Nuovo testo giusta la cifra I n. 5 della LF del 19 mar. 1999 sul programma di stabilizzazione 1998, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 1999 2374; FF 1999 3). ↩
Nuovo testo giusta la cifra I n. 1 della LF del 17 giu. 2022 sull’imposizione delle rendite vitalizie e delle forme di previdenza simili, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2023 38;FF 2021 3028). ↩
Nuovo testo giusta l’all. n. 3 della LF del 18 giu. 2004, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4635;FF 2003 5557). ↩
Nuovo testo giusta l’art. 3 cpv. 1 dell’O del DFF del 16 set. 2022 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2023 (RU 2022 575). ↩
Nuovo importo giusta l’art. 3 cpv. 1 dell’O del DFF del 22 ago. 2024 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2024 479). ↩
Nuovo testo giusta l’all. n. 2 della L del 13 dic. 2002 sui disabili, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 2003 4487;FF 2001 1477). ↩
Introdotta dall’all. n. 2 della LF del 13 dic. 2002 sui disabili, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 2003 4487;FF 2001 1477). ↩
RS 151.3 ↩
Nuovo testo giusta l’art. 6 cpv. 3 dell’O del DFF del 22 set. 2011 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4503). ↩
Nuovo testo giusta l’art. 3 cpv. 2 dell’O del DFF del 22 ago. 2024 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2024 479). ↩
RS 161.1 ↩
Introdotta dalla cifra I n. 1 della LF del 27 set. 2013 sul trattamento fiscale delle spese di formazione e perfezionamento professionali, in vigore dal 1° gen. 2016 (RU 2014 1105;FF 2011 2365). ↩
Nuovo testo giusta l’art. 3 cpv. 3 dell’O del DFF del 22 ago. 2024 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2024 479). ↩
Introdotto dalla cifra I n. 1 della LF del 22 mar. 2013 sull’adeguamento formale delle basi temporali per l’imposizione diretta delle persone fisiche, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 2397;FF 2011 3279). ↩
Nuovo testo giusta l’art. 3 cpv. 4 dell’O del DFF del 22 ago. 2024 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2024 479). ↩
Introdotto dalla cifra I n. 1 della LF del 25 set. 2009 sullo sgravio fiscale delle famiglie con figli (RU 2010 455;FF 2009 4095). Nuovo testo giusta l’art. 3 cpv. 5 dell’O del DFF del 22 ago. 2024 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2025 (RU 2024 479). ↩
Introdotto dalla cifra I n. 1 della LF del 15 giu. 2012 concernente le semplificazioni nell’imposizione delle vincite alle lotterie (RU 2012 5977;FF 2011 58195845). Nuovo testo giusta l’art. 3 cpv. 6 dell’O del DFF del 1° set. 2023 sulla progressione a freddo, in vigore dal 1° gen. 2024 (RU 2023 493). ↩
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160 commentaries
Tra le prestazioni considerate come mantenimento (alimenti) e deducibili ai sensi dell'art. 33 LIFD rientrano anche costi particolari quali spese scolastiche e per il tempo libero nonché il mantenimento per assistenza (ad es. l'assunzione dei premi dell'assicurazione malattia). I versamenti di alimenti possono essere effettuati in denaro, in natura o come prestazioni indirette. Sono deducibili in linê di principio solo le prestazioni a favore dei figli che sono sottoposti all'autorità parentale del beneficiario e, di norma, soltanto nella misura in cui siano state effettivamente versate nel relativo periodo d'imposizione.
“33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale. Tale imposizione trova tuttavia il suo limite nei rapporti internazionali (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18 ad art. 33 LIFD), come nel caso in questione. 2.5. Di regola, sono deducibili gli alimenti effettivamente pagati nel periodo di computo (secondo il principio di periodicità) e non quelli che sono esigibili nell’anno fiscale in questione, eccetto nel caso in cui il contribuente posticipi volontariamente il pagamento al periodo successivo (cfr.”
“33 LIFD) e le spese che il contribuente sopporta per il mantenimento della famiglia non sono deducibili dai proventi conseguiti (artt. 34 lett. a LIFD e 33 lett. a LT). Invece, in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, gli alimenti percepiti da un contribuente per sé stesso o per i figli sotto la sua autorità parentale sono imponibili nella sua partita fiscale (artt. 23 lett. f LIFD e 22 lett. f LT), per contro sono deducibili per il contribuente che li versa (artt. 33 cpv. 1 lett. c LIFD e 32 cpv. 1 lett. c LT). 2.2. I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18a ad art. 33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr.”
“33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale. Tale imposizione trova tuttavia il suo limite nei rapporti internazionali (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18 ad art. 33 LIFD), come nel caso in questione. 2.5. Di regola, sono deducibili gli alimenti effettivamente pagati nel periodo di computo (secondo il principio di periodicità) e non quelli che sono esigibili nell’anno fiscale in questione, eccetto nel caso in cui il contribuente posticipi volontariamente il pagamento al periodo successivo (cfr.”
LIFD art. 33 n. 159 La deduzione per le assicurazioni e la deduzione per le liberalità sono deduzioni generali che non hanno un nesso organico con la produzione del reddito conseguito in Svizzera. La deduzione per il secondo percettore di reddito è altresì una deduzione generale per i maggiori oneri del nucleo familiare; quest'ultima deve, nella misura in cui sia necessaria una ripartizione tra Stati, essere ripartita proporzionalmente in base ai redditi netti.
“Schliesslich stellt sich der Beschwerdeführer auf den Standpunkt, aus der von ihm vorgetragenen Begründung der mangelnden gesetzlichen Grundlage für eine Steuerausscheidung respektive für eine Verweigerung des vollen Abzuges sowie aufgrund eines fehlenden Anknüpfungspunktes zu Deutschland sei auch der Doppelverdienerabzug, der Versicherungsabzug sowie der Abzug für Zuwendungen voll zu gewähren. Nach dem Gesagten fehlt dieser Argumentation die Grundlage. Es handelt sich bei keinem dieser Abzüge um organische, mit der Einkommensgewinnung in der Schweiz in direktem Zusammenhang stehende Abzüge. Beim Versicherungsabzug handelt es sich um einen allgemeinen Abzug (vgl. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG). Er steht mit der Einkommensverwendung in Zusammenhang (vgl. zum kantonalen Steuerrecht Reich/von Ah/Brawand, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, StHG, 3. Aufl., 2017, Art. 9 N 21). Dies gilt im Ergebnis auch für den Zweitverdienerabzug (vgl. Art. 33 Abs. 2 DBG), mit welchem Haushaltsmehrkosten bei einer Erwerbstätigkeit beider Ehegatten berücksichtig werden (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], a.a.O., Art. 33 N 37). Diese Mehrkosten fallen bei beiden Ehegatten an und sind von ihnen gemäss Art. 163 Abs. 1 ZGB nach Kräften, das heisst nach Massgabe ihrer Leistungsfähigkeit zu tragen. Der Zweitverdienerabzug ist daher nach Massgabe der Nettoeinkünfte proportional zwischen der Schweiz und dem Ausland aufzuteilen (Locher/Marantelli/Opel, a.a.O., S. 678 Fn. 1850 m.H. auf BGer 2C_810/2015 vom 25. Januar 2017 E. 8.3.2). Auch beim Abzug von Zuwendungen (vgl. Art. 33a DBG) handelt es sich um einen allgemeinen Abzug, der mit der Einkommenserzielung in keinem Zusammenhang steht.”
All'art. 33 cpv. 1 LIFD, secondo la giurisprudenza e la dottrina, non rientrano solo i contributi ordinari, ma — fatto salvo l'art. 79b LPP — anche i contributi per acquisti (p. es. di aumenti salariali o di anni di contribuzione), i prefinanziamenti nonché le prestazioni di uscita trasferite nell'ambito di un divorzio. In caso di acquisti effettuati va osservato il periodo di blocco triennale per i prelievi in capitale previsto dall'art. 79b LPP.
“Tatsachen oder Beweismittel, die nicht spätestens im Verfahren vor Steuerrekursgericht behauptet bzw. vorgelegt oder angerufen worden sind, dürfen infolgedessen im Beschwerdeverfahren grundsätzlich nicht nachgebracht werden. Vom Novenverbot ausgenommen sind dagegen echte Noven, namentlich neue tatsächliche Behauptungen und Beweismittel, die auf einem Revisions- oder Nachsteuergrund beruhen oder der Stützung von geltend gemachten Rechtsverletzungen dienen, die ihrer Natur nach neuer tatsächlicher Vorbringen oder Beweismittel bedürfen. Neue, erstmals vor Verwaltungsgericht gestellte Rechtsbegehren sind schliesslich allgemein zulässig, sofern sie sich nicht auf Tatsachen und Beweismittel stützen, die unter das Novenverbot fallen (RB 1999 Nr. 149; BGE 131 II 548). Die von den Pflichtigen eingereichte Beilage "Steuerberechnung / Steuern aus Kapitalzahlung aus Vorsorge" soll die bereits vor Vorinstanz geltend gemachte Doppelbesteuerung untermauern und unterliegt somit nicht dem Novenverbot. 3. 3.1 Von den Einkünften abgezogen werden laut § 31 Abs. 1 lit. d StG und Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge zum Erwerb von Ansprüchen aus Einrichtungen der beruflichen Vorsorge. Diese Bestimmungen vollziehen die bundesrechtliche Vorschrift von Art. 81 Abs. 2 BVG, wonach die von Arbeitnehmenden und Selbständigerwerbenden an Vorsorgeeinrichtungen nach Gesetz oder reglementarischen Bestimmungen geleisteten Beiträge bei den direkten Steuern des Bundes, der Kantone und Gemeinden abziehbar sind. Abzugsfähig sind nicht nur die ordentlichen Beiträge an die Vorsorgeeinrichtung, sondern, unter Vorbehalt von Art. 79b BVG, auch die Beiträge für den Einkauf von Lohnerhöhungen, von Beitragsjahren, Vorfinanzierungen von Frühpensionierungen und von im Rahmen einer Scheidung übertragener Austrittsleistungen (Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4. A., Zürich 2021, § 31 N 101; Richner et al., Handkommentar zum DBG, 4. A., Zürich 2023, Art. 33 N 81). 3.2 Wurden Einkäufe getätigt, so dürfen die daraus resultierenden Leistungen innerhalb der nächsten drei Jahre nicht in Kapitalform aus der Vorsorge zurückgezogen werden (Art.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 157 Per la deduzione degli interessi passivi grava sul contribuente l'onere della prova. L'esistenza del rapporto di debito, l'indicazione del creditore nonché l'ammontare degli interessi devono essere comprovati mediante documenti idonei ovvero attestati scritti. In mancanza di prova, le deduzioni di interessi richieste non sono ammesse.
“L’interesse è la remunerazione dovuta per la concessione e la non restituzione del capitale, nella misura in cui è regolarmente calcolata in percentuale, pro rata temporis e in proporzione al capitale. La deduzione di interessi passivi presuppone pertanto l’esistenza di un debito pecuniario. Solo in presenza di una relazione fra interessi e debito possono esservi interessi passivi (DTF 143 II 396 consid. 2.1 con riferimenti a giurisprudenza e dottrina). 4.3. 4.3.1. Ora, in sede di ricorso, il contribuente presenta due estratti conto della __________ relativi ai mesi di marzo e di settembre 2017 della “rubrica affitti”, nei quali è registrato il pagamento d’interessi per i periodi 30.6-31.12.2016 e 31.12.2016 – 30.06.2017. 4.3.2. L'esistenza e l’ammontare del debito e degli interessi devono essere comprovati indicando il creditore e presentando un’attestazione corrispondente (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2° ed., Basilea 2019, n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 983). Infatti, l'onere della prova per i fatti che escludono o riducono l'imposta - che comprendono anche gli interessi passivi deducibili – è a carico del contribuente, che non deve solo affermare i fatti che riducono l'imposta, ma anche provarli (cfr. DTF 121 II 257 E. 4c/aa pag. 266 e 273 E. 3c/aa pag. 284). Se manca la relativa prova, gli interessi passivi fatti valere non possono essere ammessi in deduzione (sentenza TF 2A.2/2006 del 17.5.2006 consid. 2.2.3; Locher, Kommentar, loc. cit.; DTF 107 Ib 213). 4.3.3. L’art. 127 cpv. lett. b LIFD prevede che devono rilasciare attestazioni scritte al contribuente, i creditori e i debitori, sull’esistenza, l’ammontare, gli interessi e le garanzie di crediti. Di analogo tenore l’art. 201 cpv. 1 lett. b LT. L’obbligo di rilasciare attestazioni sussiste primariamente nei confronti del contribuente (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed.”
La deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD può essere negata qualora versamenti alle casse pensioni e prelievi di capitale dalle stesse avvengano in modo abusivo e in tempi ravvicinati. La giurisprudenza non ammette in particolare la deduzione quando tali operazioni perseguono l'elusione fiscale e non la chiusura di lacune contributive.
“Säule mit zeitlich nahen Kapitalauszahlungen alleine unter dem Gesichtspunkt der Steuerumgehung (BGr, 14. Mai 2020, 2C_652/2018, E. 4.1.1 auch zum Folgenden). Es liess den Abzug nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG nicht zu, wenn missbräuchliche steuerminimierende, zeitlich nahe Einkäufe und Kapitalbezüge in und von Pensionskassen getätigt wurden, mit denen nicht die Schliessung von Beitragslücken angestrebt, sondern die”
I versamenti in capitale per costituire una rendita ponte sono riconosciuti come deduzione, anche se contestualmente viene riscosso il capitale di vecchiaia. La giurisprudenza motiva ciò rilevando che i caratteri tipici di una rendita ponte (in particolare la temporaneità fino al raggiungimento dell'età AVS, l'eventuale finanziamento paritetico, l'esclusione della riscossione della rendita in forma di capitale nonché l'ordinaria imposizione fiscale della rendita) escludono il rischio di abuso che l'art. 79b cpv. 3 LPP intenÞ contrastare.
“Regeste Art. 32k Abs. 1 Satz 3 BPG; Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG; Art. 79b Abs. 3 BVG; die Kapitaleinlage seitens der Arbeitnehmerin oder des Arbeitnehmers zwecks Äufnung einer Überbrückungsrente bei vorzeitigem Altersrücktritt ist trotz gleichzeitigen Bezugs des Alterskapitals abzugsfähig. Die Praxis zum Einkauf in das Vorsorgekapital aus beruflicher Vorsorge, das später in Kapitalform und damit steuerlich privilegiert bezogen wird, findet keine Anwendung auf den Fall, bei welchem mittels Kapitaleinlage eine Überbrückungsrente geäufnet und gleichzeitig das Alterskapital bezogen wird. Die wesentlichen Merkmale einer Überbrückungsrente seitens der Einrichtung der beruflichen Vorsorge (Befristung bis zum erreichten AHV-Alter, möglicherweise paritätische Finanzierung, Ausschluss des Bezugs in Kapitalform, ordentliche Besteuerung der Rente usw.) schliessen die Missbrauchsgefahr, der Art. 79b Abs. 3 BVG begegnen will, aus. Die Kapitaleinlage ist daher abzugsfähig (E. 3.4.5).”
“Regeste Art. 32k Abs. 1 Satz 3 BPG; Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG; Art. 79b Abs. 3 BVG; die Kapitaleinlage seitens der Arbeitnehmerin oder des Arbeitnehmers zwecks Äufnung einer Überbrückungsrente bei vorzeitigem Altersrücktritt ist trotz gleichzeitigen Bezugs des Alterskapitals abzugsfähig. Die Praxis zum Einkauf in das Vorsorgekapital aus beruflicher Vorsorge, das später in Kapitalform und damit steuerlich privilegiert bezogen wird, findet keine Anwendung auf den Fall, bei welchem mittels Kapitaleinlage eine Überbrückungsrente geäufnet und gleichzeitig das Alterskapital bezogen wird. Die wesentlichen Merkmale einer Überbrückungsrente seitens der Einrichtung der beruflichen Vorsorge (Befristung bis zum erreichten AHV-Alter, möglicherweise paritätische Finanzierung, Ausschluss des Bezugs in Kapitalform, ordentliche Besteuerung der Rente usw.) schliessen die Missbrauchsgefahr, der Art. 79b Abs. 3 BVG begegnen will, aus. Die Kapitaleinlage ist daher abzugsfähig (E. 3.4.5).”
Se un acquisto è stato portato in deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD, in caso di violazione del periodo di blocco di tre anni ai sensi dell'art. 79b cpv. 3 LPP può essere presa in considerazione una tassazione supplementare. Ai fini della conseguenza giuridiÊ, secondo la prassi non è rilevante per quali motivi sia avvenuto il prelievo anticipato del capitale.
“Nach den für das Bundesgericht verbindlichen Feststellungen der Vorinstanz (Art. 105 Abs. 1 BGG; vorne E. 1.3) nahm der Steuerpflichtige den Einkauf von Fr. 45'000.-- am 21. Oktober 2016vor (Sachverhalt, lit. A). Selbst wenn hierzu keine ausdrückliche vorinstanzliche Feststellung vorliegt, ist davon auszugehen, dass der Steuerpflichtige die Kapitaleinlage in der Steuerperiode 2016 rechtskräftig zum Abzug bringen konnte (Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG), ansonsten sich die Frage der Nachbesteuerung (Art. 151 DBG) nicht stellen könnte. Vorinstanzlich festgestellt ist sodann, dass der Steuerpflichtige am 9. April 2019- wenn auch aus dem Freizügigkeitskonto bei einem anderen Träger der beruflichen Vorsorge - eine Kapitalleistung von Fr. 20'813.-- bezog (Sachverhalt, lit. B). Die dreijährige Sperrfrist im Sinne von Art. 79b Abs. 3 Satz 1 BVG (vorne E. 2.2.1) ist damit verletzt. Aus welchem Grund es bereits vor Ablauf der drei Jahre zur Auslösung des Kapitalbezugs kam, ist praxisgemäss von keiner Bedeutung. Entsprechend sind die Vorbringen des Steuerpflichtigen, der im bundesgerichtlichen Verfahren nochmals auf die angekündigte Herabsetzung des Rentenumwandlungssatzes und die übergangsrechtliche Besitzstandsgarantie hinweist, von vornherein nicht zielführend (auch dazu vorne E. 2.2.1). Derartige Argumente vermögen weder an der objektivierten Ausgestaltung der Sperrfrist noch an der Pflicht zur säuleninternen Konsolidierung etwas zu ändern.”
LIFD art. 33 n. 153 Nel caso di affidamento alternato (modello di alternanza), la deduzione per i figli spetta al genitore che effettua comprovati versamenti per il mantenimento; se non sono dimostrati versamenti di importo superiore, il genitore che versa non può automaticamente pretendere la deduzione integrale per i figli né l'applicazione della tarifú ridotta per coniugi. In tal caso, inveÎ della deduzione integrale, è in linê di principio possibile soltanto un riconoscimento proporzionale (p. es. la metà).
“Einkommenssteuer / Kinderabzug / auch bei alternierender Obhut keine Teilung des Kinderabzugs sofern Unterhaltszahlungen geleistet werden Normen Bund Art. 33 DBG Art. 35 DBG Art. 36 DBG Rechtsprechung Bund 9C_110/2024 2C_966/2022 9C_696/2022 Normen Kanton Art. 9 BStV Art. 70 GSOG Art. 15 VRPG Normen Bund/Kanton Art. 38 StG Art. 38 StG Art. 40 StG”
“- et n'a pas alloué d'indemnité de procédure, le recourant n'y ayant pas conclu et n'ayant pas exposé de frais pour sa défense. 8) Par arrêt du 19 novembre 2020 (2C_380/2020), le Tribunal fédéral a partiellement admis le recours en tant qu'il concernait l'IFD et l'ICC 2016, et a renvoyé la cause à la Cour de justice pour nouvelle décision dans le sens des considérants. S'agissant de l'IFD, le Tribunal fédéral a retenu qu'en versant chaque mois de l'argent sur un compte commun destiné à l'entretien de ses enfants, le recourant ne s'était pas acquitté de contributions d'entretien déductibles (art. 33 LIFD). On pouvait dès lors retenir que les parents disposaient de l'autorité parentale conjointe, ne s'acquittaient pas de contributions d'entretien et exerçaient une garde alternée équivalente sur leurs enfants. Le recourant ayant en outre un revenu plus élevé que celui de la mère, mais n'ayant pas prouvé avoir contribué de manière plus importante à l'entretien des enfants, il ne pouvait bénéficier du barème pour personne célibataire avec enfants à charge de l'art. 36 al. 2bis LIFD ni des déductions prévues à l'art. 33 LIFD. Il avait en conséquence le droit à une demi-déduction sociale pour chacun de ses deux enfants (art. 35 al. 1 let. a LIFD). S'agissant de l'ICC, les cantons restaient compétents s'agissant de la question du barème, mais l'art. 41 al. 3 LIPP avait une teneur pratiquement identique à celle de l'art. 36 al. 2bis LIFD, si bien qu'il n'était à tout le moins pas arbitraire d'en faire une application semblable et de refuser au recourant l'application du barème réduit. Finalement, quant à la question des déductions sociales, l'art. 9 al. 3 LHID prévoyait que les déductions pour enfants et autres déductions sociales de droit cantonal étaient réservées. Selon l'art. 39 al. 1 LIPP, étaient déduits du revenu net annuel CHF 10'000.- pour chaque charge de famille et CHF 5'000.- pour chaque demi-charge de famille. Lorsqu'une personne était à charge de plusieurs contribuables, la déduction est répartie entre ceux-ci. L'art. 39 al. 2 let. a LIPP prévoyait que constituaient des charges de famille chaque enfant mineur sans activité lucrative ou dont le gain annuel ne dépassait pas un certain montant, pour celui des parents qui en assurait l'entretien.”
LIFD art. 33 n. 152 Principio della corrispondenza: decisioni amministrative e di ricorso applicano talvolta il principio della corrispondenza nel senso che le deduzioni per gli alimenti invocate dal soggetto erogante devono corrispondere, quanto a importo, a una tassazione ai fini dell'imposta sul reddito del beneficiario. Dottrina e giurisprudenza attenuano però tale impostazione: la mancata dichiarazione da parte del beneficiario non comporta automaticamente il divieto di deduzione per il soggetto che paga; rilevante resta la prova dell'effettivo percepimento o dell'effettiva prestazione. In particolare, la giurisprudenza richieÞ per la deduzione idonei mezzi di prova, per evitare che al soggetto erogante siano riconosciute deduzioni mentre presso il beneficiario non viene tassato un reddito corrispondente.
“Gemäss der Steuerrekurskommission ist nach dem Korrespondenzprinzip eine identische Deklaration auf der Seite des Unterhaltsempfängers als Einkommen erforderlich, damit die geltend gemachten Unterhaltsbeiträge als Abzug geltend gemacht werden können (angefochtene Entscheide E. 3b). Aus dem Kongruenzprinzip (Korrespondenzprinzip) folgt, dass nur solche Leistungen zum Abzug zugelassen sind, die bei der Empfängerin «besteuert werden können» (VGer BE VGE 22002/03 vom 22. März 2005 E. 4.3.1, in: BVR 2005 S. 555, 558, VGE 100.2008.23478/23479 vom 19. Januar 2010 E. 3.4, in: BVR 2011 S. 241, 245), bzw. dass die auf Seiten der verpflichteten Person zum Abzug zugelassene Leistung betragsmässig derjenigen zu entsprechen hat, die auf Seiten der berechtigen Person «einkommenssteuerrechtlich erfasst wird» (VGer BE VGE 22002/03 vom 22. März 2005 E. 4.3.1, in: BVR 2005 S. 555, 559; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 18). Die Ansicht, dass die als Einkommen steuerbaren Leistungen von der berechtigten Person auch deklariert werden müssen, damit sie abzugsfähig sind, wird nur in einem der beiden von der Steuerrekurskommission zitierten Kommentaren vertreten (vgl. Häfeli, in: Tarolli Schmidt et al. [Hrsg.], Kommentar zum Basler Steuergesetz, Basel 2019, § 32 N 17). Allerdings bleibt der betreffende Autor dafür jegliche Begründung und jeglichen Beleg schuldig. Insbesondere Rechtsprechung und Lehre zu den Anforderungen an den Beweis der Leistung der Unterhaltsbeiträge sprechen gegen das Erfordernis einer identischen Steuerdeklaration der Empfängerin. Gemäss der erwähnten Judikatur und Literatur ist bezüglich der Anforderungen an den Beweis der Leistung der Unterhaltsbeiträge eine gewisse Strenge geboten, um zu vermeiden, dass die Unterhaltsbeiträge bei der verpflichteten Person als abzugsfähig anerkannt werden, obwohl sie mangels Beweises des Zuflusses bei der berechtigten Person nicht besteuert werden können (vgl.”
“Die Ansicht, dass die als Einkommen steuerbaren Leistungen von der berechtigten Person auch deklariert werden müssen, damit sie abzugsfähig sind, wird nur in einem der beiden von der Steuerrekurskommission zitierten Kommentaren vertreten (vgl. Häfeli, in: Tarolli Schmidt et al. [Hrsg.], Kommentar zum Basler Steuergesetz, Basel 2019, § 32 N 17). Allerdings bleibt der betreffende Autor dafür jegliche Begründung und jeglichen Beleg schuldig. Insbesondere Rechtsprechung und Lehre zu den Anforderungen an den Beweis der Leistung der Unterhaltsbeiträge sprechen gegen das Erfordernis einer identischen Steuerdeklaration der Empfängerin. Gemäss der erwähnten Judikatur und Literatur ist bezüglich der Anforderungen an den Beweis der Leistung der Unterhaltsbeiträge eine gewisse Strenge geboten, um zu vermeiden, dass die Unterhaltsbeiträge bei der verpflichteten Person als abzugsfähig anerkannt werden, obwohl sie mangels Beweises des Zuflusses bei der berechtigten Person nicht besteuert werden können (vgl. BGer 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 6.7; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 21i). Diese Gefahr bestünde von vornherein nicht, wenn die Abzugsfähigkeit eine identische Deklaration der Empfängerin voraussetzte. Die Frage, ob eine Deklaration der berechtigten Person für die Abzugsfähigkeit auf Seiten der verpflichteten Person erforderlich ist, kann im vorliegenden Fall allerdings offenbleiben, weil die Steuerverwaltung und die Steuerrekurskommission die Abzugsfähigkeit der geltend gemachten Unterhaltsbeiträge im CHF 54277. übersteigenden Umfang zu Recht bereits mangels Nachweises der tatsächlichen Leistung der Unterhaltsbeiträge verneint haben (vgl. angefochtene Entscheide E. 5b.bb, 5c und 7b). Auf die diesbezüglichen Rügen des Rekurrenten (Rekurs S. 3) ist daher nicht weiter einzugehen.”
“Si osserva inoltre che__________ non ha mai dichiarato di ricevere degli alimenti per i figli e non è mai stata imposta per questi redditi (v. p. es. decisione di tassazione IC/IFD 2018 dopo reclamo del 17.06.2020; agli atti). Come visto, nel caso degli alimenti, il principio di corrispondenza esige che tutte le prestazioni che vengono assoggettate all’imposta siano dedotte dal reddito di colui che le effettua e che solo le prestazioni che vengono assoggettate all’imposta presso chi le riceve siano dedotte dal reddito del debitore. Così, l’ammontare delle prestazioni ammesse in deduzione presso il debitore deve corrispondere a quello delle prestazioni assoggettate all’imposta presso il creditore (Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, Art. 1-48 LIFD, 2a ediz., Basilea 2019, n. 55 ad art. 23 LIFD, p. 731; n. 41 ad art. 33 LIFD, p. 994; inoltre, Hunziker/Mayer-Knobel in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18 ad art. 33 LIFD, p. 794; cfr. anche sentenza CDT n. 80.2007.37 del 10.04.2008 consid. 2.4). Dato che il ricorrente non è riuscito a dimostrare il versamento degli alimenti né durante la convivenza né dopo il suo scioglimento e considerato che la signora __________ non ha mai dichiarato di ricevere tali alimenti per i figli sotto la sua autorità parentale, secondo la giurisprudenza si deve evitare che delle deduzioni fiscali siano ammesse in applicazione dell’art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD senza che un importo corrispondente sia imposto ai sensi dell’art. 23 lett. f LIFD (sentenza TF 2C_544/2019 del 21.04.2020 consid. 6.7 = RDAF 2020 II p. 418, in particolare p. 425 s.). 3.7. Infine, secondo il Tribunale federale, il principio di corrispondenza esclude che possano essere considerati dal punto di vista fiscale dei contributi di mantenimento, versati su un conto del quale la persona, che chiede la deduzione degli alimenti, può disporre liberamente.”
Per i costi connessi ai swap (pagamenti periodici e indennità di risoluzione) la deducibilità come interessi passivi privati ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD è controversa; essa dipenÞ dall'esistenza di un prelievo di capitale sufficientemente concreto e attribuibile.
“Die vorliegende Angelegenheit betrifft die Frage, ob die Beschwerdeführerin die von ihr im Zusammenhang mit der Bezahlung der laufenden Betreffnisse aus dem von ihr mit der Bank eingegangenen Zinsswap (Fr. 89'147.--) und dessen Auflösung (Fr. 1'492'000.--) getragenen Kosten (total Fr. 1'581'147.--) als private Schuldzinsen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG sowie Art. 9 Abs. 2 lit. a StHG in Verbindung mit Art. 38 Abs. 1 lit. a des Steuergesetzes des Kantons Bern vom 21. Mai 2000 (StG/BE; BSG 661.11) von ihren Einkünften zum Abzug bringen kann.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 150 Sono deducibili soltanto i costi necessari che presentano un nesso causale con la disabilità. Sono escluse le spese di sostentamento e quelle di lusso; altresì non sono deducibili le spese che risultano solo opportune ma non necessarie.
“h bzw. hbis DBG übereinstimmt (und damit auch mit dem wörtlich quasi identischen Art. 38 Abs. 1 Bst. i StG). Das KS 11 entspricht grundsätzlich gefestigter Praxis und wurde vom Bundesgericht verschiedentlich als sachgerecht sowie zweckmässig beurteilt. Als Verwaltungsverordnung richtet sich das Kreisschreiben vorab an die Vollzugsorgane und ist für das Gericht nicht verbindlich. Dieses berücksichtigt Kreisschreiben aber bei seiner Entscheidung, sofern sie eine dem Einzelfall angepasste und gerecht werdende Auslegung der anwendbaren gesetzlichen Bestimmungen zulassen. Das Gericht weicht also nicht ohne triftigen Grund von Verwaltungsverordnungen ab, sofern deren generell-abstrakter Gehalt eine dem individuell-konkreten Fall angepasste und gerecht werdende Auslegung der massgebenden Rechtssätze zulässt, welche diese überzeugend konkretisiert (BGer 9C_635/2022 vom 31.1.2023, E. 2.3.1, mit Hinweisen; vgl. zudem Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, Handkommentar zum DBG, 4. Aufl., 2023, N. 161 zu Art. 33 DBG). Gemäss Ziff. 4.2 des KS 11 gelten als behinderungsbedingt die notwendigen Kosten, die in einem kausalen Zusammenhang zur Behinderung stehen und weder Lebenshaltungs- noch Luxusausgaben darstellen. Als Luxusausgaben gelten Aufwendungen, die über die üblichen und notwendigen Massnahmen hinausgehen, die nur aus Gründen des persönlichen Komforts getätigt werden oder die besonders kostspielig sind. Diese können nicht zum Abzug gebracht werden. Die Lebenshaltungskosten sind Ausgaben, die der Befriedigung individueller Bedürfnisse dienen, darunter die üblichen Kosten für Ernährung, Kleidung, Unterkunft, Körperpflege, Freizeit und Unterhaltung (BGer 9C_655/2022 vom 31.10.2023, E. 5.1.2, mit Hinweisen; vgl. zudem Hunziker/Mayer-Knobel in: Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG], 4. Aufl., 2022, N. 32q zu Art. 33 DBG). Kosten, die bloss zweckmässig, nicht aber notwendig sind, können daher ebenfalls nicht abgezogen werden (Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, a.”
“Im BehiG bedeutet Mensch mit Behinderung (Behinderte, Behinderter) eine Person, der es eine voraussichtlich dauernde körperliche, geistige oder psychische Beeinträchtigung erschwert oder verunmöglicht, alltägliche Verrichtungen vorzunehmen, soziale Kontakte zu pflegen, sich fortzubewegen, sich aus- und weiterzubilden oder eine Erwerbstätigkeit auszuüben (Art. 2 Abs. 1 BehiG). Die Behinderung wird damit als Funktionsverlust umschrieben (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, 3. Auflage, Basel 2017, Art. 33 DBG N 32l; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3. Auflage, Zürich 2016, Art. 33 N 163). Die Beeinträchtigung ist dauernd, wenn sie bereits während mindestens eines Jahres die Ausübung einer der genannten Tätigkeiten verunmöglicht oder erschwert hat oder voraussichtlich während mindestens eines Jahres verunmöglichen oder erschweren wird (vgl. Häfeli, in: Tarolli Schmidt et al. [Hrsg.], Kommentar zum Basler Steuergesetz, Basel 2019, § 32 N 37; Eidgenössische Steuerverwaltung ESTV, Kreisschreiben Nr. 11 Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten, Bern 31. August 2005 [nachfolgend Kreisschreiben Nr. 11], Ziff. 4.1; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 32l). Als behinderungsbedingte Kosten im Sinn von § 32 Abs. 1 lit. h StG gelten die notwendigen Kosten, die als Folge einer Behinderung entstehen (Kausalzusammenhang) und weder Lebenshaltungs- noch Luxusausgaben darstellen (vgl. § 40 Abs. 2 der Steuerverordnung [StV, SG 640.110]; VGE VD.2014.265 vom 15. April 2016 E. 2.3; BGer 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3.3; Kreisschreiben Nr. 11 Ziff. 4.2; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 162 und 167). Abzugsfähig sind bloss die notwendigen Kosten (VGE VD.2014.265 vom 15. April 2016 E. 2.3; Kreisschreiben Nr. 11 Ziff. 4.2; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 167). Die blosse Zweckmässigkeit genügt entgegen der Ansicht des Rekurrenten (Rekurs Ziff. II.7) nicht (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 167). Beim Behinderungsbegriff im Sinn des BehiG geht es um die soziale und berufliche Integration behinderter Menschen als vollwertige Mitglieder der Gesellschaft (BGer 2C_588/2011 vom 16. Dezember 2011 E.”
“Als behinderungsbedingte Kosten im Sinn von § 32 Abs. 1 lit. h StG gelten die notwendigen Kosten, die als Folge einer Behinderung entstehen (Kausalzusammenhang) und weder Lebenshaltungs- noch Luxusausgaben darstellen (vgl. § 40 Abs. 2 der Steuerverordnung [StV, SG 640.110]; VGE VD.2014.265 vom 15. April 2016 E. 2.3; BGer 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3.3; Kreisschreiben Nr. 11 Ziff. 4.2; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 162 und 167). Abzugsfähig sind bloss die notwendigen Kosten (VGE VD.2014.265 vom 15. April 2016 E. 2.3; Kreisschreiben Nr. 11 Ziff. 4.2; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 167). Die blosse Zweckmässigkeit genügt entgegen der Ansicht des Rekurrenten (Rekurs Ziff. II.7) nicht (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 167). Beim Behinderungsbegriff im Sinn des BehiG geht es um die soziale und berufliche Integration behinderter Menschen als vollwertige Mitglieder der Gesellschaft (BGer 2C_588/2011 vom 16. Dezember 2011 E. 3.2; vgl. auch Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 32l). Daher muss die Notwendigkeit der Kosten im Hinblick auf die soziale oder berufliche Integration gegeben sein. Art, Höhe und Notwendigkeit der behinderungsbedingten Kosten sind von der steuerpflichtigen Person mittels geeigneter Belege nachzuweisen. Die Steuerverwaltung kann die Einreichung ärztlicher Zeugnisse sowie Bescheinigungen der Kranken- oder Unfallversicherung über die Kostenbeteiligung verlangen (§ 40 Abs. 5 StV).”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 149 Nella tassazione alla fonte l'imposta riguarÚ esclusivamente i redditi da lavoro dipendente. Nel procedimento di imposizione ordinaria il contribuente ha, in linê di principio, diritto alle deduzioni ai sensi degli art. 26–33a LIFD. Occorre tuttavia osservare che la tarifú della tassazione alla fonte tiene già conto di alcune deduzioni ai sensi dell'art. 86 LIFD. È inoltre prevista una correzione della tarifú per deduzioni aggiuntive, in particolare per quelle ai sensi dell'art. 33 LIFD; tali deduzioni già considerate o corrette nell'ambito della tassazione alla fonte non possono essere nuovamente richieste nel procedimento ordinario. Infine, ove siano soddisfatti i presupposti di legge, è possibile procedere a una tassazione ordinaria sostitutiva.
“Poiché la ritenuta d’imposta alla fonte concerne solo il reddito da attività lucrativa dipendente, tutti gli altri redditi del contribuente sono soggetti alla tassazione ordinaria complementare (cfr. anche la sentenza del TF 2C_490/2013 del 29.1.2014 consid. 3.1, in RF 69/2014 p. 316). Vi rientrano soprattutto i redditi da attività lucrativa indipendente, della sostanza mobiliare ed immobiliare, dai diritti d’autore e licenze, le vincite alle lotterie oppure ai concorsi, come pure i redditi da usufrutto oppure provenienti da fondazioni, le rendite, le pensioni, gli alimenti oppure le prestazioni in capitale della previdenza. Nella procedura della tassazione ordinaria il contribuente ha di principio diritto a tutte le deduzioni dal reddito, che sono previste agli art. 26-33a LIFD e 35 LIFD. Bisogna tuttavia ricordare che le tariffe d’imposizione alla fonte inglobano un certo numero di deduzioni, secondo l’art. 86 LIFD; è altresì ammessa una correzione della tariffa per delle deduzioni supplementari, in particolare per quelle previste all’art. 33 LIFD. Ne consegue che tali deduzioni non possono più essere ammesse nell’ambito della procedura ordinaria (Pedroli, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romande LIFD, Basilea 2017, n. 3-5 ad art. 90 LIFD, p. 1449). Si rinuncia alla tassazione ordinaria complementare, se sono adempiuti i presupposti della tassazione ordinaria sostitutiva (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 6 ad art. 90 LIFD, p. 1146). 2.3. 2.3.1. La seconda ipotesi concerne la cosiddetta tassazione ordinaria sostitutiva, che viene intrapresa nel caso in cui i proventi lordi assoggettati all’imposta alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica con lui superino nel corso di un anno civile un determinato ammontare, che è stabilito dal DFF, per l’imposta federale diretta, e dal Consiglio di Stato, per l’imposta cantonale (art.”
“Poiché la ritenuta d’imposta alla fonte concerne solo il reddito da attività lucrativa dipendente, tutti gli altri redditi del contribuente sono soggetti alla tassazione ordinaria complementare (cfr. anche la sentenza del TF 2C_490/2013 del 29.1.2014 consid. 3.1, in RF 69/2014 p. 316). Vi rientrano soprattutto i redditi da attività lucrativa indipendente, della sostanza mobiliare ed immobiliare, dai diritti d’autore e licenze, le vincite alle lotterie oppure ai concorsi, come pure i redditi da usufrutto oppure provenienti da fondazioni, le rendite, le pensioni, gli alimenti oppure le prestazioni in capitale della previdenza. Nella procedura della tassazione ordinaria il contribuente ha di principio diritto a tutte le deduzioni dal reddito, che sono previste agli art. 26-33a LIFD e 35 LIFD. Bisogna tuttavia ricordare che le tariffe d’imposizione alla fonte inglobano un certo numero di deduzioni, secondo l’art. 86 LIFD; è altresì ammessa una correzione della tariffa per delle deduzioni supplementari, in particolare per quelle previste all’art. 33 LIFD. Ne consegue che tali deduzioni non possono più essere ammesse nell’ambito della procedura ordinaria (Pedroli, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romande LIFD, Basilea 2017, n. 3-5 ad art. 90 LIFD, p. 1449). Si rinuncia alla tassazione ordinaria complementare, se sono adempiuti i presupposti della tassazione ordinaria sostitutiva (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 6 ad art. 90 LIFD, p. 1146). 2.3. 2.3.1. La seconda ipotesi concerne la cosiddetta tassazione ordinaria sostitutiva, che viene intrapresa nel caso in cui i proventi lordi assoggettati all’imposta alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica con lui superino nel corso di un anno civile un determinato ammontare, che è stabilito dal DFF, per l’imposta federale diretta, e dal Consiglio di Stato, per l’imposta cantonale (art.”
“Poiché la ritenuta d’imposta alla fonte concerne solo il reddito da attività lucrativa dipendente, tutti gli altri redditi del contribuente sono soggetti alla tassazione ordinaria complementare (cfr. anche la sentenza del TF 2C_490/2013 del 29.1.2014 consid. 3.1, in RF 69/2014 p. 316). Vi rientrano soprattutto i redditi da attività lucrativa indipendente, della sostanza mobiliare ed immobiliare, dai diritti d’autore e licenze, le vincite alle lotterie oppure ai concorsi, come pure i redditi da usufrutto oppure provenienti da fondazioni, le rendite, le pensioni, gli alimenti oppure le prestazioni in capitale della previdenza. Nella procedura della tassazione ordinaria il contribuente ha di principio diritto a tutte le deduzioni dal reddito, che sono previste agli art. 26-33a LIFD e 35 LIFD. Bisogna tuttavia ricordare che le tariffe d’imposizione alla fonte inglobano un certo numero di deduzioni, secondo l’art. 86 LIFD; è altresì ammessa una correzione della tariffa per delle deduzioni supplementari, in particolare per quelle previste all’art. 33 LIFD. Ne consegue che tali deduzioni non possono più essere ammesse nell’ambito della procedura ordinaria (Pedroli, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romande LIFD, Basilea 2017, n. 3-5 ad art. 90 LIFD, p. 1449). Si rinuncia alla tassazione ordinaria complementare, se sono adempiuti i presupposti della tassazione ordinaria sostitutiva (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 6 ad art. 90 LIFD, p. 1146). 2.3. 2.3.1. La seconda ipotesi concerne la cosiddetta tassazione ordinaria sostitutiva, che viene intrapresa nel caso in cui i proventi lordi assoggettati all’imposta alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica con lui superino nel corso di un anno civile un determinato ammontare, che è stabilito dal DFF, per l’imposta federale diretta, e dal Consiglio di Stato, per l’imposta cantonale (art.”
Le disposizioni cantonali sulla deduzione dei contributi versati a istituti di previdenza professionale sono, secondo la giurisprudenza, conformi all'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD. Nella misura in cui rileva, l'art. 79b LPP, cpv. 3 e 4, è applicabile alle imposte cantonali e comunali; quanto all'ammissibilità dei riacquisti derivanti dal divorzio per le imposte cantonali, si può pertanto rinviare alle considerazioni relative all'imposta federale diretta.
“Die massgeblichen Bestimmungen betreffend den Abzug von Beiträgen an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge im Steuerharmonisierungsgesetz (Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG) und im kantonalen Steuerrecht (Art. 38 Abs. 1 lit. d des Steuergesetzes des Kantons Bern vom 21. Mai 2000 [StG/BE; BSG 661.11]) stimmen mit der Regelung von Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG überein. Auch sind Art. 79b Abs. 3 und 4 BVG anwendbar auf die kantonalen Steuern (vgl. Urteil 9C_526/2023 vom 29. Mai 2024 E. 6 mit Hinweisen). Hinsichtlich der Zulässigkeit des Abzugs des scheidungsbedingten Wiedereinkaufs durch den Beschwerdeführer für die kantonalen Steuern kann somit auf die Erwägungen zur direkten Bundessteuer verwiesen werden. Die Beschwerde betreffend die Kantons- und Gemeindesteuern 2019 ist ebenfalls gutzuheissen.”
Redditi e perdite derivanti da patrimonio d'impresa optato (su base volontaria) devono essere considerati nella determinazione del reddito da lavoro ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 LIFD. Se l'inclusione di una perdita derivante da tale partecipazione comporta che il reddito da lavoro di un coniuge diventi negativo, ciò può far venire meno il diritto alla deduzione per doppio reddito.
“Solche Beteiligungen werden als optiertes oder gewillkürtes Geschäftsvermögen bezeichnet (Reich/von Ah, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht. Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3. Auflage, Basel 2017, Art. 18 N 57). Erträge aus optierten Beteiligungen stellen steuerrechtlich Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit dar (Eidgenössische Steuerverwaltung, Kreisschreiben Nr. 23a Teilbesteuerung der Einkünfte aus Beteiligungen im Geschäftsvermögen und zum Geschäftsvermögen erklärte Beteiligungen, Bern 31. Januar 2020 [nachfolgend Kreisschreiben Nr. 23a], Ziff. 3.4; Reich/ von Ah, a.a.O., Art. 18 N 63). Entsprechend können Kapitalverluste auf optierten Beteiligungen bei der Ermittlung des steuerbaren Einkommens berücksichtigt werden. Zudem können auf optierten Beteiligungen Abschreibungen vorgenommen werden (Reich/von Ah, a.a.O., Art. 18 N 63; vgl. Kreisschreiben Nr. 23a, Ziff. 3.4). Aus den vorstehenden Erwägungen folgt, dass das Einkommen aus optierten Beteiligungen bei der Bestimmung des Erwerbseinkommens im Sinn von Art. 33 Abs. 2 DBG und § 32 Abs. 2 StG zu berücksichtigen ist und dass ein Zweiverdienerabzug ausgeschlossen ist, wenn die Summe des Erwerbseinkommens eines Ehegatten unter Mitberücksichtigung eines Verlusts aus optierten Beteiligungen negativ ist.”
“Diesbezüglich ist auch das Einkommen aus optiertem Geschäftsvermögen relevant. Wenn die Summe des Erwerbseinkommens eines Ehegatten unter Mitberücksichtigung eines Verlusts aus optierten Beteiligungen negativ ist, hat seine Erwerbstätigkeit keine Auswirkungen auf die Progression. Damit entfällt ein Grund für den Zweiverdienerabzug. Der Umstand, dass der Zweiverdienerabzug auch bei einem negativen Einkommen eines Ehegatten eine Reduktion des Gesamteinkommens der beiden Ehegatten zur Folge hätte, ändert entgegen der Ansicht der Rekurrierenden (vgl. Rekurs und Beschwerde, Rz 29) nichts daran, dass für eine solche Reduktion im Hinblick auf die Progression kein Grund besteht, wenn das Gesamteinkommen aufgrund des negativen Erwerbseinkommens des einen Ehegatten durch dessen Erwerbstätigkeit nicht erhöht, sondern wie im vorliegenden Fall (vgl. Veranlagungsprotokoll, Akten STRK.2020.42 S. 43) sogar vermindert wird. Aus den vorstehenden Gründen ist die Berücksichtigung des Einkommens aus optiertem Geschäftsvermögen bei der Bestimmung des Erwerbseinkommens im Sinn von Art. 33 Abs. 2 DBG und § 32 Abs. 2 StG entgegen der Ansicht der Rekurrierenden mit Sinn und Zweck dieser Bestimmungen vereinbar. Damit besteht kein Anlass, das Einkommen aus optiertem Geschäftsvermögen entgegen dem Wortlaut und der Systematik des Gesetzes nicht zu berücksichtigen.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 146 La deduzione assicurativa supplementare di CHF 700 per figlio comporta nella pratiÊ spesso un aumento delle deduzioni rilevanti ai sensi del cpv. 1.
“Auf der anderen Seite hat der Empfänger der Unterhaltsbeiträge diese als Einkommen zu versteuern (Art. 23 lit. f DBG; sog. Korrespondenzprinzip). Nicht abziehbar sind die Aufwendungen für den Unterhalt des Steuerpflichtigen und seiner Familie sowie der durch die berufliche Stellung des Steuerpflichtigen bedingte Privataufwand (Art. 34 lit. a DBG). Bei der direkten Bundessteuer kann nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG vom Einkommen als Kinderabzug ein Betrag von CHF 6'500.– für jedes minderjährige oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehende Kind, für dessen Unterhalt die steuerpflichtige Person sorgt, abgezogen werden. Werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden. Für jedes Kind, für das die steuerpflichtige Person einen Abzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a oder b DBG geltend machen kann, kommt der Versicherungsabzug von CHF 700 hinzu (Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG). Für die in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe lebenden Ehepaare und die verwitweten, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden, geschiedenen und ledigen steuerpflichtigen Personen, die mit Kindern oder unterstützungsbedürftigen Personen im gleichen Haushalt zusammenleben und deren Unterhalt zur Hauptsache bestreiten, gilt der Tarif nach Art. 36 Abs. 2 DBG sinngemäss (Art. 36 Abs. 2bis DBG, sog. Elterntarif). Der so ermittelte Steuerbetrag ermässigt sich um CHF 251 für jedes Kind oder jede unterstützte Person (Art. 36 Abs. 3 DBG). Massgebend für das Kriterium der Unterhaltssorge nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG sind die finanziellen Leistungen des Anspruchsberechtigten und nicht die Eigenleistungen für persönliche Betreuung, Pflege, Erziehung, etc. Letztere stellen nicht abzugsfähige Lebenshaltungskosten dar (Art. 34 lit. a DBG) und sind als Folge der schematischen Berücksichtigung einkommenssteuerrechtlich unbeachtlich (P. Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, 2. Aufl. 2019, N 9 zu Art.”
Se manÊ un nesso economico sufficiente con un debito di capitale, i pagamenti corrispondenti non possono essere riconosciuti come interessi passivi ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD; la deduzione deve essere negata in tali casi.
“Nach dem Dargelegten können die beiden Zahlungen von Fr. 89'147.-- und Fr. 1'492'000.-- mangels eines ausreichenden Bezugs zu einer Kapitalschuld steuerlich nicht als Schuldzinsen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. a StHG in Verbindung mit Art. 38 Abs. 1 lit. a StG/BE behandelt werden. Die Vorinstanz hat der Beschwerdeführerin daher zu Recht den von ihr beanspruchten Abzug verweigert.”
Le possibilità di acquisto facoltativo devono essere previste nel regolamento secondo criteri schematici e oggettivi, in modo che l'ammontare di un acquisto (riscatto) sia calcolabile in qualsiasi momento. Devono inoltre essere rispettate le pertinenti regole tecniche e le prescrizioni del regolamento di previdenza.
“40), secondo cui i contributi dei salariati e degli indipendenti agli istituti di previdenza, secondo la legge o le disposizioni regolamentari, possono essere dedotti per le imposte dirette federali, cantonali e comunali. 2.2 Tra questi rientrano non soltanto i contributi obbligatori, ma anche quelli volontari, che gli statuti o il regolamento di previdenza prevedono solo a titolo facoltativo. Al momento dell’entrata in un istituto di previdenza, l’art. 9 della legge federale sul libero passaggio nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LFLP; RS 831.42) garantisce espressamente al nuovo assicurato il diritto di acquistare tutte le prestazioni regolamentari. Nel corso del rapporto di assicurazione, l’assicurato può inoltre riscattare sia lacune vecchie, dovute per esempio a un’interruzione dell’attività professionale oppure ad un aumento del salario, sia lacune future, in vista di un pensionamento anticipato (Laffely-Maillard, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ed., Basilea 2017, n. 57 ad art. 33 LIFD). In questi ultimi casi, conformemente al principio della pianificazione stabilito dall’art. 1g dell’Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP2; RS 831.441.1), le possibilità di riscatto facoltativo devono però essere precisate nel regolamento di previdenza, secondo criteri schematici e oggettivi, così da permetterne il calcolo in ogni momento (Laffely-Maillard, op. cit., n. 55 ad art. 33 LIFD), e sottostanno subordinatamente all’assenza delle condizioni che permettono di riconoscere un’elusione fiscale (sentenza TF n. 2C_467-468/2014 del 18 giugno 2015 consid. 4.1 e giurisprudenza ivi citata) 2.3. D’altra parte, secondo l’art. 30c cpv. 1 LPP, per la proprietà di un’abitazione ad uso proprio, l’assicurato può chiedere al suo istituto di previdenza, al più tardi tre anni prima della nascita del diritto alle prestazioni di vecchiaia, il versamento di un importo.”
“Nella fattispecie, il contribuente si è fatto versare il capitale della previdenza professionale obbligatoria allo scopo di cominciare un’attività indipendente il 30.6.2013. Il 1.7.2013 si è affiliato facoltativamente ad un istituto di previdenza professionale, procedendo al versamento di contributi per il riscatto di una lacuna contributiva (la cui deduzione è sub judice), e a fine novembre del 2013 ha versato il capitale ricevuto dalla previdenza professionale obbligatoria su una polizza del pilastro 3b. Ha così creato una lacuna previdenziale. Si tratta pertanto di comprendere in quale misura l’apporto alla previdenza libera possa essere preso in considerazione per quantificare la lacuna previdenziale, ed i relativi riscatti sulla previdenza facoltativa stipulata nella nuova Cassa pensione (cfr. Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ed., Zurigo 2016, n. 87 e segg. ad art. 33 LIFD; Hunziker/Mayer-Knobel, DBG Kommentar, 3a ed., Basilea 2017, n. 24 e segg. ad art. 33 LIFD). 5.2. L’art. 79b cpv. 1 LPP prevede che l’istituto di previdenza può permettere il riscatto soltanto fino all’ammontare delle prestazioni regolamentari. L’art. 60a dell’Ordinanza del 18 aprile 1984 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP 2; RS 831.441.1), che specifica gli art. 1 cpv. 3 LPP e 79b cpv. 1 LPP, stabilisce, al capoverso 1, che per il calcolo dell’acquisto si devono rispettare i medesimi parametri, determinati in base a principi tecnici riconosciuti, sui cui si fonda il piano di previdenza (art. 1g). Il capoverso 2 prevede che l’importo massimo della somma d’acquisto sia ridotto dell’avere del pilastro 3a nella misura in cui questo supera la somma, compresi gli interessi dei contributi massimi deducibili annualmente dal reddito a partire dai 24 anni giusta l’articolo 7 capoverso 1 lettera a dell’ordinanza del 13 novembre 1985 sulla legittimazione alle deduzioni fiscali per i contributi a forme di previdenza riconosciute.”
Per ogni figlio che abbia meno di 14 anni e conviva nello stesso nucleo familiare, la deduzione per l'assistenza da parte di terzi è al massimo CHF 10'100.–; le spese devono essere documentate e avere un nesso causale diretto con l'attività lucrativa, la formazione o l'inabilità al lavoro del contribuente.
“Les arguments détaillés des parties seront repris dans les considérations en droit pour autant que cela soit utile à la résolution du litige. en droit Procédure 1. Recevabilité Le recours, interjeté le 16 septembre 2021 contre une décision sur réclamation du 18 août 2021, a été déposé dans le délai et les formes prévus aux art. 140 ss de la loi du 14 décembre 1990 sur l'impôt fédéral direct (LIFD; RS 642.11), 50 al. 1 de la loi fédérale du 14 décembre 1990 sur l’harmonisation des impôts directs des cantons et des communes (LHID; RS 642.14), 180 de la loi fribourgeoise du 6 juin 2000 sur les impôts cantonaux directs (LICD; RSF 631.1) ainsi que 79 ss du code fribourgeois du 23 mai 1991 de procédure et de juridiction administrative (CPJA; RSF 150.1). Partant, le recours est recevable tant pour l'impôt fédéral direct que pour l'impôt cantonal. Impôt fédéral direct (604 2021 113) 2. Points litigieux Sont litigieux les points relatifs à la déduction pour frais de garde, à la déduction sociale pour enfant et au barème parental. 3. La déduction pour frais de garde 3.1. Selon l’art. 33 al. 3 LIFD (version au 31 décembre 2020), un montant de CHF 10'100.- au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l’enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde documentés ont un lien de causalité direct avec l’activité lucrative, la formation ou l’incapacité de gain du contribuable. 3.2. La déduction pour frais de garde par des tiers a été conçue sous la forme d’une déduction anorganique plafonnée, c’est-à-dire qu’elle n’est pas directement liée à l’acquisition du revenu mais à la détermination de la capacité contributive subjective. Elle est ainsi octroyée pour des motifs de politique sociale, jusqu’à un certain montant déterminé. La déduction pour frais de garde n’est pas légalement liée à la déduction sociale pour enfant. Lorsqu’un contribuable a plusieurs enfants pour lesquels il peut prétendre à la déduction de frais de garde, il est en droit de fait valoir les dépenses effectives concernant l’encadrement de chacun d’eux jusqu’à concurrence de CHF 10'100.”
“f (qui a trait aux déductions pour les primes et cotisations versées en vertu de la réglementation sur les allocations pour perte de gain, des dispositions sur l'assurance-chômage et l'assurance-accidents obligatoire), ainsi que les intérêts des capitaux d'épargne du contribuable et des personnes à l'entretien desquelles il pourvoit, jusqu'à concurrence d'un montant global de 3'500 fr. pour les époux vivant en ménage commun (ch. 1) ou de 1'700 fr. pour les autres contribuables (ch. 2). En outre, l'art. 33 al. 1 let. h LIFD dispose que sont également déductibles du revenu, les frais provoqués par la maladie et les accidents du contribuable ou d'une personne à l'entretien de laquelle il subvient, lorsque le contribuable supporte lui-même ces frais et que ceux-ci excèdent 5 % des revenus imposables diminués des déductions prévues aux art. 26 à 33 LIFD. A teneur de l'art. 33 al. 1bis let. b LIFD, les déductions prévues à l'art. 33 al. 1 let. g LIFD sont augmentées de 700 fr. pour chaque enfant ou personne nécessiteuse pour lesquels le contribuable peut faire valoir la déduction prévue à l'art. 35 al. 1 let. a ou b LIFD (cf. consid. 4.3 ci-dessous). Finalement, l'art. 33 al. 3 LIFD prévoit qu'un montant de 10'100 fr. au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l'enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde documentés ont un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable.”
Si considerano, ai fini della deducibilità come prestazioni di assicurazioni sociali secondo l'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD, i versamenti, i premi e i contributi effettuati conformemente alla legge, allo statuto o al regolamento all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI) nonché agli istituti della previdenza professionale (casse pensione).
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG werden von den Einkünften die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge an die Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung und an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge abgezogen (BGE 142 II 399 E. 3; 142 V 169 E. 2.1; 131 II 627 E. 4.2).”
Mantenimento dei maggiorenni: i pagamenti di mantenimento a figli maggiorenni non sono, dal momento dell'acquisizione della maggiore età, in linê di principio più ammessi come deduzione presso il genitore che paga ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD. InveÎ possono essere richieste le deduzioni per figli e per il sostegno; per la deduzione per sostegno è requisito che i pagamenti effettuati siano almeno pari all'ammontare della deduzione.
“Die Eltern können den Volljährigenunterhalt nicht mehr von ihrem Einkommen in Abzug bringen (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. c StHG [SR 642.14]; § 31 Abs. 1 lit. c StG ZH; Art. 36 lit. c StG GR), sie können jedoch Kinder- und Unterstützungsabzüge beanspruchen. Auf der Ebene der Bundessteuer kann der Elternteil mit dem höheren Einkommen den Kinderabzug von CHF 6'700.00 geltend machen; der andere Elternteil hat Anspruch auf den Unterstützungsabzug von CHF 6'700.00, sofern seine Leistungen mindestens in der Höhe des Abzuges erfolgen (Art. 35 Abs. 1 lit. a und b DBG; KS Nr. 30 ESTV, Ziff. 11 Abs. 5 f., Ziff.”
“Der unterhaltspflichtige Elternteil kann Volljährigenunterhaltsbeiträge von seinem Einkommen nicht abziehen (§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Dafür muss sie das volljährige Kind auch nicht als Einkommen versteuern (§ 24 lit. e StG; Art. 24 lit. e DBG; Markus Reich, Steuerrecht, 3. Aufl. 2020, § 13 - 70 - Rz. 237). Der Kinderabzug kann auch für ein volljähriges Kind geltend gemacht werden, welches in Erstausbildung ist (§ 34 Abs. 1 lit. a StG; Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG). Wie erwähnt werden Volljährigenunterhaltsbeiträge dem Einkommen des unterhaltspflichtigen Elternteils zugerechnet. Daraus ist zu schliessen, dass er für den Unterhalt des mündigen Kindes sorgt und insofern auch den Kinderabzug gel- tend machen kann (BGer 2C_905/2017 vom 11. März 2019, E. 2.1.3). Erforderlich ist freilich, dass die entrichteten Alimente zumindest die Höhe des gesetzlich vor- gesehenen Kinderabzugs erreichen (BGer 2C_905/2017 vom 11. März 2019, E. 2.8; BGer 2C_516/2013 vom 4. Februar 2014, E. 2.1).”
“Zwischen den Parteien ist - neben der Anpassung der Steuerberech- nung an die von ihnen je geforderten Änderungen in der Unterhaltsberechnung - insbesondere die Frage der Berücksichtigung des Eigenmietwerts der ehelichen Wohnung streitig. Allgemein sind Unterhaltsbeiträge, die der getrennt lebende Ehegatte für sich selbst und für die unmündigen Kinder erhält, bei diesem als Einkommen steuerbar (Art. 23 lit. f DBG [SR 642.11]; Art. 7 Abs. 4 lit. g StHG [SR 642.14]; Art. 29 lit. h StG [BR 720.000]). Der Unterhaltsschuldner kann diese Unterhaltsbeiträge dafür von seinem Einkommen in Abzug bringen (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. c StHG; Art. 36 Abs. 1 lit. c StG; vgl. auch Praxisfestlegung der Steuerverwal- tung Graubünden betr. Familienbesteuerung: Ohne Konkubinat v. 1.1.2012, Ziff. 8). Volljährige Kinder stehen nicht mehr unter der elterlichen Sorge. Die für sie ausgerichteten Unterhaltsbeiträge müssen von ihnen nicht versteuert werden (Art. 24 lit. e DBG; Art. 7 Abs. 4 lit. g StHG; Art. 30 Abs. 1 lit. g StG), sind beim zahlen- den Elternteil ab Eintritt der Volljährigkeit des Kindes nicht mehr abziehbar und müssen vom empfangenden Elternteil nicht mehr als Einkommen versteuert wer- den (Praxisfestlegung der Steuerverwaltung Graubünden betr. Unterhaltsbeiträge an Kinder v. 1.1.2012, Ziff. 2 m.w.H .; Bähler, a.a.O., Rz.”
“Der Volljährigenunterhalt ist erst geschuldet, wenn das familienrechtliche Existenz- minimum gedeckt ist (BGer 5A_311/2019 vom 11. November 2020, E. 7.3). Zu die- sem gehören auch die Steuern (BGer 5A_311/2019 vom 11. November 2020, E. 7.2). Dabei ist zu berücksichtigen, dass man den Volljährigenunterhalt nicht vom Einkommen abziehen kann (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; § 31 Abs. 1 lit. c StG); ent- sprechend muss das volljährige "Kind" den Betrag auch nicht als Einkommen ver- steuern (Art. 24 lit. e DBG und Art. 23 lit. f DBG; § 24 lit. e StG und § 23 lit. f StG). Es ist daher nicht anzunehmen, dass der Kläger 2 ein steuerbares Einkommen von mehr als Fr. 6'700.– (§ 35 Abs. 1 StG) bzw. Fr. 14'500.– (Art. 36 Abs. 1 DBG) errei- chen wird. Damit wird weder eine Einkommens- noch eine direkte Bundessteuer - 39 - anfallen. Hingegen wird die Personalsteuer von Fr. 24.– (§ 200 StG) geschuldet sein, was monatlich Fr. 2.– entspricht. Die Klägerin 1 wird über ein jährliches Nettoeinkommen von 12 x Fr. 5'600.– = Fr. 67'200.– verfügen. Davon sind folgende Beträge abzuziehen: Arbeitswegkosten von Fr. 1'300.– (Fr. 782.– [Urk. 5/9 S. 5] von 60 auf 100 % hochgerechnet); Mehr- kosten für auswärtige Verpflegung von Fr. 3'200.– (siehe Urk. 5/9 S. 5); übrige für die Ausübung des Berufes erforderliche Kosten von Fr.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 140 La detrazione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD va interpretata in senso restrittivo. Essa si appliÊ in particolare ai contributi di mantenimento al coniuge divorziato o separato, nonché ai contributi di mantenimento al genitore a cui sono stati affidati i figli sotto la sua potestà genitoriale. Secondo il principio di corrispondenza o di congruenza tali contributi di mantenimento devono essere tassati come reddito nel beneficiario.
“11) unterliegen alle einmaligen oder wiederkehrenden Einkünfte des Steuerpflichtigen, wozu auch Naturalbezüge zählen, der Einkommenssteuer. Als Grundsatz gilt, dass die steuerpflichtige Person weder die Kosten für ihren eigenen Unterhalt und für den ihrer Familie (Art. 34 lit. a DBG) noch Leistungen, die in Erfüllung einer familienrechtlichen Unterhalts- oder Unterstützungspflicht erbracht werden (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG), abziehen kann, während diese Leistungen beim Empfänger steuerfrei sind (Art. 24 lit. e DBG; vgl. BGE 149 II 19 E. 5.1 und 5.2). Abweichend von diesem Grundsatz gehören insbesondere Unterhaltsbeiträge, die ein Elternteil für die unter seiner elterlichen Sorge stehenden Kinder erhält, zu dessen steuerbaren Einkünften (Art. 23 lit. f DBG). Entsprechend dem Korrespondenz- resp. Kongruenzprinzip kann der Elternteil, der Unterhaltsbeiträge an den anderen Elternteil für die unter dessen elterlichen Sorge stehenden Kinder leistet, diese Beiträge (nicht jedoch Leistungen in Erfüllung anderer familienrechtlicher Unterhalts- oder Unterstützungspflichten) von seinen steuerbaren Einkünften abziehen (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Diese Ausnahmeregelung ist restriktiv zu handhaben (vgl. BGE 149 II 19 E. 5.3 und 5.4; StE 2020 B”
“Regeste Art. 25 DBG i.V.m. Art. 23 lit. f und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Besteuerung von Unterhaltsbeiträgen als Einkommen; Begriff der Gewinnungskosten; keine Abzugsfähigkeit von zwecks Erlangung von Unterhaltsbeiträgen aufgewendeten Anwaltskosten. Gemäss Art. 24 lit. e und Art. 34 lit. a DBG werden Leistungen, die ein Steuerpflichtiger in Erfüllung einer familienrechtlichen Verpflichtung erhält, steuerlich nicht als Einkommen behandelt (E. 5.1 und 5.2). Art. 23 lit. f und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG sehen eine Ausnahmeregelung für Unterhaltsbeiträge vor, die beim Empfänger als Einkommen steuerbar und beim zahlenden Steuerpflichtigen abzugsfähig sind (E. 5.3). Die Ausnahmeregelung in Art. 23 lit. f und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG ist restriktiv auszulegen (E. 5.4). Erinnerung an die betreffend Gewinnungskosten i.S.v. Art. 25 DBG anwendbaren Grundsätze (E. 6.1 und 6.2) und in diesem Zusammenhang ergangene Rechtsprechung zu Anwaltskosten (E. 6.3). Anwaltskosten, die ein Steuerpflichtiger für den Erhalt von Unterhaltsbeiträgen aufwendet, stellen keine abzugsfähigen Gewinnungskosten nach Art.”
“Der Steuerpflichtige, der Unterhaltsbeiträge an den anderen, getrennt von ihm lebenden Elternteil für die unter dessen elterlicher Sorge oder Obhut stehenden, minderjährigen Kinder leistet, kann diese gestützt auf Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG von seinen Einkünften in Abzug bringen. Nicht abziehbar sind Leistungen in Erfüllung anderer familienrechtlicher Unterhalts- oder Unterstützungspflichten. Auf der anderen Seite hat der Empfänger der Unterhaltsbeiträge diese als Einkommen zu versteuern (Art. 23 lit. f DBG; sog. Korrespondenzprinzip). Nicht abziehbar sind die Aufwendungen für den Unterhalt des Steuerpflichtigen und seiner Familie sowie der durch die berufliche Stellung des Steuerpflichtigen bedingte Privataufwand (Art. 34 lit. a DBG). Bei der direkten Bundessteuer kann nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG vom Einkommen als Kinderabzug ein Betrag von CHF 6'500.– für jedes minderjährige oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehende Kind, für dessen Unterhalt die steuerpflichtige Person sorgt, abgezogen werden. Werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden.”
