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Die Erben können die in Art. 43 AHVV geregelte solidarische Haftung vermeiden, indem sie fristgerecht auf die Erbschaft verzichten (Art. 566 ZGB), die Erbschaft mit Vorteil des Inventars annehmen (Art. 589 ZGB) oder die Liquidation kraft Amtes (Liquidation d'ufficio) beantragen (Art. 593 ZGB).
“Per questo motivo la legge prevede diversi mezzi per proteggersi; in particolare la rinuncia della successione, la richiesta del beneficio d'inventario o la liquidazione d'ufficio (Steinauer, op. cit., n. 38 pag. 58). Per l'art. 566 CC gli eredi legittimi ed istituiti possono rinunciare alla successione loro devoluta. La rinuncia si presume quando l'insolvenza del defunto al momento dell'aperta successione fosse notoria o risultasse da atti officiali. Il termine per rinunciare è di tre mesi (art. 567 cpv. 1 CC). Esso decorre, per gli eredi legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a meno che provino di aver conosciuto più tardi l'apertura della successione; per gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione officiale della disposizione che li riguarda. Giusta l'art. 580 cpv. 1 CC, l'erede che ha facoltà di rinunciare alla successione può chiedere il beneficio d'inventario. Ogni erede può chiedere la liquidazione d'ufficio, anziché rinunciare all'eredità od accettarla con beneficio d'inventario (art. 593 cpv. 1 CC). Infine, per l'art. 43 OAVS se la persona tenuta a pagare i contributi muore, gli eredi rispondono solidalmente dei contributi dovuti da essa fino al giorno del decesso, riservati gli art. 566 CC (rinuncia), 589 CC (accettazione con beneficio d'inventario) e 593 CC (liquidazione d'ufficio). 2.4. Va ancora evidenziato che con sentenza 9C_679/2009 del 3 maggio 2010 in ambito di responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS, in un caso in cui gli eredi contestavano di dover essere ritenuti debitori di contributi sociali che al momento del decesso del de cujus neppure esistevano, l'Alta Corte ha affermato: " (…) 3. Oggetto del contendere è in primo luogo proprio questa questione - giuridica - della trasmissibilità agli eredi degli obblighi di risarcimento danni fondati sull'art. 52 LAVS e, in secondo luogo, il tema della fondatezza nel merito della pretesa. 3.1 Anche in sede federale l'insorgente incentra la propria tesi difensiva sull'inammissibilità di una estensione agli eredi della responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art.”
Nach Art. 43 AHVV haften die Erben grundsätzlich solidarisch für die bis zum Tod geschuldeten Beitragsschulden; hiervon umfasst ist auch die Haftung für aufgelaufene Verzugszinsen. Die Rechtsprechung bestätigt, dass solche öffentlich-rechtlichen Beitragsschulden — einschliesslich der Ersatzpflicht des Arbeitgebers nach Art. 52 LAVS — grundsätzlich auf die Erben übergehen, sofern diese die Erbschaft nicht verworfen haben. Sondersituationen bestehen: etwa können bei Auszahlung einer Witwenrente persönliche Beitragsforderungen des Verstorbenen kompensiert werden, nicht jedoch paritätische Arbeitgeberbeiträge (vgl. N. 1063–1065 DRC).
