) geregelt. Von Bedeutung sind insbesondere die Inventare (§ 203 Abs. 2 PBG. §§ 4 ff. KNHV). Sowohl bei der Ausscheidung der Biotope als auch bei der Anordnung von Schutzmassnahmen trifft die zuständigen Behörden die Pflicht, die sich ge- genüberstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen (BGE 118 Ib 485, E. 3b). Massnahmen des Natur- und Heimatschutzes müssen im öffentlichen Interesse liegen und verhältnismässig sein (Art.”
“Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art. 14 Abs. 5 Natur- und Heimatschutzverordnung NHV sehen die Kantone ein zweckmässiges Feststellungsverfahren vor, mit dem mögli- chen Beeinträchtigungen schützenswerter Biotope sowie Verletzungen der Artenschutzbestimmungen des Artikels 20 vorgebeugt werden kann. Im Kan- ton Zürich wird das Verfahren in den Bestimmungen von §§ 203 PBG und in der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung (KNHV) geregelt. Von Bedeutung sind insbesondere die Inventare (§ 203 Abs. 2 PBG. §§ 4 ff. KNHV). Sowohl bei der Ausscheidung der Biotope als auch bei der Anordnung von Schutzmassnahmen trifft die zuständigen Behörden die Pflicht, die sich ge- genüberstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen (BGE 118 Ib 485, E. 3b). Massnahmen des Natur- und Heimatschutzes müssen im öffentlichen Interesse liegen und verhältnismässig sein (Art.”
Bei der Abwägung nach Art. 18 Abs. 1ter NHG sind insbesondere das Gewicht des Biotops für geschützte, bedrohte oder seltene Arten, seine Rolle im natürlichen Gleichgewicht und seine Vernetzungsfunktion zu berücksichtigen. Technische Eingriffe, die eine Beeinträchtigung dieser Biotope zur Folge haben, dürfen nur zugelassen werden, wenn sie am vorgesehenen Standort erforderlich sind und ein überwiegendes Interesse vorliegt (vgl. Art. 14 Abs. 6 NHV).
“Aux termes de l’art. 18 al. 1 de la loi fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 1er juillet 1966 (LPN; RS 451), la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. L’art. 18 al. 1bis LPN prévoit qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. Les bosquets font, sur le principe, partie des habitats considérés comme dignes de protection au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, pour peu qu’ils présentent une qualité écologique suffisante (TF 1C_96/2022 rendu le 18 mars 2024 consid 6.3; ATF 133 II 223 consid. 2.3 et les réf. citées). Suivant l’art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 6 de l’ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.1) prévoit qu’une atteinte d’ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s’impose à l’endroit prévu et qu’elle correspond à un intérêt prépondérant. Pour l’évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu’il soit digne de protection selon l’al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let. a); son rôle dans l’équilibre naturel (let. b); son importance pour la connexion des biotopes entre eux (let.”
Die Vernetzung von Biotopen ist für die langfristige Erhaltung einheimischer Arten wesentlich: Verbundene Lebensräume ermöglichen Rekolonisation nach lokalem Aussterben und den genetischen Austausch zwischen Populationen.
“En vertu de l'art. 78 al. 4 Cst., la Confédération légifère sur la protection de la faune et de la flore et sur le maintien de leur milieu naturel dans sa diversité. A teneur de l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées (al. 1). Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). La mesure E22 du Plan directeur cantonal – adaptation 4bis du 20 décembre 2019 (ci-après: le PDCn 4bis) – traite du réseau écologique cantonal (REC). Il y est ainsi indiqué que la notion de réseau écologique est étroitement liée à celle de dynamique des populations et met en exergue l’importance des connexions entre biotopes. En effet, pour assurer la survie à long terme d’une espèce, il est indispensable que ses habitats soient reliés les uns aux autres, de manière à ce qu’une recolonisation puisse se faire après une extinction locale et que les échanges génétiques restent possibles (p.”
Bei Bewilligungen zum Erwerb von land- und forstwirtschaftlichen Liegenschaften kann die zuständige Behörde Auflagen anordnen, etwa die Verpflichtung zur Beibehaltung einer extensiven bzw. ökologisch verträglichen Bewirtschaftung, soweit dies dem Erhalt des Biotops dient. Solche Auflagen dienen der Vereinbarkeit des Biotopschutzes mit schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen.
“Si elle proscrit effectivement une exploitation des terres intensive, elle est certainement compatible avec des cultures extensives (à savoir qui privilégient les ressources de la nature pour favoriser la pousse des fruits, légumes et céréales, sans avoir de contraintes de rendement à court terme) accompagnées, le cas échéant, de mesures spécifiques, comme le relève la Station ornithologique. Au demeurant, les démarches à entreprendre sur les immeubles ici concernés peuvent également être bénéfiques pour l'agriculture, à l'image de la suppression prévue des boisements. Il convient d'ailleurs de rappeler que l'autorité compétente peut assortir l'autorisation d'acquérir de charges (cf. art. 64 al. 2 LDFR). On peut donc imaginer l'octroi d'une autorisation d'acquérir des immeubles accompagnée de l'obligation de conserver une utilisation agricole des terres avec un mode d'exploitation respectueux de l'environnement et compatible avec la conservation du biotope qui s'y trouve (cf. arrêt du 20 octobre 2004 du Tribunal cantonal du canton du Jura, in RJJ 2005 p. 121, spéc. 128). Cette façon de procéder permet de concilier la protection de la nature avec les intérêts de l'agriculture (cf. art. 18 al. 1 LPN).”
Das Bundesrecht definiert den Begriff „Biotop“ nicht präzise. Die Rechtsprechung des Bundesgerichts versteht darunter einen ausreichend grossen bzw. weitläufigen Lebensraum (»un espace vital suffisamment étendu«), auf den Art. 18 Abs. 1ter NHG abzielt. Nur Beeinträchtigungen solcher schutzwürdigen Biotope sind nach Art. 18 Abs. 1ter grundsätzlich zu vermeiden. Bei der Abgrenzung, welche Lebensräume schutzwürdig sind, kommt den Kantonen eine grosse Beurteilungsmarge zu.
“Le droit fédéral ne définit pas précisément la notion de biotope. Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb; 116 Ib 203 consid. 4b). L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit par ailleurs que seules les atteintes aux "biotopes dignes de protection" doivent en principe être évitées. Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 133 II 220 consid. 2.3; 121 II 161 consid. 2b/bb). Selon l'art. 14 al. 3 OPN, les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b. des espèces de la flore et de la faune protégées en vertu de l’art. 20; c. des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d. des espèces végétales et animales rares et menacées, énumérées dans les Listes rouges publiées ou reconnues par l’OFEV; e. d’autres critères, tels que les exigences des espèces migratrices ou la connexion des sites fréquentés par les espèces.”
“1bis Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. 1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. (...)" Le droit fédéral ne définit pas précisément la notion de biotope. Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé et des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163; 116 Ib 203 consid. 4b p. 209). L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit par ailleurs que seules les atteintes aux "biotopes dignes de protection" doivent en principe être évitées. Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 133 II 220 consid. 2.3 p. 223; 121 II 161 consid. 2b/bb). Selon l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance du Conseil fédéral du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature et du paysage (OPN, RS 451.1) les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b. des espèces de la flore et de la faune protégées en vertu de l’art. 20; c. des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d. des espèces végétales et animales rares et menacées, énumérées dans les Listes rouges publiées ou reconnues par l’OFEV; e.”
“1bis Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. 1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. (...)" Le droit fédéral ne définit pas précisément la notion de biotope. Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163; 116 Ib 203 consid. 4b p. 209). L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit par ailleurs que seules les atteintes aux "biotopes dignes de protection" doivent en principe être évitées (Tribunal administratif AC.2005.0260 du 18 décembre 2006 consid. 5b). Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 133 II 220 consid. 2.3 p. 223; 121 II 161 consid. 2b/bb). Selon l'art. 14 al. 3 OPN, les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b. des espèces de la flore et de la faune protégées en vertu de l’art. 20; c. des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d. des espèces végétales et animales rares et menacées, énumérées dans les Listes rouges publiées ou reconnues par l’OFEV; e.”
“1bis Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. 1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. [...]" Le droit fédéral ne définit pas précisément la notion de biotope. Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163; 116 Ib 203 consid. 4b p. 209). L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit par ailleurs que seules les atteintes aux "biotopes dignes de protection" doivent en principe être évitées (Tribunal administratif, arrêt AC.2005.0260 du 18 décembre 2006 consid. 5b). Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas - comme il le fait pour les forêts - la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 133 II 220 consid. 2.3 p. 223; 121 II 161 consid. 2b/bb). Selon l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance fédérale du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature et du paysage (OPN; RS 451.1), les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b. des espèces de la flore et de la faune protégées en vertu de l’art. 20; c. des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d.”
Das Vorhandensein von in Art. 20 NHV genannten Arten oder von Arten, die in von der Behörde anerkannten Roten Listen aufgeführt sind, kann die Schutzwürdigkeit eines Lebensraums als schützenswertes Biotop im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis NHG begründen, auch unabhängig davon, ob der Lebensraum dem Beschrieb in Anhang 1 der OPN entspricht.
“L'intimée 1 relate que, selon ce spécialiste, il ne s'agit pas d'un hibou chantant à proximité de son site de nidification, le chant perçu n'étant pas celui de jeunes hiboux réclamant de la nourriture et l'absence de parois rocheuses dans la région étant notamment défavorable à une telle nidification. Ce spécialiste aurait aussi retenu que ce hibou ne pouvait pas avoir fait son nid à distance (soit à plus de 500 m), puisque, selon un rapport commandé à la station ornithologique suisse, aucun hibou grand-duc n'a été recensé dans un périmètre de 3 km autour des éoliennes projetées. Le spécialiste aurait du reste confirmé ce constat après avoir recherché lui-même des sites potentiels de nidification dans ce secteur. L'ornithologue a donc conclu que le hibou grand-duc entendu par les recourants était seulement en quête d'un territoire, si bien que sa présence près de la turbine T5 avait un caractère occasionnel. Partant, l'intimée 1 a conclu que le risque d'une atteinte à cette espèce doit être qualifié de négligeable. 12.4 12.4.1 Dans le contexte de la prévention de la disparition des espèces animales indigènes par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (art. 18 al. 1 LPN et c. 11.2 in initio), l'art. 18 al. 1bis LPN énumère les biotopes qu'il y a lieu de protéger, en particulier les milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou qui présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. La notion de biotope se rapporte, dans ce contexte, à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 c. 2b/bb, 116 Ib 203 c. 4b; TF 1C_739/2013 du 17 juin 2015 c. 5.1). La désignation des biotopes dignes de protection se fait essentiellement à l'aide de la liste des espèces animales et végétales protégées en vertu de l'art. 20 LPN ou énumérées dans les listes rouges publiées ou reconnues par l'OFEV (TF 1A.13/2005 du 24 juin 2005 c. 5.1). La fonction première de ces listes est d’indiquer l’urgence des mesures à prendre pour sauvegarder une espèce. En vertu de l’art. 14 al. 3 let. d OPN, celles-ci acquièrent la même portée que l’annexe 1 de l’OPN pour la délimitation des biotopes. Il s'ensuit que le fait de répertorier des espèces mentionnées sur les listes rouges ou la liste des espèces prioritaires au niveau national, dans un milieu, peut justifier la protection de celui-ci en tant que biotope, indépendamment du fait qu’il corresponde au descriptif donné à l’annexe 1 de l’OPN (A.”
Im Rahmen von Art. 18 Abs. 1 NHG ist in Baubewilligungsverfahren grundsätzlich eine Abklärung und eine umfassende Interessenabwägung hinsichtlich möglicher Naturschutzobjekte auch auf Privatgrundstücken geboten. Die Kantone sorgen für den Schutz und Unterhalt von Biotopen regionaler und lokaler Bedeutung, sodass Gemeinden/Kantone mögliche Naturschutzobjekte erkennen und in die Beurteilung einbeziehen müssen.
“1 Der Rekurrent stellt den prozessualen Antrag, dass ein Gutachten zur Schutzwürdigkeit der auf dem Grundstück Kat. - Nr. 1 befindlichen Naturschutzobjekte einzuholen sei. Zur Begründung führt er aus, es bestünden genügend Hinweise dafür, dass sich auf den Grundstücken Kat. - Nrn. 2 und 1 Schutzobjekte befinden würden. Er verweist dabei auf die in seinem Auftrag erstattete «Situationsanalyse » von B. vom 2. Juni 2022. B. komme zum Schluss, dass der Garten als Lebensraum vermutlich schutzwürdig im Sinne von Art. 18 Abs. 1 bis des Bundesgesetzes über den Natur - und Heimatschutz (NHG) sei. Es sei eine umfassende Interessenabwägung bei der Schonung und Erhaltung von Schutzobjekten verlangt, und zwar auch bei Baubewilligungsverfahren auf Privatgrundstücken ohne entsprechende Inven tareinträge. Der Gemeinderat sei in dieser Frage jedoch völlig untätig geblieben, obwohl sich derartige Abklärungen aufgrund der Lage, Grösse und Beschaffenheit des Grundstücks geradezu aufgedrängt hätten. (…) 3.4.1 Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimischer Tier - und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Besonders zu schützen sind dabei Uferber eiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). § 13 der Kantonalen Natur - und Heimatschutzverordnung (KNHV) bezeichnet Lebensräume für seltene oder bedrohte Tier - und Pflanzenarten oder - gesellschaften, namentlich Feuchtgebiete, Ufervegetationen, Trockenstandorte, Magerwiesen, wertvolle Bäume und Baumbestände, Hecken, Feldgehölze, Öd - und Waldflächen, ferner Gebäude oder Gebäudeteile, wenn sie als Lebensraum für geschützte Tiere bedeutsam sind, als Naturschutzobjekte.”
Sind aufgrund konkreter Anhaltspunkte (z. B. grosse Fläche, ausgeprägte Arborisation, Nähe zu Grünzügen) hinreichende Indizien für das Vorhandensein geschützter Arten oder eines Biotops ersichtlich, ist vor Erteilung einer Bewilligung zunächst der tatsächliche Zustand durch eine ökologische Bestandesaufnahme bzw. Studie zu klären. Erst danach können allenfalls erforderliche Schutz-, Minderungs- oder Kompensationsmassnahmen sowie die Frage einer kantonalen Spezialbewilligung geprüft werden.
“Cela étant, l'autorité cantonale spécialisée semble tout de même avoir admis, dans la synthèse CAMAC précitée, que la présence possible d'au moins une espèce protégée, la salamandre, nécessitait une étude quant à la présence de batraciens sur la parcelle et, dans l'affirmative, la prise de mesures d'atténuation des atteintes ou des mesures de compensation. La DGE relevait aussi l'importance de l'arborisation pour la biodiversité. En audience, la présence éventuelle de chiroptères a également été évoquée, compte tenu notamment de l'importante arborisation de la parcelle comportant aussi des vieux arbres favorables à ces mammifères. Le tribunal a ainsi pu constater plusieurs bosquets bien développés, étant aussi rappelé la proximité des parcelles avec le couloir de verdure longeant le cours d'eau à l'est. Au vu de ces circonstances particulières, la manière de procéder de la DGE n'apparaît pas conforme à la loi et à la jurisprudence précitées: s'il existe des indices suffisants pour rendre vraisemblable la présence d'une ou plusieurs espèces protégées, justifiant d'admettre la présence d'un biotope au sens de l'art. 18 LPN, il convient en premier lieu de s'en assurer, avant d'autoriser d'éventuelles mesures de protection ou de compensation. En l'occurrence, vu la surface importante des parcelles litigieuses (plus de 10'000 m2) et leur arborisation conséquente, il ne saurait être contesté qu'une vérification quant à la qualité naturelle du site s'imposait. Il appartenait en conséquence à la DGE d'exiger une étude préalable afin de déterminer si une autorisation cantonale spéciale à cet égard était ou non nécessaire. Cette autorité a certes relevé qu'une vérification de l'état biologique d'une parcelle constructible n'est pas systématique. Les parcelles litigieuses présentent toutefois suffisamment de caractéristiques particulières, par leur végétation importante et leur grande surface notamment, permettant d'exiger une telle vérification dans le cas présent. L'affirmation dans la réponse au recours selon laquelle il n'y aurait pas de biotope est d'ailleurs contredite par le préavis figurant dans la synthèse CAMAC et n'est au demeurant pas étayée.”
Im Sinne von Art. 18 gelten als schutzwürdig insbesondere Biotope mit einem "ausreichend erstreckten" Lebensraum; die Festlegung der Schutzwürdigkeit erfolgt nach den in Verordnung und Praxis genannten Kriterien (z. B. Listen der schutzwürdigen Lebensräume, geschützte Arten, Rote Listen, Verbindungs‑/Konnektivitätskriterien).
“1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. (…)" Selon l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance fédérale du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature (OPN; RS 451.1), les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b. des espèces de la flore et de la faune protégées en vertu de l’art. 20; c. des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d. des espèces végétales et animales rares et menacées, énumérées dans les Listes rouges publiées ou reconnues par l’OFEV; e. d’autres critères, tels que les exigences des espèces migratrices ou la connexion des sites fréquentés par les espèces." Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte en effet à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2a/bb; 116 Ib 203 consid. 4b). Dans l'ATF 116 Ib 203 (consid. 4b), le Tribunal fédéral a ainsi relevé que si, de manière générale, un biotope peut être de dimensions très petites comme la surface inférieure d'une pierre ou une flaque d'eau, il ne s'agit toutefois pas d'un biotope au sens de l'art. 18 LPN vu la référence à un "espace vital suffisamment étendu". La LPN distingue les biotopes d’importance nationale (art. 18a LPN) et les biotopes d’importance régionale et locale (art. 18b LPN). Le Conseil fédéral désigne les biotopes d’importance nationale après avoir pris l’avis des cantons (art. 18a al. 1 LPN). Selon l’art. 18a al. 2 LPN, les cantons règlent la protection et l’entretien de ces biotopes.”
“La protection des biotopes est régie par diverses normes du droit fédéral. Dans la LPN, les art. 18 ss règlent la protection de la faune et de la flore du pays. Les trois premiers alinéas de l'art. 18 LPN, qui expriment les principes de base en matière de protection des espèces animales et végétales, ont la teneur suivante: "1 La disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. Lors de l’application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture. 1bis Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. 1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat".”
Art. 18 Abs. 1bis NHG umfasst ausdrücklich auch Standorte, die für die Mobilitätsansprüche von Arten oder deren Vernetzung von Bedeutung sind; dazu gehören etwa Wildtierkorridore.
“und die Landschaft zu schonen sind; insbesondere sollen naturnahe Landschaften und Erholungsräume erhalten bleiben (Art. 3 Abs. 2 lit. d RPG). Art. 18 Abs. 1bis NHG verlangt den besonderen Schutz von Standorten, die besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen oder eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen, und nennt verschiedene Beispiele, wie etwa Uferbereiche, Hecken, Feldgehölze oder Trockenwiesen. Die gesetzlichen Kriterien werden in Art. 14 Abs. 3 NHV konkretisiert: Zu den schützenswerten Lebensräumen (Biotopen) zählen einerseits die in Anhang 1 zur NHV aufgeführten Lebensraumtypen, andererseits alle Standorte, an denen geschützte oder gefährdete und seltene Pflanzen- und Tierarten vorkommen bzw. aufgrund der besonders günstigen Voraussetzungen vermutet werden. Hinzu kommen Standorte, die für die Mobilitätsansprüche der Arten oder ihre Vernetzung wichtig sind, wie z.B. Wildtierkorridore (vgl. Gerber, a.a.O., S. 5).”
“Das öffentliche Interesse an solchen Aufwertungsprojekten ist aufgrund des dramatischen Rückgangs an Feuchtgebieten grundsätzlich sehr gross, wie die ANF in ihrer Stellungnahme vom 6. April 2022 detailliert und nachvollziehbar ausführt. Der grosse Wert des hier strittigen Gebiets als Lebensraum für Flora und Fauna zeigt die Fachstelle u.a. mit folgenden Ausführungen in der erwähnten Stellungnahme in plausibler Weise auf: «Das 2015 realisierte Aufwertungsprojekt ist eingefasst von einem für den Artenschutz wertvollen Waldstück, einem libellenreichen kleinen Fliessgewässer und der zwar begradigten, aber wichtigen Vernetzungsachse, der Urtenen. Es handelte sich aufgrund der vorkommenden gefährdeten und geschützten Arten beim Kiebitzbrutgebiet im Q.________ ganz klar um einen naturschützerisch äusserst wertvollen Lebensraum nach Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz (NHV; SR 451.1). Der Kanton, die Abteilung Naturförderung hat i.S. von Art. 18 Abs. 1 NHG gehandelt, denn gerade in der intensiv genutzten Umgebung vom Q.________ sind der ökologische Ausgleich nach Art. 18b Abs. 2 NHG sowie die seltenen Lebensraumtypen nach Art. 18 Abs. 1bis NHG von sehr grosser Bedeutung. Die potenzielle nationale Bedeutung des Gebiets ergibt sich schliesslich aus mehreren Gründen: Einerseits aus dem Vorkommen der national prioritären Arten wie z.B. der Kiebitz, der Ameisen-Moorbläuling, die Mopsfledermaus oder die Vielfalt der vorkommenden Amphibienarten, weshalb es sich zusätzlich um ein Amphibienlaichgebiet von nationaler Bedeutung (ALG) handeln könnte, andererseits aus dem unbestrittenen Status als Kerngebiet der ökologischen Infrastruktur im Berner Mittelland. Das erklärt auch den grossen finanziellen Beitrag des Bundes an dieses Projekt. Das Bafu hat an den Landerwerb und an die Aufwertungsmassnahmen mehr als 50 Prozent der Gesamtkosten beigetragen. Das Aufwertungsprojekt Q.________ zeigt vorbildlich auf, was besonders im Schweizer Mittelland für den Erhalt der Biodiversität zwingend nötig ist. […] Das Potential für eine Aufwertung und Wiederherstellung eines Feuchtgebiets ist deshalb in diesem Gebiet besonders hoch. Nicht zuletzt wegen der oben genannten vorkommenden «Relikt-Arten», aber auch, weil die geologisch mosaikartige Bodenbeschaffenheit (sandig, lehmig, organisch, usw.”
Hecken und Feldgehölze stehen sowohl unter dem Schutz von Art. 18 Abs. 1bis NHG als auch unter dem kantonalen Naturschutzrecht (Art. 27 ff. NSchG) und sind grundsätzlich in ihrem Bestand zu erhalten. Nach Art. 27 ff. NSchG hat der Gesetzgeber einen generellen Schutz geschaffen, der unmittelbar anwendbar ist.
“Die Beschwerdeführenden weisen hinsichtlich der auf dem Baugrundstück gefällten Bäume darauf hin, die meisten seien als Feldgehölze und Hecken unter dem Schutz von Art. 18 Abs. 1bis des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) gestanden (Beschwerde Ziff. 1.4). – Soweit die Beschwerdeführenden mit ihrem Vorbringen eine Verletzung von Naturschutzbestimmungen geltend machen wollen, ergibt sich Folgendes: Hecken und Feldgehölze sind sowohl nach Art. 18 Abs. 1bis NHG als auch nach Art. 27 f. des Naturschutzgesetzes vom 15. September 1992 (NSchG; BSG 426.11) geschützt und grundsätzlich in ihrem Bestand zu erhalten. Mit Art. 27 f. NSchG hat der Gesetzgeber einen generellen Schutz der Hecken und Feldgehölze geschaffen, der unmittelbar anwendbar ist (vgl. BVR 2002 S. 400 E. 2, insb. E. 2c/cc am Ende sowie E. 2c/dd; Peter M. Keller, Umwelt- und Energierecht, in Müller/Feller [Hrsg.], Bernisches Verwaltungsrecht, 3. Aufl. 2021, S. 647 ff., 668 N. 47 f.). Gemäss Art. 28 NSchG gelten als Hecken bzw. Feldgehölze linienförmige bzw. flächige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen. Die Beschwerdeführenden beziehen sich auf die «prächtigen, voll ausgewachsenen Bäume» und erwähnen keine Sträucher. Solche sind auch auf den ins Recht gelegten Fotografien des Baugrundstücks nicht zu sehen (Stand Mai 2017; BB 10). Zwar stehen die Bäume teilweise nahe beieinander; der Unterbewuchs ist aber wiesenartig und Sträucher dürften – wenn überhaupt – nur vereinzelt vorhanden sein.”
Bei der Beurteilung, ob ein Standort gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG biotopswürdig ist, kommt der örtlichen Begutachtung (Ortstermin/Inspektion) zentrale Bedeutung zu. Liegt die Fläche innerhalb eines TIBP, rechtfertigt dies eine fallbezogene vertiefte Prüfung; insbesondere sollten konkrete Abklärungen zur Präsenz von Arten der Roten Liste oder sonstigen national prioritären Arten durchgeführt werden, bevor ein Biotopschutz ausgeschlossen wird.
“En l’espèce, il n’est pas contesté que l’on se trouve en présence d’un bosquet qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, soit d'un biotope digne de protection. En effet, le groupement boisé dont l’enlèvement est rendu nécessaire par la construction litigieuse est constitué de plusieurs strates d’essences indigènes (herbacées, buissonnantes, arborées) qui datent de plusieurs années. Des structures annexes présentes sur les lieux renforcent la valeur écologique du bosquet, comme la présence de souches ou de bois mort. Pour évaluer le biotope, l’autorité cantonale s’est fondée, notamment, sur les constatations qu’elle a faites lors d’une inspection locale, le 30 janvier”
“DGTL-VD, Fiche d'application - REC-VD, Comment prendre en considération le réseau écologique cantonal dans un projet de planification, février 2020). Le fait que la parcelle fasse partie d'un TIBP n'implique ainsi pas en soi qu'il s'agisse d'un biotope digne de protection. Cela indique cependant que cette surface fait partie d'un ensemble d'éléments naturels ou semi-naturels permettant à la biodiversité d'évoluer dans un espace garantissant la survie des populations, si bien qu'il convient, dans le cadre de projets à incidence spatiale, d'examiner au cas par cas la nécessité d'une protection. A l'implantation au sein d'un TIBP s'ajoute, comme l'avait du reste souligné la DGE/BIODI devant le Tribunal cantonal (cf. déterminations du 2 juillet 2022), que l'arborisation concernée constitue une haie, voire, selon l'OFEV, un bosquet champêtre (cf. observations du 20 mai 2021). Or, les haies et bosquets font, sur le principe, partie des habitats considérés comme dignes de protection au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, pour peu qu'ils présentent une qualité écologique suffisante (cf. ATF 133 II 223 consid. 2.3 et les références). Ces différents éléments auraient dû conduire les autorités cantonales à procéder à une analyse circonstanciée des valeurs naturelles sur la parcelle n o 238, en se penchant notamment - comme le suggère l'OFEV - sur la présence d'espèces de la liste rouge ou encore prioritaires au niveau national, avant d'exclure la présence d'un biotope digne de protection (cf. arrêt attaqué consid. 4b). Une telle analyse ne ressort cependant pas des prises de positions successives de la DGE/BIODI.”
Bei Planungs- und Bewilligungsverfahren ist der Erhalt der in Art. 18 Abs. 1bis NHG genannten Standorte zu berücksichtigen. Die Wahl eines Standorts ist gegenüber verfügbaren Alternativen objektiv zu begründen; dabei sind insbesondere ökologische Funktionen der Lebensgemeinschaften und die Grösse der betroffenen Biotope zu prüfen.
“Dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten ist durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken (Art. 18 Abs. 1 Satz 1 NHG). Besonders zu schützen sind gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG diejenigen Standorte, die besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (vgl. dazu das Urteil des BGer 1C_315/2015 vom 24. August 2016 E. 5.4, nicht publ. in: BGE 142 II 509). Der Bundesrat hat sodann von seiner Kompetenz gemäss Art. 20 NHG Gebrauch gemacht und in Art. 20 NHV die geeigneten Massnahmen zur Erhaltung seltener Pflanzen und gefährdeter oder schützenswerter Tierarten bezeichnet.”
“Es müssen objektiv überwiegende Gründe für den vorgesehenen Standort im Vergleich zu anderen Standorten innerhalb des Baugebiets vorliegen. 4.5 Der Wald soll als naturnahe Lebensgemeinschaft geschützt werden (Art. 1 Abs. 1 lit. b WaG). Bei dem damit geregelten Zweck des Walds als naturnahe Lebensgemeinschaft geht es um ökologische Aspekte des Walds (vgl. Roland Norer, Kommentar Waldgesetz, Art. 1 N. 19 f.). Gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. c WaG soll der Wald namentlich seine Schutz-, Wohlfahrts- und Nutzfunktion erfüllen. Zur Wohlfahrtsfunktion des Walds gehört nicht nur seine Funktion als Erholungsraum für die Menschen, sondern auch diejenige als Lebensraum für Fauna und Flora (vgl. BGE 124 II 85 E. 3d/bb). Insoweit überschneiden sich die Waldfunktionen gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. b und lit. c WaG (vgl. Norer, Art. 1 N. 32). Nach Art. 18 Abs. 1 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Art. 18 Abs. 1bis NHG enthält eine Umschreibung, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Technische Eingriffe in Biotope sind nach Art. 18 Abs. 1ter NHG zu gestatten, wenn sie sich unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen; diesfalls hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen. Auch Art. 1 Abs. 1 lit. a des Bundesgesetzes über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel (JSG; SR 922.0) sieht vor, dass die Artenvielfalt und die Lebensräume der einheimischen und ziehenden wildlebenden Säugetiere und Vögel erhalten bleiben sollen. Die Kantone haben für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung zu sorgen (Art. 7 Abs. 4 JSG). Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV; SR 451.1) enthält Kriterien und Indikatoren zur Bezeichnung und Bewertung schutzwürdiger Biotope. Art. 14 Abs. 6 NHV verlangt für die Zulässigkeit eines technischen Eingriffs in ein schützenswertes Biotop, dass er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht.”
Lehre und Rechtsprechung bestätigen, dass die in Art. 18 Abs. 1ter NHG geregelte Pflicht des Verursachers zur Ergreifung besonderer Massnahmen einschlägig ist, wenn technische Eingriffe in schutzwürdige Lebensräume nach Abwägung aller Interessen nicht vermeidbar sind.
“Bei dem damit geregelten Zweck des Walds als naturnahe Lebensgemeinschaft geht es um ökologische Aspekte des Walds (vgl. Roland Norer, Kommentar Waldgesetz, Art. 1 N. 19 f.). Gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. c WaG soll der Wald namentlich seine Schutz-, Wohlfahrts- und Nutzfunktion erfüllen. Zur Wohlfahrtsfunktion des Walds gehört nicht nur seine Funktion als Erholungsraum für die Menschen, sondern auch diejenige als Lebensraum für Fauna und Flora (vgl. BGE 124 II 85 E. 3d/bb). Insoweit überschneiden sich die Waldfunktionen gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. b und lit. c WaG (vgl. Norer, Art. 1 N. 32). Nach Art. 18 Abs. 1 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Art. 18 Abs. 1bis NHG enthält eine Umschreibung, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Technische Eingriffe in Biotope sind nach Art. 18 Abs. 1ter NHG zu gestatten, wenn sie sich unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen; diesfalls hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen. Auch Art. 1 Abs. 1 lit. a des Bundesgesetzes über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel (JSG; SR 922.0) sieht vor, dass die Artenvielfalt und die Lebensräume der einheimischen und ziehenden wildlebenden Säugetiere und Vögel erhalten bleiben sollen. Die Kantone haben für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung zu sorgen (Art. 7 Abs. 4 JSG). Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV; SR 451.1) enthält Kriterien und Indikatoren zur Bezeichnung und Bewertung schutzwürdiger Biotope. Art. 14 Abs. 6 NHV verlangt für die Zulässigkeit eines technischen Eingriffs in ein schützenswertes Biotop, dass er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht.”
“6 der Verordnung vom 16. Januar 1991 über den Natur- und Heimatschutz (NHV; SR 451.1) darf ein technischer Eingriff, der ein schützenswertes Biotop beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV erforderlich. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen (BGE 142 II 517, in URP 2017 S. 26 [BGer 1C_526/2015 und 1C_528/2015 vom 12.10.2016] nicht publ. E. 5.5). Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so haben die Verursacherinnen und Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV).”
“L’art. 18 al. 1 de la loi fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 1er juillet 1966 (LPN; RS 451) dispose que "la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées". Selon l’art. 18 al. 1bis LPN, il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. La LPN distingue les biotopes d’importance nationale régis par l’art. 18a LPN et les biotopes d’importance régionale et locale régis par l’art. 18b LPN. Selon l’art. 18b al. 1 LPN, les cantons doivent veiller à la protection et à l’entretien des biotopes d’importance régionale et locale. L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 1 OPN prévoit que la protection des biotopes doit assurer, notamment de concert avec la compensation écologique (art. 15) et les dispositions relatives à la protection des espèces (art. 20), la survie de la flore et de la faune sauvage indigène. Selon l’art. 14 al. 2 OPN, la protection des biotopes est notamment assurée par des mesures visant à sauvegarder et, si nécessaire, à reconstituer leurs particularités et leur diversité biologique (let. a), par un entretien, des soins et une surveillance assurant à long terme l’objectif de la protection (let.”
“Selon l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. Lors de l'application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l'agriculture et de la sylviculture. Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). En vertu de l'art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'art. 14 de l'ordonnance sur la protection de la nature (OPN, RS 451.1) a trait à la protection des biotopes. Il prévoit en particulier que cette protection doit assurer, notamment de concert avec la compensation écologique (art. 15) et les dispositions relatives à la protection des espèces (art. 20), la survie de la flore et de la faune sauvage indigènes (al. 1). Elle est notamment assurée par:”
Das Bundesrecht definiert den Begriff «Biotop» nicht präzise. Nach der Rechtsprechung bezieht sich die bundesrechtliche Schutzpflicht auf ein «ausreichend grosses» bzw. «espace vital suffisamment étendu» und nicht auf jede kleinräumige biotische Fläche. Für die Abgrenzung, insbesondere der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung, haben die Kantone eine bedeutende Beurteilungsmarge.
“Le droit fédéral ne définit pas précisément la notion de biotope. Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb; 116 Ib 203 consid. 4b). L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit par ailleurs que seules les atteintes aux "biotopes dignes de protection" doivent en principe être évitées. Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 133 II 220 consid. 2.3; 121 II 161 consid. 2b/bb). Selon l'art. 14 al. 3 OPN, les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b.”
“18 de la loi fédérale du 1er juillet 1966 sur la protection de la nature et du paysage (LPN; RS 451) prévoit notamment ce qui suit: "Protection d'espèces animales et végétales 1 La disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. Lors de l’application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture. 1bis Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. 1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. (...)" Le droit fédéral ne définit pas précisément la notion de biotope. Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé et des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163; 116 Ib 203 consid. 4b p. 209). L’art. 18 al. 1ter LPN prévoit par ailleurs que seules les atteintes aux "biotopes dignes de protection" doivent en principe être évitées. Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 133 II 220 consid. 2.3 p. 223; 121 II 161 consid. 2b/bb). Selon l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance du Conseil fédéral du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature et du paysage (OPN, RS 451.1) les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a.”