Le spese asserite o gli spostamenti di reddito o di flusso di cassa devono essere esposti in modo verificabile e documentati tramite giustificativi; semplici affermazioni non sono sufficienti. Nell'ipotesi in cui vengano dedotte prestazioni di assistenza o di cura, il loro carattere oneroso è condizione per la deducibilità; le prestazioni fornite gratuitamente da familiari (comprese le spese da esse sostenute) non sono deducibili.
“4). Wie es sich damit verhält, kann mangels Entscheidrelevanz offenbleiben. Der Rekurrent scheint geltend machen zu wollen, der angeblich von seiner Ehefrau einkassierte Cashflow habe vollständig oder zumindest zur Hälfte ihm zugestanden, weshalb im Umfang des Cashflows oder zumindest dessen Hälfte zusätzliche Unterhaltsleistungen des Rekurrenten vorlägen (vgl. Rekurs S. 3 f.). Der Rekurrent hat nicht nachvollziehbar begründet und nicht ansatzweise belegt, dass ihm der Cashflow des [...]betriebs des Jahres 2013 ganz oder zumindest zur Hälfe zugestanden hat. Insbesondere entbehrt seine Behauptung, der Ertrag aus dem [...]betrieb wäre in das Männergut gefallen, jeglicher nachvollziehbaren Begründung und jeglichen Belegs. Damit hat der Rekurrent nicht ansatzweise belegt, dass ihm im Umfang des angeblich von der Ehefrau vereinnahmten Cashflows tatsächlich Aufwendungen bzw. Ausgaben entstanden sind. Solche sind aber Voraussetzung aller allgemeinen Abzüge (vgl. Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 3; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 6) und damit auch der Abzüge für Unterhaltsbeiträge. Würde der Cashflow dem Rekurrenten zustehen und hätte der Rekurrent in diesem Umfang Unterhaltsforderungen durch Verrechnung tilgen können, so müsste er den Cashflow zudem auch als zusätzliches Einkommen versteuern.”
“So seien die Unterstützungsleistungen des Ehemanns der Beschwerdeführerin 2 nicht als unentgeltlich zu qualifizieren, habe er sich doch gezwungen gesehen, mit seiner Frau ins Altersheim zu ziehen (vgl. Beschwerde S. 7 f.). Ferner seien den übrigen Familienmitgliedern für ihre Hilfestellungen zahlreiche Auslagen entstanden (Autokosten, Telefonate etc.; vgl. Beschwerde S. 4). – Als Assistenzkosten abzugsfähig sind die Kosten der behinderungsbedingt notwendigen, ambulanten Pflege (Behandlungs- und Grundpflege), Betreuung und Begleitung, die im Zusammenhang mit der Vornahme alltäglicher Verrichtungen, der Pflege angemessener sozialer Kontakte, der Fortbewegung und der Aus- und Weiterbildung anfallen, sowie die Kosten behinderungsbedingt notwendiger Überwachung. Unwesentlich ist dabei, wer diese Assistenzleistungen erbringt; exemplarisch genannt werden «Spitexorganisationen, private Pflegekräfte, Assistenten und Entlastungsdienste». Erforderlich ist indessen, dass die Assistenzleistung entgeltlich erfolgt (vgl. KS Nr. 11 Ziff. 4.3.1; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 32r; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N. 170). Nicht abzugsfähig sind daher die freiwilligen und in der Regel entschädigungslos erbrachten Unterstützungsleistungen von Angehörigen. Dabei ändert sich an der Unentgeltlichkeit dieser Leistungen auch nichts, wenn den Familienmitgliedern daraus Auslagen (wie etwa Fahr- oder Telefonkosten) erwachsen. Dasselbe gilt für die von den Beschwerdeführerinnen unter diesem Titel angeführten Heimkosten des Ehemanns der Beschwerdeführerin 2, zumal diese Unterstützungsleistungen für sich allein betrachtet den Umzug ins Altersheim nicht zu begründen vermögen. Die von den Beschwerdeführerinnen als Assistenzkosten geltend gemachten Kosten sind damit von vornherein nicht zum Abzug zuzulassen. Demnach kann der Vorinstanz entgegen der Rüge der Beschwerdeführerinnen auch nicht vorgeworfen werden, sie habe das rechtliche Gehör verletzt, indem sie die Assistenzkosten nicht geschätzt und zum Abzug zugelassen habe (vgl. Beschwerde S. 7; vgl.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 138 In situazioni transfrontaliere l'imposizione fiscale delle prestazioni di mantenimento percepite può essere limitata. Secondo il principio di corrispondenza, le prestazioni alimentari sono imputate al genitore che le riceve per i figli soggetti alla sua potestà genitoriale. In base al principio di periodicità, di norma sono deducibili o rilevanti ai fini fiscali soltanto le prestazioni alimentari effettivamente pagate nel periodo d'imposta di riferimento.
“Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale. Tale imposizione trova tuttavia il suo limite nei rapporti internazionali (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18 ad art. 33 LIFD), come nel caso in questione. 2.5. Di regola, sono deducibili gli alimenti effettivamente pagati nel periodo di computo (secondo il principio di periodicità) e non quelli che sono esigibili nell’anno fiscale in questione, eccetto nel caso in cui il contribuente posticipi volontariamente il pagamento al periodo successivo (cfr.”
“33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale. Tale imposizione trova tuttavia il suo limite nei rapporti internazionali (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18 ad art. 33 LIFD), come nel caso in questione. 2.5. Di regola, sono deducibili gli alimenti effettivamente pagati nel periodo di computo (secondo il principio di periodicità) e non quelli che sono esigibili nell’anno fiscale in questione, eccetto nel caso in cui il contribuente posticipi volontariamente il pagamento al periodo successivo (cfr.”
In mancanza della prova che i contributi di mantenimento siano stati effettivamente versati e che siano pervenuti al beneficiario, la deduzione viene regolarmente negata. La giurisprudenza richieÞ, per il riconoscimento di tali deduzioni generiche, una documentazione che consenta di verificare l'effettivo versamento e l'impiego; l'assenza di documenti corrispondenti comporta il rigetto della deduzione (cfr. art. 33 LIFD n. 137).
“Wie es sich damit verhält, kann mangels Entscheidrelevanz offenbleiben. Der Rekurrent scheint geltend machen zu wollen, der angeblich von seiner Ehefrau einkassierte Cashflow habe vollständig oder zumindest zur Hälfte ihm zugestanden, weshalb im Umfang des Cashflows oder zumindest dessen Hälfte zusätzliche Unterhaltsleistungen des Rekurrenten vorlägen (vgl. Rekurs S. 3 f.). Der Rekurrent hat nicht nachvollziehbar begründet und nicht ansatzweise belegt, dass ihm der Cashflow des [...]betriebs des Jahres 2012 ganz oder zumindest zur Hälfte zugestanden hat. Insbesondere entbehrt seine Behauptung, der Ertrag aus dem [...]betrieb wäre in das Männergut gefallen, jeglicher nachvollziehbaren Begründung und jeglichen Belegs. Damit hat der Rekurrent nicht ansatzweise belegt, dass ihm im Umfang des angeblich von seiner Ehefrau vereinnahmten Cashflows tatsächlich Aufwendungen bzw. Ausgaben entstanden sind. Solche sind aber Voraussetzung aller allgemeinen Abzüge (vgl. Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 3; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 6) und damit auch der Abzüge für Unterhaltsbeiträge. Würde der Cashflow dem Rekurrenten zustehen und hätte der Rekurrent in diesem Umfang Unterhaltsforderungen durch Verrechnung tilgen können, so müsste er den Cashflow zudem auch als zusätzliches Einkommen versteuern.”
“4). Wie es sich damit verhält, kann mangels Entscheidrelevanz offenbleiben. Der Rekurrent scheint geltend machen zu wollen, der angeblich von seiner Ehefrau einkassierte Cashflow habe vollständig oder zumindest zur Hälfte ihm zugestanden, weshalb im Umfang des Cashflows oder zumindest dessen Hälfte zusätzliche Unterhaltsleistungen des Rekurrenten vorlägen (vgl. Rekurs S. 3 f.). Der Rekurrent hat nicht nachvollziehbar begründet und nicht ansatzweise belegt, dass ihm der Cashflow des [...]betriebs des Jahres 2013 ganz oder zumindest zur Hälfe zugestanden hat. Insbesondere entbehrt seine Behauptung, der Ertrag aus dem [...]betrieb wäre in das Männergut gefallen, jeglicher nachvollziehbaren Begründung und jeglichen Belegs. Damit hat der Rekurrent nicht ansatzweise belegt, dass ihm im Umfang des angeblich von der Ehefrau vereinnahmten Cashflows tatsächlich Aufwendungen bzw. Ausgaben entstanden sind. Solche sind aber Voraussetzung aller allgemeinen Abzüge (vgl. Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 3; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Art. 33 N 6) und damit auch der Abzüge für Unterhaltsbeiträge. Würde der Cashflow dem Rekurrenten zustehen und hätte der Rekurrent in diesem Umfang Unterhaltsforderungen durch Verrechnung tilgen können, so müsste er den Cashflow zudem auch als zusätzliches Einkommen versteuern.”
“Die Ansicht, dass die als Einkommen steuerbaren Leistungen von der berechtigten Person auch deklariert werden müssen, damit sie abzugsfähig sind, wird nur in einem der beiden von der Steuerrekurskommission zitierten Kommentaren vertreten (vgl. Häfeli, in: Tarolli Schmidt et al. [Hrsg.], Kommentar zum Basler Steuergesetz, Basel 2019, § 32 N 17). Allerdings bleibt der betreffende Autor dafür jegliche Begründung und jeglichen Beleg schuldig. Insbesondere Rechtsprechung und Lehre zu den Anforderungen an den Beweis der Leistung der Unterhaltsbeiträge sprechen gegen das Erfordernis einer identischen Steuerdeklaration der Empfängerin. Gemäss der erwähnten Judikatur und Literatur ist bezüglich der Anforderungen an den Beweis der Leistung der Unterhaltsbeiträge eine gewisse Strenge geboten, um zu vermeiden, dass die Unterhaltsbeiträge bei der verpflichteten Person als abzugsfähig anerkannt werden, obwohl sie mangels Beweises des Zuflusses bei der berechtigten Person nicht besteuert werden können (vgl. BGer 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 6.7; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N 21i). Diese Gefahr bestünde von vornherein nicht, wenn die Abzugsfähigkeit eine identische Deklaration der Empfängerin voraussetzte. Die Frage, ob eine Deklaration der berechtigten Person für die Abzugsfähigkeit auf Seiten der verpflichteten Person erforderlich ist, kann im vorliegenden Fall allerdings offenbleiben, weil die Steuerverwaltung und die Steuerrekurskommission die Abzugsfähigkeit der geltend gemachten Unterhaltsbeiträge im CHF 54277. für die Steuerperiode 2012 zu Recht bereits mangels Nachweises der tatsächlichen Leistung der Unterhaltsbeiträge verneint haben (vgl. angefochtene Entscheide E. 4b). Auf die diesbezüglichen Rügen des Rekurrenten (Rekurs S. 3) ist daher nicht weiter einzugehen.”
“mit Verweis auf den BGE vom 31. Mai 1999 i.S. M., NStP 53, 106). Wie das Verwaltungsgericht bereits zutreffend im hiervor erwähnten Entscheid betreffend die Steuerperiode 2015 (vgl. E. 2.1) festhielt, kann aus den tatsächlichen Unterhaltszahlungen nicht ohne Weiteres auf den Umfang der effektiven Unterhaltspflicht geschlossen werden. Die tatsächlichen Zahlungen erscheinen lediglich insoweit relevant, als die familienrechtlich geschuldeten Alimente nur in dem Umfang steuermindernd in Abzug gebracht werden können, wie sie auch tatsächlich geleistet wurden (vgl. Richner et al., Art. 33 DBG N. 63a, mit Hinweisen). Insoweit blieb der Umfang der Kinderunterhaltspflicht wie bereits im Vorjahr ungewiss, weshalb das kantonale Steueramt mit Auflage vom 26. Juli 2019 sowie Auflagemahnung vom 6. September und 25. Oktober 2019 unter anderem dazu aufforderte, weitere Belege und Gerichtsurteile nachzureichen, um entsprechende familienrechtliche Zahlungsverpflichtungen gegenüber der Tochter des Pflichtigen, den Verwendungszweck der Unterhaltszahlungen sowie deren tatsächliche Verwendung nachzuweisen.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 136 Per le deduzioni disciplinate dall'art. 33 cpv. 1 (in particolare lett. e, concernente la previdenza vincolata — pilastro 3a) sussiste un orientamento di diritto federale; le disposizioni e la prassi cantonali sono nella misura pertinente determinate dal diritto federale e le considerazioni sono analogamente rilevanti per l'imposta federale diretta.
“Die vorinstanzliche Auslegung und Anwendung von Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG in Verbindung mit Art. 79b Abs. 3 Satz 1 BVG erweist sich mithin als bundesrechtswidrig. In Aufhebung des BGE 148 II 189 S. 198 angefochtenen Entscheids ist die Beschwerde gutzuheissen und die Sache zur weiteren Behandlung an das Steueramt des Kantons Solothurn zurückzuweisen.”
“Gemäss Art. 45 Abs. 1 lit. e StG werden von den Einkünften Einlagen, Prämien und Beiträge zum Erwerb von Ansprüchen auf Leistungen aus anerkannten Formen der gebundenen Selbstvorsorge (sog. Säule 3a) nach Art. 82 des Bundesgesetzes über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge (SR 831.40, abgekürzt: BVG) abgezogen. Inhaltlich stimmt diese Vorschrift weitgehend mit Art. 9 Abs. 2 lit. e des Bundesgesetzes über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden (SR 642.14, abgekürzt: StHG) und Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG überein. Da das kantonale Steuerrecht in diesem Bereich vollumfänglich bundesrechtlich vorgezeichnet ist und keine kantonalen Gestaltungsmöglichkeiten bestehen (Reich/von Ah/Brawand, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], 3. Aufl. 2017, Art. 9 StHG N 44), kann nachfolgend auf die entsprechende Rechtsprechung und Lehre zu den bundesrechtlichen Vorschriften verwiesen werden (BGE 140 II 364 E. 3).”
“Somit ergibt sich, dass die Vorinstanz den Beitrag an die Säule 3a in der Höhe von Fr. 21'789.– zu Recht nicht zum Abzug vom steuerbaren Einkommen 2019 zuliess. Der Rekurs erweist sich als unbegründet und ist abzuweisen. III. Direkte Bundessteuer 4.- Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG entspricht im Wesentlichen Art. 45 Abs. 1 lit. e StG (vgl. E. 3b/bb). Diese Bestimmungen harmonieren mit Art. 9 Abs. 2 lit. e StHG. Daraus folgt, dass die Erwägungen zu den Kantons- und Gemeindesteuern für die direkte Bundessteuer analog massgebend sind. Für die direkte Bundessteuer ergibt sich dasselbe Ergebnis wie bei den Kantons- und Gemeindesteuern. Demnach erweist sich die Beschwerde ebenfalls als unbegründet. Sie ist abzuweisen. IV. Kosten 5.- Bei diesem Verfahrensausgang sind die Kosten des Rekurs- und des Beschwerdeverfahrens den Rekurrenten und Beschwerdeführern aufzuerlegen (Art. 95 Abs. 1 VRP, Art. 144 Abs. 1 DBG). Eine Entscheidgebühr von je Fr. 600.–, insgesamt Fr. 1'200.–, erscheint angemessen (Art. 7 Ziff. 122 der Gerichtskostenverordnung, sGS”
Per il calcolo della deduzione per due percettori ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 LIFD rilevano i redditi derivanti da attività lucrativa. Le variazioni del reddito netto che non interessano il reddito da lavoro non sono rilevanti ai fini della determinazione della deduzione.
“Da sich der in Frage stehende Abzug ausdrücklich vom Reineinkommen berechnet, wird der ZVB/N bzw. die Steuerverwaltung den Abzug für selbstgetragene Krankheitskosten korrekt aufgrund des (neu ermittelten) Reineinkommens zu berechnen haben. Dem Ersuchen der Rekurrenten, wonach der im Rahmen der Veranlagung pro 2017 gewährte Abzug für selbstgetragene Krankheitskosten zu gewähren sei, ist nicht zu folgen. Weiter ist bezüglich des Antrags der Rekurrenten auf Berücksichtigung des Zweiver-dienerabzugs festzuhalten, dass dieser in den Veranlagungsverfügungen pro 2017 gewährt worden ist (pag. 23 f.). Leben Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe und erzielen beide ein Erwerbseinkommen, steht ihnen der Zweiverdienerabzug zu. Bei den kantonalen Steuern beträgt dieser 2 % des Gesamteinkommens der Ehegatten, maximal jedoch CHF 9'300.-- (Art. 38 Abs. 2 StG). Bei der direkten Bundessteuer hingegen beträgt der Zweiverdienerabzug 50 % des niedrigeren Erwerbseinkommens, jedoch mindestens CHF 8'100.-- und höchstens CHF 13'400.-- (Art. 33 Abs. 2 DBG). Da sich der Zweiverdienerabzug einzig anhand der Einkünfte aus Erwerbstätigkeit bestimmt, ist für dessen Berechnung die vorliegend zu beurteilende Erhöhung des Reineinkommens (E. 4.3 hiervor) nicht relevant. Das diesbezügliche Vorbringen der Rekurrenten erweist sich als unbegründet. In einem weiteren Schritt ist die Erhebung der Verzugszinsen zu prüfen. Gesetzlich vorgesehen sind diese für die kantonalen Steuern in Art. 237 StG und für die direkte Bundessteuer in Art. 164 DBG (die Bestimmungen des Schweizerischen Obligationenrechts sind diesbezüglich nicht einschlägig). Nähere Ausführungsbestimmungen finden sich für die kantonalen Steuern in der Verordnung vom 18. Oktober 2000 über den Bezug und die Verzinsung von Abgaben und anderen zum Inkasso übertragenen Forderungen, über Zahlungserleichterungen, Erlass sowie Abschreibungen infolge Uneinbringlichkeit (Bezugsverordnung, BEZV; BSG 661.733). Für die direkte Bundessteuer ist die Verordnung vom 10. Dezember 1992 über Fälligkeit und Verzinsung der direkten Bundessteuer (in der pro 2017 geltenden Fassung; Verordnung; SR 642.”
“Da sich der in Frage stehende Abzug ausdrücklich vom Reineinkommen berechnet, wird der ZVB/N bzw. die Steuerverwaltung den Abzug für selbstgetragene Krankheitskosten korrekt aufgrund des (neu ermittelten) Reineinkommens zu berechnen haben. Dem Ersuchen der Rekurrenten, wonach der im Rahmen der Veranlagung pro 2017 gewährte Abzug für selbstgetragene Krankheitskosten zu gewähren sei, ist nicht zu folgen. Weiter ist bezüglich des Antrags der Rekurrenten auf Berücksichtigung des Zweiver-dienerabzugs festzuhalten, dass dieser in den Veranlagungsverfügungen pro 2017 gewährt worden ist (pag. 23 f.). Leben Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe und erzielen beide ein Erwerbseinkommen, steht ihnen der Zweiverdienerabzug zu. Bei den kantonalen Steuern beträgt dieser 2 % des Gesamteinkommens der Ehegatten, maximal jedoch CHF 9'300.-- (Art. 38 Abs. 2 StG). Bei der direkten Bundessteuer hingegen beträgt der Zweiverdienerabzug 50 % des niedrigeren Erwerbseinkommens, jedoch mindestens CHF 8'100.-- und höchstens CHF 13'400.-- (Art. 33 Abs. 2 DBG). Da sich der Zweiverdienerabzug einzig anhand der Einkünfte aus Erwerbstätigkeit bestimmt, ist für dessen Berechnung die vorliegend zu beurteilende Erhöhung des Reineinkommens (E. 4.3 hiervor) nicht relevant. Das diesbezügliche Vorbringen der Rekurrenten erweist sich als unbegründet. In einem weiteren Schritt ist die Erhebung der Verzugszinsen zu prüfen. Gesetzlich vorgesehen sind diese für die kantonalen Steuern in Art. 237 StG und für die direkte Bundessteuer in Art. 164 DBG (die Bestimmungen des Schweizerischen Obligationenrechts sind diesbezüglich nicht einschlägig). Nähere Ausführungsbestimmungen finden sich für die kantonalen Steuern in der Verordnung vom 18. Oktober 2000 über den Bezug und die Verzinsung von Abgaben und anderen zum Inkasso übertragenen Forderungen, über Zahlungserleichterungen, Erlass sowie Abschreibungen infolge Uneinbringlichkeit (Bezugsverordnung, BEZV; BSG 661.733). Für die direkte Bundessteuer ist die Verordnung vom 10. Dezember 1992 über Fälligkeit und Verzinsung der direkten Bundessteuer (in der pro 2017 geltenden Fassung; Verordnung; SR 642.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 134 Sono deducibili, di norma, soltanto i pagamenti di mantenimento effettivamente versati nel periodo d'imposta di riferimento (principio della periodicità). Si deve fare riferimento al momento dell'effettivo versamento; meri obblighi di pagamento senza una prestazione effettiva non danno diritto alla deduzione. Il contribuente ha l'onere della prova dei pagamenti effettuati.
“Folglich können diese, wenn es sich um minderjährige Kinder handelt, analog zu Art. 38 Abs. 1 Bst. c StG von den Einkünften in Abzug gebracht werden (vgl. auch Merkblatt 12: Natürliche Personen ab 2021, Besteuerung von Familien, Ziff. 12, abrufbar unter: <https://www.sv.fin.be.ch>, Rubriken "Publikationen > Merkblätter > Einkommens- und Vermögenssteuern > Aktuelle Merkblätter" [abgerufen am: 20.4.2022]). Die Gleichstellung von Kinderrenten mit Alimenten im Sinne von Art. 38 Abs. 1 Bst. c StG, wenn diese für das minderjährige Kind an die Inhaberin bzw. den Inhaber der elterlichen Sorge weitergeleitet werden, ist grundsätzlich nicht zu beanstanden. Zu berücksichtigen ist jedoch, dass bei Abzügen von Unterhaltsleistungen (mit Ausnahme von missbräuchlich verschobenen Zahlungen) auf den Zeitpunkt der effektiven Zahlung abzustellen ist (vgl. Hunziker/Meyer-Knobel in: Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG], 3. Aufl., 2017, N. 21h zu Art. 33 DBG; BGer 2C_233/2017 vom 13.4.2017, E. 6.2). Da es sich bei der Geltendmachung von Unterhaltsleistungen um eine steuermindernde Tatsache handelt, obliegt der Nachweis für die effektive Zahlung gemäss der allgemeinen Beweislastregel jener Person, welche die Beiträge steuerlich in Abzug bringen möchte (Hunziker/Meyer-Knobel, a.a.O., N. 21i zu Art. 33 DBG; zur Beweislastverteilung statt vieler: BGE 144 II 427 E. 8.3.1). Die Folgen der Beweislosigkeit trägt damit die steuerpflichtige Person. Der Gesamtanspruch des Rekurrenten betreffend IV-Kinderrenten für den Zeitraum 1. Februar 2015 bis 31. Dezember 2020 betrug gemäss Verfügung vom 13. März 2020 CHF 44'637.-- (pag. 21; vgl. Ziff.”
“Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale. Tale imposizione trova tuttavia il suo limite nei rapporti internazionali (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18 ad art. 33 LIFD), come nel caso in questione. 2.5. Di regola, sono deducibili gli alimenti effettivamente pagati nel periodo di computo (secondo il principio di periodicità) e non quelli che sono esigibili nell’anno fiscale in questione, eccetto nel caso in cui il contribuente posticipi volontariamente il pagamento al periodo successivo (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21h ad art. 33 LIFD con riferimenti ivi citati). 2.6. Nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Per quanto concerne le spese deducibili dal reddito imponibile, l’onere della prova è pertanto a carico del contribuente (cfr.”
“Unterhaltsbeiträge müssen tatsächlich bezahlt werden, damit sie einkommensmindernd abgezogen werden können. Eine blosse Verpflichtung zur Zahlung, ohne dass diese tatsächlich erfolgt, berechtigt nicht zum Abzug der geschuldeten Beiträge (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Rz. 63a zu Art. 33 DBG; Urteil des BGer 2C_233/2017 vom 13. April 2018 E. 6.2). Für die zeitliche Anknüpfung ist auf das Periodizitätsprinzip abzustellen (§ 87 Abs. 1 StG). Unter der Steuerperiode ist dabei derjenige Zeitraum zu verstehen, für welchen die Steuern geschuldet sind. Für natürliche Personen gilt dabei nach § 87 Abs. 2 StG zwingend das Kalenderjahr als Steuerperiode (Peter B. Nefzger, in: Kommentar zum Steuergesetz des Kantons Basel-Landschaft, a.a.O., Rz. 1 zu § 87 StG). Die Einkommenssteuer erfasst damit alljährlich das im Bemessungsjahr tatsächlich erzielte Einkommen. Die zeitliche Aufwandzuordnung muss spiegelbildlich erfolgen. Dementsprechend ist der Zeitpunkt der definitiven Entreicherung des Steuerpflichtigen massgebend. Abzüge können steuerwirksam in jener Steuerperiode vorgenommen werden, in der die entsprechenden Geldzahlungen erfolgten (vgl. Markus Reich, Steuerrecht, 3. Aufl., Zürich 2020, S. 223).”
Le quote associative e le erogazioni ai partiti politici possono essere dedotte dal reddito fino a un importo complessivo di CHF 10'100.– ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD. Tale deduzione è indipendente dalla posizione personale del contribuente (p.es. giudiÎ). Al di fuori di questo limite previsto dalla legge, i versamenti dei titolari di cariche pubbliche ai partiti politici non sono deducibili fiscalmente (cfr. ATF 124 II 29).
“Der Beschwerdeführer rügt sodann die Behandlung des Abzugs seiner Beiträge an die [...]partei. Er macht dabei geltend, dass der von ihm geleistete Beitrag an seine Partei ein mit seiner Arbeit als Richter direkt verbundener Aufwand darstelle. Seine Wiederwahl hänge davon ab, ob er seine Mandatssteuer pünktlich bezahle, andernfalls er der Unterstützung der National- und Ständeräte seiner Partei verlustig ginge. Es handle sich dabei um einen organischen Abzug, der nach bundesgerichtlicher Rechtsprechung voll abzugsfähig sei. Selbst wenn man den Beitrag aber als anorganischen Abzug qualifizieren würde, wäre er abzugsfähig, weil dieser Aufwand direkt mit der Arbeit des Beschwerdeführers zusammenhänge. Deshalb sei auch dieser Betrag voll abzugsfähig und unterliege keiner Steuerausscheidung. Auch darin kann dem Beschwerdeführenden nicht gefolgt werden. Grundlage der Abzugsfähigkeit der Beiträge des Beschwerdeführers an die Partei, welcher er angehört, ist Art. 33 Abs. 1 lit. I DBG. Danach können Mitgliederbeiträge und Zuwendungen an politische Parteien bis zu einem Gesamtbetrag von CHF 10100. von den Einkünften in Abzug gebracht werden. Der Abzug ist daher von der Stellung des Beschwerdeführers als Richter unabhängig. Ausserhalb dieses gesetzlichen Rahmens sind Mandatsabgaben von Magistratspersonen an politische Parteien steuerlich nicht abzugsfähig. Mandatssteuern sind nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung keine Gewinnungskosten, welche steuerlich vom Einkommen in Abzugs gebracht werden können (BGE 124 II 29 E. 5a S. 36). Daran ändert auch die vom Rekurrenten replicando nachgewiesene, im Jahr 2019 erfolgte Rechnungsstellung durch die [...]partei nichts.”
“Der Beschwerdeführer rügt sodann die Behandlung des Abzugs seiner Beiträge an die [...]partei. Er macht dabei geltend, dass der von ihm geleistete Beitrag an seine Partei ein mit seiner Arbeit als Richter direkt verbundener Aufwand darstelle. Seine Wiederwahl hänge davon ab, ob er seine Mandatssteuer pünktlich bezahle, andernfalls er der Unterstützung der National- und Ständeräte seiner Partei verlustig ginge. Es handle sich dabei um einen organischen Abzug, der nach bundesgerichtlicher Rechtsprechung voll abzugsfähig sei. Selbst wenn man den Beitrag aber als anorganischen Abzug qualifizieren würde, wäre er abzugsfähig, weil dieser Aufwand direkt mit der Arbeit des Beschwerdeführers zusammenhänge. Deshalb sei auch dieser Betrag voll abzugsfähig und unterliege keiner Steuerausscheidung. Auch darin kann dem Beschwerdeführenden nicht gefolgt werden. Grundlage der Abzugsfähigkeit der Beiträge des Beschwerdeführers an die Partei, welcher er angehört, ist Art. 33 Abs. 1 lit. I DBG. Danach können Mitgliederbeiträge und Zuwendungen an politische Parteien bis zu einem Gesamtbetrag von CHF 10100. von den Einkünften in Abzug gebracht werden. Der Abzug ist daher von der Stellung des Beschwerdeführers als Richter unabhängig. Ausserhalb dieses gesetzlichen Rahmens sind Mandatsabgaben von Magistratspersonen an politische Parteien steuerlich nicht abzugsfähig. Mandatssteuern sind nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung keine Gewinnungskosten, welche steuerlich vom Einkommen in Abzugs gebracht werden können (BGE 124 II 29 E. 5a S. 36). Daran ändert auch die vom Rekurrenten replicando nachgewiesene, im Jahr 2019 erfolgte Rechnungsstellung durch die [...]partei nichts.”
LIFD art. 33 n. 132 In caso di assistenza per parte dell'anno o di un rapporto di mantenimento/assistenza che varia nel corso dell'anno, la deduzione per i figli e i contributi di mantenimento versati devono essere ripartiti pro rata temporis. In tal modo si evita che si verifichi una parziale cumulazione delle deduzioni o uno svantaggio estraneo alla materia (ad es. a causa del principio della data di riferimento in caso di anno di nascita tardivo).
“Nr. 23, StR 74/2019 S. 379). Dadurch soll einerseits eine Privilegierung des Alimentenschuldners vermieden werden. Denn dieser käme nach dem Stichtagsprinzip in den Genuss des vollen Kinderabzugs, sobald seine Alimentenzahlungen nach der Volljährigkeit des Kindes Fr. 6'500.-- übersteigen, obschon er nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG daneben auch die bis zur Volljährigkeit geleisteten Unterhaltszahlungen abziehen kann. Mithin käme es also über das ganze Jahr betrachtet zu einer teilweisen Kumulation der beiden Abzüge. Andererseits verhindert eine Aufteilung pro rata temporis, dass der Kinderabzug entfällt, wenn die Unterhaltsbeiträge des Alimentenschuldners nach der Volljährigkeit weniger als Fr. 6'500.-- betragen. Dadurch wären nämlich Eltern von spät im Jahr geborenen Kindern im Vergleich mit Eltern von früh im Jahr geborenen Kindern ohne sachlichen Grund benachteiligt (vgl. Urteil 2C_905/2017 vom 11. März 2019 E. 2.8, in: StE 2019 B”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 131 Sono deducibili soltanto i contributi di mantenimento versati direttamente in adempimento di un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (ossia in virtù di un obbligo giuridico). Liberalità volontarie o donazioni non danno diritto alla deduzione.
“Unterhaltsbeiträge im Sinn von Art. 23 lit. f und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG sind regelmässig oder unregelmässig wiederkehrende Leistungen, die der Deckung des laufenden Lebensbedarfs des Empfängers dienen, ohne diesem einen Vermögenszuwachs zu verschaffen. Nicht vorausgesetzt wird das Bestehen einer gerichtlichen Anordnung oder eines entsprechenden (schriftlichen) Vertrags zwischen den Betroffenen, hingegen müssen die Leistungen unmittelbar familienrechtlich geschuldet sein, das heisst in Erfüllung einer Rechtspflicht erbracht werden, wohingegen freiwillig geleistete Beiträge (im Sinn einer Schenkung) nicht zum Abzug berechtigen. Unterhaltsbeiträge für Kinder haben ihre zivilrechtliche Grundlage in der Unterhaltspflicht der Eltern (Art. 276 ff. ZGB). Zum Unterhalt eines Kindes gehört alles, was es für sein Leben und seine körperliche, geistige und sittliche Entfaltung benötigt; dazu zählt insbesondere auch die Ausbildung (Urteil 2C_160/2022 vom 27. Dezember 2022 E. 2.1).”
“Unterhaltsbeiträge im Sinn von Art. 23 lit. f und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG sind regelmässig oder unregelmässig wiederkehrende Leistungen, die der Deckung des laufenden Lebensbedarfs des Empfängers dienen, ohne diesem einen Vermögenszuwachs zu verschaffen. Nicht vorausgesetzt wird das Bestehen einer gerichtlichen Anordnung oder eines entsprechenden (schriftlichen) Vertrags zwischen den Betroffenen, hingegen müssen die Leistungen unmittelbar familienrechtlich geschuldet sein, das heisst in Erfüllung einer Rechtspflicht erbracht werden, wohingegen freiwillig geleistete Beiträge (im Sinn einer Schenkung) nicht zum Abzug berechtigen. Unterhaltsbeiträge für Kinder haben ihre zivilrechtliche Grundlage in der Unterhaltspflicht der Eltern (Art. 276 ff. ZGB). Zum Unterhalt eines Kindes gehört alles, was es für sein Leben und seine körperliche, geistige und sittliche Entfaltung benötigt; dazu zählt insbesondere auch die Ausbildung (Urteil 2C_160/2022 vom 27. Dezember 2022 E. 2.1).”
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG werden von den steuerbaren Einkünften die Unterhaltsbeiträge an den geschiedenen, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden Ehegatten sowie die Unterhaltsbeiträge an einen Elternteil für die unter dessen elterlicher Sorge oder Obhut stehenden Kinder abgezogen, während Leistungen in Erfüllung anderer familienrechtlicher Unterhalts- oder Unterstützungspflichten nicht abgezogen werden können. Abzugsfähige Unterhaltsbeiträge sind regelmässig oder unregelmässig wiederkehrende Leistungen, die der Deckung des laufenden Lebensbedarfs des Empfängers dienen, ohne diesen einen Vermögenszuwachs zu verschaffen. Nicht vorausgesetzt wird das Bestehen einer gerichtlichen Anordnung oder eines entsprechenden Vertrags zwischen den Ehegatten, hingegen müssen die Leistungen unmittelbar familienrechtlich geschuldet sein, das heisst in Erfüllung einer Rechtspflicht erbracht werden, wohingegen freiwillig geleistete Beiträge nicht zum Abzug berechtigen. Unterhaltsbeiträge für Kinder haben ihre zivilrechtliche Grundlage in der Unterhaltspflicht der Eltern (Art.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 130 Determinante per la deducibilità è, di regola, il momento del pagamento (principio di cassa / metodo dell'incasso). In via eccezionale può essere applicato il metodo periodale / per competenza quando i costi sono indubitabilmente imputabili a un evento una tantum chiaramente collocabile nel periodo fiscale.
“l LT, dai proventi sono dedotte le spese per disabilità del contribuente ovvero, per quanto qui di interesse, gli ospiti di case per anziani, il cui stato di salute richiede un trattamento di tipo ospedaliero, possono dedurre la quota di retta giornaliera pagata all’istituto o alla casa per anziani che supera le spese di mantenimento a casa propria secondo le direttive relative al minimo vitale a norma dell’art. 93 LEF (cfr. Circolare n. 9/2005 relativa alla Deduzione delle spese di malattia, infortunio e per disabilità; di seguito: Circolare n. 9/2005). A livello federale la base legale per la deducibilità delle spese di disabilità si trova, nello stesso tenore di quella cantonale, all’art. 33 cpv. 1 lett. hbis LIFD. 2. 2.1. Il momento determinante per la deduzione è quello del pagamento della prestazione da parte del contribuente (cosiddetto “principio di cassa” o “Ist-Methode”). Il rimborso della cassa malati o dell’istituto assicurativo (che permette anche di calcolare la quota di spesa a carico e deducibile) è di conseguenza riportato a quel momento (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 33f ad art. 33 LIFD, p. 838; nello stesso senso: Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a ed., Basilea 2019, n. 86 ad art. 33 LIFD, p. 1009; inoltre: Circolare n. 9/2005, p. 15). Eccezionalmente, si ammette l’applicazione del “principio di competenza” (“Soll-Methode”). Ciò si verifica, ad esempio, quando le spese sono imputabili ad un evento unico chiaramente collocabile nel tempo (come nel caso di un infortunio o quando ci si sottopone ad un trattamento importante dal dentista) e il loro ammontare e la loro scadenza incontestabilmente da ricondurre ad un unico periodo fiscale, ma tuttavia, a causa di una infelice tempistica dei trattamenti e della fatturazione da parte dei vari medici, i pagamenti avvengono in periodi fiscali diversi, pur essendo molto vicini fra loro. Altrimenti, in casi simili, si otterrebbe il risultato discutibile che una parte dei pagamenti non potrebbe essere dedotta del tutto o solo parzialmente a causa della franchigia, anche se i costi sono indubbiamente attribuibili a un singolo evento e la capacità contributiva è ridotta di conseguenza (cfr.”
Un trasferimento di capitale versato all'istituto di previdenza nell'ambito della compensazione previdenziale non costituisÎ automaticamente, per il trasferente, una rendita vitalizia deducibile ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD. Il principio di corrispondenza non è in questo contesto senz'altro applicabile (cfr. fattispecie e valutazione nella fonte [0]).
“Auf die Festsetzung regelmässig wiederkehrender Unterhaltsbeiträge in Form einer Rente, welche der Deckung des laufenden Lebensbedarfs der Leistungsempfängerin dienen würde, wurde somit verzichtet. Es liegen folglich keine abzugsfähigen Unterhaltsbeiträge gemäss § 31 Abs. 1 lit. c StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG vor. 3. 3.1 In seiner Steuererklärung 2019 führte der Pflichtige weiter Fr. … als geleistete Rentenleistung auf, wovon ein Anteil von 40 %, entsprechend Fr. …, abzugsfähig sei. Sinngemäss beruft sich der Pflichtige daher darauf, in der Steuerperiode 2019 eine teilweise abzugsfähige Leibrente im Sinn von § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG geleistet zu haben. 3.2 Unter dem Begriff der Leibrente versteht man die vom Leben einer Person abhängige vertragliche Verpflichtung des Rentenschuldners, dem Rentengläubiger zeitlich wiederkehrende Leistungen zumeist in Form von Geld zu erbringen. Als Leibrenten abzugsfähig im Sinn von § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG sind namentlich güterrechtliche Ansprüche, die in Rentenform gezahlt werden (Felix Richner et al., § 22 StG N 58 ff.). 3.3 Der Pflichtige verpflichtete sich mit ergänzender Scheidungsvereinbarung vom 14. Februar 2019, seiner geschiedenen Ehefrau im Rahmen des mit der Scheidung verbundenen Vorsorgeausgleichs Fr. …zu überweisen, zahlbar an die zuständige Vorsorgeeinrichtung. Gemäss Vorsorgeausweis des Pflichtigen vom 1. Januar 2020 wurde der Übertrag im Jahr 2019 wie vorgesehen durchgeführt. Der Pflichtige wendet diesbezüglich jedoch ein, dass es sich hierbei entgegen den Ausführungen der Vorinstanz nicht um einen steuerneutralen Vorgang handeln würde, da die Empfängerin die von ihr bezogenen Rentenleistungen zu versteuern habe. Sinngemäss beruft er sich damit auf das Kongruenz- oder Korrespondenzprinzip, gemäss welchem auf der Seite des Leistungsschuldners abgezogen werden kann, was auf Empfängerseite steuerbar ist. Das Korrespondenzprinzip findet auch im Bereich der Leibrenten Anwendung (BGE 138 II 31, E.”
Se sono stati versati contributi alla previdenza professionale (art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD) o alla previdenza individuale vincolata (art. 33 cpv. 1 lett. e LIFD), la granÞ deduzione per premi assicurativi è esclusa; in questi casi spetta soltanto la piccola deduzione forfettaria per premi assicurativi.
“Weiter sind sich die Parteien darüber uneinig, ob der Pflichtigen lediglich den kleinen Versicherungsprämienabzug gemäss § 31 Abs. 1 lit. g Satz 1 StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG zusteht oder sich die Abzüge nach § 31 Abs. 1 lit. g Satz 2 StG bzw. Art. 33 Abs. 1bis DBG (in den jeweils Ende 2020 in Kraft stehenden Gesetzesfassungen) erhöhen. Der grosse Versicherungsprämienabzug ist nach letztgenannten Bestimmungen ausgeschlossen, wenn Beiträge an die berufliche Vorsorge (§ 31 Abs. 1 lit. d StG; Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG) oder an die gebundene Selbstvorsorge (§ 31 Abs. 1 lit. e StG; Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) geleistet wurden. Die Vorinstanzen kürzten die deklarierten Versicherungspämienabzüge für die Staats- und Gemeindesteuern bzw. die direkte Bundessteuer von Fr. … bzw. Fr. … auf die jeweiligen (damaligen) Maximalbeträge des kleinen Versicherungsprämienabzugs von Fr. … bzw. ... Die Pflichtige pocht weiter auf die deklarationsgemässe Gewährung des grossen Versicherungsprämienabzugs, da letztlich keine Beiträge an die”
“Weiter sind sich die Parteien darüber uneinig, ob der Pflichtigen lediglich den kleinen Versicherungsprämienabzug gemäss § 31 Abs. 1 lit. g Satz 1 StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG zusteht oder sich die Abzüge nach § 31 Abs. 1 lit. g Satz 2 StG bzw. Art. 33 Abs. 1bis DBG (in den jeweils Ende 2020 in Kraft stehenden Gesetzesfassungen) erhöhen. Der grosse Versicherungsprämienabzug ist nach letztgenannten Bestimmungen ausgeschlossen, wenn Beiträge an die berufliche Vorsorge (§ 31 Abs. 1 lit. d StG; Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG) oder an die gebundene Selbstvorsorge (§ 31 Abs. 1 lit. e StG; Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) geleistet wurden. Die Vorinstanzen kürzten die deklarierten Versicherungspämienabzüge für die Staats- und Gemeindesteuern bzw. die direkte Bundessteuer von Fr. … bzw. Fr. … auf die jeweiligen (damaligen) Maximalbeträge des kleinen Versicherungsprämienabzugs von Fr. … bzw. ... Die Pflichtige pocht weiter auf die deklarationsgemässe Gewährung des grossen Versicherungsprämienabzugs, da letztlich keine Beiträge an die”
LIFD art. 33 n. 127 La deduzione è ammessa soltanto nella misura in cui le spese per malattia e infortuni sostenute dal contribuente superino una franchigia stabilita dal diritto cantonale. In molti cantoni — in particolare nel cantone Argovia — tale franchigia è pari al 5% del reddito imponibile (ridotto); perciò la deduzione potrebbe non trovare applicazione in numerosi casi.
“Hinzu kommt eine weitere Überlegung: Der Abzug ist nur zulässig, soweit die vom Steuerpflichtigen getragenen Kosten einen vom kantonalen Recht bestimmten Selbstbehalt übersteigen. Im Kanton Aargau beträgt dieser Selbstbehalt - wie im Bundesrecht (Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG) und in vielen anderen Kantonen - 5,0 Prozent der um die Aufwendungen nach den § 35-40 StG/AG verminderten steuerbaren Einkünfte (§ 40 Abs. 1 lit. i StG/AG). Soweit eine Behandlung jedoch von Grundversicherung und Kantonsanteil bezahlt wird, trägt der Patient keine Kosten, abgesehen von der Franchise und dem Höchstbetrag des Selbstbehalts (Art. 64 Abs. 2 BGE 147 II 248 S. 262 und 3 KVG; Art. 103 Abs. 1 und 2 KVV [SR 832.102]). In den meisten Fällen dürfte dieser selbst getragene Betrag weniger als 5 Prozent der steuerbaren Einkünfte ausmachen. Bei Unfallkosten, die von der obligatorischen Unfallversicherung gedeckt werden, entfällt eine Kostenbeteiligung der Versicherten von vornherein. Hätte der Gesetzgeber mit dem Abzug für Krankheits- und Unfallkosten lediglich die Kosten der grundversicherten Leistungen im Auge gehabt, würde der in Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG vorgesehene Abzug kaum je zum Tragen kommen (ausser etwa in Fällen der Zahnbehandlung oder weiterer Kosten, die mit der Grundversicherung nicht abgerechnet werden können).”
“Zu den allgemeinen Abzügen gehören gemäss Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG: "die Krankheits- und Unfallkosten ("les frais provoqués par la maladie et les accidents" bzw. "le spese per malattia e infortunio") des Steuerpflichtigen und der von ihm unterhaltenen Personen, soweit der Steuerpflichtige die Kosten selber trägt und diese einen vom kantonalen Recht bestimmten Selbstbehalt übersteigen". Gemäss dem hier interessierenden § 40 Abs. 1 lit. i des Steuergesetzes (des Kantons Aargau) vom 15. Dezember 1998 (StG/AG; SAR 651.100) beläuft der Selbstbehalt sich auf 5,0 Prozent der um die Aufwendungen nach den § 35-40 StG/AG verminderten BGE 147 II 248 S. 252 steuerbaren Einkünfte. Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG ist (abgesehen von der kantonalen Kompetenz, die Höhe des Abzugs zu bestimmen) abschliessend bundesrechtlich vorgegeben ( BGE 128 II 66 E. 4b S. 71) und lautet wie Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG (SR 642.11), so dass auch die dazu ergangene Rechtsprechung herangezogen werden kann (Urteil 2A.390/2006 vom 28. November 2006 E. 3, in: RDAF 2006 II S. 409).”
“Hinzu kommt eine weitere Überlegung: Der Abzug ist nur zulässig, soweit die vom Steuerpflichtigen getragenen Kosten einen vom kantonalen Recht bestimmten Selbstbehalt übersteigen. Im Kanton Aargau beträgt dieser Selbstbehalt - wie im Bundesrecht (Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG) und in vielen anderen Kantonen - 5,0 Prozent der um die Aufwendungen nach den § 35-40 StG/AG verminderten steuerbaren Einkünfte (§ 40 Abs. 1 lit. i StG/AG). Soweit eine Behandlung jedoch von Grundversicherung und Kantonsanteil bezahlt wird, trägt der Patient keine Kosten, abgesehen von der Franchise und dem Höchstbetrag des Selbstbehalts (Art. 64 Abs. 2 BGE 147 II 248 S. 262 und 3 KVG; Art. 103 Abs. 1 und 2 KVV [SR 832.102]). In den meisten Fällen dürfte dieser selbst getragene Betrag weniger als 5 Prozent der steuerbaren Einkünfte ausmachen. Bei Unfallkosten, die von der obligatorischen Unfallversicherung gedeckt werden, entfällt eine Kostenbeteiligung der Versicherten von vornherein. Hätte der Gesetzgeber mit dem Abzug für Krankheits- und Unfallkosten lediglich die Kosten der grundversicherten Leistungen im Auge gehabt, würde der in Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG vorgesehene Abzug kaum je zum Tragen kommen (ausser etwa in Fällen der Zahnbehandlung oder weiterer Kosten, die mit der Grundversicherung nicht abgerechnet werden können).”
“Zu den allgemeinen Abzügen gehören gemäss Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG: "die Krankheits- und Unfallkosten ("les frais provoqués par la maladie et les accidents" bzw. "le spese per malattia e infortunio") des Steuerpflichtigen und der von ihm unterhaltenen Personen, soweit der Steuerpflichtige die Kosten selber trägt und diese einen vom kantonalen Recht bestimmten Selbstbehalt übersteigen". Gemäss dem hier interessierenden § 40 Abs. 1 lit. i des Steuergesetzes (des Kantons Aargau) vom 15. Dezember 1998 (StG/AG; SAR 651.100) beläuft der Selbstbehalt sich auf 5,0 Prozent der um die Aufwendungen nach den § 35-40 StG/AG verminderten BGE 147 II 248 S. 252 steuerbaren Einkünfte. Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG ist (abgesehen von der kantonalen Kompetenz, die Höhe des Abzugs zu bestimmen) abschliessend bundesrechtlich vorgegeben ( BGE 128 II 66 E. 4b S. 71) und lautet wie Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG (SR 642.11), so dass auch die dazu ergangene Rechtsprechung herangezogen werden kann (Urteil 2A.390/2006 vom 28. November 2006 E. 3, in: RDAF 2006 II S. 409).”
Al reddito da attività lucrativa si computa la totalità dei redditi imponibili derivanti da attività lucrative indipendenti e dipendenti, comprese le attività svolte a titolo principale o secondario, come risulta in linê di principio dalla dichiarazione fiscale.
“Gemäss Art. 33 Abs. 2 DBG werden vom niedrigeren Erwerbseinkommen 50 %, jedoch mindestens CHF 8'100. und höchstens CHF 13'400. abgezogen, wenn Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe leben und beide ein Erwerbseinkommen erzielen. Gemäss § 32 Abs. 2 StG werden vom niedrigeren Erwerbseinkommen CHF 1'000. abgezogen, wenn Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe leben und beide eine vom Beruf, Geschäft oder Gewerbe des andern unabhängige Erwerbstätigkeit ausüben. In Art. 33 Abs. 2 DBG wird ausdrücklich festgehalten, dass die steuerbaren Einkünfte aus unselbständiger oder selbständiger Erwerbstätigkeit als Erwerbseinkommen gelten. Unter dem Erwerbseinkommen eines Ehegatten ist die Gesamtheit seines Einkommens aus selbständiger und unselbständiger, haupt- und nebenberuflicher Erwerbstätigkeit zu verstehen, wie es sich grundsätzlich aus der Steuererklärung ergibt (vgl. Botschaft zu den Sofortmassnahmen im Bereich der Ehepaarbesteuerung vom 17. Mai 2006, in: BBl 2006, S. 4471 ff., 4492; BGer 2A.48/2005 vom 1. September 2005 E. 4.1; Eidgenössische Steuerverwaltung, Kreisschreiben Nr. 30 Ehepaar- und Familienbesteuerung nach dem Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG] vom 21. Dezember 2010, Ziff. 9.2; Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht. Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer,”
“Gemäss Art. 33 Abs. 2 DBG werden vom niedrigeren Erwerbseinkommen 50 %, jedoch mindestens CHF 8'100. und höchstens CHF 13'400. abgezogen, wenn Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe leben und beide ein Erwerbseinkommen erzielen. Gemäss § 32 Abs. 2 StG werden vom niedrigeren Erwerbseinkommen CHF 1'000. abgezogen, wenn Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe leben und beide eine vom Beruf, Geschäft oder Gewerbe des andern unabhängige Erwerbstätigkeit ausüben. In Art. 33 Abs. 2 DBG wird ausdrücklich festgehalten, dass die steuerbaren Einkünfte aus unselbständiger oder selbständiger Erwerbstätigkeit als Erwerbseinkommen gelten. Unter dem Erwerbseinkommen eines Ehegatten ist die Gesamtheit seines Einkommens aus selbständiger und unselbständiger, haupt- und nebenberuflicher Erwerbstätigkeit zu verstehen, wie es sich grundsätzlich aus der Steuererklärung ergibt (vgl. Botschaft zu den Sofortmassnahmen im Bereich der Ehepaarbesteuerung vom 17. Mai 2006, in: BBl 2006, S. 4471 ff., 4492; BGer 2A.48/2005 vom 1. September 2005 E. 4.1; Eidgenössische Steuerverwaltung, Kreisschreiben Nr. 30 Ehepaar- und Familienbesteuerung nach dem Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG] vom 21. Dezember 2010, Ziff. 9.2; Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht. Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer,”
Riferimento: LIFD, art. 33 n. 125 Nel caso di un contratto collettivo di lavoro di efficacia generale, i premi dell'assicurazione per l'indennità giornaliera per malattia trasferiti dal datore di lavoro al lavoratore non possono essere considerati premi versati «volontariamente» ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD. In una tale situazione sussiste un nesso qualificato e stretto con la produzione del reddito; perciò la metà dei premi trasferiti per l'assicurazione dell'indennità giornaliera per malattia deve essere qualificata come costi di acquisizione del reddito (spese professionali).
“Regeste Art. 25-33a DBG; Gewinnungskosten. Zur Beurteilung, ob es sich bei den Prämien für die Krankentaggeldversicherung um Gewinnungskosten handelt, ist das Kriterium der Freiwilligkeit zur Bezahlung der Prämien massgebend. Aufgrund der einschlägigen Bestimmungen im Landes-Gesamtarbeitsvertrag des Gastgewerbes (L-GAV), der für allgemeinverbindlich erklärt wurde, kann nicht von durch den steuerpflichtigen Arbeitnehmenden freiwillig geleisteten Krankentaggeldversicherungs-Prämien gesprochen werden, die im Rahmen des betragsmässig beschränkten allgemeinen Versicherungsabzuges abziehbar sind (gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG). Vorliegend ist der Gewinnungskostencharakter (im Sinn von Art. 26 Abs. 1 lit. c DBG) der Prämien, die vom Arbeitgeber auf den Arbeitnehmer überwälzt wurden, zu bejahen (E. 5).”
“So zeigt sich, dass in vorliegender Konstellation nicht von freiwillig geleisteten Krankentaggeldversicherungs-Prämien gesprochen werden kann, die unter Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG, resp. Art. 9 Abs. 2 BGE 150 II 11 S. 18 lit. g StHG bzw. § 41 Abs. 2 StG/SO fallen. Gerade durch das Eingehen des Arbeitsverhältnisses und der damit verknüpften Einkommenserzielung entsteht dem Steuerpflichtigen als Arbeitnehmer kausal eine zusätzliche Aufwendung. Folglich besteht ein qualifiziert enger Konnex zwischen den getätigten Ausgaben und den erzielten Einkünften, weshalb die auf den Steuerpflichtigen überwälzten hälftigen Prämien der Krankentaggeldversicherung in vorliegender Konstellation als Gewinnungskosten zu qualifizieren sind. Im Übrigen ist vorliegende Konstellation nicht mit dem von der Vorinstanz referenzierten Urteil 2C_681/2008 / 2C_682/2008 vom 12. Dezember 2008 vergleichbar. Im erwähnten Urteil wurden Prämien der freiwilligen Krankentaggeldversicherung gemäss Art. 67 Abs. 1 des Bundesgesetzes vom 18. März 1994 über die Krankenversicherung (KVG; SR 832.10) beurteilt (vgl. Urteil 2C_681/2008 / 2C_682/2008 vom 12. Dezember 2008 E. 3.5.5) und nicht als Berufskosten qualifiziert.”
“Regeste Art. 25-33a DBG; Gewinnungskosten. Zur Beurteilung, ob es sich bei den Prämien für die Krankentaggeldversicherung um Gewinnungskosten handelt, ist das Kriterium der Freiwilligkeit zur Bezahlung der Prämien massgebend. Aufgrund der einschlägigen Bestimmungen im Landes-Gesamtarbeitsvertrag des Gastgewerbes (L-GAV), der für allgemeinverbindlich erklärt wurde, kann nicht von durch den steuerpflichtigen Arbeitnehmenden freiwillig geleisteten Krankentaggeldversicherungs-Prämien gesprochen werden, die im Rahmen des betragsmässig beschränkten allgemeinen Versicherungsabzuges abziehbar sind (gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG). Vorliegend ist der Gewinnungskostencharakter (im Sinn von Art. 26 Abs. 1 lit. c DBG) der Prämien, die vom Arbeitgeber auf den Arbeitnehmer überwälzt wurden, zu bejahen (E. 5).”
Nelle verifiche fiscali successive le autorità fiscali verificano se sussistono violazioni del periodo di blocco relative agli acquisti nella previdenza professionale e, a tal fine, si basano sull'art. 79b LPP, sull'art. 33 LIFD nonché sulla giurisprudenza pertinente e sulle disposizioni cantonali.
“Kantonale Steuern und direkte Bundessteuer 2017 - Nachsteuer - Sperrfristverletzung Einkauf berufliche Vorsorge Normen Bund Art. 79b BVG Art. 33 DBG Art. 140 DBG Rechtsprechung Bund 2C_6/2021 2C_652/2018 2C_488/2014 Normen Kanton Art. 3 BStV Art. 9 BStV Art. 70 GSOG Rechtsprechung Kanton VGE 100 Normen Bund/Kanton Art. 38 StG Art. 38 StG Art. 38a StG”
Prima della deduzione di apporti di capitale o in caso di percezione di prestazioni occorre verificare se questi siano già stati considerati fiscalmente in precedenti periodi d'imposta (altrimenti potrebbe essere ipotizzabile una tassazione supplementare) e se siano stati violati eventuali periodi di blocco applicabili; a titolo di esempio la giurisprudenza cita il periodo di blocco triennale previsto dall'art. 79b cpv. 3 LPP.
“Nach den für das Bundesgericht verbindlichen Feststellungen der Vorinstanz (Art. 105 Abs. 1 BGG; vorne E. 1.3) nahm der Steuerpflichtige den Einkauf von Fr. 45'000.-- am 21. Oktober 2016vor (Sachverhalt, lit. A). Selbst wenn hierzu keine ausdrückliche vorinstanzliche Feststellung vorliegt, ist davon auszugehen, dass der Steuerpflichtige die Kapitaleinlage in der Steuerperiode 2016 rechtskräftig zum Abzug bringen konnte (Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG), ansonsten sich die Frage der Nachbesteuerung (Art. 151 DBG) nicht stellen könnte. Vorinstanzlich festgestellt ist sodann, dass der Steuerpflichtige am 9. April 2019- wenn auch aus dem Freizügigkeitskonto bei einem anderen Träger der beruflichen Vorsorge - eine Kapitalleistung von Fr. 20'813.-- bezog (Sachverhalt, lit. B). Die dreijährige Sperrfrist im Sinne von Art. 79b Abs. 3 Satz 1 BVG (vorne E. 2.2.1) ist damit verletzt. Aus welchem Grund es bereits vor Ablauf der drei Jahre zur Auslösung des Kapitalbezugs kam, ist praxisgemäss von keiner Bedeutung. Entsprechend sind die Vorbringen des Steuerpflichtigen, der im bundesgerichtlichen Verfahren nochmals auf die angekündigte Herabsetzung des Rentenumwandlungssatzes und die übergangsrechtliche Besitzstandsgarantie hinweist, von vornherein nicht zielführend (auch dazu vorne E. 2.2.1). Derartige Argumente vermögen weder an der objektivierten Ausgestaltung der Sperrfrist noch an der Pflicht zur säuleninternen Konsolidierung etwas zu ändern.”
LIFD art. 33 n. 122 Anche in caso di riconoscimento dell'assistenza da parte di parenti è richiesto il dimostrare la proporzionalità e la necessità delle spese dichiarate. Importi eccessivi o non documentati — ad esempio pagamenti che coprono evidentemente prestazioni di due persone, senza che sia dimostrata la necessità concomitante di entrambe le persone incaricate dell'assistenza — possono essere ridotti.
“La procédure administrative est régie par le principe de la libre appréciation des preuves, en ce sens qu'elle n'obéit pas à des règles de preuve légales prescrivant à quelles conditions l'autorité devrait admettre que la preuve a abouti et quelle valeur probante elle devrait reconnaître aux différents moyens de preuve les uns par rapport aux autres (cf. arrêt du Tribunal administratif fédéral C-2500/2012 du 3 mai 2013 consid. 4.2). Le principe de la libre appréciation des preuves signifie ainsi que le juge forme librement sa conviction en analysant la force probante des preuves administrées, dont ni le genre, ni le nombre n’est déterminant, mais uniquement leur force de persuasion (cf. art. 20 al. 1 de la loi sur la procédure administrative du 12 septembre 1985 - LPA - E 5 10 - cum art. 2 al. 2 LPFisc ; ATF 139 II 185 consid. 9.2 ; 130 II 482 consid. 3.2 ; arrêt du Tribunal fédéral 2C_668/2011 du 12 avril 2011 consid. 3.3 ; ATA/1064/2015 du 6 octobre 2015 ; ATA/769/2015 du 28 juillet 2015), aucun moyen de preuve ne s'imposant à lui (cf. arrêt du Tribunal fédéral 6B_564/2013 du 22 avril 2014 consid. 2.3). 22. En l’espèce, au vu des éléments figurant au dossier, il faut admettre que la recourante a établi le lien de causalité direct de frais de garde avec son activité lucrative, au sens des art. 33 al. 3 LIFD et 35 LIPP. C’est en effet en raison de l’exercice de cette activité qu’elle a dû confier la garde de son enfant à un tiers. Le fait que ce tiers soit l’un de ses parents ne saurait avoir la conséquence que lui donne l’AFC-GE au vu du type de garde mis en place, qui va bien au-delà de ce que des grands-parents consacrent habituellement à cette tâche dans le cadre de leurs obligations familiales. Ces frais sont ainsi justifiés dans leur principe. Tel n’est toutefois pas le cas de leur quotité. En effet, le montant de CHF 30'000.- versé à ce titre correspond à l’activité de deux personnes. Or, la nécessité que la garde du fils de la recourante, âgé en 2021 de 8 ans, soit assurée simultanément par deux personnes n'est pas démontrée. La recourante n’explique pas, ni a fortiori ne démontre, pourquoi la présence des deux grands parents serait indispensable pour assurer la garde de son enfant. Il faut dès lors en déduire que le choix de la recourante de procéder ainsi relève de la pure convenance personnelle.”
In caso di cessazione definitiva dell'attività per ragioni di età o d'invalidità, la somma delle riserve occulte realizzate negli ultimi due esercizi è soggetta a tassazione separata rispetto al restante reddito. Sono deducibili gli acquisti ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD. Se non vengono effettuati acquisti, per la parte delle riserve occulte realizzate per la quale il contribuente dimostra la possibilità di un acquisto ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD, la determinazione dell'imposta avviene applicando un quinto delle tarifþ previste dall'art. 36; per la parte residua si considera come base un quinto di detto residuo ai fini dell'applicazione della tarifú, fermo restando che è applicata un'aliquota minima del 2 %.
“Altersjahr oder wegen Unfähigkeit zur Weiterführung infolge Invalidität definitiv aufgegeben, so ist die Summe der in den letzten zwei Geschäftsjahren realisierten stillen Reserven getrennt vom übrigen Einkommen zu besteuern. Einkaufsbeiträge gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG sind abziehbar. Werden keine solchen Einkäufe vorgenommen, so wird die Steuer auf dem Betrag der realisierten stillen Reserven, für den der Steuerpflichtige die Zulässigkeit eines Einkaufs gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG nachweist, zu einem Fünftel der Tarife nach Art. 36 berechnet. Für die Bestimmung des auf den Restbetrag der realisierten stillen Reserven anwendbaren Satzes ist ein Fünftel dieses Restbetrages massgebend, es wird aber in jedem Fall eine Steuer zu einem Satz von mindestens 2 Prozent erhoben.”
“Altersjahr oder wegen Unfähigkeit zur Weiterführung infolge Invalidität definitiv aufgegeben, so ist die Summe der in den letzten zwei Geschäftsjahren realisierten stillen Reserven getrennt vom übrigen Einkommen zu besteuern. Einkaufsbeiträge gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG sind abziehbar. Werden keine solchen Einkäufe vorgenommen, so wird die Steuer auf dem Betrag der realisierten stillen Reserven, für den der Steuerpflichtige die Zulässigkeit eines Einkaufs gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG nachweist, zu einem Fünftel der Tarife nach Art. 36 berechnet. Für die Bestimmung des auf den Restbetrag der realisierten stillen Reserven anwendbaren Satzes ist ein Fünftel dieses Restbetrages massgebend, es wird aber in jedem Fall eine Steuer zu einem Satz von mindestens 2 Prozent erhoben.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 120 Conformemente all'art. 33 cpv. 3 LIFD le spese per l'assistenza da parte di terzi sono state nella prassi riconosciute come deduzione dal reddito imponibile; in una decisione esaminata sono state detratte spese per l'assistenza da parte di terzi per Fr. 10'100.–.
“Auslagen für voreheliche Kinder hat grundsätzlich der leibliche Elternteil aus sei- nem Überschuss zu finanzieren, bevor die Beistandspflicht nach Art. 278 Abs. 2 ZGB greift (E. V.7.3.3.). Sie sind daher nicht Teil des Bedarfs des leiblichen Eltern- teils. Wie noch zu zeigen sein wird, resultiert aus der Düsseldorfer Tabelle im Übri- gen kein Betrag von insgesamt EUR 1'567.00 (E. V.8.3.4.). 13) Die Steuern der Gesuchstellerin wurden bereits von deren Einkommen abgezogen (E. V.4.7.). Der Gesuchsgegner unterliegt dem Verheiratetentarif (§ 35 Abs. 2 StG; Art. 36 Abs. 2 bis DBG). Er ist konfessionslos (Urk. 207/6 S. 1). Sein Einkommen beträgt Fr. 147'600.– (E. V.5.4.). Hinzu kommen die Kinderzulagen von Fr. 2'400.– sowie Unterhaltsbeiträge von geschätzt Fr. 8'400.–. Abzuziehen sind die Berufsauslagen von rund Fr. 6'800.– (Urk. 207/6 S. 12), Versicherungsprämien von Fr. 3'900.– (Staatssteuer) bzw. Fr. 2'400.– (Bundessteuer), Fremdbetreuungskosten von Fr. 10'100.– (§ 31 Abs. 1 lit. j StG; Art. 33 Abs. 3 DBG) sowie Sozialabzüge von Fr. 9'000.– (§ 34 Abs. 1 lit. a StG) bzw. Fr. 6'500.– (Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG) für ein Kind im Haushalt. Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt Fr. 128'600.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 132'600.–. Das steuer- bare Vermögen und das Verrechnungssteuerguthaben sind vernachlässigbar (Urk. 207/6 S. 4 und § 47 Abs. 2 StG). Gibt man die Daten für das Jahr 2021 im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Zivilstand: getrennt; Tarif: Verheirateten- und Einelterntarif; Konfession: andere; Gemeinde: Zürich), resultiert eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 15'855.50 und eine direkte Bundessteuer von Fr. 3'911.–. Die monatliche Steuerlast beträgt somit (gerundet) Fr. 1'650.–. Grundsätzlich ist ein Anteil dieser Steuern dem Barbedarf von D._____ zuzuweisen (E. V.7.2.). Wie nachfolgend zu zeigen sein wird, wird die Gesuchstellerin aber nur für einen kleinen Teil des Barbedarfs von D.”
LIFD art. 33 n. 119 Le deduzioni individuali, in particolare gli assegni di mantenimento, non sono considerate in modo forfettario nelle tarifþ dell'imposta alla fonte e devono essere richieste separatamente. Prima della revisione con effetto dal 1.1.2021 esistevano, a titolo complementare, possibilità di carattere procedurale (p. es. correzione della tarifú / NOV) per la successiva presa in considerazione di tali deduzioni per l'anno d'imposta interessato, nella misura in cui ciò era indicato nelle ritenute alla fonte.
