Nuovo testo giusta la cifra I n. 1 della LF del 17 giu. 2022 sull’imposizione delle rendite vitalizie e delle forme di previdenza simili, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2023 38;FF 2021 3028). ↩
RS 221.229.1 ↩
Introdotto dalla cifra I n. 1 della LF del 14 giu. 2024 sull’imposizione del telelavoro in ambito internazionale, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2024 573;FF 2024 650). ↩
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L'autorità d'imposizione può richiedere direttamente le certificazioni di cui all'art. 127 cpv. 2 LIFD. In dottrina si osserva inoltre che essa è tenuta a procedere in tal senso almeno quando la presentazione della certificazione da parte del contribuente non è possibile o non è ragionevolmente esigibile.
“hiervor) kommt freilich nur in Betracht, wenn die Veranlagungsbehörde zuvor alle zur Abklärung des Sachverhalts geeigneten, ihr zumutbaren gesetzlichen Untersuchungsmittel eingesetzt hat und sich die Ungewissheit im Sachverhalt dennoch nicht (vollständig) beseitigen lässt (vgl. Zweifel/Hunziker, a.a.O., Art. 130 DBG N. 43). Insbesondere kann die Veranlagungsbehörde die steuerpflichtige Person vor einer allfälligen Ermessensveranlagung dazu auffordern, umfassend Auskunft zu erteilen (Art. 126 Abs. 2 DBG) bzw. von Dritten schriftliche Bescheinigungen einzuholen (sog. indirekte Bescheinigungspflicht Dritter gemäss Art. 127 Abs. 1 lit. e DBG; vgl. Peter Locher, Kommentar DBG Teil III, Basel 2015, Art. 127 N. 10 ff.). Wenn die indirekte Bescheinigungspflicht nicht zum Ziel führt, kann die Steuerbehörde ausserdem den direkten Weg nehmen und die Bescheinigungen selber einholen (Art. 127 Abs. 2 DBG). In Bezug auf die Aussage des Bundesgerichts, dass keine Pflicht der Steuerbehörden bestehe, diesen (direkten) Weg zu beschreiten (BGr, 25. April 2013, 2C_1205/2012, E. 3.5.3), ist in der Literatur präzisierend festgehalten worden, dass die Steuerbehörde die Bescheinigung jedenfalls dann direkt einverlangen muss, wenn dem Pflichtigen die Einreichung der Bescheinigung nicht möglich oder unzumutbar ist (vgl. Martin Zweifel et al., Schweizerisches Steuerverfahrensrecht, Direkte Steuern,”
Nel caso di richieste rivolte a terzi, occorre verificare se le informazioni richieste riguardino la tassazione del soggetto obbligato a fornire informazioni. Se le informazioni riguardano la tassazione personale di quest'ultimo, si appliÊ l'obbligo di collaborazione di cui agli art. 123–126 (in particolare all'art. 126). Se le informazioni non riguardano la sua tassazione personale, sono determinanti le norme speciali relative ai terzi (art. 127–129).
