Wer ein aufgrund dieses Gesetzes geschütztes Natur- oder Kulturdenkmal, eine geschützte geschichtliche Stätte, eine geschützte Naturlandschaft, ein geschütztes Biotop oder geschützte Ufervegetation beschädigt, kann unabhängig von einem Strafverfahren verpflichtet werden:
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Bei Zerstörung oder erheblichen Schädigungen eines geschützten Biotops kann grundsätzlich eine integrale Wiederherstellung des ursprünglichen Zustands angeordnet werden; dies schliesst die Reproduktion der ursprünglichen Vegetationszusammensetzung und deren Bedeutung für das Lebensraum ein.
“citata consid. 3.3). Sennonché - analogamente ai precedenti progetti - a ragione il Governo ha in particolare constatato come agli atti manchi ancora un'analisi dell'entità, struttura e funzione del biotopo originario, che il proprietario ha ampiamente disboscato in passato. Operazione questa da cui, come già ricordato, l'istante e/o proprietario non può evidentemente trarre alcun profitto, ritenuto che la distruzione e il danneggiamento di un biotopo protetto richiama di principio un obbligo di ripristino integrale (cfr. art. 24e LPN, art. 43 LCN). In un simile caso, se viene contestualmente proposta un'edificazione del fondo, l'istante in licenza non può prescindere dallo stato anteriore del fondo rispettivamente da una riproduzione della vegetazione originaria e della sua importanza per lo spazio vitale (cfr. STA citata consid. 3.3). In concreto la relazione ambientale annessa alla domanda - al di là delle sue enunciazioni o considerazioni di ordine generale (cfr. pag. 6) - non si confronta tuttavia con la reale estensione, composizione e importanza del biotopo protetto ai sensi dell'art. 14 cpv. 6 OPN. Il referto risulta del resto essersi fondato unicamente su un rilievo floristico speditivo (del 6 luglio 2020) della vegetazione a quel momento presente (specie erbacee e arbustive con alcuni alberi isolati e alcune specie neofite invasive, menzionate anche dall'UNP), oltre che su un secondo rilevo di un'area gestita a bosco situata più a monte. Non quindi su un esame, mediante l'ausilio di riscontri oggettivi (quali ad es.”
“citata consid. 3.3). Sennonché - analogamente ai precedenti progetti - a ragione il Governo ha in particolare constatato come agli atti manchi ancora un'analisi dell'entità, struttura e funzione del biotopo originario, che il proprietario ha ampiamente disboscato in passato. Operazione questa da cui, come già ricordato, l'istante e/o proprietario non può evidentemente trarre alcun profitto, ritenuto che la distruzione e il danneggiamento di un biotopo protetto richiama di principio un obbligo di ripristino integrale (cfr. art. 24e LPN, art. 43 LCN). In un simile caso, se viene contestualmente proposta un'edificazione del fondo, l'istante in licenza non può prescindere dallo stato anteriore del fondo rispettivamente da una riproduzione della vegetazione originaria e della sua importanza per lo spazio vitale (cfr. STA citata consid. 3.3). In concreto la relazione ambientale annessa alla domanda - al di là delle sue enunciazioni o considerazioni di ordine generale (cfr. pag. 6) - non si confronta tuttavia con la reale estensione, composizione e importanza del biotopo protetto ai sensi dell'art. 14 cpv. 6 OPN. Il referto risulta del resto essersi fondato unicamente su un rilievo floristico speditivo (del 6 luglio 2020) della vegetazione a quel momento presente (specie erbacee e arbustive con alcuni alberi isolati e alcune specie neofite invasive, menzionate anche dall'UNP), oltre che su un secondo rilevo di un'area gestita a bosco situata più a monte. Non quindi su un esame, mediante l'ausilio di riscontri oggettivi (quali ad es.”
Bei schutzwidrigen, erheblichen Eingriffen kann die Behörde einen Rückbau oder die Wiederherstellung anordnen; dies ist auch unabhängig von einem Strafverfahren möglich. Rechtsvorschriften, die dem Schutz erheblicher öffentlicher Interessen dienen, sind in diesem Zusammenhang anzuwenden.