“Von Januar bis April 2020 nahm die Arbeitgeberin des Ehemannes (teils rückwirkend) einen Quellensteuerabzug von 8.33% vor (act. B.6 und RG act. III.23/act. B.4 [Januar 2020]; act. B.7 und RG act. III.23/act. B.4 [Februar]; RG act. III.23/act. B.4 [März 2020]; act. B.8 [April 2020]). Es trifft zu, dass dieser Ab- zug angesichts der zu leistenden Unterhaltsbeiträge zu hoch ist, entspricht er dem Bruttolohn des Ehemannes von CHF 5'190.00 bei einem Tarif A0N. Individuelle Abzüge wie solche für Unterhaltsbeiträge sind in den Quellensteuertarifen nicht pauschal berücksichtigt. Sie müssen individuell geltend gemacht werden. Vor der am 1. Januar 2021 in Kraft getretenen Revision der Quellensteuergesetzgebung konnte zur individuellen Gewährung von noch nicht im Tarif berücksichtigten Ab- zügen wie demjenigen für Unterhaltsbeiträge bis spätestens Ende März des dem Steuerjahr folgenden Jahres ein Antrag auf Tarifkorrektur oder auf nachträgliche ordentliche Veranlagung (NOV) gestellt werden (Art. 2 Abs. 1 lit. e QStV i.V.m. Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Art. 105a Abs. 4 aStG [BR 720.000], Art. 31 aABzStG [BR 720.015]; vgl. Botschaft der Regierung an den Grossen Rat vom 22. Mai 2012, Heft Nr. 4, 2012-2013, Teilrevision des Steuergesetzes, S. 110). Gemäss Art. 191a StG (BR 720.000) gilt die altrechtliche Tarifkorrektur noch für das Steu- erjahr 2020 als zulässig und konnte bis spätestens am 31. März 2021 beantragt werden (vgl. Botschaft der Regierung an den Grossen Rat vom 9. Juni 2020, Heft Nr. 4, 2020-2021, Teilrevision des Steuergesetzes für den Kanton Graubünden, S. 154). Führte der Quellensteuerabzug zu einem Härtefall, mithin einer Verlet- zung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums, so konnte die Steuerverwal- tung auf Gesuch hin bereits im laufenden Steuerjahr den Quellensteuertarif an- passen, indem sie bei der Anwendung der Tarife Kinderabzüge bis höchstens zur Höhe der Unterhaltsbeiträge berücksichtigte (Art. 2 Abs. 2 aQStV [neu: Art. 11 Abs. 1 QStV, SR 642.118.2], Art. 25 Abs. 4 aABzStG [neu: Art. 28b ABzStG]; zur Gewährung der Untertarife A1-A9; vgl.”
“Von Januar bis April 2020 nahm die Arbeitgeberin des Ehemannes (teils rückwirkend) einen Quellensteuerabzug von 8.33% vor (act. B.6 und RG act. III.23/act. B.4 [Januar 2020]; act. B.7 und RG act. III.23/act. B.4 [Februar]; RG act. III.23/act. B.4 [März 2020]; act. B.8 [April 2020]). Es trifft zu, dass dieser Ab- zug angesichts der zu leistenden Unterhaltsbeiträge zu hoch ist, entspricht er dem Bruttolohn des Ehemannes von CHF 5'190.00 bei einem Tarif A0N. Individuelle Abzüge wie solche für Unterhaltsbeiträge sind in den Quellensteuertarifen nicht pauschal berücksichtigt. Sie müssen individuell geltend gemacht werden. Vor der am 1. Januar 2021 in Kraft getretenen Revision der Quellensteuergesetzgebung konnte zur individuellen Gewährung von noch nicht im Tarif berücksichtigten Ab- zügen wie demjenigen für Unterhaltsbeiträge bis spätestens Ende März des dem Steuerjahr folgenden Jahres ein Antrag auf Tarifkorrektur oder auf nachträgliche ordentliche Veranlagung (NOV) gestellt werden (Art. 2 Abs. 1 lit. e QStV i.V.m. Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Art. 105a Abs. 4 aStG [BR 720.000], Art. 31 aABzStG [BR 720.015]; vgl. Botschaft der Regierung an den Grossen Rat vom 22. Mai 2012, Heft Nr. 4, 2012-2013, Teilrevision des Steuergesetzes, S. 110). Gemäss Art. 191a StG (BR 720.000) gilt die altrechtliche Tarifkorrektur noch für das Steu- erjahr 2020 als zulässig und konnte bis spätestens am 31. März 2021 beantragt werden (vgl. Botschaft der Regierung an den Grossen Rat vom 9. Juni 2020, Heft Nr. 4, 2020-2021, Teilrevision des Steuergesetzes für den Kanton Graubünden, S. 154). Führte der Quellensteuerabzug zu einem Härtefall, mithin einer Verlet- zung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums, so konnte die Steuerverwal- tung auf Gesuch hin bereits im laufenden Steuerjahr den Quellensteuertarif an- passen, indem sie bei der Anwendung der Tarife Kinderabzüge bis höchstens zur Höhe der Unterhaltsbeiträge berücksichtigte (Art. 2 Abs. 2 aQStV [neu: Art. 11 Abs. 1 QStV, SR 642.118.2], Art. 25 Abs. 4 aABzStG [neu: Art. 28b ABzStG]; zur Gewährung der Untertarife A1-A9; vgl.”
Le deduzioni generali dell'art. 33 LIFD sono deduzioni di politiÊ sociale (anorganiche) e hanno carattere eccezionale; le loro basi giuridiche devono essere interpretate in senso restrittivo.
“Art. 38 StG und Art. 33 DBG stehen je unter der Überschrift bzw. dem Randtitel «Allgemeine Abzüge» (sog. sozialpolitische oder anorganische Abzüge). Sie betreffen überwiegend Lebenshaltungskosten, die als solche an sich nicht zum Abzug zugelassen wären. Den allgemeinen Abzügen kommt also Ausnahmecharakter zu, weshalb ihre Rechtsgrundlagen restriktiv auszulegen sind (vgl. BVR 2010 S. 59 E. 3.4; VGE 2019/341 vom”
“Art. 38 StG und Art. 33 DBG stehen je unter der Überschrift bzw. dem Randtitel «Allgemeine Abzüge» (sog. sozialpolitische oder anorganische Abzüge). Sie betreffen überwiegend Lebenshaltungskosten, die als solche an sich nicht zum Abzug zugelassen wären. Den allgemeinen Abzügen kommt also Ausnahmecharakter zu, weshalb ihre Rechtsgrundlagen restriktiv auszulegen sind (vgl. BVR 2010 S. 59 E. 3.4; VGE 2019/341 vom”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 117 In presenza di talune caratteristiche e circostanze tipiche (p. es. residenti di case di riposo, pazienti assistiti a domicilio da Spitex) nel procedimento di accertamento si può presumere l'esistenza di una disabilità senza ulteriori verifiche dettagliate.
“E. 4.1, auch zum Folgenden; Peter Locher, Praktikabilität im Steuerrecht [unter besonderer Berücksichtigung des materiellen Rechts der direkten Steuern], in Behnisch/Marantelli [Hrsg.], Beiträge zur Methodik und zum System des schweizerischen Steuerrechts, 2014, S. 229 ff., 233 f., 243). Dies gilt auch für die Beurteilung, ob bei der steuerpflichtigen Person eine Behinderung vorliegt. Es erscheint daher sachgerecht, im Veranlagungsverfahren bei Vorliegen gewisser typischer Merkmale und Umstände ohne Detailprüfung in jedem Fall von einer Behinderung auszugehen (Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 32m). Vier entsprechende Personengruppen – unter anderem auch jene der Heimbewohnerinnen und ‑bewohner bzw. Spitex-Patientinnen und ‑Patienten (vgl. dazu ausführlich E. 4.3 hiernach) – werden in KS Nr. 11 Ziff.”
“E. 4.1, auch zum Folgenden; Peter Locher, Praktikabilität im Steuerrecht [unter besonderer Berücksichtigung des materiellen Rechts der direkten Steuern], in Behnisch/Marantelli [Hrsg.], Beiträge zur Methodik und zum System des schweizerischen Steuerrechts, 2014, S. 229 ff., 233 f., 243). Dies gilt auch für die Beurteilung, ob bei der steuerpflichtigen Person eine Behinderung vorliegt. Es erscheint daher sachgerecht, im Veranlagungsverfahren bei Vorliegen gewisser typischer Merkmale und Umstände ohne Detailprüfung in jedem Fall von einer Behinderung auszugehen (Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 32m). Vier entsprechende Personengruppen – unter anderem auch jene der Heimbewohnerinnen und ‑bewohner bzw. Spitex-Patientinnen und ‑Patienten (vgl. dazu ausführlich E. 4.3 hiernach) – werden in KS Nr. 11 Ziff.”
“E. 4.1 auch zum Folgenden; Peter Locher, Praktikabilität, S. 233 f., 243). Dies gilt auch für die Beurteilung, ob bei der steuerpflichtigen Person eine Behinderung vorliegt. So erscheint es sachgerecht, im Veranlagungsverfahren bei Vorliegen gewisser typischer Merkmale und Umstände ohne Detailprüfung in jedem Fall von einer Behinderung auszugehen (Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 32m). Entsprechende Personengruppen werden in KS Nr. 11 Ziff.”
LIFD art. 33 n. 116 Sono deducibili soltanto i costi effettivamente sostenuti e necessari per il mantenimento o il ripristino della salute fisiÊ o mentale, purché sussista un nesso causale adeguato tra i costi e il pregiudizio alla salute. Le spese di sussistenza o di lusso non sono deducibili.
“1 Von den Einkünften werden die Krankheits- und Unfallkosten steuerpflichtiger Personen, soweit sie selber getragen werden und 5 % der um die Aufwendungen verminderten steuerbaren Einkünfte übersteigen, abgezogen (§ 32 lit. a des Steuergesetzes des Kantons Zürich vom 8. Juni 1997 [StG] und Art. 33 Abs. 1 lit. h Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer vom 14. Dezember 1990 [DBG]). Die Möglichkeit, Krankheitskosten und Unfallkosten von den Einkünften abzusetzen, bildet eine Ausnahme vom Grundsatz, wonach Lebenshaltungskosten prinzipiell nicht abzugsfähig sind (Felix Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4. A., Zürich 2021, § 32 StG N. 7; Felix Richner et al., Handkommentar zum DBG, 3. A., Zürich 2016, Art. 33 DBG N. 144). Abzugsfähig sind daher lediglich notwendige Kosten zur Erhaltung und Wiederherstellung der körperlichen und psychischen Gesundheit, sofern ein adäquater Kausalzusammenhang zwischen diesen Kosten und der gesundheitlichen Beeinträchtigung besteht. Dies setzt regelmässig voraus, dass die Behandlung und die entsprechenden Medikamente ärztlich verordnet sind (Richner et al., § 32 StG N. 12 f.; Felix Richner et al., Art. 33 DBG N. 147 f.). 2.1.2 Die Eidgenössische Steuerverwaltung [ESTV] hat zu Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG das Kreisschreiben Nr. 11 vom 31. August 2005 über den Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten erlassen. Unter Ziffer 3.2.2 (Kosten für Heilmassnahmen) wird dort geregelt: "Die Kosten besonderer Heilmassnahmen wie Massagen, Bestrahlungen, Heilbäder, Kuraufenthalte, Physiotherapie, Ergotherapie, Logopädie, Psychotherapie etc. gelten als abzugsfähig, sofern sie ärztlich verordnet sind und von diplomierten Personen durchgeführt werden." In Ziffer 3.2.4 (Kosten für Alternativmedizin) hält das Kreisschreiben sodann fest: "Die Kosten für naturheilärztliche Behandlungen gelten (…) als abzugsfähig, wenn die Behandlung von einem anerkannten Naturheilpraktiker verordnet wird." Die ESTV-Rundschreiben sind zwar für die Steuerjustiz nicht bindend. Weil sie aber auf eine einheitliche und gleiche Rechtsanwendung ausgerichtet sind, soll von ihnen nur abgewichen werden, wenn sie die anwendbaren Gesetzesbestimmungen nicht überzeugend konkretisieren (BGE 140 II 88 E.”
“Als nicht abzugsfähig qualifizierte die Rechtsprechung die Kosten für cholesterinarme Ernährung, da die in Frage stehende cholesterinarme Diät sich nicht grundsätzlich von der allgemein empfohlenen, gesundheitsbewussten Ernährung unterschied, die von einem grossen Teil der Bevölkerung befolgt wird (Urteil 2C_722/2007 vom 14. April 2008 E. 3.4), ein Aufenthalt auf Gran Canaria, dessen medizinische Notwendigkeit von der Steuerpflichtigen nicht aufgezeigt worden war (Urteil 2A.84/2005 vom 24. Februar 2005 E. 4), Transportkosten, wenn nicht dargelegt war, dass infolge des Gesundheitszustands die Benützung der gewöhnlichen Transportmittel nicht möglich oder zumutbar ist (Urteil 2A.209/2005 vom 3. November 2005 E. 4.2.3, in: RtiD 2006 I S. 471; vgl. Kreisschreiben Nr. 11 Ziff. 3.2.9) oder Kosten für eine völlig untaugliche psychologische Telefonberatung (zit. Urteil 2A.318/2004, a.a.O., E. 2.2; für Beispiele aus der kantonalen Gerichtspraxis: HUNZIKER/MAYER-KNOBEL, in: Kommentar DBG, Zweifel/Beusch [Hrsg.], 3. Aufl. 2017, N. 32a-32k zu Art. 33 DBG; FELIX RICHNER UND ANDERE, Handkommentar DBG, 3. Aufl. 2016, N. 139-158 zu Art. 33 DBG).”
I contributi di mantenimento, la detrazione per assicurazioni (art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD) e la detrazione per erogazioni (art. 33 cpv. 1 lett. i LIFD) sono considerati, secondo la giurisprudenza citata, deduzioni generali prive di un nesso oggettivo con una specifiÊ categoria di reddito. Le autorità di grado inferiore possono pertanto ripartire tali detrazioni in misura proporzionale in base alle quote del reddito netto dei coniugi.
“Generell wird zwar die Höhe der Unterhaltsbeiträge unter anderem unter Berücksichtigung des vom Unterhaltsschuldner erzielten bzw. erzielbaren Einkommens festgelegt. Dies genügt jedoch nicht zur Begründung des erforderlichen sachlichen Zusammenhangs mit bestimmten Einkommensbestandteilen. Da jeder Ehegatte nach seinen Kräften für den gebührenden Unterhalt der Familie sorgt (Art. 163 Abs. 1 ZGB), belasten Unterhaltspflichten eines Ehegatten gegenüber Dritten im Ergebnis beide Ehegatten und mindern ihre wirtschaftliche Leistungsfähigkeit anteilsmässig (vgl. BGer 2C_354/2022 vom 20. März 2023 E. 3.3.3 und 4.2.2, 2C_1155/2013 vom 26. Juni 2015 E. 3.6; VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.3). Die Argumente des Beschwerdeführers sind nicht geeignet, die Richtigkeit der Rechtsprechung des Bundesgerichts und des Verwaltungsgerichts in Frage zu stellen und einen hinreichenden sachlichen Zusammenhang zwischen dem Einkommen des Steuerpflichtigen und den von ihm geschuldeten Unterhaltsbeiträgen zu begründen. Auch beim Versicherungsabzug gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG und beim Abzug für Zuwendungen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. i DBG handelt es sich um allgemeine Abzüge ohne sachlichen Zusammenhang mit einer bestimmten Einkommensart (vgl. zu Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.5). Folglich ist es aus den vorstehend dargelegten Gründen nicht zu beanstanden, dass die Vorinstanzen den Abzug für Unterhaltsbeiträge, den Versicherungsabzug und den Abzug für Zuwendungen unter Mitberücksichtigung des Einkommens der Ehefrau des Beschwerdeführers nach Massgabe der Nettoeinkommensanteile aufgeteilt haben.”
Le prestazioni di mantenimento che un genitore versa all'altro genitore per i figli posti sotto la sua potestà genitoriale sono, secondo il principio di corrispondenza/congruenza, deducibili dal soggetto erogante ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD. Tale deroga al principio secondo cui le spese per il mantenimento della famiglia non sono, di regola, deducibili va applicata in modo restrittivo.
“Gemäss Art. 16 DBG (SR 642.11) unterliegen alle einmaligen oder wiederkehrenden Einkünfte des Steuerpflichtigen, wozu auch Naturalbezüge zählen, der Einkommenssteuer. Als Grundsatz gilt, dass die steuerpflichtige Person weder die Kosten für ihren eigenen Unterhalt und für den ihrer Familie (Art. 34 lit. a DBG) noch Leistungen, die in Erfüllung einer familienrechtlichen Unterhalts- oder Unterstützungspflicht erbracht werden (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG), abziehen kann, während diese Leistungen beim Empfänger steuerfrei sind (Art. 24 lit. e DBG; vgl. BGE 149 II 19 E. 5.1 und 5.2). Abweichend von diesem Grundsatz gehören insbesondere Unterhaltsbeiträge, die ein Elternteil für die unter seiner elterlichen Sorge stehenden Kinder erhält, zu dessen steuerbaren Einkünften (Art. 23 lit. f DBG). Entsprechend dem Korrespondenz- resp. Kongruenzprinzip kann der Elternteil, der Unterhaltsbeiträge an den anderen Elternteil für die unter dessen elterlichen Sorge stehenden Kinder leistet, diese Beiträge (nicht jedoch Leistungen in Erfüllung anderer familienrechtlicher Unterhalts- oder Unterstützungspflichten) von seinen steuerbaren Einkünften abziehen (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Diese Ausnahmeregelung ist restriktiv zu handhaben (vgl. BGE 149 II 19 E. 5.3 und 5.4; StE 2020 B”
“Es steht fest und ist unbestritten, dass der Beschwerdeführer im vorliegend streitbetroffenen Steuerjahr 2018 für seine Kinder einen Unterhaltsbeitrag gezahlt hat und dementsprechend einen Abzug vom Einkommen im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG geltend machen kann. Bei einer wortgetreuen Anwendung der gesetzlichen Regelung - welche, wie das Bundesgericht wiederholt festgehalten hat (vgl. Urteile 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.4.4 und”
“c StG), Prämien für die Krankenversicherung von CHF 2'800. (vgl. § 32 Abs. 1 lit. g, § 241bis Abs. 2 und 4 sowie Anhang 4 StG; Häfeli, in: Tarolli Schmidt et al. [Hrsg.], Kommentar zum Basler Steuergesetz, Basel 2019, § 32 N 33) und Abzug für allein lebende Personen von CHF 18'100. (§ 35 Abs. 1 lit. c und Anhang 1 Ziff. 3 StG). Damit beträgt das steuerbare Einkommen des Ehemanns schätzungsweise CHF 38'820.. Bei diesem steuerbaren Einkommen bezahlt der Ehemann eine Einkommenssteuer von CHF 8'439. (vgl. § 36 Abs. 1 und 3, § 239b Abs. 3 lit. a.aa und Abs. 4 sowie Anhang 4 StG). Für die direkte Bundessteuer sind vom Gesamteinkommen des Ehemanns von CHF 120'000. die folgenden Abzüge abzuziehen: übrige Berufskosten von CHF 3600. (vgl. Art. 26 Abs. 1 lit. c Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG, SR 642.11]; Art. 7 Abs. 1 und Anhang der Verordnung des EFD über den Abzug der Berufskosten unselbständig Erwerbstätiger bei der direkten Bundessteuer [BKV, SR 642.118.1]), Kindesunterhaltsbeiträge von angenommen CHF 56'280. (vgl. Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG) und Prämien für die Krankenversicherung von CHF 1'700. (vgl. Art. 33 Abs. 1 lit. g Ziff. 2 DBG). Damit beträgt das steuerbare Einkommen des Ehemanns schätzungsweise CHF 58'420.. Bei diesem steuerbaren Einkommen bezahlt der Ehemann eine direkte Bundessteuer von CHF”
Per via dell'armonizzazione verticale (art. 9 LHID / art. 72l LHID) i principi dogmatici sviluppati dal diritto federale nonché la giurisprudenza e la dottrina in tema di deducibilità delle spese per assistenza di terzi devono essere applicati per analogia nel diritto cantonale. I Cantoni possono tuttavia fissare un proprio importo massimo.
“Le tribunal connaît des recours dirigés, comme en l’espèce, contre les décisions sur réclamation de l'AFC-GE (art. 115 al. 2 et 116 al. 1 de la loi sur l’organisation judiciaire du 26 septembre 2010 - LOJ - E 2 05 ; art. 49 de la loi de procédure fiscale du 4 octobre 2001 - LPFisc - D 3 17 ; art. 140 de la loi fédérale sur l’impôt fédéral direct du 14 décembre 1990 - LIFD - RS 642.11). 2. Interjeté en temps utile et dans les formes prescrites devant la juridiction compétente, le recours est recevable au sens des art. 49 LPFisc et 140 LIFD. 3. Le litige porte sur la question de savoir si la somme de CHF 30'000.- que la recourante a versée à ses parents en 2021 est déductible à titre de frais de garde. 4. À teneur des art. 34 let. a LIFD et 38 let. a de la loi genevoise sur l'imposition des personnes physiques du 27 septembre 2009 (LIPP - D 3 08), ne peuvent être déduits du revenu imposable notamment les frais d'entretien du contribuable et de sa famille, y compris les dépenses privées résultant de sa situation professionnelle. 5. Selon l'art. 33 al. 3 LIFD, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 1er janvier 2023, un montant de CHF 10'100.- au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l'enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde documentés ont un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. 6. L'art. 9 al. 2 let. m de la loi sur l'harmonisation des impôts directs des cantons et des communes du 14 décembre 1990 (LHID - RS 642.14) oblige les cantons à introduire une déduction similaire tout en restant libres de fixer le plafond de la déduction (art. 72l LHID ; Xavier OBERSON, Droit fiscal suisse, 2012, p. 187-188 n. 336). Il s'ensuit que, conformément au principe d'harmonisation verticale, la jurisprudence et la doctrine développées en droit fédéral sont également applicables en droit cantonal. 7. A Genève, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 1er janvier 2023, l'art.”
“14) oblige les cantons à introduire une déduction similaire tout en restant libres de fixer le plafond de la déduction (art. 72l LHID ; Xavier OBERSON, Droit fiscal suisse, 2012, p. 187-188 n. 336). Il s'ensuit que, conformément au principe d'harmonisation verticale, la jurisprudence et la doctrine développées en droit fédéral sont également applicables en droit cantonal. 7. A Genève, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 1er janvier 2023, l'art. 35 LIPP prévoyait qu'un montant de CHF 25'000.- au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l'enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde, documentés, ont un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. 8. Selon l'art. 8 du règlement relatif à la compensation des effets de la progression à froid du 14 octobre 2020 (RCEPF - D 3 08.05), ce montant était fixé à CHF 25'048.- pour l'année fiscale 2021. 9. Selon les travaux préparatoires de l’art. 33 al. 3 LIFD (cf. Message sur la loi fédérale sur le dégrèvement des familles avec enfants, in FF 2009 p. 4237 ; ci-après : Message), dont la teneur (à l'exception du montant retenu) est similaire à celle de l’art. 35 LIPP, la mise en place d’une déduction pour la garde des enfants était destinée à respecter l’impératif constitutionnel d’imposition selon la capacité économique, qui soit équitable tant pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants que pour ceux qui les font garder par des tiers. Même s’il ne s’agissait pas de frais directement liés à une activité lucrative, ils constituaient une condition à son exercice hors du ménage. Il s’agissait de dépenses typiques qui dépendaient surtout de la situation personnelle du contribuable et de frais fixes qui n’étaient pas liés à une activité lucrative exercée dans un lieu déterminé. Il y avait lieu de concevoir dans la LIFD la déduction des frais effectifs de la garde des enfants par des tiers, considérée comme une déduction anorganique (c'est-à-dire non liés à l'acquisition du revenu) plafonnée à un montant déterminé.”
“La décision attaquée est modifiée dans le sens qu’une déduction pour frais de garde (code 4.380), fixée à CHF 521.-, est octroyée. Elle est confirmée pour le surplus. Impôt cantonal (604 2021 115) 6. Points litigieux Comme pour l’impôt fédéral direct ci-dessus, les points relatifs à la déduction pour frais de garde pour enfant, à la déduction sociale pour enfant et au taux (splitting) sont litigieux et seront analysés ci-dessous. 7. La déduction pour frais de garde 7.1. L’art. 34 al. 3 LICD (version au 31 décembre 2020) prévoit qu’un montant de CHF 6'000.- au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l'enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde, documentés, ont un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. 7.2. En droit cantonal harmonisé, l’art. 34 al. 3 LICD (voir art. 9 al. 2 let. m LHID) concernant la déduction pour frais de garde d’enfant a un contenu similaire à celui de l’art. 33 al. 3 LIFD (à l’exception du plafond de la déduction). Les développements concernant le droit fédéral (voir ci-dessus consid. 3) sont dès lors également valables en droit cantonal. En présence de règles similaires, la déduction pour frais de garde des deux enfants du recourant, d’un montant total de CHF 521.- (arrondi), est également admise en droit cantonal. 8. La déduction sociale pour enfant et le taux (splitting) 8.1. Aux termes de l’art. 1 al. 3 LHID, lorsqu'aucune réglementation particulière n'est prévue, les impôts cantonaux et communaux sont établis en vertu du droit cantonal. Restent en particulier de la compétence des cantons la fixation des barèmes, celle des taux et celle des montants exonérés d'impôt. En vertu des art. 66 al. 1 LICD et 3 al. 3 LHID, les revenus des époux qui vivent en ménage commun sont additionnés quel que soit le régime matrimonial. A contrario, en cas de divorce ou de séparation durable de fait ou de droit, les époux sont imposés séparément (art. 66 al. 4 LICD). 8.”
LIFD art. 33 n. 112 Le prestazioni di mantenimento possono essere erogate sotto forma di pagamenti in denaro, di beni in natura o mediante l'assunzione dei costi di assistenza (mantenimento per assistenza). Tali prestazioni sono deducibili per il soggetto che le eroga e imponibili per il beneficiario. La deducibilità del mantenimento per i figli opera solo nella misura in cui i figli sono soggetti alla potestà genitoriale del genitore beneficiario. Il mantenimento per assistenza è, ai fini fiscali, considerato alla stregua del mantenimento per i figli.
“418 ss) che a sua volta può beneficiare della deduzione per i figli a carico ai sensi degli art. 34 cpv. 1 lett. a LT risp. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD e, per la sola imposta cantonale, della deduzione dalla sostanza per ogni figlio minorenne ex art. 48 lett. b LT. D’altro canto, questi alimenti sono pienamente deducibili per il genitore che li versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 32 cpv. 1 lett. c LT). La deducibilità degli alimenti per i figli minorenni vale nel frattempo solo per gli alimenti dovuti nell’ambito del diritto di famiglia, ma non per gli alimenti versati a titolo volontario (Circ. AFC no. 30 del 21 dicembre 2010 sull’“Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta”, n. 14.2.2., p. 32). 1.4. I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, op. cit., n. 52 ad art. 33 LIFD, p. 683) e possono rivestire la forma di pagamenti (Geldleistungen) diretti e ricorrenti ma anche di prestazioni in natura (Natural- und Barunterhalt) o di assunzione di costi indiretti (Betreuungsunterhalt; Locher, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, I. Teil, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 34 ss, p. 992 ss, in particolare n. 48 ad art. 33 LIFD, p. 995 e riferimenti citati; Hunziker/Mayer-Knobel in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 4a ediz., Basilea 2022, n. 23a ss ad art. 23 LIFD, p. 563 s.). Servono alla copertura dei bisogni vitali, senza che il destinatario benefici di alcun incremento patrimoniale (Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, op. cit., n. 48 ad art. 33 LIFD, p. 683; n. 60 ad art. 23 LIFD, p. 516 s.). Gli alimenti versati al coniuge per il figlio minorenne o direttamente al figlio maggiorenne sono di regola prestazioni pecuniarie dirette ricorrenti. Possono tuttavia essere versati anche come pagamenti indiretti, ad esempio con la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati.”
“Auch unter Geltung des neuen Unterhaltsrechts leistet in einem Fall, wo das Kind ausschliesslich von einem Elternteil betreut wird, der andere Elternteil seinen Beitrag vornehmlich durch Geldzahlungen, und in einem Fall mit alternierender Obhut, die schon bisher möglich war, vom Gericht jedoch nicht geprüft werden musste, übernahmen bereits zuvor beide Elternteile die Betreuung des Kindes. Je nach konkretem Betreuungsanteil und wirtschaftlicher Leistungsfähigkeit wurden Unterhaltsbeiträge bezahlt oder eben auch nicht. Neu hinzugekommen ist indessen der Betreuungsunterhalt, was jedoch die steuerrechtliche Ausgangslage in Bezug auf den Kinderabzug nicht grundlegend verändert hat. Der Betreuungsunterhalt kann nämlich vom Leistenden zusammen mit dem Barunterhalt vollumfänglich von den Einkünften abgezogen werden und ist vom Empfänger zu besteuern. Steuerrechtlich handelt es sich beim Betreuungsunterhalt um Kinderunterhalt, obschon diese Leistungen wirtschaftlich betrachtet dem persönlich betreuenden Elternteil zukommen (Locher, a.a.O., N 36 zu Art. 33 DBG). Es findet folglich in noch höherem Masse eine Ressourcenverschiebung hin zum Empfänger der Unterhaltsleistungen statt. Unabhängig davon sind die selbst bezahlten Kosten des Kinderunterhalts als Lebenshaltungskosten nach wie vor steuerlich nicht zu berücksichtigen (vgl. Art. 45 Abs. 1 lit. c und Art. 47 StG). Generell gilt, dass all jene Aufwendungen und Kosten nicht abzugsfähig sind, die nicht ausdrücklich im Gesetz als abzugsfähig erklärt werden (Zigerlig/Oertli/Hofmann, a.a.O., S. 29). Hinzu kommt, dass Sozialabzüge als pauschalierte Abzüge konzipiert und von den tatsächlich getätigten Aufwendungen unabhängig sind. Dass in Art. 48 Abs. 1 lit. a al. 2 Satz 1 StG nicht auf das Kriterium der Betreuung bzw. (alterierenden) Obhut, sondern auf den Erhalt von Unterhaltsbeiträgen abgestellt wird und die übrigen erbrachten Leistungen ausser Acht gelassen werden, ist ein von den rechtsanwendenden Behörden und Gerichten zu respektierender Entscheid des Gesetzgebers. Auch die seit dessen Inkrafttreten im Jahr 2010 erwähnten zivilrechtlichen Änderungen führen nicht zu sachlich unhaltbaren Ergebnissen, zumal es um einen schematischen Sozialabzug geht.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 111 Il cumulo della deduzione per assegni di mantenimento e della deduzione per figli non è consentito. Se gli assegni di mantenimento sono portati in deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD, al soggetto che li versa non spetta la deduzione per figli (nella misura della metà) ai sensi dell'art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD; il soggetto che versa non può rinunciare volontariamente alla deduzione per assegni per poter usufruire della deduzione per figli. In mancanza della deduzione per figli, non può essere concessa la tarifú per genitori.
“Eine Kumulation von Unterhaltsbeitragsabzug und Kinderabzug ist gemäss ständiger Rechtsprechung des Bundesgerichts nicht zulässig (vgl. BGer 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6.3.1; BGE 133 II 305 E. 6.4 ff., insb. E. 8.4). Dabei kann der zahlende Elternteil nicht freiwillig auf die Geltendmachung der Unterhaltsbeiträge verzichten und stattdessen den Kinderabzug beanspruchen (Locher, a.a.O., N 23 zu Art. 35 DBG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., N 28 ff. zu Art. 35 DBG). Die Zahlung bzw. die Entgegennahme von Unterhaltsbeiträge präjudiziert somit die Zuteilung des Sozialabzugs (Locher, a.a.O., N 62 zu Art. 23 DBG). Die gesetzliche Ordnung ist verbindlich, und man kann nicht frei dasjenige Korrektiv wählen, das in einer besonderen Situation die grösste steuerliche Entlastung gewährt (BGer 2C_437/2010 vom 11. Oktober 2010 E. 2.2). Die in Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG vorgesehene hälftige Aufteilung des Kinderabzugs ist als Folge des Kumulationsverbots nur zulässig, wenn keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG bezahlt werden. Nicht massgebend ist dabei der Umfang der alternierenden Obhut, da dies für die Veranlagungsbehörde nicht kontrollierbar ist, wie bereits bei Einführung des halben Kinderabzugs festgehalten wurde (Locher, a.a.O., N 23 zu Art. 35 DBG; Botschaft zum Bundesgesetz über die steuerliche Entlastung von Familien mit Kindern, BBl 2009 S. 4766). Die hälftige Aufteilung des Abzugs ist eine bewusste Pauschalierung des Gesetzgebers (Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, DBG, 4. Aufl. 2022, N 20 zu Art. 35 DBG). Der Elterntarif ist gemäss ständiger Lehre und Rechtsprechung stets mit dem Kinderabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG verbunden. Werden Unterhaltszahlungen von den steuerbaren Einkünften in Abzug gebracht, wird vermutet, dass der Elternteil, der die Unterhaltsleistungen erhält, den Unterhalt des Kindes zur Hauptsache trägt (BGE 131 II 305 E. 6.5 und 6.6). Einer steuerpflichtigen Person, der kein Kinderabzug zukommt, kann kein Elterntarif gewährt werden (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.”
“Eine Kumulation von Unterhaltsbeitragsabzug und Kinderabzug ist gemäss ständiger Rechtsprechung des Bundesgerichts nicht zulässig (vgl. BGer 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6.3.1; BGE 133 II 305 E. 6.4 ff., insb. E. 8.4). Dabei kann der zahlende Elternteil nicht freiwillig auf die Geltendmachung der Unterhaltsbeiträge verzichten und stattdessen den Kinderabzug beanspruchen (Locher, a.a.O., N 23 zu Art. 35 DBG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., N 28 ff. zu Art. 35 DBG). Die Zahlung bzw. die Entgegennahme von Unterhaltsbeiträge präjudiziert somit die Zuteilung des Sozialabzugs (Locher, a.a.O., N 62 zu Art. 23 DBG). Die gesetzliche Ordnung ist verbindlich, und man kann nicht frei dasjenige Korrektiv wählen, das in einer besonderen Situation die grösste steuerliche Entlastung gewährt (BGer 2C_437/2010 vom 11. Oktober 2010 E. 2.2). Die in Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG vorgesehene hälftige Aufteilung des Kinderabzugs ist als Folge des Kumulationsverbots nur zulässig, wenn keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG bezahlt werden. Nicht massgebend ist dabei der Umfang der alternierenden Obhut, da dies für die Veranlagungsbehörde nicht kontrollierbar ist, wie bereits bei Einführung des halben Kinderabzugs festgehalten wurde (Locher, a.a.O., N 23 zu Art. 35 DBG; Botschaft zum Bundesgesetz über die steuerliche Entlastung von Familien mit Kindern, BBl 2009 S. 4766). Die hälftige Aufteilung des Abzugs ist eine bewusste Pauschalierung des Gesetzgebers (Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, DBG, 4. Aufl. 2022, N 20 zu Art. 35 DBG). Der Elterntarif ist gemäss ständiger Lehre und Rechtsprechung stets mit dem Kinderabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG verbunden. Werden Unterhaltszahlungen von den steuerbaren Einkünften in Abzug gebracht, wird vermutet, dass der Elternteil, der die Unterhaltsleistungen erhält, den Unterhalt des Kindes zur Hauptsache trägt (BGE 131 II 305 E. 6.5 und 6.6). Einer steuerpflichtigen Person, der kein Kinderabzug zukommt, kann kein Elterntarif gewährt werden (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.”
“Eine bewusst fehlerhafte Deklaration der Alimente vermöge an der Rechtslage nichts zu ändern. Der Pflichtige habe damit weder Anspruch auf einen halben noch auf einen ganzen Kinderabzug. Da der Versicherungsprämienabzug an den Kinderabzug gekoppelt sei und der Pflichtige keinen Anspruch auf den Kinderabzug habe, bleibe ihm auch die Gewährung des hälftigen oder des ganzen Versicherungsprämienabzugs für seine beiden Kinder verwehrt. Die Gewährung des Verheiratetentarifs nach § 35 Abs. 2bis StG setze die Berechtigung zum hälftigen Kinderabzug voraus, weshalb es vorliegend für die Staats- und Gemeindesteuern beim Grundtarif sein Bewenden habe. Demgegenüber werde für die Gewährung des Elterntarifs bei der direkten Bundessteuer in Art. 36 Abs. 2bis DBG verlangt, dass die steuerpflichtige Person mit den Kindern im gleichen Haushalt zusammenlebe und deren Unterhalt zur Hauptsache bestreite. Die Berechtigung zum hälftigen Kinderabzug werde somit nicht vorausgesetzt. Würden jedoch Unterhaltsbeiträge gemäss Art. 33 Abs 1 lit. c DBG in Abzug gebracht, so werde in steuerrechtlicher Hinsicht der Unterhalt nicht bestritten. Weil der Pflichtige vorliegend Unterhaltsbeiträge einkommensmindernd in Abzug bringe, sei er auch nicht zum Elterntarif berechtigt. Sofern der Pflichtige schliesslich geltend mache, Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG verstosse in Fällen alternierender Obhut gegen das Gleichbehandlungsgebot, sei zu beachten, dass die Gerichte selbst dann an Bundesgesetze gebunden seien, wenn sich diese als verfassungswidrig erweisen sollten. Dies gelte gestützt auf Art. 190 der Bundesverfassung vom 18. April 1999 (BV) auch vor Bundesgericht. Aufgrund des Anwendungsgebots bundesgesetzlicher Regelungen könne vorliegend offengelassen werden, ob das Bundesrecht zu einem rechtsungleichen Ergebnis führen würde. Soweit der Pflichtige schliesslich beantrage, der Abzug für Unterhaltsbeiträge sei auf Fr. 20'052.- zu reduzieren, fehle ihm ein steuerrechtliches Interesse am Antrag auf eine Höherveranlagung, weshalb auf den Antrag nicht einzutreten sei.”
La circolare dell'AFC (p. es. circolare n. 11 sui costi per malattia e infortuni) precisa l'art. 33 cpv. 1 LIFD. In quanto provvedimento amministrativo, una tale circolare non è vincolante per i giudici; il Tribunale federale la prenÞ tuttavia in considerazione, purché consenta un'interpretazione delle disposizioni di legge adattata al caso concreto e concretizzata in modo convincente.
“Die Eidgenössische Steuerverwaltung hat Art. 33 Abs. 1 lit. h (und lit. h bis ) DBG im Kreisschreiben Nr. 11 vom 31. August 2005 ("Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten") präzisiert. Zu diesem Kreisschreiben hat das Bundesgericht festgestellt, dass es mit dem Wortlaut und dem Geist von Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG übereinstimme (vgl. Urteil 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3.2 f., in: StR 75/2020 S. 942 und ASA 89 S. 321). Als Verwaltungsverordnung richtet das Kreisschreiben sich vorab an die Vollzugsorgane und ist für das Gericht nicht verbindlich. Dieses berücksichtigt Kreisschreiben aber bei seiner Entscheidung, sofern sie eine dem Einzelfall angepasste und gerecht werdende Auslegung der anwendbaren gesetzlichen Bestimmungen zulassen. Das Gericht weicht also nicht ohne triftigen Grund von Verwaltungsverordnungen ab, sofern deren generell-abstrakter Gehalt eine dem individuell-konkreten Fall angepasste und gerecht werdende Auslegung der massgebenden Rechtssätze zulässt, welche diese überzeugend konkretisiert ( BGE 142 II 182 E. 2.3.3 S. 191).”
Citazione: LIFD art. 33 n. 109 Se un contribuente reclama la deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD per assegni di mantenimento versati, secondo il chiaro tenore letterale dell'art. 35 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 LIFD di norma non ha diritto a una deduzione per figli pari alla metà. Dal tenore letterale si può discostare solo se sussistono ragioni interpretative fondate (p. es. la genesi, lo scopo o un nesso indissolubile con altre disposizioni) che inducano a ritenere che il testo letterale sia distante dal «vero senso» della norma.
“Folgt man dem klaren Wortlaut von Art. 35 Abs. 1 lit. a und Abs. 2 DBG, steht dem Beschwerdeführer kein hälftiger Kinderabzug zu, weil er am Ende der Steuerperiode Unterhaltszahlungen leistete, die er nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG abziehen konnte. Um hiervon abzuweichen, wäre ein triftiger Grund für die Annahme erforderlich, der Wortlaut ziele am "wahren Sinn" der Regelung vorbei. Anlass für eine solche Annahme können die Entstehungsgeschichte der Bestimmung, ihr Zweck oder der Zusammenhang mit anderen Vorschriften geben, so namentlich, wenn die grammatikalische Auslegung zu einem Ergebnis führt, das der Gesetzgeber nicht gewollt haben kann (BGE 147 V 342 E. 5.5.4.1; 147 III 41 E. 3.3.1; 145 V 57 E. 9.1).”
In caso di ripartizioni fiscali internazionali, le deduzioni ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD possono essere oggetto di controversia; nel presente provvedimento il contribuente ha in particolare richiesto l'attribuzione integrale al reddito svizzero della deduzione per gli interessi passivi e della deduzione per il pilastro 3a.
“2 In Bundessteuersachen ist die Kognition des Verwaltungsgerichts identisch: Soll die erstinstanzliche Beschwerde die allseitige, hinsichtlich Rechts- und Ermessenskontrolle unbeschränkte gerichtliche Überprüfung der Einspracheentscheide der Veranlagungsbehörde auf alle Mängel des Entscheids und des vorangegangenen Verfahrens hin ermöglichen (Art. 140 Abs. 3 des Bundesgesetzes vom 14. Dezember 1990 über die direkte Bundessteuer [DBG]), muss sich die Aufgabe der zweitinstanzlichen Beschwerde, die die Überprüfung der Entscheidung eines Gerichts und nicht diejenige einer Verwaltungsbehörde zum Gegenstand hat, sinnvollerweise auf die Rechtskontrolle beschränken (BGE 131 II 548 E. 2.5; RB 1999 Nr. 147). 2. 2.1 Die Pflichtige bringt vor, sämtliche Abzüge seien im Rahmen der internationalen Steuerausscheidung vollumfänglich dem schweizerischen Einkommen zuzuweisen. Namentlich betrifft dies die Berufskosten (§ 26 StG bzw. Art. 26 DBG), die allgemeinen Abzüge, insbesondere der Schuldzinsenabzug (§ 31 Abs. 1 lit. a StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG), die Beiträge an die Säule 3a (§ 31 Abs. 1 lit. e StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) und der Versicherungsprämienabzug (§ 31 Abs. 1 lit. g StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG sowie weitere Abzüge, wie Krankheits- und Unfallkosten (§ 32 lit. a StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG) und gemeinnützige Zuwendungen (§ 32 lit. b StG bzw. Art. 33a DBG). 2.2 Nicht mehr strittig zu sein scheint der noch vor Vorinstanz gestellte Antrag, die Sozialabzüge seien vollumfänglich der Schweiz zuzuweisen: Die Pflichtige hat keine Kinder, weshalb ein Kinderabzug (§ 34 Abs. 1 lit. a StG bzw. Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG) ohnehin entfällt. Gleiches gilt für den Unterstützungsabzug (§ 34 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 35 Abs. 1 lit. b DBG): Es ist nicht ersichtlich, dass die Pflichtige gegenüber einer erwerbsunfähigen oder beschränkt erwerbsfähigen Person Unterstützungsleistungen erbringen würde. Auch der Verheiratetenabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. c DBG scheidet bei der ledigen Pflichtigen aus. Die Pflichtige hatte denn in der Steuererklärung 2021 auch keine Sozialabzüge geltend gemacht. Das Steuerrekursgericht wies daher zu Recht darauf hin, dass hier auch keine internationale Steuerausscheidung habe stattfinden können und sich die Rechtsmittel diesbezüglich als obsolet erweisen würden.”
In caso di rendite vitalizie capitalizzabili l'art. 33 LIFD esige che la serie delle prestazioni sia determinata o almeno determinabile, affinché se ne possa calcolare il valore attuale. Alla determinabilità appartiene, in particolare, che l'età del soggetto avente diritto, il tasso di capitalizzazione e l'ammontare della prestazione periodiÊ (ovvero gli altri parametri necessari) siano fissati o ricavabili dagli accordi; solo allora il valore attuale è determinabile.
“Sodann hat es der Rentenschuldner in der Hand, die monatlichen Rentenzahlungen mit einer einmaligen Kapitalleistung von CHF 100'000 auf die Dauer von fünf Jahren zu begrenzen. Die erforderliche Bestimmtheit bezieht sich allem voran auf die Höhe der periodischen Leistung. Neben den konstanten sind auch die indexierten, progressiv oder degressiv ausgestalteten Rentenleistungen tatbestandsmässig, zumal sich auch solche Leistungsreihen kapitalisieren lassen. Die Ermittlung des Barwerts schafft Rechtssicherheit und ist für die Zwecke der Schenkungs- und Erbschaftssteuer ebenso wie der Einkommenssteuer unerlässlich. Bemisst sich die Leistung hingegen nach der Leistungsfähigkeit des Rentenschuldners, der Bedürftigkeit des Rentengläubigers, der Umsatz- oder Ertragslage eines Unternehmens oder nach anderen variablen Bezugsgrössen, ist die Leistungsreihe weder bestimmt noch bestimmbar (vgl. BGer 2C_711 und 2C_712/2012 vom 20. Dezember 2012 E. 3.3 mit Hinweisen; vgl. auch Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3. Aufl. 2017, N 14c zu Art. 33 DBG). Das Bundesgericht erwog, hinsichtlich der bestimmten oder zumindest bestimmbaren Leibrentenleistung sei einzig in Betracht zu ziehen, ob die entscheidkompetente Person von vornherein die auszurichtenden Leistungen in einer Weise umrissen habe, dass sich der Barwert ermitteln lasse (BGer 2C_711 und 2C_712/2012 vom 20. Dezember 2012 E. 4.3 am Schluss). Um den Barwert einer Leibrente ermitteln zu können, ist nebst dem Kapitalisierungszinsfuss, dem Faktor gemäss Barwerttafeln und dem jährlichen Rentenbetrag, das Alter der berechtigten Person am Rechnungstag erforderlich. Der Beschwerdeführer beanstandet, der Eintritt des Leistungsfalls sei vorliegend völlig ungewiss, weshalb sich der Barwert der Leibrentenleistung nicht ermitteln lasse und es demzufolge an der erforderlichen Bestimmtheit fehle. Ausgehend von der getroffenen Vereinbarung tritt der Leistungsfall mit der Auflösung des Konkubinats ein, wobei die Parteien im Zeitpunkt des Vertragsabschlusses damit nicht zu rechnen schienen ("sollten wir uns wider Erwarten trennen…").”
“Sodann hat es der Rentenschuldner in der Hand, die monatlichen Rentenzahlungen mit einer einmaligen Kapitalleistung von CHF 100'000 auf die Dauer von fünf Jahren zu begrenzen. Die erforderliche Bestimmtheit bezieht sich allem voran auf die Höhe der periodischen Leistung. Neben den konstanten sind auch die indexierten, progressiv oder degressiv ausgestalteten Rentenleistungen tatbestandsmässig, zumal sich auch solche Leistungsreihen kapitalisieren lassen. Die Ermittlung des Barwerts schafft Rechtssicherheit und ist für die Zwecke der Schenkungs- und Erbschaftssteuer ebenso wie der Einkommenssteuer unerlässlich. Bemisst sich die Leistung hingegen nach der Leistungsfähigkeit des Rentenschuldners, der Bedürftigkeit des Rentengläubigers, der Umsatz- oder Ertragslage eines Unternehmens oder nach anderen variablen Bezugsgrössen, ist die Leistungsreihe weder bestimmt noch bestimmbar (vgl. BGer 2C_711 und 2C_712/2012 vom 20. Dezember 2012 E. 3.3 mit Hinweisen; vgl. auch Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3. Aufl. 2017, N 14c zu Art. 33 DBG). Das Bundesgericht erwog, hinsichtlich der bestimmten oder zumindest bestimmbaren Leibrentenleistung sei einzig in Betracht zu ziehen, ob die entscheidkompetente Person von vornherein die auszurichtenden Leistungen in einer Weise umrissen habe, dass sich der Barwert ermitteln lasse (BGer 2C_711 und 2C_712/2012 vom 20. Dezember 2012 E. 4.3 am Schluss). Um den Barwert einer Leibrente ermitteln zu können, ist nebst dem Kapitalisierungszinsfuss, dem Faktor gemäss Barwerttafeln und dem jährlichen Rentenbetrag, das Alter der berechtigten Person am Rechnungstag erforderlich. Der Beschwerdeführer beanstandet, der Eintritt des Leistungsfalls sei vorliegend völlig ungewiss, weshalb sich der Barwert der Leibrentenleistung nicht ermitteln lasse und es demzufolge an der erforderlichen Bestimmtheit fehle. Ausgehend von der getroffenen Vereinbarung tritt der Leistungsfall mit der Auflösung des Konkubinats ein, wobei die Parteien im Zeitpunkt des Vertragsabschlusses damit nicht zu rechnen schienen ("sollten wir uns wider Erwarten trennen…").”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 106 Le spese dovute alla disabilità sostenute da figli minorenni o in formazione sono deducibili solo se il contribuente provveÞ al loro mantenimento. Tali spese possono essere dedotte oltre alla deduzione per figli (effettiva o forfettaria). Lo stesso vale per altre persone mantenute dal contribuente, purché quest'ultimo provveÚ effettivamente al loro sostentamento e almeno nella misura della deduzione ammessa. Tuttavia, le spese dovute alla disabilità sono deducibili soltanto nella misura in cui superano la deduzione per mantenimento; deducibili sono unicamente le spese effettivamente sostenute.
“August 2005 zum Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten (nachfolgend: KS Nr. 11) sieht vor, dass nur die behinderungsbedingten Kosten von minderjährigen oder in der beruflichen Ausbildung stehenden Kindern, für deren Unterhalt der Steuerpflichtige sorgt, abgezogen werden können. Diese Kosten können zusätzlich zum Kinderabzug effektiv oder in Form eines Pauschalabzugs geltend gemacht werden (Ziff. 5.2.1). Gleiches gilt für weitere von der steuerpflichtigen Person unterhaltene Personen, für deren Lebensunterhalt (inkl. krankheits- und behinderungsbedingte Kosten) der Steuerpflichtige tatsächlich und mindestens im Umfang des zugelassenen Abzugs aufkommt. Behinderungsbedingte Kosten von unterhaltenen Personen sind jedoch nur in dem Umfang abzugsfähig, in dem sie den Unterstützungsabzug übersteigen. Es können nur die effektiven Kosten zum Abzug gebracht werden (Ziff. 5.2.2). Die Sozialabzüge im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit. a und b DBG sowie der Abzug für Krankheits- und Unfallkosten für vom Steuerpflichtigen unterhaltene resp. unterstützte Personen im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG sind folglich gekoppelt. Dies mit der Folge, dass die steuerpflichtige Person nur für diejenigen Kinder einen Abzug für Krankheits- und Unfallkosten geltend machen kann, die am Stichtag der fraglichen Steuerperiode (31. Dezember des entsprechenden Kalenderjahres) entweder minderjährig waren oder in Ausbildung standen und von der steuerpflichtigen Person unterhalten wurden oder erwerbsunfähig bzw. nur beschränkt erwerbsfähig waren und von der steuerpflichtigen Person mindestens in der Höhe des zugelassenen Abzugs unterstützt wurden. Keine Krankheits- und Unfallkosten können hingegen abgezogen werden für volljährige Kinder der steuerpflichtigen Person, die bereits eine Ausbildung abgeschlossen haben und voll erwerbsfähig sind.”
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG können Krankheits- und Unfallkosten des Steuerpflichtigen und der von ihm unterhaltenen Personen von den Einkünften abgezogen werden, soweit der Steuerpflichtige die Kosten selber trägt und diese 5 Prozent der um die Aufwendungen (Art. 26-33 DBG) verminderten steuerbaren Einkünfte übersteigen. Auch das Kreisschreiben Nr. 11 der Eidgenössischen Steuerverwaltung vom 31. August 2005 zum Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten (nachfolgend: KS Nr. 11) sieht vor, dass nur die behinderungsbedingten Kosten von minderjährigen oder in der beruflichen Ausbildung stehenden Kindern, für deren Unterhalt der Steuerpflichtige sorgt, abgezogen werden können. Diese Kosten können zusätzlich zum Kinderabzug effektiv oder in Form eines Pauschalabzugs geltend gemacht werden (Ziff. 5.2.1). Gleiches gilt für weitere von der steuerpflichtigen Person unterhaltene Personen, für deren Lebensunterhalt (inkl. krankheits- und behinderungsbedingte Kosten) der Steuerpflichtige tatsächlich und mindestens im Umfang des zugelassenen Abzugs aufkommt.”
LIFD art. 33 n. 105 Spese dovute alla disabilità (nonché le spese per malattia e infortunio connesse) dei figli minorenni o dei figli in formazione, a carico del contribuente, possono essere portate in deduzione oltre alla deduzione per figli o per il mantenimento. Tali spese sono deducibili solo nella misura in cui superano la deduzione per il mantenimento. Nella misura in cui le fonti lo prevedono, sono deducibili soltanto le spese effettive.
“August 2005 zum Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten (nachfolgend: KS Nr. 11) sieht vor, dass nur die behinderungsbedingten Kosten von minderjährigen oder in der beruflichen Ausbildung stehenden Kindern, für deren Unterhalt der Steuerpflichtige sorgt, abgezogen werden können. Diese Kosten können zusätzlich zum Kinderabzug effektiv oder in Form eines Pauschalabzugs geltend gemacht werden (Ziff. 5.2.1). Gleiches gilt für weitere von der steuerpflichtigen Person unterhaltene Personen, für deren Lebensunterhalt (inkl. krankheits- und behinderungsbedingte Kosten) der Steuerpflichtige tatsächlich und mindestens im Umfang des zugelassenen Abzugs aufkommt. Behinderungsbedingte Kosten von unterhaltenen Personen sind jedoch nur in dem Umfang abzugsfähig, in dem sie den Unterstützungsabzug übersteigen. Es können nur die effektiven Kosten zum Abzug gebracht werden (Ziff. 5.2.2). Die Sozialabzüge im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit. a und b DBG sowie der Abzug für Krankheits- und Unfallkosten für vom Steuerpflichtigen unterhaltene resp. unterstützte Personen im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG sind folglich gekoppelt. Dies mit der Folge, dass die steuerpflichtige Person nur für diejenigen Kinder einen Abzug für Krankheits- und Unfallkosten geltend machen kann, die am Stichtag der fraglichen Steuerperiode (31. Dezember des entsprechenden Kalenderjahres) entweder minderjährig waren oder in Ausbildung standen und von der steuerpflichtigen Person unterhalten wurden oder erwerbsunfähig bzw. nur beschränkt erwerbsfähig waren und von der steuerpflichtigen Person mindestens in der Höhe des zugelassenen Abzugs unterstützt wurden. Keine Krankheits- und Unfallkosten können hingegen abgezogen werden für volljährige Kinder der steuerpflichtigen Person, die bereits eine Ausbildung abgeschlossen haben und voll erwerbsfähig sind.”
“August 2005 zum Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten (nachfolgend: KS Nr. 11) sieht vor, dass nur die behinderungsbedingten Kosten von minderjährigen oder in der beruflichen Ausbildung stehenden Kindern, für deren Unterhalt der Steuerpflichtige sorgt, abgezogen werden können. Diese Kosten können zusätzlich zum Kinderabzug effektiv oder in Form eines Pauschalabzugs geltend gemacht werden (Ziff. 5.2.1). Gleiches gilt für weitere von der steuerpflichtigen Person unterhaltene Personen, für deren Lebensunterhalt (inkl. krankheits- und behinderungsbedingte Kosten) der Steuerpflichtige tatsächlich und mindestens im Umfang des zugelassenen Abzugs aufkommt. Behinderungsbedingte Kosten von unterhaltenen Personen sind jedoch nur in dem Umfang abzugsfähig, in dem sie den Unterstützungsabzug übersteigen. Es können nur die effektiven Kosten zum Abzug gebracht werden (Ziff. 5.2.2). Die Sozialabzüge im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit. a und b DBG sowie der Abzug für Krankheits- und Unfallkosten für vom Steuerpflichtigen unterhaltene resp. unterstützte Personen im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG sind folglich gekoppelt. Dies mit der Folge, dass die steuerpflichtige Person nur für diejenigen Kinder einen Abzug für Krankheits- und Unfallkosten geltend machen kann, die am Stichtag der fraglichen Steuerperiode (31. Dezember des entsprechenden Kalenderjahres) entweder minderjährig waren oder in Ausbildung standen und von der steuerpflichtigen Person unterhalten wurden oder erwerbsunfähig bzw. nur beschränkt erwerbsfähig waren und von der steuerpflichtigen Person mindestens in der Höhe des zugelassenen Abzugs unterstützt wurden. Keine Krankheits- und Unfallkosten können hingegen abgezogen werden für volljährige Kinder der steuerpflichtigen Person, die bereits eine Ausbildung abgeschlossen haben und voll erwerbsfähig sind.”
LIFD art. 33 n. 104 In caso di formazione professionale articolata in più livelli, il contribuente deve provare di avere l'intenzione di completare tutti i livelli fino al conseguimento della qualifiÊ professionale; se tale intenzione non viene dimostrata, le spese possono essere qualificate come attività di natura hobbistiÊ e non riconosciute ai fini fiscali.
“Ein Bildungslehrgang wird demnach als Liebhaberei angesehen, wenn er zu keiner beruflichen Qualifikation führt und auch nicht berufsorientiert ist. Eine berufliche Qualifikation liegt vor, wenn die steuerpflichtige Person aufgrund des absolvierten Bildungslehrgangs dazu befähigt wird, unter Einsetzung des durch diesen Lehrgang erworbenen Wissens bei einer 100‑prozentigen Anstellung die finanzielle Unabhängigkeit zu erlangen, d.h. dass sie fortan theoretisch in der Lage wäre, ihren Lebensunterhalt dank diesem Lehrgang selbst zu verdienen. Die steuerpflichtige Person hat diesen Nachweis zu erbringen. Absolviert die steuerpflichtige Person einen mehrstufigen Berufsbildungslehrgang über mehrere Steuerperioden hinweg, so wird sie den Nachweis zu erbringen haben, dass sie beabsichtigt, sämtliche Stufen bis zum Erlangen der beruflichen Qualifikation zu absolvieren (Hunziker/Mayer-Knobel in: Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG], 4. Aufl., 2022, N. 36b zu Art. 33 DBG; vgl. auch <https://www.wegleitung.sv.fin.be.ch>, Menu "Steuerjahr 2021 > Abzüge > Berufsorientierte Aus- und Weiterbildungskosten"). Das Kreisschreiben Nr. 42 der ESTV (einsehbar unter: <https://www.estv.admin.ch>, Rubriken "Direkte Bundessteuer DBST > Fachinformationen > Kreisschreiben > Kreisschreiben Nr. 42: Berufsorientierten Aus- und Weiterbildungskosten"; nachfolgend KS Nr. 42 [abgerufen am: 9.2.2024]) präzisiert unter Ziffer 4.5, was nicht als berufsorientierte Aus- und Weiterbildung anerkannt werden kann. Danach muss eine Aus- und Weiterbildung, damit sie berufsorientierten Charakter hat, in erster Linie die Vermittlung von beruflichem Wissen zum Ziel haben. Nicht darunter fallen Trainings. Ferner stellt eine sportliche Betätigung selbst dann keine berufsorientierte Aus- und Weiterbildung dar, wenn sie noch ein (untergeordnetes) Bildungselement enthält (KS Nr. 42, Ziff. 4.5.2). Die Rekurrentin mit Jahrgang ________ (pag. 63) hatte im Steuerjahr 2021 das”
Gli assegni di mantenimento per i figli sono, in linê di principio, deducibili ai sensi dell'art. 33 LIFD, nella misura in cui i figli si trovano sotto la potestà parentale del genitore percettore. A titolo di mantenimento possono essere considerati versamenti di denaro ricorrenti, prestazioni in natura nonché l'assunzione di costi indiretti (p. es. premi dell'assicurazione malattia, spese scolastiche o per il tempo libero, copertura di interessi o di canoni di locazione).
“1.4. I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, op. cit., n. 52 ad art. 33 LIFD, p. 683) e possono rivestire la forma di pagamenti (Geldleistungen) diretti e ricorrenti ma anche di prestazioni in natura (Natural- und Barunterhalt) o di assunzione di costi indiretti (Betreuungsunterhalt; Locher, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, I. Teil, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 34 ss, p. 992 ss, in particolare n. 48 ad art. 33 LIFD, p. 995 e riferimenti citati; Hunziker/Mayer-Knobel in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 4a ediz., Basilea 2022, n. 23a ss ad art. 23 LIFD, p. 563 s.). Servono alla copertura dei bisogni vitali, senza che il destinatario benefici di alcun incremento patrimoniale (Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, op. cit., n. 48 ad art. 33 LIFD, p. 683; n. 60 ad art. 23 LIFD, p. 516 s.). Gli alimenti versati al coniuge per il figlio minorenne o direttamente al figlio maggiorenne sono di regola prestazioni pecuniarie dirette ricorrenti. Possono tuttavia essere versati anche come pagamenti indiretti, ad esempio con la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati. Sono possibili anche prestazioni in natura (Circ. AFC no. 30 del 21 dicembre 2010, n. 14.2.2., p. 32; v. p. es. StE B 27.2 DBG/SG 2016 Nr. 44). 1.5. Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (Circ. AFC n. 30 del 21 dicembre 2010, n. 14.2.2., p. 32). Recentemente, il Tribunale federale si è occupato della questione relativa alla deduzione degli alimenti fatta valere da un contribuente che aveva smesso di versare i contributi di mantenimento per i propri figli minorenni nel modo previsto dalla sentenza di divorzio, pretendendo di aver instaurato, in maniera informale, un sistema di pagamenti indiretti alla sua ex moglie, senza tuttavia aver modificato la sentenza di divorzio.”
“In altre parole, il contributo di mantenimento in contanti avrebbe dovuto corrispondere a complessivi fr. 27'000.‑, suddivisi in fr. 1'100.‑/mensili per __________, fr. 1'500.‑/mensili per __________, assommati a fr. 400.‑/mensili di assegni familiari, moltiplicati per 9 mesi (v. inc. no. __________, n. 3.1, b). 8. Contributi di mantenimento indiretti o in natura 8.1. Per alimenti versati all’ex coniuge s’intende, di norma, la rendita mensile versata in denaro: la stessa è imponibile per il coniuge che la riceve ed è deducibile per colui che la versa. Di norma gli alimenti sono stabiliti mediante una sentenza giudiziaria, che fissa l’ammontare degli stessi (Jaques in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea 2017, n. 29 e 30 ad art. 33 LIFD, p. 728; Hunziker/Mayer-Knobel in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18 ss ad art. 33 LIFD, p. 794 ss). Tuttavia gli alimenti possono anche essere forniti sotto forma di pagamenti indiretti, come l'assunzione di premi di assicurazione malattia, imposte, interessi ipotecari o costi di locazione. Infine, sono possibili anche contributi di mantenimento sotto forma di prestazioni in natura (sentenza TF 2C_502/2015 del 29.2.2016 consid. 4.2.; Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18b ad art. 33 LIFD, p. 795). Anche l’Amministrazione federale delle contribuzioni, nella Circolare no. 30 del 21 dicembre 2010 sull’imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta (cifra 14.1.2), dopo aver rilevato come di norma gli alimenti siano versati come prestazioni pecuniarie dirette ricorrenti, precisa che possono essere versati anche sotto forma di pagamenti indiretti, ad esempio come presa a carico della pigione o degli interessi su debiti, oppure consistere in vere e proprie prestazioni in natura.”
“Per tutto il tempo che la famiglia costituisce un’unità economica, gli apporti dei singoli membri al reddito complessivo non hanno alcuna rilevanza individuale (cfr. Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a ediz., Basilea 2019, n. 34 ad art. 33 LIFD) e le spese che il contribuente sopporta per il mantenimento della famiglia non sono deducibili dai proventi conseguiti (artt. 34 lett. a LIFD e 33 lett. a LT). Invece, in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, gli alimenti percepiti da un contribuente per sé stesso o per i figli sotto la sua autorità parentale sono imponibili nella sua partita fiscale (artt. 23 lett. f LIFD e 22 lett. f LT), per contro sono deducibili per il contribuente che li versa (artt. 33 cpv. 1 lett. c LIFD e 32 cpv. 1 lett. c LT). 2.2. I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18a ad art. 33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr.”
LIFD art. 33 n. 102 Nelle stime dell'imposta presunta devono essere prese in considerazione le deduzioni pertinenti (p. es. le deduzioni per figli e le deduzioni forfettarie per assicurazioni), la tarifú applicabile e il tasso d'imposizione; gli importi d'imposta devono, di norma, essere determinati in via approssimativa.
“Bei guten finanziellen Verhältnissen sind, wie vorstehend erwähnt, die Steu- ern im familienrechtlichen Existenzminimum aufzunehmen. Steuerbetreffnisse können bereits aufgrund der Wechselwirkung zwischen diesen und der Höhe der Unterhaltsbeiträge nur aufwändig und damit im Widerspruch zur summarischen Natur des vorliegenden Verfahrens präzis bestimmt werden. Die mutmassliche Steuerlast ist daher approximativ festzusetzen bzw. pflichtgemäss zu schätzen. Angesichts der Gesamtunterhaltsbeiträge, welche der Gesuchstellerin für sich und C._____ für November und Dezember 2019 zuzusprechen und von ihr zu versteuern sind, rechtfertigt es sich unter Berücksichtigung des Kinderabzugs (Fr. 9'000.– Staats- und Gemeindesteuern, Fr. 6'500.– direkte Bundessteuern) sowie des pauschalen Abzugs für Versicherungsprämien (Fr. 2'600.– Staats- und Gemeindesteuern, Fr. 1'700.– direkte Bundessteuern; vgl. § 34 Abs. 1 lit. a und § 31 Abs. 1 lit. g StG/ZH [LS 631.1]; Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG [SR 642.11]; Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG) und mit Blick auf den anwendbaren Verheirateten- und Einel- terntarif (§ 35 Abs. 2 StG/ZH; Art. 36 Abs. 2 und 2 bis DBG) sowie den Steuerfuss in D._____ den Betrag für die laufenden Steuern auf Fr. 300.– pro Monat festzu- legen (vgl. www.zh.ch/de/Steuern: Steuerrechner Kanton Zürich). Davon ist ein - 37 - Steueranteil für C._____ , welcher in deren Bedarf zu veranschlagen ist, auszu- scheiden (BGE 147 III 265 E. 7.2). Dieser ist angesichts des Verhältnisses zwi- schen den Barunterhaltsbeiträgen für C._____ und den von der Gesuchstellerin zu versteuernden Gesamtunterhaltsbeiträgen auf rund 20 % festzulegen (vgl. BGE 147 III 457 E. 4.2). Dementsprechend sind im Bedarf der Gesuchstellerin für die laufenden Steuern Fr. 240.– und bei C._____ Fr. 60.– in Anschlag zu bringen. Von Januar 2020 bis und mit Juni 2021 rechtfertigt es sich in Anbetracht der mutmasslich festzulegenden Unterhaltsbeiträge sowie mit Blick auf die erwähnten Abzüge, den anwendbaren Tarif und den Steuerfuss Fr.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 101 Le spese per la demolizione di immobili privati possono essere riconosciute come deduzione ai sensi dell'art. 33 LIFD. Nella decisione di riferimento la deduzione per le spese di demolizione di immobili privati è stata fissata concretamente a CHF 49'500.–.
