Nuovo testo giusta la cifra I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227;FF 1991 III 1). ↩
Nuovo testo giusta la cifra I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227;FF 1991 III 1). ↩
Nuovo testo giusta la cifra I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227;FF 1991 III 1). ↩
Usa la pagina corrente come contesto per ricerca, sintesi, confronti e bozze.
17 commentaries
Die Anordnung von Disziplinarmassnahmen nach Art. 14 Abs. 2 SchKG fällt nicht in die Zuständigkeit des Bundesgerichts; die Kompetenz hierfür liegt bei den kantonalen Aufsichtsbehörden.
“Im Verfahren vor Bundesgericht sind neue Begehren unzulässig (Art. 99 Abs. 2 BGG). Die Nichtigkeit ist zwar jederzeit und von sämtlichen staatlichen Instanzen von Amtes wegen zu beachten (BGE 137 III 217 E. 2.4.3). Allerdings kann das Bundesgericht die Nichtigkeit nur im Rahmen einer bei ihm hängigen und zulässigen Beschwerde prüfen (BGE 135 III 46 E. 4.2; Urteil 5A_393/2018 vom 21. August 2018 E. 2.1). Aus dem angefochtenen Entscheid ergibt sich nicht, dass die weiteren von der Beschwerdeführerin vor Bundesgericht gestellten Begehren im vorinstanzlichen Verfahren Streitgegenstand gewesen wären. Diese Begehren sind deshalb neu im Sinn von Art. 99 Abs. 2 BGG und daher unzulässig (vgl. BGE 142 I 155 E. 4.4.2 mit Hinweisen). Da es an einer zulässigen Beschwerde fehlt, ist es dem Bundesgericht verwehrt zu prüfen, ob die getadelten Rechtsakte nichtig sind. Auf die Beschwerde ist auch insoweit nicht einzutreten. Soweit die Beschwerdeführerin die Anordnung von Disziplinarmassnahmen nach Art. 14 Abs. 2 SchKG anstrebt, ist sie ausserdem darauf hinzuweisen, dass die Kompetenz hierzu ausschliesslich bei den kantonalen Aufsichtsbehörden und nicht beim Bundesgericht liegt (Urteil 5A_198/2015 vom 28. Mai 2015 E. 4). Für die beantragte Einreichung einer Strafanzeige gegen Mitarbeiter des Betreibungsamts ist das Bundesgericht ebenfalls nicht zuständig.”
Die Aufsichtsaufgabe umfasst nach der Lehre unter anderem die Kontrolle der Geschäftsführung, insbesondere der Verwendung gesetzeskonformer Register und Protokolle sowie der korrekten Kassenführung.
“E. 1.1). Zum anderen obliegt ihm gemäss Art. 14 Abs. 1 SchKG die administrative Aufsichts- kompetenz. Es hat die Einhaltung administrativer Pflichten, namentlich die Ge- schäftsführung, die Verwendung gesetzeskonformer Register und Protokolle, die korrekte Kassenführung, die Überprüfung der personellen, räumlichen und Infor- matikmittel, durch die Zwangsvollstreckungsorgane zu kontrollieren (Denise Wein- gart, in: Kren Kostkiewicz/Vock [Hrsg.], Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Kommentar, 4. Aufl., Zürich 2017, N 1 f. zu Art. 14 SchKG). Weitere Auf- gaben und Befugnisse sind in Art. 15 EGzSchKG aufgeführt. Schliesslich obliegt ihm aufgrund der kantonalen Kompetenz gemäss Art. 16 EGzSchKG die Diszipli- naraufsicht. Art. 14 Abs. 2 SchKG listet die Massnahmen, namentlich Rüge, Geld- busse bis zu CHF 1'000.00, Amtseinstellung für die Dauer von höchstens sechs Monaten und Amtsentsetzung, abschliessend auf.”
Nach Lehre und Rechtsprechung ist Verschulden (culpa) Voraussetzung disziplinarischer Eingriffe. Disziplinarmassnahmen müssen dem Grundsatz der Verhältnismässigkeit genügen; sie müssen geeignet sein, die Dienstpflichten und das Vertrauen in die Verwaltung zu schützen, und sind nach der objektiven Schwere der Pflichtverletzung sowie dem Grad des Verschuldens zu bemessen.
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n.”
“In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
Die Aufsichts‑/Disziplinarbehörde verfügt über einen breiten Ermessensspielraum; im Disziplinarverfahren gilt das Opportunitätsprinzip, d.h. nicht jede Verletzung dienstlicher Pflichten wird zwingend mit einer Disziplinarmassnahme verfolgt.
“], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
Die Aufsichtsbehörde darf Feststellungen nach Art. 14 Abs. 2 SchKG nur treffen, wenn damit ein praktischer Verfahrenszweck bzw. ein Rechtsschutzinteresse verbunden ist (etwa weil das Zwangsvollstreckungsverfahren noch korrigierbar ist). Das Beschwerdeverfahren nach Art. 17 ff. SchKG dient nicht dazu, Disziplinar- oder Haftverfahren gegen Beamte oder Angestellte vorzubereiten oder zu erleichtern. Für Haftungsklagen ist die Aufsichtsbehörde sachlich nicht zuständig; diese sind vor den zuständigen Gerichten einzureichen (vgl. einschlägiges Vorverfahren nach den kantonalen Vorschriften).
“Die Feststellung von Sorgfaltspflichtverletzungen durch die Aufsichtsbe- hörde setzt voraus, dass ein praktischer Verfahrenszweck damit verfolgt wird. Dieser wiederum setzt grundsätzlich voraus, dass das Zwangsvollstre- ckungsverfahren noch im Gange und eine Korrektur im Sinne eines Zurück- kommens auf die angefochtene Handlung noch möglich ist; andernfalls fehlt es an einem Rechtsschutzinteresse (Prozessvoraussetzung). Das Be- schwerdeverfahren im Sinne von Art. 17 ff. SchKG ist nämlich nicht dazu da, Disziplinar- oder Haftungsverfahren gegen einen Beamten oder Angestellten (Art. 14 Abs. 2 SchKG) vorzubereiten oder zu erleichtern. Wie bereits mehrmals erwähnt, ist die erneute Pfändung des betreffenden Liquidations- anteils nicht mehr möglich. Es fehlt daher an einem Verfahrenszweck und damit an einem Rechtsschutzinteresse. Daran ändert auch nichts, dass die Vorinstanz das Vorgehen des Betreibungsamtes bezüglich der Bewertung der (sich vormals in der Erbschaft befindlichen) Liegenschaft E._____ ... rügte (act. 63 Erw. 4.1.4 S. 9-10). Im Übrigen ist die Aufsichtsbehörde für Haftungsklagen nach Art. 5 SchKG sachlich nicht zuständig, d.h. sie darf nicht prüfen, ob ein Beamter oder An- gestellter für den von ihm angerichteten Schaden haftet. Nach einem vor- gängig durchgeführten Vorverfahren durch die gemäss § 22 HG zuständige Stelle hätte der Beschwerdeführer die Klage direkt beim zuständigen Gericht einzureichen (§ 23 HG, § 24 Abs. 2 HG). Auf die Anträge Ziff. 7-8 ist daher nicht einzutreten. - 13 -”
Selbst bei verspäteter Beschwerde kann die Aufsichtsbehörde der ausstandspflichtigen Person untersagen, in derselben Sache künftig Amtshandlungen vorzunehmen. Ausnahmsweise kann eine solche Amtshandlung – unter den Voraussetzungen von Art. 22 SchKG – als nichtig erklärt werden.
“Selbst bei verspäteter Beschwerdeerhebung können die Aufsichtsbehörden der ausstandspflichtigen Person untersagen, künftige Amtshandlungen in der gleichen Sache vorzunehmen (Art. 14 Abs. 2 SchKG; SK SchKG-W EINGART, Art. 10 N 26). Ausnahmsweise kann eine solche Handlung unter den Vorausset- zungen von Art. 22 SchKG gar als nichtig erklärt werden (SK SchKG-WEINGART, Art. 10 N 27 m.w.H.; L ORANDI, a.a.O., Art. 22 N 24).”
Die administrative Aufsicht über die Betreibungsämter kann nach Art. 14 Abs. 1 SchKG einer gerichtlichen Behörde übertragen werden. Nach der zitierten Rechtsprechung und Lehre begründet dies per se keine Verletzung des Prinzips der Gewaltenteilung.
“Weiter macht der Beschwerdeführer geltend, das Betreibungs- und Konkursamt sei nicht dem Regierungsrat unterstellt, womit eine Verletzung des Grundsatzes der Gewaltenteilung vorliege (Beschwerde, S. 2 ff., Ziff. 1 und 2). Zwar handelt es sich beim Betreibungsamt um eine Verwaltungsbehörde (vgl. BGE 118 III 27 E. 3a; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9. Auflage, Bern 2013, § 1 N 18) und wird das Verfahren vor dem Betreibungsamt als Verwaltungsverfahren qualifiziert (Iqbal, SchKG und Verfassung, Diss. Zürich 2005, 43 ff.). Es ist aber weder eine Verfassungs- oder Gesetzesbestimmung noch ein Verfassungsgrundsatz oder ein allgemeiner Rechtsgrundsatz ersichtlich, der verlangen würde, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt ist. Im Gegenteil ist es unbestritten, dass nicht nur die rechtliche Aufsicht (Art. 13 Abs. 1 SchKG), sondern auch die administrative Aufsicht (Art. 14 Abs. 1 SchKG) und die Disziplinargewalt (Art. 14 Abs. 2 SchKG) über das Betreibungsamt einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde anvertraut werden darf (vgl. Dallèves, in: Commentaire romand, Basel 2005, Art. 13 LP N 2 und 57; Emmel, in: Basler Kommentar, 3. Auflage 2021, Art. 13 SchKG N 1 und 15 f. sowie Art. 14 SchKG N 1). Die Rüge der Verletzung des Grundsatzes der Gewaltentrennung entbehrt damit jeglicher Grundlage.”