“Tuttavia, con la rendita vedovile, anche in caso di rinuncia alla successione, possono essere compensati i contributi personali dovuti dal coniuge defunto o dal partner registrato defunto, ma non i contributi paritari di cui il defunto era debitore in qualità di datore di lavoro (N. 1063 DRC). In virtù del N. 1064 DRC, il fatto che i contributi dovuti non siano stati fissati mediante decisione prima del decesso non ha alcuna influenza sul trasferimento del debito contributivo agli eredi. Infine, considerato il carattere accessorio della pretesa di interessi di mora, gli eredi tenuti a rispondere solidalmente del pagamento dei contributi relativi alle assicurazioni sociali secondo l'art. 43 OAVS devono rispondere anche degli interessi di mora dovuti su tali contributi (N. 1065 DRC). 2.6. In concreto, alla luce della giurisprudenza federale riprodotta e rilevato che l'11 dicembre 2020 (doc. 5A) la Pretura di __________ ha comunicato alla Cassa di compensazione che gli unici eredi del defunto __________ sono la moglie RI 1 e il figlio RI 2, in applicazione dell'art. 43 OAVS è a giusta ragione che l'amministrazione ha chiesto loro il pagamento dei contributi sociali rimasti insoluti. Infatti, quali eredi legali i ricorrenti, non avendo fatto capo a nessuna delle possibilità loro concesse dagli artt. 566 CC (rinuncia), 589 CC (accettazione con beneficio d'inventario) e 593 CC (liquidazione d'ufficio) hanno acquisito, ex lege, di principio, la totalità degli attivi e dei passivi della successione relitta dal defunto __________ e pertanto rispondono, salvo eccezioni, dei debiti della stessa con tutto il loro patrimonio (STCA 30.2012.12 dell'8 ottobre 2012, consid. 2.5). I ricorrenti non possono perciò sfuggire al pagamento dei debiti della successione relitta. In queste condizioni, è a giusta ragione che la Cassa di compensazione ha chiesto agli eredi di pagare, in via solidale, gli importi in arretrato del defunto marito/padre. 2.7. In merito alla richiesta degli insorgenti affinché la Cassa si attivi nei confronti degli altri debitori solidali per recuperare i contributi non ancora versati a titolo di risarcimento danni, va rilevato che l'art.”
“L'importante è che l'atto illecito sia stato commesso quando il responsabile era ancora in vita (DTF 103 II 330 consid. 3 pag. 334). 3.3 Come rettamente osservato dalla Corte cantonale, il Tribunale federale delle assicurazioni ha sempre applicato il principio della successione ereditaria - istituito per gli obblighi derivanti da un atto illecito - all'obbligo di risarcimento del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS. A ben vedere, le basi per tale concezione sono state gettate nel 1970, allorquando qualificandolo come un principio generale del diritto (amministrativo) applicabile - in mancanza di espressa disposizione contraria - anche in ambito LAVS, ha stabilito che il principio della successione universale si estende(va) ugualmente ai debiti di diritto pubblico nella misura in cui questi sono di natura patrimoniale (DTF 96 V 72 consid. 1 pag. 74). A sostegno della sua tesi, la Corte federale aveva ricordato in quella occasione come tale volontà fosse desumibile anche dall'art. 43 OAVS nella misura in cui il legislatore federale aveva disposto che, riservati gli articoli 566, 589 e 593 del CC, gli eredi rispondono solidalmente del pagamento dei contributi dovuti fino al giorno del decesso se la persona tenuta a pagare i contributi muore. Questa posizione è quindi stata confermata nel 1993 in DTF 119 V 165, in cui il Tribunale federale delle assicurazioni ha ribadito che il debito risultante dall'art. 52 LAVS passa agli eredi del responsabile che non abbiano rinunciato alla successione. Sei anni più tardi, la stessa Corte ha ribadito i concetti precedentemente sviluppati precisando che l'obbligo risarcitorio dell'art. 52 LAVS passa agli eredi che hanno accettato l'eredità indipendentemente dal fatto che la decisione amministrativa di riparazione del danno sia stata emessa prima o dopo il decesso del datore di lavoro responsabile. Parimenti ha sottolineato che, dal profilo dell'AVS, la questione della copertura di un danno non riveste alcun carattere penale (sentenza H 279/97 del 14 giugno 1999 consid.”