“3 de la Convention du 9 septembre 1966 entre la Suisse et la France en vue d'éliminer les doubles impositions en matière d'impôts sur le revenu et sur la fortune et de prévenir la fraude et l'évasion fiscale (ci-après : CDI CH-FR ; RS 0.672.934.91 [soit l'art. 26 par. 3 MC OCDE]) renvoie, pour ce qui a trait à l'obtention de renseignements auprès d'une personne en Suisse, à la Loi fédérale sur l'impôt fédéral direct du 14 décembre 1990 (ci-après : LIFD ; RS 642.11). Sont ici concernées les dispositions réglant les obligations de procédure qui incombent au contribuable et aux tiers, soit les art. 123-129 LIFD (ATF 142 II 161 consid. 4.4.1 ; 142 II 69 consid. 4). Dans la mesure où l'art. 26 par. 3 de la CDI CH-IN reprend verbatim le texte de l'art. 26 par. 3 MC OCDE, la jurisprudence précitée est applicable par analogie au cas d'espèce. La LIFD opère une distinction entre, d'une part, le devoir de collaboration du contribuable (cf. art. 123-126 LIFD) et, d'autre part, les obligations de collaboration qui incombent à certains tiers (art. 127 LIFD : « attestation de tiers » ; art. 128 LIFD : « renseignements de tiers » ; art. 129 LIFD : « informations de tiers »). Lorsqu'une personne est tenue, dans le cadre de la procédure d'assistance administrative, de fournir une information sur une autre personne assujettie à l'impôt dans l'Etat requérant et que cette information peut également avoir de l'importance pour la taxation de la personne domiciliée en Suisse, son obligation de collaborer se détermine selon les art. 123-126 LIFD, en particulier selon l'art. 126 al. 2 LIFD, comme ce serait également le cas dans une relation purement interne (ATF 142 II 69 consid. 5.4). Il découle de ce qui précède que pour savoir quelle est l'étendue du devoir de collaboration d'un contribuable lorsqu'est en jeu l'imposition d'un autre contribuable, il faut déterminer si les renseignements demandés sont susceptibles ou non d'affecter sa propre taxation. Dans l'affirmative, c'est l'art. 126 LIFD qui s'applique ; dans la négative, le devoir de collaboration est régi par les art.”
Nell'ambito dell'assistenza amministrativa internazionale qui rilevante, l'autorità ha potuto ottenere le informazioni direttamente presso la banÊ; l'art. 127 LIFD in combinato disposto con l'art. 8 cpv. 2 LAAF non è stato fatto valere dai ricorrenti in questo contesto. L'art. 127 LIFD non si opponeva all'accesso diretto dell'autorità nel presente caso.
“Vorliegend wurden die ersuchten Bankinformationen bei der Informationsinhaberin als Bank ediert. Die Informationen erweisen sich auch als voraussichtlich erheblich. Die ESTV war direkt gestützt auf Art. 21 Abs. 4 MAC und ungeachtet von Art. 21 Abs. 1 MAC befugt, diese Informationen bei der Bank einzuholen. In der Folge können nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung keine innerstaatlichen Normen der Offenlegung der Bankinformationen entgegenstehen. Bei dieser Sachlage erübrigt es sich weiter auf die Behauptung der Beschwerdeführenden einzugehen, sie hätten nach innerstaatlichem Recht die entsprechenden Informationen nicht herausgeben müssen. Dies ist vorliegend nicht massgebend, zumal die Informationen direkt von der Bank stammen und die Beschwerdeführenden sich deshalb nicht auf die Beschränkung der Mitwirkungspflicht der Bank als Dritte nach Art. 127 DBG in Verbindung mit Art. 8 Abs. 2 StAhiG berufen können (oben E. 5.9.2). Von einer diskriminierenden Handlung kann keine Rede sein.”
LIFD art. 127 n. 7 Il contribuente deve richiedere l'attestazione al soggetto obbligato al suo rilascio, verificarla — nella misura possibile e ragionevole — quanto a completezza e correttezza e, se del caso, richiederne l'integrazione o la rettifiÊ. Qualora non sia possibile fornire la prova richiesta, ne consegue che le deduzioni o le indicazioni contestate possono, per mancanza di prove, non essere prese in considerazione. In caso di rifiuto, l'autorità fiscale deve essere informata.