“Partant, la décision sur réclamation du 25 décembre 2023 est modifiée dans le sens que la déduction pour frais de démolition des immeubles privés est fixée à CHF 49'500.-. Impôt cantonal (604 2024 13) II. Le recours est admis. Partant, la décision sur réclamation du 25 décembre 2023 est modifiée dans le sens que la déduction pour frais de démolition des immeubles privés est fixée à CHF 49'500.-. Frais et dépens III. Il n’est pas perçu de frais. L’avance de frais de CHF 800.- versée par le recourant le 5 février 2024 lui est resituée. IV. Il n’est pas alloué de dépens. Notification. Conformément aux art. 82 ss de la loi sur le Tribunal fédéral du 17 juin 2005 (LTF; RS 173.110), le présent arrêt peut être porté devant le Tribunal fédéral, à Lucerne, dans les 30 jours qui suivent sa notification par la voie du recours en matière de droit public. Fribourg, le 16 juillet 2024/anm Le Président La Greffière 604 2024 12 604 2024 13 Art. 140 DBGart. 140 LIFDart. 140 LIFD Art. 50 StHGart. 50 LHIDart. 50 LAID 604 2024 12 Art. 21 DBGart. 21 LIFDart. 21 LIFD Art. 26 DBGart. 26 LIFDart. 26 LIFD Art. 33 DBGart. 33 LIFDart. 33 LIFD Art. 25 DBGart. 25 LIFDart. 25 LIFD Art. 32 DBGart. 32 LIFDart. 32 LIFD Art. 34 DBGart. 34 LIFDart. 34 LIFD 2C_1003/2017 2C_434/2017 Art. 32 DBGart. 32 LIFDart. 32 LIFD 2C_427/2014 2C_428/2014 Art. 34 DBGart. 34 LIFDart. 34 LIFD Art. 9 KVart. 9 Cst.art. 9 KV Art. 9 BVart. 9 Cst.art. 9 Cost. BGE 141 I 161ATF 141 I 161DTF 141 I 161 2C_26/2022 2C_1116/2018 2C_123/2014 2C_461/2021 2C_664/2013 Art. 32 DBGart. 32 LIFDart. 32 LIFD BGE 131 III 314ATF 131 III 314DTF 131 III 314 BGE 131 II 697ATF 131 II 697DTF 131 II 697 BGE 140 V 458ATF 140 V 458DTF 140 V 458 Art. 32 DBGart. 32 LIFDart. 32 LIFD 604 2024 13 Art. 33 DStGart. 33 LICDart. 33 DStG Art. 9 StHGart. 9 LHIDart. 9 LAID Art. 144 DBGart. 144 LIFDart. 144 LIFD Art. 131 VRGart. 131 CPJAart. 131 VRG Art. 133 VRGart. 133 CPJAart. 133 VRG Art. 133 VRGart. 133 CPJAart. 133 VRG Art. 137 VRGart. 137 CPJAart. 137 VRG Art. 140 VRGart. 140 CPJAart. 140 VRG 604 2024 12 604 2024 13 Art. 82 BGGart. 82 LTFart. 82 LTF erster Eintragvorheriger Eintragnächster Eintragletzter EintragDokument im Originalformat anzeigenDossierinfos604 2024 1216.”
LIFD art. 33 n. 100 Per i contribuenti con disabilità va verificato e ripartito quali dei costi dichiarati siano imputabili alla disabilità e quali all'età.
“Entscheid Verwaltungsrekurskommission, 17.08.2023 Behinderungsbedingte Kosten; Art. 46 lit. abis StG, Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG, Art. 33 Abs. 1 lit. hbis DBG; Art. 2 BehiG. Die Steuerpflichtige (geb. 1948) leidet an einer paranoiden Schizophrenie und lebt seit einigen Jahren in einem Alterszentrum. Zurzeit bezieht sie keine Leistungen aufgrund IVG, Hilflosenentschädigungen oder Hilfsmittel. Auch fällt bei ihr kein Betreuungsaufwand von mindestens 60 Minuten an. Dementsprechend liegt kein Fall vor, bei der eine Behinderung vermutet wird. In solchen Fällen ist in geeigneter Weise aufgrund der Umstände des konkreten Einzelfalls zu ermitteln, ob eine Behinderung vorliegt, was vorliegend aufgrund der Arztberichte zu bejahen ist. In einem zweiten Schritt muss daher geprüft werden, welche der geltend gemachten Kosten behinderungs- und welche altersbedingt sind; Rückweisung an Vorinstanz (Verwaltungsrekurskommission, Abteilung I/1, 17. August 2023, I/1-2022/262, 263). «Entscheid siehe PDF» «I1_2022_262_263.pdf» anzeigen”
LIFD art. 33 n. 99 Le circolari amministrative (p. es. dell'AFC) non sono vincolanti per il giudiÎ. Tuttavia esse vengono prese in considerazione qualora il loro contenuto, di carattere generale e astratto, consenta un'interpretazione delle disposizioni di legge rilevanti, adattata al caso concreto e concretizzata in modo convincente; il giudiÎ non se ne discosta senza giustificato motivo.
“Die Eidgenössische Steuerverwaltung hat Art. 33 Abs. 1 lit. h (und lit. h bis ) DBG im Kreisschreiben Nr. 11 vom 31. August 2005 ("Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten") präzisiert. Zu diesem Kreisschreiben hat das Bundesgericht festgestellt, dass es mit dem Wortlaut und dem Geist von Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG übereinstimme (vgl. Urteil 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3.2 f., in: StR 75/2020 S. 942 und ASA 89 S. 321). Als Verwaltungsverordnung richtet das Kreisschreiben sich vorab an die Vollzugsorgane und ist für das Gericht nicht verbindlich. Dieses berücksichtigt Kreisschreiben aber bei seiner Entscheidung, sofern sie eine dem Einzelfall angepasste und gerecht werdende Auslegung der anwendbaren gesetzlichen Bestimmungen zulassen. Das Gericht weicht also nicht ohne triftigen Grund von Verwaltungsverordnungen ab, sofern deren generell-abstrakter Gehalt eine dem individuell-konkreten Fall angepasste und gerecht werdende Auslegung der massgebenden Rechtssätze zulässt, welche diese überzeugend konkretisiert ( BGE 142 II 182 E. 2.3.3 S. 191).”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 98 Spese sanitarie una tantum e di entità rilevante possono essere classificate come straordinarie e imputate alla quota di risparmio; perciò non devono essere considerate per intero come deduzione ordinaria.
“Die Parteien brachten einzig in der Steuererklärung von 2019 Krank- heits- und Unfallkosten in Abzug (siehe Urk. 59/3–9), was darauf hindeutet, dass solche zuvor nicht in übermässig hohem Umfang anfielen (siehe auch § 32 lit. a StG, Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG). Bei den Gesundheitskosten 2019 handelte es sich um Fr. 6'867.– Selbstbehalt und Fr. 8'600.– Kosten für Aufenthalt in Spitälern und Heilstätten usw. (Urk. 3/1 S. 12). Die Gesuchstellerin musste 2020 lediglich für Gesundheitskosten von Fr. 1'636.30 aufkommen (Urk. 59/1). Die Trennungssitua- tion wie auch die Einschulung von E._____ werden bald geklärt sein. Es ist daher nicht glaubhaft, dass ein weiterer Klinikaufenthalt bevorsteht. Vor diesem Hinter- grund ist davon auszugehen, dass die Fr. 8'600.– für den Klinikaufenthalt einmalig waren. Sie sind daher der Sparquote zuzurechnen. Von diesen Fr. 8'600.– wären Kosten von Fr. 1'700.– (zwei halbe Ehegattengrundbeträge von Fr. 850.– für die Monate Oktober und November 2019) auch angefallen, wenn die Gesuchstellerin zu Hause gewesen wäre; der entsprechende Betrag ist daher abzuziehen. Was - 27 - die übrigen Fr. 1'500.– angeht, hat der Gesuchsgegner sie in der Gesuchsantwort behauptet (Urk.”
Le prestazioni di assistenza prestate da parenti stretti possono, ai sensi dell'art. 33 cpv. 3 LIFD, essere riconosciute come assistenza da terzi quando sono fornite dietro corrispettivo, prestate regolarmente e vanno oltre l'assistenza fornita nell'ambito dei normali doveri familiari (non si tratta soltanto di aiuti spontanei o occasionali).
“Ce postulat soutenait ses arguments et contestait le raisonnement de l'AFC-GE selon lequel « la garde des enfants par les grands-parents relève des obligations familiales et les heures y relatives consacrées ne peuvent pas être accordées en déduction à ce titre ». Elle a joint à son recours, notamment, l'avis de taxation 2021 de ses parents ainsi que le contrat de garde. 11. Dans sa réponse du 12 décembre 2023, l'AFC-GE a conclu au rejet du recours. Lorsqu'un membre de la parenté (c'est-à-dire le plus souvent les grands-parents) gardait un enfant à titre gracieux, les père et mère de ce dernier ne s'acquittaient pas de frais supplémentaires justifiant un allégement fiscal, et le membre de la parenté s'occupant de l'enfant ne réalisait pas un revenu imposable (cf. Message concernant l'initiative populaire sur des déductions fiscales aussi pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants, FF 2012 6711, 6718). En revanche, des frais de garde pouvaient être portés en déduction aux conditions de l'art. 33 al. 3 LIFD lorsque l'encadrement d'enfants était confié, contre rétribution, à des membres de la parenté (p. ex. aux grands-parents); ces derniers devaient déclarer leur rémunération (Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237, 4272), dans la mesure où ce montant ne les dédommageait pas seulement de frais causés par les enfants (cf. Message concernant l'initiative populaire sur des déductions fiscales aussi pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants, FF 2012 6711, 6718). Cette fonction de garde devait aller au-delà de ce que les grands-parents consacraient habituellement à cette tâche dans le cadre de leurs obligations familiales. Cela impliquait que l'encadrement soit régulier et ne se limite pas à des prises en charge spontanées, plus ou moins décidées par les grands-parents eux-mêmes et sans horaire fixe (Christine JAQUES, Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2017, p. 780 n. 140 ad art. 33 LIFD). Or, elle constatait que, dans le cas d'espèce, une déduction pour des frais investis était manifestement infondée.”
“La procédure administrative est régie par le principe de la libre appréciation des preuves, en ce sens qu'elle n'obéit pas à des règles de preuve légales prescrivant à quelles conditions l'autorité devrait admettre que la preuve a abouti et quelle valeur probante elle devrait reconnaître aux différents moyens de preuve les uns par rapport aux autres (cf. arrêt du Tribunal administratif fédéral C-2500/2012 du 3 mai 2013 consid. 4.2). Le principe de la libre appréciation des preuves signifie ainsi que le juge forme librement sa conviction en analysant la force probante des preuves administrées, dont ni le genre, ni le nombre n’est déterminant, mais uniquement leur force de persuasion (cf. art. 20 al. 1 de la loi sur la procédure administrative du 12 septembre 1985 - LPA - E 5 10 - cum art. 2 al. 2 LPFisc ; ATF 139 II 185 consid. 9.2 ; 130 II 482 consid. 3.2 ; arrêt du Tribunal fédéral 2C_668/2011 du 12 avril 2011 consid. 3.3 ; ATA/1064/2015 du 6 octobre 2015 ; ATA/769/2015 du 28 juillet 2015), aucun moyen de preuve ne s'imposant à lui (cf. arrêt du Tribunal fédéral 6B_564/2013 du 22 avril 2014 consid. 2.3). 22. En l’espèce, au vu des éléments figurant au dossier, il faut admettre que la recourante a établi le lien de causalité direct de frais de garde avec son activité lucrative, au sens des art. 33 al. 3 LIFD et 35 LIPP. C’est en effet en raison de l’exercice de cette activité qu’elle a dû confier la garde de son enfant à un tiers. Le fait que ce tiers soit l’un de ses parents ne saurait avoir la conséquence que lui donne l’AFC-GE au vu du type de garde mis en place, qui va bien au-delà de ce que des grands-parents consacrent habituellement à cette tâche dans le cadre de leurs obligations familiales. Ces frais sont ainsi justifiés dans leur principe. Tel n’est toutefois pas le cas de leur quotité. En effet, le montant de CHF 30'000.- versé à ce titre correspond à l’activité de deux personnes. Or, la nécessité que la garde du fils de la recourante, âgé en 2021 de 8 ans, soit assurée simultanément par deux personnes n'est pas démontrée. La recourante n’explique pas, ni a fortiori ne démontre, pourquoi la présence des deux grands parents serait indispensable pour assurer la garde de son enfant. Il faut dès lors en déduire que le choix de la recourante de procéder ainsi relève de la pure convenance personnelle.”
I contributi versati a forme riconosciute di previdenza vincolata (pilastro 3a) sono deducibili dal reddito, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD, fino agli importi massimi previsti per legge. La determinazione dettagliata dei limiti di deducibilità è effettuata sulla base dell'art. 82 LPP e della BVV 3. Per i lavoratori indipendenti valgono importi massimi particolari stabiliti nell'ordinanza (a titolo d'esempio, nella decisione citata per il 2023 è stata indicata una deduzione massima di Fr. 30'852.–).
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG (SR 642.11) können Einlagen, Prämien und Beiträge zum Erwerb von vertraglichen Ansprüchen aus anerkannten Formen der gebundenen Selbstvorsorge bis zu einem BGE 148 II 313 S. 315 bestimmten Betrag von den steuerbaren Einkünften abgezogen werden. Damit wird die Regelung von Art. 82 BVG übernommen, welche unter der Marginalie "Gleichstellung anderer Vorsorgeformen" bestimmt, dass Arbeitnehmer und Selbständigerwerbende auch Beiträge für weitere, ausschliesslich und unwiderruflich der beruflichen Vorsorge dienende, anerkannte Vorsorgeformen abziehen können. Die nähere Regelung ist gestützt auf Art. 82 Abs. 2 BVG mit der Verordnung vom 13. November 1985 über die steuerliche Abzugsberechtigung für Beiträge an anerkannte Vorsorgeformen (BVV 3; SR 831.461.3) erfolgt.”
“Das Einkommen des Gesuchsgegners beträgt Fr. 154'260.–. Als Abzüge sind die Versicherungsprämien von Fr. 2'600.– (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. g StG) bzw. Fr. 1'800.– (Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG) sowie die Unterhaltsbei- träge von rund Fr. 46'700.– zu beachten. Für den Abzug der Säule 3a wäre der im Bedarf angerechnete monatliche Betrag von Fr. 2'613.– auf ein Jahr hochzurech- - 81 - nen, was Fr. 31'356.– ergibt. Da der maximale Abzug für selbstständig Erwerbende 2023 bei einem Einkommen von Fr. 154'260.– aber Fr. 30'852.– beträgt (Art. 7 Abs. 1 lit. b BVV 3 i.V.m. Art. 8 Abs. 1 BVG), ist von diesem Betrag auszugehen. Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit Fr. 74'108.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 74'908.–. Das steuerbare Ver- mögen beläuft sich auf Fr. 2'143'806.– (Urk. 93/1 Ziff. 35). Mit dem Steuerrechner des Kantons Zürich für das Steuerjahr 2023 resultieren für die Staats- und Gemein- desteuer Fr. 13'779.– und für die direkte Bundessteuer Fr. 1'177.–. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelastung von Fr. 1'246.–. Für die Kinder ist mangels zu besteuernden Geldflusses kein Steuerbetrag im Haushalt des Gesuchsgegners auszuscheiden.”
LIFD art. 33 n. 95 Le deduzioni per assegni di mantenimento sono spesso stimate nella prassi. A causa dell'interazione tra gli assegni di mantenimento e il carico fiscale, il loro effetto fiscale deve essere considerato in modo approssimativo nei calcoli degli assegni di mantenimento e — qualora una determinazione precisa fosse sproporzionatamente onerosa — occorre stimarlo conformemente all'obbligo di diligenza.
“Die Verhältnisse gestalten sich vorliegend so, dass das betreibungsrechtli- che Existenzminimum gedeckt ist, sodass der gebührende Unterhalt auf das fami- lienrechtliche Existenzminimum zu erweitern ist. Bei dieser Berechnung ist der Steueranteil einzubeziehen (BGE 147 III 265 E. 7.2; BGE 147 III 457 E. 4.2.2.1). Vorliegend hat die Vorinstanz die Steuerbelastung aufseiten des Gesuchstellers, die sich aus den ihm zuzusprechenden Unterhaltsbeiträgen ergibt, nicht berück- sichtigt (Urk. 99 S. 72 ff.). Steuerrechtlich werden die Unterhaltsbeiträge aufseiten der unterhaltsleistenden Person in Abzug gebracht (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG) und aufseiten der empfangenden Person besteuert (Art. 23 lit. f DBG; BGE 147 III 457 E. 4.2.2.1). Es ist somit notwendig, beim Bedarf des Gesuchstellers bzw. der Ver- fahrensbeteiligten die Steuerlast zu berücksichtigen. Steuerpositionen können aber bereits aufgrund der Wechselwirkung zwischen diesen und der Höhe der Unter- haltsbeiträge nur aufwändig präzis bestimmt werden, was im Widerspruch zur sum- marischen Natur des vorliegenden Verfahrens steht. Die Steuerlast ist daher ap- proximativ festzusetzen und pflichtgemäss zu schätzen (s.u. IV.4.). 3.5Sparquote”
“Die Bedarfspositionen gestalten sich wie folgt: BedarfBeklagteKläger 1)GrundbetragFr.1'200.–Fr.1'200.– 1)Wohnkosten, inkl. NebenkostenFr.1'140.–Fr.1'250.– - 22 - 1)Krankenkasse (KVG und VVG)Fr.272.–Fr.247.– 1)Zusätzliche GesundheitskostenFr.0.–Fr.0.– 1)Telekommunikationskosten (inkl. SERAFE) Fr.150.–Fr.150.– 1)VersicherungenFr.38.–Fr.89.– 1)MobilitätFr.280.–Fr.280.– 1)auswärtige VerpflegungFr.210.–Fr.210.– 2)SteuernFr.464.–Fr.466.– TotalFr.3'754.–Fr.3'892.– 1)Bis auf die Steuern, welche aufgrund der neuen Einkommensverhältnisse von Amtes wegen neu zu berechnen sind, blieben die Bedarfspositionen unangefochten (siehe Urk. 2 S. 35). 2)Das Einkommen des Klägers beträgt Fr. 81'000.–. Davon abzuziehen sind Berufs- auslagen von Fr. 7'800.– bzw. Fr. 7'500.– (siehe Urk. 7/43/41 S. 3), Versicherungs- prämien von Fr. 2'600.– (Staats- und Gemeindesteuer) bzw. Fr. 1'700.– (direkte Bun- dessteuer) sowie Unterhaltsbeiträge von geschätzt Fr. 18'000.– (§ 31 Abs. 1 lit. c StG ZH; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Das steuerbare Einkommen beträgt Fr. 52'600.– (Staats- und Gemeindesteuer) bzw. Fr. 53'800.– (direkte Bundessteuer). Es ist von einem steuerbaren Vermögen von Fr. 0.– auszugehen (Urk. 7/43/41 S. 4). Gibt man die Daten im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Steuerjahr: 2023; Zivilstand: Getrennt; Tarif: Grundtarif; Konfession: Evangelisch [Urk. 7/43/41 S. 1]; Gemeinde: M._____), resultieren eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 5'058.95 und eine direkte Bundessteuer von Fr.”
“In Phase II generiert der Gesuchsgegner ein Einkommen in der Höhe von Fr. 97'452.– (vgl. E. III.2.5. hiervor). Unberücksichtigt zu bleiben hat wiederum derjenige Teil der Sparquote, welcher aus nicht bezogenem Ge- winn besteht und nicht durch die trennungsbedingten Mehrkosten aufge- braucht wird (vgl. E. III.7.4. nachstehend). Folglich ist für die Steuerberech- - 49 - nung von einem (geschätzten) Einkommen in der Höhe von gerundet Fr. 78'000.– auszugehen (Fr. 97'452.– - [12 x Fr. 1'503.–]). Abzuziehen sind die Versicherungsprämien von Fr. 3'000.– (Staatsteuer, § 30 Abs. 1 lit. g StG/ZG) beziehungsweise Fr. 1'800.– (Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG) sowie die Unterhaltsbeiträge von geschätzt Fr. 29'600.– (exklusive Kin- derzulagen; Staatssteuer, § 30 Abs. 1 lit. c StG/ZG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Für die Berufskosten sind wiederum je Fr. 2'000.– und für die auswärtige Ver- pflegung je Fr. 3'200.– abzugsfähig (Staatsteuer, § 25 StG/ZG; Bundessteuer, Art. 26 DBG). Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeinde- steuer beträgt somit Fr. 40'200.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 41'400.–. Das steuerbare Vermögen ist wiederum mit rund Fr. 1'650'000.– zu veranschlagen (vgl. Urk. 35/34; Urk. 4/2). Mit dem Steuerrechner des Kan- tons Zug für das Steuerjahr 2023 resultieren für die Staats- und Gemeinde- steuer gerundet Fr. 5'660.– und für die direkte Bundessteuer Fr. 230.–. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelastung von gerundet Fr. 490.–. Für das Kind ist mangels zu besteuernden Geldflusses kein Steuerbetrag im Haushalt des Gesuchsgegners auszuscheiden.”
“Vor Vorinstanz machte der Beklagte jährliche Steuern von Fr. 103'924.– bzw. monatlich von Fr. 8'660.– geltend (Urk. 2 S. 68). Die Vorinstanz berücksich- tigte in der Phase III (ab Januar 2020 ), ausgehend von einem Einkommen von rund Fr. 480'000.–, monatlich Fr. 4'000.– (Urk. 2 S. 68). Der Beklagte macht gel- tend, die berücksichtigte Steuerbelastung wäre nur angemessen, wenn von einer Verpflichtung zur Leistung von Unterhaltsbeiträgen ausgegangen würde. Bei ei- nem Einkommen von Fr. 480'000.– betrage die Staats- und Gemeindesteuerlast im Kanton Zürich ca. Fr. 91'000.– p.a., d.h. Fr. 7'500.– pro Monat (Urk. 1 S. 21). Wie zu zeigen sein wird, hat der Beklagte - entgegen seinen Anträgen - Unter- haltsleistungen zu erbringen, welche er vom erzielten Einkommen abziehen kann (vgl. Art. 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Daher bleibt es im Jahr 2020 bei einem monatlichen Steuerbetreffnis von Fr. 4'000.–. Für 2021 und 2022 ist das Steuerbetreffnis aufgrund des höher veranschlagten Einkommens etwas anzuheben. Da der Beklagte jedoch sowohl persönliche Abzüge (wie z.B. Schuld- zinsen in beträchtlicher Höhe; vgl. Urk. 39/15/1) vornehmen als auch die Unter- haltsbeiträge an die Klägerin abziehen kann, sind ermessensweise für 2021 Fr. 5'500.– pro Monat und ab 2022 Fr. 4'500.– pro Monat zu veranschlagen. Dies - 28 - führt zu einem Bedarf von Fr. 8'095.– pro Monat für das Jahr 2021 bzw. von Fr. 7'095.– pro Monat für das Jahr 2022 und folgende.”
La deduzione per il mantenimento ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD presuppone che i pagamenti siano effettivamente effettuati dal soggetto passivo e compiuti in adempimento dell'obbligo di mantenimento; il soggetto passivo ha l'onere della prova di tali requisiti. Erogazioni volontarie o prelievi da parte di terzi non comprovati o non sostenuti dal soggetto passivo non sono deducibili; analogamente la deduzione non spetta se l'erogazione della prestazione è incerta o non può essere attribuita al soggetto passivo.
“Gemäss § 32 Abs. 1 lit. c StG und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG werden die Unterhaltsbeiträge an den geschiedenen, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden Ehegatten sowie die Unterhaltsbeiträge an einen Elternteil für die unter dessen elterlichen Sorge stehenden Kinder von den Einkünften abgezogen. Die Unterhaltsbeiträge sind zwar unabhängig davon steuerlich abzugsfähig, ob sie direkt durch Geldleistungen an den Ehegatten oder indirekt durch Übernahme von Kosten bezahlt werden. Die Abzugsfähigkeit setzt aber voraus, dass die Zahlungen tatsächlich erfolgt sind und in Erfüllung der Unterhaltspflicht geleistet worden sind. Da es sich um steuermindernde Tatsachen handelt, trägt die steuerpflichtige Person die Beweislast für diese Voraussetzungen. Freiwillige Zuwendungen sind nicht abzugsfähig (vgl. Hunziker/Mayer-Knobel, Art. 33 DBG N 18a, 21d f. und 21i). Die Kosten, die einem Elternteil durch die Ausübung seines Besuchs- und Ferienrechts entstehen, stellen keine Unterhaltsbeiträge an den anderen Elternteil für die Kinder dar und können daher nicht gestützt auf § 32 Abs.”
“Der Beschwerdeführer hat seiner Ex-Frau Unterhaltszahlungen geleistet. Es gibt keinen Grund zur Annahme, dass er diese Zahlungen nicht selbst getragen hätte bzw. neben ihm noch eine andere Person - namentlich seine neue Ehefrau - dazu verpflichtet gewesen sein könnte, diese nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG steuerlich abziehbaren Aufwendungen zu tragen. Auch aus der ehelichen Unterhaltspflicht nach Art. 163 Abs. 1 ZGB, auf die das Bundesgericht in Urteil 2C_354/2022 vom 20. März 2023 E. 4.3.3 verwiesen hat, oder aus der allgemeinen ehelichen Treue- und Beistandspflicht nach Art. 159 Abs. 3 ZGB lässt sich jedenfalls solange keine derartige Verpflichtung des neuen Ehegatten herleiten, als der geschiedene Ehegatte die geschuldeten Unterhaltszahlungen finanziell problemlos selbst tragen kann, wie dies hier der Fall ist (vgl. ISENRING/KESSLER, in: Basler Kommentar, ZGB I, 7. Aufl. 2022, N. 18 zu Art. 163 ZGB; vgl. zur ehelichen Beistandspflicht bei Unterhaltsverpflichtungen des anderen Ehegatten auch BGE 145 III 169 E. 3.6; 127 III 68 E. 3; Urteil 5A_440/2014 vom 20. November 2014 E. 4.3.2.2). Die streitbetroffenen Unterhaltszahlungen haben also ausschliesslich das Vermögen des Beschwerdeführers und nicht etwa jenes seiner neuen Ehefrau belastet.”
“Ob die Feststellung der Vorinstanz, wonach der Beschwerdeführer seinen Anspruch auf den ganzen oder mindestens den halben "Cashflow" des Landwirtschaftsbetriebs im Jahr 2012 weder nachvollziehbar begründet noch ansatzweise belegt habe, haltbar ist, kann offenbleiben. Es verletzte damit im Ergebnis auch nicht den Anspruch des Beschwerdeführers auf rechtliches Gehör, wenn die Vorinstanz sich nicht näher mit seinen Vorbringen betreffend die Entwicklung auf dem Kapitalkonto auseinandersetzte. Selbst wenn entgegen der Vorinstanz nämlich davon ausgegangen würde, der Beschwerdeführer sei als Mitgesellschafter des bis zur Trennung gemeinsam mit seiner Ehefrau geführten Landwirtschaftsbetriebs auch nach der Trennung teilweise am "Cashflow" des Unternehmens berechtigt gewesen und habe diesen nur notgedrungen - weil er faktisch keinen Zugriff mehr auf die Betriebseinnahmen gehabt habe - seiner Ehefrau überlassen, würde dies von der Ehefrau zur Bestreitung ihres Lebensunterhalt verwendete Entnahmen aus dem Betrieb in steuerlicher Hinsicht nicht zu Unterhaltsleistungen des Beschwerdeführers gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG machen. Weder läge nämlich insoweit eine Leistung des Beschwerdeführers an seine Ehefrau vor noch hätte er damit gemäss einer gerichtlichen Anordnung (oder gar gemäss einer abweichend davon unter den Eheleuten geschlossenen Vereinbarung) Aufwendungen der Ehefrau übernommen. Es spielt daher auch keine Rolle, dass die Vorinstanz "Cashflow" und Gewinn (ein solcher wurde gemäss Angabe des Beschwerdeführers nicht erwirtschaftet) zu Unrecht gleichgesetzt und ausgeführt hat, der Beschwerdeführer hätte den "Cashflow" versteuern müssen, so dass sich bei einer Nettobetrachtung ohnehin, d.h. auch bei Gewährung eines Unterhaltsabzugs für von der Ehefrau entnommenen "Cashflow", keine Minderung seines steuerbaren Einkommens ergeben hätte. Jedenfalls im Ergebnis erweist sich somit das angefochtene Urteil auch insoweit als rechtmässig. Abgesehen davon, dass Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG als Regelung in einem Bundesgesetz für das Bundesgericht massgebend ist (Art. 190 BV) und überdies insoweit nur eine rudimentäre, nicht den entsprechenden Anforderungen (vgl.”
LIFD art. 33 n. 93 Nella prassi le spese per assistenza esterna sono in seÞ di determinazione dell'imposta talvolta considerate forfettariamente o con importi fissi; nelle decisioni in esame sono indicate come deduzioni riconosciute Fr. 720.– e Fr. 10'100.–.
“– sowie je die unter den massgebenden Höchstbeträgen liegenden tatsächlichen Mehrkosten für Verpflegung in der Höhe von Fr. 2'640.– (Staatsteuer, § 26 aStG/ZH in Verbindung mit der Verfügung der Finanzdirektion über die Pauschalierung von Berufsauslagen Unselbstständigerwerbender bei der Steuereinschätzung unter Berücksichtigung des Aus- und Weiterbildungsabzugs [ab Steuerperiode 2022; LS 362.33]; Bundessteuer, Art. 26 DBG in Verbindung mit der Verordnung des EFD über den Abzug der Berufskosten unselbstständig Er- werbstätiger bei der direkten Bundessteuer [Berufskostenverordnung; SR 642.118.1]). Weiter abzuziehen sind die Schuldzinsen in der Höhe von je Fr. 8'928.– (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. a StG/ZH; Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG). Schliesslich sind je die Fremdbetreuungskosten in der Höhe von Fr. 720.– als Abzüge zu berücksichtigen (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. j aStG/ZH; Bundessteuer, Art. 33 Abs. 3 DBG). Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit gerundet Fr. 179'000.–, jenes für die direkte Bun- dessteuer gerundet Fr. 207'000.–. Das steuerbare Vermögen beläuft sich zumin- dest auf rund Fr. 435'000.– (vgl. Urk. 12/11). Mit dem Steuerrechner des Kantons Zürich für das Steuerjahr 2023 resultieren für die Staats- und Gemeindesteuer ge- rundet Fr. 32'720.– und für die direkte Bundessteuer Fr. 13'200.–. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelastung von gerundet Fr. 3'800.–. Für die Kinder ist mangels zu besteuernden Geldflusses kein Steuerbetrag im Haushalt des Ge- suchsgegners auszuscheiden.”
“00 1) Die Grundbeträge, Krankenkasse, Versicherungen, Kommunikation, Mobilität, aus- wärtige Verpflegung, Schuldentilgung, Vorsorge, Fremdbetreuungskosten, Be- suchskosten und Unterdeckung der Kinder bleiben unverändert, sodass auf die vorherigen Erwägungen (E. V.8.2.) verwiesen werden kann. 2) Der Wohnkostenanteil der Gesuchstellerin reduziert sich auf Fr. 1'000.– (E. V.8.2.); im Übrigen bleiben die Wohnkosten unverändert. 3) Die Steuern der Gesuchstellerin wurden bereits von ihrem Einkommen abgezogen (E. V.4.7.). Der Gesuchsgegner unterliegt dem Verheiratetentarif (§ 35 Abs. 2 StG; Art. 36 Abs. 2 bis DBG). Er ist konfessionslos (Urk. 207/6 S. 1). Sein Einkommen beträgt Fr. 147'600.– (E. V.5.4.). Hinzu kommen die Kinderzulagen von Fr. 2'400.– sowie Unterhaltsbeiträge von geschätzt Fr. 19'200.–. Abzuziehen sind die Berufsauslagen von rund Fr. 6'800.– (Urk. 207/6 S. 12), Versicherungsprämien von Fr. 3'900.– (Staatssteuer) bzw. Fr. 2'400.– (Bundessteuer), Fremdbetreuungskosten von Fr. 10'100.– (§ 31 Abs. 1 lit. j StG; Art. 33 Abs. 3 DBG) sowie Sozialabzüge von Fr. 9'000.– (§ 34 Abs. 1 lit. a StG) bzw. Fr. 6'500.– (Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG) für ein Kind im Haushalt. Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt Fr. 139'400.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 143'400.–. Das steuer- bare Vermögen und das Verrechnungssteuerguthaben sind vernachlässigbar (Urk. 207/6 S. 4 und § 47 Abs. 2 StG). Gibt man die Daten für das Jahr 2022 im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Zivilstand: getrennt; Tarif: Verheirateten- und Einelterntarif; Konfession: andere; Gemeinde: Zürich) resultiert eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 17'904.40 und eine direkte Bundessteuer von Fr. 4'969.–. Die monatliche Steuerlast beträgt somit Fr. 1'906.–. - 96 - Ein Anteil dieser Steuern von Fr. 1'906.– ist dem Bedarf von D._____ zuzuweisen (zur Berechnungsweise E. V.7.2.). Dieser beträgt (Fr. 19'200.– + Fr. 2'400.–) / Fr. 139'400.”
LIFD art. 33 n. 92 Prestazioni di terzi (p. es. assegni di formazione corrisposti dal datore di lavoro) per la formazione o l'istruzione di figli minorenni non vengono indicate come una deduzione speciale dal reddito; questo onere finanziario è, secondo costante giurisprudenza, considerato forfettariamente mediante le deduzioni per oneri sociali, per cui fino al raggiungimento della maggiore età non è necessario effettuare alcuna deduzione separata.
“Le montant de ces pensions a été fixé en tenant compte de l'allocation de formation pour le fils de la recourante versée par l'employeur de son ex-époux de 1'360 fr. par mois. La recourante n'avance aucune raison permettant de revendiquer une déduction particulière des frais d'écolage de son fils. D'ailleurs, même si ces derniers avaient été payés directement par son ex-époux, ce qui n'a pas été le cas, et que les autres conditions pour reconnaître une contribution d'entretien au sens fiscal étaient remplies, ces montants auraient dû lui être fiscalement imputés (cf. arrêt TF 2C_1008/2013 du 6 juin 2014). Au surplus, de jurisprudence constante, la prise en charge financière que représente la formation d'enfants mineurs est prise en considération de manière forfaitaire par le biais de la déduction sociale (arrêts TF 2C_766/2018 du 8 novembre 2018 consid. 5.2.2; 2C_588/2011 du 16 décembre 2011 consid. 2.1 et les références citées; Christine Jaques, in Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2ème éd. 2017, N 144 ad art. 33 LIFD). C'est dès lors à juste titre que l'autorité intimée n'a pas déduit les frais d'écolage ou le montant de l'allocation de formation de 1'360 fr. par mois du revenu imposable de la recourante jusqu'en 2013, soit jusqu'à la majorité de l'enfant. Les griefs de la recourante à cet égard doivent être rejetés.”
“Le montant de ces pensions a été fixé en tenant compte de l'allocation de formation pour le fils de la recourante versée par l'employeur de son ex-époux de 1'360 fr. par mois. La recourante n'avance aucune raison permettant de revendiquer une déduction particulière des frais d'écolage de son fils. D'ailleurs, même si ces derniers avaient été payés directement par son ex-époux, ce qui n'a pas été le cas, et que les autres conditions pour reconnaître une contribution d'entretien au sens fiscal étaient remplies, ces montants auraient dû lui être fiscalement imputés (cf. arrêt TF 2C_1008/2013 du 6 juin 2014). Au surplus, de jurisprudence constante, la prise en charge financière que représente la formation d'enfants mineurs est prise en considération de manière forfaitaire par le biais de la déduction sociale (arrêts TF 2C_766/2018 du 8 novembre 2018 consid. 5.2.2; 2C_588/2011 du 16 décembre 2011 consid. 2.1 et les références citées; Christine Jaques, in Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2ème éd. 2017, N 144 ad art. 33 LIFD). C'est dès lors à juste titre que l'autorité intimée n'a pas déduit les frais d'écolage ou le montant de l'allocation de formation de 1'360 fr. par mois du revenu imposable de la recourante jusqu'en 2013, soit jusqu'à la majorité de l'enfant. Les griefs de la recourante à cet égard doivent être rejetés.”
Nella prassi, facendo riferimento all'art. 33 cpv. 1 LIFD, ai fini della determinazione del reddito imponibile vengono regolarmente prese in considerazione: la deduzione forfettaria per i premi assicurativi (lett. g) nonché deduzioni quali i versamenti al pilastro 3a, gli assegni di mantenimento (lett. c), le deduzioni per figli e le spese professionali. Le decisioni mostrano l'applicazione concreta di tali deduzioni e la loro diversa entità e/o il diverso trattamento nei Cantoni.
“In Phase II generiert der Gesuchsgegner ein Einkommen in der Höhe von Fr. 97'452.– (vgl. E. III.2.5. hiervor). Unberücksichtigt zu bleiben hat wiederum derjenige Teil der Sparquote, welcher aus nicht bezogenem Ge- winn besteht und nicht durch die trennungsbedingten Mehrkosten aufge- braucht wird (vgl. E. III.7.4. nachstehend). Folglich ist für die Steuerberech- - 49 - nung von einem (geschätzten) Einkommen in der Höhe von gerundet Fr. 78'000.– auszugehen (Fr. 97'452.– - [12 x Fr. 1'503.–]). Abzuziehen sind die Versicherungsprämien von Fr. 3'000.– (Staatsteuer, § 30 Abs. 1 lit. g StG/ZG) beziehungsweise Fr. 1'800.– (Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG) sowie die Unterhaltsbeiträge von geschätzt Fr. 29'600.– (exklusive Kin- derzulagen; Staatssteuer, § 30 Abs. 1 lit. c StG/ZG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Für die Berufskosten sind wiederum je Fr. 2'000.– und für die auswärtige Ver- pflegung je Fr. 3'200.– abzugsfähig (Staatsteuer, § 25 StG/ZG; Bundessteuer, Art. 26 DBG). Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeinde- steuer beträgt somit Fr. 40'200.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 41'400.–. Das steuerbare Vermögen ist wiederum mit rund Fr. 1'650'000.– zu veranschlagen (vgl. Urk. 35/34; Urk. 4/2). Mit dem Steuerrechner des Kan- tons Zug für das Steuerjahr 2023 resultieren für die Staats- und Gemeinde- steuer gerundet Fr. 5'660.– und für die direkte Bundessteuer Fr. 230.–. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelastung von gerundet Fr. 490.–. Für das Kind ist mangels zu besteuernden Geldflusses kein Steuerbetrag im Haushalt des Gesuchsgegners auszuscheiden.”
“Weiter sind die Liegenschafserträge hinzuzurechnen, wobei auch die Eigenmietwerte zu versteu- ern sind. Nachdem die Wohnung "E._____ 2" mittlerweile durch den Gesuchs- gegner bewohnt wird, ist von steuerbaren Liegenschaftserträgen von geschätzt Fr. 73'000.– (statt Fr. 27'768.– Mietertrag wird neu ein Eigenmietwert von Fr. 10'000.– berücksichtigt, vgl. Urk. 13/6 S. 13) auszugehen. Schliesslich sind die Kinderzulagen von jährlich Fr. 5'280.– zu versteuern. Ausgangspunkt bildet daher ein Einkommen von Fr. 240'700.–. Abzuziehen sind die Berufsauslagen von rund Fr. 12'000.– (Staatsteuer, Urk. 13/6 S. 23) bzw. Fr. 10'700.– (Bundessteuer, Urk. 13/6 S. 23), Versicherungsprämien von Fr. 2'600.– (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. g StG) bzw. Fr. 1'700.– (Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG), Fr. 6'883.– Beiträge an die Säule 3a (vgl. Urk. 13/6 S. 7 und Urk. 41/35) sowie die Unter- haltsbeiträge von geschätzt Fr. 64'000.– (§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit Fr. 155'217.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 157'417.–. Das steuer- bare Vermögen beträgt aufgrund der Liegenschaften rund Fr. 400'000.– (siehe Urk. 13/6 S. 8). Mit dem Steuerrechner des Kantons Zürichs für das Steuerjahr 2022 resultieren für die Staats- und Gemeindesteuern Fr. 26'491.40 und für die direkte Bundessteuer Fr. 8'347.60. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelas- tung von gerundet Fr. 2'903.–.”
“_____ auszuscheiden, bei ihm sei es ein Sechstel (Urk. 223 S. 25 f. und 28). Der Kläger erhält keine Kinderunterhaltsbeiträge; entsprechend sind bei ihm ent- gegen seinem Antrag keine Steueranteile für C._____ auszuscheiden. Weil so- dann mit dem vorliegenden Entscheid nur zwei Phasen zu bilden sind und die Steuern vollumfänglich berücksichtigt werden können, liegt auch keine einseitige Kürzung der Steuerbelastung vor. Angesichts der Gesamtunterhaltsbeiträge, wel- che der Beklagten für sich und C._____ in der ersten Phase zuzusprechen und zusammen mit ihrem (hypothetischen) Einkommen von ihr zu versteuern sind, rechtfertigt es sich unter Berücksichtigung von Berufsauslagen, des Kinderabzugs (CHF 9'000.– Staats- und Gemeindesteuern, CHF 6'500.– direkte Bundessteuern) sowie des pauschalen Abzugs für Versicherungsprämien (CHF 2'600.– & CHF 1'300.– Staats- und Gemeindesteuern, CHF 1'700.– & CHF 700.– direkte Bun- dessteuern; vgl. § 34 Abs. 1 lit. a und § 31 Abs. 1 lit. g StG/ZH [LS 631.1]; Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG [SR 642.11]; Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG) und mit Blick auf den an- wendbaren Verheirateten- und Einelterntarif (§ 35 Abs. 2 StG/ZH; Art. 36 Abs. 2 und 2 bis DBG) sowie den Steuerfuss in Zürich den Betrag für die laufenden Steu- ern auf CHF 320.– pro Monat festzulegen (vgl. www.zh.ch/de/Steuern: Steuer- rechner Kanton Zürich). Davon ist ein Steueranteil für C._____, welcher in deren Bedarf zu veranschlagen ist, auszuscheiden (BGE 147 III 265 E. 7.2). Dieser ist angesichts des Verhältnisses zwischen den Barunterhaltsbeiträgen für C._____ und den von der Beklagten zu versteuernden Gesamteinkünften auf 50 % festzu- legen (vgl. BGE 147 III 457 E. 4.2). Dementsprechend sind im Bedarf der Beklag- - 73 - ten und von C._____ je CHF 160.– für Steuern zu berücksichtigen. In der zweiten Phase ist sodann von einer Steuerbelastung bei der Beklagten von monatlich CHF 420.– auszugehen, die nunmehr zu einem Drittel bei C._____ anzurechnen ist . Dem Kläger sind unter Zugrundelegung des Grundtarifs und Abzug der Unter- haltsbeiträge sowie der Berufsauslagen und des pauschalen Abzugs für Versiche- rungsprämien monatliche Steuerbetreffnisse von CHF 600.”
“In der Zeit vom 1. Juni 2020 bis zum 31. März 2021 beträgt das jährliche Einkom- men der Gesuchsgegnerin Fr. 70'800.– (siehe E. III.1.5.). Abzuziehen sind Unter- haltsbeiträge von geschätzt Fr. 19'200.– pro Jahr (§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG), Berufsauslagen und Weiterbildungskosten von Fr. 10'000.– (si e- he Urk. 80/4 S. 13 und 16) sowie Versicherungsprämien von Fr. 2'600.– (Staats- und Gemeindesteuer) bzw. Fr. 1'700.– (direkte Bundessteuer; siehe Urk. 80/4 S. 15). Die Gesuchsgegnerin kann keine Kinderabzüge geltend machen, da sie Alimente bezahlt (§ 34 Abs. 1 lit. a StG; Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG). Ihr steuerbares Einkommen beträgt somit Fr. 39'000.– für die Staats- und Gemeindesteuer bzw. Fr. 39'900.– für die direkte Bundessteuer. Steuerrechtlich relevantes Vermögen (siehe § 47 StG) oder Verrechnungssteuerguthaben hat die Gesuchsgegnerin nicht (siehe E. IV.2.3.). Gibt man die Daten so für das Jahr 2020 im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Zivilstand: getrennt; Tarif: Grundtarif [§ 35 Abs. 2 StG e contrario]; Kon- fession: andere [siehe Urk. 80/4 S. 4]; Gemeinde: Zürich), resultiert eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 3'008.95 und eine direkte Bundessteuer von Fr.”
I contributi per il mantenimento dei figli sono deducibili ai sensi dell'art. 33 LIFD soltanto se il figlio è soggetto all'autorità parentale (affidamento) del beneficiario. L'esercizio congiunto dell'autorità parentale non escluÞ in via generale la deduzione. In caso di genitori separati che versano entrambi contributi, o in caso di residenza alternata dei figli, la deduzione per i figli viene di regola attribuita al genitore che dimostra di aver sostenuto le maggiori spese di mantenimento; nella prassi, in caso di cura equivalente o alternata dei figli sono possibili anche deduzioni ripartite (dimezzate). I versamenti volontari (p. es. donazioni) non sono considerati prestazioni di mantenimento deducibili.
“I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18a ad art. 33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale.”
“I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18a ad art. 33 LIFD), a tal proposito è irrilevante che i genitori esercitino l’autorità parentale congiunta (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21f ad art. 33 LIFD). 2.3. Gli alimenti comprendono tutte le spese che il figlio necessita per la sua quotidianità rispettivamente per il suo sviluppo fisico, mentale e morale. Accanto alle spese per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale.”
“), gli alimenti vengono corrisposti anche per far fronte a dei costi particolari, quali quelli scolastici o per le attività extra scolastiche (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d ad art. 33 LIFD). Gli alimenti possono rivestire la forma di pagamenti (“Geldleistungen”) diretti e ricorrenti, ma anche di prestazioni in natura (“Natural- und Barunterhalt”) o di costi indiretti (“Betreuungsunterhalt”), come ad esempio la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18a e 18b ad art. 33 LIFD). Gli alimenti sono di regola stabiliti d’ufficio o dal giudice, ma possono essere anche convenuti per contratto (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21c ad art. 33 LIFD). Non rientrano tra le spese deducibili invece i versamenti effettuati volontariamente, ad esempio le donazioni (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21d e 21e ad art. 33 LIFD). 2.4. Secondo il principio di corrispondenza o congruenza (“Korrespondenzprinzip”; “principe de concordance”), gli alimenti versati devono essere imposti al genitore che li riceve per i figli sotto la sua autorità parentale. Tale imposizione trova tuttavia il suo limite nei rapporti internazionali (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18 ad art. 33 LIFD), come nel caso in questione. 2.5. Di regola, sono deducibili gli alimenti effettivamente pagati nel periodo di computo (secondo il principio di periodicità) e non quelli che sono esigibili nell’anno fiscale in questione, eccetto nel caso in cui il contribuente posticipi volontariamente il pagamento al periodo successivo (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 21h ad art. 33 LIFD con riferimenti ivi citati). 2.6. Nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p.”
“In caso contrario a mente del ricorrente si realizzerebbe un’ingiustificata disparità di trattamento. Diritto 1. Le censure mosse dal ricorrente si riferiscono alla mancata applicazione dell’aliquota per famiglia nonché alla mancata deduzione del 50% per ogni figlio a carico visto che nulla gli è riconosciuto per la metà della settimana in cui si occupa personalmente delle figlie. Secondo l’insorgente infatti, oltre alla deduzione dell’importo mensile versato alla moglie, dovrebbe essergli riconosciuta l’aliquota per coniugati e la deduzione per i figli in considerazione del fatto che, le figlie __________ e __________ sono domiciliate presso di lui e vivono per 3 giorni rispettivamente 4 giorni presso di lui. 2. 2.1. Fintanto che la famiglia costituisce un’unità economica, gli apporti dei singoli membri al reddito complessivo non hanno alcuna rilevanza individuale (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a ed., Basilea 2019, n. 34 ad art. 33 LIFD, p. 992) e le spese che il contribuente sopporta per il mantenimento della famiglia non sono deducibili dai proventi conseguiti (art. 34 lett. a LIFD; art. 33 lett. a LT). Per contro, in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, gli alimenti percepiti da un contribuente per sé stesso e per i figli sotto la sua autorità parentale sono imponibili nella sua partita fiscale (art. 23 lett. f LIFD; art. 22 lett. f LT), mentre sono deducibili per il contribuente che li versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 32 cpv. 1 lett. c LT). 2.2. 2.2.1. Secondo l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi, al cui sostentamento il contribuente provvede, 6’500.– franchi; se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l’art.”
“1.3.2. Per alimenti versati all’ex coniuge s’intende, di norma, la rendita mensile versata in denaro: la stessa è imponibile per il coniuge che la riceve ed è deducibile per colui che la versa. Di norma gli alimenti sono stabiliti mediante una sentenza giudiziaria, che fissa l’ammontare degli stessi (Jaques, Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, n. 29 e 30 ad art. 33 LIFD; Hunziker/Mayer-Knobel, Kommentar DBG [a cura di Zweifel/Beusch], 3a ed. Basilea 2017, n. 18 e segg. ad art. 33 LIFD). Tuttavia gli alimenti possono anche essere forniti sotto forma di pagamenti indiretti, come l'assunzione di premi di assicurazione malattia, imposte, interessi ipotecari o costi di locazione. Infine, sono possibili anche contributi di mantenimento sotto forma di prestazioni in natura (sentenza TF 2C_502/2015 del 29.2.2016, consid. 4.2.; Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18b ad art. 33 LIFD). 1.4. Secondo l’articolo 277 capoverso 2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento del figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale conclusione di una formazione appropriata. La deduzione per i figli può dunque essere fatta valere anche per i figli maggiorenni in formazione (Circolare AFC n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta [LIFD], n. 10.3, p. 20). In caso di genitori separati, che provvedono al mantenimento dei propri figli, diversamente dal caso dei figli minorenni, il genitore che versa gli alimenti per il figlio (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD) non può dedurli. Gli viene tuttavia in linea di principio accordata la deduzione per i figli. Se entrambi i genitori versano gli alimenti, il genitore che versa il contributo finanziario superiore, in regola generale quello con il reddito più elevato, può far valere la deduzione per i figli.”
“- et n'a pas alloué d'indemnité de procédure, le recourant n'y ayant pas conclu et n'ayant pas exposé de frais pour sa défense. 8) Par arrêt du 19 novembre 2020 (2C_380/2020), le Tribunal fédéral a partiellement admis le recours en tant qu'il concernait l'IFD et l'ICC 2016, et a renvoyé la cause à la Cour de justice pour nouvelle décision dans le sens des considérants. S'agissant de l'IFD, le Tribunal fédéral a retenu qu'en versant chaque mois de l'argent sur un compte commun destiné à l'entretien de ses enfants, le recourant ne s'était pas acquitté de contributions d'entretien déductibles (art. 33 LIFD). On pouvait dès lors retenir que les parents disposaient de l'autorité parentale conjointe, ne s'acquittaient pas de contributions d'entretien et exerçaient une garde alternée équivalente sur leurs enfants. Le recourant ayant en outre un revenu plus élevé que celui de la mère, mais n'ayant pas prouvé avoir contribué de manière plus importante à l'entretien des enfants, il ne pouvait bénéficier du barème pour personne célibataire avec enfants à charge de l'art. 36 al. 2bis LIFD ni des déductions prévues à l'art. 33 LIFD. Il avait en conséquence le droit à une demi-déduction sociale pour chacun de ses deux enfants (art. 35 al. 1 let. a LIFD). S'agissant de l'ICC, les cantons restaient compétents s'agissant de la question du barème, mais l'art. 41 al. 3 LIPP avait une teneur pratiquement identique à celle de l'art. 36 al. 2bis LIFD, si bien qu'il n'était à tout le moins pas arbitraire d'en faire une application semblable et de refuser au recourant l'application du barème réduit. Finalement, quant à la question des déductions sociales, l'art. 9 al. 3 LHID prévoyait que les déductions pour enfants et autres déductions sociales de droit cantonal étaient réservées. Selon l'art. 39 al. 1 LIPP, étaient déduits du revenu net annuel CHF 10'000.- pour chaque charge de famille et CHF 5'000.- pour chaque demi-charge de famille. Lorsqu'une personne était à charge de plusieurs contribuables, la déduction est répartie entre ceux-ci. L'art. 39 al. 2 let. a LIPP prévoyait que constituaient des charges de famille chaque enfant mineur sans activité lucrative ou dont le gain annuel ne dépassait pas un certain montant, pour celui des parents qui en assurait l'entretien.”
La giurisprudenza e la dottrina adottano un'interpretazione restrittiva della detrazione per l'assistenza da parte di terzi ai sensi dell'art. 33 cpv. 3 LIFD. In base a tale orientamento, le spese per corsi (p.es. musiÊ, sport, lavori manuali), nonché per colonie e campi sportivi, in linê di principio non sono considerate prestazioni di assistenza o di custodia deducibili, perché l'aspetto assistenziale non è predominante e i costi devono essere imputati agli oneri di mantenimento e di educazione dei genitori, anche qualora la presenza di adulti renÚ possibile l'attività lucrativa dei genitori.
“Les frais déterminants étaient les frais effectifs engagés pendant la période fiscale jusqu’à concurrence du plafond fixé par le législateur (cf. Message, p. 4257 ; ATA/265/2016 du 22 mars 2016 consid. 3). 12. Le Tribunal fédéral s'est prononcé en faveur d'une interprétation restrictive des déductions anorganiques, pour des motifs de systématique fiscale, car il s'agit d'une exception au principe selon lequel les frais d'entretien (utilisation du revenu) ne sont pas déductibles (Christine JAQUES, Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2017, p. 781 n. 145 ad art. 33 LIFD). Ne sont pas déductibles à titre de frais de garde les frais de cours (musique, sport, bricolage p. ex.) ou de colonies de vacances et de camps sportifs, étant donné que la garde des enfants proprement dite n'est pas mise au premier plan. Afférentes à des activités culturelles, sportives ou de loisirs, ces dépenses, qui ressortissent à l'obligation d'entretien des parents, contribuent au bon développement de l'enfant et ne sauraient dès lors être considérées comme des frais de garde en sens de l'art. 33 al. 3 LIFD, quand bien même la présence d'adultes auprès de l'enfant à ces occasions peut permettre aux parent d'exercer leur activité lucrative. À défaut, les couples où l'un des parents reste au foyer pour assurer la garde des enfants, qui offrent également ce type d'activité à leurs enfants en vue d'assurer leur développement, seraient défavorisés. (Christine JAQUES, op. cit., p. 781 n. 146 ad art. 33 LIFD). 13. Le 21 décembre 2010, l’administration fédérale des contributions a adopté la circulaire n° 30 relative à l’imposition des époux et de la famille selon la LIFD (ci-après : la circulaire), à teneur de laquelle le contribuable peut demander la déduction des frais de garde des enfants uniquement s’il ne peut l’exercer et que cet empêchement est en lien de causalité directe avec l’activité lucrative, la formation ou l’incapacité de gain. Les époux qui vivent en ménage commun peuvent demander la déduction pour la garde des enfants s’ils exercent en même temps une activité lucrative et ne sont pas capables d’assurer la garde de leurs enfants.”
“Les frais déterminants étaient les frais effectifs engagés pendant la période fiscale jusqu’à concurrence du plafond fixé par le législateur (cf. Message, p. 4257 ; ATA/265/2016 du 22 mars 2016 consid. 3). 12. Le Tribunal fédéral s'est prononcé en faveur d'une interprétation restrictive des déductions anorganiques, pour des motifs de systématique fiscale, car il s'agit d'une exception au principe selon lequel les frais d'entretien (utilisation du revenu) ne sont pas déductibles (Christine JAQUES, Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2017, p. 781 n. 145 ad art. 33 LIFD). Ne sont pas déductibles à titre de frais de garde les frais de cours (musique, sport, bricolage p. ex.) ou de colonies de vacances et de camps sportifs, étant donné que la garde des enfants proprement dite n'est pas mise au premier plan. Afférentes à des activités culturelles, sportives ou de loisirs, ces dépenses, qui ressortissent à l'obligation d'entretien des parents, contribuent au bon développement de l'enfant et ne sauraient dès lors être considérées comme des frais de garde en sens de l'art. 33 al. 3 LIFD, quand bien même la présence d'adultes auprès de l'enfant à ces occasions peut permettre aux parent d'exercer leur activité lucrative. À défaut, les couples où l'un des parents reste au foyer pour assurer la garde des enfants, qui offrent également ce type d'activité à leurs enfants en vue d'assurer leur développement, seraient défavorisés. (Christine JAQUES, op. cit., p. 781 n. 146 ad art. 33 LIFD). 13. Le 21 décembre 2010, l’administration fédérale des contributions a adopté la circulaire n° 30 relative à l’imposition des époux et de la famille selon la LIFD (ci-après : la circulaire), à teneur de laquelle le contribuable peut demander la déduction des frais de garde des enfants uniquement s’il ne peut l’exercer et que cet empêchement est en lien de causalité directe avec l’activité lucrative, la formation ou l’incapacité de gain. Les époux qui vivent en ménage commun peuvent demander la déduction pour la garde des enfants s’ils exercent en même temps une activité lucrative et ne sont pas capables d’assurer la garde de leurs enfants.”
Le spese per formazioni e perfezionamenti professionali orientati alla carriera, nonché per la riqualificazione, possono essere dedotte fino a un totale di CHF 12'000.–, purché sia già conseguito un primo titolo di studio della scuola secondaria II (cfr. art. 33 cpv. 1 lett. j LIFD; in vigore dal 1.1.2016).
“Monatslohn betragen hat. Die Rechtsvertreterin hat hierzu angemerkt, dass die Beschwerdegegnerin den Praktikumslohn korrekt in der Anspruchsberechnung berücksichtigt habe, da die Tochter in den ersten drei Monaten ihres Praktikums einen Monatslohn von Fr. 1'000.-- erhalten habe und ab 1. November 2016 nicht mehr in der Berechnung berücksichtigt worden sei. Die entsprechenden Lohnausweise, die diese Angaben der Rechtsvertreterin belegen würden, befinden sich nach wie vor nicht in den Akten. Die Beschwerdegegnerin wird also noch die Lohnausweise bezüglich des von B.___ absolvierten Praktikums beim Beschwerdeführer einholen müssen. Die Rechtsvertreterin des Beschwerdeführers hat im Einspracheverfahren moniert, dass das Schulgeld von Tochter B.___ für die Ausbildung zur Z.___ bei der G.___ in der Höhe von Fr. 32'200.-- (EL-act. 38-1 und 121, D. 1) bei den Berufsauslagen nicht berücksichtigt worden sei. Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. j DBG (in Kraft seit 1. Januar 2016) können die Kosten der berufsorientierten Aus- und Weiterbildung, einschliesslich der Umschulungskosten, bis zum Gesamtbetrag von Fr. 12'000.--, sofern ein erster Abschluss auf der Sekundarstufe II vorliegt (Ziff. 1), oder das”
LIFD art. 33 n. 87 Nella procedura semplificata di conguaglio alla fonte, la riscossione dell'imposta avviene «senza tener conto degli altri redditi, di eventuali spese professionali e delle deduzioni sociali». In dottrina e giurisprudenza si è pertanto lasciato aperto se con ciò sia esclusa la considerazione di determinate deduzioni (in particolare i versamenti al pilastro 3a) in una successiva imposizione ordinaria o se tale considerazione resti riservata.
“Gemäss beiden genannten Vorschriften ist die Steuer für kleine Arbeitsentgelte aus unselbständiger Erwerbstätigkeit "ohne Berücksichtigung der übrigen Einkünfte, allfälliger Berufskosten und Sozialabzüge" zu erheben, d.h. vom Arbeitgeber als Quellensteuer abzuführen. "Damit ist die Einkommenssteuer abgegolten" (Art. 37a Abs. 1 DBG letzter Satz, Art. 11 Abs. 4 StHG zweiter Satz). Es fragt sich, ob damit - wie die Beschwerdeführer vertreten - die Berücksichtigung weiterer Abzüge, so insbesondere des Abzugs für Beiträge an die Säule 3a (Art. 7 Abs. 1 lit. b BVV 3 i.V.m. Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG bzw. Art. 9 Abs. 2 lit. e StHG) vorbehalten sein soll oder ob mit der Vorinstanz davon auszugehen ist, dass mit Bezug auf Einkünfte, für welche im vereinfachten Abrechnungsverfahren Quellensteuer entrichtet wird, überhaupt, d.h. auch im späteren ordentlichen Veranlagungsverfahren, keine Abzüge zu berücksichtigen sind.”
In caso di violazione del periodo di blocco la prestazione in capitale percepita rimane imponibile. La deduzione per i versamenti, che all'epoÊ era stata riconosciuta in via definitiva ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD, deve essere neutralizzata nella misura corrispondente alla prestazione in capitale erogata; tale rettifiÊ deve essere effettuata nell'ambito dell'imposta supplementare (art. 151 ss. LIFD).
“Ist eine Sperrfristverletzung eingetreten, so bleibt die Kapitalleistung nach den üblichen Regeln steuerbar (Sonderveranlagung einer vollen Jahressteuer gemäss Art. 22 Abs. 1 i.V.m. Art. 38 Abs. 1 DBG; Urteil 2C_158/2013 / 2C_159/2013 vom 26. August 2013 E. 2.1). Der rechtskräftig veranlagte Abzug des seinerzeitigen Einkaufs (Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG) ist im Umfang der bezogenen Kapitalleistung zu neutralisieren. Dies hat im Rahmen der Nachsteuer (Art. 151 ff. DBG) zu erfolgen (Urteile 2C_199/2020 vom 28. Dezember 2021 E. 2.3.2; 2C_6/2021 vom 12. Januar 2021 E. 2.2.3; 2C_230/2015 / 2C_231/2015 vom 3. Februar 2016 E. 2.1 und 3.2).”
“Ist eine Sperrfristverletzung eingetreten, so bleibt die Kapitalleistung nach den üblichen Regeln steuerbar (Sonderveranlagung einer vollen Jahressteuer gemäss Art. 22 Abs. 1 in Verbindung mit Art. 38 Abs. 1 DBG; Urteil 2C_158/2013 / 2C_159/2013 vom 26. August 2013 E. 2.1). Der rechtskräftig veranlagte Abzug des seinerzeitigen Einkaufs (Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG) ist im Umfang der bezogenen Kapitalleistung zu neutralisieren. Dies hat im Rahmen der Nachsteuer (Art. 151 ff. DBG) zu erfolgen (zur selben Konstellation wie vorliegend: Urteil 2C_230/2015 / 2C_231/2015 vom 3. Februar 2016 E. 2.1 und 3.2; nicht einschlägig dagegen Urteil 2C_652/2018 vom 14. Mai 2020 E. 3.2, wo es um die Frage ging, ob die Sonderveranlagung im Sinne von Art. 38 DBG aufzuheben sei).”
Per ciascun figlio per il quale può essere richiesta la detrazione per figli ai sensi dell'art. 35 cpv. 1 lett. a (o lett. b) LIFD, la detrazione prevista all'art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD per i premi assicurativi e per gli interessi sui capitali di risparmio aumenta; concretamente spetta una detrazione forfettaria aggiuntiva per premi assicurativi di CHF 700.- per figlio.
“Ein Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG wird vorgenommen für jedes minderjährige oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehende Kind, für dessen Unterhalt die steuerpflichtige Person sorgt; werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden. Für jedes Kind, für welches der Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG geltend gemacht werden kann, erhöht sich im Weiteren in Anwendung von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG der in Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG vorgesehene Abzug für Versicherungsprämien und Zinsen für Sparkapitalien.”
“Halbsatz); werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden (2. Halbsatz). Für die in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe lebenden Ehepaare und die verwitweten, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden, geschiedenen und ledigen steuerpflichtigen Personen, die mit Kindern oder unterstützungsbedürftigen Personen im gleichen Haushalt zusammenleben und deren Unterhalt zur Hauptsache bestreiten, gilt der Verheiratetentarif gemäss Art. 36 Abs. 2 DBG sinngemäss (Art. 36 Abs. 2bis Satz 1 DBG). Der so ermittelte Steuerbetrag ermässigt sich um 251 Franken für jedes Kind oder jede unterstützungsbedürftige Person (Art. 36 Abs. 2bis Satz 2 DBG). Ferner steht dem Steuerpflichtigen, der einen Kinderabzug geltend machen kann, ein zusätzlicher Versicherungsprämienabzug in der Höhe von Fr. 700.- für jedes Kind zu (Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG).”
“Auf der anderen Seite hat der Empfänger der Unterhaltsbeiträge diese als Einkommen zu versteuern (Art. 23 lit. f DBG; sog. Korrespondenzprinzip). Nicht abziehbar sind die Aufwendungen für den Unterhalt des Steuerpflichtigen und seiner Familie sowie der durch die berufliche Stellung des Steuerpflichtigen bedingte Privataufwand (Art. 34 lit. a DBG). Bei der direkten Bundessteuer kann nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG vom Einkommen als Kinderabzug ein Betrag von CHF 6'500.– für jedes minderjährige oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehende Kind, für dessen Unterhalt die steuerpflichtige Person sorgt, abgezogen werden. Werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden. Für jedes Kind, für das die steuerpflichtige Person einen Abzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a oder b DBG geltend machen kann, kommt der Versicherungsabzug von CHF 700 hinzu (Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG). Für die in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe lebenden Ehepaare und die verwitweten, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden, geschiedenen und ledigen steuerpflichtigen Personen, die mit Kindern oder unterstützungsbedürftigen Personen im gleichen Haushalt zusammenleben und deren Unterhalt zur Hauptsache bestreiten, gilt der Tarif nach Art. 36 Abs. 2 DBG sinngemäss (Art. 36 Abs. 2bis DBG, sog. Elterntarif). Der so ermittelte Steuerbetrag ermässigt sich um CHF 251 für jedes Kind oder jede unterstützte Person (Art. 36 Abs. 3 DBG). Massgebend für das Kriterium der Unterhaltssorge nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG sind die finanziellen Leistungen des Anspruchsberechtigten und nicht die Eigenleistungen für persönliche Betreuung, Pflege, Erziehung, etc. Letztere stellen nicht abzugsfähige Lebenshaltungskosten dar (Art. 34 lit. a DBG) und sind als Folge der schematischen Berücksichtigung einkommenssteuerrechtlich unbeachtlich (P. Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, 2. Aufl. 2019, N 9 zu Art.”
LIFD art. 33 n. 84 Le deduzioni generali senza un collegamento diretto a una determinata produzione di reddito («deduzioni anorganiche») sono, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, in linê di principio ripartite proporzionalmente in modo analogo alle deduzioni sociali. Rilevante a tal fine è il (netto)reddito soggetto a imposizione in Svizzera in rapporto al complessivo (netto)reddito; la ripartizione avviene prima di tener conto delle deduzioni sociali e delle deduzioni generali interessate.
“Je nach Abzugskategorie kennen Gesetz und Praxis verschiedene Methoden, nach denen diese Ausscheidung zu erfolgen hat. 3.2 Während bei Sozialabzügen gesetzlich statuiert wird, dass bei teilweiser Steuerpflicht die Sozialabzüge anteilsmässig zu gewähren sind (§ 34 Abs. 3 Satz 1 StG bzw. Art. 35 Abs. 3 DBG), fehlt für die übrigen Abzüge eine vergleichbare ausdrückliche Regelung im Gesetz. 3.3 Nach Rechtsprechung und Lehre sind steuerlich abzugsfähige Kosten, die final oder kausal mit bestimmten Einkünften zusammenhängen (sog. Gewinnungskosten bzw. "organische Abzüge"), in der internationalen Ausscheidung zusammen mit den korrespondierenden Einkünften ("objektmässig") zu verlegen. Das ausländische Einkommen ist nach Abzug der darauf entfallenden Gewinnungskosten ("netto") freizustellen (vgl. BGr, 23. September 2024, 9C_47/2024 und 9C_48/2024, E. 4.4.1; BGr, 20. März 2023, 2C_354/2022, E. 3.3.2; BGr, 26. Juni 2015, 2C_1154/2013 und 2C_1155/2013, E. 3.3). 3.4 Von den in § 31 StG bzw. Art. 33 DBG geregelten allgemeinen Abzügen weisen einige einen finalen oder kausalen Zusammenhang zu bestimmten Einkünften auf, sodass sie zusammen mit diesen Einkünften zu verlegen sind. Daneben regelt § 31 StG bzw. Art. 33 DBG aber auch gewisse Abzüge, die in keinem direkten Zusammenhang mit einer bestimmten Einkommenserzielung stehen. Sie ähneln in dieser Hinsicht den Sozialabzügen. Die Mehrheit dieser allgemeinen Abzüge hängt aber im Unterschied zu den Sozialabzügen davon ab, dass die steuerpflichtige Person konkrete Aufwendungen getätigt hat (vgl. Silvia Hunziker/Jsabelle Mayer-Knobel in: Martin Zweifel/Michael Beusch [Hrsg.], Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 4. A., Basel 2022 [Kommentar DBG], Art. 33 N. 3 DBG). Die allgemeinen Abzüge ohne Bezug zu einer bestimmten Einkommenserzielung ("anorganische Abzüge") werden grundsätzlich analog zur Regelung bei den Sozialabzügen proportional nach Lage des Reineinkommens verlegt, also nach Massgabe des in der Schweiz steuerpflichtigen (Netto-) Einkommens im Verhältnis zum gesamten (Netto-) Einkommen, jeweils vor Berücksichtigung der Sozialabzüge und der infrage stehenden allgemeinen Abzüge (vgl.”