“Die Beschwerdegegner hätten in einem an das Baudepartement Kriens gerichteten Schreiben vom 21. September 2015 selbst bestätigt, dass die Baute mit einer vollständigen Wohneinrichtung und Übernachtungsmöglichkeit versehen worden sei. Angesichts der umfangreichen illegalen Veränderungen lasse sich der ursprüngliche Zustand zudem nicht mehr eruieren. Die gegenteilige Annahme des Kantonsgerichts sei nicht belegt und damit willkürlich. Schliesslich müssten gemäss der Rechtsprechung Rechtsvorschriften, die der Durchsetzung erheblicher öffentlicher Interessen dienen, selbst dann angewendet werden, wenn im Grundsatz eine Beurteilung nach der Rechtslage im Errichtungszeitpunkt erfolge. Das Aufwertungskonzept von 2005 belege, dass das Bienenhaus schutzzielwidrig sei und dem Moor längerfristig Schaden zufüge. Die gegenteilige Annahme der Vorinstanz sei aktenwidrig und vernachlässige, dass keineswegs nur hydrologische Eingriffe problematisch seien. Ein Rückbau sei auch gestützt auf Art. 8 HochmoorV und Art. 24e NHG angezeigt. Dies sei verhältnismässig. Die Beschwerdegegner besässen auf der gleichen Parzelle bewilligte Bauten, die unmittelbar neben einer Strasse liegen würden und das Schutzgebiet höchstens marginal beeinträchtigen würden. Die Bienen könnten dort gehalten werden.”
Wurde ein geschütztes Element nachträglich beschädigt, ist die vorgängige Koordination der verpflichtenden, integralen Wiederherstellung mit allfälligen Bauplanungen zu beachten. Nach der Rechtsprechung ist der Wiederherstellungsakt in zeitlicher Hinsicht unverzüglich nach der Beschädigung (Manomission) vorzunehmen.
“4; BOVEY, op. cit., n. 13 ad art. 90 LTF). 2.3. Nel giudizio impugnato, la Corte cantonale, richiamando in particolare l'applicazione dell'art. 18 cpv. 1 e 1ter della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1° luglio 1966 (LPN; RS 451), dell'art. 43 della legge cantonale sulla protezione della natura del 12 dicembre 2001 (LCPN; RL 480.100), e dell'art. 25 cpv. 1 delle norme di attuazione del piano regolatore di Paradiso (NAPR), ha ritenuto che l'integrale ripristino dell'elemento naturale protetto avrebbe potuto avere delle ripercussioni sulla progettazione degli interventi a valle della linea ferroviaria, e che pertanto andava preventivamente considerato e coordinato con la domanda di costruzione. 2.3.1. È pacifico che il progetto edilizio interessa un'area soggetta, secondo il Piano del paesaggio, a vincolo naturalistico e che l'elemento protetto al mappale yyy è stato effettivamente deturpato dopo l'istituzione di detto vincolo. I giudici cantonali, richiamati gli art. 24e LPN e 43 cpv. 1 LCPN, hanno così rettamente concluso alla necessità di una preventiva coordinazione della procedura, riferita all'obbligo di ricostruzione integrale del biotopo nello stato quo ante, con ogni ulteriore progettazione. In effetti, dal profilo temporale, il ripristino, inteso ai sensi dell'art. 18 cpv. 1ter LPN, va immediatamente eseguito dopo la manomissione dell'elemento naturale protetto (KARL-LUDWIG FAHRLÄNDER, in: Kommentar NHG, n. 36 ad art. 18 LPN; THIERRY LARGEY, Le cadre juridique des atteintes licites et illicites à la nature et au paysage, in: RDAF I 2014, pag. 535). Ciò che in concreto, per ammissione della stessa ricorrente, non è avvenuto, essendosi peraltro la stessa limitata a notificare la sola intenzione di voler riqualificare l'area interessata da vincolo naturale tramite una piantumazione ed un'area verde, senza aver dapprima accertato e considerato le effettive caratteristiche dell'elemento naturale protetto, da ripristinare conformemente all'art. 18 cpv. 1ter LPN.”