“Infatti, l'onere della prova per i fatti che escludono o riducono l'imposta - che comprendono anche gli interessi passivi deducibili – è a carico del contribuente, che non deve solo affermare i fatti che riducono l'imposta, ma anche provarli (cfr. DTF 121 II 257 E. 4c/aa pag. 266 e 273 E. 3c/aa pag. 284). Se manca la relativa prova, gli interessi passivi fatti valere non possono essere ammessi in deduzione (sentenza TF 2A.2/2006 del 17.5.2006 consid. 2.2.3; Locher, Kommentar, loc. cit.; DTF 107 Ib 213). 4.3.3. L’art. 127 cpv. lett. b LIFD prevede che devono rilasciare attestazioni scritte al contribuente, i creditori e i debitori, sull’esistenza, l’ammontare, gli interessi e le garanzie di crediti. Di analogo tenore l’art. 201 cpv. 1 lett. b LT. L’obbligo di rilasciare attestazioni sussiste primariamente nei confronti del contribuente (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 28 ad art. 127 LIFD, p. 2173). Il contribuente è obbligato a trasmettere l’attestazione all’autorità di tassazione, in adempimento degli obblighi di collaborazione a suo carico, o allegandolo alla sua dichiarazione oppure su specifica domanda dell’autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 29 ad art. 127 LIFD, p. 2173). Dall’obbligo di inviare l’attestazione all’autorità di tassazione e di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 126 cpv. 1 LIFD) deriva l’obbligo per il contribuente di richiedere e controllare l’attestazione. Il contribuente deve quindi richiederla di sua iniziativa alla persona obbligata a rilasciarla. Inoltre, per quanto possibile e ragionevole, deve verificare personalmente la completezza e l’esattezza dell’attestazione. Se necessario, deve chiedere alla persona obbligata a rilasciare l’attestazione di completarla o correggerla. Se si rifiuta di rilasciare un’attestazione o di rimediare al difetto individuato, il contribuente è tenuto a informarne l'autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op.”
“Il contribuente è obbligato a trasmettere l’attestazione all’autorità di tassazione, in adempimento degli obblighi di collaborazione a suo carico, o allegandolo alla sua dichiarazione oppure su specifica domanda dell’autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 29 ad art. 127 LIFD, p. 2173). Dall’obbligo di inviare l’attestazione all’autorità di tassazione e di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 126 cpv. 1 LIFD) deriva l’obbligo per il contribuente di richiedere e controllare l’attestazione. Il contribuente deve quindi richiederla di sua iniziativa alla persona obbligata a rilasciarla. Inoltre, per quanto possibile e ragionevole, deve verificare personalmente la completezza e l’esattezza dell’attestazione. Se necessario, deve chiedere alla persona obbligata a rilasciare l’attestazione di completarla o correggerla. Se si rifiuta di rilasciare un’attestazione o di rimediare al difetto individuato, il contribuente è tenuto a informarne l'autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 30 ad art. 127 LIFD, p. 2173). 4.3.4. Ora, gli interessi passivi sono deducibili dal reddito già al momento della loro scadenza, indipendentemente dall’effettivo pagamento, a meno che non sussistano fondati dubbi in merito al futuro pagamento (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 12c ad art. 33 LIFD, p. 763). Gli estratti conto prodotti dal contribuente si riferiscono in parte ad interessi passivi relativi al periodo fiscale precedente. La loro deduzione non sarebbe pertanto compatibile con il principio di periodicità. Indipendentemente da tale aspetto, gli estratti in questione non costituiscono validi giustificativi utilizzabili a fini fiscali. Non vi figurano infatti la menzione “attestazione fiscale” né la dicitura “da conservare ai fini fiscali” (cfr. per analogia la sentenza TF 2C_1087/2016 del 31.3.2017, consid. 4.”
Se le certificazioni ai sensi dell'art. 127 cpv. 2 LIFD sono richieste a terzi e questi fanno valere legittimi interessi di riservatezza, va tenuto conto di tali interessi; ciò può avvenire in particolare mediante la concessione ai soggetti obbligati di un accesso limitato agli atti (cfr. art. 114 cpv. 2 LIFD).