“L'importante è che l'atto illecito sia stato commesso quando il responsabile era ancora in vita (DTF 103 II 330 consid. 3 pag. 334). 3.3 Come rettamente osservato dalla Corte cantonale, il Tribunale federale delle assicurazioni ha sempre applicato il principio della successione ereditaria - istituito per gli obblighi derivanti da un atto illecito - all'obbligo di risarcimento del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS. A ben vedere, le basi per tale concezione sono state gettate nel 1970, allorquando qualificandolo come un principio generale del diritto (amministrativo) applicabile - in mancanza di espressa disposizione contraria - anche in ambito LAVS, ha stabilito che il principio della successione universale si estende(va) ugualmente ai debiti di diritto pubblico nella misura in cui questi sono di natura patrimoniale (DTF 96 V 72 consid. 1 pag. 74). A sostegno della sua tesi, la Corte federale aveva ricordato in quella occasione come tale volontà fosse desumibile anche dall'art. 43 OAVS nella misura in cui il legislatore federale aveva disposto che, riservati gli articoli 566, 589 e 593 del CC, gli eredi rispondono solidalmente del pagamento dei contributi dovuti fino al giorno del decesso se la persona tenuta a pagare i contributi muore. Questa posizione è quindi stata confermata nel 1993 in DTF 119 V 165, in cui il Tribunale federale delle assicurazioni ha ribadito che il debito risultante dall'art. 52 LAVS passa agli eredi del responsabile che non abbiano rinunciato alla successione. Sei anni più tardi, la stessa Corte ha ribadito i concetti precedentemente sviluppati precisando che l'obbligo risarcitorio dell'art. 52 LAVS passa agli eredi che hanno accettato l'eredità indipendentemente dal fatto che la decisione amministrativa di riparazione del danno sia stata emessa prima o dopo il decesso del datore di lavoro responsabile. Parimenti ha sottolineato che, dal profilo dell'AVS, la questione della copertura di un danno non riveste alcun carattere penale (sentenza H 279/97 del 14 giugno 1999 consid.”
Vererbte Beitragsforderungen gehen auf die Erben über; nach den in der Rechtssache zitierten Regelungen und der Praxis trifft die Haftung diejenigen Erben, die die Erbschaft nicht verworfen haben. In der angeführten Entscheidung wurden die alleinigen Erben gemäss Art. 43 AHVV in Verbindung mit Art. 560 ZGB/CC solidarisch zur Zahlung herangezogen.
“5A) che la moglie e il figlio erano i suoi unici eredi, perciò, il 18 dicembre 2020 (doc. 3 e 4), ha emanato due distinte decisioni con cui ha comminato ad entrambi, ritenendoli debitori solidali, di pagare entro il 18 gennaio 2021 le fatture relative alle decisioni risarcitorie concernenti il marito rispettivamente il padre, ammontanti a Fr. 34'299,85. 1.3. Con un'unica decisione su opposizione del 20 aprile 2021 (doc. V/1) la Cassa di compensazione ha respinto l'opposizione del 1° febbraio 2021 (doc. 2) formulata congiuntamente dagli eredi dell'assicurato per il tramite dell'allora patrocinatore. L'amministrazione ha ricordato di avere ritenuto il defunto __________ responsabile del mancato pagamento dei contributi sociali e che le tre procedure di risarcimento danni avviate nei suoi confronti sono sfociate in altrettante decisioni, cresciute incontestate in giudicato e divenute quindi esecutive. Le successive decisioni del 18 dicembre 2020 emanate nei confronti dei suoi eredi si basano sull'art. 43 OAVS e sull'art. 560 CC, in virtù dei quali il debito contributivo passa agli eredi del debitore dei contributi, salvo eccezioni qui non date. Ritenuto che la giurisprudenza federale ha stabilito che il debito risultante dall'art. 52 LAVS passa agli eredi del responsabile che non hanno rinunciato alla successione, accertato presso la competente Pretura che la moglie e il figlio sono gli unici eredi del defunto assicurato, gli stessi sono tenuti singolarmente e in via solidale al pagamento di Fr. 34'299,85. In merito alla richiesta degli opponenti di ricevere informazioni sull'esito delle procedure da essa intraprese nei confronti delle altre persone condannate in solido al risarcimento degli importi in questione, la Cassa non ha ritenuto adempiuti i presupposti per divulgare dati personali a terzi (art. 50a cpv. 4 lett. b LAVS). 1.4. Il 21 maggio 2021 (doc. I) RI 1 e il figlio RI 2 si sono rivolti al TCA con un unico ricorso avente identico tenore dell'opposizione, chiedendo di annullare la decisione su opposizione e di liberarli da ogni obbligo di pagamento.”