“Von den in Art. 33 DBG geregelten allgemeinen Abzügen weisen einige einen finalen oder kausalen Zusammenhang zu bestimmten Einkünften auf, sodass sie wie soeben dargelegt zusammen mit diesen Einkünften zu verlegen sind. Daneben regelt Art. 33 DBG aber auch gewisse Abzüge, die in keinem direkten Zusammenhang mit einer bestimmten Einkommenserzielung stehen. Sie ähneln in dieser Hinsicht den Sozialabzügen. Die Mehrheit dieser allgemeinen Abzüge hängt aber im Unterschied zu den Sozialabzügen davon ab, dass die steuerpflichtige Person konkrete Aufwendungen getätigt hat (vgl. HUNZIKER/MAYER-KNOBEL, in: Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 4. Aufl. 2022, N. 3 zu Art. 33 DBG; YVES NOËL, in: Commentaire romand, LIFD, 2. Aufl. 2017, N. 1 zu Art. 33 DBG). Für die allgemeinen Abzüge ohne Bezug zu einer bestimmten Einkommenserzielung ("anorganische Abzüge") hat das Bundesgericht bislang dafürgehalten, dass sie analog zur Regelung bei den Sozialabzügen proportional nach Lage des Reineinkommens zu verlegen seien, also nach Massgabe des in der Schweiz steuerpflichtigen (Netto-) Einkommens im Verhältnis zum gesamten (Netto-) Einkommen, jeweils vor Berücksichtigung der Sozialabzüge und der in Frage stehenden allgemeinen Abzüge (vgl.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 83 Secondo la giurisprudenza citata, i costi sostenuti dal datore di lavoro per la formazione e l'aggiornamento professionale orientati all'attività, comprese le spese di riqualificazione professionale, non devono essere qualificati come benefici in natura ai sensi dell'art. 17 LIFD e possono — ove applicabile — essere ammessi in deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. j LIFD. Nel caso deciso è stata addirittura ipotizzata una deduzione integrale.
“Die Pflichtigen stellen sich auf den Standpunkt, selbst wenn es sich beim Stipendium um teilweise steuerbares Einkommen handeln würde, wären der nicht steuerbare Kostenersatz bzw. Spesen auszumachen, sodass allerhöchstens noch ein Bruchteil besteuert werden könnte. Entsprechend seien vom Arbeitgeber getragene Kosten der berufsorientierten Aus- und Weiterbildung einschliesslich Umschulungskosten keine geldwerten Vorteile im Sinn von § 17 Abs. 2 StG bzw. Art. 17 Abs. 1bis DBG, was analog auch für das Stipendium in seiner Gesamtheit gelte. Selbst wenn immer noch von einem teilweisen Erwerbseinkommen ausgegangen werden wollte, wäre der volle Betrag von Fr. 12'000.- als Kosten der berufsorientierten Aus- und Weiterbildung gemäss § 31 Abs. 1 lit. k StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. j DBG zum Abzug zuzulassen.”
LIFD art. 33 n. 82 Sono deducibili soltanto le spese necessarie per la conservazione o il ripristino della salute fisiÊ e psicologiÊ, purché esista un adeguato nesso causale con la compromissione della salute. Ciò richieÞ di norma una prescrizione mediÊ; la circolare dell'AFC precisa in particolare determinate misure terapeutiche e i trattamenti di medicina naturale a ulteriori condizioni.
“a des Steuergesetzes des Kantons Zürich vom 8. Juni 1997 [StG] und Art. 33 Abs. 1 lit. h Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer vom 14. Dezember 1990 [DBG]). Die Möglichkeit, Krankheitskosten und Unfallkosten von den Einkünften abzusetzen, bildet eine Ausnahme vom Grundsatz, wonach Lebenshaltungskosten prinzipiell nicht abzugsfähig sind (Felix Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4. A., Zürich 2021, § 32 StG N. 7; Felix Richner et al., Handkommentar zum DBG, 3. A., Zürich 2016, Art. 33 DBG N. 144). Abzugsfähig sind daher lediglich notwendige Kosten zur Erhaltung und Wiederherstellung der körperlichen und psychischen Gesundheit, sofern ein adäquater Kausalzusammenhang zwischen diesen Kosten und der gesundheitlichen Beeinträchtigung besteht. Dies setzt regelmässig voraus, dass die Behandlung und die entsprechenden Medikamente ärztlich verordnet sind (Richner et al., § 32 StG N. 12 f.; Felix Richner et al., Art. 33 DBG N. 147 f.). 2.1.2 Die Eidgenössische Steuerverwaltung [ESTV] hat zu Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG das Kreisschreiben Nr. 11 vom 31. August 2005 über den Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten erlassen. Unter Ziffer 3.2.2 (Kosten für Heilmassnahmen) wird dort geregelt: "Die Kosten besonderer Heilmassnahmen wie Massagen, Bestrahlungen, Heilbäder, Kuraufenthalte, Physiotherapie, Ergotherapie, Logopädie, Psychotherapie etc. gelten als abzugsfähig, sofern sie ärztlich verordnet sind und von diplomierten Personen durchgeführt werden." In Ziffer 3.2.4 (Kosten für Alternativmedizin) hält das Kreisschreiben sodann fest: "Die Kosten für naturheilärztliche Behandlungen gelten (…) als abzugsfähig, wenn die Behandlung von einem anerkannten Naturheilpraktiker verordnet wird." Die ESTV-Rundschreiben sind zwar für die Steuerjustiz nicht bindend. Weil sie aber auf eine einheitliche und gleiche Rechtsanwendung ausgerichtet sind, soll von ihnen nur abgewichen werden, wenn sie die anwendbaren Gesetzesbestimmungen nicht überzeugend konkretisieren (BGE 140 II 88 E.”
“a des Steuergesetzes des Kantons Zürich vom 8. Juni 1997 [StG] und Art. 33 Abs. 1 lit. h Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer vom 14. Dezember 1990 [DBG]). Die Möglichkeit, Krankheitskosten und Unfallkosten von den Einkünften abzusetzen, bildet eine Ausnahme vom Grundsatz, wonach Lebenshaltungskosten prinzipiell nicht abzugsfähig sind (Felix Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4. A., Zürich 2021, § 32 StG N. 7; Felix Richner et al., Handkommentar zum DBG, 3. A., Zürich 2016, Art. 33 DBG N. 144). Abzugsfähig sind daher lediglich notwendige Kosten zur Erhaltung und Wiederherstellung der körperlichen und psychischen Gesundheit, sofern ein adäquater Kausalzusammenhang zwischen diesen Kosten und der gesundheitlichen Beeinträchtigung besteht. Dies setzt regelmässig voraus, dass die Behandlung und die entsprechenden Medikamente ärztlich verordnet sind (Richner et al., § 32 StG N. 12 f.; Felix Richner et al., Art. 33 DBG N. 147 f.). 2.1.2 Die Eidgenössische Steuerverwaltung [ESTV] hat zu Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG das Kreisschreiben Nr. 11 vom 31. August 2005 über den Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten erlassen. Unter Ziffer 3.2.2 (Kosten für Heilmassnahmen) wird dort geregelt: "Die Kosten besonderer Heilmassnahmen wie Massagen, Bestrahlungen, Heilbäder, Kuraufenthalte, Physiotherapie, Ergotherapie, Logopädie, Psychotherapie etc. gelten als abzugsfähig, sofern sie ärztlich verordnet sind und von diplomierten Personen durchgeführt werden." In Ziffer 3.2.4 (Kosten für Alternativmedizin) hält das Kreisschreiben sodann fest: "Die Kosten für naturheilärztliche Behandlungen gelten (…) als abzugsfähig, wenn die Behandlung von einem anerkannten Naturheilpraktiker verordnet wird." Die ESTV-Rundschreiben sind zwar für die Steuerjustiz nicht bindend. Weil sie aber auf eine einheitliche und gleiche Rechtsanwendung ausgerichtet sind, soll von ihnen nur abgewichen werden, wenn sie die anwendbaren Gesetzesbestimmungen nicht überzeugend konkretisieren (BGE 140 II 88 E.”
In caso di potestà genitoriale congiunta o di affido alternato, il diritto alla detrazione per figli si determina in base agli effettivi versamenti di mantenimento comprovati. Se solo un genitore dimostra di versare il mantenimento, la detrazione spetta a lui; se entrambi i genitori versano il mantenimento, di norma può far valere la detrazione il genitore che contribuisÎ maggiormente. In mancanza di prove concrete sulla ripartizione dei versamenti di mantenimento, le autorità o la giurisprudenza applicano talvolta una ripartizione (p. es. detrazione per metà).
“Einkommenssteuer / Kinderabzug / auch bei alternierender Obhut keine Teilung des Kinderabzugs sofern Unterhaltszahlungen geleistet werden Normen Bund Art. 33 DBG Art. 35 DBG Art. 36 DBG Rechtsprechung Bund 9C_110/2024 2C_966/2022 9C_696/2022 Normen Kanton Art. 9 BStV Art. 70 GSOG Art. 15 VRPG Normen Bund/Kanton Art. 38 StG Art. 38 StG Art. 40 StG”
“- et n'a pas alloué d'indemnité de procédure, le recourant n'y ayant pas conclu et n'ayant pas exposé de frais pour sa défense. 8) Par arrêt du 19 novembre 2020 (2C_380/2020), le Tribunal fédéral a partiellement admis le recours en tant qu'il concernait l'IFD et l'ICC 2016, et a renvoyé la cause à la Cour de justice pour nouvelle décision dans le sens des considérants. S'agissant de l'IFD, le Tribunal fédéral a retenu qu'en versant chaque mois de l'argent sur un compte commun destiné à l'entretien de ses enfants, le recourant ne s'était pas acquitté de contributions d'entretien déductibles (art. 33 LIFD). On pouvait dès lors retenir que les parents disposaient de l'autorité parentale conjointe, ne s'acquittaient pas de contributions d'entretien et exerçaient une garde alternée équivalente sur leurs enfants. Le recourant ayant en outre un revenu plus élevé que celui de la mère, mais n'ayant pas prouvé avoir contribué de manière plus importante à l'entretien des enfants, il ne pouvait bénéficier du barème pour personne célibataire avec enfants à charge de l'art. 36 al. 2bis LIFD ni des déductions prévues à l'art. 33 LIFD. Il avait en conséquence le droit à une demi-déduction sociale pour chacun de ses deux enfants (art. 35 al. 1 let. a LIFD). S'agissant de l'ICC, les cantons restaient compétents s'agissant de la question du barème, mais l'art. 41 al. 3 LIPP avait une teneur pratiquement identique à celle de l'art. 36 al. 2bis LIFD, si bien qu'il n'était à tout le moins pas arbitraire d'en faire une application semblable et de refuser au recourant l'application du barème réduit. Finalement, quant à la question des déductions sociales, l'art. 9 al. 3 LHID prévoyait que les déductions pour enfants et autres déductions sociales de droit cantonal étaient réservées. Selon l'art. 39 al. 1 LIPP, étaient déduits du revenu net annuel CHF 10'000.- pour chaque charge de famille et CHF 5'000.- pour chaque demi-charge de famille. Lorsqu'une personne était à charge de plusieurs contribuables, la déduction est répartie entre ceux-ci. L'art. 39 al. 2 let. a LIPP prévoyait que constituaient des charges de famille chaque enfant mineur sans activité lucrative ou dont le gain annuel ne dépassait pas un certain montant, pour celui des parents qui en assurait l'entretien.”
“In caso contrario a mente del ricorrente si realizzerebbe un’ingiustificata disparità di trattamento. Diritto 1. Le censure mosse dal ricorrente si riferiscono alla mancata applicazione dell’aliquota per famiglia nonché alla mancata deduzione del 50% per ogni figlio a carico visto che nulla gli è riconosciuto per la metà della settimana in cui si occupa personalmente delle figlie. Secondo l’insorgente infatti, oltre alla deduzione dell’importo mensile versato alla moglie, dovrebbe essergli riconosciuta l’aliquota per coniugati e la deduzione per i figli in considerazione del fatto che, le figlie __________ e __________ sono domiciliate presso di lui e vivono per 3 giorni rispettivamente 4 giorni presso di lui. 2. 2.1. Fintanto che la famiglia costituisce un’unità economica, gli apporti dei singoli membri al reddito complessivo non hanno alcuna rilevanza individuale (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a ed., Basilea 2019, n. 34 ad art. 33 LIFD, p. 992) e le spese che il contribuente sopporta per il mantenimento della famiglia non sono deducibili dai proventi conseguiti (art. 34 lett. a LIFD; art. 33 lett. a LT). Per contro, in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, gli alimenti percepiti da un contribuente per sé stesso e per i figli sotto la sua autorità parentale sono imponibili nella sua partita fiscale (art. 23 lett. f LIFD; art. 22 lett. f LT), mentre sono deducibili per il contribuente che li versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 32 cpv. 1 lett. c LT). 2.2. 2.2.1. Secondo l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi, al cui sostentamento il contribuente provvede, 6’500.– franchi; se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l’art.”
“In caso di genitori separati, che provvedono al mantenimento dei propri figli, diversamente dal caso dei figli minorenni, il genitore che versa gli alimenti per il figlio (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD) non può dedurli. Gli viene tuttavia in linea di principio accordata la deduzione per i figli. Se entrambi i genitori versano gli alimenti, il genitore che versa il contributo finanziario superiore, in regola generale quello con il reddito più elevato, può far valere la deduzione per i figli. L’altro genitore può far valere la deduzione per persona bisognosa a carico, sempre che le sue prestazioni uguaglino almeno l’importo della deduzione (sentenza del TF 2C_905/2017 dell’11.3.2019 consid. 2.1.3; Circolare AFC n. 30, n. 11, p. 22). 2. 2.1. Appare chiaro che il contributo alimentare versato all’ex coniuge e quello versato ai figli viene stabilito sulla base di due norme giuridiche diverse, e meglio gli art. 125 e segg. CC e 276 e segg. CC (sentenza CDT n. 80.2019.131 del 30.04.2020 consid. 2.5, con riferimento a: Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 20 e 21c ad art. 33 LIFD). Sebbene nella fattispecie sia stato applicato il diritto italiano, la distinzione si impone mutatis mutandis. Per stabilire se la somma di fr. 42'064.-, relativa alle spese condominiali, possa essere dedotta, si tratta pertanto di verificare con quali modalità siano stati definiti i contributi alimentari da versare alla coniuge e ai figli maggiorenni in base al decreto di omologazione della separazione del Tribunale di __________ del 1.2.2018 n. cronol. __________ del 19.3.2018 2.2. La separazione tra i coniugi è stata subordinata alle seguenti condizioni, omologate dal Giudice italiano: “(…) I coniugi dichiarano di volersi separare consensualmente alle seguenti condizioni: 1. I coniugi vivranno separatamente e nel reciproco rispetto; 2. La dimora coniugale, di proprietà della signora __________, viene assegnata in via esclusiva alla stessa unitamente a tutti i suoi mobili, arredi e pertinenze; 3.”
Con l'affidamento congiunto (modello alternato), ciascun genitore può detrarre le spese per la custodia sostenute da terzi relative al periodo in cui gli compete l'accudimento; va rispettato il limite massimo per figlio. Nel modello alternato ciascun genitore può detrarre fino alla metà dell'importo massimo deducibile per figlio ai sensi dell'art. 33 cpv. 3.
“La déduction pour frais de garde par des tiers a été conçue sous la forme d’une déduction anorganique plafonnée, c’est-à-dire qu’elle n’est pas directement liée à l’acquisition du revenu mais à la détermination de la capacité contributive subjective. Elle est ainsi octroyée pour des motifs de politique sociale, jusqu’à un certain montant déterminé. La déduction pour frais de garde n’est pas légalement liée à la déduction sociale pour enfant. Lorsqu’un contribuable a plusieurs enfants pour lesquels il peut prétendre à la déduction de frais de garde, il est en droit de fait valoir les dépenses effectives concernant l’encadrement de chacun d’eux jusqu’à concurrence de CHF 10'100.- par enfant (voir Jaques, in Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2e éd. 2017, art. 33 n. 112 ss). Lorsque les parents séparés ou divorcés, détenteurs de l’autorité parentale conjointe, assurent la garde alternée de leur enfant, chacun d’eux peut prétendre (aux conditions légales) à la déduction des frais de garde qu’il assume effectivement pendant qu’il doit assurer la garde alternée de son enfant, jusqu’à concurrence de la moitié du montant maximal déductible selon l’art. 33 al. 3 LIFD (voir circulaire no 30 de l’Administration fédérale des contributions (AFC) du 21 décembre 2010 sur l’imposition des époux et de la famille sur l’impôt fédéral direct [circulaire no 30], ch. 8.4.4; Jaques, art. 33 n. 131). 3.3. En l’espèce, il ressort du dossier de la cause que le recourant, qui détient l’autorité parentale conjointe sur ses deux enfants – âgés en 2020 respectivement de 9 ans et 6 ans –, s’est acquitté à lui seul d’un montant de CHF 520.60 pour les frais d’accueil extrascolaire de ceux-ci, et ce, dans le cadre de sa part de la garde alternée. En outre, après interpellation du Service cantonal des contributions, celui-ci conclut à l’admission de ladite déduction. Compte tenu du fait que le recourant remplit les conditions pour son octroi et qu’elle n’est plus sujette à litige dans la présente procédure, la déduction relative aux frais de garde de ses deux enfants pour la période fiscale 2020 doit être admise à hauteur de CHF 521.- (arrondi). 4. La déduction sociale pour enfant et le barème parental 4.”
“La déduction pour frais de garde par des tiers a été conçue sous la forme d’une déduction anorganique plafonnée, c’est-à-dire qu’elle n’est pas directement liée à l’acquisition du revenu mais à la détermination de la capacité contributive subjective. Elle est ainsi octroyée pour des motifs de politique sociale, jusqu’à un certain montant déterminé. La déduction pour frais de garde n’est pas légalement liée à la déduction sociale pour enfant. Lorsqu’un contribuable a plusieurs enfants pour lesquels il peut prétendre à la déduction de frais de garde, il est en droit de fait valoir les dépenses effectives concernant l’encadrement de chacun d’eux jusqu’à concurrence de CHF 10'100.- par enfant (voir Jaques, in Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2e éd. 2017, art. 33 n. 112 ss). Lorsque les parents séparés ou divorcés, détenteurs de l’autorité parentale conjointe, assurent la garde alternée de leur enfant, chacun d’eux peut prétendre (aux conditions légales) à la déduction des frais de garde qu’il assume effectivement pendant qu’il doit assurer la garde alternée de son enfant, jusqu’à concurrence de la moitié du montant maximal déductible selon l’art. 33 al. 3 LIFD (voir circulaire no 30 de l’Administration fédérale des contributions (AFC) du 21 décembre 2010 sur l’imposition des époux et de la famille sur l’impôt fédéral direct [circulaire no 30], ch. 8.4.4; Jaques, art. 33 n. 131). 3.3. En l’espèce, il ressort du dossier de la cause que le recourant, qui détient l’autorité parentale conjointe sur ses deux enfants – âgés en 2020 respectivement de 9 ans et 6 ans –, s’est acquitté à lui seul d’un montant de CHF 520.60 pour les frais d’accueil extrascolaire de ceux-ci, et ce, dans le cadre de sa part de la garde alternée. En outre, après interpellation du Service cantonal des contributions, celui-ci conclut à l’admission de ladite déduction. Compte tenu du fait que le recourant remplit les conditions pour son octroi et qu’elle n’est plus sujette à litige dans la présente procédure, la déduction relative aux frais de garde de ses deux enfants pour la période fiscale 2020 doit être admise à hauteur de CHF 521.- (arrondi). 4. La déduction sociale pour enfant et le barème parental 4.”
LIFD art. 33 n. 79 Sono deducibili soltanto le spese per malattia e infortunio che il contribuente sostiene effettivamente di tasÊ propria.
“Indes ist das Verwaltungsgericht für entsprechende Vorbringen ohnehin nicht zuständig, wäre doch eine pflichtwidrige Amtsführung durch Verwaltungs- und Einschätzungsbehörden innert 30 Tagen nach Entdeckung des Beschwerdegrunds mittels Aufsichtsbeschwerde bei der hierfür zuständigen Finanzdirektion und sodann beim Regierungsrat zu rügen (§ 111 Abs. 1 StG; § 4 der Verordnung über die Durchführung des DBG vom 4. November 1998 [VO DBG]). Erst recht ist das Verwaltungsgericht nicht für (erstinstanzliche) personalrechtliche Entscheide zuständig. Auf den entsprechenden Antrag ist somit bereits mangels Zuständigkeit des Verwaltungsgerichts nicht einzutreten. 5. 5.1 In materieller Hinsicht ist zunächst die Aufrechnung von Krankheitskosten strittig, zu welchen die Pflichtige lediglich geschwärzte Abrechnungen eingereicht hatte, da sie die "Persönlichkeit" von sich und weiteren Familienmitgliedern schützen wolle, die Steuerbehörden ihre Arztbesuche nichts angehen würden und die Abrechnungen bereits durch die Krankenkassen geprüft worden seien. 5.2 Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG sowie dem inhaltlich weitgehend identischen § 32 lit. a StG können Steuerpflichtige Krankheits- und Unfallkosten von ihren steuerbaren Einkünften in Abzug bringen, soweit diese einen Selbstbehalt von 5 % ihres Reineinkommens übersteigen und sie die Kosten selber zu tragen haben. Der Begriff der Krankheits- und Unfallkosten ist dabei im Sinn der vorinstanzlichen”
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG können Krankheits- und Unfallkosten des Steuerpflichtigen und der von ihm unterhaltenen Personen von den Einkünften abgezogen werden, soweit der Steuerpflichtige die Kosten selber trägt und diese 5 Prozent der um die Aufwendungen (Art. 26-33 DBG) verminderten steuerbaren Einkünfte übersteigen. Auch das Kreisschreiben Nr. 11 der Eidgenössischen Steuerverwaltung vom 31. August 2005 zum Abzug von Krankheits- und Unfallkosten sowie von behinderungsbedingten Kosten (nachfolgend: KS Nr. 11) sieht vor, dass nur die behinderungsbedingten Kosten von minderjährigen oder in der beruflichen Ausbildung stehenden Kindern, für deren Unterhalt der Steuerpflichtige sorgt, abgezogen werden können. Diese Kosten können zusätzlich zum Kinderabzug effektiv oder in Form eines Pauschalabzugs geltend gemacht werden (Ziff. 5.2.1). Gleiches gilt für weitere von der steuerpflichtigen Person unterhaltene Personen, für deren Lebensunterhalt (inkl. krankheits- und behinderungsbedingte Kosten) der Steuerpflichtige tatsächlich und mindestens im Umfang des zugelassenen Abzugs aufkommt.”
Anche in presenza di acquisti nella previdenza professionale formalmente leciti (in particolare acquisti volontari poco prima della pensione) può essere eseguita, ai sensi dell'art. 33 LIFD, una verifiÊ per elusione fiscale. La giurisprudenza ritiene che tali acquisti, seguiti da un prelievo in capitale, costituiscano regolarmente motivo di tale verifiÊ; il periodo di blocco triennale introdotto dall'art. 79b cpv. 3 LPP non risolve la questione in modo definitivo; anche in caso di rispetto del periodo di blocco non è escluso un esame caso per caso. Inoltre, le possibilità di acquisti volontari devono essere previste nel regolamento secondo criteri oggettivi e schematici.
“Nr. 44 und ASA 79 S. 691 E. 2.1.3; Gladys Laffely Maillard, a.a.O., Art. 33 DBG N. 63a; Roman Blöchliger, a.a.O., S. 104 f.; Christian Chillà, Analyse sous l'angle fiscal de l'art. 79b al. 3, 1re phrase de la loi fédérale sur la prévoyance professionnelle, in RDAF 2014 II S. 1 ff., 10 f.). Die Rechtsprechung zur Verweigerung des Abzugs wegen Steuerumgehung wurde mit Art. 79b Abs. 3 BVG im Sinn einer einheitlichen und verbindlichen gesetzlichen Regelung übernommen und konkretisiert. Danach dürfen nach Einkäufen die daraus resultierenden Leistungen innerhalb der nächsten drei Jahre nicht in Kapitalform aus der Vorsorge zurückgezogen werden. Die Bestimmung regelt die Frage der Steuerumgehung allerdings nicht abschliessend. Auch wenn die Sperrfrist eingehalten wird oder keine Anwendung findet, ist das Vorliegen einer Steuerumgehung nicht ausgeschlossen oder kann eine solche im Einzelfall doch geprüft (und gegebenenfalls bejaht) werden (BGE 142 II 399 E. 4.1 mit Hinweisen; Gladys Laffely Maillard, a.a.O., Art. 33 DBG N. 63a).”
“40), secondo cui i contributi dei salariati e degli indipendenti agli istituti di previdenza, autorizzati dalla legge o dalle disposizioni regolamentari, possono essere dedotti per le imposte dirette federali, cantonali e comunali. 2.2. Tra questi rientrano non soltanto i contributi obbligatori, ma anche quelli volontari, che gli statuti o il regolamento di previdenza prevedono solo a titolo facoltativo. Al momento dell’entrata in un istituto di previdenza, l’art. 9 LFLP garantisce espressamente al nuovo assicurato il diritto di acquistare tutte le prestazioni regolamentari. Nel corso del rapporto di assicurazione, l’assicurato può inoltre riscattare sia lacune vecchie, dovute per esempio a un’interruzione dell’attività professionale oppure ad un aumento del salario, sia lacune future, in vista di un pensionamento anticipato (Laffely-Maillard, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ed., Basilea 2017, n. 57 ad art. 33 LIFD; cfr. anche Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar zum DBG, 3a ed., Zurigo 2016, n. 81 ad art. 33 LIFD). In questi ultimi casi, conformemente al principio della pianificazione stabilito dall’art. 1g dell’Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP2; RS 831.441.1), le possibilità di riscatto facoltativo devono però essere precisate nel regolamento di previdenza, secondo criteri schematici e oggettivi, così da permetterne il calcolo in ogni momento (Laffely-Maillard, op. cit., n. 55 ad art. 33 LIFD), e sottostanno subordinatamente all’assenza delle condizioni che permettono di riconoscere un’elusione fiscale (sentenza TF n. 2C_467-468/2014 del 18 giugno 2015 consid. 4.1 e giurisprudenza ivi citata). 3. 3.1. La giurisprudenza del Tribunale federale ha già ripetutamente riconosciuto che il riscatto di anni di contributi nella cassa pensione poco prima del pensionamento con successivo pagamento di una prestazione in capitale solleva il problema dell’elusione fiscale, poiché tale modo di procedere è insolito e ha il solo scopo di conseguire un ingiustificato risparmio d’imposta (cfr.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 77 Se non spetta la deduzione per figli conformemente ai requisiti dell'art. 35 cpv. 1 lett. a, può venir meno anche la deduzione maggiorata dei premi assicurativi ai sensi dell'art. 33 cpv. 1bis (lett. b); in tal caso l'imposizione può avvenire secondo la tarifú ordinaria conformemente all'art. 36 cpv. 1.
“und 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6), dem wahren Willen des Gesetzgebers entspricht - führt dies dazu, dass dem Beschwerdeführer weder ein Kinderabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit a DBG noch ein erhöhter Versicherungsprämienabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG zusteht und er nach dem Grundtarif gemäss Art. 36 Abs. 1 DBG zu besteuern ist.”
LIFD art. 33 n. 76 Per la deducibilità delle spese sanitarie è necessario dimostrare la necessità mediÊ. La giurisprudenza ha qualificato come non deducibili le spese per misure che non si distinguono sostanzialmente dai comportamenti salutistici generalmente raccomandati (p. es. una dieta comune povera di colesterolo), per viaggi senza una necessità mediÊ comprovata, per spese di trasporto quando non è fornita la giustificazione che i mezzi di trasporto ordinari siano inaccettabili, nonché per trattamenti manifestamente inefficaci.
“Als nicht abzugsfähig qualifizierte die Rechtsprechung die Kosten für cholesterinarme Ernährung, da die in Frage stehende cholesterinarme Diät sich nicht grundsätzlich von der allgemein empfohlenen, gesundheitsbewussten Ernährung unterschied, die von einem grossen Teil der Bevölkerung befolgt wird (Urteil 2C_722/2007 vom 14. April 2008 E. 3.4), ein Aufenthalt auf Gran Canaria, dessen medizinische Notwendigkeit von der Steuerpflichtigen nicht aufgezeigt worden war (Urteil 2A.84/2005 vom 24. Februar 2005 E. 4), Transportkosten, wenn nicht dargelegt war, dass infolge des Gesundheitszustands die Benützung der gewöhnlichen Transportmittel nicht möglich oder zumutbar ist (Urteil 2A.209/2005 vom 3. November 2005 E. 4.2.3, in: RtiD 2006 I S. 471; vgl. Kreisschreiben Nr. 11 Ziff. 3.2.9) oder Kosten für eine völlig untaugliche psychologische Telefonberatung (zit. Urteil 2A.318/2004, a.a.O., E. 2.2; für Beispiele aus der kantonalen Gerichtspraxis: HUNZIKER/MAYER-KNOBEL, in: Kommentar DBG, Zweifel/Beusch [Hrsg.], 3. Aufl. 2017, N. 32a-32k zu Art. 33 DBG; FELIX RICHNER UND ANDERE, Handkommentar DBG, 3. Aufl. 2016, N. 139-158 zu Art. 33 DBG).”
LIFD art. 33 n. 75 Anche i versamenti volontari alle istituzioni di previdenza possono essere deducibili fiscalmente, purché siano previsti negli statuti o nel regolamento dell'istituzione e siano calcolabili in qualsiasi momento secondo criteri schematici e oggettivi. La deducibilità è tuttavia subordinata al fatto che non sussistano indizi di elusione fiscale.
“40), secondo cui i contributi dei salariati e degli indipendenti agli istituti di previdenza, secondo la legge o le disposizioni regolamentari, possono essere dedotti per le imposte dirette federali, cantonali e comunali. 2.2 Tra questi rientrano non soltanto i contributi obbligatori, ma anche quelli volontari, che gli statuti o il regolamento di previdenza prevedono solo a titolo facoltativo. Al momento dell’entrata in un istituto di previdenza, l’art. 9 della legge federale sul libero passaggio nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LFLP; RS 831.42) garantisce espressamente al nuovo assicurato il diritto di acquistare tutte le prestazioni regolamentari. Nel corso del rapporto di assicurazione, l’assicurato può inoltre riscattare sia lacune vecchie, dovute per esempio a un’interruzione dell’attività professionale oppure ad un aumento del salario, sia lacune future, in vista di un pensionamento anticipato (Laffely-Maillard, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ed., Basilea 2017, n. 57 ad art. 33 LIFD). In questi ultimi casi, conformemente al principio della pianificazione stabilito dall’art. 1g dell’Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP2; RS 831.441.1), le possibilità di riscatto facoltativo devono però essere precisate nel regolamento di previdenza, secondo criteri schematici e oggettivi, così da permetterne il calcolo in ogni momento (Laffely-Maillard, op. cit., n. 55 ad art. 33 LIFD), e sottostanno subordinatamente all’assenza delle condizioni che permettono di riconoscere un’elusione fiscale (sentenza TF n. 2C_467-468/2014 del 18 giugno 2015 consid. 4.1 e giurisprudenza ivi citata) 2.3. D’altra parte, secondo l’art. 30c cpv. 1 LPP, per la proprietà di un’abitazione ad uso proprio, l’assicurato può chiedere al suo istituto di previdenza, al più tardi tre anni prima della nascita del diritto alle prestazioni di vecchiaia, il versamento di un importo.”
Il divieto di cumulo renÞ impossibile la deduzione simultanê della deduzione per figli (art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD) e della deduzione per il mantenimento (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD) ovvero di una deduzione per assicurazioni maggiorata ai sensi dell'art. 33 cpv. 1bis lett. b LIFD per lo stesso figlio. Il Tribunale federale rileva che con ciò il legislatore non ha oltrepassato i limiti consentiti della schematizzazione/forfettizzazione; inoltre si riconosÎ che le deduzioni previste dalla legge di norma non coprono integralmente tutti i maggiori oneri derivanti dal figlio.
“Der Beschwerdeführer vermag nicht darzutun, dass der Gesetzgeber mit der Schaffung des Kumulationsverbotes - mithin durch die Unmöglichkeit, für das gleiche Kind Anspruch auf einen Abzug der Unterhaltskosten Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG und auf einen Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (und einen erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) zu haben - die zulässigen Grenzen einer Schematisierung und Pauschalisierung überschritten hat. Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken. Im Weiteren ist zu beachten, dass steuerrechtlich abweichend vom Zivilrecht gegebenenfalls auch indirekte Zahlungen, wie etwa die Übernahme von Miet- oder Schuldzinsen, die Bezahlung von Steuern oder Krankenkassenprämien oder die Übernahme von Schulgeldern als Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG qualifiziert werden können (vgl. Urteil 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 5.3 mit Hinweisen). Entscheidend ist im Fall getrennt lebender Eltern der durch die Bezahlung von Unterhaltsbeiträgen geschaffene Status, während der Umfang der Betreuung keine Rolle spielt. Weder die gemeinsame elterliche Sorge noch die alternierende Obhut haben damit Auswirkungen auf die im DBG vorgesehenen sozialen Steuerentlastungen. Dass damit unter Umständen nicht in jeder tatsächlichen Konstellation der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vollumfänglich entsprochen wird, ist hinzunehmen (Urteil 9C_696/2022 vom 18.”
“Der Beschwerdeführer vermag nicht darzutun, dass der Gesetzgeber mit der Schaffung des Kumulationsverbotes - mithin durch die Unmöglichkeit, für das gleiche Kind Anspruch auf einen Abzug der Unterhaltskosten Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG und auf einen Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (und einen erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) zu haben - die zulässigen Grenzen einer Schematisierung und Pauschalisierung überschritten hat. Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken. Im Weiteren ist zu beachten, dass steuerrechtlich abweichend vom Zivilrecht gegebenenfalls auch indirekte Zahlungen, wie etwa die Übernahme von Miet- oder Schuldzinsen, die Bezahlung von Steuern oder Krankenkassenprämien oder die Übernahme von Schulgeldern als Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG qualifiziert werden können (vgl. Urteil 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 5.3 mit Hinweisen). Entscheidend ist im Fall getrennt lebender Eltern der durch die Bezahlung von Unterhaltsbeiträgen geschaffene Status, während der Umfang der Betreuung keine Rolle spielt. Weder die gemeinsame elterliche Sorge noch die alternierende Obhut haben damit Auswirkungen auf die im DBG vorgesehenen sozialen Steuerentlastungen. Dass damit unter Umständen nicht in jeder tatsächlichen Konstellation der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vollumfänglich entsprochen wird, ist hinzunehmen (Urteil 9C_696/2022 vom 18.”
I mezzi aziendali prelevati o il "cash flow" prelevato da un'impresa non costituiscono automaticamente una prestazione di mantenimento del contribuente ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD; la giurisprudenza richieÞ, per il riconoscimento fiscale delle prestazioni di mantenimento, di norma un provvedimento giudiziale oppure — in caso di riconoscimento diverso come prestazioni indirette — la prova chiara di un accordo corrispondente o dell'assunzione delle spese. Nella misura in cui i pagamenti sono anticipati da un ufficio di assistenza sociale, ciò non modifiÊ la tassabilità in capo al beneficiario.
“des Urteils 9C_356/2023 vom heutigen Datum dargelegt, fällt ein Abzug für von der Ehefrau vereinnahmten "Cashflow" aus dem Landwirtschaftsbetrieb unabhängig von den vorinstanzlichen Erwägungen ausser Betracht, weil gemäss der bundesgerichtlichen Rechtsprechung zu Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG und Art. 9 Abs. 1 lit. c StHG Unterhaltsleistungen steuerlich nur dann abzugsfähig sind, wenn sie vom Unterhaltsschuldner bezahlt wurden, wobei auch eine indirekte Bezahlung durch Kostenübernahme oder die Erbringung von Naturalleistungen anerkannt wird. Vorausgesetzt wird aber nach der Rechtsprechung stets, dass die Leistungen auf einer entsprechenden gerichtlichen Anordnung beruhen. Die Rechtsprechung liess zwar offen, ob allenfalls auch Unterhaltsleistungen, die nicht gestützt auf eine gerichtliche Anordnung, sondern eine davon abweichende Vereinbarung der Ehegatten direkt oder indirekt erbracht werden, abzugsfähig sind. Mit Bezug auf solche Leistungen hat das Bundesgericht aber verlangt, sollten sie denn überhaupt als abzugsfähig anerkannt werden können, dass dafür jedenfalls nicht nur der Geldfluss, sondern vor allem die Existenz und der Inhalt einer entsprechenden Vereinbarung klar nachgewiesen sind. Da es hier an einer entsprechenden Vereinbarung zwischen den Eheleuten gebricht, fällt schon aus diesem Grund ein Abzug für die vom Beschwerdeführer behaupteten Entnahmen von "Cashflow" durch die Ehefrau ausser Betracht.”
“Aus den vorstehenden Erwägungen ergibt sich, dass Zahlungen eines Ehegatten nur dann als Unterhaltsleistungen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG anerkannt werden können, wenn sie auf einer entsprechenden gerichtlich angeordneten Verpflichtung beruhen, wobei auch indirekte Leistungen durch Kostenübernahme und Naturalleistungen als abzugsfähig in Betracht fallen. An einer gerichtlich angeordneten Verpflichtung zur Übernahme der geltend gemachten Zahlungen durch den Beschwerdeführer fehlt es hier. Wie ebenfalls bereits dargelegt, könnte die steuerliche Anerkennung einer Kostenübernahme in Abweichung von einer gerichtlichen Regelung betreffend die Leistung von Unterhaltszahlungen im Übrigen nur dann in Erwägung gezogen werden, wenn die Ehegatten eine klare diesbezügliche Abmachung getroffen hätten (E. 3.3). Da es vorliegend auch an einer solchen mangelt, ist nicht weiter zu prüfen, ob die Ausgaben des Beschwerdeführers für den Landwirtschaftsbetrieb als abzugsfähig anerkannt werden könnten. Die Beschwerde erweist sich daher auch betreffend die Verweigerung eines Abzugs für diese Ausgaben als unbegründet. III. Kantonale Steuern”
“Ob die Feststellung der Vorinstanz, wonach der Beschwerdeführer seinen Anspruch auf den ganzen oder mindestens den halben "Cashflow" des Landwirtschaftsbetriebs im Jahr 2012 weder nachvollziehbar begründet noch ansatzweise belegt habe, haltbar ist, kann offenbleiben. Es verletzte damit im Ergebnis auch nicht den Anspruch des Beschwerdeführers auf rechtliches Gehör, wenn die Vorinstanz sich nicht näher mit seinen Vorbringen betreffend die Entwicklung auf dem Kapitalkonto auseinandersetzte. Selbst wenn entgegen der Vorinstanz nämlich davon ausgegangen würde, der Beschwerdeführer sei als Mitgesellschafter des bis zur Trennung gemeinsam mit seiner Ehefrau geführten Landwirtschaftsbetriebs auch nach der Trennung teilweise am "Cashflow" des Unternehmens berechtigt gewesen und habe diesen nur notgedrungen - weil er faktisch keinen Zugriff mehr auf die Betriebseinnahmen gehabt habe - seiner Ehefrau überlassen, würde dies von der Ehefrau zur Bestreitung ihres Lebensunterhalt verwendete Entnahmen aus dem Betrieb in steuerlicher Hinsicht nicht zu Unterhaltsleistungen des Beschwerdeführers gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG machen. Weder läge nämlich insoweit eine Leistung des Beschwerdeführers an seine Ehefrau vor noch hätte er damit gemäss einer gerichtlichen Anordnung (oder gar gemäss einer abweichend davon unter den Eheleuten geschlossenen Vereinbarung) Aufwendungen der Ehefrau übernommen. Es spielt daher auch keine Rolle, dass die Vorinstanz "Cashflow" und Gewinn (ein solcher wurde gemäss Angabe des Beschwerdeführers nicht erwirtschaftet) zu Unrecht gleichgesetzt und ausgeführt hat, der Beschwerdeführer hätte den "Cashflow" versteuern müssen, so dass sich bei einer Nettobetrachtung ohnehin, d.h. auch bei Gewährung eines Unterhaltsabzugs für von der Ehefrau entnommenen "Cashflow", keine Minderung seines steuerbaren Einkommens ergeben hätte. Jedenfalls im Ergebnis erweist sich somit das angefochtene Urteil auch insoweit als rechtmässig. Abgesehen davon, dass Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG als Regelung in einem Bundesgesetz für das Bundesgericht massgebend ist (Art. 190 BV) und überdies insoweit nur eine rudimentäre, nicht den entsprechenden Anforderungen (vgl.”
“Eine echte Gesetzeslücke liegt vor, wenn der Gesetzgeber etwas zu regeln unterlassen hat, was er hätte regeln sollen, und dem Gesetz diesbezüglich weder nach seinem Wortlaut noch nach dem durch Auslegung zu ermittelnden Inhalt eine Vorschrift entnommen werden kann. Von einer unechten oder rechtspolitischen Lücke ist demgegenüber die Rede, wenn dem Gesetz zwar eine Antwort, aber keine befriedigende, zu entnehmen ist. Echte Lücken zu füllen, ist dem Gericht aufgegeben, unechte zu korrigieren, ist ihm grundsätzlich verwehrt (BGE 143 IV 49 E. 1.4.2 mit Hinweisen; BGer 2C_905 vom 11. März 2019 E. 2.9). 5. 5.1. Der Beschwerdegegner (Vater) ist zusammen mit der geschiedenen Ehefrau (Mutter) Inhaber der gemeinsamen elterlichen Sorge über die zwei Töchter C.__ und D.__. Die Obhut üben die Eltern zu gleichen Teilen alternierend aus. Im fraglichen Steuerjahr 2020 bezahlte der Vater der Mutter für die beiden Töchter Kinderunterhaltsbeiträge von CHF 19'158, die er in der Steuererklärung von seinen Einkünften gestützt auf Art. 45 Abs. 1 lit. c StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. f DBG in Abzug brachte. Gestützt auf Art. 36 lit. f StG bzw. Art. 23 lit. f DBG sind diese Unterhaltsbeiträge von der Mutter als übrige Einkünfte zu versteuern. Dass die Unterhaltsbeiträge gemäss Angaben des Vaters an das Sozialamt geleistet wurden, welches diese bevorschusst hat, macht sie deswegen nicht zu steuerfreien Sozialhilfeleistungen; an der Steuerbarkeit der Einkünfte bei der Mutter ändert dies nichts. Das Gemeinwesen trat damit in den Unterhaltsanspruch der Mutter bzw. der Kinder dem Vater gegenüber ein (Bosshard/Bosshard/Lüdin, a.a.O., S. 146 f.; Locher, a.a.O., N 66 zu Art. 23 DBG mit Hinweisen). Die Kritik des Beschwerdegegners, die von ihm geleisteten Unterhaltsbeiträge würden nicht versteuert bzw. die Mutter könne ohne Einkünfte gar keine Kinderabzüge geltend machen, trifft daher nicht zu. Nicht entscheidend ist zudem, ob die Veranlagungsbehörde der Mutter die Kinderabzüge tatsächlich gewährt hat. Gemäss Angaben des Beschwerdeführers erfolgte die Gewährung der Kinderabzüge bei der quellenbesteuerten Mutter unter Anwendung des entsprechenden Tarifs.”
Per le imposte cantonali e comunali devono essere osservate, alla luÎ delle prescrizioni di armonizzazione della LAID, le regole sulle deduzioni di cui all'art. 33 cpv. 1 LIFD. L'art. 9 cpv. 2 lett. d LAID corrisponÞ all'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD; il Cantone di Zurigo ha recepito tale previsione nel § 31 cpv. 1 lett. d StG/ZH. Per l'imposta supplementare esistono disposizioni corrispondenti tra l'art. 151 cpv. 1 LIFD, l'art. 53 cpv. 1 LAID e il § 160 cpv. 1 StG/ZH.
“Nichts anderes gilt auch für die Staats- und Gemeindesteuern. Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG entspricht Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG. In der Folge hat der Kanton Zürich die harmonisierungsrechtliche Vorgabe in § 31 Abs. 1 lit. d des Steuergesetzes (des Kantons Zürich) vom 8. Juni 1997 (StG/ZH; LS 631.1) überführt. Im Zusammenhang mit der Nachsteuer bestehen übereinstimmende Regelungen zwischen Art. 151 Abs. 1 DBG, Art. 53 Abs. 1 StHG und § 160 Abs. 1 StG/ZH. Es kann damit auf die Darlegungen zur direkten Bundessteuer verwiesen werden.”
“Art. 9 Abs. 2 lit. d des Bundesgesetzes vom 14. Dezember 1990 über über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden (StHG; SR 642.14) entspricht Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG. In der Folge hat der Kanton Zürich die harmonisierungsrechtliche Vorgabe in § 31 Abs. 1 lit. d des Steuergesetzes (des Kantons Zürich) vom 8. Juni 1997 (StG/ZH; LS 631.1) überführt. Im Zusammenhang mit der Nachsteuer bestehen übereinstimmende Regelungen zwischen Art. 151 Abs. 1 DBG, Art. 53 Abs. 1 StHG und § 160 Abs. 1 StG/ZH. Es kann damit auf die Darlegungen zur direkten Bundessteuer verwiesen werden. Die Beschwerde erweist sich auch insofern als unbegründet; sie ist abzuweisen. IV. Kosten und Entschädigung”
Chi deduÎ dai redditi i contributi di mantenimento per un figlio ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD non può inoltre invocare per lo stesso figlio la deduzione per figli (divieto di cumulo). Di conseguenza la ripartizione per metà della deduzione per figli prevista per i genitori tassati separatamente è possibile solo se non vengono dedotti contributi di mantenimento ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD. La giurisprudenza nega che il genitore che versa gli alimenti disponga di un'opzione fiscale per rinunciare alla deduzione dei contributi di mantenimento a favore della deduzione per figli.
“Der Beschwerdeführer vermag nicht darzutun, dass der Gesetzgeber mit der Schaffung des Kumulationsverbotes - mithin durch die Unmöglichkeit, für das gleiche Kind Anspruch auf einen Abzug der Unterhaltskosten Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG und auf einen Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (und einen erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) zu haben - die zulässigen Grenzen einer Schematisierung und Pauschalisierung überschritten hat. Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken.”
“u. 6.4; 133 II 305 E. 6.6 u. 6.8; Urteile 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6.1; 2C_380/2020 vom 19. November 2020 E. 4.3.2 u. 4.6). Um zu vermeiden, dass der Kinderabzug und der Abzug von Alimentenzahlungen kumuliert werden, hat der Gesetzgeber die Gewährung des hälftigen Abzugs also unter die Voraussetzung gestellt, dass keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG geltend gemacht werden. Die einschränkende Voraussetzung, dass keine Unterhaltsbeiträge geltend gemacht werden dürfen, dient dazu, der systemwidrigen doppelten Entlastung einer steuerpflichtigen Person durch Kinderabzug und Abzug von Unterhaltsleistungen vorzubeugen (sog. Kumulationsverbot; vgl. u.a. BGE 133 II 305 E. 6.8; Urteile 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6.3.1; 2C_905/2017 vom 11. März 2019 E. 2.1.2).”
“Eine Kumulation von Unterhaltsbeitragsabzug und Kinderabzug ist gemäss ständiger Rechtsprechung des Bundesgerichts nicht zulässig (vgl. BGer 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6.3.1; BGE 133 II 305 E. 6.4 ff., insb. E. 8.4). Dabei kann der zahlende Elternteil nicht freiwillig auf die Geltendmachung der Unterhaltsbeiträge verzichten und stattdessen den Kinderabzug beanspruchen (Locher, a.a.O., N 23 zu Art. 35 DBG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., N 28 ff. zu Art. 35 DBG). Die Zahlung bzw. die Entgegennahme von Unterhaltsbeiträge präjudiziert somit die Zuteilung des Sozialabzugs (Locher, a.a.O., N 62 zu Art. 23 DBG). Die gesetzliche Ordnung ist verbindlich, und man kann nicht frei dasjenige Korrektiv wählen, das in einer besonderen Situation die grösste steuerliche Entlastung gewährt (BGer 2C_437/2010 vom 11. Oktober 2010 E. 2.2). Die in Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG vorgesehene hälftige Aufteilung des Kinderabzugs ist als Folge des Kumulationsverbots nur zulässig, wenn keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG bezahlt werden. Nicht massgebend ist dabei der Umfang der alternierenden Obhut, da dies für die Veranlagungsbehörde nicht kontrollierbar ist, wie bereits bei Einführung des halben Kinderabzugs festgehalten wurde (Locher, a.a.O., N 23 zu Art. 35 DBG; Botschaft zum Bundesgesetz über die steuerliche Entlastung von Familien mit Kindern, BBl 2009 S. 4766). Die hälftige Aufteilung des Abzugs ist eine bewusste Pauschalierung des Gesetzgebers (Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, DBG, 4. Aufl. 2022, N 20 zu Art. 35 DBG). Der Elterntarif ist gemäss ständiger Lehre und Rechtsprechung stets mit dem Kinderabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG verbunden. Werden Unterhaltszahlungen von den steuerbaren Einkünften in Abzug gebracht, wird vermutet, dass der Elternteil, der die Unterhaltsleistungen erhält, den Unterhalt des Kindes zur Hauptsache trägt (BGE 131 II 305 E. 6.5 und 6.6). Einer steuerpflichtigen Person, der kein Kinderabzug zukommt, kann kein Elterntarif gewährt werden (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.”
“Erstens ist am 1. Januar 2011 das Bundesgesetz vom 25. September 2009 über die steuerliche Entlastung von Familien mit Kindern (AS 2010 455) in Kraft getreten. Seit dieser Gesetzesänderung können getrennt besteuerte Elternteile je die Hälfte des Kinderabzugs geltend machen, wenn sie die gemeinsame elterliche Sorge innehaben. Um zu vermeiden, dass der Kinderabzug und der Abzug von Alimentenzahlungen kumuliert werden, hat der Gesetzgeber die Gewährung des hälftigen Abzugs allerdings unter die Voraussetzung gestellt, dass keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG geltend gemacht werden (vgl. Botschaft vom 20. Mai 2009 zum Bundesgesetz über die steuerliche Entlastung von Familien mit Kindern, BBl 2009 4729 [nachfolgend: Botschaft 2009], S. 4757; vgl. auch ESTV, Kreisschreiben Nr. 30 vom 21. Dezember 2010, Ehepaar- und Familienbesteuerung nach dem Bundesgesetz ber die direkte Bundessteuer [DBG], Ziff. 10.2). Es entspricht denn auch ständiger Rechtsprechung, dass getrennt besteuerte Eltern für dasselbe Kind den Kinderabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG und den Abzug von Alimentenzahlungen nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG nicht kumulieren dürfen (vgl. BGE 133 II 305 E. 6.8; Urteil 2C_905/2017 vom 11. März 2019 E. 2.1.2, in: StE 2019 B”
I pagamenti una tantum per il conguaglio previdenziale non sono considerati, a causa della loro natura occasionale, una rendita ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD; mancano pertanto prestazioni periodiche e ricorrenti, per cui non è possibile una detrazione come rendita vitalizia deducibile.
“Das Korrespondenzprinzip findet auch im Bereich der Leibrenten Anwendung (BGE 138 II 31, E. 6.2.1; BGr, 18. Dezember 2019, 2C_139/2019, E. 2.1.4.) Eine allfällige Steuerpflicht der (Alters-)Renten der vormaligen Ehefrau des Pflichtigen in ihrer Heimat führt allerdings nicht zur (teilweisen) steuerlichen Abzugsfähigkeit der seitens des Pflichtigen geleisteten Vorsorgeausgleichszahlung, denn das steuerbegünstigte Korrelat zur Steuerpflicht von Altersrenten im Zeitpunkt des Bezuges ist die Abzugsfähigkeit der früher geleisteten Beiträge an die berufliche Vorsorgeeinrichtung. Entscheidend ist vorliegend allerdings die Einmaligkeit der geleisteten Vorsorgeausgleichszahlung, denn damit mangelt es an einer Rente im Sinne von zeitlich wiederkehrenden Leistungen. Eine Ausrichtung von Rentenzahlungen des Pflichtigen an seine geschiedene Ehefrau im Rahmen des Vorsorgeausgleichs war weder vorgesehen noch wäre eine solche gesetzlich zulässig. Da es für die Abzugsfähigkeit gemäss § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG folglich am Rentenerfordernis mangelt, liegt keine vom Einkommen des Pflichtigen abzugsfähige Leibrente vor. Der vorinstanzliche Entscheid ist somit zu bestätigen und die (vereinigten) Beschwerden des Pflichtigen sind abzuweisen. 4. Bei diesem Ausgang des Verfahrens sind die Gerichtskosten dem Beschwerdeführer aufzuerlegen (§ 151 Abs. 1 in Verbindung mit § 153 Abs. 4 StG bzw. Art. 144 Abs. 1 DBG in Verbindung mit Art. 145 Abs. 2) und es steht ihm keine Umtriebsentschädigung zu (§ 17 Abs. 2 des Verwaltungsrechtspflegegesetzes vom 24. Mai 1959 [VRG] in Verbindung mit § 152 und § 153 Abs. 4 StG bzw. Art. 64 Abs. 1–3 des Verwaltungsverfahrensgesetzes vom 20. Dezember 1968 [VwVG] in Verbindung mit Art. 144 Abs. 4 und Art. 145 Abs. 2 DBG). Demgemäss erkennt der Einzelrichter: 1. Die Beschwerde SB.2022.00038 betreffend Staats- und Gemeindesteuern 2019 wird abgewiesen. 2. Die Beschwerde SB.2022.00039 betreffend direkte Bundessteuer 2019 wird abgewiesen. 3. Die Gerichtsgebühr im Verfahren SB.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 69 L'onere della prova relativo alla deduzione delle spese di assistenza da parte di terzi grava sul contribuente. Le spese dedotte devono essere comprovate mediante idonê documentazione; se i requisiti non possono essere dimostrati, la deduzione può essere negata dall'autorità fiscale.
“La déduction pour frais de garde suppose que le contribuable n'est pas en mesure d'assurer lui-même l'encadrement de ses enfants et que cet empêchement est le résultat de l'un des trois motifs précités (cf. Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237 ss, spéc. 4271; ég. Christine Jaques in Noël/Aubry Girardin (éd.), Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2ème éd., Bâle 2017, N 121 ad 33 LIFD). Les époux faisant ménage commun avec leurs enfants doivent être empêchés simultanément de les encadrer pour l'un de ces motifs (cf. Christine Jaques, op. cit., N 121 ad 33 LIFD; ég. Circulaire sur l'imposition de la famille, ch. 8.4.2). Les parents qui exercent tous deux une activité lucrative, mais dont l'un travaille à temps partiel, ne peuvent ainsi déduire que les frais engendrés pendant le temps de travail qui leur est commun (cf. Christine Jaques, op. cit., N 121 ad 33 LIFD). En matière fiscale, il appartient au contribuable d'apporter la preuve des faits qui diminuent sa dette ou la suppriment (cf. ATF 140 II 248 consid. 3.5; ATF 133 II 153 consid. 4.3). Les art. 33 al. 3 LIFD et 37 al. 1 let. k LI le rappellent en faisant expressément référence à des frais de garde "documentés". C'est donc au contribuable faisant valoir des frais de garde qu'il incombe de fournir à l'autorité fiscale les documents probants permettant de vérifier que toutes les conditions sont remplies pour la défalcation de ces dépenses (cf. Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237 ss, spéc. 4272; ég. Circulaire sur l'imposition de la famille, ch. 8.6).”
“La déduction pour frais de garde suppose que le contribuable n'est pas en mesure d'assurer lui-même l'encadrement de ses enfants et que cet empêchement est le résultat de l'un des trois motifs précités (cf. Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237 ss, spéc. 4271; ég. Christine Jaques in Noël/Aubry Girardin (éd.), Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2ème éd., Bâle 2017, N 121 ad 33 LIFD). Les époux faisant ménage commun avec leurs enfants doivent être empêchés simultanément de les encadrer pour l'un de ces motifs (cf. Christine Jaques, op. cit., N 121 ad 33 LIFD; ég. Circulaire sur l'imposition de la famille, ch. 8.4.2). Les parents qui exercent tous deux une activité lucrative, mais dont l'un travaille à temps partiel, ne peuvent ainsi déduire que les frais engendrés pendant le temps de travail qui leur est commun (cf. Christine Jaques, op. cit., N 121 ad 33 LIFD). En matière fiscale, il appartient au contribuable d'apporter la preuve des faits qui diminuent sa dette ou la suppriment (cf. ATF 140 II 248 consid. 3.5; ATF 133 II 153 consid. 4.3). Les art. 33 al. 3 LIFD et 37 al. 1 let. k LI le rappellent en faisant expressément référence à des frais de garde "documentés". C'est donc au contribuable faisant valoir des frais de garde qu'il incombe de fournir à l'autorité fiscale les documents probants permettant de vérifier que toutes les conditions sont remplies pour la défalcation de ces dépenses (cf. Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237 ss, spéc. 4272; ég. Circulaire sur l'imposition de la famille, ch. 8.6).”
Le prestazioni di mantenimento al coniuge divorziato o separato sono, secondo prassi e giurisprudenza, di norma considerate rendite periodiche in denaro deducibili ai sensi dell'art. 33 LIFD, purché si fondino su un diritto di mantenimento di natura familiare (p.es. derivante da divorzio o separazione) e siano per lo più determinate mediante ordinanza giudiziale.
“L’art. 32 cpv. 1 let. c LT, prevede che sono dedotti dai proventi “gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale, escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia”. Di analogo tenore l’art. 33 cpv. 1 let. c LIFD. 2.2. Per alimenti versati all’ex coniuge s’intende, di norma la rendita mensile versata in denaro: la stessa è imponibile per il coniuge che la riceve ed è deducibile per colui che la versa. Di norma gli alimenti sono stabiliti mediante una sentenza giudiziaria, che fissa l’ammontare degli stessi (Jaques, Commentaire romand LIFD [a cura di Noël/Aubry Girardin], op. cit., n. 29 e 30 ad art. 33 LIFD; Hunziker/Mayer-Knobel, Kommentar DBG, op. cit., n. 18 e segg. ad art. 33 LIFD). 2.3. Ora, il contribuente ha prodotto agli atti la decisione giudiziaria emanata il 10.1.2013 dal Presidente del Tribunale civile __________, in modifica della precedente sentenza di divorzio. Con questa decisione è stato in particolare stabilito che RI 1 avrebbe dovuto versare alla ex coniuge, sino al 31.7.2017 un contributo alimentare mensile di fr. 700.- (p. 42 della sentenza). 2.4. 2.4.1. Con scritto del 28 agosto 2020RI 1 ha trasmesso l’estratto bancario di __________ attestante i seguenti versamenti a favore di __________ __________: · 27.1.2017: fr. 700.- per gennaio 2017; · 28.2.2017: fr. 700.- per febbraio 2017; · 28.3.2017: fr. 700.- per marzo 2017; · 28.”
“Ora, in virtù del principio dell’imposizione della famiglia, le prestazioni fornite nell’ambito di una famiglia “intatta”, sono, di principio senza alcuna incidenza fiscale. A partire dal momento in cui un’unione coniugale è sciolta a seguito di un divorzio, separazione giudiziaria, oppure separazione di fatto occorre valutare il trattamento delle prestazioni versate all’ex coniuge, imposto separatamente. La nozione di “alimenti” comprende i sussidi e le prestazioni di mantenimento periodiche o irregolari destinati a coprire il fabbisogno vitale ricorrente, che non procurano un aumento della sostanza del beneficiario (sentenze TF 2C_285/2019 del 9.3.2020, consid. 9.4.; 2C_503/2015 del 31.3.2016, consid. 3.1.). Il fondamento giuridico degli alimenti deve, come visto, consistere in un divorzio, in una separazione giudiziaria o di fatto e/o dell’esistenza di un figlio, per il quale si ricevono gli alimenti (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], DBG Kommentar, 4a ed., Basilea 2022, n. 18 – 18a ad art. 33 LIFD). 3.4.3. Nel reclamo del 3.6.2023, come già indicato, __________ ha precisato di essere sposato (circostanza questa poi confermata anche da __________), aggiungendo che “a causa di una malattia [sua] moglie vive a __________, dove paga le tasse”. Ha anche sostenuto di essere “finora… sempre stato classificato come coniugato” e di ritenere che ciò sia “esatto”. Ora, come visto, dal momento che i coniugi hanno manifestato la volontà di proseguire la comunione coniugale (non sono né divorziati, né separati legalmente o di fatto), non si giustifica una imposizione separata degli stessi. Essendo i contribuenti imposti congiuntamente (con il riparto degli elementi imponibili) non possono essere dedotti dei versamenti a titolo di contributi alimentari, e, in virtù del principio di corrispondenza, nemmeno possono essere imposti degli alimenti. 4.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 67 Nel caso di esercizio simultaneo di attività lucrativa autonoma e dipendente, la deduzione per il pilastro 3a va in linê di principio determinata pro rata temporis sul reddito da lavoro autonomo conseguito nel periodo di riferimento (p.es. un semestre). Qualora dagli atti non risulti un ammontare di reddito ripartibile, l'autorità fiscale può effettuare una stima adeguata; nella prassi si è ad esempio assunto, per un semestre, cirÊ la metà del reddito annuo da lavoro autonomo.
“Dass sich ein solches schematisches Abstellen auf den Anschluss an eine Vorsorgeeinrichtung (vgl. Art. 7 Abs. 1 BVV 3 und E. 4.2 f.) bei Steuerpflichtigen, die gleichzeitig eine selbständige Haupterwerbstätigkeit ausüben und einem unselbständigen Nebenerwerb nachgehen, für den sie bei einer Vorsorgeeinrichtung versichert sind, nachteilig auswirken kann, wird vom Bundesgericht anerkannt (BGer 2C_22/2016 bzw. 2C_23/2016 vom 21.4.2016, E. 3.2.4). Zu klären bleibt somit noch, welches Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit für die zweite Jahreshälfte 2021 massgebend ist. Denn konsequenterweise kann hinsichtlich des grossen Säule 3a-Abzugs nur auf das in dieser Zeitspanne erzielte selbständige Einkommen abgestellt werden (mit Hinweis auf eine pro-rata-temporis-Handhabung auch das Bundesgericht in BGer 2C_522/2018 vom 15.4.2020, E. 5.2; vgl. zudem Hunziker/Mayer-Knobel in: Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG], 4. Aufl., 2022, N. 28a zu Art. 33 DBG). Somit sind vorliegend die Bst. b und Bst. g von Ziff.”
“des KS 18 zu kombinieren (wie dies schon die Steuerverwaltung in ihrer Vernehmlassung vorbringt). Diese Lösung erfordert jedoch, dass das von der Rekurrentin in der zweiten Jahreshälfte erzielte Einkommen ermittelt werden kann (in diesem Sinn Gladys Laffely Maillard in: Commentaire de la loi sur I'mpôt fédéral direct, 2. Aufl., 2017, N. 76 zu Art. 33 DBG). Aus den Akten ergibt sich nicht, welchen Anteil vom Einkommen die Rekurrentin in welcher Jahreshälfte erwirtschaftet hat. Die Steuerverwaltung hat deshalb in ihrer Vernehmlassung vom 24. Januar 2023 vorgebracht, dass annahmeweise die Hälfte des massgebenden selbständigen Erwerbseinkommens 2021 als Basis zur Berechnung des Säule 3a-Abzugs zu berücksichtigen sei, ausmachend CHF 71'159.-- (1/2 von CHF 142'318.--). Die Rekurrentin hat die Möglichkeit erhalten, zur Vernehmlassung der Steuerverwaltung Stellung zu nehmen, indes darauf verzichtet. Insofern kann festgehalten werden, dass sie die seitens der Steuerverwaltung vorgenommene Aufteilung nicht beanstandet hat. Aus den Akten geht auch nicht hervor, dass die Rekurrentin im Rahmen ihrer selbständigen Erwerbstätigkeit saisonalen Schwankungen unterliegen würde, so dass die Steuerrekurskommission ebenfalls von einer gleichmässigen Verteilung des Jahresumsatzes und von einem massgeblichen Erwerbseinkommen von CHF 71'159.-- für das zweite Halbjahr 2021 ausgeht.”
Gli acquisti volontari nella previdenza professionale, che ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD sono deducibili come contributi, possono essere effettuati e, di conseguenza, considerati ai fini fiscali dopo un prelievo per l'acquisto di abitazione solo dopo che il prelievo è stato integralmente rimborsato. A questa limitazione fa eccezione l'art. 79b cpv. 4 LPP (p. es. in caso di divorzio o di scioglimento giudiziale di una partnership registrata).
“Nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG werden die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge an die Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung und an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge von den Einkünften abgezogen (vgl. auch Art. 81 Abs. 2 BVG [SR 831.40]). Gemäss Art. 79b Abs. 1 BVG darf die Vorsorgeeinrichtung den Einkauf höchstens bis zur Höhe der reglementarischen Leistungen ermöglichen. Art. 79b Abs. 3 BVG sieht vor, dass die aus den Einkäufen resultierenden Leistungen innerhalb der nächsten drei Jahre nicht in Kapitalform aus der Vorsorge zurückgezogen werden dürfen. Wurden Vorbezüge für die Wohneigentumsförderung getätigt, so dürfen freiwillige Einkäufe erst vorgenommen werden, wenn die Vorbezüge zurückbezahlt sind. Art. 79b Abs. 4 BVG hält fest, dass die Wiedereinkäufe im Falle der Ehescheidung oder gerichtlichen Auflösung einer eingetragenen Partnerschaft nach Art. 22c FZG (aktuell Art. 22d FZG [SR 831.42; AS 2016 2313]) von der Begrenzung ausgenommen sind.”
I premi per la previdenza individuale libera (pilastro 3b) — compresi i premi (parziali) per una copertura per invalidità parziale — non sono deducibili in modo privilegiato come i contributi alla previdenza individuale vincolata (pilastro 3a). Tali premi rientrano nella deduzione generale, eventualmente limitata, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD e non nella disciplina privilegiata del pilastro 3a.