“Weiter macht der Beschwerdeführer geltend, das Betreibungs- und Konkursamt sei nicht dem Regierungsrat unterstellt, womit eine Verletzung des Grundsatzes der Gewaltenteilung vorliege (Beschwerde, S. 2 ff., Ziff. 1 und 2). Zwar handelt es sich beim Betreibungsamt um eine Verwaltungsbehörde (vgl. BGE 118 III 27 E. 3a; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9. Auflage, Bern 2013, § 1 N 18) und wird das Verfahren vor dem Betreibungsamt als Verwaltungsverfahren qualifiziert (Iqbal, SchKG und Verfassung, Diss. Zürich 2005, 43 ff.). Es ist aber weder eine Verfassungs- oder Gesetzesbestimmung noch ein Verfassungsgrundsatz oder ein allgemeiner Rechtsgrundsatz ersichtlich, der verlangen würde, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt ist. Im Gegenteil ist es unbestritten, dass nicht nur die rechtliche Aufsicht (Art. 13 Abs. 1 SchKG), sondern auch die administrative Aufsicht (Art. 14 Abs. 1 SchKG) und die Disziplinargewalt (Art. 14 Abs. 2 SchKG) über das Betreibungsamt einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde anvertraut werden darf (vgl. Dallèves, in: Commentaire romand, Basel 2005, Art. 13 LP N 2 und 57; Emmel, in: Basler Kommentar, 3. Auflage 2021, Art. 13 SchKG N 1 und 15 f. sowie Art. 14 SchKG N 1). Die Rüge der Verletzung des Grundsatzes der Gewaltentrennung entbehrt damit jeglicher Grundlage.”
“Weiter macht der Beschwerdeführer geltend, das Betreibungs- und Konkursamt sei nicht dem Regierungsrat unterstellt, womit eine Verletzung des Grundsatzes der Gewaltenteilung vorliege (Beschwerde, S. 2 ff., Ziff. 1 und 2). Zwar handelt es sich beim Betreibungsamt um eine Verwaltungsbehörde (vgl. BGE 118 III 27 E. 3a; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9. Auflage, Bern 2013, § 1 N 18) und wird das Verfahren vor dem Betreibungsamt als Verwaltungsverfahren qualifiziert (Iqbal, SchKG und Verfassung, Diss. Zürich 2005, 43 ff.). Es ist aber weder eine Verfassungs- oder Gesetzesbestimmung noch ein Verfassungsgrundsatz oder ein allgemeiner Rechtsgrundsatz ersichtlich, der verlangen würde, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt ist. Im Gegenteil ist es unbestritten, dass nicht nur die rechtliche Aufsicht (Art. 13 Abs. 1 SchKG), sondern auch die administrative Aufsicht (Art. 14 Abs. 1 SchKG) und die Disziplinargewalt (Art. 14 Abs. 2 SchKG) über das Betreibungsamt einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde anvertraut werden darf (vgl. Dallèves, in: Commentaire romand, Basel 2005, Art. 13 LP N 2 und 57; Emmel, in: Basler Kommentar, 3. Auflage 2021, Art. 13 SchKG N 1 und 15 f. sowie Art. 14 SchKG N 1). Die Rüge der Verletzung des Grundsatzes der Gewaltentrennung entbehrt damit jeglicher Grundlage.”
Die Aufsichtsbehörde verfügt bei der Anordnung von Disziplinarmassnahmen über einen weiten Ermessensspielraum; im Disziplinarbereich gilt das Opportunitätsprinzip, sodass nicht jede Pflichtverletzung zwangsläufig zu einer Sanktion führen muss.
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art.”
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
Die Aufsichtsbehörde kann Disziplinarmassnahmen auch wegen Verletzungen der Dienst- bzw. Funktionspflichten anordnen, die ausserhalb der Dienstzeiten begangen wurden; nach der zitierten Rechtsprechung fällt jede solche Pflichtverletzung unter das Disziplinarrecht.