“hiervor). Ausserdem hätte das kantonale Steueramt entweder über die Pflichtige (Art. 127 Abs. 1 lit. e DBG) oder aber auf direktem Wege (Art. 127 Abs. 2 DBG) Bescheinigungen von der D AG einholen können. Das vom kantonalen Steueramt in diesem Zusammenhang angerufene Steuergeheimnis (Art. 110 Abs. 1 DBG) vermag die Untersuchungspflicht nicht einzuschränken; soweit vonseiten der D AG berechtigte Geheimhaltungsinteressen an gestützt auf Art. 126 Abs. 2 bzw. Art. 127 Abs. 2 DBG eingeholten Unterlagen geltend gemacht worden wären, wäre dem gegebenenfalls dadurch Rechnung zu tragen gewesen, dass der Pflichtigen nur beschränkt Akteneinsicht gewährt worden wäre (Art. 114 Abs. 2 DBG).”
“hiervor). Ausserdem hätte das kantonale Steueramt entweder über die Pflichtige (Art. 127 Abs. 1 lit. e DBG) oder aber auf direktem Wege (Art. 127 Abs. 2 DBG) Bescheinigungen von der D AG einholen können. Das vom kantonalen Steueramt in diesem Zusammenhang angerufene Steuergeheimnis (Art. 110 Abs. 1 DBG) vermag die Untersuchungspflicht nicht einzuschränken; soweit vonseiten der D AG berechtigte Geheimhaltungsinteressen an gestützt auf Art. 126 Abs. 2 bzw. Art. 127 Abs. 2 DBG eingeholten Unterlagen geltend gemacht worden wären, wäre dem gegebenenfalls dadurch Rechnung zu tragen gewesen, dass der Pflichtigen nur beschränkt Akteneinsicht gewährt worden wäre (Art. 114 Abs. 2 DBG).”
Se non sussistono rapporti d'affari tra la terza persona e il contribuente, l'obbligo di cooperazione della terza persona ai sensi dell'art. 127 cpv. 1 LIFD è limitato. In tali casi, secondo la giurisprudenza, è eventualmente possibile richiedere, a titolo di assistenza amministrativa, attestazioni sui rapporti di credito o sui rapporti d'affari tra le persone coinvolte.
“Die Beschwerdeführerinnen machen zusammengefasst geltend, dass es sich bei der Beschwerdeführerin 2 im vorliegenden Amtshilfeverfahren lediglich um eine Informationsinhaberin und somit hinsichtlich des französischen Steuerverfahrens bloss um eine Drittperson handle, weshalb die Erhältlichkeit der von der Beschwerdeführerin 2 der Vorinstanz zur Verfügung gestellten Informationen gesondert und unter Berücksichtigung des Umfangs ihrer Mitwirkungspflichten zu prüfen sei. Weil zwischen den Beschwerdeführerinnen keine Geschäftsbeziehungen bestünden, könnten sich die ersuchten Informationen bzw. die Besteuerung der Beschwerdeführerin 1 in Frankreich nicht auf die Besteuerung der Beschwerdeführerin 2 in der Schweiz auswirken. Daher sei die Beschwerdeführerin 2 - wenn überhaupt - lediglich beschränkt mitwirkungspflichtig im Sinne von Art. 127 Abs. 1 DBG. Folglich könnten bei der Beschwerdeführerin 2 höchstens Bescheinigungen betreffend Forderungsverhältnisse bzw. Geschäftsbeziehungen zwischen den Beschwerdeführerinnen amtshilfeweise beschafft werden.”
Ai sensi dell'art. 127 cpv. 1 LIFD le autorità fiscali possono chiedere che il contribuente produÊ certificazioni rilasciate da terzi. Ciò serve all'accertamento ai fini della determinazione dell'imposta e è collegato agli obblighi di collaborazione dei contribuenti (art. 126 ss. LIFD) nonché all'obbligo delle autorità di indagine e di raccolta delle prove.