“Auch bei einer teilweisen Unfähigkeit der Ausübung des Berufes werde das Risiko der Erwerbsunfähigkeit versichert, welches der privaten Vorsorge zuzurechnen sei und damit keinen geschäftsmässig begründeten Aufwand darstelle. Demnach wurde die Präponderanzmethode nicht angewandt, sondern als Vergleich hinzugezogen, weshalb diese Ausführungen nicht zu beanstanden sind. 3.4.3 Die Vorinstanz hielt zudem zu Recht fest, dass die Erwerbsunfähigkeitsversicherung nicht einer Säule 3a oder einer Pensionskasse gleichgestellt werden kann. Bei einer solchen Argumentation verkennt der Pflichtige, dass der Gesetzgeber (durch § 31 Abs. 1 lit. e StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) Prämien und Einzahlungen in die gebundene Selbstvorsorge (Säule 3a) bewusst privilegieren wollte und deshalb deren Abzugsfähigkeit zuliess, jedoch Prämien und Einzahlungen für die freie Selbstvorsorge (Säule 3b) nicht. Diese sind nur beschränkt oder allenfalls nicht abzugsfähig und fallen unter § 31 Abs. 1 lit. g StG sowie Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG. Wie das Steueramt in seiner Stellungnahme vom 26. Januar 2024 weiter darlegte, hat der Pflichtige von der Privilegierung der Beiträge und Einzahlungen in die Säule 3a praktisch vollständig profitiert, weshalb eine weitere Privilegierung der (Teil-)Prämien der Nebenabrede für die Teilinvalidität im Rahmen der freien Vorsorge (Säule 3b) ausser Acht fällt. Nach dem Gesagten ist die Beschwerde abzuweisen. 4. Bei diesem Ausgang des Verfahrens sind die Gerichtskosten dem Beschwerdeführer aufzuerlegen (§ 153 Abs. 4 StG in Verbindung mit § 151 Abs. 1 StG bzw. Art. 153 Abs. 4 in Verbindung mit Art. 145 und Art. 144 Abs. 1 DBG) und ihm steht keine Parteientschädigung zu (§ 153 Abs. 4 StG in Verbindung mit § 152 StG und § 17 Abs. 2 des Verwaltungsrechtspflegegesetzes vom 24. Mail 1959) bzw. Art. 153 Abs. 4 in Verbindung mit Art. 145 und Art. 144 Abs. 2 DBG in Verbindung mit Art. 64 Abs. 1-3 des Verwaltunsgsverfahrensgesetzes vom 20. Dezember 1968). Demgemäss erkennt die Einzelrichterin: 1. Der Rekurs im Verfahren SR.”
Per quanto riguarÚ la deduzione per assicurazioni (art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD) nonché la deduzione per donazioni si tratta di deduzioni generali senza un collegamento oggettivo con una specifiÊ categoria di reddito. I contributi di mantenimento gravano, ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CC, sulla capacità economiÊ di entrambi i coniugi; pertanto anche la deduzione per i contributi di mantenimento deve essere ripartita in misura proporzionale in base alle quote di reddito netto dei coniugi.
“Dies genügt jedoch nicht zur Begründung des erforderlichen sachlichen Zusammenhangs mit bestimmten Einkommensbestandteilen. Da jeder Ehegatte nach seinen Kräften für den gebührenden Unterhalt der Familie sorgt (Art. 163 Abs. 1 ZGB), belasten Unterhaltspflichten eines Ehegatten gegenüber Dritten im Ergebnis beide Ehegatten und mindern ihre wirtschaftliche Leistungsfähigkeit anteilsmässig (vgl. BGer 2C_354/2022 vom 20. März 2023 E. 3.3.3 und 4.2.2, 2C_1155/2013 vom 26. Juni 2015 E. 3.6; VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.3). Die Argumente des Beschwerdeführers sind nicht geeignet, die Richtigkeit der Rechtsprechung des Bundesgerichts und des Verwaltungsgerichts in Frage zu stellen und einen hinreichenden sachlichen Zusammenhang zwischen dem Einkommen des Steuerpflichtigen und den von ihm geschuldeten Unterhaltsbeiträgen zu begründen. Auch beim Versicherungsabzug gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG und beim Abzug für Zuwendungen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. i DBG handelt es sich um allgemeine Abzüge ohne sachlichen Zusammenhang mit einer bestimmten Einkommensart (vgl. zu Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.5). Folglich ist es aus den vorstehend dargelegten Gründen nicht zu beanstanden, dass die Vorinstanzen den Abzug für Unterhaltsbeiträge, den Versicherungsabzug und den Abzug für Zuwendungen unter Mitberücksichtigung des Einkommens der Ehefrau des Beschwerdeführers nach Massgabe der Nettoeinkommensanteile aufgeteilt haben.”
“Schliesslich stellt sich der Beschwerdeführer auf den Standpunkt, aus der von ihm vorgetragenen Begründung der mangelnden gesetzlichen Grundlage für eine Steuerausscheidung respektive für eine Verweigerung des vollen Abzuges sowie aufgrund eines fehlenden Anknüpfungspunktes zu Deutschland sei auch der Doppelverdienerabzug, der Versicherungsabzug sowie der Abzug für Zuwendungen voll zu gewähren. Nach dem Gesagten fehlt dieser Argumentation die Grundlage. Es handelt sich bei keinem dieser Abzüge um organische, mit der Einkommensgewinnung in der Schweiz in direktem Zusammenhang stehende Abzüge. Beim Versicherungsabzug handelt es sich um einen allgemeinen Abzug (vgl. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG). Er steht mit der Einkommensverwendung in Zusammenhang (vgl. zum kantonalen Steuerrecht Reich/von Ah/Brawand, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, StHG, 3. Aufl., 2017, Art. 9 N 21). Dies gilt im Ergebnis auch für den Zweitverdienerabzug (vgl. Art. 33 Abs. 2 DBG), mit welchem Haushaltsmehrkosten bei einer Erwerbstätigkeit beider Ehegatten berücksichtig werden (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], a.a.O., Art. 33 N 37). Diese Mehrkosten fallen bei beiden Ehegatten an und sind von ihnen gemäss Art. 163 Abs. 1 ZGB nach Kräften, das heisst nach Massgabe ihrer Leistungsfähigkeit zu tragen. Der Zweitverdienerabzug ist daher nach Massgabe der Nettoeinkünfte proportional zwischen der Schweiz und dem Ausland aufzuteilen (Locher/Marantelli/Opel, a.a.O., S. 678 Fn. 1850 m.H. auf BGer 2C_810/2015 vom 25. Januar 2017 E. 8.3.2). Auch beim Abzug von Zuwendungen (vgl. Art. 33a DBG) handelt es sich um einen allgemeinen Abzug, der mit der Einkommenserzielung in keinem Zusammenhang steht.”
Nelle questioni relative a deduzioni specifiche (p. es. pilastro 3a), le considerazioni concernenti le imposte cantonali e comunali sono, per ragioni di armonizzazione e in base all'art. 33 cpv. 1 LIFD, in linê di principio applicabili per analogia anche all'imposta federale diretta.
“Somit ergibt sich, dass die Vorinstanz den Beitrag an die Säule 3a in der Höhe von Fr. 21'789.– zu Recht nicht zum Abzug vom steuerbaren Einkommen 2019 zuliess. Der Rekurs erweist sich als unbegründet und ist abzuweisen. III. Direkte Bundessteuer 4.- Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG entspricht im Wesentlichen Art. 45 Abs. 1 lit. e StG (vgl. E. 3b/bb). Diese Bestimmungen harmonieren mit Art. 9 Abs. 2 lit. e StHG. Daraus folgt, dass die Erwägungen zu den Kantons- und Gemeindesteuern für die direkte Bundessteuer analog massgebend sind. Für die direkte Bundessteuer ergibt sich dasselbe Ergebnis wie bei den Kantons- und Gemeindesteuern. Demnach erweist sich die Beschwerde ebenfalls als unbegründet. Sie ist abzuweisen. IV. Kosten 5.- Bei diesem Verfahrensausgang sind die Kosten des Rekurs- und des Beschwerdeverfahrens den Rekurrenten und Beschwerdeführern aufzuerlegen (Art. 95 Abs. 1 VRP, Art. 144 Abs. 1 DBG). Eine Entscheidgebühr von je Fr. 600.–, insgesamt Fr. 1'200.–, erscheint angemessen (Art. 7 Ziff. 122 der Gerichtskostenverordnung, sGS”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 62 L'assistenza prestata gratuitamente da parenti (p. es. i nonni) non giustifiÊ, in linê di principio, una detrazione, poiché non sussistono oneri aggiuntivi comprovati. Una detrazione può tuttavia essere presa in considerazione quando l'assistenza è prestata a titolo oneroso; tale remunerazione deve essere dichiarata dal familiare che presta l'assistenza e l'attività di cura deve andare oltre l'impegno familiare abituale (p. es. essere regolare e non solo interventi occasionali).
“Ce postulat soutenait ses arguments et contestait le raisonnement de l'AFC-GE selon lequel « la garde des enfants par les grands-parents relève des obligations familiales et les heures y relatives consacrées ne peuvent pas être accordées en déduction à ce titre ». Elle a joint à son recours, notamment, l'avis de taxation 2021 de ses parents ainsi que le contrat de garde. 11. Dans sa réponse du 12 décembre 2023, l'AFC-GE a conclu au rejet du recours. Lorsqu'un membre de la parenté (c'est-à-dire le plus souvent les grands-parents) gardait un enfant à titre gracieux, les père et mère de ce dernier ne s'acquittaient pas de frais supplémentaires justifiant un allégement fiscal, et le membre de la parenté s'occupant de l'enfant ne réalisait pas un revenu imposable (cf. Message concernant l'initiative populaire sur des déductions fiscales aussi pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants, FF 2012 6711, 6718). En revanche, des frais de garde pouvaient être portés en déduction aux conditions de l'art. 33 al. 3 LIFD lorsque l'encadrement d'enfants était confié, contre rétribution, à des membres de la parenté (p. ex. aux grands-parents); ces derniers devaient déclarer leur rémunération (Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237, 4272), dans la mesure où ce montant ne les dédommageait pas seulement de frais causés par les enfants (cf. Message concernant l'initiative populaire sur des déductions fiscales aussi pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants, FF 2012 6711, 6718). Cette fonction de garde devait aller au-delà de ce que les grands-parents consacraient habituellement à cette tâche dans le cadre de leurs obligations familiales. Cela impliquait que l'encadrement soit régulier et ne se limite pas à des prises en charge spontanées, plus ou moins décidées par les grands-parents eux-mêmes et sans horaire fixe (Christine JAQUES, Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2017, p. 780 n. 140 ad art. 33 LIFD). Or, elle constatait que, dans le cas d'espèce, une déduction pour des frais investis était manifestement infondée.”
I trasferimenti accertati di rendite AI per i figli alla persona minorenne avente diritto sono considerati mantenimento del figlio e riducono — nella misura in cui siano dimostrati come tali — il reddito imponibile della persona beneficiaria ai sensi dell'art. 33 LIFD.
“Kantonale Steuern und direkte Bundessteuer / Rentennachzahlung / Berechnung bereits verteuerter Renten / IV-Kinderrente bei nachgewiesener Weiterleitung als abzugsfähiger Kindesunterhalt Normen Bund Art. 33 DBG Art. 130 DBG Art. 132 DBG Rechtsprechung Bund BGE 146 IV 218 2C_339/2020 2C_233/2017 2C_640/2010 Normen Kanton Art. 9 BStV Art. 70 GSOG Art. 15 VRPG Normen Bund/Kanton Art. 38 StG Art. 38 StG Art. 174 StG”
LIFD art. 33 n. 60 La deducibilità delle spese per l'assistenza prestata da terzi presuppone che le spese documentate siano in diretto nesso causale con l'attività lucrativa, la formazione o l'inabilità al guadagno del soggetto passivo. Inoltre la prassi richieÞ che il soggetto passivo, per uno di tali motivi, non sia in grado di provvedere personalmente alla sorveglianza.
“En droit fédéral comme en droit cantonal, les frais de garde d'enfants par des tiers sont déductibles jusqu'à concurrence d'un certain montant (cf. art. 33 al. 3 LIFD; art. 37 al. 1 let. k LI). En 2012, la déduction s'élevait à 10'100 fr. au plus par enfant de moins de 14 ans au niveau fédéral et à 7'100 fr. au niveau cantonal. Elle est conçue comme une déduction anorganique, même si les frais engendrés peuvent avoir un lien étroit avec l'obtention du revenu (TF 2A.681/2004 consid. 2; ég. Circulaire no 30 de l'AFC sur l'imposition de la famille, ch. 8.1). La déduction pour frais de garde est subordonnée à un certain nombre de conditions. Les frais engendrés doivent notamment avoir un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. Ainsi, il ne suffit pas qu'une personne exerce une activité professionnelle, poursuive une formation ou se trouve en incapacité de gain. La déduction pour frais de garde suppose que le contribuable n'est pas en mesure d'assurer lui-même l'encadrement de ses enfants et que cet empêchement est le résultat de l'un des trois motifs précités (cf. Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237 ss, spéc.”
“Le tribunal connaît des recours dirigés, comme en l’espèce, contre les décisions sur réclamation de l'AFC-GE (art. 115 al. 2 et 116 al. 1 de la loi sur l’organisation judiciaire du 26 septembre 2010 - LOJ - E 2 05 ; art. 49 de la loi de procédure fiscale du 4 octobre 2001 - LPFisc - D 3 17 ; art. 140 de la loi fédérale sur l’impôt fédéral direct du 14 décembre 1990 - LIFD - RS 642.11). 2. Interjeté en temps utile et dans les formes prescrites devant la juridiction compétente, le recours est recevable au sens des art. 49 LPFisc et 140 LIFD. 3. Le litige porte sur la question de savoir si la somme de CHF 30'000.- que la recourante a versée à ses parents en 2021 est déductible à titre de frais de garde. 4. À teneur des art. 34 let. a LIFD et 38 let. a de la loi genevoise sur l'imposition des personnes physiques du 27 septembre 2009 (LIPP - D 3 08), ne peuvent être déduits du revenu imposable notamment les frais d'entretien du contribuable et de sa famille, y compris les dépenses privées résultant de sa situation professionnelle. 5. Selon l'art. 33 al. 3 LIFD, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 1er janvier 2023, un montant de CHF 10'100.- au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l'enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde documentés ont un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. 6. L'art. 9 al. 2 let. m de la loi sur l'harmonisation des impôts directs des cantons et des communes du 14 décembre 1990 (LHID - RS 642.14) oblige les cantons à introduire une déduction similaire tout en restant libres de fixer le plafond de la déduction (art. 72l LHID ; Xavier OBERSON, Droit fiscal suisse, 2012, p. 187-188 n. 336). Il s'ensuit que, conformément au principe d'harmonisation verticale, la jurisprudence et la doctrine développées en droit fédéral sont également applicables en droit cantonal. 7. A Genève, dans sa teneur en vigueur jusqu'au 1er janvier 2023, l'art.”
“La décision attaquée est modifiée dans le sens qu’une déduction pour frais de garde (code 4.380), fixée à CHF 521.-, est octroyée. Elle est confirmée pour le surplus. Impôt cantonal (604 2021 115) 6. Points litigieux Comme pour l’impôt fédéral direct ci-dessus, les points relatifs à la déduction pour frais de garde pour enfant, à la déduction sociale pour enfant et au taux (splitting) sont litigieux et seront analysés ci-dessous. 7. La déduction pour frais de garde 7.1. L’art. 34 al. 3 LICD (version au 31 décembre 2020) prévoit qu’un montant de CHF 6'000.- au plus par enfant dont la garde est assurée par un tiers est déduit du revenu si l'enfant a moins de 14 ans et vit dans le même ménage que le contribuable assurant son entretien et si les frais de garde, documentés, ont un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. 7.2. En droit cantonal harmonisé, l’art. 34 al. 3 LICD (voir art. 9 al. 2 let. m LHID) concernant la déduction pour frais de garde d’enfant a un contenu similaire à celui de l’art. 33 al. 3 LIFD (à l’exception du plafond de la déduction). Les développements concernant le droit fédéral (voir ci-dessus consid. 3) sont dès lors également valables en droit cantonal. En présence de règles similaires, la déduction pour frais de garde des deux enfants du recourant, d’un montant total de CHF 521.- (arrondi), est également admise en droit cantonal. 8. La déduction sociale pour enfant et le taux (splitting) 8.1. Aux termes de l’art. 1 al. 3 LHID, lorsqu'aucune réglementation particulière n'est prévue, les impôts cantonaux et communaux sont établis en vertu du droit cantonal. Restent en particulier de la compétence des cantons la fixation des barèmes, celle des taux et celle des montants exonérés d'impôt. En vertu des art. 66 al. 1 LICD et 3 al. 3 LHID, les revenus des époux qui vivent en ménage commun sont additionnés quel que soit le régime matrimonial. A contrario, en cas de divorce ou de séparation durable de fait ou de droit, les époux sont imposés séparément (art. 66 al. 4 LICD). 8.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 59 Secondo la giurisprudenza citata, è lecito effettuare un acquisto per colmare una lacuna di copertura già esistente prima del divorzio, prima di chiudere l'eventuale lacuna derivante dal divorzio. Inoltre, gli acquisti finalizzati a colmare una lacuna derivante dal divorzio possono superare il potenziale di acquisto regolamentare ai sensi dell'art. 79b LPP. Nel caso esaminato non sono emersi indizi di un'elusione fiscale non ammessa.
“Entscheid Verwaltungsrekurskommission, 20.11.2023 Abzug von Beiträgen an die berufliche Vorsorge; Art. 45 Abs. 1 lit. d StG, Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG, Art. 79b BVG, Art. 22d FZG Umstritten ist, ob der Steuerpflichtige ein im Jahr 2019 getätigter Einkauf in der Höhe von Fr. 100'000.– an seine Pensionskasse steuerlich zum Abzug bringen kann. Dabei ist zunächst zu klären, ob nach einer Scheidung zwingend zuerst die Scheidungslücke geschlossen werden muss, bevor ein Einkauf zur Schliessung einer bereits vor der Scheidung bestehenden Deckungslücke getätigt werden kann. Zur Beantwortung dieser Frage bedarf es der Auslegung von Art. 79b BVG und Art. 22d FZG. Das Gericht kommt zusammenfassend zum Schluss, dass die Schliessung einer bereits vor der Scheidung bestehenden Deckungslücke zulässig ist, bevor die Scheidungslücke selbst geschlossen wird (vgl. E. 4d/ee). Des Weiteren ist ein Einkauf zur Schliessung einer Scheidungslücke über das reglementarische Einkaufspotential gemäss Art. 79b Abs. 4 i.V.m. Abs. 1 BVG erlaubt (E. 4d/ff). Im vorliegenden Fall gibt es auch keine Anzeichen für eine unzulässige Steuerumgehung (E.”
“Entscheid Verwaltungsrekurskommission, 20.11.2023 Abzug von Beiträgen an die berufliche Vorsorge; Art. 45 Abs. 1 lit. d StG, Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG, Art. 79b BVG, Art. 22d FZG Umstritten ist, ob der Steuerpflichtige ein im Jahr 2019 getätigter Einkauf in der Höhe von Fr. 100'000.– an seine Pensionskasse steuerlich zum Abzug bringen kann. Dabei ist zunächst zu klären, ob nach einer Scheidung zwingend zuerst die Scheidungslücke geschlossen werden muss, bevor ein Einkauf zur Schliessung einer bereits vor der Scheidung bestehenden Deckungslücke getätigt werden kann. Zur Beantwortung dieser Frage bedarf es der Auslegung von Art. 79b BVG und Art. 22d FZG. Das Gericht kommt zusammenfassend zum Schluss, dass die Schliessung einer bereits vor der Scheidung bestehenden Deckungslücke zulässig ist, bevor die Scheidungslücke selbst geschlossen wird (vgl. E. 4d/ee). Des Weiteren ist ein Einkauf zur Schliessung einer Scheidungslücke über das reglementarische Einkaufspotential gemäss Art. 79b Abs. 4 i.V.m. Abs. 1 BVG erlaubt (E. 4d/ff). Im vorliegenden Fall gibt es auch keine Anzeichen für eine unzulässige Steuerumgehung (E.”
La deduzione assicurativa aggiuntiva di Fr. 700.– per figlio (art. 33 cpv. 1bis lett. b LIFD) è concessa soltanto se alla persona assoggettata all'imposta per tale figlio spetta anche la deduzione per figli. Rilevano le circostanze alla fine del periodo d'imposta.
“Der mit dem Kinderabzug gemäss Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG zusammenhängende zusätzliche Versicherungsabzug pro Kind von Fr. 700.- gemäss Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG kann nach dem Gesetzeswortlaut nur dann gewährt werden, wenn der steuerpflichtigen Person auch der Kinderabzug für das Kind zusteht. Auch die Besteuerung zum Elterntarif setzt voraus, dass der Kinderabzug zuerkannt wird (vgl. Art. 36 Abs. 2bis DBG, vgl. hierzu BGE 131 II 553 E. 3.1 m.w.H.; BAUMGARTNER/EICHENBERGER, a.a.O., N. 36a zu Art. 36 DBG). Entsprechend dem vorliegenden Ergebnis ist auch der zusätzliche Versicherungsabzug sowie die Besteuerung zum Elterntarif nicht zuzulassen und die Beschwerde diesbezüglich abzuweisen. III. Kantons- und Gemeindesteuern”
“Für jedes Kind, für das die steuerpflichtige Person einen Abzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a oder b DBG geltend machen kann, kommt der Versicherungsabzug von Fr. 700.- hinzu (Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG). Massgebend sind die Verhältnisse am Ende der Steuerperiode oder der Steuerpflicht (Art. 35 Abs. 2 DBG).”
I versamenti alla previdenza vincolata (pilastro 3a) sono, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD, deducibili dal reddito imponibile soltanto fino agli importi massimi previsti dalla legge e a condizione che sussistano i requisiti stabiliti nella legge e nelle ordinanze. L'entità concreta del massimale e le condizioni formali dipendono, tra l'altro, dalle ordinanze rilevanti ai fini del diritto alla deduzione fiscale (cfr. BVV 3 / art. 82 LPP) e dalla giurisprudenza.
“Das Einkommen des Gesuchsgegners beträgt Fr. 154'260.–. Als Abzüge sind die Versicherungsprämien von Fr. 2'600.– (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. g StG) bzw. Fr. 1'800.– (Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG) sowie die Unterhaltsbei- träge von rund Fr. 46'700.– zu beachten. Für den Abzug der Säule 3a wäre der im Bedarf angerechnete monatliche Betrag von Fr. 2'613.– auf ein Jahr hochzurech- - 81 - nen, was Fr. 31'356.– ergibt. Da der maximale Abzug für selbstständig Erwerbende 2023 bei einem Einkommen von Fr. 154'260.– aber Fr. 30'852.– beträgt (Art. 7 Abs. 1 lit. b BVV 3 i.V.m. Art. 8 Abs. 1 BVG), ist von diesem Betrag auszugehen. Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit Fr. 74'108.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 74'908.–. Das steuerbare Ver- mögen beläuft sich auf Fr. 2'143'806.– (Urk. 93/1 Ziff. 35). Mit dem Steuerrechner des Kantons Zürich für das Steuerjahr 2023 resultieren für die Staats- und Gemein- desteuer Fr. 13'779.– und für die direkte Bundessteuer Fr. 1'177.–. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelastung von Fr. 1'246.–. Für die Kinder ist mangels zu besteuernden Geldflusses kein Steuerbetrag im Haushalt des Gesuchsgegners auszuscheiden.”
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG (SR 642.11) können Einlagen, Prämien und Beiträge zum Erwerb von vertraglichen Ansprüchen aus anerkannten Formen der gebundenen Selbstvorsorge bis zu einem BGE 148 II 313 S. 315 bestimmten Betrag von den steuerbaren Einkünften abgezogen werden. Damit wird die Regelung von Art. 82 BVG übernommen, welche unter der Marginalie "Gleichstellung anderer Vorsorgeformen" bestimmt, dass Arbeitnehmer und Selbständigerwerbende auch Beiträge für weitere, ausschliesslich und unwiderruflich der beruflichen Vorsorge dienende, anerkannte Vorsorgeformen abziehen können. Die nähere Regelung ist gestützt auf Art. 82 Abs. 2 BVG mit der Verordnung vom 13. November 1985 über die steuerliche Abzugsberechtigung für Beiträge an anerkannte Vorsorgeformen (BVV 3; SR 831.461.3) erfolgt.”
“Somit ergibt sich, dass die Vorinstanz den Beitrag an die Säule 3a in der Höhe von Fr. 21'789.– zu Recht nicht zum Abzug vom steuerbaren Einkommen 2019 zuliess. Der Rekurs erweist sich als unbegründet und ist abzuweisen. III. Direkte Bundessteuer 4.- Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG entspricht im Wesentlichen Art. 45 Abs. 1 lit. e StG (vgl. E. 3b/bb). Diese Bestimmungen harmonieren mit Art. 9 Abs. 2 lit. e StHG. Daraus folgt, dass die Erwägungen zu den Kantons- und Gemeindesteuern für die direkte Bundessteuer analog massgebend sind. Für die direkte Bundessteuer ergibt sich dasselbe Ergebnis wie bei den Kantons- und Gemeindesteuern. Demnach erweist sich die Beschwerde ebenfalls als unbegründet. Sie ist abzuweisen. IV. Kosten 5.- Bei diesem Verfahrensausgang sind die Kosten des Rekurs- und des Beschwerdeverfahrens den Rekurrenten und Beschwerdeführern aufzuerlegen (Art. 95 Abs. 1 VRP, Art. 144 Abs. 1 DBG). Eine Entscheidgebühr von je Fr. 600.–, insgesamt Fr. 1'200.–, erscheint angemessen (Art. 7 Ziff. 122 der Gerichtskostenverordnung, sGS”
Interessi passivi (art. 33 cpv. 1 lett. a LIFD) sono trattati indipendentemente dalla destinazione del capitale preso a prestito; sono dunque considerati deducibili anche quando il prestito non è impiegato per scopi produttivi di reddito. Gli interessi passivi privati e d'impresa vengono ripartiti proporzionalmente in base alla collocazione di tutti gli attivi (lordi) del patrimonio privato e di impresa. In ambito internazionale una separazione oggettiva si appliÊ soltanto se la convenzione contro le doppie imposizioni pertinente preveÞ tale modalità; in caso contrario, di norma si proceÞ a una ripartizione proporzionale secondo la collocazione degli attivi.
“Eine besondere, von den soeben beschriebenen Methoden abweichende Behandlung wird Schuldzinsen (Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG) zuteil: Ungeachtet dessen, ob sie im Einzelfall Gewinnungscharakter haben oder die steuerpflichtige Person mit dem aufgenommenen Kapital andere Zwecke verfolgt und z.B. Lebenshaltungskosten deckt (vgl. dazu Urteil 2C_142/2014 vom 13. April 2015 E. 2.3.4, in: StE 2015 B”
“3 DBG). Die allgemeinen Abzüge ohne Bezug zu einer bestimmten Einkommenserzielung ("anorganische Abzüge") werden grundsätzlich analog zur Regelung bei den Sozialabzügen proportional nach Lage des Reineinkommens verlegt, also nach Massgabe des in der Schweiz steuerpflichtigen (Netto-) Einkommens im Verhältnis zum gesamten (Netto-) Einkommen, jeweils vor Berücksichtigung der Sozialabzüge und der infrage stehenden allgemeinen Abzüge (vgl. BGr, 23. September 2024, 9C_47/2024 und 9C_48/2024, E. 4.4.2, auch zu den Ausnahmen hiervon [E. 6]). Beiträge an die Säule 3a werden daher im internationalen Verhältnis nur proportional zum Erwerbseinkommen zum Abzug zugelassen (BGr, 27. August 2015, 2C_95/2015 und 2C_96/2015, E. 4.7; siehe auch den Praxishinweis des kantonalen Steueramts Zürich, Internationale Steuerausscheidung von Beiträgen an die AHV/IV/EO, die berufliche Vorsorge und die Säule 3a vom 27. August 2013, ZStB Nr. 5.2). 3.5 Abweichend hiervon werden Schuldzinsen (§ 31 Abs. 1 lit. a StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG) behandelt: Ungeachtet dessen, ob sie im Einzelfall Gewinnungscharakter haben oder die steuerpflichtige Person mit dem aufgenommenen Kapital andere Zwecke verfolgt und z. B. Lebenshaltungskosten deckt, werden private gleich wie geschäftliche Schuldzinsen proportional nach Lage aller (Brutto-)Aktiven des Privat- und Geschäftsvermögens verlegt (vgl. BGr, 23. September 2024, 9C_47/2024 und 9C_48/2024, E. 4.4.3; BGr, 12. März 2024, 9C_475/2023, E. 2.2.2.2, zur Publikation vorgesehen; BGE 140 II 157 E. 7.6.3). Im internationalen Verhältnis sind die Schuldzinsen nur dann objektmässig auszuscheiden, wenn diese Ausscheidungsart im betreffenden Doppelbesteuerungsabkommen vorgesehen ist. Andernfalls erfolgt die Verlegung in der Regel proportional nach Lage der Aktiven auf die Vermögenserträge (Felix Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4. A., Zürich 2021, § 31 N. 43; Felix Richner et al., Handkommentar zum DBG, 4. A., Zürich 2023, Art. 33 N. 27). Dasselbe gilt für die Verlegung von Schulden (BGr, 23.”
La deduzione per il secondo percettore di reddito ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 LIFD deve essere qualificata come deduzione generale, con la quale si considerano i maggiori oneri del nucleo familiare in caso di attività lavorativa di entrambi i coniugi. Di conseguenza, in una situazione transfrontaliera tale deduzione deve essere ripartita proporzionalmente tra la Svizzera e l'estero in base all'ammontare dei redditi netti.
“Schliesslich stellt sich der Beschwerdeführer auf den Standpunkt, aus der von ihm vorgetragenen Begründung der mangelnden gesetzlichen Grundlage für eine Steuerausscheidung respektive für eine Verweigerung des vollen Abzuges sowie aufgrund eines fehlenden Anknüpfungspunktes zu Deutschland sei auch der Doppelverdienerabzug, der Versicherungsabzug sowie der Abzug für Zuwendungen voll zu gewähren. Nach dem Gesagten fehlt dieser Argumentation die Grundlage. Es handelt sich bei keinem dieser Abzüge um organische, mit der Einkommensgewinnung in der Schweiz in direktem Zusammenhang stehende Abzüge. Beim Versicherungsabzug handelt es sich um einen allgemeinen Abzug (vgl. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG). Er steht mit der Einkommensverwendung in Zusammenhang (vgl. zum kantonalen Steuerrecht Reich/von Ah/Brawand, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, StHG, 3. Aufl., 2017, Art. 9 N 21). Dies gilt im Ergebnis auch für den Zweitverdienerabzug (vgl. Art. 33 Abs. 2 DBG), mit welchem Haushaltsmehrkosten bei einer Erwerbstätigkeit beider Ehegatten berücksichtig werden (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], a.a.O., Art. 33 N 37). Diese Mehrkosten fallen bei beiden Ehegatten an und sind von ihnen gemäss Art. 163 Abs. 1 ZGB nach Kräften, das heisst nach Massgabe ihrer Leistungsfähigkeit zu tragen. Der Zweitverdienerabzug ist daher nach Massgabe der Nettoeinkünfte proportional zwischen der Schweiz und dem Ausland aufzuteilen (Locher/Marantelli/Opel, a.a.O., S. 678 Fn. 1850 m.H. auf BGer 2C_810/2015 vom 25. Januar 2017 E. 8.3.2). Auch beim Abzug von Zuwendungen (vgl. Art. 33a DBG) handelt es sich um einen allgemeinen Abzug, der mit der Einkommenserzielung in keinem Zusammenhang steht.”
Gli estratti conto, di regola, non sono sufficienti quale attestazione fiscale per prove giustificative della deduzione (p. es. su un rapporto di debito e gli interessi ad esso imputabili). L'onere della prova per il diritto alla deduzione incombe sul contribuente; questi deve — se necessario — ottenere una conferma scritta del creditore/debitore (art. 127 LIFD) e, se del caso, far completare l'attestazione. In mancanza di tale conferma attestata, la deduzione può essere negata.
“1 LIFD) deriva l’obbligo per il contribuente di richiedere e controllare l’attestazione. Il contribuente deve quindi richiederla di sua iniziativa alla persona obbligata a rilasciarla. Inoltre, per quanto possibile e ragionevole, deve verificare personalmente la completezza e l’esattezza dell’attestazione. Se necessario, deve chiedere alla persona obbligata a rilasciare l’attestazione di completarla o correggerla. Se si rifiuta di rilasciare un’attestazione o di rimediare al difetto individuato, il contribuente è tenuto a informarne l'autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 30 ad art. 127 LIFD, p. 2173). 4.3.4. Ora, gli interessi passivi sono deducibili dal reddito già al momento della loro scadenza, indipendentemente dall’effettivo pagamento, a meno che non sussistano fondati dubbi in merito al futuro pagamento (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 12c ad art. 33 LIFD, p. 763). Gli estratti conto prodotti dal contribuente si riferiscono in parte ad interessi passivi relativi al periodo fiscale precedente. La loro deduzione non sarebbe pertanto compatibile con il principio di periodicità. Indipendentemente da tale aspetto, gli estratti in questione non costituiscono validi giustificativi utilizzabili a fini fiscali. Non vi figurano infatti la menzione “attestazione fiscale” né la dicitura “da conservare ai fini fiscali” (cfr. per analogia la sentenza TF 2C_1087/2016 del 31.3.2017, consid. 4.3.). 4.4. Ne discende che, non essendo stato rispettato l’onere della prova – a carico del contribuente –, neanche su questo aspetto il ricorso ha esito positivo. 5. 5.1. Da ultimo, il contribuente contesta pure di aver ricevuto il compenso quale amministratore di persone giuridiche da parte delle società __________ e __________.”
“L’interesse è la remunerazione dovuta per la concessione e la non restituzione del capitale, nella misura in cui è regolarmente calcolata in percentuale, pro rata temporis e in proporzione al capitale. La deduzione di interessi passivi presuppone pertanto l’esistenza di un debito pecuniario. Solo in presenza di una relazione fra interessi e debito possono esservi interessi passivi (DTF 143 II 396 consid. 2.1 con riferimenti a giurisprudenza e dottrina). 4.3. 4.3.1. Ora, in sede di ricorso, il contribuente presenta due estratti conto della __________ relativi ai mesi di marzo e di settembre 2017 della “rubrica affitti”, nei quali è registrato il pagamento d’interessi per i periodi 30.6-31.12.2016 e 31.12.2016 – 30.06.2017. 4.3.2. L'esistenza e l’ammontare del debito e degli interessi devono essere comprovati indicando il creditore e presentando un’attestazione corrispondente (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2° ed., Basilea 2019, n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 983). Infatti, l'onere della prova per i fatti che escludono o riducono l'imposta - che comprendono anche gli interessi passivi deducibili – è a carico del contribuente, che non deve solo affermare i fatti che riducono l'imposta, ma anche provarli (cfr. DTF 121 II 257 E. 4c/aa pag. 266 e 273 E. 3c/aa pag. 284). Se manca la relativa prova, gli interessi passivi fatti valere non possono essere ammessi in deduzione (sentenza TF 2A.2/2006 del 17.5.2006 consid. 2.2.3; Locher, Kommentar, loc. cit.; DTF 107 Ib 213). 4.3.3. L’art. 127 cpv. lett. b LIFD prevede che devono rilasciare attestazioni scritte al contribuente, i creditori e i debitori, sull’esistenza, l’ammontare, gli interessi e le garanzie di crediti. Di analogo tenore l’art. 201 cpv. 1 lett. b LT. L’obbligo di rilasciare attestazioni sussiste primariamente nei confronti del contribuente (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 53 Prova: Nella prassi l'onere di provare i pagamenti effettuati per il mantenimento incombe sul soggetto che versa; sono abituali giustificativi di pagamento quali estratti conto, ricevute di bonifico o attestazioni di avvenuto ricevimento. Un'ingiunzione del giudiÎ o un accordo scritto sono di norma considerati prova, ma non costituiscono requisito indispensabile per la deducibilità; rilevante è che esista un effettivo accordo sull'ammontare dei contributi. Se sono presenti diversi documenti di pagamento o accordi con importi discordanti, il versante deve indicare e dimostrare quale accordo o quali versamenti siano stati effettivamente effettuati.
“Lebensjahr zurückgelegt haben (vgl. Art. 296 Abs. 2 i.V.m. Art. 14 des Schweizerisches Zivilgesetzbuches [ZGB; SR 210]; BGer 2C_429/2017 vom 21.2.2018, E. 3.3.2). Die in den Jahren ________ und ________ geborenen Kinder sind minderjährig und sie unterstehen der gemeinsamen elterlichen Sorge. Die Kinder leben bei der Partnerin (vgl. Bst. A), welche die Unterhaltsbeiträge für die Kinder erhält. Folglich ist diese Voraussetzung der Abzugsfähigkeit erfüllt. Für die Abziehbarkeit von Unterhaltsbeiträgen wird weiter vorausgesetzt, dass die Höhe der geleisteten Unterhaltszahlungen nachgewiesen wird (BGer 2C_544/2019 vom 21.4.2019, E. 5.3; Leuch/Schlup Guignard in: Praxiskommentar zum Berner Steuergesetz, Band 1, Artikel 1 bis 125, 2014, N. 32 zu Art. 38 StG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., N. 63a zu Art. 33 DBG). Der Rekurrent hat vorliegend belegt, dass er seiner Partnerin im Jahr 2020 monatlich, jeweils im Voraus, CHF 2'500.-- an Unterhaltsbeiträgen überwiesen hat (________ Kontoauszüge, Beilagen zur Rekursergänzung vom 31.10.2022). Es liegt darüber hinaus eine Bestätigung der Partnerin vom Mai 2021 vor, dass sie die Unterhaltsbeiträge für die Kinder in Höhe von CHF 30'000.-- für das Jahr 2020 erhalten hat (vgl. Beilage zur Rekursergänzung vom 31.10.2022). Insofern ist vorliegend nachgewiesen, dass der Rekurrent im Jahr 2020 CHF 30'000.-- an Unterhaltsbeiträgen für die Kinder geleistet hat. Für die Abziehbarkeit von Unterhaltsbeiträgen wird grundsätzlich verlangt, dass diese in einem Gerichtsurteil, in einer richterlichen oder von der KESB genehmigten oder zumindest in einer schriftlichen Vereinbarung betragsmässig festgehalten sind (Leuch/Schlup Guignard, a.a.O., N. 32 zu Art. 38 StG; BGer 2C_544/2019 vom 21.4.2019, E. 6.7). Im für das Steuerjahr 2020 massgebenden Merkblatts 12 "Besteuerung von Familien" der Steuerverwaltung wird in Ziff.”
“Nr. 30 E. 3.3; BGer 2C_242/2010 vom 30.6.2010, E. 2.3.1). Nach Ansicht der Lehre können Unterhaltszahlungen ausnahmsweise ohne Vorliegen einer gerichtlichen oder schriftlichen Vereinbarung zum Abzug zugelassen werden (Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., N. 18a zu Art. 33 DBG, mit Hinweisen; vgl. auch Leuch/Guignard Schlup, a.a.O., N. 32 zu Art. 38 StG). Es ist dazu notwendig, dass eine Einigung hinsichtlich der Höhe der Unterhaltsbeiträge zwischen den Parteien vorliegt (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., N. 56 zu Art. 33 DBG sowie N. 60 zu Art. 23 DBG). Da vorliegend drei Dokumente unterschiedlich hohe Unterhaltsbeiträge für das Jahr 2020 ausweisen, stellt sich die Frage, welche Unterhaltsbeiträge die Parteien wirklich vereinbaren wollten. Mit Unterhaltsvereinbarung vom 20. Juli 2015 (vgl. Beilage zur Rekursergänzung vom 31.10.2022) einigten sich der Rekurrent und seine Partnerin, dass der Rekurrent pro Kind einen Barunterhalt von CHF 950.-- und einen Betreuungsunterhalt von CHF 650.-- bezahlt, total ausmachend für beide Kinder CHF 3'200.-- pro Monat bzw. CHF 38'400.-- pro Jahr. Sie hielten weiter fest, dass die Beträge alle zwei Jahre neu vereinbart werden. Im Mai 2021 unterzeichneten sie eine Bestätigung, aus welcher hervorgeht, dass der Rekurrent die Unterhaltsbeiträge für das Jahr 2020 gemäss Unterhaltsvereinbarung vom 20. Juli 2015 im Umfang von CHF 30'000.-- bezahlt hat und damit alle entsprechenden Ansprüche abgegolten sind (vgl. Bestätigung Zahlung der Alimente vom Mai 2021, Beilage zur Rekursergänzung vom 31.”
“Im Veranlagungsverfahren trägt grundsätzlich die Steuerbehörde die Beweislast für steuerbegründende und -erhöhende, die steuerpflichtige Person jene für die steueraufhebenden und -mindernden Tatsachen, wobei sich Modifikationen aus der mitwirkungsorientierten Beweislastverteilung ergeben können (BGE 144 II 427 E. 2.3.2; BGE 140 II 248 E. 3.5; KGE VV vom 13. Januar 2021 [810 20 101] E. 3.2.1). In der Regel wird eine Bezifferung der Unterhaltsbeiträge in einem gerichtlichen Urteil oder einer Vereinbarung festgehalten. Das Vorliegen einer richterlichen Anordnung oder eines schriftlichen Vertrags zwischen den Ehegatten ist aber nicht zwingend Voraussetzung der Abzugsfähigkeit, da es auch zulässig ist, dass die Ehegatten die in einem Urteil oder durch Vertrag festgesetzten Unterhaltsbeiträge einvernehmlich später abändern. Der Nachweis der tatsächlichen Vereinbarung sowie der entsprechenden Zahlungen obliegt als steuermindernde Tatsache aber in jedem Fall dem Zahlenden (Arndt/Bader, a.a.O., S. 654; Felix Richner/Walter Frei/Stefan Kaufmann/Hans Ulrich Meuter, Handkommentar zum DBG, 3. Aufl., Zürich 2016, Rz. 56 zu Art. 33 DBG; Urteil des BGer 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 6.7; KGE VV vom 16. Mai 2018 [810 17 308] E. 4.2).”
Se in relazione a un cambiamento d'impiego viene erogata una prestazione in capitale e il corrispondente acquisto viene effettuato entro un anno, la prestazione in capitale e l'acquisto restano neutrali dal punto di vista fiscale per effetto dell'art. 24 lett. c LIFD. Di conseguenza non possono essere invocati la tassazione della prestazione in capitale al tasso agevolato né la deduzione dell'acquisto. Non si deciÞ qui se l'acquisto sarebbe stato deducibile in altre circostanze (assenza di cambiamento d'impiego o termine > 1 anno).
“Säule vollziehen und dabei mehrmals in den Genuss des Abzugs nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG und des Vorzugssatzes von Art. 38 Abs. 2 DBG kommen könnte. Es ist deshalb folgerichtig, dass Kapitalzahlung und Einkauf kraft Art. 24 lit. c DBG steuerneutral bleiben, mithin also die Besteuerung der Kapitalzahlung zum Vorzugssatz und der Abzug des Einkaufs nicht beansprucht werden können, wenn eine steuerpflichtige Person wie die Beschwerdeführerin einen Stellenwechsel vollzieht und zwischen Kapitalleistung und Einkauf nicht mehr als ein Jahr vergeht. Ob der Einkauf steuerlich abzugsfähig gewesen wäre, wenn die Beschwerdeführerin keinen Stellenwechsel vollzogen oder mit dem Einkauf mehr als ein Jahr zugewartet hätte, braucht an dieser Stelle nicht geklärt zu werden (vgl. zum Vorbehalt der Steuerumgehung im Vorsorgebereich BGE 142 II 399 E. 4.2; Urteile 2C_534/2020 vom 26. März 2021 E. 4, in: StE 2021 B”
“Soweit eine Kapitalauszahlung durch Art. 24 lit. c DBG von der Einkommenssteuer befreit wird, fällt der korrespondierende Einkauf nicht unter Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG und kann er folglich nicht vom steuerbaren Einkommen abgezogen werden (vgl. Urteil 2C_809/2013 vom 31. März 2014 E. 3.4.3, in: StE 2014 B”
LIFD art. 33 n. 51 La disciplina della deduzione è concepita come una deduzione forfettaria, limitata annualmente; il limite massimo può quindi essere raggiunto anche quando i costi effettivi sostenuti per la cura da parte di terzi sono sensibilmente più elevati. La giurisprudenza rileva espressamente che l'effettivo onere economico dei genitori non viene considerato e che l'importo massimo può trovare applicazione anche in caso di lavoro a tempo parziale.
“Selon la jurisprudence constante du Tribunal fédéral et la jurisprudence cantonale, les frais de garde des enfants par des tiers ne doivent pas être qualifiés de frais professionnels déductibles, même s'ils peuvent avoir un lien étroit avec l'acquisition du revenu. C'est pourquoi la déduction pour les frais de garde des enfants par des tiers est conçue comme une déduction anorganique et plafonnée par an et par enfant (Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., note 39 ad art. 33 LIFD, avec renvoi au ch. 8.1 de la circulaire n° 30), quand bien même les frais effectifs sont souvent nettement plus élevés de sorte que la capacité économique des parents n'est pas prise en compte (Leuch/Schlup Guignard, op. cit., note 106 ad art. 38 LI). Par ailleurs, la déduction maximale peut s'appliquer même si les parents ne travaillent pas à plein temps. Dès lors que l'exercice d'une activité lucrative engendre des frais de garde par des tiers, lesdits frais peuvent être déduits à concurrence du plafond fixé. Il en va de même en cas de formation ou d'incapacité de gain (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., note 268 ad art. 33 LIFD). Il n'est pas contesté en l'espèce que s'agissant de l'année en cause, les recourants satisfaisaient aux conditions personnelles justifiant une déduction des frais de garde. Ils vivaient en ménage commun avec leurs deux filles, lesquelles (nées respectivement en 2004 et 2009; pag. 70) avaient moins de 14 ans à fin 2017 (date de référence: 31.12.2017). En outre, ils exerçaient une activité lucrative à un taux d'occupation de 180 % au total (pag. 64), de sorte qu'il leur était nécessaire de recourir à une aide extérieure pour s'occuper de leurs enfants quatre jours par semaine (80 %) (lien de causalité direct). La garde des enfants a été confiée à une jeune fille au pair, et les frais afférents ont totalisé CHF 16'094.-- (pag. 70), respectivement CHF 17'076.65 (cf. liste des frais du 27.5.2019; pag. 161). L'Intendance des impôts s’est basée sur le total des frais de CHF 17'076.65 dans ses décisions de taxation pour 2017 (pag. 129, 127) et ses décisions sur réclamation (pag. 147, 145).”
“Selon la jurisprudence constante du Tribunal fédéral et la jurisprudence cantonale, les frais de garde des enfants par des tiers ne doivent pas être qualifiés de frais professionnels déductibles, même s'ils peuvent avoir un lien étroit avec l'acquisition du revenu. C'est pourquoi la déduction pour les frais de garde des enfants par des tiers est conçue comme une déduction anorganique et plafonnée par an et par enfant (Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., note 39 ad art. 33 LIFD, avec renvoi au ch. 8.1 de la circulaire n° 30), quand bien même les frais effectifs sont souvent nettement plus élevés de sorte que la capacité économique des parents n'est pas prise en compte (Leuch/Schlup Guignard, op. cit., note 106 ad art. 38 LI). Par ailleurs, la déduction maximale peut s'appliquer même si les parents ne travaillent pas à plein temps. Dès lors que l'exercice d'une activité lucrative engendre des frais de garde par des tiers, lesdits frais peuvent être déduits à concurrence du plafond fixé. Il en va de même en cas de formation ou d'incapacité de gain (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., note 268 ad art. 33 LIFD). Il n'est pas contesté en l'espèce que s'agissant de l'année en cause, les recourants satisfaisaient aux conditions personnelles justifiant une déduction des frais de garde. Ils vivaient en ménage commun avec leurs deux filles, lesquelles (nées respectivement en 2004 et 2009; pag. 70) avaient moins de 14 ans à fin 2017 (date de référence: 31.12.2017). En outre, ils exerçaient une activité lucrative à un taux d'occupation de 180 % au total (pag. 64), de sorte qu'il leur était nécessaire de recourir à une aide extérieure pour s'occuper de leurs enfants quatre jours par semaine (80 %) (lien de causalité direct). La garde des enfants a été confiée à une jeune fille au pair, et les frais afférents ont totalisé CHF 16'094.-- (pag. 70), respectivement CHF 17'076.65 (cf. liste des frais du 27.5.2019; pag. 161). L'Intendance des impôts s’est basée sur le total des frais de CHF 17'076.65 dans ses décisions de taxation pour 2017 (pag. 129, 127) et ses décisions sur réclamation (pag. 147, 145).”
Un danno patrimoniale derivante da un reato non figura nell'elenco conclusivo delle deduzioni ammissibili ai sensi dell'art. 33 LIFD e perciò non è stato riconosciuto come deduzione nella presente decisione.
“Vorliegend ist unbestritten, dass die Beschwerdeführerin im Jahr 2023 Opfer eines Anlagebetrugs über die Internetplattform Tinder geworden ist. Die Beschwerdeführerin macht diesbezüglich geltend, der in der Steuererklärung deklarierte Haupterwerb von CHF 68'905.- sei ihr gestohlen worden. Dies mag zwar zutreffen und ist zu bedauern. Ein Vermögensschaden aufgrund einer Straftat ist jedoch in der abschliessenden Aufzählung der zulässigen Abzüge (Art. 33 DBG) nicht aufgelistet und deshalb auch nicht abzugsfähig. Kommt hinzu, dass der Schaden erst im Jahr 2023 eingetreten ist (vgl. Bestätigung Anzeigeerstattung, wonach das Delikt zwischen dem 28. August 2023 und dem 19. Oktober 2023 begangen wurde). Damit könnte der Schaden – wenn er denn überhaupt abzugsfähig wäre, was nach dem Gesagten aber nicht der Fall ist – ohnehin erst in der Steuerperiode 2023 geltend gemacht werden (vgl. Art. 40 Abs. 1 und 2 DBG). Damit hat die Vorinstanz den Vermögensschaden zu Recht nicht zum Abzug zugelassen.”
Le prestazioni di mantenimento capitalizzate (pagamenti in capitale una tantum inveÎ di rendite periodiche) rientrano — qualora la forma in capitale fosse già stata concordata al momento della determinazione dell'obbligo di mantenimento — tra le prestazioni esenti dall'imposta federale diretta ai sensi dell'art. 24 lett. e LIFD e, pertanto, non possono essere indicate come rendite di mantenimento ricorrenti deducibili ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD. Sono deducibili ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD solo le rendite vitalizie continuative ovvero i pagamenti di rendita strutturati come ricorrenti regolarmente; il mero pagamento a rate di un capitale concordato in precedenza non dà diritto alla deduzione.
“Dagegen wird die behördliche Untersuchungspflicht so lange nicht verletzt, als eine Unstimmigkeit aus den Angaben der steuerpflichtigen Person in der Steuererklärung nicht ohne Weiteres ersichtlich ist oder wenn die Behörde wohl hätte Verdacht schöpfen können, ohne dass das aber zwingend gewesen wäre (vgl. BGr, 6. Juli 2012, 2C_494/2011, 2C_495/2011, E. 2.1.3 mit weiteren Hinweisen; VGr, 19. April 2024, SR.2024.00001, E. 2.2.2; VGr, 25. August 2016, SR.2016.0008, E. 2.3). 2.4 2.4.1 Unterhaltsbeiträge (Alimente) sind regelmässig oder unregelmässig wiederkehrende Unterstützungen und Unterhaltsleistungen zur Deckung des laufenden Lebensbedarfs. Unterhaltsleistungen sind nur abzugsfähig, wenn sie als Rente ausbezahlt werden. Gilt der Unterhaltspflichtige die Verpflichtung zur Leistung von Unterhalt durch eine Kapitalzahlung ab, fällt diese Leistung unter die einkommenssteuerfreien Leistungen in Erfüllung familienrechtlicher Verpflichtungen gemäss § 24 lit. e StG bzw. Art. 24 lit. e DBG. Als Korrelat zur Steuerfreiheit lässt sich die Kapitalleistung nicht gestützt auf § 31 Abs. 1 lit. c StG respektive Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG abziehen, selbst wenn das Kapital in Raten ausbezahlt wird. Diese Betrachtungsweise kann aber nur gelten, wenn die Kapitalform bei der Festlegung der Unterhaltsleistungen zum Vornherein vorgesehen war (sie also z. B. in der Scheidungskonvention vorgesehen war) (BGE 125 II 183, E. 8; BGr, 16. März 2000, 2P.252, E. 4b; Richner et al., § 31 N 62, N 72; Richner et al., Handkommentar, Art. 33 DBG N. 61). 2.4.2 Die Parteien sind sich richtigerweise einig, dass die durch den Pflichtigen in den Steuerperioden 2013–2018 deklarierten Ehegattenalimente sowie ein Teil der Kinderalimente anlässlich des Scheidungsverfahrens im Jahr 2013 kapitalisiert worden sind und daher steuerlich nicht abzugsfähig waren (vgl. 2.4.1). 2.5 2.5.1 Umstritten ist hingegen das Vorliegen einer neuen Tatsache. Dies ist nachfolgend zunächst für die Ehegattenalimente und im Anschluss für die streitbetroffenen Kinderalimente separat zu prüfen. 2.5.2 Die Vorinstanz führt in ihrer Verfügung vom 3. Oktober 2023 zu den Ehegattenalimenten aus, es sei korrekt, dass der Pflichtige für die Steuerperiode 2013 das Scheidungsurteil vom 4.”
“Die von ihm aufgeführten, zusätzlichen Zahlungen an seine geschiedene Ehefrau betreffen jedoch nicht die Steuerperiode 2019, weshalb sie für das vorliegende Verfahren irrelevant sind. 2.4 Die Unterhaltsschuld des Pflichtigen gründet auf einem gerichtlichen Vergleich vor dem 3. Senat des Kammergerichts in Berlin vom 17. Mai 2019, in welchem die Parteien übereinkamen, dass der Pflichtige seiner geschiedenen Ehefrau anstelle von monatlichen Unterhaltsbeiträgen einen Betrag von total EUR … bezahlt, zahlbar in drei Raten. Es wurde somit von vornherein unmissverständlich eine Kapitalzahlung vereinbart, die Zahlung der Summe in drei Raten ändert daran nichts. Ziff. 3 des Vergleichs hält überdies klar den Verzicht auf weiteren nachehelichen Unterhalt fest, selbst für den Fall der Not. Auf die Festsetzung regelmässig wiederkehrender Unterhaltsbeiträge in Form einer Rente, welche der Deckung des laufenden Lebensbedarfs der Leistungsempfängerin dienen würde, wurde somit verzichtet. Es liegen folglich keine abzugsfähigen Unterhaltsbeiträge gemäss § 31 Abs. 1 lit. c StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG vor. 3. 3.1 In seiner Steuererklärung 2019 führte der Pflichtige weiter Fr. … als geleistete Rentenleistung auf, wovon ein Anteil von 40 %, entsprechend Fr. …, abzugsfähig sei. Sinngemäss beruft sich der Pflichtige daher darauf, in der Steuerperiode 2019 eine teilweise abzugsfähige Leibrente im Sinn von § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG geleistet zu haben. 3.2 Unter dem Begriff der Leibrente versteht man die vom Leben einer Person abhängige vertragliche Verpflichtung des Rentenschuldners, dem Rentengläubiger zeitlich wiederkehrende Leistungen zumeist in Form von Geld zu erbringen. Als Leibrenten abzugsfähig im Sinn von § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG sind namentlich güterrechtliche Ansprüche, die in Rentenform gezahlt werden (Felix Richner et al., § 22 StG N 58 ff.). 3.3 Der Pflichtige verpflichtete sich mit ergänzender Scheidungsvereinbarung vom 14. Februar 2019, seiner geschiedenen Ehefrau im Rahmen des mit der Scheidung verbundenen Vorsorgeausgleichs Fr.”
“140 bis 144 DBG über das Beschwerdeverfahren vor der kantonalen Rekurskommission "sinngemäss", was nach der Rechtsprechung dahingehend auszulegen ist, dass die Überprüfungsbefugnis des Verwaltungsgerichts gleich wie bei den Staats- und Gemeindesteuern auf die Rechtskontrolle beschränkt ist (BGE 131 II 548 E. 2.5; vgl. RB 1999 Nr. 147). 2. 2.1 Der Einkommenssteuer unterliegen alle wiederkehrenden und einmaligen Einkünfte (§ 16 Abs. 1 StG; Art. 16 Abs. 1 DBG). Von den Einkünften abgezogen werden namentlich die Unterhaltsbeiträge an den geschiedenen, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden Ehegatten (vgl. § 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). 2.2 Unterhaltsbeiträge (Alimente) sind regelmässig oder unregelmässig wiederkehrende Unterstützungen und Unterhaltsleistungen zur Deckung des laufenden Lebensbedarfs. Unterhaltsleistungen sind nur abzugsfähig, wenn sie als Rente ausbezahlt werden. Gilt der Unterhaltspflichtige die Verpflichtung zur Leistung von Unterhalt durch eine Kapitalzahlung ab, fällt diese Leistung unter die einkommenssteuerfreien Leistungen in Erfüllung familienrechtlicher Verpflichtungen gemäss § 24 lit. e StG bzw. Art. 24 lit. e DBG. Als Korrelat zur Steuerfreiheit lässt sich die Kapitalleistung nicht gestützt auf § 31 Abs. 1 lit. c StG respektive Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG abziehen, selbst wenn das Kapital in Raten ausbezahlt wird. Diese Betrachtungsweise kann aber nur gelten, wenn die Kapitalform bei der Festlegung der Unterhaltsleistungen zum Vornherein vorgesehen war (sie also z. B. in der Scheidungskonvention vorgesehen war) (BGE 125 II 183, E. 8; BGr, 16. März 2000, 2P.252, E. 4b; Felix Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4. A., Zürich 2021, § 31 N 62, N 72; Felix Richner et al., Handkommentar zum DBG, 3. A., Zürich 2016, Art. 33 DBG N. 59). 2.3 Der Pflichtige machte in seiner Steuererklärung für das Jahr 2019 Fr. … als abzugsfähige Unterhaltsbeiträge geltend. Die betreffenden Zahlungen in Höhe von Fr. … und Fr. … (entsprechend je EUR … unter Berücksichtigung des Wechselkurses) tätigte er am 4. Juli und 30. Dezember 2019. In seiner Beschwerde wendet der Pflichtige hingegen ein, mindestens acht Unterhaltszahlungen geleistet zu haben. Die von ihm aufgeführten, zusätzlichen Zahlungen an seine geschiedene Ehefrau betreffen jedoch nicht die Steuerperiode 2019, weshalb sie für das vorliegende Verfahren irrelevant sind.”
Riferimento normativo: LIFD art. 33 n. 48 Sono deducibili gli assegni di mantenimento dovuti ai sensi del diritto di famiglia nella forma di mantenimento in denaro, mantenimento per assistenza nonché prestazioni in natura o pagamenti indiretti (p. es. assunzione dell'affitto, degli interessi ipotecari o dei premi dell'assicurazione malattia), nella misura in cui servono a coprire i bisogni essenziali del beneficiario del mantenimento. Il mantenimento per assistenza è trattato fiscalmente come il mantenimento dei figli: è deducibile per chi lo versa; per il destinatario costituisÎ reddito imponibile.
“Auch unter Geltung des neuen Unterhaltsrechts leistet in einem Fall, wo das Kind ausschliesslich von einem Elternteil betreut wird, der andere Elternteil seinen Beitrag vornehmlich durch Geldzahlungen, und in einem Fall mit alternierender Obhut, die schon bisher möglich war, vom Gericht jedoch nicht geprüft werden musste, übernahmen bereits zuvor beide Elternteile die Betreuung des Kindes. Je nach konkretem Betreuungsanteil und wirtschaftlicher Leistungsfähigkeit wurden Unterhaltsbeiträge bezahlt oder eben auch nicht. Neu hinzugekommen ist indessen der Betreuungsunterhalt, was jedoch die steuerrechtliche Ausgangslage in Bezug auf den Kinderabzug nicht grundlegend verändert hat. Der Betreuungsunterhalt kann nämlich vom Leistenden zusammen mit dem Barunterhalt vollumfänglich von den Einkünften abgezogen werden und ist vom Empfänger zu besteuern. Steuerrechtlich handelt es sich beim Betreuungsunterhalt um Kinderunterhalt, obschon diese Leistungen wirtschaftlich betrachtet dem persönlich betreuenden Elternteil zukommen (Locher, a.a.O., N 36 zu Art. 33 DBG). Es findet folglich in noch höherem Masse eine Ressourcenverschiebung hin zum Empfänger der Unterhaltsleistungen statt. Unabhängig davon sind die selbst bezahlten Kosten des Kinderunterhalts als Lebenshaltungskosten nach wie vor steuerlich nicht zu berücksichtigen (vgl. Art. 45 Abs. 1 lit. c und Art. 47 StG). Generell gilt, dass all jene Aufwendungen und Kosten nicht abzugsfähig sind, die nicht ausdrücklich im Gesetz als abzugsfähig erklärt werden (Zigerlig/Oertli/Hofmann, a.a.O., S. 29). Hinzu kommt, dass Sozialabzüge als pauschalierte Abzüge konzipiert und von den tatsächlich getätigten Aufwendungen unabhängig sind. Dass in Art. 48 Abs. 1 lit. a al. 2 Satz 1 StG nicht auf das Kriterium der Betreuung bzw. (alterierenden) Obhut, sondern auf den Erhalt von Unterhaltsbeiträgen abgestellt wird und die übrigen erbrachten Leistungen ausser Acht gelassen werden, ist ein von den rechtsanwendenden Behörden und Gerichten zu respektierender Entscheid des Gesetzgebers. Auch die seit dessen Inkrafttreten im Jahr 2010 erwähnten zivilrechtlichen Änderungen führen nicht zu sachlich unhaltbaren Ergebnissen, zumal es um einen schematischen Sozialabzug geht.”
“418 ss) che a sua volta può beneficiare della deduzione per i figli a carico ai sensi degli art. 34 cpv. 1 lett. a LT risp. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD e, per la sola imposta cantonale della deduzione dalla sostanza per ogni figlio minorenne ex art. 48 lett. b LT. D’altro canto questi alimenti sono pienamente deducibili per il genitore che li versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD). La deducibilità degli alimenti per i figli minorenni vale nel frattempo solo per gli alimenti dovuti nell’ambito del diritto di famiglia, ma non per gli alimenti versati a titolo volontario (Circ. AFC no. 30 del 21 dicembre 2010 sull’“Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta”, n. 14.2.2., p. 32). 6.3. I contributi di mantenimento sono deducibili unicamente quando i figli sottostanno all’autorità parentale del genitore che riceve gli alimenti (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 52 ad art. 33 LIFD, p. 634) e possono rivestire la forma di pagamenti (Geldleistungen) diretti e ricorrenti ma anche di prestazioni in natura (Natural- und Barunterhalt) o di assunzione di costi indiretti (Betreuungsunterhalt; Locher, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, I. Teil, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 34 ss, p. 992 ss, in particolare n. 48 ad art. 33 LIFD, p. 995 e riferimenti citati; Hunziker/Mayer-Knobel in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 23a ad art. 23 LIFD, p. 582). Servono alla copertura dei bisogni vitali, senza che il destinatario benefici di alcun incremento patrimoniale (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 48 ad art. 33 LIFD, p. 634; n. 59 ad art. 23 LIFD, p. 486). Gli alimenti versati al coniuge per il figlio minorenne o direttamente al figlio maggiorenne sono di regola prestazioni pecuniarie dirette ricorrenti. Possono tuttavia essere versati anche come pagamenti indiretti, ad esempio con la presa a carico degli interessi su debiti oppure dei premi della cassa malati.”
“Per alimenti versati all’ex coniuge s’intende, di norma, la rendita mensile versata in denaro: la stessa è imponibile per il coniuge che la riceve ed è deducibile per colui che la versa. Di norma gli alimenti sono stabiliti mediante una sentenza giudiziaria, che fissa l’ammontare degli stessi (Jaques in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea 2017, n. 29 e 30 ad art. 33 LIFD, p. 728; Hunziker/Mayer-Knobel in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 18 ss ad art. 33 LIFD, p. 794 ss). Tuttavia gli alimenti possono anche essere forniti sotto forma di pagamenti indiretti, come l'assunzione di premi di assicurazione malattia, imposte, interessi ipotecari o costi di locazione. Infine, sono possibili anche contributi di mantenimento sotto forma di prestazioni in natura (sentenza TF 2C_502/2015 del 29.2.2016 consid. 4.2.; Hunziker/Mayer-Knobel, op. cit., n. 18b ad art. 33 LIFD, p. 795). Anche l’Amministrazione federale delle contribuzioni, nella Circolare no. 30 del 21 dicembre 2010 sull’imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta (cifra 14.1.2), dopo aver rilevato come di norma gli alimenti siano versati come prestazioni pecuniarie dirette ricorrenti, precisa che possono essere versati anche sotto forma di pagamenti indiretti, ad esempio come presa a carico della pigione o degli interessi su debiti, oppure consistere in vere e proprie prestazioni in natura. 8.2. Conformemente alla Convenzione omologata dal Pretore, il ricorrente si è assunto “il pagamento diretto degli oneri ipotecari e delle spese condominiali (compreso il fondo di rinnovamento) dell’abitazione coniugale” (v. inc. no. __________, n. 3.1, b). Come visto, tuttavia, gli oneri ipotecari e le spese di manutenzione sono a carico del ricorrente in qualità di proprietario e come tali sono deducibili dal suo reddito.”
In caso di pretese prestazioni di mantenimento dei figli che eccedono l'obbligo, va verificato se tali somme servono, in maniera comprovabile, a coprire il mantenimento in denaro e/o il mantenimento per l'accudimento dei figli. Se non sono provate come tali e risultano manifestamente sproporzionate rispetto agli importi di mantenimento fissati dal giudiÎ, può configurarsi un'elusione fiscale, con la conseguenza che la deduzione prevista dall'art. 33 cpv. 1 LIFD viene esclusa.
“keine Unterdeckung festgestellt, was bedeutet, dass sowohl der Bar- wie auch der Betreuungsunterhalt der beiden gemeinsamen Kinder mit den vereinbarten Unterhaltsbeiträgen voll gedeckt werden konnten. Angesichts der damaligen Einkommensverhältnisse des Pflichtigen sowie der festgesetzten Kinderunterhaltsbeiträge von je Fr. … jährlich pro Kind bzw. von Fr. … total erstaunt dies nicht weiter. Da in Ziff. 5 lit. b der Scheidungskonvention festgehalten wurde, dass der Ehefrau des Pflichtigen ab August 2018 und somit nach der Scheidung ein hypothetisches Jahreseinkommen von Fr. … angerechnet werden sollte, erfolgte ab diesem Zeitpunkt zwangsläufig eine Reduktion des Betreuungsunterhalts. Demgegenüber wird eine Erhöhung des Barbedarfs der Kinder durch den Pflichtigen weder behauptet noch substanziiert nachgewiesen. Es ist folglich nicht davon auszugehen, dass es sich bei den die gerichtlich genehmigten Kinderunterhaltsbeiträge übersteigenden Zahlungen um abzugsfähige Unterhaltszahlungen im Sinne von Art. § 31 Abs. 1 lit. c StG und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG handelt. Ob es sich hierbei allenfalls um Leistungen aus Erfüllung anderer familienrechtlicher Unterhalts- oder Unterstützungspflichten gehandelt hat, erschliesst sich aus den Akten nicht, kann im Rahmen des vorliegenden Verfahrens jedoch offenbleiben. Der Schluss der Vorinstanz, dass die die Kindernterhaltsbeiträge übersteigenden Zahlungen des Pflichtigen an seine frühere Ehegattin steuerlich nicht abzugsfähig sind, ist folglich nicht zu beanstanden. 3.7 Bloss der Vollständigkeit halber sei daher hinsichtlich allfällig höherer, (einzig) zwischen den Parteien vereinbarter Kinderunterhaltsbeiträge angemerkt, dass, sofern diese in keinem Verhältnis zu den gerichtlich festgesetzten Unterhaltsbeiträgen mehr stehen, welche den gebührenden Bedarf beider Kinder vollumfänglich abdecken, allenfalls eine Steuerumgehung zu prüfen wäre. Dies wäre insbesondere der Fall, wenn Zahlungen unter dem Titel von Kinderunterhaltsbeiträgen überwiesen würden, jedoch nicht mehr (nachweislich) auf die Deckung des Bar- und Betreuungsunterhalts der Kinder, sondern stattdessen primär auf eine Abschwächung der Steuerprogression beim steuerbaren Einkommen des Pflichtigen abzielen sollten.”