“5 Lugano 25 gennaio 2024 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Jaques, presidente Walser e Grisanti cancelliere: Cortese statuendo sulla segnalazione trasmessa il 14 dicembre 2023 dal capo della Sezione esecuzione e fallimenti della Divisione della giustizia DE 1 relativa all’operato __________ dell’Ufficio d’esecuzione (__________) DN 1, Lugano ritenuto in fatto e considerando in diritto: che il 14 dicembre 2023 il capo della Sezione esecuzione e fallimenti della Divisione della giustizia (SEF) ha segnalato al presidente della Camera una possibile violazione del segreto d’ufficio da parte DN 1 dell’Ufficio di esecuzione (UE), in quanto egli ha trasmesso alla Sezione delle risorse umane (SRU), unitamente alle sue osservazioni relative al modulo di valutazione annuale delle sue prestazioni allestito il 23 novembre 2023 dal capo della SEF, i rapporti d’ispezione straordinaria dei settori immobiliari dell’UE del Sopra e del Sottoceneri e le considerazioni finali della Camera; che per il segnalante i documenti in questione hanno carattere confidenziale e nulla hanno a che vedere con la procedura di valutazione; che giusta l’art. 14 LEF, l’autorità cantonale di vigilanza esercita il potere disciplinare su tutti gli organi d’esecuzione forzata (art. 11 della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento [LALEF, RL 280.100]); che il procedimento disciplinare ha quale funzione il mantenimento dell’ordine, così come la salvaguardia della considerazione nei confronti delle autorità e la fiducia nelle stesse; che le misure disciplinari mirano a garantire, dal punto di vista sia preventivo che repressivo, il corretto adempimento dei rispettivi obblighi da parte degli organi sottoposti al potere disciplinare (in ultimo luogo: sentenza della CEF 15.2023.36 del 4 luglio 2023 e riferimenti citati); che i fatti costitutivi d’infrazione disciplinare non sono definiti nella legge; che in senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri particolari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese eventuali direttive impartite dall’autorità di vigilanza (citata 15.”
“5 Lugano 25 gennaio 2024 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Jaques, presidente Walser e Grisanti cancelliere: Cortese statuendo sulla segnalazione trasmessa il 14 dicembre 2023 dal capo della Sezione esecuzione e fallimenti della Divisione della giustizia DE 1 relativa all’operato __________ dell’Ufficio d’esecuzione (__________) DN 1, Lugano ritenuto in fatto e considerando in diritto: che il 14 dicembre 2023 il capo della Sezione esecuzione e fallimenti della Divisione della giustizia (SEF) ha segnalato al presidente della Camera una possibile violazione del segreto d’ufficio da parte DN 1 dell’Ufficio di esecuzione (UE), in quanto egli ha trasmesso alla Sezione delle risorse umane (SRU), unitamente alle sue osservazioni relative al modulo di valutazione annuale delle sue prestazioni allestito il 23 novembre 2023 dal capo della SEF, i rapporti d’ispezione straordinaria dei settori immobiliari dell’UE del Sopra e del Sottoceneri e le considerazioni finali della Camera; che per il segnalante i documenti in questione hanno carattere confidenziale e nulla hanno a che vedere con la procedura di valutazione; che giusta l’art. 14 LEF, l’autorità cantonale di vigilanza esercita il potere disciplinare su tutti gli organi d’esecuzione forzata (art. 11 della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento [LALEF, RL 280.100]); che il procedimento disciplinare ha quale funzione il mantenimento dell’ordine, così come la salvaguardia della considerazione nei confronti delle autorità e la fiducia nelle stesse; che le misure disciplinari mirano a garantire, dal punto di vista sia preventivo che repressivo, il corretto adempimento dei rispettivi obblighi da parte degli organi sottoposti al potere disciplinare (in ultimo luogo: sentenza della CEF 15.2023.36 del 4 luglio 2023 e riferimenti citati); che i fatti costitutivi d’infrazione disciplinare non sono definiti nella legge; che in senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri particolari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese eventuali direttive impartite dall’autorità di vigilanza (citata 15.”
Art. 14 Abs. 2 SchKG enthält eine abschliessende Aufzählung der Disziplinarmassnahmen; danach kommen namentlich Rüge, Geldbusse bis CHF 1'000, Amtseinstellung bis höchstens sechs Monate sowie Amtsentsetzung in Betracht.
