17 commentaries
In den vorliegenden Fällen haben die Sozialkassen ihre ausstehenden Beitragsforderungen beim Konkursamt (Ufficio dei fallimenti) nach Konkurseröffnung angemeldet (insinuirt → angemeldet/insinuierte Forderungen). Das Konkursamt/UF hat in diesen Verfahren frühzeitig mitgeteilt, dass voraussichtlich keine oder nur eine geringe Dividende zu erwarten ist.
“RI 2 è stato amministratore unico della società dal 15 maggio 2013 al 22 giugno 2016, data a partire dalla quale egli è stato presidente del consiglio di amministratore sino al 9 febbraio 2018 (dimissioni del 31 gennaio 2018), con diritto di firma individuale (date di pubblicazione nel FUSC). 1.2. Dal 1. giugno 2013 la società è stata affiliata alla Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) quale datrice di lavoro e sin dall’agosto 2014 è entrata in mora col pagamento dei contributi per cui la Cassa ha dovuto sistematicamente diffidarla e precettarla dal mese di luglio 2015, così come si evince dallo specchietto relativo all’evoluzione dei pagamenti dei contributi AVS/AI/IPG/AD e AF per gli anni 2016-2017 (docc. 3, 7 e 8 inc. n. 31.2020.27). Con decreto del 15 maggio 2018 la Pretura del Distretto di __________ ha dichiarato l’apertura del fallimento e ha successivamente autorizzato la liquidazione del fallimento mediante la procedura sommaria ai sensi dell’art. 231 LEF. Con scritto del 3 ottobre 2019 la Cassa ha insinuato all’Ufficio dei fallimenti (UF) del Distretto di __________ il proprio credito di fr. 223'177.80 per i contributi relativi agli anni 2016 e 2017 rimasti scoperti, di cui fr. 19'859.65 per contributi sule rivendicazioni di salario fatte valere, dopo controllo del datore di lavoro (doc. 18 inc. n. 31.2020.27). Richiesto in merito dalla Cassa, in data __________ l’UF ha comunicato che dalla procedura di liquidazione del fallimento non vi era da attendere alcun dividendo (doc. 17 inc. n. 31.2020.27). 1.3. Constatato di avere subìto un danno, con decisione del 15 luglio 2020, confermata con decisione su opposizione del 16 ottobre 2020, la Cassa aveva chiesto a RI 2 il risarcimento ex art. 52 LAVS di fr. 184'098.95 per gli oneri sociali del 2016 e 2017 rimasti insoluti, in via solidale con __________ e __________ per analogo importo e periodo e con __________ limitatamente a fr.”
“Il 17 giugno 2010 la sede sociale è stata trasferita a __________ (date di pubblicazione nel FUSC; cfr. estratto RC informatizzato agli atti). Il Consiglio di amministrazione era composto da (date di pubblicazione nel FUSC): __________, amministratrice unica con diritto di firma individuale dal 18 maggio 2011 al 23 gennaio 2015; RI 1, amministratore unico con diritto di firma individuale dal 23 gennaio 2015 sino al fallimento della società (12 aprile 2018). 1.2. Dal 1° novembre 2009 la società è stata affiliata alla Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) quale datrice di lavoro. Con decreto del 12 aprile 2018 la Pretura del Distretto di __________ ha dichiarato l’apertura del fallimento, autorizzando successivamente la liquidazione mediante la procedura sommaria ai sensi dell’art. 231 LEF (pubblicazione nel FUSC dell’8 giugno 2018). Il 26 novembre 2018 la Cassa ha insinuato all’Ufficio dei fallimenti (UF) del Distretto di __________ il proprio credito di fr. 58'274,85, a titolo di contributi paritetici AVS/AI/SD e AF non soluti dalla società per gli anni 2015 - 2018, quest’ultimo sino al mese di settembre, dopo controllo del datore di lavoro (doc. V/1). Con scritti del 4 ottobre 2018, confermato con email del 7 febbraio 2020, l’UF di __________ ha comunicato alla Cassa che non sono previsti dividendi ai creditori di seconda classe (doc. V/2 e 3). 1.3. Costatato di avere subìto un danno, con decisione del 13 marzo 2020, confermata con decisione su opposizione del 27 febbraio 2020, la Cassa ha chiesto a RI 1 il risarcimento ex art. 52 LAVS di fr. 58'030,75, per contributi paritetici non soluti dalla società dal 2015 al 2018 (doc. 1). 1.”