“keine Unterdeckung festgestellt, was bedeutet, dass sowohl der Bar- wie auch der Betreuungsunterhalt der beiden gemeinsamen Kinder mit den vereinbarten Unterhaltsbeiträgen voll gedeckt werden konnten. Angesichts der damaligen Einkommensverhältnisse des Pflichtigen sowie der festgesetzten Kinderunterhaltsbeiträge von je Fr. … jährlich pro Kind bzw. von Fr. … total erstaunt dies nicht weiter. Da in Ziff. 5 lit. b der Scheidungskonvention festgehalten wurde, dass der Ehefrau des Pflichtigen ab August 2018 und somit nach der Scheidung ein hypothetisches Jahreseinkommen von Fr. … angerechnet werden sollte, erfolgte ab diesem Zeitpunkt zwangsläufig eine Reduktion des Betreuungsunterhalts. Demgegenüber wird eine Erhöhung des Barbedarfs der Kinder durch den Pflichtigen weder behauptet noch substanziiert nachgewiesen. Es ist folglich nicht davon auszugehen, dass es sich bei den die gerichtlich genehmigten Kinderunterhaltsbeiträge übersteigenden Zahlungen um abzugsfähige Unterhaltszahlungen im Sinne von Art. § 31 Abs. 1 lit. c StG und Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG handelt. Ob es sich hierbei allenfalls um Leistungen aus Erfüllung anderer familienrechtlicher Unterhalts- oder Unterstützungspflichten gehandelt hat, erschliesst sich aus den Akten nicht, kann im Rahmen des vorliegenden Verfahrens jedoch offenbleiben. Der Schluss der Vorinstanz, dass die die Kindernterhaltsbeiträge übersteigenden Zahlungen des Pflichtigen an seine frühere Ehegattin steuerlich nicht abzugsfähig sind, ist folglich nicht zu beanstanden. 3.7 Bloss der Vollständigkeit halber sei daher hinsichtlich allfällig höherer, (einzig) zwischen den Parteien vereinbarter Kinderunterhaltsbeiträge angemerkt, dass, sofern diese in keinem Verhältnis zu den gerichtlich festgesetzten Unterhaltsbeiträgen mehr stehen, welche den gebührenden Bedarf beider Kinder vollumfänglich abdecken, allenfalls eine Steuerumgehung zu prüfen wäre. Dies wäre insbesondere der Fall, wenn Zahlungen unter dem Titel von Kinderunterhaltsbeiträgen überwiesen würden, jedoch nicht mehr (nachweislich) auf die Deckung des Bar- und Betreuungsunterhalts der Kinder, sondern stattdessen primär auf eine Abschwächung der Steuerprogression beim steuerbaren Einkommen des Pflichtigen abzielen sollten.”
I redditi derivanti dal patrimonio d'impresa optato (a scelta) devono essere considerati nella determinazione del reddito da attività lucrativa ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 LIFD. Ciò deriva dalla giurisprudenza e dalla dottrina predominante, secondo cui i proventi e le perdite derivanti da partecipazioni optate sono trattati fiscalmente come redditi derivanti da attività lucrativa indipendente e, pertanto, sono inclusi nel calcolo del reddito da attività lucrativa.
“Diesbezüglich ist auch das Einkommen aus optiertem Geschäftsvermögen relevant. Wenn die Summe des Erwerbseinkommens eines Ehegatten unter Mitberücksichtigung eines Verlusts aus optierten Beteiligungen negativ ist, hat seine Erwerbstätigkeit keine Auswirkungen auf die Progression. Damit entfällt ein Grund für den Zweiverdienerabzug. Der Umstand, dass der Zweiverdienerabzug auch bei einem negativen Einkommen eines Ehegatten eine Reduktion des Gesamteinkommens der beiden Ehegatten zur Folge hätte, ändert entgegen der Ansicht der Rekurrierenden (vgl. Rekurs und Beschwerde, Rz 29) nichts daran, dass für eine solche Reduktion im Hinblick auf die Progression kein Grund besteht, wenn das Gesamteinkommen aufgrund des negativen Erwerbseinkommens des einen Ehegatten durch dessen Erwerbstätigkeit nicht erhöht, sondern wie im vorliegenden Fall (vgl. Veranlagungsprotokoll, Akten STRK.2020.42 S. 43) sogar vermindert wird. Aus den vorstehenden Gründen ist die Berücksichtigung des Einkommens aus optiertem Geschäftsvermögen bei der Bestimmung des Erwerbseinkommens im Sinn von Art. 33 Abs. 2 DBG und § 32 Abs. 2 StG entgegen der Ansicht der Rekurrierenden mit Sinn und Zweck dieser Bestimmungen vereinbar. Damit besteht kein Anlass, das Einkommen aus optiertem Geschäftsvermögen entgegen dem Wortlaut und der Systematik des Gesetzes nicht zu berücksichtigen.”
“Solche Beteiligungen werden als optiertes oder gewillkürtes Geschäftsvermögen bezeichnet (Reich/von Ah, in: Zweifel/Beusch [Hrsg.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht. Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3. Auflage, Basel 2017, Art. 18 N 57). Erträge aus optierten Beteiligungen stellen steuerrechtlich Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit dar (Eidgenössische Steuerverwaltung, Kreisschreiben Nr. 23a Teilbesteuerung der Einkünfte aus Beteiligungen im Geschäftsvermögen und zum Geschäftsvermögen erklärte Beteiligungen, Bern 31. Januar 2020 [nachfolgend Kreisschreiben Nr. 23a], Ziff. 3.4; Reich/ von Ah, a.a.O., Art. 18 N 63). Entsprechend können Kapitalverluste auf optierten Beteiligungen bei der Ermittlung des steuerbaren Einkommens berücksichtigt werden. Zudem können auf optierten Beteiligungen Abschreibungen vorgenommen werden (Reich/von Ah, a.a.O., Art. 18 N 63; vgl. Kreisschreiben Nr. 23a, Ziff. 3.4). Aus den vorstehenden Erwägungen folgt, dass das Einkommen aus optierten Beteiligungen bei der Bestimmung des Erwerbseinkommens im Sinn von Art. 33 Abs. 2 DBG und § 32 Abs. 2 StG zu berücksichtigen ist und dass ein Zweiverdienerabzug ausgeschlossen ist, wenn die Summe des Erwerbseinkommens eines Ehegatten unter Mitberücksichtigung eines Verlusts aus optierten Beteiligungen negativ ist.”
La deduzione assicurativa maggiorata ai sensi dell'art. 33 cpv. 1bis LIFD è ammessa nonostante il divieto di cumulo; il Tribunale federale ha rilevato che il ricorrente non ha dimostrato che con essa siano superati i limiti consentiti della schematizzazione e della forfetizzazione. La deduzione per i figli (art. 35 LIFD) e la deduzione assicurativa maggiorata non sono di regola fissate a un livello tale da coprire integralmente tutti gli oneri aggiuntivi che il soggetto passivo sostiene a causa del figlio; una disciplina forfettaria non è pertanto, a priori, incostituzionale.
“Der Beschwerdeführer vermag nicht darzutun, dass der Gesetzgeber mit der Schaffung des Kumulationsverbotes - mithin durch die Unmöglichkeit, für das gleiche Kind Anspruch auf einen Abzug der Unterhaltskosten Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG und auf einen Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (und einen erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) zu haben - die zulässigen Grenzen einer Schematisierung und Pauschalisierung überschritten hat. Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken. Im Weiteren ist zu beachten, dass steuerrechtlich abweichend vom Zivilrecht gegebenenfalls auch indirekte Zahlungen, wie etwa die Übernahme von Miet- oder Schuldzinsen, die Bezahlung von Steuern oder Krankenkassenprämien oder die Übernahme von Schulgeldern als Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art.”
“Der Beschwerdeführer vermag nicht darzutun, dass der Gesetzgeber mit der Schaffung des Kumulationsverbotes - mithin durch die Unmöglichkeit, für das gleiche Kind Anspruch auf einen Abzug der Unterhaltskosten Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG und auf einen Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (und einen erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) zu haben - die zulässigen Grenzen einer Schematisierung und Pauschalisierung überschritten hat. Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken. Im Weiteren ist zu beachten, dass steuerrechtlich abweichend vom Zivilrecht gegebenenfalls auch indirekte Zahlungen, wie etwa die Übernahme von Miet- oder Schuldzinsen, die Bezahlung von Steuern oder Krankenkassenprämien oder die Übernahme von Schulgeldern als Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 44 In caso di assistenza prestata da parenti stretti è possibile una deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 3 se l'assistenza è fornita a titolo oneroso, effettivamente prestata e organizzata regolarmente, andando oltre l'aiuto spontaneo fornito nell'ambito dei normali obblighi familiari. Semplici trasferimenti di denaro senza una prestazione effettiva di assistenza dimostrabile non danno luogo a una deduzione.
“En revanche, des frais de garde pouvaient être portés en déduction aux conditions de l'art. 33 al. 3 LIFD lorsque l'encadrement d'enfants était confié, contre rétribution, à des membres de la parenté (p. ex. aux grands-parents); ces derniers devaient déclarer leur rémunération (Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237, 4272), dans la mesure où ce montant ne les dédommageait pas seulement de frais causés par les enfants (cf. Message concernant l'initiative populaire sur des déductions fiscales aussi pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants, FF 2012 6711, 6718). Cette fonction de garde devait aller au-delà de ce que les grands-parents consacraient habituellement à cette tâche dans le cadre de leurs obligations familiales. Cela impliquait que l'encadrement soit régulier et ne se limite pas à des prises en charge spontanées, plus ou moins décidées par les grands-parents eux-mêmes et sans horaire fixe (Christine JAQUES, Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2017, p. 780 n. 140 ad art. 33 LIFD). Or, elle constatait que, dans le cas d'espèce, une déduction pour des frais investis était manifestement infondée. Elle ne saurait, dans tous les cas, pas être justifiée par le schéma mis en place par la recourante pour tenter de démontrer que ses parents auraient réalisé un revenu imposable, à ce titre. En effet, s'il ressortait des pièces versées par la recourante que des montants réguliers avaient bien été versés, dans un premier temps, sur chacun des comptes bancaires des grands-parents, pour un montant total de CHF 58'000.- force était de constater que d'autres pièces démontraient que, dans un second temps, ces montants avaient été retirés et reversés sur le compte bancaire de la recourante, à hauteur de CHF 52'438.60. Ces mouvements bancaires circulaires avaient de surcroît été justifiés de manière détaillée par la recourante elle-même à l'aide de pièces qu'elle avait versées à la procédure. L'on ne pouvait dès lors pas retenir que la recourante se serait acquittée de frais de garde justifiant un allégement fiscal, ni que les grands-parents auraient réalisé un revenu imposable.”
“En revanche, des frais de garde pouvaient être portés en déduction aux conditions de l'art. 33 al. 3 LIFD lorsque l'encadrement d'enfants était confié, contre rétribution, à des membres de la parenté (p. ex. aux grands-parents); ces derniers devaient déclarer leur rémunération (Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237, 4272), dans la mesure où ce montant ne les dédommageait pas seulement de frais causés par les enfants (cf. Message concernant l'initiative populaire sur des déductions fiscales aussi pour les parents qui gardent eux-mêmes leurs enfants, FF 2012 6711, 6718). Cette fonction de garde devait aller au-delà de ce que les grands-parents consacraient habituellement à cette tâche dans le cadre de leurs obligations familiales. Cela impliquait que l'encadrement soit régulier et ne se limite pas à des prises en charge spontanées, plus ou moins décidées par les grands-parents eux-mêmes et sans horaire fixe (Christine JAQUES, Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2017, p. 780 n. 140 ad art. 33 LIFD). Or, elle constatait que, dans le cas d'espèce, une déduction pour des frais investis était manifestement infondée. Elle ne saurait, dans tous les cas, pas être justifiée par le schéma mis en place par la recourante pour tenter de démontrer que ses parents auraient réalisé un revenu imposable, à ce titre. En effet, s'il ressortait des pièces versées par la recourante que des montants réguliers avaient bien été versés, dans un premier temps, sur chacun des comptes bancaires des grands-parents, pour un montant total de CHF 58'000.- force était de constater que d'autres pièces démontraient que, dans un second temps, ces montants avaient été retirés et reversés sur le compte bancaire de la recourante, à hauteur de CHF 52'438.60. Ces mouvements bancaires circulaires avaient de surcroît été justifiés de manière détaillée par la recourante elle-même à l'aide de pièces qu'elle avait versées à la procédure. L'on ne pouvait dès lors pas retenir que la recourante se serait acquittée de frais de garde justifiant un allégement fiscal, ni que les grands-parents auraient réalisé un revenu imposable.”
I contributi di mantenimento per figli maggiorenni non possono essere considerati come deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD dal genitore che li versa. InveÎ, alle condizioni indicate nella prassi sono possibili la deduzione per figli e la deduzione per il sostegno: per un figlio maggiorenne in formazione iniziale può essere richiesta la deduzione per figli; la deduzione per il sostegno spetta all'altro genitore, purché gli alimenti da questi versati raggiungano almeno l'entità della deduzione per figli.
“Die Eltern können den Volljährigenunterhalt nicht mehr von ihrem Einkommen in Abzug bringen (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. c StHG [SR 642.14]; § 31 Abs. 1 lit. c StG ZH; Art. 36 lit. c StG GR), sie können jedoch Kinder- und Unterstützungsabzüge beanspruchen. Auf der Ebene der Bundessteuer kann der Elternteil mit dem höheren Einkommen den Kinderabzug von CHF 6'700.00 geltend machen; der andere Elternteil hat Anspruch auf den Unterstützungsabzug von CHF 6'700.00, sofern seine Leistungen mindestens in der Höhe des Abzuges erfolgen (Art. 35 Abs. 1 lit. a und b DBG; KS Nr. 30 ESTV, Ziff. 11 Abs. 5 f., Ziff.”
“Der unterhaltspflichtige Elternteil kann Volljährigenunterhaltsbeiträge von seinem Einkommen nicht abziehen (§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Dafür muss sie das volljährige Kind auch nicht als Einkommen versteuern (§ 24 lit. e StG; Art. 24 lit. e DBG; Markus Reich, Steuerrecht, 3. Aufl. 2020, § 13 - 70 - Rz. 237). Der Kinderabzug kann auch für ein volljähriges Kind geltend gemacht werden, welches in Erstausbildung ist (§ 34 Abs. 1 lit. a StG; Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG). Wie erwähnt werden Volljährigenunterhaltsbeiträge dem Einkommen des unterhaltspflichtigen Elternteils zugerechnet. Daraus ist zu schliessen, dass er für den Unterhalt des mündigen Kindes sorgt und insofern auch den Kinderabzug gel- tend machen kann (BGer 2C_905/2017 vom 11. März 2019, E. 2.1.3). Erforderlich ist freilich, dass die entrichteten Alimente zumindest die Höhe des gesetzlich vor- gesehenen Kinderabzugs erreichen (BGer 2C_905/2017 vom 11. März 2019, E. 2.8; BGer 2C_516/2013 vom 4. Februar 2014, E. 2.1).”
“Zwischen den Parteien ist - neben der Anpassung der Steuerberech- nung an die von ihnen je geforderten Änderungen in der Unterhaltsberechnung - insbesondere die Frage der Berücksichtigung des Eigenmietwerts der ehelichen Wohnung streitig. Allgemein sind Unterhaltsbeiträge, die der getrennt lebende Ehegatte für sich selbst und für die unmündigen Kinder erhält, bei diesem als Einkommen steuerbar (Art. 23 lit. f DBG [SR 642.11]; Art. 7 Abs. 4 lit. g StHG [SR 642.14]; Art. 29 lit. h StG [BR 720.000]). Der Unterhaltsschuldner kann diese Unterhaltsbeiträge dafür von seinem Einkommen in Abzug bringen (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. c StHG; Art. 36 Abs. 1 lit. c StG; vgl. auch Praxisfestlegung der Steuerverwal- tung Graubünden betr. Familienbesteuerung: Ohne Konkubinat v. 1.1.2012, Ziff. 8). Volljährige Kinder stehen nicht mehr unter der elterlichen Sorge. Die für sie ausgerichteten Unterhaltsbeiträge müssen von ihnen nicht versteuert werden (Art. 24 lit. e DBG; Art. 7 Abs. 4 lit. g StHG; Art. 30 Abs. 1 lit. g StG), sind beim zahlen- den Elternteil ab Eintritt der Volljährigkeit des Kindes nicht mehr abziehbar und müssen vom empfangenden Elternteil nicht mehr als Einkommen versteuert wer- den (Praxisfestlegung der Steuerverwaltung Graubünden betr. Unterhaltsbeiträge an Kinder v. 1.1.2012, Ziff. 2 m.w.H .; Bähler, a.a.O., Rz.”
Se al posto di prestazioni di mantenimento periodiche viene concordato sin dall'inizio un pagamento in capitale, questo deve essere trattato come una prestazione una tantum esente dall'imposta sul reddito ai sensi dell'art. 24 lett. e LIFD. Un tale versamento in capitale non può inoltre essere dedotto come contributo di mantenimento deducibile ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD, anche se il pagamento è effettuato a rate, purché la forma in capitale fosse già prevista al momento della determinazione dei diritti di mantenimento.
“Mai 2019, in welchem die Parteien übereinkamen, dass der Pflichtige seiner geschiedenen Ehefrau anstelle von monatlichen Unterhaltsbeiträgen einen Betrag von total EUR … bezahlt, zahlbar in drei Raten. Es wurde somit von vornherein unmissverständlich eine Kapitalzahlung vereinbart, die Zahlung der Summe in drei Raten ändert daran nichts. Ziff. 3 des Vergleichs hält überdies klar den Verzicht auf weiteren nachehelichen Unterhalt fest, selbst für den Fall der Not. Auf die Festsetzung regelmässig wiederkehrender Unterhaltsbeiträge in Form einer Rente, welche der Deckung des laufenden Lebensbedarfs der Leistungsempfängerin dienen würde, wurde somit verzichtet. Es liegen folglich keine abzugsfähigen Unterhaltsbeiträge gemäss § 31 Abs. 1 lit. c StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG vor. 3. 3.1 In seiner Steuererklärung 2019 führte der Pflichtige weiter Fr. … als geleistete Rentenleistung auf, wovon ein Anteil von 40 %, entsprechend Fr. …, abzugsfähig sei. Sinngemäss beruft sich der Pflichtige daher darauf, in der Steuerperiode 2019 eine teilweise abzugsfähige Leibrente im Sinn von § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG geleistet zu haben. 3.2 Unter dem Begriff der Leibrente versteht man die vom Leben einer Person abhängige vertragliche Verpflichtung des Rentenschuldners, dem Rentengläubiger zeitlich wiederkehrende Leistungen zumeist in Form von Geld zu erbringen. Als Leibrenten abzugsfähig im Sinn von § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG sind namentlich güterrechtliche Ansprüche, die in Rentenform gezahlt werden (Felix Richner et al., § 22 StG N 58 ff.). 3.3 Der Pflichtige verpflichtete sich mit ergänzender Scheidungsvereinbarung vom 14. Februar 2019, seiner geschiedenen Ehefrau im Rahmen des mit der Scheidung verbundenen Vorsorgeausgleichs Fr. …zu überweisen, zahlbar an die zuständige Vorsorgeeinrichtung. Gemäss Vorsorgeausweis des Pflichtigen vom 1. Januar 2020 wurde der Übertrag im Jahr 2019 wie vorgesehen durchgeführt. Der Pflichtige wendet diesbezüglich jedoch ein, dass es sich hierbei entgegen den Ausführungen der Vorinstanz nicht um einen steuerneutralen Vorgang handeln würde, da die Empfängerin die von ihr bezogenen Rentenleistungen zu versteuern habe.”
“Sachverhalts geltend gemacht werden. Für die Beschwerde an das Verwaltungsgericht als weitere verwaltungsunabhängige kantonale Instanz im Bereich der direkten Bundessteuer gelten laut Art. 145 Abs. 2 des Bundesgesetzes über die direkte Bundessteuer vom 14. Dezember 1990 (DBG) die Vorschriften von Art. 140 bis 144 DBG über das Beschwerdeverfahren vor der kantonalen Rekurskommission "sinngemäss", was nach der Rechtsprechung dahingehend auszulegen ist, dass die Überprüfungsbefugnis des Verwaltungsgerichts gleich wie bei den Staats- und Gemeindesteuern auf die Rechtskontrolle beschränkt ist (BGE 131 II 548 E. 2.5; vgl. RB 1999 Nr. 147). 2. 2.1 Der Einkommenssteuer unterliegen alle wiederkehrenden und einmaligen Einkünfte (§ 16 Abs. 1 StG; Art. 16 Abs. 1 DBG). Von den Einkünften abgezogen werden namentlich die Unterhaltsbeiträge an den geschiedenen, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden Ehegatten (vgl. § 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). 2.2 Unterhaltsbeiträge (Alimente) sind regelmässig oder unregelmässig wiederkehrende Unterstützungen und Unterhaltsleistungen zur Deckung des laufenden Lebensbedarfs. Unterhaltsleistungen sind nur abzugsfähig, wenn sie als Rente ausbezahlt werden. Gilt der Unterhaltspflichtige die Verpflichtung zur Leistung von Unterhalt durch eine Kapitalzahlung ab, fällt diese Leistung unter die einkommenssteuerfreien Leistungen in Erfüllung familienrechtlicher Verpflichtungen gemäss § 24 lit. e StG bzw. Art. 24 lit. e DBG. Als Korrelat zur Steuerfreiheit lässt sich die Kapitalleistung nicht gestützt auf § 31 Abs. 1 lit. c StG respektive Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG abziehen, selbst wenn das Kapital in Raten ausbezahlt wird. Diese Betrachtungsweise kann aber nur gelten, wenn die Kapitalform bei der Festlegung der Unterhaltsleistungen zum Vornherein vorgesehen war (sie also z. B. in der Scheidungskonvention vorgesehen war) (BGE 125 II 183, E. 8; BGr, 16. März 2000, 2P.252, E. 4b; Felix Richner et al., Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 4.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 41 Sono deducibili i versamenti, i premi e i contributi effettuati, in conformità alla legge, allo statuto o al regolamento, all'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), all'assicurazione per l'invalidità (AI) nonché agli enti della previdenza professionale. Per i lavoratori indipendenti si appliÊ un limite di congruità: i contributi previdenziali sono considerati congrui se non superano il 25% del reddito annuo assicurabile e soggetto all'obbligo AVS.
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG werden von den Einkünften die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge an die Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung und an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge abgezogen (BGE 142 II 399 E. 3; 142 V 169 E. 2.1; 131 II 627 E. 4.2).”
“Mit Eingabe vom 30. April 2021 reichten die Rekurrenten dem Gericht zudem ein Versicherten-Verzeichnis 2015 der ASGA Pensionskasse Genossenschaft nach (act. 13), aus welchem die für das Ehepaar geleisteten Pensionskassenbeiträge (Spar- und Risikobeiträge) von insgesamt Fr. 49'451.40 hervorgehen. Gestützt auf die Akten kann somit nicht von einer Überversicherung des selbständig erwerbstätigen Ehemannes, wie von der Vorinstanz geltend gemacht, ausgegangen werden. Es kann auch nicht gesagt werden, dass ein fiktives Erwerbseinkommen versichert worden sei. Dafür spricht, dass er für das Jahr 2015 einen Jahreslohn von Fr. 150'000.– gemeldet hat (act. 13). So können bei der direkten Bundessteuer die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Beiträge an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge abgezogen werden, wobei ein Vorsorgeplan als angemessen gilt, wenn die Beiträge der Selbständigerwerbenden nicht mehr als 25 Prozent des versicherbaren AHV-pflichtigen Einkommens pro Jahr betragen (Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG, Art. 1 Abs. 2 lit. b der Verordnung über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge [SR 831.441.1, abgekürzt BVV 2] und Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch (Hrsg.), Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3. Aufl. 2017, N 23c zu Art. 33 DBG). In der Buchhaltung des Ehemannes für das Jahr 2015 wird ein Gewinn von Fr. 152'617.10 ausgewiesen, bei welchem noch seine Beiträge an die Sozialversicherungen sowie an die berufliche Vorsorge aufzurechnen sind (vgl. Buchhaltung 2015 Advokaturbüro X in act. 8/I/6), so dass das versicherbare AHV-pflichtige Einkommen des Ehemannes höher als Fr. 200'000.– war. Selbst wenn nur ein Teil der geleisteten Pensionskassenbeiträge für den Rekurrenten beim Gewinn hätten aufgerechnet werden dürfen, hätten seine Beiträge an die Pensionskasse als Selbständigerwerbender (Fr. 41'107.20) (knapp) unter 25 Prozent des versicherbaren AHV-pflichtigen Einkommens des Jahres 2015 gelegen. Es wurde somit nicht mehr als das tatsächlich erzielte AHV-pflichtige Erwerbseinkommen versichert und die Beiträge an die berufliche Vorsorge betrugen weniger als 25 Prozent des ahv-pflichtigen Erwerbseinkommens.”
LIFD, art. 33 n. 40 Il concetto di interessi passivi va interpretato in senso economico. Determinanti sono il rapporto economico e un collegamento sufficiente con un debito di capitale; la forma, la denominazione e il momento del pagamento sono irrilevanti. L'interesse passivo è il corrispettivo per la concessione o il mancato rimborso di un capitale, calcolato normalmente in modo periodico e come percentuale in relazione alla durata e all'ammontare del capitale. È richiesto un effettivo debito in denaro oppure un nesso adeguato tra interesse e debito di capitale.
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG sowie nach der inhaltsgleichen Regelung von Art. 9 Abs. 2 lit. a StHG, welche für die Kantone verbindlich ist, sodass diesen insoweit kein Spielraum für eigene, abweichende Regeln bleibt und Art. 38 Abs. 1 lit. a StG/BE somit (bloss) die bundesrechtlichen Vorgaben umsetzt (vgl. Art. 72 Abs. 2 StHG; vgl. auch BGE 133 II 114 E. 3.2), werden als allgemeiner Abzug von den Einkünften die privaten Schuldzinsen im Umfang der steuerbaren Vermögenserträge und weiterer Fr. 50'000.-- abgezogen. Der Begriff der Schuldzinsen ist wirtschaftlich zu verstehen. Die Form, die Bezeichnung und der Zeitpunkt der Bezahlung der Zinsen spielen keine Rolle. Der Schuldzins ist danach das Entgelt für die Hingabe oder Nichtrückbezahlung eines Kapitals, soweit er regelmässig und als ein Prozentsatz unter Bezugnahme auf die Zeit und die Höhe des Kapitals berechnet wird. Der Schuldzinsenabzug setzt somit die Existenz einer Geldschuld voraus. Nur wenn eine Beziehung zwischen den Zinsen und der Geldschuld besteht, kann von Schuldzinsen gesprochen werden (vgl.”
“Nach dem Dargelegten können die beiden Zahlungen von Fr. 89'147.-- und Fr. 1'492'000.-- mangels eines ausreichenden Bezugs zu einer Kapitalschuld steuerlich nicht als Schuldzinsen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. a StHG in Verbindung mit Art. 38 Abs. 1 lit. a StG/BE behandelt werden. Die Vorinstanz hat der Beschwerdeführerin daher zu Recht den von ihr beanspruchten Abzug verweigert.”
Citazione: art. 33 LIFD n. 39 Gli oneri per interessi sono, in linê di principio, deducibili già al momento della loro scadenza; il rifiuto della deduzione è ipotizzabile solo se sussistono fondati dubbi cirÊ l'effettiva realizzazione del pagamento futuro.
“1 LIFD) deriva l’obbligo per il contribuente di richiedere e controllare l’attestazione. Il contribuente deve quindi richiederla di sua iniziativa alla persona obbligata a rilasciarla. Inoltre, per quanto possibile e ragionevole, deve verificare personalmente la completezza e l’esattezza dell’attestazione. Se necessario, deve chiedere alla persona obbligata a rilasciare l’attestazione di completarla o correggerla. Se si rifiuta di rilasciare un’attestazione o di rimediare al difetto individuato, il contribuente è tenuto a informarne l'autorità di tassazione (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 30 ad art. 127 LIFD, p. 2173). 4.3.4. Ora, gli interessi passivi sono deducibili dal reddito già al momento della loro scadenza, indipendentemente dall’effettivo pagamento, a meno che non sussistano fondati dubbi in merito al futuro pagamento (Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 12c ad art. 33 LIFD, p. 763). Gli estratti conto prodotti dal contribuente si riferiscono in parte ad interessi passivi relativi al periodo fiscale precedente. La loro deduzione non sarebbe pertanto compatibile con il principio di periodicità. Indipendentemente da tale aspetto, gli estratti in questione non costituiscono validi giustificativi utilizzabili a fini fiscali. Non vi figurano infatti la menzione “attestazione fiscale” né la dicitura “da conservare ai fini fiscali” (cfr. per analogia la sentenza TF 2C_1087/2016 del 31.3.2017, consid. 4.3.). 4.4. Ne discende che, non essendo stato rispettato l’onere della prova – a carico del contribuente –, neanche su questo aspetto il ricorso ha esito positivo. 5. 5.1. Da ultimo, il contribuente contesta pure di aver ricevuto il compenso quale amministratore di persone giuridiche da parte delle società __________ e __________.”
Un pagamento unico a titolo di compensazione previdenziale non soddisú, per la mancanza di prestazioni periodiche nel tempo, il requisito di rendita e perciò non può essere considerato una rendita vitalizia deducibile ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD.
“Das Korrespondenzprinzip findet auch im Bereich der Leibrenten Anwendung (BGE 138 II 31, E. 6.2.1; BGr, 18. Dezember 2019, 2C_139/2019, E. 2.1.4.) Eine allfällige Steuerpflicht der (Alters-)Renten der vormaligen Ehefrau des Pflichtigen in ihrer Heimat führt allerdings nicht zur (teilweisen) steuerlichen Abzugsfähigkeit der seitens des Pflichtigen geleisteten Vorsorgeausgleichszahlung, denn das steuerbegünstigte Korrelat zur Steuerpflicht von Altersrenten im Zeitpunkt des Bezuges ist die Abzugsfähigkeit der früher geleisteten Beiträge an die berufliche Vorsorgeeinrichtung. Entscheidend ist vorliegend allerdings die Einmaligkeit der geleisteten Vorsorgeausgleichszahlung, denn damit mangelt es an einer Rente im Sinne von zeitlich wiederkehrenden Leistungen. Eine Ausrichtung von Rentenzahlungen des Pflichtigen an seine geschiedene Ehefrau im Rahmen des Vorsorgeausgleichs war weder vorgesehen noch wäre eine solche gesetzlich zulässig. Da es für die Abzugsfähigkeit gemäss § 31 Abs. 1 lit. b StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. b DBG folglich am Rentenerfordernis mangelt, liegt keine vom Einkommen des Pflichtigen abzugsfähige Leibrente vor. Der vorinstanzliche Entscheid ist somit zu bestätigen und die (vereinigten) Beschwerden des Pflichtigen sind abzuweisen. 4. Bei diesem Ausgang des Verfahrens sind die Gerichtskosten dem Beschwerdeführer aufzuerlegen (§ 151 Abs. 1 in Verbindung mit § 153 Abs. 4 StG bzw. Art. 144 Abs. 1 DBG in Verbindung mit Art. 145 Abs. 2) und es steht ihm keine Umtriebsentschädigung zu (§ 17 Abs. 2 des Verwaltungsrechtspflegegesetzes vom 24. Mai 1959 [VRG] in Verbindung mit § 152 und § 153 Abs. 4 StG bzw. Art. 64 Abs. 1–3 des Verwaltungsverfahrensgesetzes vom 20. Dezember 1968 [VwVG] in Verbindung mit Art. 144 Abs. 4 und Art. 145 Abs. 2 DBG). Demgemäss erkennt der Einzelrichter: 1. Die Beschwerde SB.2022.00038 betreffend Staats- und Gemeindesteuern 2019 wird abgewiesen. 2. Die Beschwerde SB.2022.00039 betreffend direkte Bundessteuer 2019 wird abgewiesen. 3. Die Gerichtsgebühr im Verfahren SB.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 37 Nella tassazione alla fonte è escluso il cumulo delle deduzioni per le prestazioni di mantenimento e per gli assegni per i figli: la deduzione per le prestazioni di mantenimento e la deduzione per i figli non possono essere richieste contemporaneamente. Nella prassi dell'imposizione alla fonte occorre verificare quale deduzione sia applicabile ovvero come effettuare un'eventuale ripartizione (p. es. in caso di mancato pagamento degli alimenti o di genitori tassati separatamente).
“In altre parole, per gli anni 2014-2017 al contribuente avrebbe dovuto essere applicato unicamente il tariffario A0 (art. 1 cpv. 1 lett. a OIFo, DDC, Direttiva n. 1, p. 13). A questo proposito si rileva che, anche nell’ambito dell’imposta alla fonte, non vi può essere un cumulo tra la deduzione degli alimenti e la deduzione per figli a carico (Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, p. 895, n. 32a ad art. 35 LIFD). Anche se fosse dimostrato, per il tramite di giustificativi, che il contribuente ha versato il contributo di mantenimento cui era astretto, la sua richiesta di poter beneficiare della tabella d’imposta H cadrebbe in ogni caso, avendo beneficiato della deduzione individuale degli alimenti ‑ fr. 10'775.99 per i 4 periodi fiscali oggetto della presente contestazione ‑ non considerati nella tariffa ma previsti quale deduzione supplementare a titolo individuale (cfr. al proposito art. 2 cpv. 1 lett. e OIFo e il relativo rinvio all’art. 33 LIFD; Pedroli, op. cit., p. 1440, n. 6 s.). 5.5. Nel caso in cui – invece ‑ durante i quattro periodi fiscali oggetto della presente contestazione non fosse stato versato alcun contributo di mantenimento, per poter riconoscere al signor RI 1 la tariffa H, l’autorità fiscale dovrà accertare se, negli anni qui contestati, __________ ha vissuto in comunione domestica con il padre e se questi ha provveduto al suo sostentamento in modo essenziale. Anche per questo motivo, la decisione del 4 febbraio 2019 deve essere annullata e gli atti rinviati all’RS 1 perché proceda alle proprie incombenze. 6. 6.1. A titolo meramente abbondanziale, si osserva che, conformemente agli art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD e 34 cpv. 1 lett. a LT cui rinviano espressamente gli art. 86 cpv. 1 LIFD risp. art. 107 cpv. 1 LT, se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà all’autorità parentale in comune e non sono versati alimenti, anche la deduzione per i figli è ripartita per metà.”
Se i genitori sono tassati separatamente e il figlio è soggetto alla potestà genitoriale congiunta, la deduzione per figli viene ripartita per metà, salvo che per detto figlio non siano richiesti contributi di mantenimento ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD. Analogamente, la deduzione supplementare per i premi assicurativi relativa al figlio in oggetto viene concessa in misura proporzionale (per metà) quando la deduzione per figli è ripartita per metà.
“Ein Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG wird vorgenommen für jedes minderjährige oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehende Kind, für dessen Unterhalt die steuerpflichtige Person sorgt; werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden. Für jedes Kind, für welches der Kinderabzug im Sinne von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG geltend gemacht werden kann, erhöht sich im Weiteren in Anwendung von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG der in Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG vorgesehene Abzug für Versicherungsprämien und Zinsen für Sparkapitalien.”
“Bei nicht gemeinsam besteuerten Eltern, die mit Kindern unter gemeinsamer elterlicher Sorge zusammenleben und denen der Kinderabzug je zur Hälfte zusteht, hat derjenige Elternteil Anspruch auf den Verheiratetentarif in Bezug auf die Einkommens- und Vermögenssteuer, der aus seinen versteuerten Einkünften den Unterhalt des Kindes zur Hauptsache bestreitet (§ 35 Abs. 2bis StG und § 47 Abs. 2bis StG). Ferner steht dem Steuerpflichtigen, der einen vollen Kinderabzug geltend machen kann, ein zusätzlicher Versicherungsprämienabzug in der Höhe von Fr. 1'300.- pro Kind zu, respektive die Hälfte hiervon im Fall einer hälftigen Aufteilung des Kinderabzugs (§ 31 Abs. 1 lit. g StG). Entsprechende Bestimmungen finden sich im DBG: Laut Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG (in der bis 31. Dezember 2022 gültigen und hier anwendbaren Fassung) werden als Sozialabzug vom Einkommen abgezogen: Fr. 6'500.- für jedes minderjährige oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehende Kind, für dessen Unterhalt die steuerpflichtige Person sorgt (1. Halbsatz); werden die Eltern getrennt besteuert, so wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden (2. Halbsatz). Für die in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe lebenden Ehepaare und die verwitweten, gerichtlich oder tatsächlich getrennt lebenden, geschiedenen und ledigen steuerpflichtigen Personen, die mit Kindern oder unterstützungsbedürftigen Personen im gleichen Haushalt zusammenleben und deren Unterhalt zur Hauptsache bestreiten, gilt der Verheiratetentarif gemäss Art. 36 Abs. 2 DBG sinngemäss (Art. 36 Abs. 2bis Satz 1 DBG). Der so ermittelte Steuerbetrag ermässigt sich um 251 Franken für jedes Kind oder jede unterstützungsbedürftige Person (Art. 36 Abs. 2bis Satz 2 DBG). Ferner steht dem Steuerpflichtigen, der einen Kinderabzug geltend machen kann, ein zusätzlicher Versicherungsprämienabzug in der Höhe von Fr. 700.- für jedes Kind zu (Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG).”
“Der Kinderabzug nach Art. 35 Abs. 1 lit. a DBG steht der Person zu, die für den Unterhalt eines minderjährigen oder in der beruflichen oder schulischen Ausbildung stehenden Kindes sorgt. Wenn die Eltern getrennt besteuert werden, wird der Kinderabzug hälftig aufgeteilt, wenn das Kind unter gemeinsamer elterlicher Sorge steht und keine Unterhaltsbeiträge nach Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG für das Kind geltend gemacht werden. Massgebend sind die Verhältnisse am Ende der Steuerperiode oder der Steuerpflicht (Art. 35 Abs. 2 DBG).”
LIFD art. 33 n. 35 Le indennità per estinzione anticipata possono essere considerate interessi passivi quando sussiste un collegamento con un debito di capitale esistente. Se il pagamento avviene nell'ambito di una mera ristrutturazione del debito — ossia il rapporto di prestito prosegue nel suo complesso e resta coinvolto lo stesso creditore — si realizza il nesso necessario tra l'erogazione del prestito e la remunerazione per qualificare l'importo come interesse passivo.
“Diese Auslegung von Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. a StHG, wonach die Qualifikation von Geldzahlungen als Schuldzinsen stets einen Bezug zu einer Kapitalschuld voraussetzt, gilt gemäss der bundesgerichtlichen Rechtsprechung insbesondere auch für die einkommenssteuerliche Behandlung von Vorfälligkeitsentschädigungen, die der Kreditnehmer bei der vorzeitigen Aufhebung von noch nicht ausgelaufenen Festhypotheken zum Ausgleich des Zinsmargenverlusts der Kreditgeberin zu zahlen hat. Wird eine solche Vorfälligkeitsentschädigung im Rahmen einer blossen Umschuldung - d.h. bei einem weiter bestehenden und nur hinsichtlich der Konditionen umgestalteten Darlehensverhältnis bezahlt -, wird das vorherige Schuldverhältnis nicht beendet oder abgelöst, sondern nur verändert. Dann ist nicht die einzelne Hypothek massgeblich, sondern das Kreditverhältnis ist vielmehr als Ganzes ins Auge zu fassen. Handelt es sich weiterhin um die gleiche Gläubigerin, bei lediglich angepassten Vertragsmodalitäten, so ist die für eine Qualifikation als Schuldzins notwendige Verbindung zwischen der Darlehenshingabe und der dafür ausgerichteten Vergütung auch in Bezug auf eine allfällige Vorfälligkeitsleistung gegeben.”
“Diese Auslegung von Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. a StHG, wonach die Qualifikation von Geldzahlungen als Schuldzinsen stets einen Bezug zu einer Kapitalschuld voraussetzt, gilt gemäss der bundesgerichtlichen Rechtsprechung insbesondere auch für die einkommenssteuerliche Behandlung von Vorfälligkeitsentschädigungen, die der Kreditnehmer bei der vorzeitigen Aufhebung von noch nicht ausgelaufenen Festhypotheken zum Ausgleich des Zinsmargenverlusts der Kreditgeberin zu zahlen hat. Wird eine solche Vorfälligkeitsentschädigung im Rahmen einer blossen Umschuldung - d.h. bei einem weiter bestehenden und nur hinsichtlich der Konditionen umgestalteten Darlehensverhältnis bezahlt -, wird das vorherige Schuldverhältnis nicht beendet oder abgelöst, sondern nur verändert. Dann ist nicht die einzelne Hypothek massgeblich, sondern das Kreditverhältnis ist vielmehr als Ganzes ins Auge zu fassen. Handelt es sich weiterhin um die gleiche Gläubigerin, bei lediglich angepassten Vertragsmodalitäten, so ist die für eine Qualifikation als Schuldzins notwendige Verbindung zwischen der Darlehenshingabe und der dafür ausgerichteten Vergütung auch in Bezug auf eine allfällige Vorfälligkeitsleistung gegeben.”
In caso di cessazione definitiva dell'attività (p.es. per raggiungimento dell'età, pensionamento o invalidità), la somma delle riserve occulte realizzate negli ultimi due esercizi è soggetta a tassazione separata rispetto al resto del reddito. I versamenti d'acquisto ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD sono deducibili. Se non vengono effettuati acquisti, l'imposta sul importo delle riserve occulte realizzate, per le quali il contribuente dimostra l'ammissibilità di un acquisto ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD, è calcolata su un quinto delle tarifþ previste dall'art. 36 LIFD; per determinare l'aliquota applicabile al restante importo si tiene conto di un quinto di tale importo residuo, tuttavia è comunque applicata un'aliquota minima del 2%.
“Altersjahr oder wegen Unfähigkeit zur Weiterführung infolge Invalidität definitiv aufgegeben, so ist die Summe der in den letzten zwei Geschäftsjahren realisierten stillen Reserven getrennt vom übrigen Einkommen zu besteuern. Einkaufsbeiträge gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG sind abziehbar. Werden keine solchen Einkäufe vorgenommen, so wird die Steuer auf dem Betrag der realisierten stillen Reserven, für den der Steuerpflichtige die Zulässigkeit eines Einkaufs gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG nachweist, zu einem Fünftel der Tarife nach Art. 36 berechnet. Für die Bestimmung des auf den Restbetrag der realisierten stillen Reserven anwendbaren Satzes ist ein Fünftel dieses Restbetrages massgebend, es wird aber in jedem Fall eine Steuer zu einem Satz von mindestens 2 Prozent erhoben.”
Riferimento: LIFD, art. 33 n. 33 Per la deduzione è necessario che l'assistenza da parte di terzi sia effettivamente necessaria perché il contribuente non possa garantirsi l'assistenza personalmente. Non è sufficiente che la persona svolga un'attività lucrativa, segua una formazione o sia inabile al lavoro; le spese di assistenza devono avere un nesso causale diretto con una delle ragioni menzionate, cioè il requisito dell'impedimento o della necessità deve essere soddisfatto da uno di tali presupposti.
“En droit fédéral comme en droit cantonal, les frais de garde d'enfants par des tiers sont déductibles jusqu'à concurrence d'un certain montant (cf. art. 33 al. 3 LIFD; art. 37 al. 1 let. k LI). En 2012, la déduction s'élevait à 10'100 fr. au plus par enfant de moins de 14 ans au niveau fédéral et à 7'100 fr. au niveau cantonal. Elle est conçue comme une déduction anorganique, même si les frais engendrés peuvent avoir un lien étroit avec l'obtention du revenu (TF 2A.681/2004 consid. 2; ég. Circulaire no 30 de l'AFC sur l'imposition de la famille, ch. 8.1). La déduction pour frais de garde est subordonnée à un certain nombre de conditions. Les frais engendrés doivent notamment avoir un lien de causalité direct avec l'activité lucrative, la formation ou l'incapacité de gain du contribuable. Ainsi, il ne suffit pas qu'une personne exerce une activité professionnelle, poursuive une formation ou se trouve en incapacité de gain. La déduction pour frais de garde suppose que le contribuable n'est pas en mesure d'assurer lui-même l'encadrement de ses enfants et que cet empêchement est le résultat de l'un des trois motifs précités (cf. Message sur le dégrèvement des familles, FF 2009 4237 ss, spéc.”
In caso di separazione dei coniugi la deduzione per assegni di mantenimento ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD può essere nuovamente richiesta; tale deduzione è tuttavia limitata alla parte residua dell'anno d'imposta e non ha effetto retroattivo. Perciò, nell'anno della separazione può verificarsi una mancata o incompleta corrispondenza con la deduzione per i figli (principio della data di riferimento).
“Die Vorinstanz hat dazu erwogen, dass Unterhaltsbeiträge an den Ehegatten nur abgezogen werden könnten, wenn dieser von der steuerpflichtigen Person geschieden sei oder gerichtlich oder tatsächlich getrennt von ihr lebe. Dies ergebe sich aus dem klaren Wortlaut von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG. Auch Unterhaltsleistungen zugunsten der Kinder seien erst abzugsfähig, wenn der gemeinsame Haushalt aufgehoben respektive die Ehe getrennt sei. Vor diesem Zeitpunkt fielen diese Beiträge unter Art. 163 ZGB und stellten sie Lebenshaltungskosten dar, die nach Art. 34 lit. a DBG nicht abziehbar seien. Die Einführung des Betreuungsunterhalts nach Art. 285 Abs. 2 ZGB per 1. Januar 2017 habe an dieser Situation nichts geändert.”
“Anders als beim Kinderabzug wird für den Abzug der Unterhaltszahlungen die gesamte Steuerperiode berücksichtigt. Die beiden Regelungen harmonieren nicht nur im Jahr der Volljährigkeit des Kindes, sondern auch im Trennungsjahr nicht optimal miteinander. Entgegen der Vorinstanz zieht die Trennung der Ehegatten nämlich ebenfalls einen Systemwechsel nach sich, und zwar in doppelter Hinsicht: Erstens wechseln die Ehegatten aufgrund der Trennung rückwirkend auf den Beginn der Steuerperiode aus dem System der Familien- in das System der Individualbesteuerung (Art. 42 Abs. 2 DBG). Zweitens können aufgrund der Trennung neu Unterhaltsbeiträge abgezogen werden (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG), doch ist dieser Abzug auf den Rest des Jahres beschränkt und wirkt nicht zurück. Trennen sich Ehegatten kurz vor Ende des Jahres, kann der Alimentenschuldner also unter Umständen nur geringfügige Unterhaltszahlungen steuerlich abziehen, während ihm der (hälftige) Kinderabzug gemäss Stichtagsprinzip für das ganze Jahr versagt bleibt, selbst wenn er vor der Trennung finanziell alleine für den Unterhalt des Kindes aufgekommen ist. Umgekehrt kommt der Alimentenempfänger in den (vollen) Genuss des Kinderabzugs, selbst wenn er bis zum Jahresende nur geringfügige Alimente zu versteuern hat (Art. 23 lit. f DBG) und den Unterhalt vor der Trennung finanziell nicht tragen musste (vgl. auch JACQUES, a.a.O., N. 4 zu Art. 35 DBG).”
“Die Trennung der Ehegatten zieht in doppelter Hinsicht einen Systemwechsel nach sich: Erstens wechseln die Ehegatten aufgrund der Trennung rückwirkend auf den Beginn der Steuerperiode aus dem System der Familien- in das System der Individualbesteuerung (Art. 42 Abs. 2 DBG). Zweitens können aufgrund der Trennung ab diesem Zeitpunkt neu Unterhaltsbeiträge für den Ehegatten und für die unter dessen elterlicher Sorge stehenden Kinder abgezogen werden (Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG), doch ist dieser Abzug auf den Rest des Jahres beschränkt und wirkt nicht zurück (so ausführlich das Urteil 2C_533/2021 vom 23. Juni 2022 E. 6.4.2).”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 31 La circolare n. 11 è una direttiva amministrativa e si rivolge primariamente agli organi di esecuzione. Per i tribunali non è vincolante; essi tuttavia ne tengono conto nella misura in cui essa fornisÎ una concretizzazione delle disposizioni di legge applicabili, adeguata al singolo caso e conforme al principio di equità. Il Tribunale federale e la dottrina giuridiÊ hanno più volte giudicato la circolare n. 11 appropriata e/o opportuna.
“h bzw. hbis DBG übereinstimmt (und damit auch mit dem wörtlich quasi identischen Art. 38 Abs. 1 Bst. i StG). Das KS 11 entspricht grundsätzlich gefestigter Praxis und wurde vom Bundesgericht verschiedentlich als sachgerecht sowie zweckmässig beurteilt. Als Verwaltungsverordnung richtet sich das Kreisschreiben vorab an die Vollzugsorgane und ist für das Gericht nicht verbindlich. Dieses berücksichtigt Kreisschreiben aber bei seiner Entscheidung, sofern sie eine dem Einzelfall angepasste und gerecht werdende Auslegung der anwendbaren gesetzlichen Bestimmungen zulassen. Das Gericht weicht also nicht ohne triftigen Grund von Verwaltungsverordnungen ab, sofern deren generell-abstrakter Gehalt eine dem individuell-konkreten Fall angepasste und gerecht werdende Auslegung der massgebenden Rechtssätze zulässt, welche diese überzeugend konkretisiert (BGer 9C_635/2022 vom 31.1.2023, E. 2.3.1, mit Hinweisen; vgl. zudem Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, Handkommentar zum DBG, 4. Aufl., 2023, N. 161 zu Art. 33 DBG). Gemäss Ziff.”
“ch>, Rubriken «Einkommens- und Vermögenssteuern/Artikel 38 StG/Behinderungsbedingte Kosten» in der heute geltenden Fassung vom 31.8.2023 [nachfolgend: Taxinfo behinderungsbedingte Kosten] sowie, soweit hier interessierend damit übereinstimmend, in den früheren Fassungen in und seit den massgeblichen Steuerjahren). Dabei handelt es sich um eine sog. Verwaltungsverordnung. Diese sind für Gerichte zwar nicht verbindlich, werden aber bei der Entscheidfindung berücksichtigt, sofern sie eine dem Einzelfall angepasste und gerecht werdende Auslegung der anwendbaren gesetzlichen Bestimmungen darstellen (BGE 146 II 359 E. 5.3 [Pra 110/2021 Nr. 14]; vgl. etwa BVR 2022 S. 202 E. 2.4, 2021 S. 530 E. 5.2 und 2018 S. 249 E. 4.1, je mit Hinweisen). Das KS Nr. 11 entspricht dabei grundsätzlich gefestigter Praxis und wurde vom Bundesgericht und vom Verwaltungsgericht verschiedentlich als sachgerecht und zweckmässig beurteilt (vgl. statt vieler BGE 147 II 248 E. 2.2.1; BGer 9C_635/2022 vom 31.1.2023 E. 2.3.1; VGE 2019/346/347 vom 22.3.2021, in StE 2021 B 27.5 Nr. 26 E. 2.3; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 31a). 2.3 Nach dem auch im Steuerrecht geltenden Untersuchungsgrundsatz stellen die Behörden den entscheidwesentlichen Sachverhalt von Amtes wegen fest (Art. 151 StG i.V.m. Art. 18 Abs. 1 VRPG; Art. 166 StG; Art. 123 DBG). Sie sind verpflichtet, diesen richtig und vollständig abzuklären, wobei die Untersuchungspflicht ihre Grenze an der Mitwirkungspflicht der Parteien findet (Art. 151 StG i.V.m. Art. 20 Abs. 1 VRPG; Art. 166 Abs. 2 und Art. 167 StG; Art. 123 Abs. 1 und Art. 125 f. DBG). Danach hat die steuerpflichtige Person aktiv an der Feststellung des behaupteten”
LIFD art. 33 n. 30 I riacquisti dopo il divorzio servono a ristabilire la posizione previdenziale dopo la ripartizione della prestazione di previdenza e sono, in linê di principio, ammissibili come deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD. Il Tribunale federale interpreta l'eccezione di cui all'art. 79b cpv. 4 LPP nel senso che il periodo di blocco di tre anni non si appliÊ ai riacquisti effettuati dopo il divorzio o in caso di scioglimento di una partnership registrata, sicché un successivo prelievo in capitale entro tre anni non è di per sé escluso. Tuttavia la deduzione fiscale non spetta se sussiste elusione fiscale.
“Dem verpflichteten Ehegatten soll es nach einer Scheidung ermöglicht werden, sich nach Aufteilung der Vorsorgeleistung vorsorgemässig wieder gleich zu stellen wie vor der Scheidung. Beim Wiedereinkauf nach einer Scheidung muss folglich die Möglichkeit bestehen, die durch die Aufteilung der Vorsorgeleistung entstandene Lücke wieder zu schliessen. Um diese Gleichstellung zu ermöglichen, erscheint es erforderlich, die Ausnahme von Art. 79b Abs. 4 BVG so zu verstehen, dass Wiedereinkäufe nach einer Scheidung von der dreijährigen Sperrfrist auszunehmen sind, da ansonsten, insbesondere bei Scheidungen kurz vor der Pensionierung, ein Wiedereinkauf mit anschliessendem Kapitalbezug verunmöglicht wird. Mit anderen Worten hat das Bundesgericht zugestanden, dass ein Kapitalbezug innert drei Jahren (nach dem Einkauf) im Falle eines Wiedereinkaufs nach Scheidung oder Auflösung einer eingetragenen Partnerschaft nicht ausgeschlossen ist. Es hat die Prüfung einer Steuerumgehung jedoch vorbehalten und festgehalten, ein Abzug nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG sei nicht zulässig, wenn eine Steuerumgehung vorliege. Dies selbst in Fällen, in denen ein Wiedereinkauf nach Art. 79b Abs. 3 und 4 BVG grundsätzlich zulässig sei (Urteil 9C_526/2023 vom 29. Mai 2024 E. 3.3 mit Hinweisen; BGE 142 II 399 E. 3.3; Urteil 2C_895/2016, 2C_896/2016 vom 14. Juni 2017 E. 2.2).”
“Dem verpflichteten Ehegatten soll es nach einer Scheidung ermöglicht werden, sich nach Aufteilung der Vorsorgeleistung vorsorgemässig wieder gleich zu stellen wie vor der Scheidung. Beim Wiedereinkauf nach einer Scheidung muss folglich die Möglichkeit bestehen, die durch die Aufteilung der Vorsorgeleistung entstandene Lücke wieder zu schliessen. Um diese Gleichstellung zu ermöglichen, erscheint es erforderlich, die Ausnahme von Art. 79b Abs. 4 BVG so zu verstehen, dass Wiedereinkäufe nach einer Scheidung von der dreijährigen Sperrfrist auszunehmen sind, da ansonsten, insbesondere bei Scheidungen kurz vor der Pensionierung, ein Wiedereinkauf mit anschliessendem Kapitalbezug verunmöglicht wird. Mit anderen Worten hat das Bundesgericht zugestanden, dass ein Kapitalbezug innert drei Jahren (nach dem Einkauf) im Falle eines Wiedereinkaufs nach Scheidung oder Auflösung einer eingetragenen Partnerschaft nicht ausgeschlossen ist. Es hat die Prüfung einer Steuerumgehung jedoch vorbehalten und festgehalten, ein Abzug nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG sei nicht zulässig, wenn eine Steuerumgehung vorliege. Dies selbst in Fällen, in denen ein Wiedereinkauf nach Art. 79b Abs. 3 und 4 BVG grundsätzlich zulässig sei (Urteil 9C_526/2023 vom 29. Mai 2024 E. 3.3 mit Hinweisen; BGE 142 II 399 E. 3.3; Urteil 2C_895/2016, 2C_896/2016 vom 14. Juni 2017 E. 2.2).”
Gli interessi passivi sono riconosciuti, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. a LIFD, come deduzione dal reddito; a questo riguardo la prassi comprenÞ anche gli interessi ipotecari.
“b DBG) sowie die Unterhaltsbeiträge von ge- schätzt Fr. 66'700.– (exklusive Kinderzulagen; Staatssteuer, § 31 Abs. 1 lit. c aStG/ZH; Art. 33 Abs. 1 lit. c aDBG). Abgezogen werden können sodann Berufs- kosten von je Fr. 4'000.– sowie je die unter den massgebenden Höchstbeträgen liegenden tatsächlichen Mehrkosten für Verpflegung in der Höhe von Fr. 2'640.– (Staatsteuer, § 26 aStG/ZH in Verbindung mit der Verfügung der Finanzdirektion über die Pauschalierung von Berufsauslagen Unselbstständigerwerbender bei der Steuereinschätzung unter Berücksichtigung des Aus- und Weiterbildungsabzugs [ab Steuerperiode 2022; LS 362.33]; Bundessteuer, Art. 26 DBG in Verbindung mit der Verordnung des EFD über den Abzug der Berufskosten unselbstständig Er- werbstätiger bei der direkten Bundessteuer [Berufskostenverordnung; SR 642.118.1]). Weiter abzuziehen sind die Schuldzinsen in der Höhe von je Fr. 8'928.– (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. a StG/ZH; Bundessteuer, Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG). Schliesslich sind je die Fremdbetreuungskosten in der Höhe von Fr. 720.– als Abzüge zu berücksichtigen (Staatsteuer, § 31 Abs. 1 lit. j aStG/ZH; Bundessteuer, Art. 33 Abs. 3 DBG). Das steuerbare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit gerundet Fr. 179'000.–, jenes für die direkte Bun- dessteuer gerundet Fr. 207'000.–. Das steuerbare Vermögen beläuft sich zumin- dest auf rund Fr. 435'000.– (vgl. Urk. 12/11). Mit dem Steuerrechner des Kantons Zürich für das Steuerjahr 2023 resultieren für die Staats- und Gemeindesteuer ge- rundet Fr. 32'720.– und für die direkte Bundessteuer Fr. 13'200.–. Das entspricht einer monatlichen Steuerbelastung von gerundet Fr. 3'800.–. Für die Kinder ist mangels zu besteuernden Geldflusses kein Steuerbetrag im Haushalt des Ge- suchsgegners auszuscheiden.”
Premi per l'assicurazione indennità giornaliere in caso di malattia: è controverso se rientrino nella deduzione generale per assicurazioni (art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD). L'istanza precedente, in linê di principio, non qualifiÊ i premi come spese professionali e li considera pertanto soltanto nell'ambito della deduzione generale per assicurazioni, che è limitata in termini di importo; osserva inoltre che i premi — anche qualora dovessero essere considerati spese professionali — sarebbero compresi nella deduzione forfettaria già esaurita dal ricorrente.
“Strittig ist, ob die Prämien für die Krankentaggeldversicherung unter den allgemeinen Versicherungsabzug fallen (vgl. Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG [SR 642.11] und Art. 9 Abs. 2 lit. g des Bundesgesetzes vom 14. Dezember 1990 über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden [Steuerharmonisierungsgesetz, StHG; SR 642.14]; respektive § 41 Abs. 2 des Gesetzes des Kantons Solothurn vom 1. Dezember 1985 über die Staats- und Gemeindesteuern [StG/SO; BGS 614.11]) oder - zumindest in der vorliegenden Konstellation - anderweitig vom steuerbaren Einkommen abgezogen werden dürfen. BGE 150 II 11 S. 14”
“Die Vorinstanz führt aus, dass es sich bei den Prämien für die Krankentaggeldversicherung nicht um Berufskosten handle, weshalb die Prämien nur im Rahmen des betragsmässig beschränkten allgemeinen Versicherungsabzuges (gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG und Art. 9 Abs. 2 lit. g StHG; respektive § 41 Abs. 2 StG/SO) absetzbar seien. Und selbst wenn es sich um Berufskosten handeln sollte, wären die Prämien in der Pauschale inbegriffen, welche der Beschwerdeführer aber bereits vollständig ausgeschöpft habe.”
Secondo la giurisprudenza, un versamento corrispondente non è deducibile se la relativa prestazione in capitale ai sensi dell'art. 24 lett. c LIFD è esente dall'imposta sul reddito; in tal caso il versamento non rientra nell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD e non può essere dedotto dal reddito imponibile.
“Soweit eine Kapitalauszahlung durch Art. 24 lit. c DBG von der Einkommenssteuer befreit wird, fällt der korrespondierende Einkauf nicht unter Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG und kann er folglich nicht vom steuerbaren Einkommen abgezogen werden (vgl. Urteil 2C_809/2013 vom 31. März 2014 E. 3.4.3, in: StE 2014 B”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 26 Determinante per la deduzione è, in linê di principio, il momento dell'effettivo pagamento (metodo di cassa). In via eccezionale può essere applicata la competenza (metodo di competenza) quando le spese possono essere assegnate in modo inequivocabile a un evento una tantum e temporalmente chiaramente delimitabile.
“93 LEF (cfr. Circolare n. 9/2005 relativa alla Deduzione delle spese di malattia, infortunio e per disabilità; di seguito: Circolare n. 9/2005). A livello federale la base legale per la deducibilità delle spese di disabilità si trova, nello stesso tenore di quella cantonale, all’art. 33 cpv. 1 lett. hbis LIFD. 2. 2.1. Il momento determinante per la deduzione è quello del pagamento della prestazione da parte del contribuente (cosiddetto “principio di cassa” o “Ist-Methode”). Il rimborso della cassa malati o dell’istituto assicurativo (che permette anche di calcolare la quota di spesa a carico e deducibile) è di conseguenza riportato a quel momento (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 33f ad art. 33 LIFD, p. 838; nello stesso senso: Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a ed., Basilea 2019, n. 86 ad art. 33 LIFD, p. 1009; inoltre: Circolare n. 9/2005, p. 15). Eccezionalmente, si ammette l’applicazione del “principio di competenza” (“Soll-Methode”). Ciò si verifica, ad esempio, quando le spese sono imputabili ad un evento unico chiaramente collocabile nel tempo (come nel caso di un infortunio o quando ci si sottopone ad un trattamento importante dal dentista) e il loro ammontare e la loro scadenza incontestabilmente da ricondurre ad un unico periodo fiscale, ma tuttavia, a causa di una infelice tempistica dei trattamenti e della fatturazione da parte dei vari medici, i pagamenti avvengono in periodi fiscali diversi, pur essendo molto vicini fra loro. Altrimenti, in casi simili, si otterrebbe il risultato discutibile che una parte dei pagamenti non potrebbe essere dedotta del tutto o solo parzialmente a causa della franchigia, anche se i costi sono indubbiamente attribuibili a un singolo evento e la capacità contributiva è ridotta di conseguenza (cfr. Hunziker/Mayer-Knobel, op.”
LIFD art. 33 n. 25 Sono deducibili altresì i contributi del datore di lavoro, nonché i contributi prescritti dalla legge, dallo statuto o dal regolamento alle istituzioni della previdenza professionale. I contributi del datore di lavoro sono, nella misura in cui non sono deducibili, in linê di principio considerati componenti salariali imponibili.
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG werden von den Einkünften die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge an die Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung und an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge abgezogen (BGE 142 II 399 E. 3; 142 V 169 E. 2.1; 131 II 627 E. 4.2).”
“Im vorliegenden Fall verhält es sich jedoch rechtserheblich anders: Zunächst ist festzuhalten, dass nicht bloss der Steuerpflichtige eine Einlage leistete, sondern im gleichen Umfang auch der Arbeitgeber. Es handelte sich dabei nicht um Arbeitgeberbeiträge an die ordentliche berufliche Vorsorge im Sinne von Art. 66 BVG bzw. Art. 32g und 32h des Bundespersonalgesetzes vom 24. März 2000 (BPG; SR 172.220.1), sondern um eine Beteiligung an der Überbrückungsrente im Sinne von Art. 32k Abs. 1 Satz 3 BPG. Dieser Arbeitgeberbeitrag wäre seinerseits ebenfalls als Lohnbestandteil steuerbar (Art. 17 Abs. 1 DBG; Art. 7 Abs. 1 StHG), wenn er nicht nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG bzw. Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG abgezogen werden könnte. Mit dem Einkauf wird sodann nicht eine BVG-Altersrente finanziert, und zwar auch nicht der Ausgleich einer Kürzung der BVG-Altersrente im Sinne von Art. 1b der Verordnung vom 18. April 1984 über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge (BVV 2; SR 831.441.1) bzw. Art. 32a des Vorsorgereglements vom 16. Dezember 2009 für die Angestellten und die Rentenbeziehenden des Vorsorgewerks PUBLICA (VR-PUBLICA), sondern eine Überbrückungsrente im Sinne von Art. 32k BPG und Art. 62 f. VR-PUBLICA. Diese Rente dient dazu, im Falle einer Frühpensionierung die bis zum ordentlichen AHV-Alter fehlende AHV-Rente zu ersetzen; sie endet mit dem ordentlichen AHV-Alter (Art. 62 Abs. 1 VR-PUBLICA) und entspricht auch in der Höhe der (vollen oder halben) AHV-Rente (Art. 63 VR-PUBLICA). Funktionell ist sie daher eher eine AHV-Rente, auch wenn sie formell durch die PUBLICA BGE 148 II 189 S. 197 ausgerichtet wird. Nicht selten leisten die Arbeitgeber derartige Beiträge an Überbrückungsrenten, um eine nicht ganz freiwillige Frühpensionierung zu fördern.”
LIFD art. 33 n. 24 La franchigia forfettaria del 5% (con importo massimo), entrata in vigore nel 2014, non si appliÊ retroattivamente ai guadagni realizzati prima di tale data.
“Depuis le 1er janvier 2014, les art. 33 al. 4 LIFD et 37 al. 3 LI (voir également art. 9 al. 2 let. n LHID) prévoient que sont déduits des gains unitaires provenant des jeux d’argent non exonérés de l’impôt selon l’art. 24, let. ibis à j, 5 % à titre de mise, mais au plus 5'000 fr. (montant qui a été porté, pour l'IFD, à 5'200 fr. à compter de 2023). Ces dispositions, entrées en vigueur en 2014, ne s'appliquent pas en l'occurrence, s'agissant d'un gain de loterie réalisé par les recourants au cours de la période fiscale”
Il legislatore privilegia i contributi alla previdenza vincolata (pilastro 3a). I contributi alla previdenza libera (pilastro 3b), inveÎ, non sono deducibili allo stesso modo e rientrano nei casi previsti dall'art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD, che sono deducibili soltanto in misura limitata o eventualmente non deducibili.
“Zweck der Versicherung sei gemäss Police die Ausrichtung einer Rente bei Erwerbsunfähigkeit nach einer 24-monatigen Wartefrist. In den Versicherungsbedingungen werde dann die Erwerbsunfähigkeit weiter definiert. Es werde darin festgehalten, dass eine Person dann als erwerbsunfähig gilt, wenn sie ''vollständig oder teilweise ausserstande ist, ihren Beruf oder eine andere zumutbare Erwerbstätigkeit auszuüben und dadurch eine Einkommenseinbusse erleidet''. Auch bei einer teilweisen Unfähigkeit der Ausübung des Berufes werde das Risiko der Erwerbsunfähigkeit versichert, welches der privaten Vorsorge zuzurechnen sei und damit keinen geschäftsmässig begründeten Aufwand darstelle. Demnach wurde die Präponderanzmethode nicht angewandt, sondern als Vergleich hinzugezogen, weshalb diese Ausführungen nicht zu beanstanden sind. 3.4.3 Die Vorinstanz hielt zudem zu Recht fest, dass die Erwerbsunfähigkeitsversicherung nicht einer Säule 3a oder einer Pensionskasse gleichgestellt werden kann. Bei einer solchen Argumentation verkennt der Pflichtige, dass der Gesetzgeber (durch § 31 Abs. 1 lit. e StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) Prämien und Einzahlungen in die gebundene Selbstvorsorge (Säule 3a) bewusst privilegieren wollte und deshalb deren Abzugsfähigkeit zuliess, jedoch Prämien und Einzahlungen für die freie Selbstvorsorge (Säule 3b) nicht. Diese sind nur beschränkt oder allenfalls nicht abzugsfähig und fallen unter § 31 Abs. 1 lit. g StG sowie Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG. Wie das Steueramt in seiner Stellungnahme vom 26. Januar 2024 weiter darlegte, hat der Pflichtige von der Privilegierung der Beiträge und Einzahlungen in die Säule 3a praktisch vollständig profitiert, weshalb eine weitere Privilegierung der (Teil-)Prämien der Nebenabrede für die Teilinvalidität im Rahmen der freien Vorsorge (Säule 3b) ausser Acht fällt. Nach dem Gesagten ist die Beschwerde abzuweisen. 4. Bei diesem Ausgang des Verfahrens sind die Gerichtskosten dem Beschwerdeführer aufzuerlegen (§ 153 Abs. 4 StG in Verbindung mit § 151 Abs. 1 StG bzw. Art. 153 Abs. 4 in Verbindung mit Art. 145 und Art. 144 Abs. 1 DBG) und ihm steht keine Parteientschädigung zu (§ 153 Abs.”