“Nach Art. 123 Abs. 1 DBG nehmen die Steuerbehörden die erforderlichen Untersuchungen vor. Analoges gilt prinzipiell für das Verfahren vor dem Steuerrekursgericht (Art. 142 Abs. 4 DBG). Der Untersuchungspflicht der Veranlagungsbehörde bzw. des Steuerrekursgerichts stehen freilich Mitwirkungspflichten der Steuerpflichtigen gegenüber (vgl. Art. 124 ff. DBG). Diese muss alles tun, um eine vollständige und richtige Veranlagung zu ermöglichen (Art. 126 Abs. 1 DBG). Namentlich muss sie auf Verlangen mündlich oder schriftlich Auskunft erteilen, Geschäftsbücher, Belege und weitere Bescheinigungen sowie Urkunden über den Geschäftsverkehr vorlegen (Art. 126 Abs. 2 DBG). Ferner können die Steuerbehörden die Steuerpflichtige anhalten, Bescheinigungen von Dritten beizubringen (Art. 127 Abs. 1 DBG). Nach Art. 115 DBG haben die Steuerbehörden die von der steuerpflichtigen Person angebotenen Beweise abzunehmen, soweit sie geeignet sind, die für die Veranlagung erheblichen Tatsachen festzustellen.”
Terzi (p. es. le banche) non possono invocare l'art. 127 LIFD per limitare, nell'ambito dell'assistenza amministrativa nei confronti dell'AFC, il loro obbligo di collaborazione. Secondo l'indirizzo esposto al considerando 5.8.3 del TAF, le limitazioni interne alla divulgazione non ostano all'assistenza amministrativa.
“Vorliegend wurden die ersuchten Bankinformationen bei der Informationsinhaberin als Bank ediert. Die Informationen erweisen sich auch als voraussichtlich erheblich. Die ESTV war direkt gestützt auf Art. 21 Abs. 4 MAC und ungeachtet von Art. 21 Abs. 1 MAC befugt, diese Informationen bei der Bank einzuholen. In der Folge können nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung keine innerstaatlichen Normen der Offenlegung der Bankinformationen entgegenstehen. Bei dieser Sachlage erübrigt es sich weiter auf die Behauptung der Beschwerdeführenden einzugehen, sie hätten nach innerstaatlichem Recht die entsprechenden Informationen nicht herausgeben müssen. Dies ist vorliegend nicht massgebend, zumal die Informationen direkt von der Bank stammen und die Beschwerdeführenden sich deshalb nicht auf die Beschränkung der Mitwirkungspflicht der Bank als Dritte nach Art. 127 DBG in Verbindung mit Art. 8 Abs. 2 StAhiG berufen können (oben E. 5.9.2). Von einer diskriminierenden Handlung kann keine Rede sein.”
L'art. 127 cpv. 1 LIFD consente di obbligare terzi a presentare certificazioni scritte (la cosiddetta acquisizione indiretta; cfr. art. 127 cpv. 1 lett. e). Se l'acquisizione indiretta non raggiunge lo scopo, l'autorità fiscale può ottenere direttamente le attestazioni ai sensi dell'art. 127 cpv. 2 LIFD; la dottrina chiarisÎ che ciò è particolarmente opportuno quando per il contribuente la presentazione dell'attestazione sia impossibile o irragionevolmente gravosa.