“des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d. des espèces végétales et animales rares et menacées, énumérées dans les Listes rouges publiées ou reconnues par l’OFEV; e. d’autres critères, tels que les exigences des espèces migratrices ou la connexion des sites fréquentés par les espèces." Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte en effet à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2a/bb; 116 Ib 203 consid. 4b). Dans l'ATF 116 Ib 203 (consid. 4b), le Tribunal fédéral a ainsi relevé que si, de manière générale, un biotope peut être de dimensions très petites comme la surface inférieure d'une pierre ou une flaque d'eau, il ne s'agit toutefois pas d'un biotope au sens de l'art. 18 LPN vu la référence à un "espace vital suffisamment étendu". La LPN distingue les biotopes d’importance nationale (art. 18a LPN) et les biotopes d’importance régionale et locale (art. 18b LPN). Le Conseil fédéral désigne les biotopes d’importance nationale après avoir pris l’avis des cantons (art. 18a al. 1 LPN). Selon l’art. 18a al. 2 LPN, les cantons règlent la protection et l’entretien de ces biotopes. Ils prennent à temps les mesures appropriées et veillent à leur exécution. L'art. 18b al. 1 LPN charge les cantons de veiller également à la protection et à l’entretien des biotopes d’importance régionale et locale. Selon le Tribunal fédéral, s'agissant des biotopes d'importance régionale et locales cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (ATF 121 II 161 consid. 2a/bb; 118 Ib 485 consid.”
Soweit Art. 18 Abs. 1bis NHG Hecken und andere spezielle Biotoptypen als besonders zu schützende Standorte nennt, gilt der gesetzliche Bestandesschutz für solche Biotope kraft Gesetzes. Ist der Tatbestand einer Hecke im Sinn der einschlägigen Bestimmungen erfüllt, greift der Bestandesschutz unabhängig davon, ob die Hecke in einem Inventar oder Schutzplan verzeichnet ist.
“Allerdings ist der förmlich gestellte Hauptantrag, der Entscheid der Bau- und Verkehrsdirektion des Kantons Bern vom 22. Juni 2022 sowie der Bauentscheid der EG Hilterfingen vom 27. Oktober 2021 seien von Amtes wegen in Anwendung von Art. 40 VRPG zu kassieren, rechtlich insofern belanglos, als die Kassation nach Art. 40 Abs. 2 VRPG unabhängig von entsprechenden Parteibegehren erfolgt. Ob ein Kassationsgrund vorliegt, prüft das Verwaltungsgericht mithin von Amtes wegen (BVR 2013 S. 536 E. 1.1; Michel Daum, in Herzog/Daum [Hrsg.], Kommentar zum bernischen VRPG, 2. Aufl. 2020, Art. 40 N. 4; vgl. hinten E. 4.6). 1.2 Das Verwaltungsgericht überprüft den angefochtenen Entscheid auf Rechtsverletzungen hin (Art. 80 Bst. a und b VRPG). 2. 2.1 Das Bundesrecht bestimmt in Art. 18 Abs. 1 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451), dass dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten namentlich durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) entgegenzuwirken ist. Art. 18 Abs. 1bis NHG legt fest, dass u.a. seltene Waldgesellschaften, Hecken und Feldgehölze, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen, besonders zu schützen sind. Der in Art. 18b Abs. 1 NHG verankerte Schutz von Biotopen von regionaler und lokaler Bedeutung, zu denen wie dargelegt auch Hecken als spezieller Biotoptyp zählen, ist nach der Rechtsprechung eine vom Bund den Kantonen übertragene Bundesaufgabe (BGE 139 II 271 E. 9.2, 133 II 220 E. 2.2). 2.2 Gemäss Art. 28 Abs. 1 NSchG sind Hecken als «linienförmige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen» definiert. Diese sind nach Art. 27 Abs. 1 NSchG in ihrem Bestand geschützt. Sind die Voraussetzungen für das Vorliegen einer Hecke im Sinn von Art. 28 Abs. 1 NSchG erfüllt, gilt dieser Bestandesschutz von Gesetzes wegen, d.h. unabhängig davon, ob die Hecke inventarisiert oder in einem Schutzplan verzeichnet ist (BVR 2002 S. 400 E.”
Bei Bauvorhaben kann eine Erhebung der Artenvorkommen angeordnet werden. Eine solche Erhebung kann dazu dienen, schädliche Auswirkungen auf bestehende Baumbestände zu minimieren und das Projekt so zu gestalten, dass schutzwürdige Lebensräume möglichst wenig beeinträchtigt werden; sie soll nicht grundsätzlich Bauvorhaben verhindern, sondern eine Wiederherstellung von Lebensräumen nach Abschluss der Arbeiten sowie die Erhaltung bzw. Wiederherstellung der ökologischen Vernetzung unterstützen.
“Darin ergänzte die Fachstelle NL, die Vorschriften von § 6, 7 und 9 NLG, Art. 18 NHG sowie § 104 RBG seien lediglich bei Bauvorhaben in der Nachbarschaft geprüft worden, nicht aber auf der hier betroffenen Bauparzelle. Insofern könne eine Erhebung der Artenvorkommen durchaus Sinn machen, da die Parzellen ihrer Einschätzung nach ein grosses ökologisches Potential aufweisen würden, selbst wenn dieses in den letzten Jahren durch Vernachlässigung der Pflege etwas gelitten habe. Die Erhebung solle aber nicht dazu dienen, sämtliche Bauvorhaben zu verhindern, sondern ein Bauprojekt zu ermöglichen, welches möglichst wenig schädliche Auswirkungen auf die umgebenden Baumbestände habe und nach Abschluss der Bauarbeiten einen wertvollen Lebensraum wiederherzustellen, sowie die ökologische Vernetzung weiterhin zu gewährleisten.”
Zur Umsetzung des Schutzziels können räumlich und zeitlich begrenzte Massnahmen getroffen werden. Beispielsweise können in der Winterzeit Zugangs- oder Nutzungsbeschränkungen angeordnet werden, um Störungen und dadurch verursachte Stressfolgen für prioritäre oder gefährdete Arten zu vermindern. Der Raum- und Zeitbezug der Beschränkungen ist dabei von Bedeutung.
“En l'occurrence, le besoin des recourants d'utiliser un véhicule à chenilles durant l'hiver pour se déplacer jusqu'à leurs chalets n'est pas contesté. L'autorité intimée avait initialement refusé purement et simplement toute autorisation. Elle a finalement considéré qu'elle pouvait accorder une telle autorisation, mais que l'intérêt à monter plus de deux fois par hiver à l'alpage pour contrôler l'état des bâtiments se heurte à l'intérêt public à la protection et la conservation du Grand Tétras, espèce protégée qui est présente dans la région. Il s'agit d'un intérêt prépondérant, défendu par le droit fédéral (art. 18 al. 1 LPN et art. 7 al. 1 et 4 LChP) et par le droit cantonal (art. 25 LFaune et art. 2 al. 1 RLFaune). Il ressort de la liste rouge des oiseaux nicheurs de Suisse et de la liste des espèces prioritaires au niveau national que le Grand Tétras est une espèce prioritaire en danger. Cet oiseau fait l'objet d'un plan d'action national, qui doit être mis en œuvre par les cantons. L'une des stratégies mise en évidence consiste à réduire les dérangements causés par l'homme. En hiver, les activités humaines peuvent en effet causer un stress important chez l'animal, qui risque de dépenser beaucoup d'énergie pour fuir ou d'avoir des difficultés à se reproduire au printemps suivant, surtout lorsque les perturbations ont lieu à l'écart des chemins fréquentés et impliquent une certaine imprévisibilité. La présence de l'homme doit être limitée aussi bien dans l'espace que dans le temps (cf. ch.”
Kann eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume nicht ohne Weiteres vermieden werden (etwa weil die Topographie eine sinnvolle Projektänderung erschwert), hat die kantonale Behörde im Rahmen der nach Art. 18 Abs. 1ter NHG vorzunehmenden Interessenabwägung einen Ermessensspielraum; dieser Beurteilungsmarge ist Rechnung zu tragen.
“Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir. En outre, même si la parcelle se situe à proximité de secteurs naturels préservés, seules deux parties de la parcelle constituent un biotope d'importance locale et le projet ne porte atteinte qu'à la prairie mi-sèche médio-européenne, le cordon boisé autour du Riolet n'étant pas touché. Il ressort au surplus du dossier que si la modification du projet pour éviter une atteinte n'est pas impossible, elle est difficilement envisageable, en particulier au vu de la topographie de la parcelle. La CDAP retient à cet égard que la réalisation d'une construction conforme à la destination de la zone, avec un nombre approprié de places de stationnement pour les automobiles et les vélos, est difficilement concevable sans les aménagements litigieux. Au vu de ce qui précède, il convient de respecter la marge de manoeuvre dont a disposé le canton lorsque, tenant compte des intérêts en présence conformément aux exigences de l'art. 18 al. 1ter LPN, il a décidé qu'une atteinte pouvait être portée à la prairie mi-sèche médio-européenne.”
Die Abgrenzung, ob ein Lebensraum als schützenswertes Biotop im Sinn von Art. 18 Abs. 1bis NHG zu qualifizieren ist, richtet sich in erster Linie nach Art. 14 Abs. 3 NHV und den dort aufgeführten Arten‑ bzw. Lebensraumkriterien. Daneben sind die in den NHV genannten Artenlisten sowie die vom BAFU erlassenen oder anerkannten Roten Listen bei der Beurteilung massgeblich zu berücksichtigen.
“2 In materieller Hinsicht rügen die Beschwerdeführenden, die Nistplätze der Mauerseglerkolonie stellten ein geschütztes Biotop dar, dessen Erhalt höher gewichte als das Bauvorhaben. 3.2.1 Der Natur- und Heimatschutz bezweckt unter anderem den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt sowie ihrer biologischen Vielfalt und ihres natürlichen Lebensraums (Art. 1 Bst. d des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451]). Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Besonders zu schützen sind Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (Art. 18 Abs. 1bis NHG). Ob es sich bei einem bestimmten Lebensraum um ein schützenswertes Biotop im Sinn von Art. 18 Abs. 1bis NHG i.V.m. Art. 18b Abs. 1 NHG handelt, richtet sich dabei in erster Linie nach Art. 14 Abs. 3 der Verordnung vom 16. Januar 1991 über den Natur- und Heimatschutz [NHV; SR 451.1] und den dort angeführten Artenlisten (vgl. auch Art. 20 Abs. 1 des Naturschutzgesetzes vom 15. September 1992 [NSchG; BSG 426.11] i.V.m. Art. 2 der Naturschutzverordnung vom 10. November 1993 [NSchV; BSG 426.111] sowie Art. 7 Abs. 4 und 5 des Bundesgesetzes vom 20. Juni 1986 über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel [Jagdgesetz, JSG; SR 922.0] i.V.m. Art. 20 des Gesetzes vom 25. März 2002 über Jagd und Wildtierschutz [JWG; BSG 922.11]). Biotope werden danach namentlich auf Grund der durch Kennarten charakterisierten Lebensraumtypen nach Anhang 1 zur NHV, der geschützten Pflanzen- und Tierarten nach Art. 20 i.V.m. Anhang 2 und 3 NHV sowie der vom Bundesamt für Umwelt (BAFU) erlassenen oder anerkannten sogenannten Roten Listen der gefährdeten und seltenen Pflanzen- und Tierarten als schützenswert bezeichnet (Art.”
“L'art. 18 al. LPN prévoit que la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. L'art. 18 al. 1bis LPN précise qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. La notion de biotope ne s'applique pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d'habitat relativement stables, mais se rapporte à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb; TF 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 consid. 3.1). Les critères déterminants pour qualifier les biotopes sont ceux de l'art. 14 al. 3 et 6 de l'ordonnance fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.1). Selon l'art. 14 al. 3 OPN, les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base:”
Bei der Anwendung der in Art. 18 NHG vorgesehenen Massnahmen ist auf die schutzwürdigen Interessen der Landwirtschaft und der Forstwirtschaft Rücksicht zu nehmen; diese Interessen sind in der Abwägung zu berücksichtigen.
“La loi fédérale du 1er juillet 1966 sur la protection de la nature et du paysage (LPN; RS 451) a notamment pour but de protéger la faune et la flore indigènes, ainsi que leur diversité biologique et leur habitat naturel (art. 1 let. d). L'art. 18 LPN prévoit en particulier ce qui suit dans ce cadre: Art. 18 Protection d’espèces animales et végétales 1 La disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. Lors de l’application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture. 1bis Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. 1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat.”
Kantonales Recht kann Biotope weitergehend schützen; der bundesrechtliche Begriff des Biotops (Art. 18 NHG) schliesst einen strengeren kantonalen Schutz nicht generell aus. Führt die kantonale Auslegung oder Anwendung jedoch in einem konkreten Fall zu einem unverhältnismässigen Eingriff in die Eigentumsgarantie (Art. 26 BV) oder die Wirtschaftsfreiheit (Art. 27 BV), ist die Anwendung der betreffenden kantonalen Bestimmung in diesem Einzelfall zu verweigern. Ein blosses abstraktes Risiko einer zu weiten Auslegung rechtfertigt dagegen nicht grundsätzlich die Aufhebung der Norm.
“Der Beschwerdeführer macht in diesem Zusammenhang weiter geltend, das kantonale Recht definiere den in den §§ 10a und 10b NLV/LU verwendeten Begriff der Naturschutzflächen nicht. Dieser erfasse auch Flächen, die über den bundesrechtlichen Begriff der Biotope von nationaler, regionaler und lokaler Bedeutung hinausgingen. Ob diese Überlegung zutrifft, ist fraglich: Nach dem angefochtenen Entscheid umfassen die Naturschutzflächen geschützte und schutzwürdige Flächen, wobei das NLG nicht nur eine beispielhafte Aufzählung schutzwürdiger Objekte (in § 12), sondern auch Kriterien für die Beurteilung der Bedeutung eines Objekts enthält (§ 17 Abs. 2), wobei es - gleich wie das NHG - Objekte von nationaler, regionaler und lokaler Bedeutung unterscheidet. Im Übrigen steht der bundesrechtliche Begriff des Biotops im Sinne von Art. 18 NHG einem weitergehenden Schutz von Biotopen durch das kantonale Recht nicht entgegen (vgl. BGE 133 II 220 E. 2.3 S. 224; Urteil 1C_290/2019 vom 13. Mai 2020 E. 4.1). Sollte der Begriff der Naturschutzfläche gemäss §§ 10a und 10b NLV/LU im Rahmen der Rechtsanwendung punktuell zu weit ausgelegt werden, insbesondere zu einem unverhältnismässigen Eingriff in die Eigentumsgarantie (Art. 26 BV) bzw. die Wirtschaftsfreiheit (Art. 27 BV) führen, wäre den Bestimmungen über die Trocknung des Mähguts und die Anpassung der Beweidung im konkreten Einzelfall die Anwendung zu versagen. Das blosse Risiko, dass der Begriff der Naturschutzflächen im Sinne von §§ 10a und 10b NLV/LU in Einzelfällen zu weit ausgelegt werden könnte, führt im Rahmen der abstrakten Normenkontrolle nicht zur Aufhebung der angefochtenen Bestimmungen (vgl. oben, E. 1.3).”
Die Projektabmessungen müssen gewährleisten, dass die zur bestmöglichen Erhaltung, Wiederherstellung oder zum angemessenen Ersatz des betroffenen Biotops nach Art. 18 Abs. 1ter NHG tatsächlich ausgeführt werden können.
“Le Tribunal fédéral constate que ni la constructrice, ni les autorités administratives communales et cantonales impliquées n'ont cherché une solution de compromis. Les considérations de la cour cantonale quant à une politique du tout ou rien ne convainquent pourtant pas. Elles ne s'expliquent par aucune propriété particulière de la parcelle, telles que sa forme, sa pente ou la nature de son terrain qui justifierait des dimensions incompressibles pour tout éventuel projet de construction. Or, ainsi qu'on l'a exposé ci-dessus, au vu de la qualité du biotope, décrit comme un cas rare de nature en ville et dont il est incontesté qu'il soit d'importance régionale, le projet doit ménager le plus possible la préservation du milieu naturel. S'il est évident que le principe même d'une nouvelle construction génère des pertes irremplaçables en termes de biomasse et d'habitat, il faut à tout le moins s'assurer que les dimensions du projet permettent de réaliser les mesures nécessaires au respect de l'art. 18 al. 1ter LPN. En effet, cette disposition n'impose pas seulement de prendre toutes les mesures de compensation possibles sur la parcelle au vu du nouveau projet, mais bien d'assurer la meilleure protection, la reconstitution ou le remplacement adéquat du biotope. L'expertise écologique complémentaire dont les mesures compensatoires ont été reprises comme conditions à la délivrance de l'autorisation expose en conclusion que la construction entraîne des pertes indéniables d'éléments biologiques d'intérêt; "même en prenant en compte la reconstitution de la prairie, des haies et l'installation de la toiture végétalisée, la surface à disposition pour la faune et la flore diminue" (G.________ Sàrl, Propositions de mesures d'intégration nature, février 2018, p. 19). Selon les constatations de la cour cantonale, l'implantation du nouveau bâtiment impliquera globalement une perte importante d'habitat naturel pour la faune et la flore. L'emprise du terrassement et des accès entraîne la destruction de la prairie extensive, l'abattage de la plus grande partie des arbres - dont dix soumis à autorisation d'abattage - présents sur la parcelle, ainsi que la disparition de quatre des cinq, voire de toutes les haies de la partie non construite de la parcelle.”
Vor einer Genehmigung ist im Rahmen der Vermeidbarkeitsprüfung zu prüfen, ob schonendere Standort‑ oder Projektvarianten bzw. konkrete Anpassungen möglich und machbar sind. Eine blosse Behauptung, betroffene Elemente (z. B. Container) seien nicht verschiebbar, genügt ohne tatsächliche Machbarkeitsprüfung nicht. Erst nach einer Abwägung aller Interessen und der Feststellung, dass eine Beeinträchtigung nicht vermeidbar ist, stellen sich Fragen zu Schutz‑, Wiederherstellungs‑ oder Ersatzmassnahmen. Bei der Abwägung können auch öffentliche Planungsinteressen wie Ziele der Innenverdichtung (Art. 15/15a LAT) zu berücksichtigen sein.
“S'agissant de l'atteinte portée à la prairie mi-sèche médio-européenne, les recourants reprochent à la CDAP d'avoir, avec la DGE, fait prévaloir l'intérêt à réaliser le projet litigieux tel quel sur l'intérêt à préserver les biotopes, sans avoir procédé à une pesée des intérêts. Ils estiment en particulier que la cour cantonale n'a pas examiné de manière détaillée la possibilité de modifier le projet de manière à éviter l'atteinte. A cet égard, l'OFEV rappelle qu'une atteinte à un biotope digne de protection doit en principe être évitée. Il relève qu'en l'espèce, la DGE-BIODIV préconisait que le projet soit, dans la mesure du possible, modifié de manière à ne pas porter atteinte au biotope digne de protection. La seule affirmation, par la constructrice, que les constructions prévues empiétant sur le biotope ne sont pas déplaçables, sans explication supplémentaire, n'est pas suffisante. La possibilité de déplacer des containers et de diminuer les places de parc aurait à tout le moins dû faire l'objet d'une analyse de faisabilité. Déterminer si une atteinte peut être portée à un biotope digne de protection nécessite une pesée de tous les intérêts en présence (cf. consid. 11.1 ci-dessus; art. 18 al. 1ter LPN). Ce n'est que lorsque, au terme de cette pesée des intérêts, le biotope ne l'emporte pas et qu'il est décidé de lui porter atteinte que la question des mesures de compensation ou de remplacement se pose. En l'espèce, la constructrice, sans indiquer en quoi la modification du projet n'est pas réalisable, se contente de proposer des mesures de compensation à la DGE, qui semble les accepter sans procéder à un examen des intérêts en présence. Toutefois, et avec la cour cantonale, il convient de relever que la parcelle n° 3980 est située dans une zone mixte de faible densité, dans un quartier résidentiel urbain, auquel les objectifs de densification découlant des art. 15 et 15a LAT s'appliquent. Ainsi, le projet répond notamment à des intérêts publics de stabilité du plan et de densification du bâti vers l'intérieur (art. 1 al. 2 let. a bis LAT). Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir.”
“S'agissant de l'atteinte portée à la prairie mi-sèche médio-européenne, les recourants reprochent à la CDAP d'avoir, avec la DGE, fait prévaloir l'intérêt à réaliser le projet litigieux tel quel sur l'intérêt à préserver les biotopes, sans avoir procédé à une pesée des intérêts. Ils estiment en particulier que la cour cantonale n'a pas examiné de manière détaillée la possibilité de modifier le projet de manière à éviter l'atteinte. A cet égard, l'OFEV rappelle qu'une atteinte à un biotope digne de protection doit en principe être évitée. Il relève qu'en l'espèce, la DGE-BIODIV préconisait que le projet soit, dans la mesure du possible, modifié de manière à ne pas porter atteinte au biotope digne de protection. La seule affirmation, par la constructrice, que les constructions prévues empiétant sur le biotope ne sont pas déplaçables, sans explication supplémentaire, n'est pas suffisante. La possibilité de déplacer des containers et de diminuer les places de parc aurait à tout le moins dû faire l'objet d'une analyse de faisabilité. Déterminer si une atteinte peut être portée à un biotope digne de protection nécessite une pesée de tous les intérêts en présence (cf. consid. 11.1 ci-dessus; art. 18 al. 1ter LPN). Ce n'est que lorsque, au terme de cette pesée des intérêts, le biotope ne l'emporte pas et qu'il est décidé de lui porter atteinte que la question des mesures de compensation ou de remplacement se pose. En l'espèce, la constructrice, sans indiquer en quoi la modification du projet n'est pas réalisable, se contente de proposer des mesures de compensation à la DGE, qui semble les accepter sans procéder à un examen des intérêts en présence. Toutefois, et avec la cour cantonale, il convient de relever que la parcelle n° 3980 est située dans une zone mixte de faible densité, dans un quartier résidentiel urbain, auquel les objectifs de densification découlant des art. 15 et 15a LAT s'appliquent. Ainsi, le projet répond notamment à des intérêts publics de stabilité du plan et de densification du bâti vers l'intérieur (art. 1 al. 2 let. a bis LAT). Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir.”
“S'agissant de l'atteinte portée à la prairie mi-sèche médio-européenne, les recourants reprochent à la CDAP d'avoir, avec la DGE, fait prévaloir l'intérêt à réaliser le projet litigieux tel quel sur l'intérêt à préserver les biotopes, sans avoir procédé à une pesée des intérêts. Ils estiment en particulier que la cour cantonale n'a pas examiné de manière détaillée la possibilité de modifier le projet de manière à éviter l'atteinte. A cet égard, l'OFEV rappelle qu'une atteinte à un biotope digne de protection doit en principe être évitée. Il relève qu'en l'espèce, la DGE-BIODIV préconisait que le projet soit, dans la mesure du possible, modifié de manière à ne pas porter atteinte au biotope digne de protection. La seule affirmation, par la constructrice, que les constructions prévues empiétant sur le biotope ne sont pas déplaçables, sans explication supplémentaire, n'est pas suffisante. La possibilité de déplacer des containers et de diminuer les places de parc aurait à tout le moins dû faire l'objet d'une analyse de faisabilité. Déterminer si une atteinte peut être portée à un biotope digne de protection nécessite une pesée de tous les intérêts en présence (cf. consid. 11.1 ci-dessus; art. 18 al. 1ter LPN). Ce n'est que lorsque, au terme de cette pesée des intérêts, le biotope ne l'emporte pas et qu'il est décidé de lui porter atteinte que la question des mesures de compensation ou de remplacement se pose. En l'espèce, la constructrice, sans indiquer en quoi la modification du projet n'est pas réalisable, se contente de proposer des mesures de compensation à la DGE, qui semble les accepter sans procéder à un examen des intérêts en présence. Toutefois, et avec la cour cantonale, il convient de relever que la parcelle n° 3980 est située dans une zone mixte de faible densité, dans un quartier résidentiel urbain, auquel les objectifs de densification découlant des art. 15 et 15a LAT s'appliquent. Ainsi, le projet répond notamment à des intérêts publics de stabilité du plan et de densification du bâti vers l'intérieur (art. 1 al. 2 let. a bis LAT). Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir.”
Bei einem einheitlichen, grenzüberschreitenden Vorhaben sind die kantonsübergreifenden Massnahmen gesamthaft zu beurteilen. Eine rein isolierte, kantonsweise Beurteilung ist unzulässig; es ist eine gesamthafte Interessenabwägung vorzunehmen.
“Alle diese Massnahmen bilden Teil eines einheitlichen Projekts. Für dessen Beurteilung ist eine Gesamtbetrachtung und -interessenabwägung erforderlich. Eine isolierte Betrachtung nur derjenigen Massnahmen, die im Kanton Solothurn realisiert werden sollen, ist schon faktisch nicht möglich, namentlich für den Abriss der sich über beide Kantone erstreckenden Mittelinsel. Der vollständige Abriss des Mitteldamms soll die Strömungsverluste verringern und die Nettofallhöhe vergrössern und stellt somit einen wesentlichen Bestandteil des Optimierungsprojekts dar. Eine gesonderte Beurteilung der im Kanton Solothurn und im Kanton Aargau geplanten Massnahmen würde auch den materiell-rechtlichen Vorgaben widersprechen, die eine gesamthafte Interessenabwägung voraussetzen (vgl. z.B. Art. 3 der Raumplanungsverordnung vom 28. Juni 2000 [RPV; SR 700.1]; Art. 5 des Bundesgesetzes über den Wald vom 4. Oktober 1991 [WaG; SR 921.0]; Art. 3-6 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451]; Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 6 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 [NHV; SR 451.1]; Art. 22 Abs. 2 NHG; Art. 12 Abs. 3 des Energiegesetzes vom 30. September 2016 [EnG; SR 730.0]; Art. 9 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 21. Juni 1991 über die Fischerei [BGF; SR 923.0]). Der Regierungsrat Solothurn hat daher in seinem Genehmigungsbeschluss (S. 25) zutreffend festgehalten, die gebotene Gesamtoptik dürfe nicht unter dem Umstand "leiden", dass sich die Gesamtanlage über zwei Kantone erstrecke und deshalb - gebietsmässig aufgeteilt - durch zwei verschiedene Behörden beurteilt werde, d.h. die Beurteilung dürfe nicht anders ausfallen, als wenn sich die Anlage vollständig im einen oder anderen der beiden Kantone befinden würde. Dies werde dadurch gewährleistet, dass es nur ein Vorhaben "Optimierung Kraftwerk Aarau" gebe (Hervorhebung im Original), auch wenn zwei Kantone die jeweiligen baulichen Vorkehrungen auf ihrem Gebiet genehmigen müssten. Dies hat zur Konsequenz, dass auch die Beschwerdelegitimation gemäss Art.”
“Alle diese Massnahmen bilden Teil eines einheitlichen Projekts. Für dessen Beurteilung ist eine Gesamtbetrachtung und -interessenabwägung erforderlich. Eine isolierte Betrachtung nur derjenigen Massnahmen, die im Kanton Solothurn realisiert werden sollen, ist schon faktisch nicht möglich, namentlich für den Abriss der sich über beide Kantone erstreckenden Mittelinsel. Der vollständige Abriss des Mitteldamms soll die Strömungsverluste verringern und die Nettofallhöhe vergrössern und stellt somit einen wesentlichen Bestandteil des Optimierungsprojekts dar. Eine gesonderte Beurteilung der im Kanton Solothurn und im Kanton Aargau geplanten Massnahmen würde auch den materiell-rechtlichen Vorgaben widersprechen, die eine gesamthafte Interessenabwägung voraussetzen (vgl. z.B. Art. 3 der Raumplanungsverordnung vom 28. Juni 2000 [RPV; SR 700.1]; Art. 5 des Bundesgesetzes über den Wald vom 4. Oktober 1991 [WaG; SR 921.0]; Art. 3-6 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451]; Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 6 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 [NHV; SR 451.1]; Art. 22 Abs. 2 NHG; Art. 12 Abs. 3 des Energiegesetzes vom 30. September 2016 [EnG; SR 730.0]; Art. 9 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 21. Juni 1991 über die Fischerei [BGF; SR 923.0]). Der Regierungsrat Solothurn hat daher in seinem Genehmigungsbeschluss (S. 25) zutreffend festgehalten, die gebotene Gesamtoptik dürfe nicht unter dem Umstand "leiden", dass sich die Gesamtanlage über zwei Kantone erstrecke und deshalb - gebietsmässig aufgeteilt - durch zwei verschiedene Behörden beurteilt werde, d.h. die Beurteilung dürfe nicht anders ausfallen, als wenn sich die Anlage vollständig im einen oder anderen der beiden Kantone befinden würde. Dies werde dadurch gewährleistet, dass es nur ein Vorhaben "Optimierung Kraftwerk Aarau" gebe (Hervorhebung im Original), auch wenn zwei Kantone die jeweiligen baulichen Vorkehrungen auf ihrem Gebiet genehmigen müssten. Dies hat zur Konsequenz, dass auch die Beschwerdelegitimation gemäss Art.”
In Feststellungsverfahren nach Art. 18 NHG ist der Streitgegenstand vorrangig die Feststellung der Schutzwürdigkeit. Fragen zur Ersatzpflicht beziehungsweise zur Zulässigkeit eines Eingriffs werden in der Regel in einem nachfolgenden Verfahren zur Zulässigkeit behandelt. Bei der Feststellung sind nur die schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen zu berücksichtigen.
“Die Rekurrentschaft 3 stellt folgenden prozessualen Antrag: "Es seien die natürlichen und juristischen Personen zu benennen, welche die beiden Be- richte zum Landschaftsschutz und zum Naturschutz sowie den Technischen Bericht zu den Ersatzmassnahmen verfasst haben". Die Vorinstanz reichte die betreffenden Berichte zu den Akten (act. 10.3, 10.4 und 10.7.). Daraus sind die jeweiligen Verfasser ersichtlich, womit auf den Antrag nicht weiter einzugehen ist. 7.1. Die Rekurrentin 1 bringt vor, die Interessenabwägung der Vorinstanz sei falsch, weil die Schweizer Regierung in Montreal das Kunming-Montréal Bio- diversity Framework unterzeichne, dessen Ziel es sei, den Biodiversitätsver- lust weltweit bis 2030 zu stoppen und umzukehren. Weiter bestehe noch gar kein Bauprojekt, weshalb eine Interessenabwägung gar nicht möglich sei. Sodann gehe die Vorinstanz über ihre Zuständigkeit hinaus, indem sie auf- grund einer Interessenabwägung einer hypothetischen Immobilienpromotion den Vorrang gebe. Es gehe hier nur um die Feststellung der Schutzwürdig- keit. Auch eine Interessenabwägung im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG sei gegenstandslos. Bei der Feststellung der Schutzwürdigkeit gemäss Art. 18 NHG seien nur die schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen zu berücksichtigen. Diese lnteressenabwägung sei nicht zu verwechseln mit der vom Stadtrat angewendeten Interessenabwägung gemäss Art. 18 Abs. R1S.2023.05008 Seite 11 1ter NHG, welche die Zulässigkeit des Eingriffs betreffe (Fahrländer in Kom- mentar NHG, 2. Auflage, Art. 18 Rz 12, letzter Abschnitt, Seite 443). Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art.”
“Die Rekurrentschaft 3 stellt folgenden prozessualen Antrag: "Es seien die natürlichen und juristischen Personen zu benennen, welche die beiden Be- richte zum Landschaftsschutz und zum Naturschutz sowie den Technischen Bericht zu den Ersatzmassnahmen verfasst haben". Die Vorinstanz reichte die betreffenden Berichte zu den Akten (act. 10.3, 10.4 und 10.7.). Daraus sind die jeweiligen Verfasser ersichtlich, womit auf den Antrag nicht weiter einzugehen ist. 7.1. Die Rekurrentin 1 bringt vor, die Interessenabwägung der Vorinstanz sei falsch, weil die Schweizer Regierung in Montreal das Kunming-Montréal Bio- diversity Framework unterzeichne, dessen Ziel es sei, den Biodiversitätsver- lust weltweit bis 2030 zu stoppen und umzukehren. Weiter bestehe noch gar kein Bauprojekt, weshalb eine Interessenabwägung gar nicht möglich sei. Sodann gehe die Vorinstanz über ihre Zuständigkeit hinaus, indem sie auf- grund einer Interessenabwägung einer hypothetischen Immobilienpromotion den Vorrang gebe. Es gehe hier nur um die Feststellung der Schutzwürdig- keit. Auch eine Interessenabwägung im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG sei gegenstandslos. Bei der Feststellung der Schutzwürdigkeit gemäss Art. 18 NHG seien nur die schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen zu berücksichtigen. Diese lnteressenabwägung sei nicht zu verwechseln mit der vom Stadtrat angewendeten Interessenabwägung gemäss Art. 18 Abs. R1S.2023.05008 Seite 11 1ter NHG, welche die Zulässigkeit des Eingriffs betreffe (Fahrländer in Kom- mentar NHG, 2. Auflage, Art. 18 Rz 12, letzter Abschnitt, Seite 443). Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art.”
“Die Rekurrentschaft 3 stellt folgenden prozessualen Antrag: "Es seien die natürlichen und juristischen Personen zu benennen, welche die beiden Be- richte zum Landschaftsschutz und zum Naturschutz sowie den Technischen Bericht zu den Ersatzmassnahmen verfasst haben". Die Vorinstanz reichte die betreffenden Berichte zu den Akten (act. 10.3, 10.4 und 10.7.). Daraus sind die jeweiligen Verfasser ersichtlich, womit auf den Antrag nicht weiter einzugehen ist. 7.1. Die Rekurrentin 1 bringt vor, die Interessenabwägung der Vorinstanz sei falsch, weil die Schweizer Regierung in Montreal das Kunming-Montréal Bio- diversity Framework unterzeichne, dessen Ziel es sei, den Biodiversitätsver- lust weltweit bis 2030 zu stoppen und umzukehren. Weiter bestehe noch gar kein Bauprojekt, weshalb eine Interessenabwägung gar nicht möglich sei. Sodann gehe die Vorinstanz über ihre Zuständigkeit hinaus, indem sie auf- grund einer Interessenabwägung einer hypothetischen Immobilienpromotion den Vorrang gebe. Es gehe hier nur um die Feststellung der Schutzwürdig- keit. Auch eine Interessenabwägung im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG sei gegenstandslos. Bei der Feststellung der Schutzwürdigkeit gemäss Art. 18 NHG seien nur die schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen zu berücksichtigen. Diese lnteressenabwägung sei nicht zu verwechseln mit der vom Stadtrat angewendeten Interessenabwägung gemäss Art. 18 Abs. R1S.2023.05008 Seite 11 1ter NHG, welche die Zulässigkeit des Eingriffs betreffe (Fahrländer in Kom- mentar NHG, 2. Auflage, Art. 18 Rz 12, letzter Abschnitt, Seite 443). Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art.”
Unvermeidbarkeit kann der Kanton bejahen, wenn eine Vermeidung aus technischen Gründen oder wegen der Topographie des Standortes kaum realisierbar ist; dabei steht dem Kanton ein Ermessensspielraum bei der Abwägung der beteiligten Interessen zu.
“Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir. En outre, même si la parcelle se situe à proximité de secteurs naturels préservés, seules deux parties de la parcelle constituent un biotope d'importance locale et le projet ne porte atteinte qu'à la prairie mi-sèche médio-européenne, le cordon boisé autour du Riolet n'étant pas touché. Il ressort au surplus du dossier que si la modification du projet pour éviter une atteinte n'est pas impossible, elle est difficilement envisageable, en particulier au vu de la topographie de la parcelle. La CDAP retient à cet égard que la réalisation d'une construction conforme à la destination de la zone, avec un nombre approprié de places de stationnement pour les automobiles et les vélos, est difficilement concevable sans les aménagements litigieux. Au vu de ce qui précède, il convient de respecter la marge de manoeuvre dont a disposé le canton lorsque, tenant compte des intérêts en présence conformément aux exigences de l'art. 18 al. 1ter LPN, il a décidé qu'une atteinte pouvait être portée à la prairie mi-sèche médio-européenne.”