“5A) che la moglie e il figlio erano i suoi unici eredi, perciò, il 18 dicembre 2020 (doc. 3 e 4), ha emanato due distinte decisioni con cui ha comminato ad entrambi, ritenendoli debitori solidali, di pagare entro il 18 gennaio 2021 le fatture relative alle decisioni risarcitorie concernenti il marito rispettivamente il padre, ammontanti a Fr. 34'299,85. 1.3. Con un'unica decisione su opposizione del 20 aprile 2021 (doc. V/1) la Cassa di compensazione ha respinto l'opposizione del 1° febbraio 2021 (doc. 2) formulata congiuntamente dagli eredi dell'assicurato per il tramite dell'allora patrocinatore. L'amministrazione ha ricordato di avere ritenuto il defunto __________ responsabile del mancato pagamento dei contributi sociali e che le tre procedure di risarcimento danni avviate nei suoi confronti sono sfociate in altrettante decisioni, cresciute incontestate in giudicato e divenute quindi esecutive. Le successive decisioni del 18 dicembre 2020 emanate nei confronti dei suoi eredi si basano sull'art. 43 OAVS e sull'art. 560 CC, in virtù dei quali il debito contributivo passa agli eredi del debitore dei contributi, salvo eccezioni qui non date. Ritenuto che la giurisprudenza federale ha stabilito che il debito risultante dall'art. 52 LAVS passa agli eredi del responsabile che non hanno rinunciato alla successione, accertato presso la competente Pretura che la moglie e il figlio sono gli unici eredi del defunto assicurato, gli stessi sono tenuti singolarmente e in via solidale al pagamento di Fr. 34'299,85. In merito alla richiesta degli opponenti di ricevere informazioni sull'esito delle procedure da essa intraprese nei confronti delle altre persone condannate in solido al risarcimento degli importi in questione, la Cassa non ha ritenuto adempiuti i presupposti per divulgare dati personali a terzi (art. 50a cpv. 4 lett. b LAVS). 1.4. Il 21 maggio 2021 (doc. I) RI 1 e il figlio RI 2 si sono rivolti al TCA con un unico ricorso avente identico tenore dell'opposizione, chiedendo di annullare la decisione su opposizione e di liberarli da ogni obbligo di pagamento.”
Die Beitragsschuld des Verstorbenen geht kraft Universalsukzession auf die Erben über; diese haften solidarisch nach Art. 560 ZGB. Nach den einschlägigen Verwaltungshinweisen und der Rechtsprechung bleibt der Übergang des Beitragsdebets unberührt, wenn die Beiträge vor dem Tod nicht durch einen Verwaltungsentscheid festgesetzt waren (ein Anspruch kann auch nach dem Tod noch festgestellt werden).
“un cambiamento di giurisprudenza deve infatti fondarsi su motivi oggettivi, quali una conoscenza più approfondita dell'intenzione del legislatore, la modifica delle circostanze esterne o un cambiamento della concezione giuridica (v. DTF 134 V 359 consid. 8.1 pag. 366 con riferimenti). Secondo la giurisprudenza non potrebbe in effetti essere mantenuta una prassi che si sia rivelata erronea o la cui applicazione abbia condotto a ripetuti abusi (DTF 133 V 37 consid. 5.3.3 pag. 39; 132 V 357 consid. 3.2.4.1 pag. 360 e riferimenti). Per quanto poc'anzi esposto, queste condizioni non sono date.". 2.5. Questi concetti sono stati ripresi nelle Direttive sulla riscossione dei contributi nell'AVS, nell'AI e nelle IPG (DRC), edite dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, valide dal 1° gennaio 2021, stato al 1° gennaio 2021, al capitolo 5.2 sul Trasferimento del debito contributivo per via di successione. Per il N. 1060 DRC, il debito contributivo passa agli eredi del debitore dei contributi, secondo le regole del diritto successorio e per successione universale (art. 560 CC). Gli eredi assumono la situazione giuridica del debitore defunto (art. 43 OAVS). Giusta il N. 1061 DRC, gli eredi sono solidalmente responsabili dei contributi dovuti dal defunto fino al suo decesso (art. 560 cpv. 2 CC). Possono difendersi in via giudiziaria. Secondo il N. 1062 DRC, sono fatti salvi i casi in cui gli eredi rinunciano alla successione (art. 566 segg. CC), accettano la successione soltanto con beneficio d'inventario (art. 588 segg. CC) o chiedono la liquidazione d'ufficio (art. 593 segg. CC). Tuttavia, con la rendita vedovile, anche in caso di rinuncia alla successione, possono essere compensati i contributi personali dovuti dal coniuge defunto o dal partner registrato defunto, ma non i contributi paritari di cui il defunto era debitore in qualità di datore di lavoro (N. 1063 DRC). In virtù del N. 1064 DRC, il fatto che i contributi dovuti non siano stati fissati mediante decisione prima del decesso non ha alcuna influenza sul trasferimento del debito contributivo agli eredi. Infine, considerato il carattere accessorio della pretesa di interessi di mora, gli eredi tenuti a rispondere solidalmente del pagamento dei contributi relativi alle assicurazioni sociali secondo l'art.”