“E. 1.1). Zum anderen obliegt ihm gemäss Art. 14 Abs. 1 SchKG die administrative Aufsichts- kompetenz. Es hat die Einhaltung administrativer Pflichten, namentlich die Ge- schäftsführung, die Verwendung gesetzeskonformer Register und Protokolle, die korrekte Kassenführung, die Überprüfung der personellen, räumlichen und Infor- matikmittel, durch die Zwangsvollstreckungsorgane zu kontrollieren (Denise Wein- gart, in: Kren Kostkiewicz/Vock [Hrsg.], Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Kommentar, 4. Aufl., Zürich 2017, N 1 f. zu Art. 14 SchKG). Weitere Auf- gaben und Befugnisse sind in Art. 15 EGzSchKG aufgeführt. Schliesslich obliegt ihm aufgrund der kantonalen Kompetenz gemäss Art. 16 EGzSchKG die Diszipli- naraufsicht. Art. 14 Abs. 2 SchKG listet die Massnahmen, namentlich Rüge, Geld- busse bis zu CHF 1'000.00, Amtseinstellung für die Dauer von höchstens sechs Monaten und Amtsentsetzung, abschliessend auf.”
“E. 1.1). Zum anderen obliegt ihm gemäss Art. 14 Abs. 1 SchKG die administrative Aufsichts- kompetenz. Es hat die Einhaltung administrativer Pflichten, namentlich die Ge- schäftsführung, die Verwendung gesetzeskonformer Register und Protokolle, die korrekte Kassenführung, die Überprüfung der personellen, räumlichen und Infor- matikmittel, durch die Zwangsvollstreckungsorgane zu kontrollieren (Denise Wein- gart, in: Kren Kostkiewicz/Vock [Hrsg.], Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Kommentar, 4. Aufl., Zürich 2017, N 1 f. zu Art. 14 SchKG). Weitere Auf- gaben und Befugnisse sind in Art. 15 EGzSchKG aufgeführt. Schliesslich obliegt ihm aufgrund der kantonalen Kompetenz gemäss Art. 16 EGzSchKG die Diszipli- naraufsicht. Art. 14 Abs. 2 SchKG listet die Massnahmen, namentlich Rüge, Geld- busse bis zu CHF 1'000.00, Amtseinstellung für die Dauer von höchstens sechs Monaten und Amtsentsetzung, abschliessend auf.”
Disziplinarmassnahmen haben präventive und repressive Wirkung; sie dienen der Aufrechterhaltung der Ordnung, der Wahrung der Achtung gegenüber den Behörden und des Vertrauens in diese sowie der Sicherstellung des korrekten Erfüllens der dienstlichen Pflichten der unter der Disziplinarbefugnis stehenden Organe.
“In conformità con l'art. 14 cpv. 2 LEF, l'autorità cantonale di vigilanza eser- cita il potere disciplinare su tutti gli organi d'esecuzione forzata (art. 14 Legge d'- applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento del 23 apri- le 2014 [LAdLEF; CSC 220.000]). Il procedimento disciplinare ha quale funzione il mantenimento dell'ordine, così come la salvaguardia della considerazione nei con- fronti delle autorità e la fiducia nelle stesse (Frank Emmel, in: Staehe- lin/Bauer/Lorandi [edit.], Basler Kommentar Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs I, 3ª ed., Basilea 2021, n. 5 ad art. 14 LEF; Jolanta Kren Kostkiewicz, Kommentar Schuldbetreibungs- und Konkursgesetz mit weiteren Erlassen, 20ª ed., Zurigo 2020, n. 3 ad art. 14 LEF; Marco Levante, in: Hunkeler [edit.], Kurz- kommentar Schuldbetreibungs- und Konkursgesetz, 2ª ed., Basilea 2014, n. 6 ad art. 14 LEF). Le misure disciplinari mirano a garantire, dal punto di vista sia pre- ventivo che repressivo, il corretto adempimento dei rispettivi obblighi da parte degli organi sottoposti al potere disciplinare (Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 3 ad art. 14 LEF).”
Im Rahmen der aufsichtsrechtlichen Zuständigkeit können die kantonalen Aufsichtsbehörden im Einzelfall Anweisungen an das Betreibungsorgan erlassen, um rechtswidrige Handlungen zu beheben und die Interessen der Beteiligten zu schützen.
“Den kantonalen Aufsichtsbehörden obliegt nach Art. 13 SchKG die rechtliche Aufsicht (neben der organisatorischen Aufsicht gemäss Art. 14 SchKG). Die Auf- sichtsbehörden wachen über die Einhaltung des Gesetzes durch die ihnen unter- stellten Zwangsvollstreckungsbehörden und -organe. Im Rahmen dieser Kontroll- funktion kommt ihnen die individuell-konkrete Aufsichtskompetenz zu, d.h. die di- rekte Kontrolle über die zu beaufsichtigenden Behörden und Organe und mithin die Befugnis, im Einzelfall aufsichtsrechtlich einzuschreiten bzw. organisatorische Vor- kehren oder Massnahmen zu treffen (Urteil des Bundesgerichts 7B.189/2005 vom 13. Dezember 2005 E. 1.1) oder über bestimmte Verfahrensfragen selber zu ent- scheiden. In Ausübung ihrer Kompetenzen können die Aufsichtsbehörden alle nöti- gen Entscheidungen oder Massnahmen treffen, um rechtswidrige Handlungen ei- nes Vollstreckungsorgans zu beheben sowie die Interessen der Beteiligten zu schützen (Urteil des Bundesgerichts 5A_675/2011 vom 19. Januar 2012 E. 3.3). Als aufsichtsrechtliche Massnahme kommt unter anderem die Anweisung an das Be- treibungsorgan im Einzelfall (als individuell-konkreter Akt) in Frage.”