“3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV; SR 451.1) enthält Kriterien und Indikatoren zur Bezeichnung und Bewertung schutzwürdiger Biotope. Art. 14 Abs. 6 NHV verlangt für die Zulässigkeit eines technischen Eingriffs in ein schützenswertes Biotop, dass er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Allerdings ist die als Wald festgestellte Fläche – unabhängig vom Vorliegen eines Biotops gemäss Art. 18 ff. NHG – als solche bereits von Bundesrechts wegen geschützt (vgl. BGE 133 II 220 E. 2.3 mit Hinweisen). Technische Eingriffe in einen schutzwürdigen Lebensraum im Wald, wie bei einem Bauvorhaben, sind auch ohne Bezeichnung eines Biotops nur unter den Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG zulässig (vgl. BGr, 26. April 2002, 1A.173/2001, E. 4.6; Karl-Ludwig Fahrländer in: Peter M. Keller et al. [Hrsg.], Kommentar NHG, 2. A, Zürich etc. 2019 [Kommentar NHG], Art. 18 N. 24; Nina Dajcar, Kommentar NHG, Art. 18b N. 23). Falls dieser Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG auch eine nachteilige Nutzung nach Art. 16 WaG bildet, ist eine Gesamtbeurteilung unter Einbezug der Vorgaben des Raumplanungsrechts anzustellen. Sofern beim Strassenprojekt eine Sondernutzungsplanung anzunehmen sein sollte (vgl. oben E. 3.4), ist eine umfassende Interessenabwägung gestützt auf Art. 3 der Raumplanungsverordnung vom 28. Juni 2000 (SR 700.1) vorzunehmen (vgl. BGE 145 II 70 E. 3.2 mit Hinweisen). 5. 5.1 Der neue Fuss- und Wanderweg bezweckt zur Hauptsache, das Tobel des Bünisbachs als Erholungsraum erlebbar zu machen, und schafft eine Verbindung zwischen angrenzenden Wohnquartieren von Herrliberg und Meilen. Als Nebenzweck dient er auch dazu, die Cafeteria und den Verkaufsladen des Werkheims Stöckenweid über diesen Weg zu Fuss zu erschliessen. Das Strassenprojekt umfasst die sieben Teilstücke B bis H. Die Aufteilung eines Bauvorhabens in verschiedene Teilschritte bzw. eine Etappierung kann unter Umständen gegen das Gebot der materiellen Koordination (Art. 25a RPG) und der umfassenden Interessenabwägung verstossen, wenn sich einzelne Aspekte oder Anlagenteile nicht sinnvoll isoliert beurteilen lassen, sondern eine Gesamtschau verlangen (vgl.”
Das BAFU hat sich in der vorliegenden Sache als Fachbehörde mit der ökologischen Bilanzierung des Eingriffs und den vorgeschlagenen Ersatzmassnahmen einverstanden erklärt; daraus lässt sich ableiten, dass das BAFU solche Bewertungen in Einzelfällen bestätigen kann.
“Stufe, Ziff. 19.5, S. 57). Das BAFU als Fachbehörde ist nach wie vor der Ansicht, dass sämtliche Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG beim vorliegenden Projekt erfüllt werden und erklärt sich einverstanden mit der ökologischen Bilanzierung für den Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG sowie den Ersatzmassnahmen (Stellungnahme vom 3. Dezember 2020, S. 3). Es sind keine Gründe ersichtlich, um von dieser Einschätzung abzuweichen. Dieselben Überlegungen des BAFU gelten nach den Planunterlagen auch für die Ausnahmebewilligung nach Art. 20 NHG (vgl. Vorakte A32, m10: Schutz von Sonderarten; vgl. E. 9.1.2).”
Ersatzmassnahmen sind soweit als möglich mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich festzulegen und als Auflage im Plangenehmigungsverfahren zu erfassen; bereits bei der Konzessionserteilung müssen Art, Standort, Ausdehnung und Umfang der Ersatzmassnahmen bestimmt werden. Der Rückbau bestehender Einrichtungen kann eine geeignete und umsetzbare Ersatzmassnahme darstellen.
“Gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 14 Abs. 7 NHV müssen für (zulässige) Eingriffe in ein Biotop bestmögliche Schutz-, Wiederherstellungs- oder ansonsten angemessene Ersatzmassnahmen getroffen werden. Diese sind soweit als möglich zusammen mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich festzulegen und ihre Umsetzung sicherzustellen (KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: NHG-Kommentar, 2. Aufl., Art. 18 N. 32). Bereits auf Stufe Konzessionserteilung müssen die Ersatzmassnahmen nach Art, Standort, Ausdehnung und Umfang bestimmt werden (Urteil 1C_57/2011 E. 9 vom 19. April 2012 E. 9.4; 1C_156/ 2012 12. Oktober 2012 E. 6.2.2 in URP 2013 357, E. 6.2.2; RIVA, a.a.O., S. 20). Vorliegend enthält der Genehmigungsentscheid des Staatsrats (Disp.-Ziff. 9.19) lediglich folgende Aussage: "Die geplante Neuanlage eines Amphibienlaichgebietes im Bereich der ARA Ferden soll als Ersatzmassnahme durch die KW Färdabach AG finanziell unterstützt werden. Die Details sind im Rahmen des Plangenehmigungsverfahrens (2. Stufe) mit der zuständigen Biologin der DWFL zu besprechen.”
“Als Ersatzmassnahme für das Nationalstrassenprojekt gestützt auf Art. 6 und Art. 18 Abs. 1ter NHG sah er die Verlegung der im Auenschutzgebiet gelegenen Einrichtungen zur Kiesentnahme vom westlichen an den östlichen Standort Leuk in mehreren Schritten vor. Zwischenzeitlich ist der neue östliche Standort als zeitlich befristeter Bauinstallationsplatz in Betrieb genommen worden. Wie eingangs in E. 1.4.2 aufgezeigt, bildete die Massnahme 1 keinen Bestandteil des neuen Ausführungsprojekts. In der angefochtenen Plangenehmigung wurde die Massnahme 1 nur angeführt, um den Verfahrensstand zu beschreiben sowie als Auflage 10 in Bezug auf die Bewilligung der Passerelle über den Rotten (Massnahme 5, Projektteil D). Eine inhaltliche Beurteilung ist nicht erfolgt, weshalb die Beschwerdeführerinnen denn auch eine Rechtsverweigerung rügen. Im Hinblick auf den hier strittigen Nichteintretensentscheid ist demnach zu klären, ob die Vorinstanz im vorliegenden Plangenehmigungsverfahren über die Massnahme 1 erneut hätte materiell entscheiden müssen. Die Beschwerdeführerinnen erachten dies in ihrer Einsprache als geboten, um ihre Interessen am langfristigen Realersatz des Kieswerks am östlichen Standort zu wahren.”
“Bezüglich des Rückbaus der im Auenschutzgebiet gelegenen Einrichtungen zur Kiesentnahme im Rahmen der Massnahme 1 sind keine Anhaltspunkte erkennbar, dass sich die Verhältnisse seit der Plangenehmigung 1997 wesentlich geändert haben könnten. Nach wie vor ist davon auszugehen, dass der Rückbau eine geeignete und auch umsetzbare Ersatzmassnahme des Nationalstrassenprojekts nach Art. 6 und Art. 18 Abs. 1ter NHG darstellt, mit der das Schutzgebiet Pfynwald massgebend aufgewertet werden kann. Die Änderungen, die zum neuen generellen Projekt 2014 führten, betrafen nicht die Massnahme”
Kann eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume trotz Interessenabwägung nicht vermieden werden, sind gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG besondere Massnahmen für deren bestmöglichen Schutz, für Wiederherstellung oder sonst für angemessenen Ersatz zu treffen. In der Rechtsprechung und Kommentarliteratur wird angeführt, dass Art. 18 Abs. 1ter NHG auch auf schützenswerte Biotope wie Nistplätze (z. B. Mauerseglerkolonien) zur Anwendung kommen kann, wobei die konkrete Anwendbarkeit im jeweiligen Fall zu prüfen ist.
“4, 1A.29/2003 vom 9.7.2003 E. 5.2; VGE 2012/342 vom 19.5.2014 E. 5.2.1 mit weiteren Hinweisen; Nina Dajcar, in Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18b N. 13 ff.). Gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV darf ein technischer Eingriff, der ein schützenswertes Biotop beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV erforderlich. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so haben die Verursacherinnen und Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV; BGE 142 II 517 [BGer 1C_526/2015 und 1C_528/2015 vom 12.10.2016], in URP 2017 S. 13 E. 5.5; VGE 2020/224 vom 7.9.2022 E. 12.3, 2014/214 vom 22.7.2015, in URP 2015 S. 735 E. 5.4 mit Hinweisen). 3.2.2 Die Vorinstanz hat den Eingriff in die Nistplätze der Mauersegler als zulässig erachtet. Die Beschwerdeführenden machen demgegenüber geltend, die Mauerseglerkolonie würde mit dem Abbruch des bestehenden Gebäudes verschwinden. Bei den Nistplätzen der Mauersegler handle es sich um ein geschütztes Biotop und dem angefochtenen Entscheid sei keine Interessenabwägung nach Art. 14 Abs. 6 NHV zu entnehmen (Beschwerde Rz. 14 ff.). Da der Schutz der Mauersegler vorgehe, sei das Bauvorhaben nicht bewilligungsfähig (Beschwerde Rz. 24 f.). Die Beschwerdegegnerschaft 1 ist der Ansicht, es sei nicht Art. 14 Abs. 6 NHV einschlägig, sondern Art. 20 Abs. 3 NHV bzw. Art. 18 Abs. 1ter NHG (vgl. Beschwerdeantwort Rz. 16). 3.2.3 Die Vorinstanz scheint davon auszugehen, dass die Nistplätze der Mauerseglerkolonie ein schützenswertes Biotop sind, hat sie doch den Eingriff in den Lebensraum der Mauersegler im Licht von Art.”
“4, 1A.29/2003 vom 9.7.2003 E. 5.2; VGE 2012/342 vom 19.5.2014 E. 5.2.1 mit weiteren Hinweisen; Nina Dajcar, in Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18b N. 13 ff.). Gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV darf ein technischer Eingriff, der ein schützenswertes Biotop beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV erforderlich. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so haben die Verursacherinnen und Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV; BGE 142 II 517 [BGer 1C_526/2015 und 1C_528/2015 vom 12.10.2016], in URP 2017 S. 13 E. 5.5; VGE 2020/224 vom 7.9.2022 E. 12.3, 2014/214 vom 22.7.2015, in URP 2015 S. 735 E. 5.4 mit Hinweisen). 3.2.2 Die Vorinstanz hat den Eingriff in die Nistplätze der Mauersegler als zulässig erachtet. Die Beschwerdeführenden machen demgegenüber geltend, die Mauerseglerkolonie würde mit dem Abbruch des bestehenden Gebäudes verschwinden. Bei den Nistplätzen der Mauersegler handle es sich um ein geschütztes Biotop und dem angefochtenen Entscheid sei keine Interessenabwägung nach Art. 14 Abs. 6 NHV zu entnehmen (Beschwerde Rz. 14 ff.). Da der Schutz der Mauersegler vorgehe, sei das Bauvorhaben nicht bewilligungsfähig (Beschwerde Rz. 24 f.). Die Beschwerdegegnerschaft 1 ist der Ansicht, es sei nicht Art. 14 Abs. 6 NHV einschlägig, sondern Art. 20 Abs. 3 NHV bzw. Art. 18 Abs. 1ter NHG (vgl. Beschwerdeantwort Rz. 16). 3.2.3 Die Vorinstanz scheint davon auszugehen, dass die Nistplätze der Mauerseglerkolonie ein schützenswertes Biotop sind, hat sie doch den Eingriff in den Lebensraum der Mauersegler im Licht von Art.”
Der Biotopcharakter im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis NHG kann auch erst im Rahmen der Planung oder im Baubewilligungsverfahren festgestellt werden. Art. 14 OPN konkretisiert den Umfang des Biotopschutzes und nennt einschlägige Schutz- und Sicherungsmassnahmen (z. B. Erhaltung, Rekonstruktion/Wiederherstellung, Ersatz, Unterhalt) sowie Regelungen zur Abwägung und zu Massnahmen bei unvermeidbaren Eingriffen.
“ch. 4). 14. La notion de biotope au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN se rapporte à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 s. et la jurisprudence citée; arrêt 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1 in RDAF 2016 I 357 et in DEP 2015 724). Hormis les biotopes d'importance nationale définis par l'art. 18a LPN et par les art. 16 et 17 OPN, il peut s'agir également de biotopes d'importance régionale et locale (art. 18b LPN), dont la protection, confiée aux cantons par cette dernière disposition, est une tâche fédérale déléguée par la Confédération (ATF 133 II 220 consid. 2.2 p. 223; Nina Dajcar, in Keller/Zufferey/Fahrländer, Kommentar NHG, 2ème éd., 2019, N 5 ad art. 18b LPN). L'assignation d'un tel mandat n'exclut pas, cependant, que les cantons fassent usage du pouvoir d'appréciation et de décision qui leur appartient (ATF 116 Ib 203 consid. 5d). Il faut encore souligner que la définition d'un biotope au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN ne doit pas être examinée uniquement à l'aune des dispositions ad hoc de niveau cantonal, mais en prenant en considération les dispositions de droit fédéral qui revêtent une portée propre et sont d'application directe. Il n'est pas non plus nécessaire que les biotopes dignes de protection soient formellement désignés et il est possible de déterminer leur existence et leur emplacement lors de la procédure de planification ou même encore au stade de l'autorisation de construire (arrêt 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 consid. 3.6 et réf. cit.). 15. L’art. 14 OPN précise l’étendue de la protection des biotopes (al. 1). La protection des biotopes est notamment assurée par (al. 2) : a. des mesures visant à sauvegarder et, si nécessaire, à reconstituer leurs particularités et leur diversité biologique ; b. un entretien, des soins et une surveillance assurant à long terme l’objectif de la protection ; c. des mesures d’aménagement permettant d’atteindre l’objectif visé par la protection, de réparer les dégâts existants et d’éviter des dégâts futurs ; d.”
“Il y a lieu de protéger tout particulièrement: les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1ter). L'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope, qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée. Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (cf. art. 14 al. 7 OPN; ALEXANDRA GERBER, Protection des biotopes et compensation écologique en territoire urbanisé, DEP 2018 p. 503 ch. 2 et p. 505 s. ch. 4). 14. La notion de biotope au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN se rapporte à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 s. et la jurisprudence citée; arrêt 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1 in RDAF 2016 I 357 et in DEP 2015 724). Hormis les biotopes d'importance nationale définis par l'art. 18a LPN et par les art. 16 et 17 OPN, il peut s'agir également de biotopes d'importance régionale et locale (art. 18b LPN), dont la protection, confiée aux cantons par cette dernière disposition, est une tâche fédérale déléguée par la Confédération (ATF 133 II 220 consid. 2.2 p. 223; Nina Dajcar, in Keller/Zufferey/Fahrländer, Kommentar NHG, 2ème éd., 2019, N 5 ad art. 18b LPN). L'assignation d'un tel mandat n'exclut pas, cependant, que les cantons fassent usage du pouvoir d'appréciation et de décision qui leur appartient (ATF 116 Ib 203 consid. 5d). Il faut encore souligner que la définition d'un biotope au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN ne doit pas être examinée uniquement à l'aune des dispositions ad hoc de niveau cantonal, mais en prenant en considération les dispositions de droit fédéral qui revêtent une portée propre et sont d'application directe.”
“Die Sicherstellung von Landschaften und Naturobjekten gemäss § 10 NLG lässt sich jedoch auch auf anderem Weg als durch raumplanerische Massnahmen erreichen (KGE VV vom 8. Mai 2019 [810 18 153, 155, 163] E. 5.4). Es besteht jedoch aus Gründen der Rechtsklarheit und Rechtssicherheit ein numerus clausus der Massnahmen zum Schutz und Unterhalt von schützenswerten Landschaften und Naturobjekten im Sinne von § 10 NLG. Eine Auslegung der Bestimmung wie sie die Beschwerdeführerin suggeriert, würde zu erheblichen Unterschieden bei den kommunalen Regelungen und schliesslich zu einer Aufweichung der Natur- und Landschaftsschutzbestimmungen führen. Ein gleichwertiger und wirksamer Schutz im Sinne von § 10 NLG könnte so nicht erreicht werden. Den Gemeinden steht bei der Frage, durch welche Massnahmen der Schutz und Unterhalt von schützenswerten Landschaften und Naturobjekten erreicht wird, ein Ermessensspielraum zu. Das Ermessen muss indessen pflichtgemäss ausgeübt werden und ist im Rahmen von § 10 NLG nicht schrankenlos. Die Vorgehensweise der Beschwerdeführerin widerspricht deshalb § 10 NLG. Darüber hinaus verlangt auch Art. 18 Abs. 1bis NHG den besonderen Schutz von Standorten, die besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen oder eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen, und nennt verschiedene Beispiele. Die gesetzlichen Kriterien werden in Art. 14 Abs. 3 der Natur- und Heimatschutzverordnung (NHV) vom 16. Januar 1991 konkretisiert. Biotope sind grundsätzlich zu schützen und zu unterhalten, gleich ob sie von nationaler, regionaler oder nur lokaler Bedeutung sind (Art. 18b Abs. 1 NHG). Eingriffe darin dürfen nur bewilligt werden, wenn sie standortgebunden sind und einem überwiegenden Bedürfnis entsprechen (Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 14 Abs. 6 NHV). Lässt sich eine Beeinträchtigung unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so sind Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen anzuordnen (Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 14 Abs. 7 NHV). § 14 NLG sieht ebenfalls vor, dass wenn sich eine Beeinträchtigung geschützter oder schützenswerter Naturobjekte durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lässt, der Verursacher oder die Verursacherin für bestmöglichen Schutz, Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen hat.”
Art. 18 begründet einen allgemeinen Schutz des Naturhaushalts; die Quellen weisen darauf hin, dass die Ufervegetation daneben durch eine spezielle, verstärkte Schutzregel geschützt ist (vgl. Art. 21 LPN). Die Vegetation der Ufer darf demnach grundsätzlich nicht gerodet, überdeckt oder auf andere Weise zerstört werden; Ausnahmen werden in der spezialgesetzlichen Regelung (Art. 22 LPN) vorgesehen.
“Si l'art. 18 LPN instaure une protection générale, l'art. 21 LPN introduit en sus une protection spéciale - accrue - en faveur de la végétation des rives. Cette disposition précise ainsi que la végétation des rives (roselières et jonchères, végétation alluviale et autres formations végétales naturelles riveraines) ne doit pas être essartée ni recouverte ou détruite d’une autre manière (al. 1). Dans la mesure du possible, les cantons veillent à ce que les rives soient couvertes d’une végétation suffisante ou du moins à ce que soient réalisées les conditions nécessaires à son développement (al. 2). S'agissant des exceptions possibles à l'interdiction de défrichement prévue à l'art. 21 al. 1 LPN, l'art. 22 LPN dispose notamment que l'autorité cantonale compétente peut autoriser la suppression de la végétation existant sur des rives dans le cas de projets qui ne peuvent être réalisés ailleurs et qui ne contreviennent pas à la législation en matière de police des eaux et de protection des eaux (al. 2).”
“Si l'art. 18 LPN instaure une protection générale, l'art. 21 LPN introduit en sus une protection spéciale - accrue - en faveur de la végétation des rives. Cette disposition précise ainsi que la végétation des rives (roselières et jonchères, végétation alluviale et autres formations végétales naturelles riveraines) ne doit pas être essartée ni recouverte ou détruite d’une autre manière (al. 1). Dans la mesure du possible, les cantons veillent à ce que les rives soient couvertes d’une végétation suffisante ou du moins à ce que soient réalisées les conditions nécessaires à son développement (al. 2). S'agissant des exceptions possibles à l'interdiction de défrichement prévue à l'art. 21 al. 1 LPN, l'art. 22 LPN dispose notamment que l'autorité cantonale compétente peut autoriser la suppression de la végétation existant sur des rives dans le cas de projets qui ne peuvent être réalisés ailleurs et qui ne contreviennent pas à la législation en matière de police des eaux et de protection des eaux (al. 2).”
“Si l'art. 18 LPN instaure une protection générale, l'art. 21 LPN introduit en sus une protection spéciale - accrue - en faveur de la végétation des rives. Cette disposition précise ainsi que la végétation des rives (roselières et jonchères, végétation alluviale et autres formations végétales naturelles riveraines) ne doit pas être essartée ni recouverte ou détruite d’une autre manière (al. 1). Dans la mesure du possible, les cantons veillent à ce que les rives soient couvertes d’une végétation suffisante ou du moins à ce que soient réalisées les conditions nécessaires à son développement (al. 2). S'agissant des exceptions possibles à l'interdiction de défrichement prévue à l'art. 21 al. 1 LPN, l'art. 22 LPN dispose notamment que l'autorité cantonale compétente peut autoriser la suppression de la végétation existant sur des rives dans le cas de projets qui ne peuvent être réalisés ailleurs et qui ne contreviennent pas à la législation en matière de police des eaux et de protection des eaux (al. 2).”
“Si l'art. 18 LPN instaure une protection générale, l'art. 21 LPN introduit en sus une protection spéciale - accrue - en faveur de la végétation des rives. Cette disposition précise ainsi que la végétation des rives (roselières et jonchères, végétation alluviale et autres formations végétales naturelles riveraines) ne doit pas être essartée ni recouverte ou détruite d’une autre manière (al. 1). Dans la mesure du possible, les cantons veillent à ce que les rives soient couvertes d’une végétation suffisante ou du moins à ce que soient réalisées les conditions nécessaires à son développement (al. 2). S'agissant des exceptions possibles à l'interdiction de défrichement prévue à l'art. 21 al. 1 LPN, l'art. 22 LPN dispose notamment que l'autorité cantonale compétente peut autoriser la suppression de la végétation existant sur des rives dans le cas de projets qui ne peuvent être réalisés ailleurs et qui ne contreviennent pas à la législation en matière de police des eaux et de protection des eaux (al. 2).”
Für projektbezogene Abschnitte sind artenspezifische Feldaufnahmen und Massnahmenkonzepte pro Baulos, eine im Pflichtenheft geregelte, fachlich qualifizierte Umweltbaubegleitung sowie ein fallspezifisches Monitoring der Schutz‑, Wiederherstellungs‑ und Ersatzmassnahmen vorzusehen, um Koordination und sachgerechte Umsetzung sicherzustellen.
“von Umweltverbänden vorzusehen ist und insbesondere unter Anhörung der Begleitgruppe die artenspezifischen Feldaufnahmen pro Baulos (vor der Ausführung) oder das Massnahmenkonzept mit allfällig erforderlichen Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen pro Baulos zu definieren sind. Zudem soll die Umweltbaubegleitung über ausgewiesene Kenntnisse hinsichtlich Natur- und Artenschutz, resp. Flora, Fauna und Lebensräume verfügen bzw. diese Kenntnisse mittels Spezialisten beiziehen. Dies ist im definitiven Pflichtenheft der UBB (Umweltbaubegleitung) aufzunehmen. Zudem ist im Dispositiv – wie bereits erwähnt – auch ein Zeitplan vorgesehen: Vor der Detailplanung ist die aktuelle terrestrische Fauna und Flora zu erheben, danach sind zur Minimierung der Beeinträchtigungen Massnahmen festzulegen, welche in Zusammenarbeit mit der Begleitgruppe Umwelt zu erarbeiten und anschliessend umzusetzen sind. Die Wirkung der getroffenen Schutz-, Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen ist fallspezifisch im Monitoring zu berücksichtigen. Durch diese Vorgaben wird einerseits der Koordinationsgrundsatz eingehalten und andererseits ist dadurch eine sachgerechte Umsetzung der Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen im Sinn von Art. 18 Abs. 1ter NHG zu erwarten (vgl. zum Ganzen BGer-Urteil 1C_156/2012 vom”
“von Umweltverbänden vorzusehen ist und insbesondere unter Anhörung der Begleitgruppe die artenspezifischen Feldaufnahmen pro Baulos (vor der Ausführung) oder das Massnahmenkonzept mit allfällig erforderlichen Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen pro Baulos zu definieren sind. Zudem soll die Umweltbaubegleitung über ausgewiesene Kenntnisse hinsichtlich Natur- und Artenschutz, resp. Flora, Fauna und Lebensräume verfügen bzw. diese Kenntnisse mittels Spezialisten beiziehen. Dies ist im definitiven Pflichtenheft der UBB (Umweltbaubegleitung) aufzunehmen. Zudem ist im Dispositiv – wie bereits erwähnt – auch ein Zeitplan vorgesehen: Vor der Detailplanung ist die aktuelle terrestrische Fauna und Flora zu erheben, danach sind zur Minimierung der Beeinträchtigungen Massnahmen festzulegen, welche in Zusammenarbeit mit der Begleitgruppe Umwelt zu erarbeiten und anschliessend umzusetzen sind. Die Wirkung der getroffenen Schutz-, Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen ist fallspezifisch im Monitoring zu berücksichtigen. Durch diese Vorgaben wird einerseits der Koordinationsgrundsatz eingehalten und andererseits ist dadurch eine sachgerechte Umsetzung der Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen im Sinn von Art. 18 Abs. 1ter NHG zu erwarten (vgl. zum Ganzen BGer-Urteil 1C_156/2012 vom”
Liegt ein schutzwürdiges Biotop vor, ist das Vorhaben gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG neu zu prüfen und einer Interessenabwägung zu unterziehen. In diesem Kontext sind das kommunale Baurecht und allfällige Abweichungen bzw. Dispensation in die Gewichtung einzubeziehen. Nach der Rechtsprechung kann dies dazu führen, dass dem Grundeigentümer nicht mehr zwingend die vollen Nutzungsmöglichkeiten nach der kommunalen Bauordnung garantiert werden können, namentlich im Hinblick auf die Erteilung von Abweichungen.
“Il s'ensuit que le grief doit être admis. La cause doit sur ce point être renvoyée à l'instance précédente afin d'instruire la question de la présence d'un biotope digne de protection sur la parcelle n o 238, notamment en interpellant spécifiquement sur ce point l'autorité cantonale spécialisée. Le cas échéant, le projet devra en particulier être réexaminé à la lumière de l'art. 18 al. 1ter LPN, singulièrement, faire l'objet de la pesée des intérêts commandée par cette disposition. Dans ce cas de figure, les dispositions du règlement communal et les dérogations à celui-ci impliquées par le projet devraient également être prises en comptes dans la pondération. Selon la jurisprudence, en présence d'un biotope digne de protection, il ne peut en effet être garanti au propriétaire de pouvoir utiliser la totalité des possibilités de construire découlant de la réglementation communale des constructions (cf. arrêt 1C_126/2020 du 15 février 2021 consid. 6.1 in fine et 6.2.3), a fortiori en va-t-il ainsi, dans un tel contexte, de l'octroi de dérogations.”
Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist bei der Anordnung von Schutzmassnahmen eine umfassende Abwägung der betroffenen öffentlichen und privaten Interessen erforderlich; dabei ist insbesondere den schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen Rechnung zu tragen.
“5 Natur- und Heimatschutzverordnung NHV sehen die Kantone ein zweckmässiges Feststellungsverfahren vor, mit dem mögli- chen Beeinträchtigungen schützenswerter Biotope sowie Verletzungen der Artenschutzbestimmungen des Artikels 20 vorgebeugt werden kann. Im Kan- ton Zürich wird das Verfahren in den Bestimmungen von §§ 203 PBG und in der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung (KNHV) geregelt. Von Bedeutung sind insbesondere die Inventare (§ 203 Abs. 2 PBG. §§ 4 ff. KNHV). Sowohl bei der Ausscheidung der Biotope als auch bei der Anordnung von Schutzmassnahmen trifft die zuständigen Behörden die Pflicht, die sich ge- genüberstehenden privaten und öffentlichen Interessen abzuwägen (BGE 118 Ib 485, E. 3b). Massnahmen des Natur- und Heimatschutzes müssen im öffentlichen Interesse liegen und verhältnismässig sein (Art. 36 Abs. 2 und 3 R1S.2023.05008 Seite 12 BV). Gemäss Art. 18 NHG ist den "schutzwürdigen land- und forstwirtschaft- lichen Interessen Rechnung zu tragen" (Art. 18 Abs. 1 Satz 2 NHG). Die Be- stimmung von Art. 18 Abs. 1 NHG verlangt indes bei einer verfassungskon- formen Auslegung eine umfassende Interessenabwägung der betroffenen unterschiedlichen öffentlichen und privaten Interessen. Nicht verwechselt werden dürfen die Interessenabwägungen nach Art. 18 Abs. 1 und 1ter NHG. Die erste betrifft die Zulässigkeit einer Schutzanordnung, die andere die Zu- lässigkeit eines Eingriffs in ein schützenswertes Biotop (Karl-Ludwig Fahr- länder, Kommentar NHG, Peter M. Keller/Jean-Baptiste Zufferey/Karl Ludwig Fahrländer (Hrsg.), 2. Auflage 2019, Art. 18 Rz. 12).”
Bei Projektbewilligungen sind die nach Art. 18 Abs. 1ter NHG erforderlichen Schutz-, Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen soweit als möglich bereits mit der Bewilligung rechtsverbindlich festzulegen und ihre Umsetzung sicherzustellen. Detailerhebungen dürfen zeitlich erst vor der Detailplanung erfolgen, sofern die in der Bewilligung enthaltenen Auflagen derart bestimmt sind, dass ihre konkrete Umsetzung überprüfbar und vollstreckbar ist; ein blosses Verweisen auf eine spätere Präzisierung der quantitativen oder örtlichen Ausgestaltung genügt nicht.
“E. 6.2). Eine Vereitelung der Massnahmen ist zudem nicht zu erwarten, zumal für die Beurteilung der Umweltauswirkungen verschiedene Daten und Informationen von Experten hinzugezogen wurden und damit bereits während des Projektbewilligungsverfahrens – wenn auch teilweise erst grossräumig – bekannt war, in welchen Lebensräumen welche Arten vorkommen. Damit konnte bereits bei der Planung des Hochwasserschutz- und Renaturierungsprojekts darauf geachtet werden, dass die verschiedenen Arten sowie deren Lebensräume soweit möglich erhalten bleiben und Beeinträchtigungen verhindert werden. Dort wo Beeinträchtigungen schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermieden werden konnten, wurde im (angefochtenen) Projektbewilligungsentscheid definiert, welche Massnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG realisiert werden müssen. Mittels Auflagen wurde rechtsverbindlich festgelegt, dass ergänzende Massnahmen zu ergreifen sind, soweit dies notwendig ist. Zudem ist die Vornahme der Detailerhebungen der terrestrischen Flora und Fauna erst vor der Detailplanung und vor der Verwirklichung des Bauvorhabens auch deshalb nachvollziehbar, da nur so die zum massgebenden Zeitpunkt geeigneten Massnahmen angepasst an den Lebensraum und die Artenvorkommen angeordnet werden können. Dies liegt denn auch im Interesse des Umwelt- und Naturschutzes. Darüber hinaus erscheint eine Aufnahme der Lebensräume aufgrund der relativ grossen Zeitspanne zwischen der Erhebung für den UVB bis zur effektiven Bauausführung auch nicht zielführend bzw. unzweckmässig. Unter Berücksichtigung der Tatsache, dass bis zur effektiven Projektumsetzung – aufgrund gerichtlicher Verfahren, Detailplanung der Baulose, etc. – noch viele Jahre vergehen werden und die Lebensräume von Flora und Fauna kleinräumig bis dahin der Veränderung unterworfen sind, wären zum Zeitpunkt der Bauausführung die in der Planungsphase durchgeführten Detailerhebungen wieder "veraltet" und nicht mehr aussagekräftig genug zur konkreten Beurteilung der Umweltauswirkungen.”
“Gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 14 Abs. 7 NHV müssen für (zulässige) Eingriffe in ein Biotop bestmögliche Schutz-, Wiederherstellungs- oder ansonsten angemessene Ersatzmassnahmen getroffen werden. Diese sind soweit als möglich zusammen mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich festzulegen und ihre Umsetzung sicherzustellen (Urteil 1C_401/2020 1. März 2022 E. 7.1, in: URP, 2022 498; KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: NHG-Kommentar, 2. Aufl., N. 32 zu Art. 18 NHG).”
“Le fait qu'un échange ait eu lieu entre la constructrice et la DGE-BIODIV n'est à cet égard pas suffisant pour délimiter précisément l'objet des mesures prévues. En particulier, l'aspect quantitatif des mesures de remplacement n'est pas précisé dans l'autorisation de construire et reste par conséquent flou. En d'autres termes, la charge prévue par la DGE-BIODIV, à savoir de remplacer quantitativement et qualitativement la prairie impactée, se limite à renvoyer à un stade ultérieur l'examen des détails de ces mesures; partant, elle n'est pas assez précise pour être exécutée en l'état, ni pour permette à l'autorité chargée de contrôler l'exécution des mesures de vérifier qu'elles répondent effectivement au but visé, à savoir la compensation de l'atteinte technique portée au biotope. Ces mesures doivent ainsi être concrétisées à ce stade dans leur emplacement et leur étendue, et intégrées à l'autorisation de construire afin de s'assurer de leur force juridique. Les exigences de l'art. 22 LAT, en lien avec l'art. 18 al. 1ter LPN, ne sont par conséquent pas respectées en l'état et le recours doit être partiellement admis sur ce point.”
Die Nähe zu einem Gebiet von höherem ökologischem Interesse (z. B. TIBS/REC) begründet nicht automatisch, dass bereits überbaute Quartiere als geschützte Biotope oder als Pufferzonen dieses Gebiets zu gelten haben; eine solche Einordnung ist nicht schon kraft räumlicher Nähe anzunehmen.
“15 LAT – article révisé en 2012 –, relève de l'accomplissement d'une tâche fédérale au sens de l'art. 78 al. 2 Cst. Par conséquent, les organisations disposant du droit de recours de l'art. 12 LPN peuvent contester de tels classements dans l'intérêt de la protection de la nature et du paysage (voir l'arrêt de principe rendu en 2016 publié aux ATF 142 II 509). En revanche, les autres mesures de planification adoptées par les cantons en application de la LAT ne relèvent en principe pas de l'accomplissement de tâches de la Confédération au sens de la LPN. Il en va de même de l'octroi d'une autorisation de construire dans une zone à bâtir existante (et dont il n'y a pas lieu de revoir la validité à titre incident - cf. infra, consid. 3); c'est bel et bien une tâche cantonale (ou communale), accomplie dans le cadre fixé par l'art. 75 al. 1 Cst. (cf. notamment AC.2020.0223 du 18 mars 2021 consid. 3b et les arrêts cités). Pour justifier sa légitimation, la fondation recourante fait cependant valoir que l'art. 18 al. 1 LPN ("La disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu [biotopes], ainsi que par d’autres mesures appropriées. Lors de l’application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture") ferait obstacle à la construction du bâtiment n° 11, à cause de la proximité d'un territoire d'intérêt biologique supérieur, et donc de biotopes dignes de protection. Or le territoire d'intérêt biologique supérieur (TIBS) le plus proche est le vallon où coule la Baye de Clarens, à environ 400 m en direction de l'Est (selon les indications du guichet cartographique cantonal). Les abords de cette rivière, entre la route de Chailly et la forêt surplombant Brent, en amont, sont effectivement recensés dans le réseau écologique cantonal (REC), ce TIBS, ayant une importance comme zone refuge et centre de dispersion pour les espèces protégées. Cela ne signifie cependant pas, à l'évidence, que le terrain des Grands Prés, ainsi que tous les quartiers déjà bâtis à l'ouest du cours de la Baye de Clarens devraient être considérés comme des biotopes protégés voire comme des zones tampons du TIBS.”
Für den Schutz, Unterhalt und die Sicherung schutzwürdiger Biotope sind die Kantone primär verantwortlich. Diese Pflicht besteht unabhängig davon, ob die Flächen bereits formell als Biotop unter Schutz gestellt wurden; der Schutzauftrag gilt auch gegenüber bisher nicht separat gewährten Schutzflächen. Als zentrales Instrument zur Sicherung kommen insbesondere die kantonale und kommunale Richt‑ und Nutzungsplanung in Betracht. Die tatsächliche Sicherung eines einzelnen schutzwürdigen Biotops kann — je nach Fall — vertraglich oder durch einen Unterschutzstellungsbeschluss erfolgen.