“estratto RC informatizzato agli atti). Lo scopo sociale consisteva nella gestione di un centro fitness per la cura del corpo e per il tempo libero con pesi, massaggi, solarium, aerobica, nonché la vendita di materiale e attrezzature inerenti l’attività principale così come la gestione di una mescita di bibite e cibarie (cfr. estratto RC informatizzato agli atti). RI 1 ha ricoperto la carica di socia e gerente con diritto di firma individuale sin dalla fondazione della società. 1.2. La società è stata affiliata, in qualità di datrice di lavoro, alla Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) dal 1. maggio 1996 (cfr. doc. 3 e 10) Con decreto del 15 marzo 2018 la Pretura del Distretto di __________ ha dichiarato il fallimento della società (FUSC __________ 2018) e successivamente ha autorizzato la liquidazione in via sommaria ai sensi dell’art. 231 LEF (FUSC __________ 2018). La Cassa, il 27 dicembre 2018 (doc. 10), ha insinuato all’Ufficio fallimenti (UF) di __________ il proprio credito di fr. 75'146,45 a titolo di contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF non versati per gli anni dal 2013 al 2018, di cui fr. 773 per contributi sulle rivendicazioni di credito, dopo controllo del datore di lavoro (doc. 3; vedi anche la Graduatoria sub doc. 1/B). L’UF di __________, con e-mail del 17 e del 28 ottobre 2019, ha comunicato alla Cassa che “(…) al momento non siamo ancora in grado di confermati in merito al dividendo (…)” rispettivamente che “(…) attualmente gli attivi ammontano a ca. CHF 80'000.00; i passivi a ca. 81'000.00 in 1a classe, rispettivamente ca CHF 77'000.00 in 2a classe (…)” (doc. 1/A). 1.3. Costatato di avere subito un danno – aggiornato l’importo dopo le ultime registrazioni contabili e l’accredito della ridistribuzione della tassa sul CO2 –, con decisione del 15 novembre 2019 (doc.”
Eine vom Schuldner geleistete Hinterlegung kann dem Gläubiger der kollozierten Forderung Sicherheit dafür bieten, dass seine Forderung im Rahmen des weitergeführten Verfahrens entsprechend dessen Ausgang erfüllt wird.
“Prozessuale Sicherheiten bezwecken, einen Verfahrensbeteiligten für den Fall zu sichern, dass ihm zustehende Ansprüche wegen der Dauer eines Verfah- rens oder wegen des prozessualen Tätigwerdens eines anderen Verfahrensbetei- ligten nicht erfüllt werden. Sie können vom Gericht auf Antrag oder von Amtes wegen angeordnet werden (vgl. zum Ganzen SOTIRIOS KOTRONIS, Die Sicherheits- leistung im Privatrecht: eine rechtsdogmatische und rechtsvergleichende Unter- suchung zum deutschen und schweizerischen Privatrecht, Diss. 2016, S. 43 ff., S. 56 ff.). Das schweizerische Verfahrensrecht sieht in ZPO und SchKG ver- schiedentlich prozessuale Sicherheitsleistungen vor. Im SchKG etwa beim Arrest (Art. 277 SchKG), bei der Beschwerde gegen die Konkurseröffnung (Art. 174), der Durchführung des Konkurses mangels Aktiven (Art. 230 Abs. 2 und Art. 231 Abs. 2 SchKG) oder – wie bereits erwähnt – beim Konkurswiderruf im Fall einer ausgeschlagenen Erbschaft (Art. 196 SchKG) und beim Nachlassvertrag (Art. 306 Abs. 2 Ziff. 2 SchKG; vgl. S OTIRIOS KOTRONIS, S. 60), in der ZPO namentlich die Sicherheit für die Parteientschädigung (Art. 99 ZPO). Das Gesuch der Gesuch- stellerin um Hinterlegung zielt auf eine Sicherheitsleistung in diesem Sinne ab, wenn auch indirekt: Die Gesuchstellerin will erreichen, dass das Konkursverfah- ren beendet wird und sie das Verfügungsrecht über ihr Vermögen zurück erlangt, ohne dass die kollozierte Forderung des bereits bei Konkurseröffnung rechtshän- gigen arbeitsrechtlichen Prozesses (welcher gemäss Art. 207 SchKG sistiert wor- den ist) beglichen würde. Die angestrebte Hinterlegung soll dem Gläubiger jener kollozierten Forderung Sicherheit dafür bieten, dass seine Forderung je nach Massgabe des fortzuführenden Prozesses erfüllt werden wird. - 6 -”
Hinterlegung stellt eine prozessuale Sicherheitsleistung dar, die – unter anderem im Zusammenhang mit Art. 231 Abs. 2 SchKG – Gläubigern Sicherheit dafür bieten kann, dass kollozierte Forderungen (z. B. aus sistierten Prozessen) trotz Beendigung oder Fortführung des Konkursverfahrens erfüllt werden. Solche prozessualen Sicherheiten können das Gericht auf Antrag oder von Amtes wegen anordnen.