“Per questo motivo la legge prevede diversi mezzi per proteggersi; in particolare la rinuncia della successione, la richiesta del beneficio d'inventario o la liquidazione d'ufficio (Steinauer, op. cit., n. 38 pag. 58). Per l'art. 566 CC gli eredi legittimi ed istituiti possono rinunciare alla successione loro devoluta. La rinuncia si presume quando l'insolvenza del defunto al momento dell'aperta successione fosse notoria o risultasse da atti officiali. Il termine per rinunciare è di tre mesi (art. 567 cpv. 1 CC). Esso decorre, per gli eredi legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a meno che provino di aver conosciuto più tardi l'apertura della successione; per gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione officiale della disposizione che li riguarda. Giusta l'art. 580 cpv. 1 CC, l'erede che ha facoltà di rinunciare alla successione può chiedere il beneficio d'inventario. Ogni erede può chiedere la liquidazione d'ufficio, anziché rinunciare all'eredità od accettarla con beneficio d'inventario (art. 593 cpv. 1 CC). Infine, per l'art. 43 OAVS se la persona tenuta a pagare i contributi muore, gli eredi rispondono solidalmente dei contributi dovuti da essa fino al giorno del decesso, riservati gli art. 566 CC (rinuncia), 589 CC (accettazione con beneficio d'inventario) e 593 CC (liquidazione d'ufficio). 2.4. Va ancora evidenziato che con sentenza 9C_679/2009 del 3 maggio 2010 in ambito di responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS, in un caso in cui gli eredi contestavano di dover essere ritenuti debitori di contributi sociali che al momento del decesso del de cujus neppure esistevano, l'Alta Corte ha affermato: " (…) 3. Oggetto del contendere è in primo luogo proprio questa questione - giuridica - della trasmissibilità agli eredi degli obblighi di risarcimento danni fondati sull'art. 52 LAVS e, in secondo luogo, il tema della fondatezza nel merito della pretesa. 3.1 Anche in sede federale l'insorgente incentra la propria tesi difensiva sull'inammissibilità di una estensione agli eredi della responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art.”
“Vorbemerkend gilt es festzuhalten, dass es um die Beurteilung der vom Verstorbenen für das Jahr 2010 zu entrichtenden Beiträge geht, welche nach dessen Tod Kraft Universalsukzession auf seine Erbinnen und Erben übergingen, namentlich auf die Beschwerdeführerin als Vorerbin; diese wurden dadurch zu ihrer persönlichen Schuld (Art. 560 ZGB und Art. 43 AHVV; vgl. EVGE 1957 S. 143 E. 1). Dies gilt unabhängig davon, ob die Beschwerdeführerin - ihrer Auffassung folgend - lediglich als Alleinerbin die Liquidation für den Verstorbenen durchführte oder ob sie - wovon die Ausgleichskasse seinerzeit ausgegangen war - nach dessen Tod das Geschäft übernahm und als Selbständigerwerbende auftrat.”
Erben haften nach Art. 43 AHVV für die ausstehenden Beiträge des Verstorbenen, die sich anhand verbindlicher Steuermeldungen oder -bescheide bestimmen lassen. Eine Verrechnung mit nach dem Tod entstandenen Liquidationsverlusten ist nicht möglich.
“Die Vorinstanz erwog unter Bezugnahme auf den Entscheid vom 11. November 2016, die Beitragspflicht des Verstorbenen habe mit dessen Tod geendet. Die Beschwerdeführerin hafte gemäss Art. 43 AHVV für die ausstehenden Beiträge, welche sich anhand der verbindlichen Steuermeldung 2010 des kantonalen Steueramtes vom 4. Februar 2014 bestimmten, wobei eine Verrechnung mit danach entstandenen Liquidationsverlusten nicht möglich sei.”