“Welche Wildtierkorridore als besonders schützenswerte Lebensräume gelten, hat die Vogelwarte Sempach in Zusammenarbeit mit dem Amt für Jagd und Fischerei im Rahmen des Projekts des Bundesamtes für Wald, Landschaft und Umwelt (BUWAL, heute BAFU) "Wildtierkorridore Schweiz" für die gesamte Schweiz ermittelt, indem sie Wildtierkorridore von überregionaler Bedeutung ausgeschieden hat (Otto Holzgang et al., Korridore für Wildtiere in der Schweiz, in: Bundesamt für Umwelt, Wald und Landschaft [Hrsg.], Schriftenreihe Umwelt Nr. 326 [nachfolgend: Bericht BUWAL Nr. 326], abrufbar unter: http://www.bafu.admin.ch/ > Themen > Biodiversität > Ökologische Infrastruktur > Wildtierkorridore > Korridore für Wildtiere in der Schweiz, abgerufen am 01.05.2023; Urteil A-6319/2011 E. 7.3.1). Der Schutz und Unterhalt aller schutzwürdigen Biotope obliegen als Bundesaufgabe den Kantonen (vgl. Art. 18a Abs. 2 NHG bzw. Art. 18b Abs. 1 NHG). Primäres Instrument, um Biotope von nationaler, regionaler oder lokaler Bedeutung zu schützen, ist die kantonale und kommunale Richt- und Nutzungsplanung (Fahrländer, Kommentar NHG, a.a.O., Rz. 7 und 22 zu Art. 18 NHG; Urteil A-6319/2011 E. 9.2).”
“S. 24). Dies trifft hier zu: Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken; bei diesen Massnahmen ist schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen Rechnung zu tragen. Art. 18 NHG ist eine Grundnorm des Biotop- und Naturschutzes und beauftragt die zuständigen Instanzen des Bundes, der Kantone sowie der Gemeinden, die erforderlichen Schutzvorkehren zu treffen (Karl Ludwig Fahrländer, in Keller/Zufferey/Fahrländer [Hrsg.], Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18 N. 2). Für den Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung sorgen gemäss Art. 18b Abs. 1 NHG die Kantone (zur Bedeutung des Naturschutzgebiets Fraubrunnenmoos vorne E. 2 und hinten E. 5.5). Anders als die Beschwerdeführenden anzunehmen scheinen, bezieht sich diese Schutz- und Unterhaltspflicht nicht lediglich auf eine Pflege ohne weitere Massnahmen (vgl. Beschwerde S. 25). Vielmehr hat die Sicherung des hier interessierenden, schutzwürdigen Biotops durch Vertrag oder Unterschutzstellungsbeschluss zu erfolgen (weiterführend dazu hinten E. 9). Der gewählte Perimeter ist für den Schutz der Biodiversität zudem zwecktauglich und erforderlich (dazu hinten E. 5.6 und 6). Somit wird nicht mehr FFF unter Schutz gestellt als nötig.”
“Dies gilt auch, soweit es sich um die Mahd- oder Weidenutzung von schutzwürdigen, aber bisher noch nicht in einem separaten Verfahren, formell unter Schutz gestellten Flächen handelt: Sowohl Art. 18 NHG als auch § 12 f. NLG knüpfen für die Definition eines Biotops ausschliesslich an die Schutzwürdigkeit an: Art. 18 Abs. 1bis NHG und §§ 12 f. NLG enthalten eine beispielhafte Aufzählung von besonders schutzwürdigen Lebensräumen. Art. 14 Abs. 2 NHV präzisiert die Schutzwürdigkeit von Lebensräumen anhand von verschiedenen, nicht abschliessenden Beurteilungskriterien (Lebensraumtypen, Vorkommen von geschützten und gefährdeten Pflanzen- und Tierarten, Vernetzungsfunktion). Die Kantone sind zum Schutz und zum Unterhalt schutzwürdiger Biotope verpflichtet, unabhängig davon, ob diese bereits als solche bezeichnet und in einem separaten Verfahren, formell (z.B. durch Ausweisung einer Schutzzone oder Erlass einer Schutzverordnung oder -verfügung) unter Schutz gestellt worden sind (KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: Kommentar NHG, Art. 18 N. 14 und 24; vgl. BGE 148 II 36 E. 5; 133 II 220 E. 2.3; Urteile 1C_401/2020 vom 1. März 2022 E. 4.7; 1A.173/2001 vom 23. April 2002 E. 4.3). Es handelt sich um einen direkt anwendbaren und zwingenden bundesrechtlichen Schutzauftrag (vgl.”
Wildtierkorridore verbinden verschiedene Biotope und dienen der grossräumigen Vernetzung von Tierpopulationen. Sie sind den Biotopen (von nationaler Bedeutung) gleichzustellen, da ohne solche Verbindungen die Schutzziele der Biotope nicht nachhaltig sichergestellt werden können.
“Das NHG bezweckt mitunter den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt sowie ihre biologische Vielfalt und ihren natürlichen Lebensraum (vgl. Art. 1 Bst. d NHG). Dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten ist durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Bei diesen Massnahmen ist schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen Rechnung zu tragen (Art. 18 Abs. 1 NHG). Besonders zu schützen sind Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (vgl. Art. 18 Art. 1bis NHG). Wildtierkorridore sind Teilbereiche in den Bewegungsachsen von Wildtieren, die innerhalb des Verbreitungsareals einer Art der grossräumigen Vernetzung von Tierpopulationen dienen. Sie haben die Funktion, verschiedene Biotope miteinander zu verbinden. Ohne solche Verbindungen können gegebenenfalls Schutzziele von Biotopen von nationaler Bedeutung nicht nachhaltig sichergestellt werden. Wildtierkorridore sind deshalb den Biotopen gleichzustellen (Urteil BGer 1A.173/2000 vom 5. November 2001 E. 4b [nicht publiziert in BGE 128 II 1]; Urteil BVGer A-2997/2020 vom 18. Juli 2022 E. 11.3 und A-6319/2011 vom 17. September 2012 E. 5 und 7.3.1). Der Bundesrat bezeichnet nach Anhören der Kantone die Biotope von nationaler, die Kantone jene von regionaler und lokaler Bedeutung (vgl. Art. 18a Abs. 1 NHG und Art.”
Bei unvermeidbarer Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume hat der Verursacher besondere Massnahmen zum bestmöglichen Schutz, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu treffen (Art. 18 Abs. 1ter NHG). Soweit fischereiliche Interessen betroffen sind, erfolgt die Festlegung der konkreten Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen unter Berücksichtigung von Art. 9 BGF.
“Gesetzliche Grundlage für den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt auf Bundesebene ist das NHG. Das Gesetz bezweckt unter anderem, «die einheimische Tier- und Pflanzenwelt sowie ihre biologische Vielfalt und ihren natürlichen Lebensraum zu schützen» (Art. 1 Bst. d NHG). Art. 7 Abs. 1 JSG43 stellt u.a. alle Vögel, die nicht zu den jagdbaren Arten gehören, unter Schutz. Gemäss Art. 7 Abs. 4 JSG sorgen die Kantone für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung. Die Lebensräume der Tiere und Pflanzen (Biotope) wie Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen usw. sind nach Art. 18 Abs. 1bis NHG besonders zu schützen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG).”
“Erfolgt durch einen technischen Eingriff eine Beeinträchtigung eines schutzwürdigen Lebensraumes, hat der Verursacher laut Art. 18 Abs. 1ter NHG für besondere Massnahmen zum bestmöglichen Schutz der schutzwürdigen Lebensräume, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu sorgen. Laut Art. 9 Abs. 1 BGF haben die zur Erteilung der fischereirechtlichen Bewilligung zuständigen Behörden unter Berücksichtigung der natürlichen Gegebenheiten und allfälliger anderer Interessen alle Massnahmen vorzuschreiben, die geeignet sind günstige Lebensbedingungen für die Wassertiere zu schaffen (Bst. a); die freie Fischwanderung sicherzustellen (Bst. b); die natürliche Fortpflanzung zu ermöglichen (Bst. c); zu verhindern, dass Fische und Krebse durch bauliche Anlagen oder Maschinen getötet oder verletzt werden (Bst. d). Aufgrund der Auswirkungen des technischen Eingriffs auf die fischereilichen Interessen erfolgt die Festlegung der Massnahmen nach Art. 9 Abs. 1 BGF und die Bestimmung der Schutz-, Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG. Weil die zuständige Behörde laut Art. 9 Abs. 1 BGF alle Massnahmen vorzuschreiben hat, die unter anderem geeignet sind, günstige Lebensbedingungen für die Wassertiere zu schaffen, die freie Fischwanderung sicherzustellen und zu verhindern, dass Fische und Krebse durch bauliche Anlagen oder Maschinen getötet oder verletzt werden, ist Ziffer”
Bei der Bewertung eines schutzwürdigen Biotops im Rahmen von Art. 18 Abs. 1ter NHG sind insbesondere folgende Merkmale zu prüfen: seine Bedeutung für geschützte, bedrohte oder seltene Pflanzen- und Tierarten; seine Funktion für den Naturhaushalt (ausgleichende Rolle); seine Bedeutung für die Vernetzung schützenswerter Biotope; sowie seine besondere Eigenart oder sein typischer Charakter. Sodann ist die vom BAFU erstellte Liste der national prioritären Arten und Lebensräume zu berücksichtigen.
“Aux termes de l’art. 18 al. 1 de la loi fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 1er juillet 1966 (LPN; RS 451), la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. L’art. 18 al. 1bis LPN prévoit qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. Les bosquets font, sur le principe, partie des habitats considérés comme dignes de protection au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, pour peu qu’ils présentent une qualité écologique suffisante (TF 1C_96/2022 rendu le 18 mars 2024 consid 6.3; ATF 133 II 223 consid. 2.3 et les réf. citées). Suivant l’art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 6 de l’ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.1) prévoit qu’une atteinte d’ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s’impose à l’endroit prévu et qu’elle correspond à un intérêt prépondérant. Pour l’évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu’il soit digne de protection selon l’al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let. a); son rôle dans l’équilibre naturel (let. b); son importance pour la connexion des biotopes entre eux (let.”
“sowie weiterer Kriterien, wie Mobilitätsansprüche der Arten oder Vernetzung ihrer Vorkommen (lit. e). Nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung (BGE 148 II 36 E. 5.3) ist auch die vom BAFU erstellte Liste der National Prioritären Arten und Lebensräume zu berücksichtigen, welche diejenigen Arten definiert, deren nationale Erhaltung bzw. Förderung vordringlich ist. Die Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe ist nach Art. 18 Abs. 1ter NHG nur zulässig, wenn sich diese unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen. Art. 14 Abs. 6 NHV präzisiert, dass ein technischer Eingriff, der schützenswerte Biotope beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden darf, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Ob das Interesse an der Realisierung des Projekts im konkreten Fall überwiegt, ist anhand einer umfassenden Abwägung aller betroffenen Interessen zu prüfen. Dabei sind für die Bewertung des Biotops in der Interessenabwägung gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV neben seiner Schutzwürdigkeit insbesondere seine Bedeutung für die geschützten, gefährdeten und seltenen Pflanzen- und Tierarten (lit. a), seine ausgleichende Funktion für den Naturhaushalt (lit. b), seine Bedeutung für die Vernetzung schützenswerter Biotope (lit. c), seine biologische Eigenart oder sein typischer Charakter (lit.”
“En l'occurrence, la présence de salamandres tachetées sur les parcelles nos 1920 et 1978 n'est plus contestée. Si, en procédant à l'inspection locale, la CDAP n'a pas pu constater par elle-même la présence de ces amphibiens, les collaborateurs de la DGE-BIODIV ont établi que le site abritait cette espèce protégée (cf. annexe 3 OPN). En délivrant son autorisation spéciale en cours de procédure de recours, la DGE a reconnu l'existence d'un biotope digne de protection (1ère étape du raisonnement découlant de l'application de l'art. 18 al. 1ter LPN). Le service cantonal a ensuite préconisé diverses mesures tendant à la préservation de l'habitat des salamandres, anticipant la 3ème étape, sans toutefois procéder à une pesée générale de tous les intérêts (2ème étape). Conformément à la jurisprudence rappelée ci-avant, il appartenait à la DGE de mettre en balance, d'une part, l'intérêt public à la conservation de ce biotope, et, d'autre part, les autres intérêts, tels l'intérêt privé des constructrices à la réalisation du projet, ainsi que l'intérêt public à une utilisation des parcelles en cause conforme à la planification en vigueur, dans le cadre de la mise en oeuvre des principes de la LAT, singulièrement dans ce secteur compris dans le projet d’agglomération Lausanne-Morges (PALM), en tenant compte de l’objectif de densification des territoires réservés à l'habitat (art. 3 al. 3 let. abis LAT). Le dossier ne contient aucune considération notamment quant à l'importance du biotope pour l'espèce animale protégée, son rôle dans l'équilibre naturel, son importance pour la connexion des biotopes entre eux, et sa particularité ou son caractère typique (cf.”
Es erscheint zweifelhaft, dass Einzelbäume oder isolierte Vegetation als Biotope im Sinn von Art. 18 NHG gelten. Ein alleinstehendes Gewächs erfüllt nach der zitierten Rechtsprechung regelmässig nicht die Anforderung eines «ausreichend grossen Lebensraums» und gehört nicht zu den in den Quellen genannten Biotopkategorien.
“Comme le relève Thierry Largey dans son commentaire des arrêts 1C_126/2020 du 15 février 2021 et 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 (DEP 2021 p. 358), le droit fédéral expose de manière détaillée à l'art. 18 al. 1bis LPN complété par l'art. 14 al. 3 OPN les critères pour définir les biotopes soumis au régime de protection générale de l'art. 18 al. 1ter LPN. En l'occurrence, on relève que l'épicéa litigieux ne fait pas partie des éléments mentionnés expressément à l'art. 18 al. 1bis LPN (rives, roselières, marais, associations végétales forestières rares, haies, bosquets, pelouses sèches). Cet arbre ne fait également pas partie des biotopes propres aux diverses espèces indigènes énumérés à l'art. 21 al. 1 LFaune (haies vives, boqueteaux, buissons, rideaux de verdure, clairières, zones marécageuses et roselières). De manière générale, il apparaît douteux qu'un arbre isolé puisse constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN. D'une part, il ne répond pas à l'exigence d'un "espace vital suffisamment étendu" au sens de l'art. 18 al. 1 LPN. D'autre part, un végétal unique, sans lien direct avec d'autres biotopes, par exemple un cours d'eau, ne peut pas constituer un élément important du réseau écologique. C'est probablement ce qu'a voulu dire le service cantonal spécialisé en matière de protection de la nature (DGE BIODIV) lorsque, après avoir rappelé la jurisprudence du Tribunal relative à la notion de biotope au sens de l'art. 18 LPN, il a relevé dans ses déterminations sur le recours qu'on était en présence d'un bel arbre méritant protection de par sa taille et son emplacement dans le quartier, mais qu'il ne s'agissait pas d'un biotope au sens de la législation. Il n'est pas contesté que l'arbre litigieux constitue un habitat pour toute une série d'animaux. Toutefois, on a vu qu'il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables. Partant, le fait que la DGE ait considéré qu'on ne se trouvait pas en présence d'un biotope nécessitant une autorisation de sa part en application des art.”
“Comme le relève Thierry Largey dans son commentaire des arrêts 1C_126/2020 du 15 février 2021 et 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 (DEP 2021 p. 358), le droit fédéral expose de manière détaillée à l'art. 18 al. 1bis LPN complété par l'art. 14 al. 3 OPN les critères pour définir les biotopes soumis au régime de protection générale de l'art. 18 al. 1ter LPN. En l'occurrence, on relève que l'épicéa litigieux ne fait pas partie des éléments mentionnés expressément à l'art. 18 al. 1bis LPN (rives, roselières, marais, associations végétales forestières rares, haies, bosquets, pelouses sèches). Cet arbre ne fait également pas partie des biotopes propres aux diverses espèces indigènes énumérés à l'art. 21 al. 1 LFaune (haies vives, boqueteaux, buissons, rideaux de verdure, clairières, zones marécageuses et roselières). De manière générale, il apparaît douteux qu'un arbre isolé puisse constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN. D'une part, il ne répond pas à l'exigence d'un "espace vital suffisamment étendu" au sens de l'art. 18 al. 1 LPN. D'autre part, un végétal unique, sans lien direct avec d'autres biotopes, par exemple un cours d'eau, ne peut pas constituer un élément important du réseau écologique. C'est probablement ce qu'a voulu dire le service cantonal spécialisé en matière de protection de la nature (DGE BIODIV) lorsque, après avoir rappelé la jurisprudence du Tribunal relative à la notion de biotope au sens de l'art. 18 LPN, il a relevé dans ses déterminations sur le recours qu'on était en présence d'un bel arbre méritant protection de par sa taille et son emplacement dans le quartier, mais qu'il ne s'agissait pas d'un biotope au sens de la législation. Il n'est pas contesté que l'arbre litigieux constitue un habitat pour toute une série d'animaux. Toutefois, on a vu qu'il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables. Partant, le fait que la DGE ait considéré qu'on ne se trouvait pas en présence d'un biotope nécessitant une autorisation de sa part en application des art.”
Es ist zweifelhaft, dass ein einzelner, isoliert stehender Baum als «Biotop» im Sinne von Art. 18 NHG zu qualifizieren ist. In der Rechtsprechung wurde dies regelmässig nicht bejaht, insbesondere wenn es an einem ausreichend grossen Lebensraum oder an Verbindungen zu anderen Biotopen fehlt.
“Dans le cas particulier, la recourante fait valoir que la qualité pour agir devrait lui être reconnue sur la base de l'art. 12 LPN, dès lors qu'elle allègue que le tilleul qu'il est prévu d'abattre pourrait constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN. Selon l'art. 18 LPN, la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées (al. 1 1ère phr.). Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Il ne ressort pas du texte légal, et cela n'a pas plus été constaté par la jurisprudence, qu'un arbre isolé pourrait constituer un biotope. Dans le cas d'espèce, les autorités cantonales chargées de la protection des biotopes n'ont pas soutenu que l'arbre en question constituait un biotope, même si la DGE-BIODIV s'est déclarée favorable à son maintien. En outre, la recourante n'invoque pas de motif pertinent qui imposerait de reconnaître la qualité de biotope à cet arbre.”
“18 LPN et que son abattage nécessitait par conséquent la délivrance d'une autorisation spéciale cantonale en application des art. 4a LPNMS et 22 LFaune, ce qui n'a pas été le cas. Comme le relève Thierry Largey dans son commentaire des arrêts 1C_126/2020 du 15 février 2021 et 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 (DEP 2021 p. 358), le droit fédéral expose de manière détaillée à l'art. 18 al. 1bis LPN complété par l'art. 14 al. 3 OPN les critères pour définir les biotopes soumis au régime de protection générale de l'art. 18 al. 1ter LPN. En l'occurrence, on relève que l'épicéa litigieux ne fait pas partie des éléments mentionnés expressément à l'art. 18 al. 1bis LPN (rives, roselières, marais, associations végétales forestières rares, haies, bosquets, pelouses sèches). Cet arbre ne fait également pas partie des biotopes propres aux diverses espèces indigènes énumérés à l'art. 21 al. 1 LFaune (haies vives, boqueteaux, buissons, rideaux de verdure, clairières, zones marécageuses et roselières). De manière générale, il apparaît douteux qu'un arbre isolé puisse constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN. D'une part, il ne répond pas à l'exigence d'un "espace vital suffisamment étendu" au sens de l'art. 18 al. 1 LPN. D'autre part, un végétal unique, sans lien direct avec d'autres biotopes, par exemple un cours d'eau, ne peut pas constituer un élément important du réseau écologique. C'est probablement ce qu'a voulu dire le service cantonal spécialisé en matière de protection de la nature (DGE BIODIV) lorsque, après avoir rappelé la jurisprudence du Tribunal relative à la notion de biotope au sens de l'art. 18 LPN, il a relevé dans ses déterminations sur le recours qu'on était en présence d'un bel arbre méritant protection de par sa taille et son emplacement dans le quartier, mais qu'il ne s'agissait pas d'un biotope au sens de la législation. Il n'est pas contesté que l'arbre litigieux constitue un habitat pour toute une série d'animaux. Toutefois, on a vu qu'il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables.”
Der Bau von Werken zur Reaktivierung unterbrochener Wildtierkorridore (z. B. Wildtierunterführungen) kann als gleichartige Massnahme i.S.v. Art. 18 Abs. 1ter NHG gelten. Solche Werke werden als Bestandteile der Nationalstrasse angesehen und unterliegen der im Einzelfall vorzunehmenden Interessenabwägung; sie müssen tatsächlich geeignet sein, den Wildtierwechsel zu reaktivieren.
“Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 7 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz [NHV, SR 451.1]). Wird ein Wildtierkorridor durch eine Nationalstrasse unterbrochen oder beeinträchtigt, so kommt der Bau eines Werks, das deren Überwindung ermöglicht und den Korridor reaktiviert, solchen Massnahmen gleich. Derartige Werke - wie z.B. eine Wildtierunterführung - gelten als Bestandteile der Nationalstrasse (vgl. Urteil A-6319/2011 E. 7.2.1) und unterliegen einer Interessenabwägung im Sinne von Art. 5 Abs. 2 NSG (vgl. bereits oben E. 4.5.4). Eine Wildtierunterführung muss tatsächlich geeignet sein, einen Wildtierwechsel zu reaktivieren (vgl. Urteil A-6319/2011 E. 5.2).”
Bei Vorliegen eines schutzwürdigen Biotops ist das Projekt nach Art. 18 Abs. 1ter NHG einer Interessenabwägung zu unterziehen; dabei sind auch kommunale Bauvorschriften und allfällige Abweichungen in die Gewichtung einzubeziehen. In diesem Kontext kann die Bauherrin verpflichtet werden, das Vorhaben in seiner Emprise zu reduzieren und darf nicht zwingend auf die volle Ausnutzung der baurechtlichen Möglichkeiten vertrauen.
“Il s'ensuit que le grief doit être admis. La cause doit sur ce point être renvoyée à l'instance précédente afin d'instruire la question de la présence d'un biotope digne de protection sur la parcelle n o 238, notamment en interpellant spécifiquement sur ce point l'autorité cantonale spécialisée. Le cas échéant, le projet devra en particulier être réexaminé à la lumière de l'art. 18 al. 1ter LPN, singulièrement, faire l'objet de la pesée des intérêts commandée par cette disposition. Dans ce cas de figure, les dispositions du règlement communal et les dérogations à celui-ci impliquées par le projet devraient également être prises en comptes dans la pondération. Selon la jurisprudence, en présence d'un biotope digne de protection, il ne peut en effet être garanti au propriétaire de pouvoir utiliser la totalité des possibilités de construire découlant de la réglementation communale des constructions (cf. arrêt 1C_126/2020 du 15 février 2021 consid. 6.1 in fine et 6.2.3), a fortiori en va-t-il ainsi, dans un tel contexte, de l'octroi de dérogations.”
“A cet égard, les efforts entrepris par la constructrice pour dimensionner son projet de façon raisonnable compte tenu de l'existence du biotope apparaissent moindres ou à tout le moins insuffisants en l'état. Les constatations de la cour cantonale à teneur desquelles le projet n'exploite déjà pas tous les droits à bâtir conférés par le plan d'affectation qui autorise des longueurs et hauteurs de bâtiment supérieures à celle du bâtiment prévu ne sont pas décisives en tant que ces éléments sont considérés isolément, sans mise en perspective avec d'autres critères limitatifs tels que les distances aux limites ou les coefficients d'utilisation du sol. En définitive, le Tribunal fédéral considère que si l'intérêt de la propriétaire à construire sur la partie sud de son bien-fond doit être protégé, il incombe à celle-ci de développer un projet à l'emprise au sol réduite tenant mieux compte du biotope d'importance régionale qui s'y trouve. L'autorisation de construire contrevient en l'état à l'art. 18 al. 1ter LPN et ne peut par conséquent être confirmée.”
Bei Standortgebundenheit sind Ersatzmassnahmen zulässig. Bei der Prüfung ist die in Art. 18 Abs. 1ter NHG festgelegte Reihenfolge zu beachten: die Wiederherstellung geht grundsätzlich vor dem Ersatz. Entscheidend bleibt jedoch die Eignung der jeweiligen Massnahme zum ökologischen Ausgleich; Ersatzmassnahmen mit einer besseren «Reparaturwirkung» können im Einzelfall einer Wiederherstellung vorgezogen werden. Insgesamt muss die Bilanz der Beeinträchtigungen und der angeordneten Massnahmen ausgeglichen sein.
“Diese Abwägung würde nicht anders ausfallen, wenn das Feldgehölz heute noch bestünde. Dessen vollständige Erhaltung wäre der bauwilligen Beschwerdegegnerin nicht zuzumuten. Ein alternativer, aus Sicht des Naturschutzes besserer Standort der Gebäude auf der Bauparzelle ist nicht ersichtlich. Da die südliche Hälfte der Parzelle Nr. L.________ teilweise in der Grünzone und im Landschaftsschutzgebiet liegt und vom nördlichen Teil durch einen markanten Terraineinschnitt mit einem Fliessgewässer (vgl. dazu Erwägung 8) getrennt ist, kommt hauptsächlich die nördliche Parzellenhälfte als möglicher Gebäudestandort in Frage. Das Bauvorhaben gilt damit als standortgebunden. Die Ausnahmebewilligung kann erteilt werden, sofern geeignete Ersatzmassnahmen zum ökologischen Ausgleich getroffen werden. Mit den Ersatzmassnahmen ist ein qualitativer und quantitativer Ausgleich für den mit der geplanten Bebauung verursachten Eingriff in das Feldgehölz und den Lebensraum geschützter Tiere zu schaffen.113 Nach Art. 18 Abs. 1ter NHG sind ökologische Ausgleichsmassnahmen in einer festgelegten Reihenfolge zu prüfen, wobei die Wiederherstellung einem Ersatz grundsätzlich vorgeht. Entscheidend ist aber letztlich die Eignung der jeweiligen Massnahme zum ökologischen Ausgleich. Ersatzmassnahmen mit einer besseren «Reparaturwirkung» können deshalb im Einzelfall einer Wiederherstellungsmassnahme vorgezogen werden. Im Ergebnis muss die Gesamtbilanz der projektbedingten Beeinträchtigungen und der angeordneten Massnahmen ausgeglichen sein.114”
“Diese Abwägung würde nicht anders ausfallen, wenn das Feldgehölz heute noch bestünde. Dessen vollständige Erhaltung wäre der bauwilligen Beschwerdegegnerin nicht zuzumuten. Ein alternativer, aus Sicht des Naturschutzes besserer Standort der Gebäude auf der Bauparzelle ist nicht ersichtlich. Da die südliche Hälfte der Parzelle Nr. L.________ teilweise in der Grünzone und im Landschaftsschutzgebiet liegt und vom nördlichen Teil durch einen markanten Terraineinschnitt mit einem Fliessgewässer (vgl. dazu Erwägung 8) getrennt ist, kommt hauptsächlich die nördliche Parzellenhälfte als möglicher Gebäudestandort in Frage. Das Bauvorhaben gilt damit als standortgebunden. Die Ausnahmebewilligung kann erteilt werden, sofern geeignete Ersatzmassnahmen zum ökologischen Ausgleich getroffen werden. Mit den Ersatzmassnahmen ist ein qualitativer und quantitativer Ausgleich für den mit der geplanten Bebauung verursachten Eingriff in das Feldgehölz und den Lebensraum geschützter Tiere zu schaffen.113 Nach Art. 18 Abs. 1ter NHG sind ökologische Ausgleichsmassnahmen in einer festgelegten Reihenfolge zu prüfen, wobei die Wiederherstellung einem Ersatz grundsätzlich vorgeht. Entscheidend ist aber letztlich die Eignung der jeweiligen Massnahme zum ökologischen Ausgleich. Ersatzmassnahmen mit einer besseren «Reparaturwirkung» können deshalb im Einzelfall einer Wiederherstellungsmassnahme vorgezogen werden. Im Ergebnis muss die Gesamtbilanz der projektbedingten Beeinträchtigungen und der angeordneten Massnahmen ausgeglichen sein.114”
Fehlen wissenschaftlich zuverlässige Hinweise für eine drohende Beeinträchtigung eines schutzwürdigen Lebensraums, rechtfertigt dies nach der zitierten Entscheidung nicht die Anordnung zusätzlicher Emissions- oder sonstiger Beschränkungen; spekulative Gefährdungsbehauptungen genügen nicht als Nachweis einer drohenden Beeinträchtigung im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG.
“Wissenschaftlich zuverlässige Hinweise für die Gefährdung von Feldlerchen bei antennennahen Durchflügen vermag der Rekurrent nicht darzutun. Sol- che Hinweise sind auch nicht ersichtlich. Dasselbe gilt für erfahrungsbasierte Befunde. Eine zusätzliche Emissionsbegrenzung rechtfertigt sich damit nicht. Die private Rekursgegnerin kann deshalb weder zur Reduktion der Sendeleistung verpflichtet werden noch besteht eine Grundlage für die Auf- hebung der angefochtenen Baubewilligung. 10.3. Der vom Rekurrenten ins Recht gelegte Bericht der BirdLife Zürich befasst sich mit der möglichen Beeinträchtigung des Lebensraums der Feldlerchen durch die geplante Mobilfunk-Antennenanlage als "Vertikalstruktur", d.h. auf- grund der vertikalen Ausdehnung der Anlage (und nicht mit den Auswirkun- gen der Mobilfunk-Strahlung). In Übereinstimmung mit der privaten Rekursgegnerin kommen der Arten- schutz und der damit zusammenhängende Biotopschutz von vornherein nur zum Tragen, wenn eine Beeinträchtigung droht (vgl. Art. 18 ff. NHG, insbes. Art. 18 Abs. 1ter NHG, sowie Art. 14 und 20 NHV; vgl. auch BGE 118 Ib 485). Der Bericht der BirdLife Zürich hält indes selbst fest, dass keine publizierten Studien zu den Abständen von Feldlerchen-Territorien zu 17 Mobilfunk-Antennenanlagen oder Türmen existieren würden. Die Schlussfol- gerung im Bericht, dass die Feldlerchenpopulation […] durch die geplante Mobilfunk-Antennenanlage negativ beeinflusst oder gar ausgelöscht werde, erscheint vor diesem Hintergrund gewagt. Eine drohende Beeinträchtigung der Feldlerchenpopulation im fraglichen Gebiet vermag der Rekurrent ge- stützt auf dieser Grundlage jedenfalls nicht darzutun. 11.1. Der Rekurrent macht geltend, dass die strittige Anlage praktisch so hoch wie der Kirchturm von X werde. Mit den weit ausladenden Antennenkörpern störe die Anlage das Landschaftsbild des T.. Die Anlage werde auch von innerhalb des denkmalgeschützten Ortskerns zusammen mit den schützenswerten Bauten wahrgenommen, da die Anlage trotz der Distanz von ca. 700 m die Hausdächer noch weit überrage.”
“Wissenschaftlich zuverlässige Hinweise für die Gefährdung von Feldlerchen bei antennennahen Durchflügen vermag der Rekurrent nicht darzutun. Sol- che Hinweise sind auch nicht ersichtlich. Dasselbe gilt für erfahrungsbasierte Befunde. Eine zusätzliche Emissionsbegrenzung rechtfertigt sich damit nicht. Die private Rekursgegnerin kann deshalb weder zur Reduktion der Sendeleistung verpflichtet werden noch besteht eine Grundlage für die Auf- hebung der angefochtenen Baubewilligung. 10.3. Der vom Rekurrenten ins Recht gelegte Bericht der BirdLife Zürich befasst sich mit der möglichen Beeinträchtigung des Lebensraums der Feldlerchen durch die geplante Mobilfunk-Antennenanlage als "Vertikalstruktur", d.h. auf- grund der vertikalen Ausdehnung der Anlage (und nicht mit den Auswirkun- gen der Mobilfunk-Strahlung). In Übereinstimmung mit der privaten Rekursgegnerin kommen der Arten- schutz und der damit zusammenhängende Biotopschutz von vornherein nur zum Tragen, wenn eine Beeinträchtigung droht (vgl. Art. 18 ff. NHG, insbes. Art. 18 Abs. 1ter NHG, sowie Art. 14 und 20 NHV; vgl. auch BGE 118 Ib 485). Der Bericht der BirdLife Zürich hält indes selbst fest, dass keine publizierten Studien zu den Abständen von Feldlerchen-Territorien zu 17 Mobilfunk-Antennenanlagen oder Türmen existieren würden. Die Schlussfol- gerung im Bericht, dass die Feldlerchenpopulation […] durch die geplante Mobilfunk-Antennenanlage negativ beeinflusst oder gar ausgelöscht werde, erscheint vor diesem Hintergrund gewagt. Eine drohende Beeinträchtigung der Feldlerchenpopulation im fraglichen Gebiet vermag der Rekurrent ge- stützt auf dieser Grundlage jedenfalls nicht darzutun. 11.1. Der Rekurrent macht geltend, dass die strittige Anlage praktisch so hoch wie der Kirchturm von X werde. Mit den weit ausladenden Antennenkörpern störe die Anlage das Landschaftsbild des T.. Die Anlage werde auch von innerhalb des denkmalgeschützten Ortskerns zusammen mit den schützenswerten Bauten wahrgenommen, da die Anlage trotz der Distanz von ca. 700 m die Hausdächer noch weit überrage.”
“Der vom Rekurrenten ins Recht gelegte Bericht der BirdLife Zürich befasst sich mit der möglichen Beeinträchtigung des Lebensraums der Feldlerchen durch die geplante Mobilfunk-Antennenanlage als "Vertikalstruktur", d.h. auf- grund der vertikalen Ausdehnung der Anlage (und nicht mit den Auswirkun- gen der Mobilfunk-Strahlung). In Übereinstimmung mit der privaten Rekursgegnerin kommen der Arten- schutz und der damit zusammenhängende Biotopschutz von vornherein nur zum Tragen, wenn eine Beeinträchtigung droht (vgl. Art. 18 ff. NHG, insbes. Art. 18 Abs. 1ter NHG, sowie Art. 14 und 20 NHV; vgl. auch BGE 118 Ib 485). Der Bericht der BirdLife Zürich hält indes selbst fest, dass keine publizierten Studien zu den Abständen von Feldlerchen-Territorien zu 17 Mobilfunk-Antennenanlagen oder Türmen existieren würden. Die Schlussfol- gerung im Bericht, dass die Feldlerchenpopulation […] durch die geplante Mobilfunk-Antennenanlage negativ beeinflusst oder gar ausgelöscht werde, erscheint vor diesem Hintergrund gewagt. Eine drohende Beeinträchtigung der Feldlerchenpopulation im fraglichen Gebiet vermag der Rekurrent ge- stützt auf dieser Grundlage jedenfalls nicht darzutun.”
Eine Revitalisierung (z. B. der dem Durchlass vor- und nachgelagerten Bereiche des Russbachs) kann zugleich Pflichten aus dem Hochwasserschutz und fischereirechtliche Massnahmen (ASTRA) betreffen und kann daher als angemessener Ersatz im Sinn von Art. 18 Abs. 1ter NHG anerkannt werden.