“Den kantonalen Aufsichtsbehörden obliegt nach Art. 13 SchKG die rechtliche Aufsicht (neben der organisatorischen Aufsicht gemäss Art. 14 SchKG). Die Auf- sichtsbehörden wachen über die Einhaltung des Gesetzes durch die ihnen unter- stellten Zwangsvollstreckungsbehörden und -organe. Im Rahmen dieser Kontroll- funktion kommt ihnen die individuell-konkrete Aufsichtskompetenz zu, d.h. die di- rekte Kontrolle über die zu beaufsichtigenden Behörden und Organe und mithin die Befugnis, im Einzelfall aufsichtsrechtlich einzuschreiten bzw. organisatorische Vor- kehren oder Massnahmen zu treffen (Urteil des Bundesgerichts 7B.189/2005 vom 13. Dezember 2005 E. 1.1) oder über bestimmte Verfahrensfragen selber zu ent- scheiden. In Ausübung ihrer Kompetenzen können die Aufsichtsbehörden alle nöti- gen Entscheidungen oder Massnahmen treffen, um rechtswidrige Handlungen ei- nes Vollstreckungsorgans zu beheben sowie die Interessen der Beteiligten zu schützen (Urteil des Bundesgerichts 5A_675/2011 vom 19. Januar 2012 E. 3.3). Als aufsichtsrechtliche Massnahme kommt unter anderem die Anweisung an das Be- treibungsorgan im Einzelfall (als individuell-konkreter Akt) in Frage.”
Die Disziplinargewalt über Betreibungsamtspersonal kann einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde übertragen werden. Es besteht kein verfassungs‑ oder gesetzesrechtliches Erfordernis, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt sein muss; die Übertragung der rechtlichen und administrativen Aufsicht sowie der Disziplinargewalt an eine gerichtliche Behörde wird in der einschlägigen Rechtsprechung/Lehre als zulässig angesehen.
“Weiter macht der Beschwerdeführer geltend, das Betreibungs- und Konkursamt sei nicht dem Regierungsrat unterstellt, womit eine Verletzung des Grundsatzes der Gewaltenteilung vorliege (Beschwerde, S. 2 ff., Ziff. 1 und 2). Zwar handelt es sich beim Betreibungsamt um eine Verwaltungsbehörde (vgl. BGE 118 III 27 E. 3a; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9. Auflage, Bern 2013, § 1 N 18) und wird das Verfahren vor dem Betreibungsamt als Verwaltungsverfahren qualifiziert (Iqbal, SchKG und Verfassung, Diss. Zürich 2005, 43 ff.). Es ist aber weder eine Verfassungs- oder Gesetzesbestimmung noch ein Verfassungsgrundsatz oder ein allgemeiner Rechtsgrundsatz ersichtlich, der verlangen würde, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt ist. Im Gegenteil ist es unbestritten, dass nicht nur die rechtliche Aufsicht (Art. 13 Abs. 1 SchKG), sondern auch die administrative Aufsicht (Art. 14 Abs. 1 SchKG) und die Disziplinargewalt (Art. 14 Abs. 2 SchKG) über das Betreibungsamt einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde anvertraut werden darf (vgl. Dallèves, in: Commentaire romand, Basel 2005, Art. 13 LP N 2 und 57; Emmel, in: Basler Kommentar, 3. Auflage 2021, Art. 13 SchKG N 1 und 15 f. sowie Art. 14 SchKG N 1). Die Rüge der Verletzung des Grundsatzes der Gewaltentrennung entbehrt damit jeglicher Grundlage.”