Gemäss Art. 27 OPN haben die Kantone der zuständigen Bundesbehörde — namentlich dem BAFU (Bundesamt für Umwelt), dem BAK (Bundesamt für Kultur) oder dem ASTRA (Bundesamt für Strassen) — bestimmte Entscheide mitzuteilen; dazu gehören unter lit. d die Entscheide über die Wiederherstellung nach Art. 24e LPN.
“L'art. 27 al. 1 et 2 OPN, intitulé "Communication des textes légaux et des décisions" prévoit que les cantons communiquent à l'OFEV, l'OFC (Office fédéral de la culture) ou à l'OFROU (Office fédéral des routes) leurs actes normatifs concernant la protection de la nature, la protection du paysage et la conservation des monuments historiques (al. 1). Les autorités compétentes communiquent en outre à l'OFEV les décisions suivantes (al. 2): "a. exceptions relatives aux dispositions de la protection des espèces (art. 22, al. 1 et 3, LPN; art. 20, al. 3); b. suppression de la végétation des rives (art. 22, al. 2 et 3, LPN); c. décisions de constatation dans le domaine de la protection des biotopes et des espèces (art. 14, al. 4); d. décisions concernant la remise en état (art. 24e LPN); e. décisions concernant les constructions, les installations et les modifications de la configuration du terrain dans les biotopes d’importance nationale (art. 18a LPN) ou les sites marécageux (art. 23b LPN); f. approbation de plans d’affectation (art. 26 de la loi du 22 juin 1979 sur l’aménagement du territoire) s’ils portent atteinte à des paysages, des sites naturels, des biotopes ou des sites marécageux d’importance nationale." L'art. 27 al. 2 let. e OPN a été introduit par le ch. II 1 de l'ordonnance du 2 février 2000 relative à la loi fédérale sur la coordination et la simplification des procédures de décision, et est entré en vigueur le 1er mars 2000 (RO 2000 703). Cet article impose aux autorités cantonales de communiquer à l'OFEV une série de décisions relatives aux constructions dans les biotopes et sites marécageux. Quant à l'art. 27 al. 2 let. f OPN, qui porte sur l'approbation des plans d'affectation, il a été introduit par le ch. II de l’ordonnance du 2 avril 2014 et est entré en vigueur le 1er mai 2014 (RO 2014 909).”
Auch in Moorgebieten kann eine Rückbau- oder Wiederherstellungsverpflichtung nach Art. 24e NHG angeordnet werden, selbst wenn frühere Bewilligungen oder historische Zulassungen vorliegen, sofern das Schutzgut dadurch dauerhaft beeinträchtigt wird.
“Die Beschwerdegegner hätten in einem an das Baudepartement Kriens gerichteten Schreiben vom 21. September 2015 selbst bestätigt, dass die Baute mit einer vollständigen Wohneinrichtung und Übernachtungsmöglichkeit versehen worden sei. Angesichts der umfangreichen illegalen Veränderungen lasse sich der ursprüngliche Zustand zudem nicht mehr eruieren. Die gegenteilige Annahme des Kantonsgerichts sei nicht belegt und damit willkürlich. Schliesslich müssten gemäss der Rechtsprechung Rechtsvorschriften, die der Durchsetzung erheblicher öffentlicher Interessen dienen, selbst dann angewendet werden, wenn im Grundsatz eine Beurteilung nach der Rechtslage im Errichtungszeitpunkt erfolge. Das Aufwertungskonzept von 2005 belege, dass das Bienenhaus schutzzielwidrig sei und dem Moor längerfristig Schaden zufüge. Die gegenteilige Annahme der Vorinstanz sei aktenwidrig und vernachlässige, dass keineswegs nur hydrologische Eingriffe problematisch seien. Ein Rückbau sei auch gestützt auf Art. 8 HochmoorV und Art. 24e NHG angezeigt. Dies sei verhältnismässig. Die Beschwerdegegner besässen auf der gleichen Parzelle bewilligte Bauten, die unmittelbar neben einer Strasse liegen würden und das Schutzgebiet höchstens marginal beeinträchtigen würden. Die Bienen könnten dort gehalten werden.”
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