“Die Vorinstanz erwog unter Bezugnahme auf den Entscheid vom 11. November 2016, die Beitragspflicht des Verstorbenen habe mit dessen Tod geendet. Die Beschwerdeführerin hafte gemäss Art. 43 AHVV für die ausstehenden Beiträge, welche sich anhand der verbindlichen Steuermeldung 2010 des kantonalen Steueramtes vom 4. Februar 2014 bestimmten, wobei eine Verrechnung mit danach entstandenen Liquidationsverlusten nicht möglich sei.”
Zu den übernommenen Forderungen gehören nach den DRC auch die Verzugszinsen als akzessorische Ansprüche; die Erben haften solidarisch für die bis zum Tod geschuldeten Beiträge und für die darauf entfallenden Verzugszinsen. Ausgenommen sind Fälle, in denen die Erben die Erbschaft wirksam ausschlagen, die Annahme nur mit Inventar erfolgt oder eine Liquidation d'ufficio beantragt wird. Ferner sieht die DRC vor, dass bei der Witwen-/Witwerrente persönliche Beiträge des verstorbenen Ehegatten ausgeglichen werden können, nicht jedoch paritäre Arbeitgeberbeiträge.
“Possono difendersi in via giudiziaria. Secondo il N. 1062 DRC, sono fatti salvi i casi in cui gli eredi rinunciano alla successione (art. 566 segg. CC), accettano la successione soltanto con beneficio d'inventario (art. 588 segg. CC) o chiedono la liquidazione d'ufficio (art. 593 segg. CC). Tuttavia, con la rendita vedovile, anche in caso di rinuncia alla successione, possono essere compensati i contributi personali dovuti dal coniuge defunto o dal partner registrato defunto, ma non i contributi paritari di cui il defunto era debitore in qualità di datore di lavoro (N. 1063 DRC). In virtù del N. 1064 DRC, il fatto che i contributi dovuti non siano stati fissati mediante decisione prima del decesso non ha alcuna influenza sul trasferimento del debito contributivo agli eredi. Infine, considerato il carattere accessorio della pretesa di interessi di mora, gli eredi tenuti a rispondere solidalmente del pagamento dei contributi relativi alle assicurazioni sociali secondo l'art. 43 OAVS devono rispondere anche degli interessi di mora dovuti su tali contributi (N. 1065 DRC). 2.6. In concreto, alla luce della giurisprudenza federale riprodotta e rilevato che l'11 dicembre 2020 (doc. 5A) la Pretura di __________ ha comunicato alla Cassa di compensazione che gli unici eredi del defunto __________ sono la moglie RI 1 e il figlio RI 2, in applicazione dell'art. 43 OAVS è a giusta ragione che l'amministrazione ha chiesto loro il pagamento dei contributi sociali rimasti insoluti. Infatti, quali eredi legali i ricorrenti, non avendo fatto capo a nessuna delle possibilità loro concesse dagli artt. 566 CC (rinuncia), 589 CC (accettazione con beneficio d'inventario) e 593 CC (liquidazione d'ufficio) hanno acquisito, ex lege, di principio, la totalità degli attivi e dei passivi della successione relitta dal defunto __________ e pertanto rispondono, salvo eccezioni, dei debiti della stessa con tutto il loro patrimonio (STCA 30.2012.12 dell'8 ottobre 2012, consid.”