“hiervor) kommt freilich nur in Betracht, wenn die Veranlagungsbehörde zuvor alle zur Abklärung des Sachverhalts geeigneten, ihr zumutbaren gesetzlichen Untersuchungsmittel eingesetzt hat und sich die Ungewissheit im Sachverhalt dennoch nicht (vollständig) beseitigen lässt (vgl. Zweifel/Hunziker, a.a.O., Art. 130 DBG N. 43). Insbesondere kann die Veranlagungsbehörde die steuerpflichtige Person vor einer allfälligen Ermessensveranlagung dazu auffordern, umfassend Auskunft zu erteilen (Art. 126 Abs. 2 DBG) bzw. von Dritten schriftliche Bescheinigungen einzuholen (sog. indirekte Bescheinigungspflicht Dritter gemäss Art. 127 Abs. 1 lit. e DBG; vgl. Peter Locher, Kommentar DBG Teil III, Basel 2015, Art. 127 N. 10 ff.). Wenn die indirekte Bescheinigungspflicht nicht zum Ziel führt, kann die Steuerbehörde ausserdem den direkten Weg nehmen und die Bescheinigungen selber einholen (Art. 127 Abs. 2 DBG). In Bezug auf die Aussage des Bundesgerichts, dass keine Pflicht der Steuerbehörden bestehe, diesen (direkten) Weg zu beschreiten (BGr, 25. April 2013, 2C_1205/2012, E. 3.5.3), ist in der Literatur präzisierend festgehalten worden, dass die Steuerbehörde die Bescheinigung jedenfalls dann direkt einverlangen muss, wenn dem Pflichtigen die Einreichung der Bescheinigung nicht möglich oder unzumutbar ist (vgl. Martin Zweifel et al., Schweizerisches Steuerverfahrensrecht, Direkte Steuern,”
Riferimento: LIFD art. 127 n. 1 Le attestazioni salariali del datore di lavoro sono considerate dalla giurisprudenza documenti primari idonei e largamente convincenti. Se tali prove mancano o la dichiarazione fiscale non viene presentata nonostante il sollecito, ciò può essere valutato a sfavore del contribuente, poiché in tal modo la situazione finanziaria non viene esposta in modo esaustivo.
“De même, si l’appelant s’étonne du fait que le certificat de salaire 2022 mentionne une adresse de domicile erronée le concernant, cette même adresse figure sur le document annexé au certificat de salaire litigieux (pièce 42), ce qui n’a pas non plus empêché l’intéressé de s’en prévaloir en première instance pour en tirer les conséquences souhaitées (déterminations du 7 septembre 2023, p. 3). C’est dire qu’il ne saurait se prévaloir de ces seuls faits pour mettre à mal la force probante du certificat de salaire 2022. L’appelant fait ensuite valoir que plusieurs postes contenus dans son certificat de salaire 2022 ne devraient pas être retenus à titre de salaire. Cela étant, ces montants figurent explicitement sur ce document. Ainsi, le montant contesté de 395'107 fr. figure sous l’indication « Salaire net – à reporter sur la déclaration d’impôt » du certificat, rendant vraisemblable qu’un tel montant a effectivement été versé à l’intéressé à titre de revenu net durant l’année 2022, respectivement que celui-ci a été imposé sur ce montant. Il convient à cet égard de relever que l’employeur de l’appelant, soit une entreprise suisse, basée à [...], est vraisemblablement habituée à établir et transmettre des certificats de salaire du type de celui qui a été produit aux autorités fiscales (cf. art. 127 LIFD [loi du 14 décembre 1990 sur l’impôt fédéral direct ; RS 642.11]). Par ailleurs, comme relevé précédemment, le document « Global Mobility Senior Leadership Long Term Assignment Policy » indique que le salaire annuel d’un travailleur détaché continue d’être géré par l’entreprise de l’état de provenance, ce qui englobe logiquement l’établissement des certificats de salaire des employés. Cet élément est par ailleurs étayé par l’annexe au certificat de salaire 2022 (pièce 42 du bordereau de pièces de l’appelant du 21 août 2023), laquelle expose que l’appelant est « toujours considéré comme résident fiscal CH ». Il n’appartient au demeurant pas à l’autorité de céans de remettre en doute les montants inscrits par la société [...] sur les certificats de salaire de ses employés, l’appelant n’ayant au surplus émis aucune revendication à leur encontre – il ne prétend en tout cas pas le contraire. Enfin, malgré l’échange d’écritures et de pièces soutenu intervenu sur cette question jusqu’à l’automne 2023, l’appelant n’a jamais produit sa déclaration d’impôts 2022, ce qui aurait pourtant permis d’établir sa situation financière de manière effective pour l’année en question.”