“Auch bei einer teilweisen Unfähigkeit der Ausübung des Berufes werde das Risiko der Erwerbsunfähigkeit versichert, welches der privaten Vorsorge zuzurechnen sei und damit keinen geschäftsmässig begründeten Aufwand darstelle. Demnach wurde die Präponderanzmethode nicht angewandt, sondern als Vergleich hinzugezogen, weshalb diese Ausführungen nicht zu beanstanden sind. 3.4.3 Die Vorinstanz hielt zudem zu Recht fest, dass die Erwerbsunfähigkeitsversicherung nicht einer Säule 3a oder einer Pensionskasse gleichgestellt werden kann. Bei einer solchen Argumentation verkennt der Pflichtige, dass der Gesetzgeber (durch § 31 Abs. 1 lit. e StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) Prämien und Einzahlungen in die gebundene Selbstvorsorge (Säule 3a) bewusst privilegieren wollte und deshalb deren Abzugsfähigkeit zuliess, jedoch Prämien und Einzahlungen für die freie Selbstvorsorge (Säule 3b) nicht. Diese sind nur beschränkt oder allenfalls nicht abzugsfähig und fallen unter § 31 Abs. 1 lit. g StG sowie Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG. Wie das Steueramt in seiner Stellungnahme vom 26. Januar 2024 weiter darlegte, hat der Pflichtige von der Privilegierung der Beiträge und Einzahlungen in die Säule 3a praktisch vollständig profitiert, weshalb eine weitere Privilegierung der (Teil-)Prämien der Nebenabrede für die Teilinvalidität im Rahmen der freien Vorsorge (Säule 3b) ausser Acht fällt. Nach dem Gesagten ist die Beschwerde abzuweisen. 4. Bei diesem Ausgang des Verfahrens sind die Gerichtskosten dem Beschwerdeführer aufzuerlegen (§ 153 Abs. 4 StG in Verbindung mit § 151 Abs. 1 StG bzw. Art. 153 Abs. 4 in Verbindung mit Art. 145 und Art. 144 Abs. 1 DBG) und ihm steht keine Parteientschädigung zu (§ 153 Abs. 4 StG in Verbindung mit § 152 StG und § 17 Abs. 2 des Verwaltungsrechtspflegegesetzes vom 24. Mail 1959) bzw. Art. 153 Abs. 4 in Verbindung mit Art. 145 und Art. 144 Abs. 2 DBG in Verbindung mit Art. 64 Abs. 1-3 des Verwaltunsgsverfahrensgesetzes vom 20. Dezember 1968). Demgemäss erkennt die Einzelrichterin: 1. Der Rekurs im Verfahren SR.”
“Zweck der Versicherung sei gemäss Police die Ausrichtung einer Rente bei Erwerbsunfähigkeit nach einer 24-monatigen Wartefrist. In den Versicherungsbedingungen werde dann die Erwerbsunfähigkeit weiter definiert. Es werde darin festgehalten, dass eine Person dann als erwerbsunfähig gilt, wenn sie ''vollständig oder teilweise ausserstande ist, ihren Beruf oder eine andere zumutbare Erwerbstätigkeit auszuüben und dadurch eine Einkommenseinbusse erleidet''. Auch bei einer teilweisen Unfähigkeit der Ausübung des Berufes werde das Risiko der Erwerbsunfähigkeit versichert, welches der privaten Vorsorge zuzurechnen sei und damit keinen geschäftsmässig begründeten Aufwand darstelle. Demnach wurde die Präponderanzmethode nicht angewandt, sondern als Vergleich hinzugezogen, weshalb diese Ausführungen nicht zu beanstanden sind. 3.4.3 Die Vorinstanz hielt zudem zu Recht fest, dass die Erwerbsunfähigkeitsversicherung nicht einer Säule 3a oder einer Pensionskasse gleichgestellt werden kann. Bei einer solchen Argumentation verkennt der Pflichtige, dass der Gesetzgeber (durch § 31 Abs. 1 lit. e StG bzw. Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG) Prämien und Einzahlungen in die gebundene Selbstvorsorge (Säule 3a) bewusst privilegieren wollte und deshalb deren Abzugsfähigkeit zuliess, jedoch Prämien und Einzahlungen für die freie Selbstvorsorge (Säule 3b) nicht. Diese sind nur beschränkt oder allenfalls nicht abzugsfähig und fallen unter § 31 Abs. 1 lit. g StG sowie Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG. Wie das Steueramt in seiner Stellungnahme vom 26. Januar 2024 weiter darlegte, hat der Pflichtige von der Privilegierung der Beiträge und Einzahlungen in die Säule 3a praktisch vollständig profitiert, weshalb eine weitere Privilegierung der (Teil-)Prämien der Nebenabrede für die Teilinvalidität im Rahmen der freien Vorsorge (Säule 3b) ausser Acht fällt. Nach dem Gesagten ist die Beschwerde abzuweisen. 4. Bei diesem Ausgang des Verfahrens sind die Gerichtskosten dem Beschwerdeführer aufzuerlegen (§ 153 Abs. 4 StG in Verbindung mit § 151 Abs. 1 StG bzw. Art. 153 Abs. 4 in Verbindung mit Art. 145 und Art. 144 Abs. 1 DBG) und ihm steht keine Parteientschädigung zu (§ 153 Abs.”
LIFD art. 33 n. 22 Nella determinazione del reddito imponibile vengono detratte dal reddito deduzioni effettive e specifiche; tra queste rientrano, ad esempio, le spese professionali, i premi assicurativi e gli assegni di mantenimento.
“Ok- tober 2023 kein Einkommen mehr angerechnet wird, entfallen ab diesem Zeitpunkt grundsätzlich auch ihre Mobilitätskosten (ob ihr für die Stellensuche welche anzu- rechnen sind, kann offenbleiben). Diese belaufen sich folglich durchschnittlich noch auf 3 x Fr. 280.– / 11 = Fr. 76.–. Analoge Überlegungen gelten für die auswärtige Verpflegung der Beklagten. Anzurechnen sind durchschnittlich 3 x Fr. 210.– / 11 = Fr. 57.–. 4)Das Einkommen des Klägers beträgt Fr. 81'000.–. Davon abzuziehen sind Berufs- auslagen von Fr. 7'800.– bzw. Fr. 7'500.– (siehe Urk. 7/43/41 S. 3), Versicherungs- prämien von Fr. 2'600.– (Staats- und Gemeindesteuer) bzw. Fr. 1'700.– (direkte Bun- dessteuer) sowie Unterhaltsbeiträge von geschätzt Fr. 34'800.– (§ 31 Abs. 1 lit. c StG ZH; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Das steuerbare Einkommen beträgt Fr. 35'800.– (Staats- und Gemeindesteuer) bzw. Fr. 37'000.– (direkte Bundessteuer). Es ist von einem steuerbaren Vermögen von Fr. 0.– auszugehen (Urk. 7/43/41 S. 4). Gibt man die Daten im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Steuerjahr: 2023; Zivilstand: Getrennt; Tarif: Grundtarif; Konfession: Evangelisch [Urk. 7/43/41 S. 1]; Gemeinde: M._____), resultieren eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 2'623.65 und eine direkte Bundessteuer von Fr.”
LIFD art. 33 n. 21 Le deduzioni per le spese di malattia e di infortunio sono determinate in base alle spese effettivamente sostenute. Secondo la giurisprudenza, è irrilevante da quale medico o in quale reparto ospedaliero (privato o generale) sia avvenuto il trattamento; la deduzione è calcolata sulle spese effettivamente sostenute.
“Eine derartige Bezugnahme zwischen Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG und dem KVG besteht jedoch nicht. Der Abzug für Krankheits- und Unfallkosten ist zwar nicht als Sozialabzug ausgestaltet, er hat aber eine sozialpolitische Stossrichtung. Er bemisst sich nach den effektiv angefallenen Kosten und trägt damit der verminderten wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit Rechnung ( BGE 128 II 66 E. 4c S. 72). In entstehungszeitlicher Betrachtung ist daran zu erinnern, dass DBG und StHG älter sind als das KVG und schon aus diesem Grund nicht auf das damit geschaffene System Bezug nehmen können. In der vor dem Inkrafttreten des KVG erschienenen Literatur wird denn auch die Auffassung vertreten, dass die Abzüge BGE 147 II 248 S. 261 zuzulassen sind unabhängig davon, von welchem Arzt sich der Steuerpflichtige behandeln lässt und ob er sich in der privaten oder der allgemeinen Abteilung eines Spitals behandeln lässt (PETER AGNER UND ANDERE, Kommentar zum DBG, 1995, N. 23 zu Art. 33 DBG).”
LIFD art. 33 n. 20 Gli importi deducibili possono differire tra l'imposta cantonale/comunale e l'imposta federale diretta; ciò si manifesta, nelle relative voci, in un reddito imponibile e in importi d'imposta divergenti. Gli effetti pratici possono essere illustrati, ad esempio, mediante i calcolatori fiscali cantonali.
“32 % von Fr. 2'975.– entsprechen Fr. 952.–. Der Ge- suchstellerin verbleibt ein Steueranteil von Fr. 2'023.–. Der Gesuchsgegner unterliegt dem Grundtarif (§ 35 Abs. 1 StG; Art. 36 Abs. 1 DBG). Seine Konfession ist römisch-katholisch (Urk. 5/42/2). Sein Einkom- men beträgt Fr. 352'000.–. Die Familienzulagen sind darin enthalten (Urk. 13/2 S. 17). Abzuziehen sind Mobilitätskosten von Fr. 5'000.– (§ 26 Abs. 1 lit. a StG) bzw. Fr. 3'200.– (Art. 26 Abs. 1 lit. a DBG in der Fassung vom 1. Januar 2023), Fr. 2'640.– (auswärtige Verpflegung), Fr. 4'000.– (wei- tere Berufskosten), Fr. 2'600.– bzw. Fr. 1'700.– (Versicherungsprämien) so- wie Unterhaltsbeträge (ohne Volljährigenalimente [§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG]) von geschätzt Fr. 100'000.– und Familienzulagen von Fr. 3'000.– (§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Das steuer- bare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit Fr. 234'760.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 237'460.–. Das steuer- bare Vermögen und das Verrechnungssteuerguthaben betragen Fr. 0.– (siehe Urk. 5/42/2 S. 4). Gibt man die Daten so im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Steuerjahr: 2023; Zivilstand: Getrennt; Gemeinde: D._____), re- sultiert eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 48'009.50 und eine direkte Bundessteuer von Fr. 18'252.75. Dies entspricht Fr. 5'522.– pro Monat. G._____ verdient im vierten Lehrjahr Fr. 1'550.– brutto pro Monat; einen”
“31 % von Fr. 2'984.– entsprechen Fr. 925.–. Der Ge- suchstellerin verbleibt ein Steueranteil von Fr. 2'059.–. Der Gesuchsgegner unterliegt dem Grundtarif (§ 35 Abs. 1 StG; Art. 36 Abs. 1 DBG). Seine Konfession ist römisch-katholisch (Urk. 5/42/2). Sein Einkom- men beträgt Fr. 352'000.–. Die Familienzulagen sind darin enthalten (Urk. 13/2 S. 17). Abzuziehen sind Mobilitätskosten von Fr. 5'000.– (§ 26 Abs. 1 lit. a StG) bzw. Fr. 3'000.– (Art. 26 Abs. 1 lit. a DBG in der Fassung vom 1. Januar 2022), Fr. 2'640.– (auswärtige Verpflegung), Fr. 4'000.– (wei- tere Berufskosten), Fr. 2'600.– bzw. Fr. 1'700.– (Versicherungsprämien) so- wie Unterhaltsbeträge (ohne Volljährigenalimente [§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG]) von geschätzt Fr. 120'000.– und Familienzulagen von Fr. 3'000.– (§ 31 Abs. 1 lit. c StG; Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG). Das steuer- bare Einkommen für die Staats- und Gemeindesteuer beträgt somit Fr. 214'760.–, jenes für die direkte Bundessteuer Fr. 217'660.–. Das steuer- bare Vermögen und das Verrechnungssteuerguthaben betragen Fr. 0.– (siehe Urk. 5/42/2 S. 4). Gibt man die Daten so im Steuerrechner des Kantons Zürich ein (Steuerjahr: 2022; Zivilstand: Getrennt; Gemeinde: D._____), re- sultiert eine Staats- und Gemeindesteuer von Fr. 42'561.50 und eine direkte Bundessteuer von Fr. 15'884.80. Dies entspricht Fr. 4'870.– pro Monat. G._____ verdient im dritten Lehrjahr Fr. 1'450.– brutto pro Monat; einen”
LIFD art. 33 n. 19 Gli interessi passivi sono deducibili al momento della loro scadenza. La deduzione di interessi passivi scaduti ma non ancora pagati può essere negata se sussistono fondati dubbi cirÊ il pagamento futuro. L'ammissione della deduzione è disciplinata dalla ripartizione dell'onere della prova vigente nel diritto tributario.
“Nach Art. 62 Abs. 1 StG können vom Vermögen die nachgewiesenen Schulden, für die der Steuerpflichtige allein haftet, abgezogen werden. Die privaten Schuldzinsen können im Umfang der nach Art. 33, 33bis und 34 StG bzw. Art. 20, 20a und 21 DBG steuerbaren Vermögenserträge und weiterer CHF 50'000 von den Einkünften abgezogen werden (Art. 45 Abs. 1 lit. a StG, Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG). Als Schuldzinsen gelten alle Leistungen, die der Schuldner für die Gewährung einer Geldsumme zu leisten hat, sofern damit nicht die Kapitalschuld getilgt wird (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter a.a.O., N 8 zu Art. 33 DBG). Schuldzinsen sind im Zeitpunkt ihrer Fälligkeit abzugsfähig. Der Abzug der fälligen, aber nicht bezahlten Schuldzinsen kann verweigert werden, wenn begründete Zweifel an der künftigen Zahlung bestehen (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter a.a.O., N 111 f. zu Art. 41 DBG). In den Steuererklärungen 2007 bis 2010 deklarierte der Beschwerdeführer ein Darlehen der O.__ AG von CHF 1'750'000 als Schuld und Schuldzinsen von jeweils CHF 131'250; nach Übertragung des Darlehens auf Z.__ (Darlehensgeber) deklarierte er in der Steuererklärung 2011 ein Darlehen der Z.__ von CHF 1'750'000. Die Frage, ob die Schuldzinsen auf dem Darlehen von CHF 1‘750‘000 in Anwendung von Art. 45 Abs. 1 lit. a StG und Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG zum Abzug zuzulassen sind, beantwortet sich nach Massgabe der im Steuerrecht geltenden Beweislastverteilung.”
LIFD art. 33 n. 18 I contributi versati a istituti di previdenza esteri possono essere deducibili ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD, nella misura in cui siano comparabili alle forme di previdenza svizzere; la prassi (Tribunale federale) verifiÊ l'equivalenza caso per caso.
“, Berlin/Boston 2021, § 43 Rz. 8 und 9). Das Dreisäulensystem Deutschlands ist dem Schweizer Vorsorgesystem ähnlich, aber nicht deckungsgleich. So qualifizierte das Bundesgericht etwa den Versicherungsschutz der Deutschen Rentenversicherung (DRV) als der AHV-Rente ähnlich (BGr, 21. März 2011, 2C_530/2010, E. 2.2). Die staatliche DRV enthalte aber auch Elemente, welche in der Schweiz von der beruflichen Vorsorge abgedeckt würden, ohne dass die DRV deswegen zu einer Einrichtung der beruflichen Vorsorge würde (BGr, 21. März 2011, 2C_530/2010, E. 3.3.3 f.; vgl. dazu bereits BGr, 17. März 2006, 2A.643/2005, E. 3.3 zur Bundesversicherungsanstalt für Angestellte [BfA], heute: Deutsche Rentenversicherung [DRV]). Demgegenüber qualifizierte das Bundesgericht die Einzahlungen einer in der Schweiz tätigen deutschen Ärztin, welche diese im Zusammenhang mit der freiwilligen Fortführung ihrer Mitgliedschaft beim Versorgungswerk einer deutschen Ärztekammer tätigte, als Beiträge an die berufliche Vorsorge im Sinn von Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG. Vor ihrem Zuzug war die besagte Ärztin Pflichtmitglied des Versorgungswerks der Ärztekammer und gehörte nicht der deutschen gesetzlichen Rentenversicherung an (BGr, 28. Juni 2019, 2C_461/2018). Die von einer in der Schweiz tätigen Ärztin geleisteten Zahlungen an die Versorgungseinrichtung H (freiwillige Weiterversicherung) wertete das Bundesgericht in einem älteren Entscheid als individuelle Selbstvorsorge im Sinn der Säule 3b: So habe bezüglich der Beiträge der Steuerpflichtigen an die deutsche Vorsorgeeinrichtung keine betragsmässig feste Zahlungsverpflichtung bestanden. Ein solches System komme einer sog. à-la-carte-Versicherung gleich, welche mit den in der Schweiz massgebenden vorsorgerechtlichen Prinzipien der Planmässigkeit und der Kollektivität nicht vereinbar sei. Von einer den schweizerischen Einrichtungen der kollektiven beruflichen Vorsorge gleichwertigen Institution könne bei dieser deutschen Vorsorgeeinrichtung nicht die Rede sein (BGr, 19. Februar 2001, StE 2001 B 27.1 Nr.”
“Das Bundesgericht gelangte im Anwendungsbereich des Freizügigkeitsabkommens bei freiwilliger Weiterversicherung einer Person im Bereich Invalidität, Alter und Leistungen an Hinterbliebene in Anwendung der Verordnung [EG] Nr. 883/2004 des Europäischen Parlaments und des Rates vom 29. April 2004 zur Koordinierung der Systeme der sozialen Sicherheit (SR 0.831.109.268.1) zum Schluss, dass eine freiwillige Weiterversicherung möglich sei, wenn die Person nach den Rechtsvorschriften des anderen Mitgliedstaats pflichtversichert sei und sie in der Vergangenheit zu einem Zeitpunkt ihrer beruflichen Laufbahn aufgrund oder infolge einer Beschäftigung oder selbständigen Erwerbstätigkeit den Rechtsvorschriften des ersten Mitgliedstaats unterlag und ein solches Zusammentreffen nach den Rechtsvorschriften des ersten Mitgliedstaats ausdrücklich oder stillschweigend zugelassen sei. Solche Beiträge könnten unter der Voraussetzung, dass sie mit Beiträgen an eine schweizerische Vorsorge vergleichbar seien, nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG von den Einkünften abgezogen werden (BGr, 28. Juni 2019, 2C_461/2018, E. 3 ff.). Diese Regelung ist auf die Pflichtigen, welche ihre Beiträge an die Versorgungseinrichtung G vor Inkrafttreten des Freizügigkeitsabkommens leisteten, in zeitlicher Hinsicht nicht anwendbar. Es ist daher mit den Pflichtigen davon auszugehen, dass sie ihre Beiträge an die Versorgungseinrichtung G nicht steuermindernd zum Abzug bringen konnten. Das Verwaltungsgericht hielt indessen bereits mit Urteil vom 23. Februar 2011 (SB.2010.00107, E. 3.3) fest, dass § 22 Abs. 1 StG bzw. Art. 22 Abs. 1 DBG eine bloss teilweise Besteuerung der Rentenleistungen unter Berücksichtigung der eigenen Beitragsleistungen des Vorsorgenehmers nicht zulässt (vgl. BGr, 17. März 2006, 2A.643/2005 E. 3.3; früher BGE 88 I 125). Ferner wurde das Korrespondenzprinzip nicht in jedem Bereich vollumfänglich durchgesetzt: So wurde etwa die volle Abzugsfähigkeit für Beiträge an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge (sog. Waadtländer Modell) erst ab 1.”
In caso di tassazione alla fonte, le deduzioni di cui all'art. 33 LIFD possono essere prese in considerazione nell'ambito di una rettifiÊ della tarifú (adeguamento della tarifú). Nel procedimento di imposizione ordinaria il contribuente ha, in linê di principio, diritto alle deduzioni previste dagli art. 26–33a LIFD; tuttavia per i soggetti assoggettati alla tassazione alla fonte sono previste correzioni delle tarifþ della tassazione alla fonte per deduzioni supplementari, in particolare ai sensi dell'art. 33. Tali deduzioni, già considerate nella rettifiÊ della tarifú, non possono essere nuovamente vantate nell'ambito della tassazione ordinaria complementare.
“Poiché la ritenuta d’imposta alla fonte concerne solo il reddito da attività lucrativa dipendente, tutti gli altri redditi del contribuente sono soggetti alla tassazione ordinaria complementare (cfr. anche la sentenza del TF 2C_490/2013 del 29.1.2014 consid. 3.1, in RF 69/2014 p. 316). Vi rientrano soprattutto i redditi da attività lucrativa indipendente, della sostanza mobiliare ed immobiliare, dai diritti d’autore e licenze, le vincite alle lotterie oppure ai concorsi, come pure i redditi da usufrutto oppure provenienti da fondazioni, le rendite, le pensioni, gli alimenti oppure le prestazioni in capitale della previdenza. Nella procedura della tassazione ordinaria il contribuente ha di principio diritto a tutte le deduzioni dal reddito, che sono previste agli art. 26-33a LIFD e 35 LIFD. Bisogna tuttavia ricordare che le tariffe d’imposizione alla fonte inglobano un certo numero di deduzioni, secondo l’art. 86 LIFD; è altresì ammessa una correzione della tariffa per delle deduzioni supplementari, in particolare per quelle previste all’art. 33 LIFD. Ne consegue che tali deduzioni non possono più essere ammesse nell’ambito della procedura ordinaria (Pedroli, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romande LIFD, Basilea 2017, n. 3-5 ad art. 90 LIFD, p. 1449). Si rinuncia alla tassazione ordinaria complementare, se sono adempiuti i presupposti della tassazione ordinaria sostitutiva (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 6 ad art. 90 LIFD, p. 1146). 2.3. 2.3.1. La seconda ipotesi concerne la cosiddetta tassazione ordinaria sostitutiva, che viene intrapresa nel caso in cui i proventi lordi assoggettati all’imposta alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica con lui superino nel corso di un anno civile un determinato ammontare, che è stabilito dal DFF, per l’imposta federale diretta, e dal Consiglio di Stato, per l’imposta cantonale (art.”
Se sussiste un'elusione fiscale, la giurisprudenza non ammette la deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD. Per la verifiÊ della pianificazione la prassi richieÞ la presenza di tre elementi: un elemento oggettivo (strutturazione giuridiÊ), un elemento soggettivo (motivazione fiscale rispetto ad altre ragioni rilevanti) e un elemento effettivo (risparmio fiscale concreto e rilevante). A titolo esemplificativo, la giurisprudenza indiÊ acquisti e prelievi di capitale effettuati in prossimità temporale presso o da enti di previdenza o casse pensioni, in particolare quando non si mira a colmare lacune contributive, bensì prevalentemente a conseguire vantaggi fiscali.
“) das gewählte Vorgehen tatsächlich zu einer erheblichen Steuerersparnis führen würde, sofern es von den Steuerbehörden hingenommen würde (sog. effektives Element). Wenn diese drei Voraussetzungen erfüllt sind, ist der Besteuerung nicht (wie grundsätzlich) die vom Steuerpflichtigen gewählte Rechtsgestaltung zugrunde zu legen, sondern diejenige, die sachgemäss gewesen wäre, um den erstrebten wirtschaftlichen Zweck zu erreichen (BGE 147 II 338 E. 3.1; 142 II 399 E. 4.2; 138 II 239 E. 4.1; Urteile 9C_526/2023 vom 29. Mai 2024 E. 3.4 und 2C_895/2016, 2C_896/2016 vom 14. Juni 2017 E. 2.5, je mit Hinweisen). Die Annahme einer Steuerumgehung kommt nur in ganz ausserordentlichen Situationen in Frage, wenn eine Rechtsgestaltung (objektives Element) vorliegt, die - abgesehen von den steuerlichen Aspekten - jenseits des wirtschaftlich Vernünftigen liegt. Das subjektive Element erweist sich insofern als entscheidend, als die Annahme einer Steuerumgehung ausgeschlossen bleibt, wenn andere als blosse Steuerersparnisgründe bei der Rechtsgestaltung eine relevante Rolle spielen. Die bundesgerichtliche Rechtsprechung lässt den Abzug nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG nicht zu, wenn eine Steuerumgehung vorliegt, mithin missbräuchliche steuermindernde, zeitlich nahe Einkäufe und Kapitalbezüge in und von Pensionskassen getätigt werden, mit denen nicht die Schliessung von Beitragslücken angestrebt wird, sondern die”
“Die frühere bundesgerichtliche Rechtsprechung liess den Abzug gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG bzw. Art. 9 Abs. 2 lit. d des Bundesgesetzes vom 14. Dezember 1990 über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden (StHG; SR 642.14) dann nicht zu, wenn eine Steuerumgehung vorlag, insbesondere bei missbräuchlich steuerminimierenden, zeitlich nahen Einkäufen und Kapitalbezügen in/von Vorsorgeeinrichtungen, d.h. im Fall von gezielt vorübergehenden und steuerlich motivierten Geldverschiebungen in die”
“Säule mit zeitlich nahen Kapitalauszahlungen alleine unter dem Gesichtspunkt der Steuerumgehung (BGr, 14. Mai 2020, 2C_652/2018, E. 4.1.1 auch zum Folgenden). Es liess den Abzug nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG nicht zu, wenn missbräuchliche steuerminimierende, zeitlich nahe Einkäufe und Kapitalbezüge in und von Pensionskassen getätigt wurden, mit denen nicht die Schliessung von Beitragslücken angestrebt, sondern die”
Per i lavoratori autonomi la deduzione per i contributi versati alle istituzioni di previdenza professionale ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD — fondata sull'art. 9 cpv. 2 lett. e LAVS e sulla corrispondente norma di rinvio — è, in linê di principio, ammessa soltanto nella misura della quota usuale a carico del datore di lavoro.
“1 der Verordnung über die Alters- und Hinterlassenenversicherung (AHVV) sieht denn vor, dass es in der Regel den Steuerbehörden obliegt, das für die Bemessung der Beiträge Selbständigerwerbender massgebende Erwerbseinkommen aufgrund der rechtskräftigen Veranlagung für die direkte Bundessteuer und das im Betrieb investierte Eigenkapital aufgrund der entsprechenden rechtskräftigen kantonalen Veranlagung unter Berücksichtigung der interkantonalen Repartitionswerte zu ermitteln. Die Angaben der Steuerbehörden hierüber sind für die Ausgleichskassen verbindlich (Art. 23 Abs. 4 AHVV). Nach Art. 9 Abs. 2 lit. e AHVG werden die persönlichen Einlagen in Einrichtungen der beruflichen Vorsorge, soweit sie dem üblichen Arbeitgeberanteil entsprechen, vom beitragspflichtigen rohen Einkommen abgezogen (E. 3.4.1 hiervor). Für die Ausscheidung und das Ausmass der nach Art. 9 Abs. 2 lit. a-e AHVG zulässigen Abzüge sind die Vorschriften über die direkte Bundessteuer massgebend (Art. 18 Abs. 1 AHVV). Kraft dieses Verweises gilt auch für den Abzug in der AHV grundsätzlich Art. 27 Abs. 2 i.V.m. Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG, wonach die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge von den Einkünften abgezogen werden. Der in Art. 18 Abs. 1 AHVV enthaltene Verweis auf das Steuerrecht steht jedoch unter dem Vorbehalt anderslautender Vorschriften im AHVG. Ein solcher der bundessteuerrechtlichen Ordnung derogierender Umstand ist unter dem Gesichtspunkt des Normzweckes sowie der angestrebten Gleichbehandlung Unselbstständig- und Selbstständigerwerbender darin zu erblicken, dass gemäss Art. 9 Abs. 2 lit. e AHVG ein Abzug vom rohen Einkommen lediglich in der Höhe des "üblichen Arbeitgeberanteils" zulässig ist (BGE 129 V 293 E. 3.2.2.4), was gemäss der gesetzeskonformen (BGE 132 V 209 E. 5 und 6) Rz. 1113 ff. WSN (E. 3.4.2 hiervor) in analoger Anwendung von Art. 66 Abs. 1 BVG einen Abzug nur zur Hälfte gestattet, wobei unter die abzugsfähigen Einlagen im Sinne von Art. 9 Abs. 2 lit. e AHVG auch die Einlagen zum Einkauf fehlender Versicherungsjahre fallen (BGE 129 V 293, Urteil des Bundesgerichts 9C_349/2007 vom 2.”
Citazione: LIFD art. 33 n. 14 È considerato reddito da attività lucrativa l'insieme dei redditi imponibili di un coniuge derivanti da attività lucrativa indipendente e dipendente, sia da attività principale sia da attività accessoria. Determinante è, in linê di principio, l'importo indicato nella dichiarazione fiscale.
“Gemäss Art. 33 Abs. 2 DBG werden vom niedrigeren Erwerbseinkommen 50 %, jedoch mindestens CHF 8'100. und höchstens CHF 13'400. abgezogen, wenn Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe leben und beide ein Erwerbseinkommen erzielen. Gemäss § 32 Abs. 2 StG werden vom niedrigeren Erwerbseinkommen CHF 1'000. abgezogen, wenn Ehegatten in rechtlich und tatsächlich ungetrennter Ehe leben und beide eine vom Beruf, Geschäft oder Gewerbe des andern unabhängige Erwerbstätigkeit ausüben. In Art. 33 Abs. 2 DBG wird ausdrücklich festgehalten, dass die steuerbaren Einkünfte aus unselbständiger oder selbständiger Erwerbstätigkeit als Erwerbseinkommen gelten. Unter dem Erwerbseinkommen eines Ehegatten ist die Gesamtheit seines Einkommens aus selbständiger und unselbständiger, haupt- und nebenberuflicher Erwerbstätigkeit zu verstehen, wie es sich grundsätzlich aus der Steuererklärung ergibt (vgl. Botschaft zu den Sofortmassnahmen im Bereich der Ehepaarbesteuerung vom 17. Mai 2006, in: BBl 2006, S. 4471 ff., 4492; BGer 2A.”
Riferimento: LIFD art. 33 n. 13 Il riconoscimento di una disabilità (ad es. cecità totale) non impliÊ automaticamente che le spese di ricovero in istituto siano considerate connesse alla disabilità e quindi fiscalmente deducibili. Occorre inoltre dimostrare il nesso causale tra la disabilità e l'ingresso in istituto. Una tale presunzione di nesso causale sussiste soltanto se per gli ospiti dell'istituto è presente un fabbisogno di cure di almeno 60 minuti al giorno.
“Weder die Vorinstanz noch die Steuerverwaltung haben bestritten, dass bei der Beschwerdeführerin 2 aufgrund ihrer vollständigen Erblindung eine Behinderung vorliegt. Somit kann auch offenbleiben, ob die seit 2019 bestehende Praxis der Steuerverwaltung betreffend blinde Personen (vgl. vorne E. 4.2) im vorliegenden Fall eine gewisse Vorwirkung entfalten könnte. Mit der Anerkennung als behinderte Person ist steuerrechtlich jedoch noch nichts dazu gesagt, ob die Heimkosten als behinderungsbedingt zu qualifizieren und steuerlich abzugsfähig sind; dies ist erst in einem zweiten Schritt zu prüfen (vgl. vorne E. 2.2; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 32q). Eine Ausnahme gilt in Bezug auf Heimbewohnerinnen und ‑bewohner, bei denen ab einem Pflegebedarf von 60 Minuten pro Tag vermutet wird, dass der Heimeintritt wegen der Behinderung erforderlich war bzw. die Kausalität der Heimkosten gegeben ist (vgl. E. 4.3 hiervor). Die Beschwerdeführerin 2 war im Jahr 2016 unbestrittenermassen nur während zehn Tagen der Pflegestufe 4 zugeordnet; im Übrigen betrug ihr Pflege- und Betreuungsbedarf weniger als 60 Minuten pro Tag (vgl. vorne E. 3.2; Abrechnungen Heimkosten S. 1 f.). Daran ändert auch nichts, dass ihr Ehemann sie im Altersheim vermutlich weiterhin unterstützt und dabei einen Teil der Betreuungs- und Pflegeleistungen übernommen haben dürfte (vgl. sinngemäss Beschwerde S. 7). So sind bei der Ermittlung des nach KS Nr. 11 Ziff.”
LIFD art. 33 n. 12 Dopo la cessazione dell'attività lucrativa — anche se questa avviene solo dopo il raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento — l'esigibilità immediata della prestazione previdenziale comporta che il conto di previdenza non possa più essere alimentato e che, in seguito, non possano più essere effettuati versamenti fiscalmente deducibili (decisioni cantonali).
“Entscheid Verwaltungsrekurskommission, 21. Oktober 2021 Art. 45 Abs. 1 lit. e StG (sGS 811.1), Art. 33 Abs. 1 lit. e DBG (SR 642.11), Art. 9 Abs. 2 lit. e StHG (SR 642.14), Art. 82 BVG (SR 831.40), Art. 7 Abs. 4 BVV 3 (SR 831.461.3). Die Beendigung der Erwerbstätigkeit eines Steuerpflichtigen, der über das ordentliche Rentenalter hinaus gearbeitet hat, führt zur sofortigen Fälligkeit der Vorsorgeleistung. Entsprechend kann nach diesem Zeitpunkt das Vorsorgekonto nicht mehr geäufnet und können keine steuerlich abzugsfähigen Einzahlungen auf das Vorsorgekonto mehr geleistet werden (Verwaltungsrekurskommission, Abteilung I/1, 21. Oktober 2021, I/1-2020/190, 191). Präsident Urs Gmünder, Richter Markus Frei und Richterin Barbara Steinbacher, Gerichtsschreiber Philipp Lenz R und M, Rekurrenten und Beschwerdeführer, vertreten durch KPMG AG, Steuerberatung, Bogenstrasse 7, Postfach 1142, 9001 St. Gallen, gegen Kantonales Steueramt, Davidstrasse 41, 9001 St. Gallen, Vorinstanz, und Eidgenössische Steuerverwaltung, Hauptabteilung Direkte Bundessteuer, Eigerstrasse 65, 3003 Bern, Beschwerdebeteiligte, betreffend Kantons- und Gemeindesteuern (Einkommen und Vermögen 2019) sowie direkte Bundessteuer (Einkommen 2019)”
Secondo l'art. 33 cpv. 1 LIFD deve essere accertato, caso per caso, quali delle spese dedotte siano dovute a invalidità o all'età; a tal fine devono essere esaminate le circostanze del singolo caso (p. es. sulla base di referti medici). Nella misura in cui si deducono spese, vanno prodotti i corrispondenti giustificativi; fatture integralmente oscurate non possono da sole essere sufficienti, poiché le autorità devono verificare l'effettiva causazione e l'attribuzione delle spese.
“Entscheid Verwaltungsrekurskommission, 17.08.2023 Behinderungsbedingte Kosten; Art. 46 lit. abis StG, Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG, Art. 33 Abs. 1 lit. hbis DBG; Art. 2 BehiG. Die Steuerpflichtige (geb. 1948) leidet an einer paranoiden Schizophrenie und lebt seit einigen Jahren in einem Alterszentrum. Zurzeit bezieht sie keine Leistungen aufgrund IVG, Hilflosenentschädigungen oder Hilfsmittel. Auch fällt bei ihr kein Betreuungsaufwand von mindestens 60 Minuten an. Dementsprechend liegt kein Fall vor, bei der eine Behinderung vermutet wird. In solchen Fällen ist in geeigneter Weise aufgrund der Umstände des konkreten Einzelfalls zu ermitteln, ob eine Behinderung vorliegt, was vorliegend aufgrund der Arztberichte zu bejahen ist. In einem zweiten Schritt muss daher geprüft werden, welche der geltend gemachten Kosten behinderungs- und welche altersbedingt sind; Rückweisung an Vorinstanz (Verwaltungsrekurskommission, Abteilung I/1, 17. August 2023, I/1-2022/262, 263). «Entscheid siehe PDF» «I1_2022_262_263.pdf» anzeigen”
“Indes ist das Verwaltungsgericht für entsprechende Vorbringen ohnehin nicht zuständig, wäre doch eine pflichtwidrige Amtsführung durch Verwaltungs- und Einschätzungsbehörden innert 30 Tagen nach Entdeckung des Beschwerdegrunds mittels Aufsichtsbeschwerde bei der hierfür zuständigen Finanzdirektion und sodann beim Regierungsrat zu rügen (§ 111 Abs. 1 StG; § 4 der Verordnung über die Durchführung des DBG vom 4. November 1998 [VO DBG]). Erst recht ist das Verwaltungsgericht nicht für (erstinstanzliche) personalrechtliche Entscheide zuständig. Auf den entsprechenden Antrag ist somit bereits mangels Zuständigkeit des Verwaltungsgerichts nicht einzutreten. 5. 5.1 In materieller Hinsicht ist zunächst die Aufrechnung von Krankheitskosten strittig, zu welchen die Pflichtige lediglich geschwärzte Abrechnungen eingereicht hatte, da sie die "Persönlichkeit" von sich und weiteren Familienmitgliedern schützen wolle, die Steuerbehörden ihre Arztbesuche nichts angehen würden und die Abrechnungen bereits durch die Krankenkassen geprüft worden seien. 5.2 Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. h DBG sowie dem inhaltlich weitgehend identischen § 32 lit. a StG können Steuerpflichtige Krankheits- und Unfallkosten von ihren steuerbaren Einkünften in Abzug bringen, soweit diese einen Selbstbehalt von 5 % ihres Reineinkommens übersteigen und sie die Kosten selber zu tragen haben. Der Begriff der Krankheits- und Unfallkosten ist dabei im Sinn der vorinstanzlichen”
Nella tassazione alla fonte, per i coniugi che convivono e sono entrambi occupati gli scaglioni di tarifú sono strutturati in modo da tener conto del reddito cumulato dei coniugi e della relativa regolamentazione delle deduzioni per i percettori di doppio reddito (art. 33 cpv. 2 LIFD). Le tarifþ comprendono inoltre importi forfettari per spese professionali, premi assicurativi e oneri familiari, come previsto nella tassazione alla fonte.
“Le système d’imposition à la source a pour fonction de se substituer à l’ICC et à l’IFD perçus selon la procédure ordinaire (art. 32 al. 1 LHID et 17 aLISP). Pour l'IFD, l’administration fédérale des contributions (ci-après : AFC-CH) établit le barème des retenues d’après les taux de l’impôt sur le revenu des personnes physiques (art. 85 al. 1 LIFD). En accord avec l’autorité cantonale, elle fixe, en outre, les taux qui doivent être incorporés dans le barème cantonal au titre de l’impôt fédéral direct (art. 85 al. 2 LIFD) Le barème tient compte des frais professionnels (art. 26 LIFD) et des primes et cotisations d’assurances (art. 33 al. 1 let. d, f et g LIFD) sous forme de forfait, ainsi que des charges de famille du contribuable (art. 35, 36 et 86 al. 1 LIFD). Les retenues opérées sur le revenu des époux vivant en ménage commun qui exercent tous deux une activité lucrative sont calculées selon des barèmes qui tiennent compte du cumul des revenus des conjoints (art. 9 al. 1 LIFD), des déductions prévues à l’art. 86 al. 1 LIFD et de la déduction accordée en cas d’activité lucrative des deux conjoints (art. 33 al. 2 LIFD ; art. 86 al. 2 LIFD). Pour l'ICC, le barème des retenues est établi d’après les taux de l’impôt sur le revenu des personnes physiques (art. 3 al. 1 LISP). Les retenues comprennent les impôts fédéral, cantonal et communal, ce dernier correspondant à la charge fiscale moyenne des communes du canton (art. 3 al. 2 aLISP). Les taux de l’impôt fédéral sont fixés par la législation fédérale (art. 3 al. 3 aLISP). Le même barème s’applique dans tout le canton (art. 3 al. 4 aLISP). Le barème tient compte des frais professionnels, des primes et des cotisations d’assurance sous forme de forfait, ainsi que des charges de famille (art. 4 al. 1 aLISP). L’impôt concernant les époux vivant en ménage commun et qui exercent tous deux une activité lucrative est calculé selon des barèmes qui tiennent compte du cumul des revenus des conjoints, des déductions prévues à l'art. 4 al. 1 aLISP et de la déduction accordée en cas d’activité des deux conjoints (art. 4 al. 2 aLISP). 5. Les barèmes prévus aux art.”
Per i lavoratori autonomi, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD, sono deducibili i contributi versati, conformemente alla legge, allo statuto o al regolamento, alle istituzioni di previdenza professionale. Un piano di previdenza è considerato adeguato quando i contributi del lavoratore autonomo non superano il 25% del reddito assicurabile soggetto all'obbligo AVS per anno.
“Mit Eingabe vom 30. April 2021 reichten die Rekurrenten dem Gericht zudem ein Versicherten-Verzeichnis 2015 der ASGA Pensionskasse Genossenschaft nach (act. 13), aus welchem die für das Ehepaar geleisteten Pensionskassenbeiträge (Spar- und Risikobeiträge) von insgesamt Fr. 49'451.40 hervorgehen. Gestützt auf die Akten kann somit nicht von einer Überversicherung des selbständig erwerbstätigen Ehemannes, wie von der Vorinstanz geltend gemacht, ausgegangen werden. Es kann auch nicht gesagt werden, dass ein fiktives Erwerbseinkommen versichert worden sei. Dafür spricht, dass er für das Jahr 2015 einen Jahreslohn von Fr. 150'000.– gemeldet hat (act. 13). So können bei der direkten Bundessteuer die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Beiträge an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge abgezogen werden, wobei ein Vorsorgeplan als angemessen gilt, wenn die Beiträge der Selbständigerwerbenden nicht mehr als 25 Prozent des versicherbaren AHV-pflichtigen Einkommens pro Jahr betragen (Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG, Art. 1 Abs. 2 lit. b der Verordnung über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge [SR 831.441.1, abgekürzt BVV 2] und Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch (Hrsg.), Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3. Aufl. 2017, N 23c zu Art. 33 DBG). In der Buchhaltung des Ehemannes für das Jahr 2015 wird ein Gewinn von Fr. 152'617.10 ausgewiesen, bei welchem noch seine Beiträge an die Sozialversicherungen sowie an die berufliche Vorsorge aufzurechnen sind (vgl. Buchhaltung 2015 Advokaturbüro X in act. 8/I/6), so dass das versicherbare AHV-pflichtige Einkommen des Ehemannes höher als Fr. 200'000.– war. Selbst wenn nur ein Teil der geleisteten Pensionskassenbeiträge für den Rekurrenten beim Gewinn hätten aufgerechnet werden dürfen, hätten seine Beiträge an die Pensionskasse als Selbständigerwerbender (Fr. 41'107.20) (knapp) unter 25 Prozent des versicherbaren AHV-pflichtigen Einkommens des Jahres 2015 gelegen. Es wurde somit nicht mehr als das tatsächlich erzielte AHV-pflichtige Erwerbseinkommen versichert und die Beiträge an die berufliche Vorsorge betrugen weniger als 25 Prozent des ahv-pflichtigen Erwerbseinkommens.”
Ai fini fiscali anche prestazioni indirette (ad es. assunzione di canoni di locazione o di interessi passivi, pagamento di imposte o dei premi dell'assicurazione malattia, assunzione delle rette scolastiche) possono essere qualificate come contributi di mantenimento ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD. In caso di genitori separati, per la valutazione fiscale non è decisiva l'entità della cura, bensì lo status di mantenimento creato dai pagamenti.
“Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken. Im Weiteren ist zu beachten, dass steuerrechtlich abweichend vom Zivilrecht gegebenenfalls auch indirekte Zahlungen, wie etwa die Übernahme von Miet- oder Schuldzinsen, die Bezahlung von Steuern oder Krankenkassenprämien oder die Übernahme von Schulgeldern als Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG qualifiziert werden können (vgl. Urteil 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 5.3 mit Hinweisen). Entscheidend ist im Fall getrennt lebender Eltern der durch die Bezahlung von Unterhaltsbeiträgen geschaffene Status, während der Umfang der Betreuung keine Rolle spielt. Weder die gemeinsame elterliche Sorge noch die alternierende Obhut haben damit Auswirkungen auf die im DBG vorgesehenen sozialen Steuerentlastungen. Dass damit unter Umständen nicht in jeder tatsächlichen Konstellation der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vollumfänglich entsprochen wird, ist hinzunehmen (Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.4.4). Somit stellt es keine Verfassungsverletzung dar, wenn Kosten, die der Beschwerdeführer über die bezahlten Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG hinaus für seine Kinder aufwenden muss, nicht zu einem Abzug berechtigen. Entsprechend besteht auch kein Anlass, einen sogenannten "Appellentscheid" zu treffen, wie vom Beschwerdeführer beantragt.”
“Bei der Beurteilung der Frage, ob die getroffene Regelung mit dem Prinzip der Besteuerung nach der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vereinbar ist, sind dabei nicht lediglich die steuerpflichtigen Personen mit Kindern unter alternierender Obhut zu betrachten, sondern grundsätzlich sämtliche steuerpflichtigen Personen mit Kindern. Dabei ist daran zu erinnern, dass die Kosten einer steuerpflichtigen Person für ihre Kinder grundsätzlich steuerlich nicht abziehbare Lebenshaltungskosten darstellen (vgl. Art. 34 lit. a DBG; vgl. Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.2.2) und der Kinderabzug von Art. 35 Abs. 1 lit a DBG (auch im Zusammenspiel mit dem erhöhten Versicherungsabzug im Sinne von Art. 33 Abs. 1bis lit. b DBG) regelmässig nicht hoch genug angesetzt ist, um sämtliche der steuerpflichtigen Person durch das Kind anfallenden Mehrkosten abzudecken. Im Weiteren ist zu beachten, dass steuerrechtlich abweichend vom Zivilrecht gegebenenfalls auch indirekte Zahlungen, wie etwa die Übernahme von Miet- oder Schuldzinsen, die Bezahlung von Steuern oder Krankenkassenprämien oder die Übernahme von Schulgeldern als Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG qualifiziert werden können (vgl. Urteil 2C_544/2019 vom 21. April 2020 E. 5.3 mit Hinweisen). Entscheidend ist im Fall getrennt lebender Eltern der durch die Bezahlung von Unterhaltsbeiträgen geschaffene Status, während der Umfang der Betreuung keine Rolle spielt. Weder die gemeinsame elterliche Sorge noch die alternierende Obhut haben damit Auswirkungen auf die im DBG vorgesehenen sozialen Steuerentlastungen. Dass damit unter Umständen nicht in jeder tatsächlichen Konstellation der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit vollumfänglich entsprochen wird, ist hinzunehmen (Urteil 9C_696/2022 vom 18. Oktober 2023 E. 2.4.4). Somit stellt es keine Verfassungsverletzung dar, wenn Kosten, die der Beschwerdeführer über die bezahlten Unterhaltsbeiträge im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG hinaus für seine Kinder aufwenden muss, nicht zu einem Abzug berechtigen. Entsprechend besteht auch kein Anlass, einen sogenannten "Appellentscheid" zu treffen, wie vom Beschwerdeführer beantragt.”
Secondo l'art. 33 cpv. 1 lett. d LIFD sono deducibili i versamenti, i premi e i contributi a istituti di previdenza professionale (casse pensioni). Conformemente all'art. 79b cpv. 3 LPP le prestazioni derivanti da tali acquisti non possono essere percepite in forma di capitale nei tre anni successivi; l'art. 79b cpv. 4 LPP preveÞ un'eccezione per i riacquisti in caso di divorzio.
“Nach Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG werden die gemäss Gesetz, Statut oder Reglement geleisteten Einlagen, Prämien und Beiträge an die Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung und an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge von den Einkünften abgezogen (vgl. auch Art. 81 Abs. 2 BVG [SR 831.40]). Gemäss Art. 79b Abs. 1 BVG darf die Vorsorgeeinrichtung den Einkauf höchstens bis zur Höhe der reglementarischen Leistungen ermöglichen. Art. 79b Abs. 3 BVG sieht vor, dass die aus den Einkäufen resultierenden Leistungen innerhalb der nächsten drei Jahre nicht in Kapitalform aus der Vorsorge zurückgezogen werden dürfen. Wurden Vorbezüge für die Wohneigentumsförderung getätigt, so dürfen freiwillige Einkäufe erst vorgenommen werden, wenn die Vorbezüge zurückbezahlt sind. Art. 79b Abs. 4 BVG hält fest, dass die Wiedereinkäufe im Falle der Ehescheidung oder gerichtlichen Auflösung einer eingetragenen Partnerschaft nach Art. 22c FZG (aktuell Art. 22d FZG [SR 831.42; AS 2016 2313]) von der Begrenzung ausgenommen sind.”
“Die vorinstanzliche Auslegung und Anwendung von Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG in Verbindung mit Art. 79b Abs. 3 Satz 1 BVG erweist sich mithin als bundesrechtswidrig. In Aufhebung des BGE 148 II 189 S. 198 angefochtenen Entscheids ist die Beschwerde gutzuheissen und die Sache zur weiteren Behandlung an das Steueramt des Kantons Solothurn zurückzuweisen.”
Sono deducibili, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD, soltanto i costi che siano occorsi come diretta conseguenza di una disabilità ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LDis. Ciò deve essere provato caso per caso; la prassi richieÞ un esame concreto per verificare se le spese siano determinate dalla disabilità e non costituiscano spese di sussistenza o di lusso.
“Aus dem Wortlaut von Art. 33 Abs. 1 lit. hbis DBG und der Entstehungsgeschichte ergibt sich, dass nicht alle Aufwendungen vom Einkommen abgesetzt werden können, die im Zusammenhang mit einer Behinderung getätigt werden. Steuerlich abziehbar sind nur jene Kosten, die durch eine Behinderung bedingt sind - d.h. grundsätzlich und masslich als direkte Folge der Behinderung im Sinne von Art. 2 Abs. 1 BehiG entstehen (vgl. Urteile 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3.1; 2C_479/2016 vom 12. Januar 2017 E. 3.4; 2C_130/2012 vom 9. Mai 2012 E. 5). Zudem müssen die von der steuerpflichtigen Person getragenen Kosten direkte Folge dieser Behinderung bilden bzw. muss die Einschränkung ihre Ursache in der körperlichen, geistigen oder psychischen Beeinträchtigung haben. Ferner stellen die Auslagen weder Lebenshaltungs- noch Luxusausgaben dar. Schliesslich müssen die Kosten grundsätzlich in der interessierenden Steuerperiode entstanden sein (vgl. Urteile 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3; 2C_500/2018 vom 8. April 2020 E. 3.5 u. 5.3; 2C_479/2016 vom 12.”
“Aus dem Wortlaut von Art. 33 Abs. 1 lit. hbis DBG und der Entstehungsgeschichte ergibt sich, dass nicht alle Aufwendungen vom Einkommen abgesetzt werden können, die im Zusammenhang mit einer Behinderung getätigt werden. Steuerlich abziehbar sind nur jene Kosten, die durch eine Behinderung bedingt sind - d.h. grundsätzlich und masslich als direkte Folge der Behinderung im Sinne von Art. 2 Abs. 1 BehiG entstehen (vgl. Urteile 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3.1; 2C_479/2016 vom 12. Januar 2017 E. 3.4; 2C_130/2012 vom 9. Mai 2012 E. 5). Zudem müssen die von der steuerpflichtigen Person getragenen Kosten direkte Folge dieser Behinderung bilden bzw. muss die Einschränkung ihre Ursache in der körperlichen, geistigen oder psychischen Beeinträchtigung haben. Ferner stellen die Auslagen weder Lebenshaltungs- noch Luxusausgaben dar. Schliesslich müssen die Kosten grundsätzlich in der interessierenden Steuerperiode entstanden sein (vgl. Urteile 2C_450/2020 vom 15. September 2020 E. 3.3; 2C_500/2018 vom 8. April 2020 E. 3.5 u. 5.3; 2C_479/2016 vom 12.”
“Entscheid Verwaltungsrekurskommission, 17.08.2023 Behinderungsbedingte Kosten; Art. 46 lit. abis StG, Art. 9 Abs. 2 lit. h StHG, Art. 33 Abs. 1 lit. hbis DBG; Art. 2 BehiG. Die Steuerpflichtige (geb. 1948) leidet an einer paranoiden Schizophrenie und lebt seit einigen Jahren in einem Alterszentrum. Zurzeit bezieht sie keine Leistungen aufgrund IVG, Hilflosenentschädigungen oder Hilfsmittel. Auch fällt bei ihr kein Betreuungsaufwand von mindestens 60 Minuten an. Dementsprechend liegt kein Fall vor, bei der eine Behinderung vermutet wird. In solchen Fällen ist in geeigneter Weise aufgrund der Umstände des konkreten Einzelfalls zu ermitteln, ob eine Behinderung vorliegt, was vorliegend aufgrund der Arztberichte zu bejahen ist. In einem zweiten Schritt muss daher geprüft werden, welche der geltend gemachten Kosten behinderungs- und welche altersbedingt sind; Rückweisung an Vorinstanz (Verwaltungsrekurskommission, Abteilung I/1, 17. August 2023, I/1-2022/262, 263). «Entscheid siehe PDF» «I1_2022_262_263.pdf» anzeigen”
Gli assegni di mantenimento corrisposti al coniuge divorziato sono ammessi, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD, come deduzioni generali dal reddito. Essi non sono in un diretto nesso oggettivo con una determinata tipologia di reddito. In seÞ di imposizione le autorità di grado inferiore possono ripartire la deduzione in proporzione, tenendo conto delle quote del reddito netto spettanti ai coniugi.
“Gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. c DBG werden die Unterhaltsbeiträge an den geschiedenen Ehegatten als allgemeine Abzüge von den Einkünften abgezogen. Unterhaltsbeiträge stehen in keinem direkten Zusammenhang mit einer bestimmten Einkommenserzielung. Generell wird zwar die Höhe der Unterhaltsbeiträge unter anderem unter Berücksichtigung des vom Unterhaltsschuldner erzielten bzw. erzielbaren Einkommens festgelegt. Dies genügt jedoch nicht zur Begründung des erforderlichen sachlichen Zusammenhangs mit bestimmten Einkommensbestandteilen. Da jeder Ehegatte nach seinen Kräften für den gebührenden Unterhalt der Familie sorgt (Art. 163 Abs. 1 ZGB), belasten Unterhaltspflichten eines Ehegatten gegenüber Dritten im Ergebnis beide Ehegatten und mindern ihre wirtschaftliche Leistungsfähigkeit anteilsmässig (vgl. BGer 2C_354/2022 vom 20. März 2023 E. 3.3.3 und 4.2.2, 2C_1155/2013 vom 26. Juni 2015 E. 3.6; VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.3). Die Argumente des Beschwerdeführers sind nicht geeignet, die Richtigkeit der Rechtsprechung des Bundesgerichts und des Verwaltungsgerichts in Frage zu stellen und einen hinreichenden sachlichen Zusammenhang zwischen dem Einkommen des Steuerpflichtigen und den von ihm geschuldeten Unterhaltsbeiträgen zu begründen.”
“Generell wird zwar die Höhe der Unterhaltsbeiträge unter anderem unter Berücksichtigung des vom Unterhaltsschuldner erzielten bzw. erzielbaren Einkommens festgelegt. Dies genügt jedoch nicht zur Begründung des erforderlichen sachlichen Zusammenhangs mit bestimmten Einkommensbestandteilen. Da jeder Ehegatte nach seinen Kräften für den gebührenden Unterhalt der Familie sorgt (Art. 163 Abs. 1 ZGB), belasten Unterhaltspflichten eines Ehegatten gegenüber Dritten im Ergebnis beide Ehegatten und mindern ihre wirtschaftliche Leistungsfähigkeit anteilsmässig (vgl. BGer 2C_354/2022 vom 20. März 2023 E. 3.3.3 und 4.2.2, 2C_1155/2013 vom 26. Juni 2015 E. 3.6; VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.3). Die Argumente des Beschwerdeführers sind nicht geeignet, die Richtigkeit der Rechtsprechung des Bundesgerichts und des Verwaltungsgerichts in Frage zu stellen und einen hinreichenden sachlichen Zusammenhang zwischen dem Einkommen des Steuerpflichtigen und den von ihm geschuldeten Unterhaltsbeiträgen zu begründen. Auch beim Versicherungsabzug gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG und beim Abzug für Zuwendungen gemäss Art. 33 Abs. 1 lit. i DBG handelt es sich um allgemeine Abzüge ohne sachlichen Zusammenhang mit einer bestimmten Einkommensart (vgl. zu Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG VGE VD.2021.199 vom 3. April 2022 E. 4.5). Folglich ist es aus den vorstehend dargelegten Gründen nicht zu beanstanden, dass die Vorinstanzen den Abzug für Unterhaltsbeiträge, den Versicherungsabzug und den Abzug für Zuwendungen unter Mitberücksichtigung des Einkommens der Ehefrau des Beschwerdeführers nach Massgabe der Nettoeinkommensanteile aufgeteilt haben.”
Riferimento: art. 33 n. 4 LIFD Le spese di alloggio e di vitto non sono, in quanto spese correnti di mantenimento, di regola riconosciute come deduzioni per motivi di disabilità ai sensi dell'art. 33 LIFD. Sono inveÎ deducibili le spese comprovate per l'adattamento dell'abitazione alle esigenze di una persona disabile (ad es. rampa, dispositivo di accesso, servizi igienici appositamente adattati).
“________ doit être considérée comme une personne handicapée au sens de l'art. 2 al. 1 de la loi fédérale du 13 décembre 2002 sur l'élimination des inégalités frappant les personnes handicapées (LHand; RS 151.3). Cependant, contrairement à l'opinion des recourants, les frais de location de l'appartement de Martigny n'entrent pas dans le champ d'application de l'art. 33 al. 1 let. h bis LIFD. A ce sujet, la circulaire prévoit en effet que les frais de logement constituent des frais d'entretien courant (cf. supra consid. 6.1.2), lesquels ne sont pas déductibles au titre de frais liés à un handicap (cf. arrêts 2C_450/2020 du 15 septembre 2020 consid. 3.3.3; 2C_500/2018 du 8 avril 2020 consid. 5.3; 2C_439/2015 du 21 janvier 2016 consid. 3.3; PETER LOCHER, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, vol. I, 2e éd., 2019, n. 87 ad art. 33 LIFD p. 1010; HUNZIKER/MAYER-KNOBEL, in ZWEIFEL/BEUSCH [éd.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht - Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3e éd., 2017, n. 32q ad art. 33 LIFD p. 830). Or, cette approche ne prête pas le flanc à la critique, car les frais d'entretien courant - notamment ceux liés à la nourriture ou au logement - sont des frais que toute personne doit assumer indépendamment d'un éventuel handicap (cf. RICHNER/FREI/KAUFMANN/MEUTER, Handkommentar zum DBG, 3e éd., 2016, n. 168 ad art. 33 LIFD p. 661). Ainsi, de manière générale, les frais de logement ne sont pas une conséquence directe du handicap d'un contribuable. Tel est le cas, en revanche, des frais engagés pour adapter un logement aux exigences d'une personne handicapée (monte-rampe d'escalier, rampe d'accès pour fauteuil roulant, toilettes spécialement aménagées, etc.), que la circulaire considère du reste comme des frais déductibles (cf. supra consid. 6.1.2). En l'occurrence, les recourants ne prétendent toutefois pas qu'ils auraient assumé des frais pour adapter leur chalet de C.________ au handicap de l'épouse. Dans le cadre du présent litige, ils requièrent uniquement la déduction des frais de location de l'appartement de Martigny, lesquels, tel qu'il vient d'être exposé, ne constituent toutefois pas des frais liés à un handicap au sens de l'art.”
“En l'espèce, il n'est pas contesté qu'AA.________ doit être considérée comme une personne handicapée au sens de l'art. 2 al. 1 de la loi fédérale du 13 décembre 2002 sur l'élimination des inégalités frappant les personnes handicapées (LHand; RS 151.3). Cependant, contrairement à l'opinion des recourants, les frais de location de l'appartement de Martigny n'entrent pas dans le champ d'application de l'art. 33 al. 1 let. h bis LIFD. A ce sujet, la circulaire prévoit en effet que les frais de logement constituent des frais d'entretien courant (cf. supra consid. 6.1.2), lesquels ne sont pas déductibles au titre de frais liés à un handicap (cf. arrêts 2C_450/2020 du 15 septembre 2020 consid. 3.3.3; 2C_500/2018 du 8 avril 2020 consid. 5.3; 2C_439/2015 du 21 janvier 2016 consid. 3.3; PETER LOCHER, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, vol. I, 2e éd., 2019, n. 87 ad art. 33 LIFD p. 1010; HUNZIKER/MAYER-KNOBEL, in ZWEIFEL/BEUSCH [éd.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht - Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3e éd., 2017, n. 32q ad art. 33 LIFD p. 830). Or, cette approche ne prête pas le flanc à la critique, car les frais d'entretien courant - notamment ceux liés à la nourriture ou au logement - sont des frais que toute personne doit assumer indépendamment d'un éventuel handicap (cf. RICHNER/FREI/KAUFMANN/MEUTER, Handkommentar zum DBG, 3e éd., 2016, n. 168 ad art. 33 LIFD p. 661). Ainsi, de manière générale, les frais de logement ne sont pas une conséquence directe du handicap d'un contribuable. Tel est le cas, en revanche, des frais engagés pour adapter un logement aux exigences d'une personne handicapée (monte-rampe d'escalier, rampe d'accès pour fauteuil roulant, toilettes spécialement aménagées, etc.), que la circulaire considère du reste comme des frais déductibles (cf. supra consid. 6.1.2). En l'occurrence, les recourants ne prétendent toutefois pas qu'ils auraient assumé des frais pour adapter leur chalet de C.”
I premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sono deducibili dal reddito ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. f LIFD. I premi per assicurazioni contro gli infortuni non obbligatorie nonché i premi per assicurazioni sulla vita e malattia sono, ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD, deducibili soltanto fino a un importo massimo stabilito dalla legge.
“Die Prämien für die obligatorische Unfallversicherung können vom Einkommen abgezogen werden (Art. 33 Abs. 1 lit f. DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. f StHG; Art. 45 Abs. 1 lit. f StG/SG). Prämien für eine nicht obligatorische Unfallversicherung sind hingegen - zusammen mit den Prämien für die Lebens- und Krankenversicherung sowie den Zinsen von Sparkapitalien - nur bis zu einem bestimmten Betrag abzugsfähig (Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. g StHG; Art. 45 Abs. 1 lit. g StG/SG).”
“Die Prämien für die obligatorische Unfallversicherung können vom Einkommen abgezogen werden (Art. 33 Abs. 1 lit f. DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. f StHG; Art. 45 Abs. 1 lit. f StG/SG). Prämien für eine nicht obligatorische Unfallversicherung sind hingegen - zusammen mit den Prämien für die Lebens- und Krankenversicherung sowie den Zinsen von Sparkapitalien - nur bis zu einem bestimmten Betrag abzugsfähig (Art. 33 Abs. 1 lit. g DBG; Art. 9 Abs. 2 lit. g StHG; Art. 45 Abs. 1 lit. g StG/SG).”
Un riacquisto dovuto al divorzio può essere portato in deduzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LIFD, purché siano soddisfatte le pertinenti disposizioni del LPP. Le corrispondenti disposizioni nel LAID e nelle leggi fiscali cantonali sono conformi all'art. 33 cpv. 1 LIFD; pertanto, le considerazioni relative all'imposta federale diretta possono essere applicate anche alle imposte cantonali e comunali.
“Die massgeblichen Bestimmungen betreffend den Abzug von Beiträgen an Einrichtungen der beruflichen Vorsorge im Steuerharmonisierungsgesetz (Art. 9 Abs. 2 lit. d StHG) und im kantonalen Steuerrecht (Art. 38 Abs. 1 lit. d des Steuergesetzes des Kantons Bern vom 21. Mai 2000 [StG/BE; BSG 661.11]) stimmen mit der Regelung von Art. 33 Abs. 1 lit. d DBG überein. Auch sind Art. 79b Abs. 3 und 4 BVG anwendbar auf die kantonalen Steuern (vgl. Urteil 9C_526/2023 vom 29. Mai 2024 E. 6 mit Hinweisen). Hinsichtlich der Zulässigkeit des Abzugs des scheidungsbedingten Wiedereinkaufs durch den Beschwerdeführer für die kantonalen Steuern kann somit auf die Erwägungen zur direkten Bundessteuer verwiesen werden. Die Beschwerde betreffend die Kantons- und Gemeindesteuern 2019 ist ebenfalls gutzuheissen.”
Il contribuente è tenuto all'onere dell'allegazione e della prova relativamente ai fatti che giustificano deduzioni che riducono l'imposta ai sensi dell'art. 33 LIFD. L'autorità fiscale è tenuta all'onere della prova quanto ai fatti che costituiscono o aumentano l'obbligo tributario.
“Nr. 21 E. 3.4 f., 2C_439/2015 und 2C_440/2015 vom 21.1.2016, in StR 2016 S. 522 E. 3.2 f.; Hunziker/Mayer-Knobel, a.a.O., Art. 33 DBG N. 32l). Die den Abzug begründenden Tatsachen wirken sich steuermindernd aus und sind folglich von der steuerpflichtigen Person nachzuweisen (BVR 2017 S. 529 [VGE 2016/340 vom 9.8.2017] nicht publ. E. 6.2, 2010 S. 59 E. 3.4; vgl. auch BGE 144 II 427 E. 2.3.2, 143 II 661 E. 7.2, 140 II 248 E. 3.5; zum Ganzen VGE 2019/346/347 vom 22.3.2021, in StE 2021 B”
“Die Frage, ob die Schuldzinsen auf dem Darlehen von CHF 1‘750‘000 in Anwendung von Art. 45 Abs. 1 lit. a StG und Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG zum Abzug zuzulassen sind, beantwortet sich nach Massgabe der im Steuerrecht geltenden Beweislastverteilung. Nach dieser trägt die Steuerbehörde die Beweislast für Tatsachen, welche die Steuerschuld begründen oder mehren, die steuerpflichtige Person für Tatsachen, welche die Steuerschuld aufheben oder mindern (Zigerlig/Oertli/Hofmann, a.a.O., VI. Rz. 15, VII. Rz. 23). Gegenstand von Art. 45 Abs. 1 lit. a StG und Art. 33 Abs. 1 lit. a DBG bilden lediglich private Schuldzinsen. Für geschäftliche Schuldzinsen kommt Art. 27 Abs. 2 lit. d DBG bzw. Art. 40 Abs. 2 lit. e StG zur Anwendung. Die Frage, ob geschäftliche oder private Schuldzinsen vorliegen, ist danach zu beurteilen, ob die Schulden, für welche die Zinsen bezahlt wurden, im geschäftlichen oder im privaten Interesse begründet wurden bzw. wofür die Mittel verwendet wurden (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, a.a.O., Rz. 9 zu Art. 33 DBG). Beweisbelastet für den Umstand, dass und in welcher Höhe Schuldzinsen angefallen sind, ist konkret der Beschwerdeführer.”