“Weiter macht der Beschwerdeführer geltend, das Betreibungs- und Konkursamt sei nicht dem Regierungsrat unterstellt, womit eine Verletzung des Grundsatzes der Gewaltenteilung vorliege (Beschwerde, S. 2 ff., Ziff. 1 und 2). Zwar handelt es sich beim Betreibungsamt um eine Verwaltungsbehörde (vgl. BGE 118 III 27 E. 3a; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9. Auflage, Bern 2013, § 1 N 18) und wird das Verfahren vor dem Betreibungsamt als Verwaltungsverfahren qualifiziert (Iqbal, SchKG und Verfassung, Diss. Zürich 2005, 43 ff.). Es ist aber weder eine Verfassungs- oder Gesetzesbestimmung noch ein Verfassungsgrundsatz oder ein allgemeiner Rechtsgrundsatz ersichtlich, der verlangen würde, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt ist. Im Gegenteil ist es unbestritten, dass nicht nur die rechtliche Aufsicht (Art. 13 Abs. 1 SchKG), sondern auch die administrative Aufsicht (Art. 14 Abs. 1 SchKG) und die Disziplinargewalt (Art. 14 Abs. 2 SchKG) über das Betreibungsamt einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde anvertraut werden darf (vgl. Dallèves, in: Commentaire romand, Basel 2005, Art. 13 LP N 2 und 57; Emmel, in: Basler Kommentar, 3. Auflage 2021, Art. 13 SchKG N 1 und 15 f. sowie Art. 14 SchKG N 1). Die Rüge der Verletzung des Grundsatzes der Gewaltentrennung entbehrt damit jeglicher Grundlage.”
Obwohl Art. 14 SchKG dies nicht ausdrücklich regelt, ist nach der Literatur Verschulden (Colpa) als wesentliches Tatbestandsmerkmal für die Anordnung von Disziplinarmassnahmen anzusehen.
“], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“Mentre il catalogo delle misure disciplinari è puntuale ed esaustivo, i fatti costitutivi di infrazione disciplinare non sono definiti nella legge (Emmel, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 5 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Louis Dallèves, in: Dalleves/Foex/Jeandin [edit.], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n.”
“L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
Die Rechtsprechung befürwortet die Praxis, wonach Betreibungsämter wegen ihrer regionalen Marktkenntnis und der örtlichen Besonderheiten geeignete, seriöse Sachverständige auswählen dürfen. Die Aufsichtsbehörde kann diese Auswahl zurückweisen; gegen die Einsetzung eines ungeeigneten oder befangen erscheinenden Gutachters steht der Beschwerdeweg offen.
“E. 2.1; 5A_864/2011 E. 4.1). Mit anderen Worten ist ihm auch durch das Betreibungsamt, wenn auch in beschränktem Masse, das rechtliche Gehör zu gewähren. Gegen die Einsetzung eines ungeeigneten oder gar befangenen Gutachters stünde wiederum die Be- schwerde an die Aufsichtsbehörde offen. Gute Gründe sprechen für die bisherige Praxis. Die Kompetenz, dem Betrei- bungsamt individuelle Anweisungen zu erteilen, stützt sich in allgemeiner Weise auf Art. 13 Abs. 1 SchKG (vgl. Jolanta Kren Kostkiewicz, in: Kren Kostkiewicz [Hrsg.], Orell Füssli Kommentar, SchKG, Zürich 2020, N 6 zu Art. 14 SchKG). Ent- sprechend muss dies auch hinsichtlich eines von der Aufsichtsbehörde an das Betreibungsamt zurückgewiesenen Verfahrens gelten. Durch das Zurückweisen der eigentlichen Auswahl des Sachverständigen und Fristansetzung zur Leistung eines Kostenvorschusses an das Betreibungsamt bleibt der Gesuchstellerin ein doppelter Instanzenzug offen. Zudem trägt die Praxis der Grösse sowie den regio- nalen Unterschieden und Besonderheiten des bündnerischen Immobilienmarktes Rechnung. Die Betreibungsbeamten dürften oftmals am besten wissen, welchen seriösen, fachlich kompetenten und mit dem Immobilienmarkt ihres eigenen Be- treibungssprengels vertrauten Sachverständigen sie den Gutachtensauftrag ertei- len können.”
“E. 2.1; 5A_864/2011 E. 4.1). Mit anderen Worten ist ihm auch durch das Betreibungsamt, wenn auch in beschränktem Masse, das rechtliche Gehör zu gewähren. Gegen die Einsetzung eines ungeeigneten oder gar befangenen Gutachters stünde wiederum die Be- schwerde an die Aufsichtsbehörde offen. Gute Gründe sprechen für die bisherige Praxis. Die Kompetenz, dem Betrei- bungsamt individuelle Anweisungen zu erteilen, stützt sich in allgemeiner Weise auf Art. 13 Abs. 1 SchKG (vgl. Jolanta Kren Kostkiewicz, in: Kren Kostkiewicz [Hrsg.], Orell Füssli Kommentar, SchKG, Zürich 2020, N 6 zu Art. 14 SchKG). Ent- sprechend muss dies auch hinsichtlich eines von der Aufsichtsbehörde an das Betreibungsamt zurückgewiesenen Verfahrens gelten. Durch das Zurückweisen der eigentlichen Auswahl des Sachverständigen und Fristansetzung zur Leistung eines Kostenvorschusses an das Betreibungsamt bleibt der Gesuchstellerin ein doppelter Instanzenzug offen. Zudem trägt die Praxis der Grösse sowie den regio- nalen Unterschieden und Besonderheiten des bündnerischen Immobilienmarktes Rechnung. Die Betreibungsbeamten dürften oftmals am besten wissen, welchen seriösen, fachlich kompetenten und mit dem Immobilienmarkt ihres eigenen Be- treibungssprengels vertrauten Sachverständigen sie den Gutachtensauftrag ertei- len können.”