“Weiter sind gemäss Umweltverträglichkeitsbericht durch das Ausführungsprojekt rund 100'000 m2 an geschützten Lebensräumen (93'925 m2 Niederhecken, 5'670 m2 Gewässerraum) betroffen. Der Beschwerdeführer bestreitet nicht, dass die Revitalisierung der dem Durchlass vor- und nachgelagerten Bereiche des Russbachs einen angemessenen Ersatz für die durch das Ausführungsprojekt beeinträchtigten Biotope im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG darstellt. Daran bestehen auch sonst keine Zweifel, nachdem das BAFU diese Massnahme ausdrücklich begrüsst. Diese erweist sich als sinnvoll, da aus Hochwasserschutzgründen ohnehin in den Russbach eingegriffen werden und das ASTRA bereits in diesem Zusammenhang fischereirechtliche Massnahmen ergreifen muss. Mit Blick auf die Planunterlage i1.9 «Gestaltungsplan Russbach» kann zudem die Verhältnismässigkeit der Ausgestaltung des neuen Bachbetts und des Gewässerraums - gerade im Bereich der Grundstücke des Beschwerdeführers - bejaht werden. An jener Stelle soll der Russbach, im Unterschied zum projektierten Verlauf auf der anderen Seite der N01 und unter besonderer Berücksichtigung der Fruchtfolgeflächen (vgl. oben E. 4.3), nur leicht versetzt parallel zum alten Bachbett und nur wenig mäandrierend verlaufen. Dazu kommt, dass der Bach gemäss den unbestrittenen Aussagen des ASTRA lediglich auf einer Strecke revitalisiert wird, die aus hydraulischer Sicht zur Erreichung der Hochwassersicherheit eine Anpassung erfordert.”
Im Feststellungsverfahren ist allein die Schutzwürdigkeit zu prüfen; eine umfassende Interessenabwägung über die Zulässigkeit eines Eingriffs gehört nicht in dieses Verfahren. Bei der Feststellung der Schutzwürdigkeit sind lediglich die schutzwürdigen land‑ und forstwirtschaftlichen Interessen zu beachten. Fragen des Ersatzes bzw. der Zulässigkeit des Eingriffs sind gesondert in einem dem Eingriff gewidmeten Verfahren zu prüfen.
“Sodann gehe die Vorinstanz über ihre Zuständigkeit hinaus, indem sie auf- grund einer Interessenabwägung einer hypothetischen Immobilienpromotion den Vorrang gebe. Es gehe hier nur um die Feststellung der Schutzwürdig- keit. Auch eine Interessenabwägung im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG sei gegenstandslos. Bei der Feststellung der Schutzwürdigkeit gemäss Art. 18 NHG seien nur die schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen zu berücksichtigen. Diese lnteressenabwägung sei nicht zu verwechseln mit der vom Stadtrat angewendeten Interessenabwägung gemäss Art. 18 Abs. R1S.2023.05008 Seite 11 1ter NHG, welche die Zulässigkeit des Eingriffs betreffe (Fahrländer in Kom- mentar NHG, 2. Auflage, Art. 18 Rz 12, letzter Abschnitt, Seite 443). Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art.”
Die Kantone verfügen über einen weiten Beurteilungsspielraum, welche «ausreichend grossen» Lebensräume (Biotope) von lokaler oder regionaler Bedeutung schutzwürdig sind und welche Instrumente sie zur Umsetzung des Art. 18 Abs. 1 NHG einsetzen.
“Cependant, la Confédération légifère sur la protection de la faune et de la flore et sur le maintien de leur milieu naturel dans sa diversité. Elle protège les espèces menacées d'extinction (al. 4). Cette dernière disposition est concrétisée par la LPN qui avait pour but de protéger la faune et la flore indigènes, ainsi que leur diversité biologique et leur habitat naturel (art. 1 let. d). 11. En adoptant les art. 18 à 18d LPN, le législateur fédéral a conféré aux cantons le mandat de protéger les biotopes d'importance régionale et locale. Les cantons disposent dans l'accomplissement de cette tâche d'un véritable pouvoir d'appréciation. On observe à cet égard que le législateur fédéral n'a pas protégé les biotopes d'importance régionale et locale de façon générale, comme il l'a fait pour la forêt (art. 31 LFor, art. 1er et 24 ss OFor), mais qu'il s'est contenté de charger les cantons de veiller à leur protection (art. 18b LPN ; ATF 116 Ib 203 consid. 4b). 12. Le législateur étant conscient que la protection des espèces ne peut être indépendante de celle de leurs milieux, l'art. 18 al. 1 LPN prévoit que la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes) ainsi que par d'autres mesures appropriées. La protection visée par les art. 18 à 23 LPN est à la fois quantitative et qualitative. 13. Pour bénéficier de la protection de l'art. 18 LPN, les biotopes doivent respecter certaines conditions. Il y a lieu de protéger tout particulièrement: les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al.”
“Für kantonale und kommunale Schutzobjekte sind die jeweiligen kantonalen Bestimmungen und – bei Vorliegen einer Bundesaufgabe (vgl. oben, E. 12.2.2) – Art. 3 NHG anwendbar. Schutzobjekte des Natur- und Heimatschutzes hat der Kanton bei der Festsetzung eines kantonalen Gestaltungsplans zu schonen und, wo das öffentliche Interesse an diesen überwiegt, ungeschmälert zu erhalten (§ 204 Abs. 1 PBG; § 1 der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung vom 20. Juli 1977 [KNHV; LS 702.11]; Fritzsche/Bösch/Wipf/Kunz, S. 192 f.). Ebenfalls finden die Anliegen über die allgemeinen Planungsgrundsätze nach Art. 1 und 3 RPG Eingang in die Interessenabwägung. Schliesslich sind die Kantone nach Art. 18 Abs. 1 NHG verpflichtet, dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Dabei steht den Kantonen bei der Umsetzung dieses bundesrechtlichen Auftrags und Wahl der Instrumente ein erheblicher Ermessensspielraum zu (vgl. BGr, 2. November 2021, 1C_663/2020, E. 5.1 mit Hinweisen). Art. 18 Abs. 1bis NHG zählt in nicht abschliessender Weise auf, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Darunter fallen insbesondere Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen. Wird ein Gebiet inventarisiert oder als Schutzgebiet ausgeschieden, ist dies ein hinreichendes Indiz dafür, dass dem Gebiet Biotop-Qualität zukommt (zum Ganzen: BGE 134 II 97 E. 3.6.3). Der Kanton Zürich hat diese Bestimmung in § 203 PBG sowie § 13 KNHV nachvollzogen und konkretisiert.”
“La loi fédérale du 1er juillet 1966 sur la protection de la nature et du paysage (LPN; RS 451) énumère, en son art. 18 al. 1bis, les biotopes qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement, sans néanmoins définir plus précisément la notion de biotope. Les exigences de l'art. 18 LPN ne s'appliquent cependant pas à toute "aire géographique caractérisée par des conditions climatiques et physico-chimiques homogènes permettant l’existence d’une faune et d’une flore spécifiques" (selon la définition du Dictionnaire de l'Académie française, 9e éd.); le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale sur la protection de la nature et du paysage se rapporte en effet à un "espace vital suffisamment étendu" (cf. art. 18 al. 1 LPN), exerçant une certaine fonction (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb et les références; TF 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1; arrêts AC.2017.0209, AC.2016.0191 du 10 décembre 2020 consid. 3d/ee; AC.2020.0085 du 26 novembre 2020 consid. 6c/aa). Le droit vaudois ne prévoit pas davantage de définition précise de la notion de biotope (cf. arrêt précité AC.2017.0209, AC.2016.0191 consid. 3d/ee). Selon le Tribunal fédéral, les cantons disposent d’une importante marge d’appréciation pour déterminer quels sont les "espaces vitaux suffisamment étendus" dignes de protection, car le droit fédéral n’implique pas – comme il le fait pour les forêts – la protection de l’ensemble des biotopes (cf. ATF 121 II 161 consid. 2a/bb; 118 Ib 485 consid. 3a; 116 Ib 203 consid. 4b et 5g). Selon l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance fédérale du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature (OPN; RS 451.1), les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: " a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b.”
Bosquets (Feldgehölze) und Hecken können als schutzwürdige Biotope im Sinn von Art. 18 Abs. 1bis NHG angesehen werden, sofern sie eine ausreichende ökologische Qualität aufweisen. Trifft dies zu, ist in der Folge die Prüfung der Eingriffsvoraussetzungen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG bzw. nach Art. 14 NHV vorzunehmen.
“Aux termes de l’art. 18 al. 1 de la loi fédérale sur la protection de la nature et du paysage du 1er juillet 1966 (LPN; RS 451), la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. L’art. 18 al. 1bis LPN prévoit qu’il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. Les bosquets font, sur le principe, partie des habitats considérés comme dignes de protection au sens de l’art. 18 al. 1bis LPN, pour peu qu’ils présentent une qualité écologique suffisante (TF 1C_96/2022 rendu le 18 mars 2024 consid 6.3; ATF 133 II 223 consid. 2.3 et les réf. citées). Suivant l’art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 6 de l’ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.1) prévoit qu’une atteinte d’ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s’impose à l’endroit prévu et qu’elle correspond à un intérêt prépondérant. Pour l’évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu’il soit digne de protection selon l’al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let.”
“Hecken sind auch bundesrechtlich als Biotop geschützt, wenn sie die Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1 und Art. 18 Abs. 1bis NHG in Verbindung mit Art. 14 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV; SR 451.1) erfüllen (BGE 133 II 220 E. 2.3 mit Hinweisen; KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: NHG-Kommentar, 2. Aufl. 2019, N. 19 zu Art. 18 NHG). Diesfalls wären auch die Eingriffsvoraussetzungen gemäss Art. 18 Abs. 1ter und Art. 14 Abs. 3 NHV zu prüfen.”
Gerichtspraxis nennt konkret Ufer, Ried/Röhrichte/Marais, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Trockenrasen und ähnliche Lebensräume als besonders schutzwürdig; bei unvermeidbaren technischen Eingriffen sind deshalb besondere Schutz‑, Wiederherstellungs‑ oder Ersatzmassnahmen zu treffen (sachdienliche Abwägung vorausgesetzt). Das Vorhandensein national priorisierter oder auf Rotlisten geführter Arten kann die Schutzwürdigkeit eines Lebensraums als Biotop begründen.
“Selon l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. Lors de l'application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l'agriculture et de la sylviculture. Il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses (al. 1bis). En vertu de l'art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'art. 14 de l'ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.1) a trait à la protection des biotopes. Il prévoit en particulier que cette protection doit assurer, notamment de concert avec la compensation écologique (art. 15) et les dispositions relatives à la protection des espèces (art. 20), la survie de la flore et de la faune sauvage indigènes (al. 1). Elle est notamment assurée par:”
“13/2005 du 24 juin 2005 c. 5.1). La fonction première de ces listes est d’indiquer l’urgence des mesures à prendre pour sauvegarder une espèce. En vertu de l’art. 14 al. 3 let. d OPN, celles-ci acquièrent la même portée que l’annexe 1 de l’OPN pour la délimitation des biotopes. Il s'ensuit que le fait de répertorier des espèces mentionnées sur les listes rouges ou la liste des espèces prioritaires au niveau national, dans un milieu, peut justifier la protection de celui-ci en tant que biotope, indépendamment du fait qu’il corresponde au descriptif donné à l’annexe 1 de l’OPN (A.-C. Favre, Commentaire LPN, art. 20 n. 5). L'art. 14 al. 6 phr. 1 OPN dispose encore qu'une atteinte d’ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s’impose à l’endroit prévu et qu’elle correspond à un intérêt prépondérant. L'art. 14 al. 6 phr. 2 OPN cite les caractéristiques déterminantes pour l'évaluation du biotope dans la pesée des intérêts. Enfin, selon l'art. 18 al. 1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (voir aussi art. 14 al. 7 OPN). 12.4.2 L'art. 20 al. 1 phr. 2 LPN permet par ailleurs au Conseil fédéral de prendre des mesures adéquates pour protéger les espèces animales menacées ou dignes de protection. Ce faisant, l'art. 20 al. 2 OPN dispose en particulier que les animaux protégés figurant dans la loi fédérale du 20 juin 1986 sur la chasse et la protection des mammifères et oiseaux sauvages (LChP, RS 922.0) sont protégés. En l'occurrence, il découle de l'art. 7 al. 1 LChP que tous les animaux visés à l’art. 2 LChP (notamment les oiseaux, voir art. 2 let. a LChP) qui n’appartiennent pas à une espèce pouvant être chassée (art. 5 LChP), sont protégés. Conformément à l'art. 20 al. 2 let.”
Der bundesrechtliche Biotopbegriff im Zusammenhang mit Art. 18 Abs. 1 NHG umfasst nach Rechtsprechung nicht irgendein biotopartiges Gebiet, sondern ein «genügend grosses» Lebensraumgebiet, das eine bestimmte Funktion (ein ausreichend ausgedehntes «espace vital») erfüllt. Nicht jede Fläche mit biotopähnlichen Merkmalen fällt demnach unter den Schutzbegriff.
“Cela étant, si l'art. 18 al. 1bis énumère les biotopes qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement (cf. consid. 3d/bb supra), le droit fédéral ne définit pas plus précisément la notion de biotope. Les exigences de l'art. 18 LPN ne s'appliquent cependant pas à toute "aire géographique caractérisée par des conditions climatiques et physico-chimiques homogènes permettant l’existence d’une faune et d’une flore spécifiques" (selon la définition du Dictionnaire de l'Académie française, 9e éd.); le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale sur la protection de la nature et du paysage se rapporte en effet à un "espace vital suffisamment étendu" (cf. art. 18 al. 1 LPN), exerçant une certaine fonction (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb et les références; TF 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1). Le droit vaudois ne prévoit pas davantage de définition précise de la notion de biotope (pour un exemple d'une telle définition, cf. art. 20 al. 1 de la loi bernoise du 15 septembre 1992 sur la protection de la nature - RSB”
Ist ein Biotop als schützenswert anerkannt, ist zunächst eine allgemeine Interessenabwägung vorzunehmen. Bei dieser Abwägung bleiben vorgesehene Kompensationsmassnahmen ausser Betracht; über Kompensation ist erst zu entscheiden, wenn feststeht, dass der Eingriff nicht vermeidbar ist.
“Selon l'art. 18 al. 1 LPN, "la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées". S'agissant des mesures générales de sauvegarde des biotopes dignes de protection, l'art. 18 al. 1ter LPN dispose que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (voir aussi l'art. 14 al. 7 OPN). Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter in fine LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2e étape).”
Art. 18 Abs. 1 NHG verpflichtet die zuständigen Instanzen von Bund, Kantonen und Gemeinden, dem Aussterben einheimischer Arten durch Erhaltung genügender Lebensräume und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Die Kantone sorgen gemäss Art. 18b Abs. 1 NHG für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung; die Sicherung schutzwürdiger Biotope kann – etwa durch Vertrag oder durch Unterschutzstellungsbeschluss – erfolgen.
“S. 24). Dies trifft hier zu: Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken; bei diesen Massnahmen ist schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen Rechnung zu tragen. Art. 18 NHG ist eine Grundnorm des Biotop- und Naturschutzes und beauftragt die zuständigen Instanzen des Bundes, der Kantone sowie der Gemeinden, die erforderlichen Schutzvorkehren zu treffen (Karl Ludwig Fahrländer, in Keller/Zufferey/Fahrländer [Hrsg.], Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18 N. 2). Für den Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung sorgen gemäss Art. 18b Abs. 1 NHG die Kantone (zur Bedeutung des Naturschutzgebiets Fraubrunnenmoos vorne E. 2 und hinten E. 5.5). Anders als die Beschwerdeführenden anzunehmen scheinen, bezieht sich diese Schutz- und Unterhaltspflicht nicht lediglich auf eine Pflege ohne weitere Massnahmen (vgl. Beschwerde S. 25). Vielmehr hat die Sicherung des hier interessierenden, schutzwürdigen Biotops durch Vertrag oder Unterschutzstellungsbeschluss zu erfolgen (weiterführend dazu hinten E.”
“Sodann gehe die Vorinstanz über ihre Zuständigkeit hinaus, indem sie auf- grund einer Interessenabwägung einer hypothetischen Immobilienpromotion den Vorrang gebe. Es gehe hier nur um die Feststellung der Schutzwürdig- keit. Auch eine Interessenabwägung im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG sei gegenstandslos. Bei der Feststellung der Schutzwürdigkeit gemäss Art. 18 NHG seien nur die schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen zu berücksichtigen. Diese lnteressenabwägung sei nicht zu verwechseln mit der vom Stadtrat angewendeten Interessenabwägung gemäss Art. 18 Abs. R1S.2023.05008 Seite 11 1ter NHG, welche die Zulässigkeit des Eingriffs betreffe (Fahrländer in Kom- mentar NHG, 2. Auflage, Art. 18 Rz 12, letzter Abschnitt, Seite 443). Der durch den Antrag auf Feststellung der Schutzwürdigkeit bestimmte Streitge- genstand sei einzig die Schutzwürdigkeit. Es handle sich um ein Verfahren betreffend Feststellung gemäss Art. 14 Abs. 5 NHV. Auch die Frage des Er- satzes könne sich erst im Verfahren betreffend die Zulässigkeit des Eingriffs stellen. 7.2.1. Art. 18 Abs. 1 NHG statuiert die Verpflichtung, dem Aussterben einheimi- scher Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Le- bensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwir- ken. Besonders zu schützen sind dabei Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaf- ten aufweisen (Art. 18 Abs. 1 bis NHG). Während der Bundesrat Biotope von nationaler Bedeutung bezeichnet, deren Lage bestimmt und die Schutzziele festlegt (Art. 18a Abs. 1 NHG), sorgen die Kantone für Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung (Art. 18b Abs. 1 NHG). Art. 18 NHG verschafft keinen unmittelbar kraft Bundesrechts rechtswirksa- men Biotopschutz. Vielmehr haben die Kantone (bzw. die Gemeinden) die zu schützenden Räume vorerst im Einzelfall zu bezeichnen (RB 1999 Nr. 129). Laut Art.”
Der Bundesrat hat von seiner Kompetenz gemäss Art. 20 NHG Gebrauch gemacht und in Art. 20 NHV geeignete Massnahmen zur Erhaltung seltener Pflanzen sowie gefährdeter oder schützenswerter Tierarten bezeichnet.
“Dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten ist durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken (Art. 18 Abs. 1 Satz 1 NHG). Besonders zu schützen sind gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG diejenigen Standorte, die besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (vgl. dazu das Urteil des BGer 1C_315/2015 vom 24. August 2016 E. 5.4, nicht publ. in: BGE 142 II 509). Der Bundesrat hat sodann von seiner Kompetenz gemäss Art. 20 NHG Gebrauch gemacht und in Art. 20 NHV die geeigneten Massnahmen zur Erhaltung seltener Pflanzen und gefährdeter oder schützenswerter Tierarten bezeichnet.”
“Dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten ist durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken (Art. 18 Abs. 1 Satz 1 NHG). Besonders zu schützen sind gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG diejenigen Standorte, die besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (vgl. dazu das Urteil des BGer 1C_315/2015 vom 24. August 2016 E. 5.4, nicht publ. in: BGE 142 II 509). Der Bundesrat hat sodann von seiner Kompetenz gemäss Art. 20 NHG Gebrauch gemacht und in Art. 20 NHV die geeigneten Massnahmen zur Erhaltung seltener Pflanzen und gefährdeter oder schützenswerter Tierarten bezeichnet.”
Bei Bauvorhaben mit Kollisions‑ oder Störungsrisiken kann eine konkret beurteilte Ersatzmassnahme als „bestmöglicher Schutz“ im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG anerkannt werden. So hat die zuständige Stelle die Ersatzmassnahme Nr. 8 (Markierungen/Bälle) für die geplante Schrägseilbrücke als beste Massnahme und damit als bestmöglichen Schutz befunden; die verbleibende, nach Abwägung nicht vermeidbare Beeinträchtigung wurde damit als mit Art. 18 Abs. 1ter NHG vereinbar erachtet.
“Seile, wie sie auf Baustellen für die temporäre Umlegung von Leitungen zur Anwendung kämen, durchaus effizient und zweckdienlich wären. Der (zusätzliche) Nutzen solcher Bänder neben dem Anbringen der schwarz-weissen Markierungen oder Bälle erschliesst sich der BVD jedoch nicht und war bei der Beurteilung durch die Vogelwarte Sempach auch kein Thema. Das damit verfolgte Ziel der besseren Sichtbarkeit der Spannseile wird mit den vorgeschriebenen Bällen oder Markierungen bereits erreicht. Weitere Massnahmen für eine grösstmögliche Schonung der Vögel sieht das Jagdinspektorat schliesslich ebenfalls nicht. Insgesamt steht damit für die BVD gestützt auf die Facheinschätzungen fest, dass die vorgesehene Ersatzmassnahme Nr. 8 als beste Massnahme und damit als bestmöglicher Schutz für die Vögel bei der geplanten Konstruktionsart als Schrägseilbrücke gilt. Damit ist die Kollisionsgefahr durch die Seile der strittigen Schrägseilbrücke als nach Abwägung aller Interessen (vgl. E. 12) nicht vermeidbare Beeinträchtigung mit den Vorgaben von Art. 18 Abs. 1ter NHG vereinbar. Ebenso wird damit für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung im Sinne von Art. 7 Abs. 4 JSG gesorgt.”
Sind technische Eingriffe nach Art. 18 Abs. 1ter NHG zulässig, sind bestmögliche Schutz‑, Wiederherstellungs‑ oder andernfalls angemessene Ersatzmassnahmen anzuordnen. Soweit möglich sind diese Massnahmen zusammen mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich festzulegen und deren Umsetzung sicherzustellen.
“Der Auftrag von Art. 78 Abs. 4 BV und der internationalen Übereinkommen wird in erster Linie durch die Art. 18 und 20 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451] in Verbindung mit Art. 14 und 20 der Verordnung vom 16. Januar 1991 über den Natur- und Heimatschutz (NHV; SR 451.1) ausgeführt. Gemäss Art. 18 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken (Abs. 1). Besonders zu schützen sind Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen (Abs. 1bis ). Die Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe ist nach Art. 18 Abs. 1ter NHG nur zulässig, wenn sich diese unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen. Art. 14 Abs. 6 NHV präzisiert, dass ein technischer Eingriff, der schützenswerte Biotope beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden darf, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Ist BGE 148 II 36 S. 45 ein Eingriff zulässig, sind bestmögliche Schutz- und Wiederherstellungs- oder ansonsten angemessene Ersatzmassnahmen anzuordnen (Art. 18 Abs. 1 ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV). Die gleichen Anforderungen ergeben sich für geschützte Tiere auch aus Art. 20 NHG i.V.m. Art. 20 NHV: Danach ist es untersagt, geschützte Tiere zu töten oder zu verletzen (Art. 20 Abs. 2 NHV). Die zuständige Behörde kann jedoch Ausnahmebewilligungen erteilen, u.a. für technische Eingriffe, die standortgebunden sind und einem überwiegenden Bedürfnis entsprechen; ihr Verursacher ist zu bestmöglichen Schutz- oder ansonsten angemessenen Ersatzmassnahmen zu verpflichten (Art. 20 Abs. 3 lit. b NHV).”
“Gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG und Art. 14 Abs. 7 NHV müssen für (zulässige) Eingriffe in ein Biotop bestmögliche Schutz-, Wiederherstellungs- oder ansonsten angemessene Ersatzmassnahmen getroffen werden. Diese sind soweit als möglich zusammen mit der Eingriffsbewilligung rechtsverbindlich festzulegen und ihre Umsetzung sicherzustellen (Urteil 1C_401/2020 1. März 2022 E. 7.1, in: URP, 2022 498; KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: NHG-Kommentar, 2. Aufl., N. 32 zu Art. 18 NHG).”
“Gesetzliche Grundlage für den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt auf Bundesebene ist das NHG. Das Gesetz bezweckt unter anderem, «die einheimische Tier- und Pflanzenwelt sowie ihre biologische Vielfalt und ihren natürlichen Lebensraum zu schützen» (Art. 1 Bst. d NHG). Art. 7 Abs. 1 JSG43 stellt u.a. alle Vögel, die nicht zu den jagdbaren Arten gehören, unter Schutz. Gemäss Art. 7 Abs. 4 JSG sorgen die Kantone für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung. Die Lebensräume der Tiere und Pflanzen (Biotope) wie Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen usw. sind nach Art. 18 Abs. 1bis NHG besonders zu schützen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG).”
Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG sind als integrale Bestandteile des Vorhabens anzusehen und unterliegen einer Koordinationspflicht. Soweit für die Verwirklichung eines Projekts verschiedene materielle Vorschriften zur Anwendung gelangen und ein enger Sachzusammenhang besteht, ist die materielle Rechtsanwendung inhaltlich abzustimmen, damit sich widersprechende Entscheide vermieden werden.
“Wiederherstellungs- und Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG sind integrale Bestandteile eines Vorhabens und unterliegen der Koordinationspflicht. Der Koordinationsgrundsatz gemäss Art. 25a RPG verlangt, dass die für die Errichtung einer Baute erforderlichen Verfügungen materiell und soweit möglich formell koordiniert ergehen (vgl. Urteil BGer 1C_156/2012 vom 12. Oktober 2012 E. 6.2.2). Zwar ist Art. 25a RPG nicht auf Bauvorhaben anwendbar, die der Bewilligungshoheit des Bundes unterstehen (Urteil BGer 1C_544/2008 vom 27. August 2009 E. 5.2). Indes muss auch für solche Vorhaben die Rechtsanwendung materiell koordiniert, das heisst inhaltlich abgestimmt werden, wenn für die Verwirklichung eines Projekts verschiedene materiellrechtliche Vorschriften anzuwenden sind und zwischen diesen ein derart enger Sachzusammenhang besteht, dass sie nicht getrennt und unabhängig voneinander angewendet werden dürfen. In solchen Fällen ist die Anwendung des materiellen Rechts in formeller, verfahrensmässiger Hinsicht in geeigneter Weise zu koordinieren, um sich widersprechende Entscheide zu vermeiden (statt vieler BGE 137 II 182 E.”
Gerichte erkennen dem Kanton einen Beurteilungsspielraum nach Art. 18 Abs. 1ter NHG zu. In den referenzierten Fällen wurde ausgeführt, dass dem Bauinteresse der Grundeigentümer Rechnung zu tragen ist und eine Beeinträchtigung zulässig sein kann, wenn eine technische oder topografische Vermeidung nur schwer realisierbar erscheint und deshalb die praktische Durchführbarkeit von Vermeidungs- oder Ausgleichsmassnahmen eingeschränkt ist.
“Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir. En outre, même si la parcelle se situe à proximité de secteurs naturels préservés, seules deux parties de la parcelle constituent un biotope d'importance locale et le projet ne porte atteinte qu'à la prairie mi-sèche médio-européenne, le cordon boisé autour du Riolet n'étant pas touché. Il ressort au surplus du dossier que si la modification du projet pour éviter une atteinte n'est pas impossible, elle est difficilement envisageable, en particulier au vu de la topographie de la parcelle. La CDAP retient à cet égard que la réalisation d'une construction conforme à la destination de la zone, avec un nombre approprié de places de stationnement pour les automobiles et les vélos, est difficilement concevable sans les aménagements litigieux. Au vu de ce qui précède, il convient de respecter la marge de manoeuvre dont a disposé le canton lorsque, tenant compte des intérêts en présence conformément aux exigences de l'art. 18 al. 1ter LPN, il a décidé qu'une atteinte pouvait être portée à la prairie mi-sèche médio-européenne.”
“Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir. En outre, même si la parcelle se situe à proximité de secteurs naturels préservés, seules deux parties de la parcelle constituent un biotope d'importance locale et le projet ne porte atteinte qu'à la prairie mi-sèche médio-européenne, le cordon boisé autour du Riolet n'étant pas touché. Il ressort au surplus du dossier que si la modification du projet pour éviter une atteinte n'est pas impossible, elle est difficilement envisageable, en particulier au vu de la topographie de la parcelle. La CDAP retient à cet égard que la réalisation d'une construction conforme à la destination de la zone, avec un nombre approprié de places de stationnement pour les automobiles et les vélos, est difficilement concevable sans les aménagements litigieux. Au vu de ce qui précède, il convient de respecter la marge de manoeuvre dont a disposé le canton lorsque, tenant compte des intérêts en présence conformément aux exigences de l'art. 18 al. 1ter LPN, il a décidé qu'une atteinte pouvait être portée à la prairie mi-sèche médio-européenne.”
Bei der Abwägung der schutzwürdigen Interessen können einzelne grosse oder landschaftlich bzw. stadtbildprägende Bäume besonderes Gewicht haben. Ob ein konkreter Baum als Biotop im Sinne von Art. 18 NHG zu qualifizieren ist, kann gegebenenfalls durch eine Expertise festgestellt werden.
“La recourante est toutefois d'avis que les conditions posées à l'octroi de l'autorisation d'abattage ne seraient pas remplies. En substance, elle soutient que l'autorité intimée n'aurait envisagé que l'abattage de l'arbre sans procéder à la pesée des intérêts prescrite, se focalisant sur l'intérêt privé de la constructrice à la suppression de l'arbre. En outre, se référant à la lettre de la DGE du 13 décembre 2021 selon laquelle l'arbre en question serait relativement ancien, comporterait une belle couronne et constituerait un élément important dans le paysage, la recourante fait valoir que l'autorité intimée n'aurait pas étudié la véritable valeur du noyer. Elle relève par ailleurs que le noyer en cause serait l'arbre le plus grand et le plus important de la parcelle concernée et que son abattage modifierait largement l'aspect général de la propriété, voire du quartier. De plus, comme on l'a vu ci-avant, la recourante allègue que l'arbre litigieux pourrait constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN et bénéficier à ce titre d'une protection particulière. Elle se réfère à cet égard au fait que des cavités se seraient formées par endroits, au niveau des branchages de l'arbre, permettant à certaines espèces de venir s'y établir. Enfin, la parcelle n° 22 se situant dans le centre de Saint-Sulpice où il ne resterait que peu d'espaces verts et arborisés, ces derniers devraient être ménagés en application des objectifs poursuivis par la loi fédérale du 22 juin 1979 sur l'aménagement du territoire (LAT; 700). Pour sa part, l'autorité intimée expose qu'elle aurait opéré une pesée complète des intérêts en présence, tenant compte de la valeur esthétique et biologique de l'arbre concerné. Cette pesée des intérêts l'aurait amenée à constater que l'intérêt à permettre une utilisation rationnelle du terrain à bâtir de manière conforme aux plans des zones et aux objectifs de développement serait loin d'être négligeable. A cet égard, elle évoque, à titre de contraintes limitant les possibilités constructives, d'une part le fait que l'une des façades fait l'objet d'un front d'implantation obligatoire et, d'autre part, la forme "non évidente" de la parcelle, excluant les alternatives.”
Es liegen Praxisfälle vor, in denen Behörden und das Bundesgericht einen Uferabschnitt wegen starker Anthropisierung nicht als «biotopwürdig» im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis NHG angesehen haben. Bei dieser Würdigung wurden fachbehördliche Einschätzungen sowie das Fehlen einer Eintragung in einschlägige Bestandsverzeichnisse (z. B. OROEM) berücksichtigt. Das Bundesamt für Umwelt (OFEV) bestätigte in der Sache die Beurteilung der kantonalen Fachstellen.
“La DGE-BIODIV a notamment constaté que le secteur en cause était déjà fortement anthropisé et ne présentait que très peu d'intérêt pour l'avifaune lacustre et que l'impact supplémentaire du projet sur l'avifaune était négligeable. Elle a ajouté que le secteur n'était d'ailleurs pas inscrit à l'inventaire fédéral des réserves d'oiseaux d'eau et de migrateurs d'importance internationale et nationale (OROEM), ni d'ailleurs à aucun autre inventaire délimitant une zone d'intérêt pour la protection de la nature en général. La DGE a réitéré cette appréciation devant le Tribunal fédéral. Quant à l'OFEV, également invité à se prononcer devant le Tribunal fédéral, il a considéré que l'appréciation des autorités cantonales était correcte et conforme au droit fédéral. Il a notamment considéré que le secteur des Rocailles ne présentait pas de valeur écologique particulière pour les espèces citées par les recourants (Nette rousse, Martin-pêcheur d'Europe, Harle bièvre et Chevalier guignette) et ne jouait pas un rôle déterminant pour leur conservation. Le secteur ne pouvait pas, selon l'OFEV, être qualifié de biotope digne de protection au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN en lien avec l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature et du paysage (OPN; RS 451.1). Les recourants n'avancent en l'occurrence aucun élément qui commanderait de s'écarter de l'avis des autorités cantonales spécialisées, fait sien par la cour cantonale. À l'instar de ces dernières, et compte tenu de la retenue que le Tribunal fédéral s'impose notamment dans l'examen des circonstances locales (cf. ATF 118 Ib 485 consid. 3d; arrêt 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 consid. 3.6.2 et les réf. cit.), il y a lieu d'admettre que le site des Rocailles dans son ensemble, digue en enrochement inclue, ne constitue pas un site privilégié et important pour les espèces d'oiseaux citées par les recourants. Ces derniers ne contestent en particulier pas que le site en question est particulièrement fréquenté par l'homme l'été et, indépendamment de la construction du ponton litigieux, ne convient pas à la nidification de ces espèces. Avec l'OFEV, il y a lieu de considérer que l'extrait de www.”
Hecken und Feldgehölze fallen unter den Schutz von Art. 18 Abs. 1bis NHG und sind in ihrem Bestand zu erhalten. Dieser Bestandesschutz ist unmittelbar anwendbar und gilt unabhängig davon, ob die betreffende Hecke oder das Feldgehölz in einem Inventar oder Schutzplan eingetragen ist.
“Allerdings ist der förmlich gestellte Hauptantrag, der Entscheid der Bau- und Verkehrsdirektion des Kantons Bern vom 22. Juni 2022 sowie der Bauentscheid der EG Hilterfingen vom 27. Oktober 2021 seien von Amtes wegen in Anwendung von Art. 40 VRPG zu kassieren, rechtlich insofern belanglos, als die Kassation nach Art. 40 Abs. 2 VRPG unabhängig von entsprechenden Parteibegehren erfolgt. Ob ein Kassationsgrund vorliegt, prüft das Verwaltungsgericht mithin von Amtes wegen (BVR 2013 S. 536 E. 1.1; Michel Daum, in Herzog/Daum [Hrsg.], Kommentar zum bernischen VRPG, 2. Aufl. 2020, Art. 40 N. 4; vgl. hinten E. 4.6). 1.2 Das Verwaltungsgericht überprüft den angefochtenen Entscheid auf Rechtsverletzungen hin (Art. 80 Bst. a und b VRPG). 2. 2.1 Das Bundesrecht bestimmt in Art. 18 Abs. 1 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451), dass dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten namentlich durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) entgegenzuwirken ist. Art. 18 Abs. 1bis NHG legt fest, dass u.a. seltene Waldgesellschaften, Hecken und Feldgehölze, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen, besonders zu schützen sind. Der in Art. 18b Abs. 1 NHG verankerte Schutz von Biotopen von regionaler und lokaler Bedeutung, zu denen wie dargelegt auch Hecken als spezieller Biotoptyp zählen, ist nach der Rechtsprechung eine vom Bund den Kantonen übertragene Bundesaufgabe (BGE 139 II 271 E. 9.2, 133 II 220 E. 2.2). 2.2 Gemäss Art. 28 Abs. 1 NSchG sind Hecken als «linienförmige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen» definiert. Diese sind nach Art. 27 Abs. 1 NSchG in ihrem Bestand geschützt. Sind die Voraussetzungen für das Vorliegen einer Hecke im Sinn von Art. 28 Abs. 1 NSchG erfüllt, gilt dieser Bestandesschutz von Gesetzes wegen, d.h. unabhängig davon, ob die Hecke inventarisiert oder in einem Schutzplan verzeichnet ist (BVR 2002 S. 400 E.”