“un cambiamento di giurisprudenza deve infatti fondarsi su motivi oggettivi, quali una conoscenza più approfondita dell'intenzione del legislatore, la modifica delle circostanze esterne o un cambiamento della concezione giuridica (v. DTF 134 V 359 consid. 8.1 pag. 366 con riferimenti). Secondo la giurisprudenza non potrebbe in effetti essere mantenuta una prassi che si sia rivelata erronea o la cui applicazione abbia condotto a ripetuti abusi (DTF 133 V 37 consid. 5.3.3 pag. 39; 132 V 357 consid. 3.2.4.1 pag. 360 e riferimenti). Per quanto poc'anzi esposto, queste condizioni non sono date.". 2.5. Questi concetti sono stati ripresi nelle Direttive sulla riscossione dei contributi nell'AVS, nell'AI e nelle IPG (DRC), edite dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, valide dal 1° gennaio 2021, stato al 1° gennaio 2021, al capitolo 5.2 sul Trasferimento del debito contributivo per via di successione. Per il N. 1060 DRC, il debito contributivo passa agli eredi del debitore dei contributi, secondo le regole del diritto successorio e per successione universale (art. 560 CC). Gli eredi assumono la situazione giuridica del debitore defunto (art. 43 OAVS). Giusta il N. 1061 DRC, gli eredi sono solidalmente responsabili dei contributi dovuti dal defunto fino al suo decesso (art. 560 cpv. 2 CC). Possono difendersi in via giudiziaria. Secondo il N. 1062 DRC, sono fatti salvi i casi in cui gli eredi rinunciano alla successione (art. 566 segg. CC), accettano la successione soltanto con beneficio d'inventario (art. 588 segg. CC) o chiedono la liquidazione d'ufficio (art. 593 segg. CC). Tuttavia, con la rendita vedovile, anche in caso di rinuncia alla successione, possono essere compensati i contributi personali dovuti dal coniuge defunto o dal partner registrato defunto, ma non i contributi paritari di cui il defunto era debitore in qualità di datore di lavoro (N. 1063 DRC). In virtù del N. 1064 DRC, il fatto che i contributi dovuti non siano stati fissati mediante decisione prima del decesso non ha alcuna influenza sul trasferimento del debito contributivo agli eredi. Infine, considerato il carattere accessorio della pretesa di interessi di mora, gli eredi tenuti a rispondere solidalmente del pagamento dei contributi relativi alle assicurazioni sociali secondo l'art.”
“un cambiamento di giurisprudenza deve infatti fondarsi su motivi oggettivi, quali una conoscenza più approfondita dell'intenzione del legislatore, la modifica delle circostanze esterne o un cambiamento della concezione giuridica (v. DTF 134 V 359 consid. 8.1 pag. 366 con riferimenti). Secondo la giurisprudenza non potrebbe in effetti essere mantenuta una prassi che si sia rivelata erronea o la cui applicazione abbia condotto a ripetuti abusi (DTF 133 V 37 consid. 5.3.3 pag. 39; 132 V 357 consid. 3.2.4.1 pag. 360 e riferimenti). Per quanto poc'anzi esposto, queste condizioni non sono date.". 2.5. Questi concetti sono stati ripresi nelle Direttive sulla riscossione dei contributi nell'AVS, nell'AI e nelle IPG (DRC), edite dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, valide dal 1° gennaio 2021, stato al 1° gennaio 2021, al capitolo 5.2 sul Trasferimento del debito contributivo per via di successione. Per il N. 1060 DRC, il debito contributivo passa agli eredi del debitore dei contributi, secondo le regole del diritto successorio e per successione universale (art. 560 CC). Gli eredi assumono la situazione giuridica del debitore defunto (art. 43 OAVS). Giusta il N. 1061 DRC, gli eredi sono solidalmente responsabili dei contributi dovuti dal defunto fino al suo decesso (art. 560 cpv. 2 CC). Possono difendersi in via giudiziaria. Secondo il N. 1062 DRC, sono fatti salvi i casi in cui gli eredi rinunciano alla successione (art. 566 segg. CC), accettano la successione soltanto con beneficio d'inventario (art. 588 segg. CC) o chiedono la liquidazione d'ufficio (art. 593 segg. CC). Tuttavia, con la rendita vedovile, anche in caso di rinuncia alla successione, possono essere compensati i contributi personali dovuti dal coniuge defunto o dal partner registrato defunto, ma non i contributi paritari di cui il defunto era debitore in qualità di datore di lavoro (N. 1063 DRC). In virtù del N. 1064 DRC, il fatto che i contributi dovuti non siano stati fissati mediante decisione prima del decesso non ha alcuna influenza sul trasferimento del debito contributivo agli eredi. Infine, considerato il carattere accessorio della pretesa di interessi di mora, gli eredi tenuti a rispondere solidalmente del pagamento dei contributi relativi alle assicurazioni sociali secondo l'art.”
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