Die administrative Aufsicht nach Art. 14 Abs. 1 SchKG kann einer gerichtlichen Behörde übertragen werden.
“Weiter macht der Beschwerdeführer geltend, das Betreibungs- und Konkursamt sei nicht dem Regierungsrat unterstellt, womit eine Verletzung des Grundsatzes der Gewaltenteilung vorliege (Beschwerde, S. 2 ff., Ziff. 1 und 2). Zwar handelt es sich beim Betreibungsamt um eine Verwaltungsbehörde (vgl. BGE 118 III 27 E. 3a; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9. Auflage, Bern 2013, § 1 N 18) und wird das Verfahren vor dem Betreibungsamt als Verwaltungsverfahren qualifiziert (Iqbal, SchKG und Verfassung, Diss. Zürich 2005, 43 ff.). Es ist aber weder eine Verfassungs- oder Gesetzesbestimmung noch ein Verfassungsgrundsatz oder ein allgemeiner Rechtsgrundsatz ersichtlich, der verlangen würde, dass das Betreibungsamt dem Regierungsrat unterstellt ist. Im Gegenteil ist es unbestritten, dass nicht nur die rechtliche Aufsicht (Art. 13 Abs. 1 SchKG), sondern auch die administrative Aufsicht (Art. 14 Abs. 1 SchKG) und die Disziplinargewalt (Art. 14 Abs. 2 SchKG) über das Betreibungsamt einer gerichtlichen Behörde als Aufsichtsbehörde anvertraut werden darf (vgl. Dallèves, in: Commentaire romand, Basel 2005, Art. 13 LP N 2 und 57; Emmel, in: Basler Kommentar, 3. Auflage 2021, Art. 13 SchKG N 1 und 15 f. sowie Art. 14 SchKG N 1). Die Rüge der Verletzung des Grundsatzes der Gewaltentrennung entbehrt damit jeglicher Grundlage.”
Disziplinarmassnahmen müssen dem Grundsatz der Verhältnismässigkeit genügen: sie müssen geeignet sein, die Dienstpflichten und die ordnungsgemässe Erfüllung öffentlicher Aufgaben sowie das Vertrauen in die Verwaltung zu sichern, und sie müssen zur objektiven Schwere der Pflichtverletzung sowie zum Grad des Verschuldens des betroffenen Beamten/Angestellten in Verhältnis stehen. Die culpa ist Voraussetzung für ein disziplinarisches Eingreifen.
“], Com- mentaire romand Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 5 ad art. 14 LEF). In senso generale, è passibile di sanzione disciplinare ogni violazione dei doveri di funzione (ancorché commessa fuori dagli orari di servizio) e ogni violazione dei doveri parti- colari imposti da una corretta applicazione del diritto esecutivo, comprese even- tuali direttive impartite dalle autorità di vigilanza (Emmel, op. cit., n. 5 e 8 ad art. 14 LEF). Nell'ambito disciplinare vige tuttavia il principio di opportunità secon- do cui non ogni violazione dei doveri di funzione dev'essere sanzionata (Emmel, op. cit., n. 5 e 10 ad art. 14 LEF). L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”
“L'autorità di vigilanza gode di un ampio margine d'apprezzamento in relazione all'adozione di misure disciplinari (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). Sebbene la legge non lo precisi, la colpa è un presupposto essenziale dell'inter- vento disciplinare (Emmel, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 8 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF). La sanzione disciplinare deve inoltre rispettare il principio della proporzionalità, ciò significa che, da una parte, essa deve essere idonea a garantire l'osservanza dei doveri di servizio, la corretta ed efficace esecuzione delle mansioni pubbliche, nonché la salvaguardia della fiducia nell'amministrazione, e dall'altra, dev'essere commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione e al grado di colpa dell'agente (Emmel, op. cit., n. 11 ad art. 14 LEF; Kren Kostkiewicz, op. cit., n. 6 ad art. 14 LEF; Levante, op. cit., n. 9 ad art. 14 LEF; Dallèves, op. cit., n. 4 ad art. 14 LEF).”