“Die Beschwerdeführenden weisen hinsichtlich der auf dem Baugrundstück gefällten Bäume darauf hin, die meisten seien als Feldgehölze und Hecken unter dem Schutz von Art. 18 Abs. 1bis des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) gestanden (Beschwerde Ziff. 1.4). – Soweit die Beschwerdeführenden mit ihrem Vorbringen eine Verletzung von Naturschutzbestimmungen geltend machen wollen, ergibt sich Folgendes: Hecken und Feldgehölze sind sowohl nach Art. 18 Abs. 1bis NHG als auch nach Art. 27 f. des Naturschutzgesetzes vom 15. September 1992 (NSchG; BSG 426.11) geschützt und grundsätzlich in ihrem Bestand zu erhalten. Mit Art. 27 f. NSchG hat der Gesetzgeber einen generellen Schutz der Hecken und Feldgehölze geschaffen, der unmittelbar anwendbar ist (vgl. BVR 2002 S. 400 E. 2, insb. E. 2c/cc am Ende sowie E. 2c/dd; Peter M. Keller, Umwelt- und Energierecht, in Müller/Feller [Hrsg.], Bernisches Verwaltungsrecht, 3. Aufl. 2021, S. 647 ff., 668 N. 47 f.). Gemäss Art. 28 NSchG gelten als Hecken bzw. Feldgehölze linienförmige bzw. flächige Bestockungen mit einheimischen Sträuchern, allenfalls mit Krautsaum und Bäumen. Die Beschwerdeführenden beziehen sich auf die «prächtigen, voll ausgewachsenen Bäume» und erwähnen keine Sträucher. Solche sind auch auf den ins Recht gelegten Fotografien des Baugrundstücks nicht zu sehen (Stand Mai 2017; BB 10). Zwar stehen die Bäume teilweise nahe beieinander; der Unterbewuchs ist aber wiesenartig und Sträucher dürften – wenn überhaupt – nur vereinzelt vorhanden sein.”
Die Revitalisierung oder ökologische Aufwertung kanaliserter oder ehemals natürlicher Gewässer kann als angemessene Ersatzmassnahme im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG anerkannt werden. In den angeführten Entscheiden des Bundesverwaltungsgerichts wird dies am Beispiel des Russbachs bestätigt; zudem hat das BAFU in den vorliegenden Fällen die Massnahmen befürwortet und die Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter als erfüllt erachtet.
“Schliesslich trifft es nicht zu, dass der heutige Russbach seit je her ein künstliches Gewässer ist. Gemäss der vom BAFU eingereichten Karte von Deitingen aus den Jahren 1943 - 1945 befand sich der ursprüngliche Verlauf des Russbachs nur unweit vom heutigen Kanal. Es ist daher von einem kanalisierten und nicht von einem neu erstellten Gewässer auszugehen. Dies ergibt sich auch aus den vom Beschwerdeführer eingereichten Literaturstellen. Auf Seite 15 ist nämlich vom «neuen» Bett des Russbachs die Rede. Und selbst wenn es ein rein künstliches Gewässer wäre, wäre nicht einzusehen, inwiefern dessen ökologische Aufwertung nicht als angemessene Ersatzmassnahme im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG betrachten werden könnte.”
“Das BAFU bemerkt, mit der Anpassung des Durchlasses ergebe sich die Chance, den Russbach fischgängig und faunafreundlich zu gestalten. Darüber hinaus könne die Fischgängigkeit und Faunafreundlichkeit dadurch optimiert werden, dass der Russbach stromabwärts der Autobahn bis zu seiner Mündung in die Aare verlegt und mittels einer Revitalisierung optimal gestaltet werde. Diese von der eigentlichen Hochwasserschutzmassnahme (Anpassung Durchlass) losgelöste Revitalisierung könne als angemessene Ersatzmassnahme im Sinne von Art. 18 Abs. 1ter NHG angerechnet werden. Die Wiederanbindung und Revitalisierung des Russbachs sei sinnvoll. Diese verbessere zusätzlich die terrestrische Längsvernetzung für Kleinlebewesen und werte Lebensräume auf. Damit könne eine höhere Aufwertung erzielt werden als mit einer Revitalisierung der angrenzenden Aareufer. Diese seien aufgrund des beschränkten Aufwertungspotenzials (diverse bestehende Anlagen) nicht als zu revitalisierende Abschnitte in die kantonale strategische Revitalisierungsplanung aufgenommen worden. Im Übrigen sei der Russbach kein künstliches Gewässer. Es habe an fast gleicher Stelle bereits vor 1943 einen Bach gegeben. Dieser sei begradigt worden, was dem damaligen Verständnis des Hochwasserschutzes entsprochen habe. Aus der Tatsache, dass es sich beim Russbach um ein kanalisiertes Fliessgewässer handle, könne nicht abgeleitet werden, dass sich die Revitalisierung des Baches nicht als Ersatzmassnahme eigne. Diese sei gemäss der strategischen Planung des Kantons von grossem Nutzen für Natur und Landschaft.”
“Stufe, Ziff. 19.5, S. 57). Das BAFU als Fachbehörde ist nach wie vor der Ansicht, dass sämtliche Voraussetzungen von Art. 18 Abs. 1ter NHG beim vorliegenden Projekt erfüllt werden und erklärt sich einverstanden mit der ökologischen Bilanzierung für den Eingriff gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG sowie den Ersatzmassnahmen (Stellungnahme vom 3. Dezember 2020, S. 3). Es sind keine Gründe ersichtlich, um von dieser Einschätzung abzuweichen. Dieselben Überlegungen des BAFU gelten nach den Planunterlagen auch für die Ausnahmebewilligung nach Art. 20 NHG (vgl. Vorakte A32, m10: Schutz von Sonderarten; vgl. E. 9.1.2).”
Liegen hinreichende, konkrete Indizien für das Vorkommen geschützter Arten vor, rechtfertigt dies weitergehende Abklärungen (z. B. Felduntersuchungen, Artenerfassungen) und — falls erforderlich — die Anordnung von Vermeidungs-, Minderungs‑ oder Kompensationsmassnahmen. Unkonkrete, undokumentierte Artenbehauptungen genügen nicht, um das Vorliegen eines schutzwürdigen Biotops zu begründen.
“La présente affaire diffère de la jurisprudence précitée en ce sens que l'existence d'un biotope au sens des art. 18 LPN et 14 OPN n'est, en l'état du dossier, pas avérée. Cela étant, l'autorité cantonale spécialisée semble tout de même avoir admis, dans la synthèse CAMAC précitée, que la présence possible d'au moins une espèce protégée, la salamandre, nécessitait une étude quant à la présence de batraciens sur la parcelle et, dans l'affirmative, la prise de mesures d'atténuation des atteintes ou des mesures de compensation. La DGE relevait aussi l'importance de l'arborisation pour la biodiversité. En audience, la présence éventuelle de chiroptères a également été évoquée, compte tenu notamment de l'importante arborisation de la parcelle comportant aussi des vieux arbres favorables à ces mammifères. Le tribunal a ainsi pu constater plusieurs bosquets bien développés, étant aussi rappelé la proximité des parcelles avec le couloir de verdure longeant le cours d'eau à l'est. Au vu de ces circonstances particulières, la manière de procéder de la DGE n'apparaît pas conforme à la loi et à la jurisprudence précitées: s'il existe des indices suffisants pour rendre vraisemblable la présence d'une ou plusieurs espèces protégées, justifiant d'admettre la présence d'un biotope au sens de l'art.”
“Il découle ainsi des constatations réalisées lors de l'inspection locale que le noyer litigieux est un arbre âgé, dont l'espérance de vie est limitée à quelques dizaines d'années dans le meilleur des cas, qui ne présente pas un état sanitaire satisfaisant et qui, de par ses fragilités, représente un danger pour les parcelles voisines. L'instruction de la cause a donc permis d'établir que la situation sanitaire de l'arbre est en réalité moins bonne que ce que l'on pouvait penser sur la base du rapport de l'entreprise E.________, mandatée par la constructrice. Il apparaît par ailleurs que l'arbre en cause ne constitue pas un élément intéressant sur le plan de la biodiversité; à cet égard, il ressort du tableau produit par le représentant de la DGE-BIODIV que le noyer figure parmi les essences présentant une biodiversité moindre par rapport à d'autres essences. En d'autres termes, le dossier ne contient pas d'indices concrets et sérieux tendant à indiquer que le noyer litigieux pourrait constituer un biotope digne de protection au sens de l'art. 18 LPN; la parcelle n'est du reste pas répertoriée comme telle et la DGE-BIODIV n'a pas eu à délivrer d'autorisation spéciale (cf. art. 4a LPNMS). Les allégations non documentées et peu précises de la recourante (relatives au fait que certaines espèces se réfugieraient dans les cavités que le noyer comporte par endroits) ne suffisent à l'évidence pas à rendre vraisemblable l'existence d'un biotope sur la parcelle concernée. Sur le plan esthétique, ledit noyer ne joue manifestement pas un rôle sortant de l'ordinaire, et ce, quand bien même l'entreprise E.________ a qualifié l'arbre d'imposant dans son rapport d'expertise et que la DGE-BIODIV a relevé dans ses déterminations du 13 décembre 2021 (soit avant d'être allée sur place) que l'arbre, doté d'une belle couronne, constituait un élément important dans le paysage. On rappelle à cet égard que l'arbre en cause ne figurera pas à l'inventaire des arbres d'importance cantonale. De plus, de par son emplacement et son envergure, le maintien de cet arbre impliquerait une réduction drastique des possibilités de construire sur la parcelle n° 22 qui, on le rappelle, se trouve au centre du village et est entourée de parcelles construites.”
Betrifft ein Vorhaben den Biotopschutz nach Art. 18 NHG und besteht voraussichtlich ein Beschwerderecht gesamtschweizerischer Organisationen, ist das Gesuch zusätzlich im kantonalen Amtsblatt zu veröffentlichen.
“Nach der Ergänzung des generellen Baugesuchs mit den Ausnahmegesuchen betreffend technische Eingriffe in Feldgehölze sowie in Lebensräume geschützter Tiere publizierte die Stadt Biel das Vorhaben erneut im amtlichen Anzeiger.94 Die Baupublikation hat grundsätzlich in zwei aufeinanderfolgenden Nummern des amtlichen Anzeigers der Standortgemeinde zu erfolgen (Art. 26 Abs. 2 BewD). Besteht jedoch voraussichtlich ein Beschwerderecht gesamtschweizerischer Organisationen nach Art. 12 NHG, ist das Gesuch zusätzlich im kantonalen Amtsblatt zu veröffentlichen (Art. 12b Abs. 1 und 2 NHG, Art. 13 Abs. 1 PuG95).96 Ein solcher Fall liegt hier vor, da der Biotopschutz nach Art. 18 NHG betroffen ist. Die Publikation der Ausnahmegesuche im kantonalen Amtsblatt ist daher noch nachzuholen.”
“Nach der Ergänzung des generellen Baugesuchs mit den Ausnahmegesuchen betreffend technische Eingriffe in Feldgehölze sowie in Lebensräume geschützter Tiere publizierte die Stadt Biel das Vorhaben erneut im amtlichen Anzeiger.94 Die Baupublikation hat grundsätzlich in zwei aufeinanderfolgenden Nummern des amtlichen Anzeigers der Standortgemeinde zu erfolgen (Art. 26 Abs. 2 BewD). Besteht jedoch voraussichtlich ein Beschwerderecht gesamtschweizerischer Organisationen nach Art. 12 NHG, ist das Gesuch zusätzlich im kantonalen Amtsblatt zu veröffentlichen (Art. 12b Abs. 1 und 2 NHG, Art. 13 Abs. 1 PuG95).96 Ein solcher Fall liegt hier vor, da der Biotopschutz nach Art. 18 NHG betroffen ist. Die Publikation der Ausnahmegesuche im kantonalen Amtsblatt ist daher noch nachzuholen.”
Bei Vorhaben, die kantonsübergreifend Teil eines einheitlichen Projekts bilden, ist nach Art. 18 Abs. 1ter NHG eine gesamthafte Interessen‑ und Projektbetrachtung vorzunehmen. Eine isolierte, nur kantonal begrenzte Beurteilung der einzelnen Teilmassnahmen ist nicht ausreichend und kann den materiell‑rechtlichen Vorgaben widersprechen.
“Alle diese Massnahmen bilden Teil eines einheitlichen Projekts. Für dessen Beurteilung ist eine Gesamtbetrachtung und -interessenabwägung erforderlich. Eine isolierte Betrachtung nur derjenigen Massnahmen, die im Kanton Solothurn realisiert werden sollen, ist schon faktisch nicht möglich, namentlich für den Abriss der sich über beide Kantone erstreckenden Mittelinsel. Der vollständige Abriss des Mitteldamms soll die Strömungsverluste verringern und die Nettofallhöhe vergrössern und stellt somit einen wesentlichen Bestandteil des Optimierungsprojekts dar. Eine gesonderte Beurteilung der im Kanton Solothurn und im Kanton Aargau geplanten Massnahmen würde auch den materiell-rechtlichen Vorgaben widersprechen, die eine gesamthafte Interessenabwägung voraussetzen (vgl. z.B. Art. 3 der Raumplanungsverordnung vom 28. Juni 2000 [RPV; SR 700.1]; Art. 5 des Bundesgesetzes über den Wald vom 4. Oktober 1991 [WaG; SR 921.0]; Art. 3-6 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz [NHG; SR 451]; Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 6 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 [NHV; SR 451.1]; Art. 22 Abs. 2 NHG; Art. 12 Abs. 3 des Energiegesetzes vom 30. September 2016 [EnG; SR 730.0]; Art. 9 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 21. Juni 1991 über die Fischerei [BGF; SR 923.0]). Der Regierungsrat Solothurn hat daher in seinem Genehmigungsbeschluss (S. 25) zutreffend festgehalten, die gebotene Gesamtoptik dürfe nicht unter dem Umstand "leiden", dass sich die Gesamtanlage über zwei Kantone erstrecke und deshalb - gebietsmässig aufgeteilt - durch zwei verschiedene Behörden beurteilt werde, d.h. die Beurteilung dürfe nicht anders ausfallen, als wenn sich die Anlage vollständig im einen oder anderen der beiden Kantone befinden würde. Dies werde dadurch gewährleistet, dass es nur ein Vorhaben "Optimierung Kraftwerk Aarau" gebe (Hervorhebung im Original), auch wenn zwei Kantone die jeweiligen baulichen Vorkehrungen auf ihrem Gebiet genehmigen müssten. Dies hat zur Konsequenz, dass auch die Beschwerdelegitimation gemäss Art.”
Eine Erhebung der auf der betroffenen Bauparzelle vorhandenen Artenvorkommen kann sinnvoll und geboten sein, auch wenn Schutzflächen in der Nachbarschaft bereits geprüft wurden. Ziel einer solchen Erhebung ist nicht grundsätzlich die Verhinderung von Bauvorhaben, sondern die Ermöglichung eines Projekts mit möglichst geringen schädlichen Auswirkungen sowie die Wiederherstellung und die Sicherung der ökologischen Vernetzung nach Abschluss der Arbeiten.
“Darin ergänzte die Fachstelle NL, die Vorschriften von § 6, 7 und 9 NLG, Art. 18 NHG sowie § 104 RBG seien lediglich bei Bauvorhaben in der Nachbarschaft geprüft worden, nicht aber auf der hier betroffenen Bauparzelle. Insofern könne eine Erhebung der Artenvorkommen durchaus Sinn machen, da die Parzellen ihrer Einschätzung nach ein grosses ökologisches Potential aufweisen würden, selbst wenn dieses in den letzten Jahren durch Vernachlässigung der Pflege etwas gelitten habe. Die Erhebung solle aber nicht dazu dienen, sämtliche Bauvorhaben zu verhindern, sondern ein Bauprojekt zu ermöglichen, welches möglichst wenig schädliche Auswirkungen auf die umgebenden Baumbestände habe und nach Abschluss der Bauarbeiten einen wertvollen Lebensraum wiederherzustellen, sowie die ökologische Vernetzung weiterhin zu gewährleisten.”
Vor einem Eingriff ist eine konkrete Interessenabwägung vorzunehmen. Dabei ist zu prüfen, ob und in welchem Umfang das Projekt so verändert werden kann, dass die Beeinträchtigung des schutzwürdigen Lebensraums entfällt oder vermindert wird; Art und Umsetzbarkeit solcher Änderungen (z. B. Verlagerung von Bauten oder Reduktion von Parkplätzen) sind darzustellen und gegebenenfalls auf ihre Durchführbarkeit zu analysieren. Pauschale Aussagen, wonach geplante Anlagen nicht verschiebbar seien, genügen nicht. Erst wenn nach dieser Abwägung der Schutz des Biotops nicht überwiegt, tritt die Prüfung von Wiederherstellungs- oder Ersatz‑/Kompensationsmassnahmen in Betracht.
“S'agissant de l'atteinte portée à la prairie mi-sèche médio-européenne, les recourants reprochent à la CDAP d'avoir, avec la DGE, fait prévaloir l'intérêt à réaliser le projet litigieux tel quel sur l'intérêt à préserver les biotopes, sans avoir procédé à une pesée des intérêts. Ils estiment en particulier que la cour cantonale n'a pas examiné de manière détaillée la possibilité de modifier le projet de manière à éviter l'atteinte. A cet égard, l'OFEV rappelle qu'une atteinte à un biotope digne de protection doit en principe être évitée. Il relève qu'en l'espèce, la DGE-BIODIV préconisait que le projet soit, dans la mesure du possible, modifié de manière à ne pas porter atteinte au biotope digne de protection. La seule affirmation, par la constructrice, que les constructions prévues empiétant sur le biotope ne sont pas déplaçables, sans explication supplémentaire, n'est pas suffisante. La possibilité de déplacer des containers et de diminuer les places de parc aurait à tout le moins dû faire l'objet d'une analyse de faisabilité. Déterminer si une atteinte peut être portée à un biotope digne de protection nécessite une pesée de tous les intérêts en présence (cf. consid. 11.1 ci-dessus; art. 18 al. 1ter LPN). Ce n'est que lorsque, au terme de cette pesée des intérêts, le biotope ne l'emporte pas et qu'il est décidé de lui porter atteinte que la question des mesures de compensation ou de remplacement se pose. En l'espèce, la constructrice, sans indiquer en quoi la modification du projet n'est pas réalisable, se contente de proposer des mesures de compensation à la DGE, qui semble les accepter sans procéder à un examen des intérêts en présence. Toutefois, et avec la cour cantonale, il convient de relever que la parcelle n° 3980 est située dans une zone mixte de faible densité, dans un quartier résidentiel urbain, auquel les objectifs de densification découlant des art. 15 et 15a LAT s'appliquent. Ainsi, le projet répond notamment à des intérêts publics de stabilité du plan et de densification du bâti vers l'intérieur (art. 1 al. 2 let. a bis LAT). Il n'est pas non plus contesté que les propriétaires disposent d'un intérêt à construire, en particulier sur une parcelle se trouvant en zone à bâtir.”
Für die Bewertung eines Lebensraums als Biotop von regionaler oder lokaler Bedeutung sind massgebend die in Anhang 1 NHV aufgeführten ökologischen Kennarten, die nach Art. 20 sowie in den Anhängen der NHV geschützten Pflanzen‑ und Tierarten (einschliesslich der in Anhang 4 NHV aufgeführten kantonal geschützten Arten) sowie die vom BAFU erlassenen oder anerkannten Roten Listen gefährdeter oder seltener Arten.
“Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflan- zenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Art. 18 Abs. 1 bis NHG enthält eine Umschreibung, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Ein bestimmter Lebensraum ist dann ein Biotop von regionaler oder lokaler Bedeutung, wenn ihm die Schutzwürdigkeit nach den Kriterien von Art. 14 Abs. 1 NHV zugesprochen werden kann. Massgebend für die Bewertung sind dabei die gemäss Anhang 1 NHV aufgeführten ökologischen Kennarten, die nach Art. 20 und Anhänge 2 und 3 NHV geschützten Pflanzen ‑ und Tier- arten einschliesslich der gemäss Anhang 4 NHV kantonal geschützten Arten sowie die vom Bundesamt für Umwelt BAFU erlassenen oder anerkannten Roten Listen gefährdeter oder seltener Pflanzen ‑ und Tierarten. Je seltener und bedeutender die an einem Ort vorkommende Tier ‑ und Pflanzenwelt ist, R1S.2023.05008 Seite 23 umso strengere Schutzmassnahmen sind zu treffen (VB.”
“Nach Art. 18 Abs. 1 NHG ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflan- zenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Art. 18 Abs. 1 bis NHG enthält eine Umschreibung, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Ein bestimmter Lebensraum ist dann ein Biotop von regionaler oder lokaler Bedeutung, wenn ihm die Schutzwürdigkeit nach den Kriterien von Art. 14 Abs. 1 NHV zugesprochen werden kann. Massgebend für die Bewertung sind dabei die gemäss Anhang 1 NHV aufgeführten ökologischen Kennarten, die nach Art. 20 und Anhänge 2 und 3 NHV geschützten Pflanzen ‑ und Tier- arten einschliesslich der gemäss Anhang 4 NHV kantonal geschützten Arten sowie die vom Bundesamt für Umwelt BAFU erlassenen oder anerkannten Roten Listen gefährdeter oder seltener Pflanzen ‑ und Tierarten. Je seltener und bedeutender die an einem Ort vorkommende Tier ‑ und Pflanzenwelt ist, R1S.2023.05008 Seite 23 umso strengere Schutzmassnahmen sind zu treffen (VB.”
Lässt sich eine Beeinträchtigung nicht vermeiden, hat der Verursacher für den bestmöglichen Schutz zu sorgen. Dies kann standortspezifische technische Schutzmassnahmen umfassen; im entschiedenen Fall wurden als konkrete Massnahme schwarz-weisse Markierungskugeln an den Seilen in Abständen von 2–4 m genannt, wie von der Vogelwarte empfohlen.
“Wie an anderer Stelle ausgeführt (vgl. E. 4 und 12) ist die geplante Brücke standortgebunden und entspricht in ihrer versetzten Lage und in ihrer Ausführung (als Schrägseilbrücke) einem überwiegenden öffentlichen Interesse. Entgegen der Ansicht des Beschwerdeführers steht dem strittigen Projekt daher Art. 18 Abs. 1 und Abs. 1bis NHG nicht entgegen, auch wenn dieses eine gewisse Beeinträchtigung der Vögel und ihres Lebensraums darstellt. Unter Abwägung aller Interessen lässt sich daher die Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch die strittige Brücke in der gewählten Ausführungsart und am gewählten Standort nicht vermeiden. Allerdings hat der Verursacher in diesem Fall gestützt auf Art. 18 Abs. 1ter NHG für den bestmöglichen Schutz der Vögel zu sorgen. Wenn der Beschwerdeführer in diesem Zusammenhang in seiner Replik vom 22. Februar 2023 argumentiert, eine Brücke ohne Pfeiler und Schrägseile (etwa eine Fachwerkbrücke) würde den bestmöglichen Schutz darstellen, so ist ihm zu entgegnen, dass diese Brückenvarianten nach Einschätzung der BVD im Rahmen der Interessenabwägung insgesamt als nachteilhafter beurteilt werden (vgl. E. 12), weshalb bei der hier zu beurteilenden Voraussetzung des «bestmöglichen Schutzes» von der geplanten, und unter Abwägung aller Interessen als vorteilhaftesten Variante der Schrägseilbrücke auszugehen ist. Zum Schutz der Vögel werden gemäss Bericht Naturwerte schwarz-weisse Bälle als Markierungen an den Seilen im Abstand von 2 bis 4 m über der Aare angebracht (Ziff. 6 Bericht Naturwerte). Dies werde von der Vogelwarte Sempach nach aktuellem Stand des Wissens empfohlen. Diese Bälle seien auch bei schlechten Licht- bzw. Sichtverhältnissen z.B. in der Dämmerung oder bei wetterbedingt reduzierter Sicht (Nebel, Regen, Schneefall) besser wahrnehmbar (Ziff.”
Die Kantone haben sicherzustellen, dass die Pläne und Vorschriften zur Bodennutzung mit der einschlägigen Verordnung übereinstimmen; insbes. sind die Biotope im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis NHG, die sich innerhalb eines Moor-/Sumpfgebietes befinden, zu bezeichnen bzw. auszuweisen.
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
“" L'OSM a été édictée sur la base de ces dispositions. Selon l'art. 4 al. 1 de cette ordonnance, le paysage sera protégé contre les modifications qui portent atteinte à la beauté du site marécageux ou à son importance nationale (let. a); les éléments et les structures caractéristiques des sites marécageux seront sauvegardés, notamment les éléments géomorphologiques, les biotopes, les éléments culturels ainsi que les constructions et les structures traditionnelles de l'habitat (let. b); les espèces végétales et animales protégées en vertu de l'art. 20 OPN, ainsi que les espèces végétales et animales menacées et rares figurant dans les Listes rouges publiées ou approuvées par l'office fédéral seront particulièrement ménagées (let. c). Selon l'art. 5 al. 2 OSM, les cantons veillent notamment à ce que les plans et les prescriptions qui règlent le mode d’utilisation du sol au sens de la législation en matière d’aménagement du territoire soient conformes à la présente ordonnance (let. a), à ce que les biotopes au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN, qui se trouvent à l'intérieur d'un site marécageux soient désignés (let. b), à ce que l’aménagement et l’exploitation admissibles selon l’art. 23d, al. 2, LPN, ne portent pas atteinte aux éléments caractéristiques des sites marécageux (let.”
Ein Verzicht auf die sonst vorgeschriebene Kompensation ist möglich, wenn das Vorhaben dem Schutz einer nach wissenschaftlichen Listen (Rote Liste) als gefährdet geltenden Art dient und die zuständige Fachbehörde nachvollziehbar darlegt, dass die Inanspruchnahme der betroffenen Fläche für die Erfüllung dieser gesetzlich vorgeschriebenen Schutzaufgabe erforderlich bzw. die gewählte Nutzung für den Schutzzweck optimal ist. Diese Erwägung stützt sich auf Art. 18 NHG und die in der Fachleitung verwendeten Grundsätze (insbesondere das erwähnte Massnahmenblatt/Grundsatz 5).
“Die baulichen Tätigkeiten sind aufgrund der Erläuterungen in den Baugesuchsunterlagen nachvollziehbar. Die Ausdehnung resp. die Beanspruchung von Fruchtfolgeflächen auf der gesamten Fläche des Grundstücks Fraubrunnen Gbbl. Nr. L.________ ist ebenfalls nachvollziehbar (Sicherung Kiebitz-Population) Folglich wurde Grundsatz 4 erfüllt. Eingezonte oder durch andere bodenverändernde Nutzungen beanspruchte Fruchtfolgeflächen sind zu kompensieren, ausser es liegen Gründe vor, damit von einer Kompensation abgesehen werden kann. So kann von einer Kompensation z.B. bei der Erfüllung einer gesetzlich vorgeschriebenen Aufgabe abgesehen werden. (Grundsatz 5) Der Kiebitz ist/war auf der Roten Liste der gefährdeten Pflanzen-, Tier- und Pilzarten der Schweiz aufgeführt. Rote Listen sind anerkannte wissenschaftliche Gutachten, in denen der Gefährdungsgrad von Arten dargestellt ist. Sie werden in der Schweiz im Auftrag des BAFU von Fachpersonen erstellt. Das Bauvorhaben dient der Erhaltung und dem Schutz des Kiebitz-Bestandes und damit dem Schutz einer vom Aussterben bedrohten Tierart (vgl. Art. 18 NHG). Im vorliegenden Fall konnte, da es sich um eine in der roten Liste aufgeführte Art handelt und das NHG einen entsprechenden Schutz vorschreibt sowie sich der Standort dazu eignet, von der Erfüllung einer gesetzlichen Aufgabe ausgegangen werden. Grundsatz 5 Buchstabe”
“3 Bst. a BauG entsprechen. Das grosse öffentliche Interesse an diesem Projekt wurde sodann unter E. 3b dargelegt, so dass die Inanspruchnahme von FFF den Interessen an der Realisierung des Projekts – der Fachmeinung folgend – im Rahmen der gemäss Massnahmenblatt A_06 Stand 2. September 2015 (Massnahme 2) verlangten Interessenabwägung klar unterzuordnen ist. Weiter bestehen keine Indizien, dass die für das Projekt beanspruchte Fläche zu gross gewesen wäre; auch diesbezüglich kann der Einschätzung der Fachbehörde gefolgt werden, welche das Projekt als optimale Nutzung für die beanspruchten FFF beurteilt (Massnahme 4 des Massnahmenblatts, damit auch in Einklang mit dem heutigen, damals noch nicht anwendbaren Art. 8b Abs. 3 Bst. b BauG). Entgegen der Ansicht der Beschwerdeführer kann bei der Erhaltung des Kiebitz-Bestands und damit beim Schutz einer vom Aussterben bedrohten bzw. stark gefährdeten Tierart sehr wohl von der Erfüllung einer gesetzlich vorgeschriebenen Aufgabe gesprochen werden (Art. 18 NHG). Auf eine Kompensation konnte daher – wie dies die Fachstelle Boden richtig beurteilt – gemäss Massnahme 5 des Massnahmenblatt A_06 Stand 2. September 2015 verzichtet werden. In der Stellungnahme mit dem Datum «2. Juni 2022» (eingegangen am 21. Juni 2022) bringen die Beschwerdeführer diesbezüglich zusätzlich vor, um eine Dispensation von der Kompensation ableiten zu können, müsse belegt werden können, dass die Beanspruchung der ganzen Parzellenfläche für die gesetzlich vorgeschriebene Aufgabe zwingend erforderlich gewesen wäre. Dieser Nachweis gelinge nicht und es sei durch nichts belegt, dass für den Schutz und Unterhalt des Biotops auf der gesamten Fläche von Parzelle Nr. L.________ die FFF-Qualität zerstört werden musste. Die ASP als Fachbehörde sieht dies jedoch anders und kam – wie oben ausgeführt – zum Schluss, dass die Ausdehnung resp. die Beanspruchung von FFF auf der gesamten Fläche des Grundstücks Fraubrunnen Grundbuchblatt Nr. L.________ nachvollziehbar sei (Sicherung Kiebitz-Population).”
“Die baulichen Tätigkeiten sind aufgrund der Erläuterungen in den Baugesuchsunterlagen nachvollziehbar. Die Ausdehnung resp. die Beanspruchung von Fruchtfolgeflächen auf der gesamten Fläche des Grundstücks Fraubrunnen Gbbl. Nr. L.________ ist ebenfalls nachvollziehbar (Sicherung Kiebitz-Population) Folglich wurde Grundsatz 4 erfüllt. Eingezonte oder durch andere bodenverändernde Nutzungen beanspruchte Fruchtfolgeflächen sind zu kompensieren, ausser es liegen Gründe vor, damit von einer Kompensation abgesehen werden kann. So kann von einer Kompensation z.B. bei der Erfüllung einer gesetzlich vorgeschriebenen Aufgabe abgesehen werden. (Grundsatz 5) Der Kiebitz ist/war auf der Roten Liste der gefährdeten Pflanzen-, Tier- und Pilzarten der Schweiz aufgeführt. Rote Listen sind anerkannte wissenschaftliche Gutachten, in denen der Gefährdungsgrad von Arten dargestellt ist. Sie werden in der Schweiz im Auftrag des BAFU von Fachpersonen erstellt. Das Bauvorhaben dient der Erhaltung und dem Schutz des Kiebitz-Bestandes und damit dem Schutz einer vom Aussterben bedrohten Tierart (vgl. Art. 18 NHG). Im vorliegenden Fall konnte, da es sich um eine in der roten Liste aufgeführte Art handelt und das NHG einen entsprechenden Schutz vorschreibt sowie sich der Standort dazu eignet, von der Erfüllung einer gesetzlichen Aufgabe ausgegangen werden. Grundsatz 5 Buchstabe”
Die Abwägung gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG verläuft in drei Schritten: Zuerst ist zu prüfen, ob das Biotop schutzwürdig ist. Erst danach erfolgt eine allgemeine Interessenabwägung; diese darf Kompensations- oder Ersatzmassnahmen nicht in die Abwägung einbeziehen. Führt die Abwägung dazu, dass das Biotop nicht überwiegt, kann eine Beeinträchtigung zugelassen werden; in diesem Fall sind dem Verursacher bestmögliche Schutz-, Wiederherstellungs- oder, falls dies nicht möglich ist, angemessene Ersatzmassnahmen aufzuerlegen. In Ausnahmefällen kann bei komplexer Interessenlage bereits die langfristige Wirkung einschliesslich der Situation nach Reconstitutionsmassnahmen berücksichtigt werden.
“Pour l’évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu’il soit digne de protection selon l’al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let. a); son rôle dans l’équilibre naturel (let. b); son importance pour la connexion des biotopes entre eux (let. c); sa particularité ou son caractère typique (let. d). L'art. 14 al. 7 OPN, qui reprend l'art. 18 al. 1ter LPN, rappelle que l'auteur ou le responsable d'une atteinte doit être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope, sans donner plus de précisions sur la mise en oeuvre de ces mesures de conservation. Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter i.f. LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2ème étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3ème étape). Exceptionnellement, lorsque de nombreux intérêts entrent en ligne de compte, il peut être judicieux de prendre en considération, au stade de la pesée des intérêts déjà, les effets sur le long terme, à savoir la situation finale, après la mesure de reconstitution (arrêt TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid. 11.1; arrêt CDAP AC.2022.0025, AC.2022.0030, AC.2022.0031 du 21 novembre 2023 consid. 4a). L'art. 71 al. 4 LPrPNP dispose que jusqu'à l'adoption de l'inventaire déterminant, toute intervention susceptible de porter atteinte à un biotope digne de protection au sens de l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance fédérale du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature et du paysage (OPN; RS 451.”
“18 LPN introduit - de manière exemplative - la notion plus restrictive de biotope "digne de protection" dans les termes suivants: "il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses." S'agissant des mesures générales de sauvegarde des biotopes dignes de protection, l'art. 18 al. 1ter LPN dispose que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (voir aussi l'art. 14 al. 7 OPN). Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter in fine LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2e étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3e étape) (arrêt TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid. 11.1). Exceptionnellement, lorsque de nombreux intérêts entrent en ligne de compte, il peut être judicieux de prendre en considération, au stade de la pesée des intérêts déjà, les effets sur le long terme, à savoir la situation finale, après la mesure de reconstitution (arrêts TF 1C_126/2020 du 15 février 2021 consid. 6.1; 1C_294/2017 du 4 mai 2018 consid. 5.6.2; Sidi-Ali, op. cit., p. 123). La protection des biotopes n'a ainsi pas de caractère absolu: ils sont soumis à une pesée des intérêts qu'ils n'emportent pas aveuglément (Sidi-Ali, op. cit., ch.”
“Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (al. 1ter). L'art. 14 al. 6 OPN précise qu'une atteinte d'ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s'impose à l'endroit prévu et qu'elle correspond à un intérêt prépondérant. Toujours selon cette disposition, pour l'évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu'il soit digne de protection selon l'al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let. a), son rôle dans l'équilibre naturel (let. b), son importance pour la connexion des biotopes entre eux (let. c), sa particularité ou son caractère typique (let. d). L'art. 14 al. 7 OPN, qui reprend l'art. 18 al. 1ter LPN, rappelle que l'auteur ou le responsable d'une atteinte doit être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope, sans donner plus de précisions sur la mise en oeuvre de ces mesures de conservation. Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter i.f. LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2ème étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3ème étape). Exceptionnellement, lorsque de nombreux intérêts entrent en ligne de compte, il peut être judicieux de prendre en considération, au stade de la pesée des intérêts déjà, les effets sur le long terme, à savoir la situation finale, après la mesure de reconstitution (TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid.”
Massnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG können bereits verbindlich im Projektbewilligungsentscheid festgelegt werden. Detailerhebungen sind zeitlich so anzulegen, dass die zum massgebenden Zeitpunkt geeigneten, an Lebensraum und Artenvorkommen angepassten Massnahmen bestimmt werden können; zu frühe Erhebungen können wegen der zeitlichen Lücke bis zur Ausführung untauglich sein.
“E. 6.2). Eine Vereitelung der Massnahmen ist zudem nicht zu erwarten, zumal für die Beurteilung der Umweltauswirkungen verschiedene Daten und Informationen von Experten hinzugezogen wurden und damit bereits während des Projektbewilligungsverfahrens – wenn auch teilweise erst grossräumig – bekannt war, in welchen Lebensräumen welche Arten vorkommen. Damit konnte bereits bei der Planung des Hochwasserschutz- und Renaturierungsprojekts darauf geachtet werden, dass die verschiedenen Arten sowie deren Lebensräume soweit möglich erhalten bleiben und Beeinträchtigungen verhindert werden. Dort wo Beeinträchtigungen schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermieden werden konnten, wurde im (angefochtenen) Projektbewilligungsentscheid definiert, welche Massnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG realisiert werden müssen. Mittels Auflagen wurde rechtsverbindlich festgelegt, dass ergänzende Massnahmen zu ergreifen sind, soweit dies notwendig ist. Zudem ist die Vornahme der Detailerhebungen der terrestrischen Flora und Fauna erst vor der Detailplanung und vor der Verwirklichung des Bauvorhabens auch deshalb nachvollziehbar, da nur so die zum massgebenden Zeitpunkt geeigneten Massnahmen angepasst an den Lebensraum und die Artenvorkommen angeordnet werden können. Dies liegt denn auch im Interesse des Umwelt- und Naturschutzes. Darüber hinaus erscheint eine Aufnahme der Lebensräume aufgrund der relativ grossen Zeitspanne zwischen der Erhebung für den UVB bis zur effektiven Bauausführung auch nicht zielführend bzw. unzweckmässig. Unter Berücksichtigung der Tatsache, dass bis zur effektiven Projektumsetzung – aufgrund gerichtlicher Verfahren, Detailplanung der Baulose, etc. – noch viele Jahre vergehen werden und die Lebensräume von Flora und Fauna kleinräumig bis dahin der Veränderung unterworfen sind, wären zum Zeitpunkt der Bauausführung die in der Planungsphase durchgeführten Detailerhebungen wieder "veraltet" und nicht mehr aussagekräftig genug zur konkreten Beurteilung der Umweltauswirkungen.”
Die Inventarisierung oder förmliche Ausweisung eines Gebiets gilt als hinreichendes Indiz dafür, dass dem Gebiet Biotop‑Qualität zukommt.
“Für kantonale und kommunale Schutzobjekte sind die jeweiligen kantonalen Bestimmungen und – bei Vorliegen einer Bundesaufgabe (vgl. oben, E. 12.2.2) – Art. 3 NHG anwendbar. Schutzobjekte des Natur- und Heimatschutzes hat der Kanton bei der Festsetzung eines kantonalen Gestaltungsplans zu schonen und, wo das öffentliche Interesse an diesen überwiegt, ungeschmälert zu erhalten (§ 204 Abs. 1 PBG; § 1 der kantonalen Natur- und Heimatschutzverordnung vom 20. Juli 1977 [KNHV; LS 702.11]; Fritzsche/Bösch/Wipf/Kunz, S. 192 f.). Ebenfalls finden die Anliegen über die allgemeinen Planungsgrundsätze nach Art. 1 und 3 RPG Eingang in die Interessenabwägung. Schliesslich sind die Kantone nach Art. 18 Abs. 1 NHG verpflichtet, dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Dabei steht den Kantonen bei der Umsetzung dieses bundesrechtlichen Auftrags und Wahl der Instrumente ein erheblicher Ermessensspielraum zu (vgl. BGr, 2. November 2021, 1C_663/2020, E. 5.1 mit Hinweisen). Art. 18 Abs. 1bis NHG zählt in nicht abschliessender Weise auf, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Darunter fallen insbesondere Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen. Wird ein Gebiet inventarisiert oder als Schutzgebiet ausgeschieden, ist dies ein hinreichendes Indiz dafür, dass dem Gebiet Biotop-Qualität zukommt (zum Ganzen: BGE 134 II 97 E. 3.6.3). Der Kanton Zürich hat diese Bestimmung in § 203 PBG sowie § 13 KNHV nachvollzogen und konkretisiert.”
Dreistufiges Prüfverfahren: (1) Feststellung, ob ein schutzwürdiges Biotop vorliegt; (2) Rechtfertigung des technischen Eingriffs: er darf nur zulässig sein, wenn die Beeinträchtigung unvermeidbar ist und die Anlage einem überwiegenden Interesse dient bzw. nur an dem vorgesehenen Standort erstellt werden kann; (3) Festlegung der vorzunehmenden Massnahmen zur bestmöglichen Schutzgewährung, Wiederherstellung oder, mangels dessen, zum angemessenen Ersatz. Die in Frage stehenden Massnahmen können bereits in die Interessenabwägung einbezogen werden, etwa um die längerfristigen Wirkungen der Beeinträchtigung zu beurteilen.
“sa particularité ou son caractère typique. Enfin, selon l'art. 14 al. 7 OPN, l'auteur ou le responsable d'une atteinte doit être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope. Selon l'art. 7 al. 1 de la loi fédérale sur la chasse et la protection des mammifères et oiseaux sauvages (LChP, RS 922.0), tous les animaux visés à l'art. 2 qui n'appartiennent pas à une espèce pouvant être chassée selon l'art. 5, sont protégés (espèces protégées). Il en va de même des espèces figurant dans l'annexe 3 de l'OPN. Sur le vu des art. 18 al. 1ter LPN et 14 al. 6 OPN (cf. également l'art. 20 LPN) des atteintes à l'avifaune et aux chiroptères peuvent être admissibles, pour autant qu'elles soient inévitables et que l'installation, répondant à un intérêt prépondérant, ne puisse être réalisée qu'à l'endroit prévu. Ces dispositions (de même que l'art. 3 LAT dans le cadre de la planification et l'art. 5 al. 2 LFo en ce qui concerne les défrichements) imposent une pesée d'intérêts tenant compte de l'importance des atteintes prévisibles, de l'intérêt public lié à la réalisation du projet et de l'efficacité des mesures de compensation. Comme le relève la cour cantonale, la disposition précitée implique un raisonnement en trois étapes: en premier lieu la détermination de l'existence d'un biotope digne de protection, puis la justification de l'atteinte technique, et enfin seulement la détermination des mesures de reconstitution ou de remplacement. La cour cantonale a néanmoins considéré que les mesures en question pouvaient être intégrées dans la pesée d'intérêts, ce qui permet notamment de définir d'emblée les effets à long terme de l'atteinte.”
Weil Fledermäuse in der Anhänge der Verordnung (Annexe 3 OPN) und in der Roten Liste geführt sind, sind Beeinträchtigungen ihrer schutzwürdigen Biotope durch technische Eingriffe nur zulässig, wenn sie am vorgesehenen Ort unvermeidbar sind und einem überwiegenden Interesse entsprechen. Der Verursacher ist verpflichtet, für bestmöglichen Schutz, für Wiederherstellung oder, falls dies nicht möglich ist, für einen angemessenen Ersatz des Biotops zu sorgen. In der Praxis werden dazu u. a. artbezogene Untersuchungen (z. B. Ultraschallaufzeichnungen und Bestimmung durch Fachpersonen) durchgeführt.
“En effet, les chiroptères font non seulement l'objet de la liste rouge de l'OFEV sur les chauves-souris, de janvier 2014 (OFEV, Liste rouge – Chauves-souris – Espèces menacées en Suisse, état 2011, 2014 [cité: Liste rouge – Chauves-souris]; disponible à l'adresse: www.ofev.admin.ch, "Thèmes", "Biodiversité", "Publications et études") mais ils figurent en outre dans la liste de la faune protégée, dressée à l'annexe 3 de l'OPN (à savoir en dernière position, sous la mention: "toutes les chauves-souris"). Partant, en ce qui concerne ces mammifères, une atteinte d’ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut également être autorisée que si elle s’impose à l’endroit prévu et qu’elle correspond à un intérêt prépondérant (art. 14 al. 6 OPN), l’auteur ou le responsable d’une atteinte devant alors aussi être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope (art. 14 al. 7 OPN, voir aussi art. 18 al. 1ter LPN et c. 12.4.1). De même, selon l'art. 20 al. 2 OPN, en lien avec l'annexe 3 de l'OPN, il est en particulier interdit de tuer ou de blesser des chauves-souris, des autorisations exceptionnelles pouvant cependant également être octroyées en la matière (art. 20 al. 3 OPN; voir c. 12.4.2). 13.5 Au cas particulier, pour réaliser l'étude du 13 août 2014 sur les chauves-souris, des échantillonnages ont été réalisés sur différents sites, dans un périmètre de 1 km autour des éoliennes projetées (sous la forme d'enregistrements des ultrasons produits par les chauves-souris). En outre, les chiroptères situés à quelques minutes de vol des éoliennes ont été étudiés dans une zone de 3 km autour de ces dernières. A cet effet, quatre points d'enregistrement ont été répartis à des hauteurs de 17 à 48 m durant une saison (dos. intimées DP 2/4, doc. 684). La détermination des espèces en fonction des sons obtenus a ensuite été effectuée au moyen de logiciels, de même qu'avec le concours d'experts (idem, doc.”
Fehlen detaillierte Inventare zum aktuellen Zustand des Flussabschnitts und seiner Biotope bzw. verlässliche Erhebungen von Flora und Fauna, lässt sich nach den angeführten Entscheidungen nicht verlässlich bestimmen, welche Wiederherstellungs- oder Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG erforderlich sind. In solchen Fällen ist die Beurteilung der Projektfolgen und der Umweltverträglichkeit beeinträchtigt, wodurch die Erteilung einer rechtsgültigen Projektbewilligung gefährdet sein kann.
“Mit dem beschriebenen Vorgehen könne aber nicht auf verlässliche Weise die Fauna im Gebiet erhoben werden. Der UVB sei deshalb ungenügend. Es könne gestützt darauf keine rechtsgültige Projektbewilligung erteilt werden. Bei der Flora sowie den Libellen und Amphibien solle gemäss dem angefochtenen Entscheid eine genauere Erhebung sogar erst kurz vor Baubeginn erfolgen. Mangels einer genauen Kenntnis der aktuellen Vorkommen von Pflanzen und Tieren im Projektperimeter könne jedoch die Projektauswirkungen und die Umweltverträglichkeit offensichtlich nicht geprüft und beurteilt werden. Die Projektbewilligung versuche diese Versäumnisse mit dem Hinweis zu rechtfertigen, es würde noch viele Jahre dauern, bis das Projekt umgesetzt sei. Eine lange Projektdauer sei bei Grossprojekten allerdings weit verbreitet und trotzdem werde auch bei diesen die Fauna und Flora im Projektperimeter konkret erhoben (bspw. Projekt AlpTransit [NEAT]). Das Vorgehen der Vorinstanz verunmögliche zudem die Klärung, wo und in welchem Umfang Ersatzmassnahmen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG nötig sind. Ob genügende Ersatzmassnahmen vorgesehen sind, sei aber eine Grundvoraussetzung für die Bewilligungsfähigkeit des Reussprojekts, welches bereits den Charakter eines weitgehend ausführungsreifen (Wasser-)Bauprojekts habe. Zudem machen die Beschwerdeführer geltend, für die Fischwanderung würden die Wehre Rathausen und Perlen sowie die zugehörigen Restwasserstrecken Hindernisse bilden und das Abflussregime stören. Es fehle im Reussprojekt an jeglichen Massnahmen, um diese Defizite zu beheben, und damit auch an einer genügenden Koordination zwischen dem Projekt und den Massnahmen bei den Wasserkraftwerken. In rechtlicher Hinsicht ergebe sich die Koordinationspflicht aus Art. 25a RPG und Art. 46 Abs. 1 GSchV.”
“Si, lors de l’examen d’un projet tendant à modifier les eaux, leur régime, leur cours, les rives ou le fond des eaux, on ne peut trouver aucune mesure permettant d’empêcher que la pêche soit gravement compromise au sens de l’article premier, la décision doit tenir compte de tous les intérêts en présence (al. 2). Les mesures au sens de l’al. 1 doivent être prévues déjà lors de l’élaboration des projets (al. 3). Lorsque l’autorité compétente définit les mesures appropriées, elle doit tenir compte cumulativement de ces critères. Les circonstances et les impératifs du cas d’espèce sont alors déterminants, ce qui implique l’établissement d’un inventaire détaillé sur l’état actuel de la rivière, respectivement de son tronçon en question ainsi que sur ses biotopes (cf. y compris pour des exemples de données à collecter, Bütler, in Keller/Zufferey/ Fahrländer (édt.), Commentaire LPN, augmenté d’aspects choisis des LChP et LFSP, 2ème éd. 2019, bes. Teil : JSG/BGF, n. 112). A noter que les mesures selon l’art. 9 LFSP ne constituent pas des mesures de remplacement au sens de l’art. 18 al. 1ter LPN. En cas d’atteinte à un biotope digne de protection, l’autorité compétente doit, malgré les mesures prises au sens de l’art. 9 LFSP, ordonner des mesures de remplacement supplémentaires en application de l’art. 18 al. 1ter LPN pour compenser l’atteinte (Bütler, n. 113). 2.4.3. En l’occurrence, aucun inventaire détaillé sur l’état actuel de la rivière, respectivement du tronçon en question, ainsi que sur ses biotopes ne se trouvent au dossier. L’on cherche également en vain un document technique analysant concrètement le danger encouru sans la mesure, respectivement les effets attendus de la construction litigieuse tant sur le danger que sur la rivière (rives, biotopes, etc.). Dans ces circonstances, la Cour n’est pas en mesure d’examiner notamment le respect du principe de la proportionnalité. En particulier, il n’est pas possible de savoir si la construction litigieuse permet d’assurer une protection suffisante, si tant est que le danger existant commande une intervention, ce qu'aucun document au dossier ne démontre.”
Für Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung liegt die Zuständigkeit für deren Schutz und Unterhalt bei den Kantonen.
“En vertu de l'art. 78 al. 4 Cst., la Confédération est autorisée à légiférer sur la protection de la faune et de la flore et sur le maintien de leur milieu naturel dans sa diversité. L'art. 18 al. 1 LPN dispose que la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. L'art. 18 al. 1bis LPN énumère les biotopes qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement: les rives, les roselières et les marais, les associations forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. La notion de biotope se rapporte à un espace vital suffisamment étendu, exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb p. 163 s. et la jurisprudence citée; arrêt 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1 in RDAF 2016 I 357 et in DEP 2015 724). La législation fédérale contient des prescriptions spéciales pour les biotopes d'importance nationale (cf. art. 18a LPN, art. 16 et 17 OPN); ces dispositions ne sont manifestement pas applicables en l'espèce. Les cantons doivent cependant aussi veiller à la protection et à l'entretien des biotopes d'importance régionale et locale (art. 18b LPN). La protection des biotopes d'importance régionale et locale ancrée à l'art.”
Nicht jedes einzelne Vorkommen geschützter Arten oder ein kleinräumiges Habitat fällt automatisch unter den Biotopschutz nach Art. 18 Abs. 1 NHG. Die Rechtsprechung verlangt unter anderem das Vorliegen einer spezifischen Fauna bzw. Flora und eines hinreichend ausgedehnten, natürlichen oder naturnahen Lebensraums; zudem besteht für geschützte Arten eine gesonderte Schutzsphäre. Ebenfalls folgt daraus, dass benachbarte bebaute Flächen nicht ohne Weiteres als Biotope oder als Pufferzonen eines ausgewiesenen Schutzgebiets zu betrachten sind.
“-, dont il résulte que "sont réputés biotopes les espaces vitaux dignes de protection importants, naturels ou proches de l'état naturel, d'espèces animales et végétales indigènes tels que d'importantes zones d'habitat pour les animaux, des associations forestières rares, des prairies et des orées riches en espèces végétales, des vergers à hautes tiges ayant une valeur écologique, des tourbières et marais, des roselières et cariçaies, des rives, des ruisseaux, des mares et des étangs"). En l'espèce et quoi que semblent en penser les recourants, il n'apparaît pas que les parois de l'immeuble habité par ces derniers accueillant des chauves-souris puissent être qualifiées de biotope au sens de la législation fédérale respectivement vaudoise sur la protection de la nature - faute d'une part de permettre l'existence d'une faune "et" d'une flore spécifiques au sens de la définition commune de cette notion (soit de constituer un espace "naturel ou proche de l'état naturel" au sens de la législation bernoise), et d'autre part de constituer un espace vital suffisamment étendu. Peu importe toutefois; si la présence d'espèces protégées en vertu de l'art. 20 OPN constituent l'un des éléments permettant de désigner un biotope comme étant digne de protection (cf. art. 14 al. 3 let. b OPN), de telles espèces bénéficient en effet par ailleurs d'une protection distincte. Ainsi l'art. 18 al. 1 LPN prévoit-il, s'agissant de prévenir la disparition d'espèces animales et végétales indigènes, le maintien de biotopes mais également "d'autres mesures appropriées". La protection des biotopes doit en conséquence assurer la survie de la faune sauvage indigène "de concert avec […] les dispositions relatives à la protection des espèces" (notamment); les cantons doivent prévoir une procédure de constatation appropriée pour prévenir non seulement toute détérioration des biotopes dignes de protection, mais également - distinctement - toute violation des dispositions de protection des espèces (cf. art. 14 al. 1 et al. 5 OPN). Comme pour les atteintes d'ordre technique à un biotope digne de protection (cf. art. 14 al. 6 OPN), les atteintes d'ordre technique aux espèces protégées (notamment à leur lieu de reproduction; art. 20 al. 2 let. a OPN) supposent l'octroi d'une autorisation, délivrée aux conditions de l'art. 20 al. 3 let. b OPN. En droit vaudois, l'art. 6 al. 2 LFaune distingue également la conservation de la faune (let.”
“15 LAT – article révisé en 2012 –, relève de l'accomplissement d'une tâche fédérale au sens de l'art. 78 al. 2 Cst. Par conséquent, les organisations disposant du droit de recours de l'art. 12 LPN peuvent contester de tels classements dans l'intérêt de la protection de la nature et du paysage (voir l'arrêt de principe rendu en 2016 publié aux ATF 142 II 509). En revanche, les autres mesures de planification adoptées par les cantons en application de la LAT ne relèvent en principe pas de l'accomplissement de tâches de la Confédération au sens de la LPN. Il en va de même de l'octroi d'une autorisation de construire dans une zone à bâtir existante (et dont il n'y a pas lieu de revoir la validité à titre incident - cf. infra, consid. 3); c'est bel et bien une tâche cantonale (ou communale), accomplie dans le cadre fixé par l'art. 75 al. 1 Cst. (cf. notamment AC.2020.0223 du 18 mars 2021 consid. 3b et les arrêts cités). Pour justifier sa légitimation, la fondation recourante fait cependant valoir que l'art. 18 al. 1 LPN ("La disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu [biotopes], ainsi que par d’autres mesures appropriées. Lors de l’application de ces mesures, il sera tenu compte des intérêts dignes de protection de l’agriculture et de la sylviculture") ferait obstacle à la construction du bâtiment n° 11, à cause de la proximité d'un territoire d'intérêt biologique supérieur, et donc de biotopes dignes de protection. Or le territoire d'intérêt biologique supérieur (TIBS) le plus proche est le vallon où coule la Baye de Clarens, à environ 400 m en direction de l'Est (selon les indications du guichet cartographique cantonal). Les abords de cette rivière, entre la route de Chailly et la forêt surplombant Brent, en amont, sont effectivement recensés dans le réseau écologique cantonal (REC), ce TIBS, ayant une importance comme zone refuge et centre de dispersion pour les espèces protégées. Cela ne signifie cependant pas, à l'évidence, que le terrain des Grands Prés, ainsi que tous les quartiers déjà bâtis à l'ouest du cours de la Baye de Clarens devraient être considérés comme des biotopes protégés voire comme des zones tampons du TIBS.”
Das Fehlen typischer Flora oder Fauna schliesst nicht aus, dass Art. 18 Abs. 1 NHG zu beachten ist; gleichzeitig sind vorkommende, gemäss Art. 20 OPN geschützte Arten durch eigene Artenschutzvorschriften geschützt. Technische Eingriffe in geschützte Individuen oder deren Fortpflanzungs- bzw. Ruhestätten bedürfen einer gesonderten Bewilligung nach den einschlägigen Artenschutzbestimmungen.
“Selon la jurisprudence de la CDAP, il n'apparaît pas que les parois d'un immeuble habité accueillant des chauves-souris puissent être qualifiées de biotope au sens de la législation fédérale, respectivement vaudoise, sur la protection de la nature - faute d'une part de permettre l'existence d'une faune "et" d'une flore spécifiques au sens de la définition commune de cette notion et d'autre part de constituer un espace vital suffisamment étendu (CDAP AC.2017.0209 du 10 décembre 2020 consid. 3d/ff). Cela étant, si la présence d'espèces protégées en vertu de l'art. 20 OPN constituent l'un des éléments permettant de désigner un biotope comme étant digne de protection (cf. art. 14 al. 3 let. b OPN), de telles espèces bénéficient par ailleurs d'une protection distincte. Ainsi l'art. 18 al. 1 LPN prévoit-il, s'agissant de prévenir la disparition d'espèces animales et végétales indigènes, le maintien de biotopes mais également "d'autres mesures appropriées". La protection des biotopes doit en conséquence assurer la survie de la faune sauvage indigène "de concert avec […] les dispositions relatives à la protection des espèces" (notamment); les cantons doivent prévoir une procédure de constatation appropriée pour prévenir non seulement toute détérioration des biotopes dignes de protection, mais également - distinctement - toute violation des dispositions de protection des espèces (cf. art. 14 al. 1 et al. 5 OPN). Comme pour les atteintes d'ordre technique à un biotope digne de protection (cf. art. 14 al. 6 OPN), les atteintes d'ordre technique aux espèces protégées (notamment à leur lieu de reproduction; art. 20 al. 2 let. a OPN) supposent l'octroi d'une autorisation, délivrée aux conditions de l'art. 20 al. 3 let. b OPN. En droit vaudois, l'art. 6 al. 2 LFaune distingue également la conservation de la faune (let.”
“Selon la jurisprudence de la CDAP, il n'apparaît pas que les parois d'un immeuble habité accueillant des chauves-souris puissent être qualifiées de biotope au sens de la législation fédérale, respectivement vaudoise, sur la protection de la nature - faute d'une part de permettre l'existence d'une faune "et" d'une flore spécifiques au sens de la définition commune de cette notion et d'autre part de constituer un espace vital suffisamment étendu (CDAP AC.2017.0209 du 10 décembre 2020 consid. 3d/ff). Cela étant, si la présence d'espèces protégées en vertu de l'art. 20 OPN constituent l'un des éléments permettant de désigner un biotope comme étant digne de protection (cf. art. 14 al. 3 let. b OPN), de telles espèces bénéficient par ailleurs d'une protection distincte. Ainsi l'art. 18 al. 1 LPN prévoit-il, s'agissant de prévenir la disparition d'espèces animales et végétales indigènes, le maintien de biotopes mais également "d'autres mesures appropriées". La protection des biotopes doit en conséquence assurer la survie de la faune sauvage indigène "de concert avec […] les dispositions relatives à la protection des espèces" (notamment); les cantons doivent prévoir une procédure de constatation appropriée pour prévenir non seulement toute détérioration des biotopes dignes de protection, mais également - distinctement - toute violation des dispositions de protection des espèces (cf. art. 14 al. 1 et al. 5 OPN). Comme pour les atteintes d'ordre technique à un biotope digne de protection (cf. art. 14 al. 6 OPN), les atteintes d'ordre technique aux espèces protégées (notamment à leur lieu de reproduction; art. 20 al. 2 let. a OPN) supposent l'octroi d'une autorisation, délivrée aux conditions de l'art. 20 al. 3 let. b OPN. En droit vaudois, l'art. 6 al. 2 LFaune distingue également la conservation de la faune (let.”
Das Bundesgericht übt bei der Überprüfung der Beurteilung örtlicher Verhältnisse durch kantonale Behörden Zurückhaltung; kantonale Entscheide werden deshalb nur eingeschränkt überprüft (vgl. 1C_653/2019).
“Pour ces différents motifs, du fait de la retenue que s'impose le Tribunal fédéral dans l'examen des circonstances locales, la cour cantonale n'a pas violé les art. 18 LPN et 14 OPN, en confirmant la suppression de 10 m de haie en bordure de la route communale.”
Werden während des Verfahrens bedeutende Brut‑ oder Ruhestätten entdeckt, rechtfertigt dies nach den zitierten Entscheiden weitergehende Untersuchungen (z. B. Abklärung der Entfernungen und Austauschbewegungen). Die Ergebnisse solcher Untersuchungen können eine Neubeurteilung der Beeinträchtigung und allenfalls eine Änderung der Anlagen‑Standorte zur Folge haben.
“La mesure de compensation consistait en la création de conditions favorables à la reproduction de l'espèce et à assurer le rajeunissement régulier de la forêt. Un suivi de l'espèce était en outre prévu. La CDAP a relevé que l'on pouvait avoir des doutes sur le caractère suffisant de la période d'observation, soit une dizaine de jours seulement. En outre, les investigations menées par la suite montraient qu'une aire de croule se trouvait à moins de 500 m d'une éolienne (n° 2). Par ailleurs, deux autres aires avaient été identifiées de part et d'autre des éoliennes n° 1 et 2, ce qui laissait supposer des mouvements entre ces zones générant un risque supplémentaire. Des investigations pourraient toutefois encore être menées lors de l'élaboration de la deuxième étape de l'étude d'impact au stade du permis de construire, l'annulation de la planification apparaissant selon la cour cantonale comme disproportionnée. Dans ses déterminations, l'OFEV confirme que la découverte d'une aire de croule justifie de réévaluer l'atteinte sur cette espèce afin de déterminer si elle est compatible avec l'art. 18 al. 1ter LPN; il conviendra d'établir notamment la distance exacte entre les aires de croule et les éoliennes afin d'évaluer les risques pour cette espèce en fonction des distances minimales recommandées et des éventuels échanges entre les aires de croule. Les résultats de ces investigations complémentaires pourraient imposer une modification de l'implantation de l'une ou l'autre des éoliennes.”
“4, 1A.29/2003 vom 9.7.2003 E. 5.2; VGE 2012/342 vom 19.5.2014 E. 5.2.1 mit weiteren Hinweisen; Nina Dajcar, in Kommentar NHG, 2. Aufl. 2019, Art. 18b N. 13 ff.). Gemäss Art. 14 Abs. 6 NHV darf ein technischer Eingriff, der ein schützenswertes Biotop beeinträchtigen kann, nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht. Hierfür ist eine Interessenabwägung unter Berücksichtigung der Schutzwürdigkeit und der Bedeutung des Biotops und seiner Lebensgemeinschaften gemäss Art. 14 Abs. 6 Bst. a-d NHV erforderlich. Je grösser deren Bedeutung ist, desto gewichtiger müssen die entgegenstehenden Interessen sein, um den Eingriff zu rechtfertigen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so haben die Verursacherinnen und Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG; Art. 14 Abs. 7 NHV; BGE 142 II 517 [BGer 1C_526/2015 und 1C_528/2015 vom 12.10.2016], in URP 2017 S. 13 E. 5.5; VGE 2020/224 vom 7.9.2022 E. 12.3, 2014/214 vom 22.7.2015, in URP 2015 S. 735 E. 5.4 mit Hinweisen). 3.2.2 Die Vorinstanz hat den Eingriff in die Nistplätze der Mauersegler als zulässig erachtet. Die Beschwerdeführenden machen demgegenüber geltend, die Mauerseglerkolonie würde mit dem Abbruch des bestehenden Gebäudes verschwinden. Bei den Nistplätzen der Mauersegler handle es sich um ein geschütztes Biotop und dem angefochtenen Entscheid sei keine Interessenabwägung nach Art. 14 Abs. 6 NHV zu entnehmen (Beschwerde Rz. 14 ff.). Da der Schutz der Mauersegler vorgehe, sei das Bauvorhaben nicht bewilligungsfähig (Beschwerde Rz. 24 f.). Die Beschwerdegegnerschaft 1 ist der Ansicht, es sei nicht Art. 14 Abs. 6 NHV einschlägig, sondern Art. 20 Abs. 3 NHV bzw. Art. 18 Abs. 1ter NHG (vgl. Beschwerdeantwort Rz. 16). 3.2.3 Die Vorinstanz scheint davon auszugehen, dass die Nistplätze der Mauerseglerkolonie ein schützenswertes Biotop sind, hat sie doch den Eingriff in den Lebensraum der Mauersegler im Licht von Art.”
Sind Biotopschutz und Schutzwürdigkeit festgestellt, ist eine allgemeine Abwägung aller Interessen vorzunehmen. Überwiegen andere Interessen, kann der technische Eingriff trotz Schutzwürdigkeit zugelassen werden. In diesem Fall sind vom Verursacher besondere Massnahmen zu treffen, um den bestmöglichen Schutz, die Wiederherstellung oder, falls dies nicht möglich ist, einen angemessenen Ersatz sicherzustellen. Die in Frage stehenden Schutz- oder Ersatzmassnahmen können in die Abwägung einbezogen werden, um die langfristigen Auswirkungen zu beurteilen.
“L'art. 18 al. 1ter LPN prévoit que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'alinéa 1ter exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope, qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée. Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (cf. art. 14 al. 7 OPN; TF 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 consid. 3.2).”
“L'art. 18 al. 1ter LPN prévoit que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'alinéa 1ter exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope, qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée. Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (cf. aussi art. 14 al. 6 et 7 OPN). En d'autres termes, pour les atteintes portées à l'espace vital d'espèces animales ou végétales – celles résultant d'interventions humaines dont les impacts sont accrus par rapport à la seule présence de l'homme ou au fonctionnement propre du milieu naturel –, le droit fédéral prévoit une série d'étapes.”
“L'art. 18 al. 1ter LPN prévoit que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L'alinéa 1ter exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope, qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée. Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (cf. aussi art. 14 al. 6 et 7 OPN). En d'autres termes, pour les atteintes portées à l'espace vital d'espèces animales ou végétales – celles résultant d'interventions humaines dont les impacts sont accrus par rapport à la seule présence de l'homme ou au fonctionnement propre du milieu naturel –, le droit fédéral prévoit une série d'étapes.”
“sa particularité ou son caractère typique. Enfin, selon l'art. 14 al. 7 OPN, l'auteur ou le responsable d'une atteinte doit être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope. Selon l'art. 7 al. 1 de la loi fédérale sur la chasse et la protection des mammifères et oiseaux sauvages (LChP, RS 922.0), tous les animaux visés à l'art. 2 qui n'appartiennent pas à une espèce pouvant être chassée selon l'art. 5, sont protégés (espèces protégées). Il en va de même des espèces figurant dans l'annexe 3 de l'OPN. Sur le vu des art. 18 al. 1ter LPN et 14 al. 6 OPN (cf. également l'art. 20 LPN) des atteintes à l'avifaune et aux chiroptères peuvent être admissibles, pour autant qu'elles soient inévitables et que l'installation, répondant à un intérêt prépondérant, ne puisse être réalisée qu'à l'endroit prévu. Ces dispositions (de même que l'art. 3 LAT dans le cadre de la planification et l'art. 5 al. 2 LFo en ce qui concerne les défrichements) imposent une pesée d'intérêts tenant compte de l'importance des atteintes prévisibles, de l'intérêt public lié à la réalisation du projet et de l'efficacité des mesures de compensation. Comme le relève la cour cantonale, la disposition précitée implique un raisonnement en trois étapes: en premier lieu la détermination de l'existence d'un biotope digne de protection, puis la justification de l'atteinte technique, et enfin seulement la détermination des mesures de reconstitution ou de remplacement. La cour cantonale a néanmoins considéré que les mesures en question pouvaient être intégrées dans la pesée d'intérêts, ce qui permet notamment de définir d'emblée les effets à long terme de l'atteinte.”
Erhebungen der Artenvorkommen können angezeigt sein; sie sollen nicht pauschal Bauvorhaben verhindern, sondern dazu beitragen, Projekte so zu ermöglichen und zu gestalten, dass Schäden an Baumbeständen minimiert, nach Abschluss der Arbeiten wertvolle Lebensräume wiederhergestellt und die ökologische Vernetzung erhalten bleibt.
“Darin ergänzte die Fachstelle NL, die Vorschriften von § 6, 7 und 9 NLG, Art. 18 NHG sowie § 104 RBG seien lediglich bei Bauvorhaben in der Nachbarschaft geprüft worden, nicht aber auf der hier betroffenen Bauparzelle. Insofern könne eine Erhebung der Artenvorkommen durchaus Sinn machen, da die Parzellen ihrer Einschätzung nach ein grosses ökologisches Potential aufweisen würden, selbst wenn dieses in den letzten Jahren durch Vernachlässigung der Pflege etwas gelitten habe. Die Erhebung solle aber nicht dazu dienen, sämtliche Bauvorhaben zu verhindern, sondern ein Bauprojekt zu ermöglichen, welches möglichst wenig schädliche Auswirkungen auf die umgebenden Baumbestände habe und nach Abschluss der Bauarbeiten einen wertvollen Lebensraum wiederherzustellen, sowie die ökologische Vernetzung weiterhin zu gewährleisten.”
Art. 18 Abs. 1 NHG umfasst neben der Erhaltung von Lebensräumen auch andere geeignete Schutzmassnahmen, die zum Schutz indigener Arten beitragen können. Nach Art. 7 Abs. 4 LChP obliegt den Kantonen die Gewährleistung eines ausreichenden Schutzes von wildlebenden Säugetieren und Vögeln gegen Derangierungen; damit kommen auch störungsvermeidende Massnahmen für geschützte Vogelarten (z. B. den Auerhahn) in Betracht.
“La loi fédérale du 1er juillet 1966 sur la protection de la nature et du paysage (LPN; RS 451) a notamment pour but de protéger la faune et la flore indigènes, ainsi que leur diversité biologique et leur habitat naturel (cf. art. 1 let. d LPN). Selon l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. D'après l'art. 7 al. 1 de la loi fédérale du 20 juin 1986 sur la chasse et la protection des mammifères et oiseaux sauvages (LChP; RS 922.0), tous les animaux visés à l'art. 2 qui n'appartiennent pas à une espèce pouvant être chassée, sont protégés (espèces protégées). L'art. 2 LChP précité mentionne en particulier les oiseaux (let. a). Le Grand Tétras, qui ne figure pas dans la liste des espèces pouvant être chassées selon l'art. 5 LChP, est ainsi une espèce protégée. Aux termes de l'art. 7 al. 4 LChP, les cantons assurent une protection suffisante des mammifères et des oiseaux sauvages contre les dérangements.”
“La loi fédérale du 1er juillet 1966 sur la protection de la nature et du paysage (LPN; RS 451) a notamment pour but de protéger la faune et la flore indigènes, ainsi que leur diversité biologique et leur habitat naturel (cf. art. 1 let. d LPN). Selon l'art. 18 al. 1 LPN, la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées. D'après l'art. 7 al. 1 de la loi fédérale du 20 juin 1986 sur la chasse et la protection des mammifères et oiseaux sauvages (LChP; RS 922.0), tous les animaux visés à l'art. 2 qui n'appartiennent pas à une espèce pouvant être chassée, sont protégés (espèces protégées). L'art. 2 LChP précité mentionne en particulier les oiseaux (let. a). Le Grand Tétras, qui ne figure pas dans la liste des espèces pouvant être chassées selon l'art. 5 LChP, est ainsi une espèce protégée. Aux termes de l'art. 7 al. 4 LChP, les cantons assurent une protection suffisante des mammifères et des oiseaux sauvages contre les dérangements.”
Die in Art. 18 Abs. 1bis NHG genannten Ufer, Riedgebiete, Moore und anderen Biotoptypen sind als besonders schutzwürdige Lebensräume anzuerkennen. Ihr Schutz bezweckt den Erhalt geeigneter Lebensräume für einheimische Tier- und Pflanzenarten und kann bei Abwägung der Interessen zu einschneidenden Schutzmassnahmen gegenüber anderen Nutzungsinteressen führen.
“En vertu de l'art. 78 al. 4 Cst., la Confédération est autorisée à légiférer sur la protection de la faune et de la flore et sur le maintien de leur milieu naturel dans sa diversité. L’art. 18 al. 1 LPN dispose que la disparition d’espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d’un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d’autres mesures appropriées. L'art. 18 al. 1bis LPN énumère les biotopes qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement: les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l’équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses. Le droit fédéral ne définit pas plus précisément la notion de biotope. Les exigences de l'art. 18 LPN ne s'appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d'habitat relativement stables, mais se rapportent à un "espace vital suffisamment étendu", exerçant une certaine fonction (ATF 121 II 161 consid. 2b/bb). L'art. 18 al. 1ter LPN prévoit en outre que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d'éviter des atteintes d'ordre technique aux biotopes dignes de protection, l'auteur de l'atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat.”
“Auengebiete sind den Biotopen von nationaler Bedeutung im Sinne von Art. 18a NHG zuzuordnen. Es geht also um Lebensräume für einheimische Tier- und Pflanzenarten (Art. 18 Abs. 1 NHG), die besonders zu schützen sind, weil sie eine «ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen» (Art. 18 Abs. 1bis NHG). Im Zentrum der geschützten Auengebiete steht mit anderen Worten der Lebensraumschutz und nicht der Landschaftsschutz.27 Gemäss Art. 4 Abs. 1 Auenverordnung sollen die inventarisierten Objekte ungeschmälert erhalten bleiben; zum Schutzziel gehört insbesondere die Erhaltung und Förderung der auentypischen einheimischen Pflanzen- und Tierwelt und ihrer ökologischen Voraussetzungen (Bst. a), die Erhaltung und, soweit es sinnvoll und machbar ist, die Wiederherstellung der natürlichen Dynamik des Gewässer- und Geschiebehaushalts (Bst.”
“Gesetzliche Grundlage für den Schutz der einheimischen Tier- und Pflanzenwelt auf Bundesebene ist das NHG. Das Gesetz bezweckt unter anderem, «die einheimische Tier- und Pflanzenwelt sowie ihre biologische Vielfalt und ihren natürlichen Lebensraum zu schützen» (Art. 1 Bst. d NHG). Art. 7 Abs. 1 JSG43 stellt u.a. alle Vögel, die nicht zu den jagdbaren Arten gehören, unter Schutz. Gemäss Art. 7 Abs. 4 JSG sorgen die Kantone für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung. Die Lebensräume der Tiere und Pflanzen (Biotope) wie Uferbereiche, Riedgebiete und Moore, seltene Waldgesellschaften, Hecken, Feldgehölze, Trockenrasen usw. sind nach Art. 18 Abs. 1bis NHG besonders zu schützen. Lässt sich eine Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden, so hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonsten für angemessenen Ersatz zu sorgen (Art. 18 Abs. 1ter NHG).”
Der Begriff "Biotop" im Sinne von Art. 18 NHG erfordert ein räumlich hinreichend ausgedehntes, funktionales Lebensraumstück ("espace vital suffisamment étendu"). Sehr kleine Biotope (z. B. unter einer Steinplatte oder einer kleinen Wasserfläche) sowie isolierte Einzelexemplare wie ein einzelner, ohne ökologische Vernetzungsfunktion stehender Baum gelten nach der Rechtsprechung als zweifelhaft, ob sie den Schutztatbestand des Art. 18 erfüllen.
“1ter Si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. (…)" Selon l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance fédérale du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature (OPN; RS 451.1), les biotopes sont désignés comme étant dignes de protection sur la base: "a. de la liste des milieux naturels dignes de protection figurant à l’annexe 1, caractérisés notamment par des espèces indicatrices; b. des espèces de la flore et de la faune protégées en vertu de l’art. 20; c. des poissons et écrevisses menacés, conformément à la législation sur la pêche; d. des espèces végétales et animales rares et menacées, énumérées dans les Listes rouges publiées ou reconnues par l’OFEV; e. d’autres critères, tels que les exigences des espèces migratrices ou la connexion des sites fréquentés par les espèces." Il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables; le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale en la matière se rapporte en effet à "un espace vital suffisamment étendu" (cf. ATF 121 II 161 consid. 2a/bb; 116 Ib 203 consid. 4b). Dans l'ATF 116 Ib 203 (consid. 4b), le Tribunal fédéral a ainsi relevé que si, de manière générale, un biotope peut être de dimensions très petites comme la surface inférieure d'une pierre ou une flaque d'eau, il ne s'agit toutefois pas d'un biotope au sens de l'art. 18 LPN vu la référence à un "espace vital suffisamment étendu". La LPN distingue les biotopes d’importance nationale (art. 18a LPN) et les biotopes d’importance régionale et locale (art. 18b LPN). Le Conseil fédéral désigne les biotopes d’importance nationale après avoir pris l’avis des cantons (art. 18a al. 1 LPN). Selon l’art. 18a al. 2 LPN, les cantons règlent la protection et l’entretien de ces biotopes.”
“Cela étant, si l'art. 18 al. 1bis énumère les biotopes qu'il y a lieu de protéger tout particulièrement (cf. consid. 3d/bb supra), le droit fédéral ne définit pas plus précisément la notion de biotope. Les exigences de l'art. 18 LPN ne s'appliquent cependant pas à toute "aire géographique caractérisée par des conditions climatiques et physico-chimiques homogènes permettant l’existence d’une faune et d’une flore spécifiques" (selon la définition du Dictionnaire de l'Académie française, 9e éd.); le concept de biotope auquel se réfère la législation fédérale sur la protection de la nature et du paysage se rapporte en effet à un "espace vital suffisamment étendu" (cf. art. 18 al. 1 LPN), exerçant une certaine fonction (cf. ATF 121 II 161 consid. 2b/bb et les références; TF 1C_739/2013 du 17 juin 2015 consid. 5.1). Le droit vaudois ne prévoit pas davantage de définition précise de la notion de biotope (pour un exemple d'une telle définition, cf. art. 20 al. 1 de la loi bernoise du 15 septembre 1992 sur la protection de la nature - RSB”
“En l'espèce, les recourants soutiennent que l'épicéa dont l'abattage est prévu constitue un biotope au sens de l'art. 18 LPN et que son abattage nécessitait par conséquent la délivrance d'une autorisation spéciale cantonale en application des art. 4a LPNMS et 22 LFaune, ce qui n'a pas été le cas. Comme le relève Thierry Largey dans son commentaire des arrêts 1C_126/2020 du 15 février 2021 et 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 (DEP 2021 p. 358), le droit fédéral expose de manière détaillée à l'art. 18 al. 1bis LPN complété par l'art. 14 al. 3 OPN les critères pour définir les biotopes soumis au régime de protection générale de l'art. 18 al. 1ter LPN. En l'occurrence, on relève que l'épicéa litigieux ne fait pas partie des éléments mentionnés expressément à l'art. 18 al. 1bis LPN (rives, roselières, marais, associations végétales forestières rares, haies, bosquets, pelouses sèches). Cet arbre ne fait également pas partie des biotopes propres aux diverses espèces indigènes énumérés à l'art. 21 al. 1 LFaune (haies vives, boqueteaux, buissons, rideaux de verdure, clairières, zones marécageuses et roselières). De manière générale, il apparaît douteux qu'un arbre isolé puisse constituer un biotope au sens de l'art.”
“De manière générale, il apparaît douteux qu'un arbre isolé puisse constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN. D'une part, il ne répond pas à l'exigence d'un "espace vital suffisamment étendu" au sens de l'art. 18 al. 1 LPN. D'autre part, un végétal unique, sans lien direct avec d'autres biotopes, par exemple un cours d'eau, ne peut pas constituer un élément important du réseau écologique. C'est probablement ce qu'a voulu dire le service cantonal spécialisé en matière de protection de la nature (DGE BIODIV) lorsque, après avoir rappelé la jurisprudence du Tribunal relative à la notion de biotope au sens de l'art. 18 LPN, il a relevé dans ses déterminations sur le recours qu'on était en présence d'un bel arbre méritant protection de par sa taille et son emplacement dans le quartier, mais qu'il ne s'agissait pas d'un biotope au sens de la législation. Il n'est pas contesté que l'arbre litigieux constitue un habitat pour toute une série d'animaux. Toutefois, on a vu qu'il ressort de la jurisprudence du Tribunal fédéral que les exigences de l’art. 18 LPN ne s’appliquent pas à tout milieu biotique offrant à un peuplement animal et végétal bien déterminé des conditions d’habitat relativement stables. Partant, le fait que la DGE ait considéré qu'on ne se trouvait pas en présence d'un biotope nécessitant une autorisation de sa part en application des art. 4a LPNMS et 22 LFaune ne prête pas le flanc à la critique et il n'est pas nécessaire de lui soumettre l'expertise biologique établie en janvier 2020 par I.________ afin qu'il se prononce à nouveau.”
“Dans le cas particulier, la recourante fait valoir que la qualité pour agir devrait lui être reconnue sur la base de l'art. 12 LPN, dès lors qu'elle allègue que le noyer qu'il est prévu d'abattre pourrait constituer un biotope au sens de l'art. 18 LPN. La protection d’un biotope relève certes de l’accomplissement d’une tâche fédérale; or, comme on le verra plus en détails ci-après, le noyer en question ne saurait être considéré comme un biotope digne de protection. Partant, la recourante ne peut fonder sa qualité pour recourir sur les normes de droit fédéral qu'elle invoque.”
Bei der Umsetzung von Art. 18 Abs. 1bis NHG räumt die Rechtsprechung den Kantonen einen erheblichen Ermessensspielraum ein. Das Bundesgericht überprüft grundsätzlich, ob die Kantone ihre anvertraute Aufgabe erfüllt haben, übt dabei aber Zurückhaltung bei der Neubewertung kantonaler Abwägungen und berücksichtigt, dass die kantonalen und kommunalen Behörden die örtlichen Verhältnisse besser kennen.
“Gemäss Art. 18 Abs. 1 des Bundesgesetzes über den Natur- und Heimatschutz vom 1. Juli 1966 (NHG; SR 451) ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken (Satz 1). Bei diesen Massnahmen ist schutzwürdigen land- und forstwirtschaftlichen Interessen Rechnung zu tragen (Satz 2). Besonders zu schützen sind gemäss Art. 18 Abs. 1bis NHG namentlich Trockenrasen und weitere Standorte, die eine ausgleichende Funktion im Naturhaushalt erfüllen oder besonders günstige Voraussetzungen für Lebensgemeinschaften aufweisen. Für den Schutz und Unterhalt der Biotope von regionaler und lokaler Bedeutung sorgen nach Art. 18b Abs. 1 NHG die Kantone. Bei der Umsetzung dieses bundesrechtlichen Auftrages steht den Kantonen ein erheblicher Ermessensspielraum zu, insbesondere wenn es um die Beurteilung der lokalen Verhältnisse geht (BGE 118 Ib 485 E. 3a; Urteil 1C_56/2014 vom 20. August 2014 E. 2.1; je mit Hinweisen). Den Kantonen ist es grundsätzlich namentlich überlassen, mit welchen Instrumenten sie dem in Art. 18b Abs. 1 NHG statuierten Auftrag nachkommen (Urteil 1C_134/2014 vom 15. Juli 2014 E. 3.3). Art. 17 Abs. 1 lit. d RPG sieht zwar im Grundsatz vor, dass Lebensräume für schutzwürdige Tiere und Pflanzen einer Schutzzone zuzuweisen sind (Abs.1); stattdessen kann das kantonale Recht aber auch andere geeignete Massnahmen vorsehen (Abs.”
“En effet, l'imprécision de la notion d' "espace vital suffisamment étendu" et la diversité des situations rencontrées au niveau cantonal - élément jouant un rôle capital dans l'appréciation de l'importance régionale et locale d'un biotope - font qu'il est impossible de dégager directement du droit fédéral un concept uniforme d'espace vital digne de protection, applicable de la même manière à l'ensemble du territoire de la Confédération et ne laissant ainsi aux cantons aucune marge d'appréciation. Sinon, les biotopes d'importance régionale et locale bénéficieraient d'une plus grande protection que ceux d'importance nationale, qui ne sont protégés, eux, qu'après avoir été inventoriés comme tels par le Conseil fédéral (art. 18a LPN) (ATF 116 Ib 203 p. 212). Dans ce contexte, le Tribunal fédéral examine librement si les cantons remplissent correctement la tâche fédérale qui leur a été déléguée. Toutefois, il laisse aux autorités cantonales une marge de manoeuvre dans l'interprétation et l'application de concepts juridiques indéterminés (à l'instar des notions juridiques indéterminées contenues dans l'art. 18 al. 1bis LPN "qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel" et "qui présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses"). Par conséquent, le Tribunal fédéral fait preuve de retenue lorsqu'il s'agit de déterminer si l'habitat en question doit être qualifié de "biotope d'importance régionale ou locale". En particulier, le Tribunal fédéral tient compte du fait que les autorités cantonales et communales ont une meilleure connaissance et une meilleure vue d'ensemble des circonstances locales (ATF 118 Ib 485 consid. 3d p. 490; arrêts 1A.143/2006 du 20 décembre 2006 consid. 4.1 et 1A.29/2003 du 9 juillet 2003 consid. 5.1; NINA DAJCAR, in Keller/Zufferey/Fahrländer, Kommentar NHG, 2ème éd., 2019, N 6 ad art. 18b LPN). Au vu de ce qui précède, il convient de respecter la marge de manoeuvre dont a disposé le canton, au stade de l'autorisation de construire, lorsque, tenant compte de tous les éléments de fait et de tous les intérêts en jeu, il a décidé que la suppression de 10 m de la haie litigieuse située en bordure de la route communale ne portait pas atteinte aux objectifs de protection prévus aux art.”
Technische Eingriffe in schutzwürdige Biotope sind nur zulässig, wenn sie sich unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen. Für eine Bewilligung verlangt Art. 14 Abs. 6 NHV zudem, dass der Eingriff standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht.
“Die Beeinträchtigung schutzwürdiger Lebensräume durch technische Eingriffe ist nur zulässig, wenn sich diese unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen (Art. 18 Abs. 1ter NHG); ein technischer Eingriff, der schützenswerte Biotope beeinträchtigen kann, darf nur bewilligt werden, sofern er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht (Art. 14 Abs. 6 NHV). Hierfür bedarf es einer Interessenabwägung.”
“Bei dem damit geregelten Zweck des Walds als naturnahe Lebensgemeinschaft geht es um ökologische Aspekte des Walds (vgl. Roland Norer, Kommentar Waldgesetz, Art. 1 N. 19 f.). Gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. c WaG soll der Wald namentlich seine Schutz-, Wohlfahrts- und Nutzfunktion erfüllen. Zur Wohlfahrtsfunktion des Walds gehört nicht nur seine Funktion als Erholungsraum für die Menschen, sondern auch diejenige als Lebensraum für Fauna und Flora (vgl. BGE 124 II 85 E. 3d/bb). Insoweit überschneiden sich die Waldfunktionen gemäss Art. 1 Abs. 1 lit. b und lit. c WaG (vgl. Norer, Art. 1 N. 32). Nach Art. 18 Abs. 1 des Bundesgesetzes vom 1. Juli 1966 über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) ist dem Aussterben einheimischer Tier- und Pflanzenarten durch die Erhaltung genügend grosser Lebensräume (Biotope) und andere geeignete Massnahmen entgegenzuwirken. Art. 18 Abs. 1bis NHG enthält eine Umschreibung, welche Gebiete als Biotope Schutz verdienen. Technische Eingriffe in Biotope sind nach Art. 18 Abs. 1ter NHG zu gestatten, wenn sie sich unter Abwägung aller Interessen nicht vermeiden lassen; diesfalls hat der Verursacher für besondere Massnahmen zu deren bestmöglichem Schutz, für Wiederherstellung oder ansonst für angemessenen Ersatz zu sorgen. Auch Art. 1 Abs. 1 lit. a des Bundesgesetzes über die Jagd und den Schutz wildlebender Säugetiere und Vögel (JSG; SR 922.0) sieht vor, dass die Artenvielfalt und die Lebensräume der einheimischen und ziehenden wildlebenden Säugetiere und Vögel erhalten bleiben sollen. Die Kantone haben für einen ausreichenden Schutz der wildlebenden Säugetiere und Vögel vor Störung zu sorgen (Art. 7 Abs. 4 JSG). Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 (NHV; SR 451.1) enthält Kriterien und Indikatoren zur Bezeichnung und Bewertung schutzwürdiger Biotope. Art. 14 Abs. 6 NHV verlangt für die Zulässigkeit eines technischen Eingriffs in ein schützenswertes Biotop, dass er standortgebunden ist und einem überwiegenden Bedürfnis entspricht.”
“Wie dargelegt, lässt Art. 18 Abs. 1ter NHG Eingriffe in Schutzobjekte nur zu, wenn sich diese "unter Abwägung aller Interessen" nicht vermeiden lassen (vgl. auch Art. 14 Abs. 6 und Art. 20 Abs. 3 lit. b NHV: "überwiegendes Bedürfnis"). Eine Interessenabwägung schreiben auch Art. 5 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 4. Oktober 1991 über den Wald (WaG; SR 921.0) für die waldrechtliche Ausnahmebewilligung, Art. 12 Abs. 3 EnG für Anlagen zur Nutzung erneuerbarer Energie (vgl. dazu unten E. 13.5) und Art. 3 RPV (SR 700.1) für die Nutzungsplanung im allgemeinen vor. Ob das Interesse an der Realisierung des Projekts im konkreten Fall überwiegt, ist anhand einer umfassenden Abwägung aller betroffenen Interessen zu prüfen. Diese müssen ermittelt, beurteilt und auf Grund der Beurteilung im Entscheid möglichst umfassend berücksichtigt werden (vgl. Art. 3 Abs. 1 lit. a-c RPV und dazu näher unten E. 13). Art. 5 Abs. 2 lit. a WaG und Art. 14 Abs. 6 NHV verlangen zusätzlich, dass die Anlage auf den vorgesehenen Standort angewiesen ist. Dies ist vorliegend zu bejahen (.”
Art. 18 Abs. 1 NHG kann konkrete Nutzungsrechte einschränken, etwa winterliche Zutritts- oder Fahrrechte zu privaten Alpgebäuden, wenn menschliche Aktivitäten schutzwürdige Arten oder ihre Lebensräume erheblich beeinträchtigen. Solche Beschränkungen sind gerechtfertigt, wenn das öffentliche Interesse am Schutz der betreffenden Art das private Nutzungsinteresse überwiegt (z. B. zur Vermeidung erheblicher Störung oder Energieverlusts bei der Art).
“En l'occurrence, le besoin des recourants d'utiliser un véhicule à chenilles durant l'hiver pour se déplacer jusqu'à leurs chalets n'est pas contesté. L'autorité intimée avait initialement refusé purement et simplement toute autorisation. Elle a finalement considéré qu'elle pouvait accorder une telle autorisation, mais que l'intérêt à monter plus de deux fois par hiver à l'alpage pour contrôler l'état des bâtiments se heurte à l'intérêt public à la protection et la conservation du Grand Tétras, espèce protégée qui est présente dans la région. Il s'agit d'un intérêt prépondérant, défendu par le droit fédéral (art. 18 al. 1 LPN et art. 7 al. 1 et 4 LChP) et par le droit cantonal (art. 25 LFaune et art. 2 al. 1 RLFaune). Il ressort de la liste rouge des oiseaux nicheurs de Suisse et de la liste des espèces prioritaires au niveau national que le Grand Tétras est une espèce prioritaire en danger. Cet oiseau fait l'objet d'un plan d'action national, qui doit être mis en œuvre par les cantons. L'une des stratégies mise en évidence consiste à réduire les dérangements causés par l'homme. En hiver, les activités humaines peuvent en effet causer un stress important chez l'animal, qui risque de dépenser beaucoup d'énergie pour fuir ou d'avoir des difficultés à se reproduire au printemps suivant, surtout lorsque les perturbations ont lieu à l'écart des chemins fréquentés et impliquent une certaine imprévisibilité. La présence de l'homme doit être limitée aussi bien dans l'espace que dans le temps (cf. ch.”
Bei der Abwägung der Interessen nach Art. 18 Abs. 1ter NHG sind vorgängig Kompensations‑ oder Ausgleichsmassnahmen nicht zu berücksichtigen; solche Massnahmen sind erst zu prüfen, wenn eine Beeinträchtigung des schutzwürdigen Biotops unvermeidbar ist. Das Vorgehen wird in drei Schritten dargestellt: (1) Feststellung der Schutzwürdigkeit des Biotops, (2) allgemeine Interessenabwägung ohne Einbezug von Kompensationen, (3) falls das Biotop im Abwägungsergebnis unterliegt: Sicherstellung bestmöglicher Schutzmassnahmen, Rekonstruktion oder angemessener Ersatz. Ausnahmsweise kann in komplexen Fällen bereits bei der Abwägung auf die langfristigen Auswirkungen, namentlich die Situation nach einer Reconstitutionsmassnahme, Rücksicht genommen werden.
“1ter LPN, si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat. L’art. 14 al. 6 de l’ordonnance sur la protection de la nature et du paysage du 16 janvier 1991 (OPN; RS 451.1) prévoit qu’une atteinte d’ordre technique qui peut entraîner la détérioration de biotopes dignes de protection ne peut être autorisée que si elle s’impose à l’endroit prévu et qu’elle correspond à un intérêt prépondérant. Pour l’évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu’il soit digne de protection selon l’al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let. a); son rôle dans l’équilibre naturel (let. b); son importance pour la connexion des biotopes entre eux (let. c); sa particularité ou son caractère typique (let. d). L'art. 14 al. 7 OPN, qui reprend l'art. 18 al. 1ter LPN, rappelle que l'auteur ou le responsable d'une atteinte doit être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope, sans donner plus de précisions sur la mise en oeuvre de ces mesures de conservation. Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter i.f. LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2ème étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3ème étape). Exceptionnellement, lorsque de nombreux intérêts entrent en ligne de compte, il peut être judicieux de prendre en considération, au stade de la pesée des intérêts déjà, les effets sur le long terme, à savoir la situation finale, après la mesure de reconstitution (arrêt TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid.”
“p. 20 notamment). L'al. 1bis de l'art. 18 LPN introduit - de manière exemplative - la notion plus restrictive de biotope "digne de protection" dans les termes suivants: "il y a lieu de protéger tout particulièrement les rives, les roselières et les marais, les associations végétales forestières rares, les haies, les bosquets, les pelouses sèches et autres milieux qui jouent un rôle dans l'équilibre naturel ou présentent des conditions particulièrement favorables pour les biocénoses." S'agissant des mesures générales de sauvegarde des biotopes dignes de protection, l'art. 18 al. 1ter LPN dispose que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (voir aussi l'art. 14 al. 7 OPN). Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter in fine LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2e étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3e étape) (arrêt TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid.”
“Selon l'art. 18 al. 1 LPN, "la disparition d'espèces animales et végétales indigènes doit être prévenue par le maintien d'un espace vital suffisamment étendu (biotopes), ainsi que par d'autres mesures appropriées". S'agissant des mesures générales de sauvegarde des biotopes dignes de protection, l'art. 18 al. 1ter LPN dispose que si, tous intérêts pris en compte, il est impossible d’éviter des atteintes d’ordre technique aux biotopes dignes de protection, l’auteur de l’atteinte doit veiller à prendre des mesures particulières pour en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat (voir aussi l'art. 14 al. 7 OPN). Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter in fine LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2e étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3e étape) (arrêt TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid. 11.1). Exceptionnellement, lorsque de nombreux intérêts entrent en ligne de compte, il peut être judicieux de prendre en considération, au stade de la pesée des intérêts déjà, les effets sur le long terme, à savoir la situation finale, après la mesure de reconstitution (arrêts TF 1C_126/2020 du 15 février 2021 consid. 6.1; 1C_294/2017 du 4 mai 2018 consid. 5.6.2; Sidi-Ali, op. cit., p. 123). La protection des biotopes n'a ainsi pas de caractère absolu: ils sont soumis à une pesée des intérêts qu'ils n'emportent pas aveuglément (Sidi-Ali, op. cit., ch.”
“Toujours selon cette disposition, pour l'évaluation du biotope lors de la pesée des intérêts, outre le fait qu'il soit digne de protection selon l'al. 3, les caractéristiques suivantes sont notamment déterminantes: son importance pour les espèces végétales et animales protégées, menacées et rares (let. a), son rôle dans l'équilibre naturel (let. b), son importance pour la connexion des biotopes entre eux (let. c), sa particularité ou son caractère typique (let. d). L'art. 14 al. 7 OPN, qui reprend l'art. 18 al. 1ter LPN, rappelle que l'auteur ou le responsable d'une atteinte doit être tenu de prendre des mesures optimales pour assurer la protection, la reconstitution ou, à défaut, le remplacement adéquat du biotope, sans donner plus de précisions sur la mise en oeuvre de ces mesures de conservation. Selon la lettre de l'art. 18 al. 1ter i.f. LPN, la pesée des intérêts doit être effectuée sans prendre en compte les mesures de compensation prévues, celles-ci ne devant être décidées que si l'atteinte au biotope en question est inévitable. Le raisonnement s'articule en effet en trois étapes: l'art. 18 al. 1ter LPN exige, une fois le caractère digne de protection reconnu au biotope (1ère étape), qu'une pesée générale de tous les intérêts soit effectuée (2ème étape). Si, sur cette base, le biotope ne l'emporte pas, il peut être décidé de lui porter atteinte. Dans un tel cas, il faut en assurer la meilleure protection possible, la reconstitution ou le remplacement adéquat (3ème étape). Exceptionnellement, lorsque de nombreux intérêts entrent en ligne de compte, il peut être judicieux de prendre en considération, au stade de la pesée des intérêts déjà, les effets sur le long terme, à savoir la situation finale, après la mesure de reconstitution (TF 1C_182/2022 du 20 octobre 2023 consid. 11.1; CDAP AC.2022.0025, AC.2022.0030, AC.2022.0031 du 21 novembre 2023 consid. 4a).”
Fachstellen und Behörden können im Einzelfall feststellen, dass eine Fläche für bestimmte Arten keine besondere ökologische Bedeutung aufweist. Solche Feststellungen können auf konkreten Umständen beruhen, etwa starker Anthropisierung, intensiver Nutzung oder dem Fehlen einschlägiger Eintragungen in Schutzinventaren; sie können zur Würdigung führen, dass ein Standort nicht als im Sinne von Art. 18 Abs. 1bis NHG besonders schutzwürdiger Biotopbereich zu qualifizieren ist.
“La DGE-BIODIV a notamment constaté que le secteur en cause était déjà fortement anthropisé et ne présentait que très peu d'intérêt pour l'avifaune lacustre et que l'impact supplémentaire du projet sur l'avifaune était négligeable. Elle a ajouté que le secteur n'était d'ailleurs pas inscrit à l'inventaire fédéral des réserves d'oiseaux d'eau et de migrateurs d'importance internationale et nationale (OROEM), ni d'ailleurs à aucun autre inventaire délimitant une zone d'intérêt pour la protection de la nature en général. La DGE a réitéré cette appréciation devant le Tribunal fédéral. Quant à l'OFEV, également invité à se prononcer devant le Tribunal fédéral, il a considéré que l'appréciation des autorités cantonales était correcte et conforme au droit fédéral. Il a notamment considéré que le secteur des Rocailles ne présentait pas de valeur écologique particulière pour les espèces citées par les recourants (Nette rousse, Martin-pêcheur d'Europe, Harle bièvre et Chevalier guignette) et ne jouait pas un rôle déterminant pour leur conservation. Le secteur ne pouvait pas, selon l'OFEV, être qualifié de biotope digne de protection au sens de l'art. 18 al. 1bis LPN en lien avec l'art. 14 al. 3 de l'ordonnance du 16 janvier 1991 sur la protection de la nature et du paysage (OPN; RS 451.1). Les recourants n'avancent en l'occurrence aucun élément qui commanderait de s'écarter de l'avis des autorités cantonales spécialisées, fait sien par la cour cantonale. À l'instar de ces dernières, et compte tenu de la retenue que le Tribunal fédéral s'impose notamment dans l'examen des circonstances locales (cf. ATF 118 Ib 485 consid. 3d; arrêt 1C_653/2019 du 15 décembre 2020 consid. 3.6.2 et les réf. cit.), il y a lieu d'admettre que le site des Rocailles dans son ensemble, digue en enrochement inclue, ne constitue pas un site privilégié et important pour les espèces d'oiseaux citées par les recourants. Ces derniers ne contestent en particulier pas que le site en question est particulièrement fréquenté par l'homme l'été et, indépendamment de la construction du ponton litigieux, ne convient pas à la nidification de ces espèces. Avec l'OFEV, il y a lieu de considérer que l'extrait de www.”
In intensiv genutzter Umgebung kommt den in Art. 18 Abs. 1bis NHG genannten seltenen oder besonders schützenswerten Lebensraumtypen eine gesteigerte Bedeutung zu. Aufwertungsprojekte können hier ein öffentliches Interesse begründen, und das Vorkommen national prioritärer Arten weist auf die ökologische Bedeutung eines Gebiets hin.
“Das öffentliche Interesse an solchen Aufwertungsprojekten ist aufgrund des dramatischen Rückgangs an Feuchtgebieten grundsätzlich sehr gross, wie die ANF in ihrer Stellungnahme vom 6. April 2022 detailliert und nachvollziehbar ausführt. Der grosse Wert des hier strittigen Gebiets als Lebensraum für Flora und Fauna zeigt die Fachstelle u.a. mit folgenden Ausführungen in der erwähnten Stellungnahme in plausibler Weise auf: «Das 2015 realisierte Aufwertungsprojekt ist eingefasst von einem für den Artenschutz wertvollen Waldstück, einem libellenreichen kleinen Fliessgewässer und der zwar begradigten, aber wichtigen Vernetzungsachse, der Urtenen. Es handelte sich aufgrund der vorkommenden gefährdeten und geschützten Arten beim Kiebitzbrutgebiet im Q.________ ganz klar um einen naturschützerisch äusserst wertvollen Lebensraum nach Art. 14 Abs. 3 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz (NHV; SR 451.1). Der Kanton, die Abteilung Naturförderung hat i.S. von Art. 18 Abs. 1 NHG gehandelt, denn gerade in der intensiv genutzten Umgebung vom Q.________ sind der ökologische Ausgleich nach Art. 18b Abs. 2 NHG sowie die seltenen Lebensraumtypen nach Art. 18 Abs. 1bis NHG von sehr grosser Bedeutung. Die potenzielle nationale Bedeutung des Gebiets ergibt sich schliesslich aus mehreren Gründen: Einerseits aus dem Vorkommen der national prioritären Arten wie z.B. der Kiebitz, der Ameisen-Moorbläuling, die Mopsfledermaus oder die Vielfalt der vorkommenden Amphibienarten, weshalb es sich zusätzlich um ein Amphibienlaichgebiet von nationaler Bedeutung (ALG) handeln könnte, andererseits aus dem unbestrittenen Status als Kerngebiet der ökologischen Infrastruktur im Berner Mittelland. Das erklärt auch den grossen finanziellen Beitrag des Bundes an dieses Projekt. Das Bafu hat an den Landerwerb und an die Aufwertungsmassnahmen mehr als 50 Prozent der Gesamtkosten beigetragen. Das Aufwertungsprojekt Q.________ zeigt vorbildlich auf, was besonders im Schweizer Mittelland für den Erhalt der Biodiversität zwingend nötig ist. […] Das Potential für eine Aufwertung und Wiederherstellung eines Feuchtgebiets ist deshalb in diesem Gebiet besonders hoch. Nicht zuletzt wegen der oben genannten vorkommenden «Relikt-Arten», aber auch, weil die geologisch mosaikartige Bodenbeschaffenheit (sandig, lehmig, organisch, usw.”
Bei der Standortprüfung sind — im Rahmen der gebotenen umfassenden Interessenabwägung — alternative Standorte und Varianten zu prüfen; dabei ist insbesondere zu prüfen, ob andere, Landschaft, Lebensräume, Ortsbild oder Wald schonendere Standorte bzw. Streckenführungen in Betracht fallen.
“Die Nutzungsplanung setzt eine umfassende Interessenabwägung voraus (Art. 3 der Raumplanungsverordnung vom 28. Juni 2000 [RPV; SR 700.1]), bei der auch geprüft werden muss, welche Alternativen und Varianten in Betracht fallen (Art. 2 Abs. 1 lit. b RPV; eingehend dazu PIERRE TSCHANNEN, Interessenabwägung bei raumwirksamen Vorhaben, URP 2018 S. 111 ff.). Diese Anforderung ergibt sich bei der Erfüllung von Bundesaufgaben auch aus Art. 3 NHG (BGE 137 II 266 E. 4 mit Hinweisen) sowie aus dem Erfordernis der Standortgebundenheit des Werks (gemäss Art. 18 Abs. 1ter NHG i.V.m. Art. 14 Abs. 6 der Verordnung über den Natur- und Heimatschutz vom 16. Januar 1991 [NHV; SR 451.1] für technische Eingriffe in schützenswerte Biotope und Art. 5 Abs. 2 lit. a WaG für die Ausnahmebewilligung für eine Rodung; vgl. dazu BGE 120 Ib 400 E. 4c). Dabei ist insbesondere zu prüfen, ob andere, Landschaft, Lebensräume, Ortsbild und Wald schonendere Standorte bzw. Streckenführungen vorhanden sind (vgl. zur Prüfung alternativer Varianten von Seilbahnen zur Schonung des Waldes auch: Umwelt und Raumplanung bei Seilbahnvorhaben, Vollzugshilfe für Entscheidbehörden und Fachstellen, Seilbahnunternehmungen und Umweltfachleute, herausgegeben von Bundesamt für Umwelt BAFU und Bundesamt für Verkehr BAV, 2013, S. 56 f., Ziff.”
“Wie dargelegt, lässt Art. 18 Abs. 1ter NHG Eingriffe in Schutzobjekte nur zu, wenn sich diese "unter Abwägung aller Interessen" nicht vermeiden lassen (vgl. auch Art. 14 Abs. 6 und Art. 20 Abs. 3 lit. b NHV: "überwiegendes Bedürfnis"). Eine Interessenabwägung schreiben auch Art. 5 Abs. 2 des Bundesgesetzes vom 4. Oktober 1991 über den Wald (WaG; SR 921.0) für die waldrechtliche Ausnahmebewilligung, Art. 12 Abs. 3 EnG für Anlagen zur Nutzung erneuerbarer Energie (vgl. dazu unten E. 13.5) und Art. 3 RPV (SR 700.1) für die Nutzungsplanung im allgemeinen vor. Ob das Interesse an der Realisierung des Projekts im konkreten Fall überwiegt, ist anhand einer umfassenden Abwägung aller betroffenen Interessen zu prüfen. Diese müssen ermittelt, beurteilt und auf Grund der Beurteilung im Entscheid möglichst umfassend berücksichtigt werden (vgl. Art. 3 Abs. 1 lit. a-c RPV und dazu näher unten E. 13). Art. 5 Abs. 2 lit. a WaG und Art. 14 Abs. 6 NHV verlangen zusätzlich, dass die Anlage auf den vorgesehenen Standort angewiesen ist. Dies ist vorliegend zu bejahen (.”