“Prozessuale Sicherheiten bezwecken, einen Verfahrensbeteiligten für den Fall zu sichern, dass ihm zustehende Ansprüche wegen der Dauer eines Verfah- rens oder wegen des prozessualen Tätigwerdens eines anderen Verfahrensbetei- ligten nicht erfüllt werden. Sie können vom Gericht auf Antrag oder von Amtes wegen angeordnet werden (vgl. zum Ganzen SOTIRIOS KOTRONIS, Die Sicherheits- leistung im Privatrecht: eine rechtsdogmatische und rechtsvergleichende Unter- suchung zum deutschen und schweizerischen Privatrecht, Diss. 2016, S. 43 ff., S. 56 ff.). Das schweizerische Verfahrensrecht sieht in ZPO und SchKG ver- schiedentlich prozessuale Sicherheitsleistungen vor. Im SchKG etwa beim Arrest (Art. 277 SchKG), bei der Beschwerde gegen die Konkurseröffnung (Art. 174), der Durchführung des Konkurses mangels Aktiven (Art. 230 Abs. 2 und Art. 231 Abs. 2 SchKG) oder – wie bereits erwähnt – beim Konkurswiderruf im Fall einer ausgeschlagenen Erbschaft (Art. 196 SchKG) und beim Nachlassvertrag (Art. 306 Abs. 2 Ziff. 2 SchKG; vgl. S OTIRIOS KOTRONIS, S. 60), in der ZPO namentlich die Sicherheit für die Parteientschädigung (Art. 99 ZPO). Das Gesuch der Gesuch- stellerin um Hinterlegung zielt auf eine Sicherheitsleistung in diesem Sinne ab, wenn auch indirekt: Die Gesuchstellerin will erreichen, dass das Konkursverfah- ren beendet wird und sie das Verfügungsrecht über ihr Vermögen zurück erlangt, ohne dass die kollozierte Forderung des bereits bei Konkurseröffnung rechtshän- gigen arbeitsrechtlichen Prozesses (welcher gemäss Art. 207 SchKG sistiert wor- den ist) beglichen würde. Die angestrebte Hinterlegung soll der Gläubigerin jener kollozierten Forderung Sicherheit dafür bieten, dass ihre Forderung je nach Mas- sgabe des fortzuführenden Prozesses erfüllt werden wird. - 6 -”
“Prozessuale Sicherheiten bezwecken, einen Verfahrensbeteiligten für den Fall zu sichern, dass ihm zustehende Ansprüche wegen der Dauer eines Verfah- rens oder wegen des prozessualen Tätigwerdens eines anderen Verfahrensbetei- ligten nicht erfüllt werden. Sie können vom Gericht auf Antrag oder von Amtes wegen angeordnet werden (vgl. zum Ganzen SOTIRIOS KOTRONIS, Die Sicherheits- leistung im Privatrecht: eine rechtsdogmatische und rechtsvergleichende Unter- suchung zum deutschen und schweizerischen Privatrecht, Diss. 2016, S. 43 ff., S. 56 ff.). Das schweizerische Verfahrensrecht sieht in ZPO und SchKG ver- schiedentlich prozessuale Sicherheitsleistungen vor. Im SchKG etwa beim Arrest (Art. 277 SchKG), bei der Beschwerde gegen die Konkurseröffnung (Art. 174), der Durchführung des Konkurses mangels Aktiven (Art. 230 Abs. 2 und Art. 231 Abs. 2 SchKG) oder – wie bereits erwähnt – beim Konkurswiderruf im Fall einer ausgeschlagenen Erbschaft (Art. 196 SchKG) und beim Nachlassvertrag (Art. 306 Abs. 2 Ziff. 2 SchKG; vgl. S OTIRIOS KOTRONIS, S. 60), in der ZPO namentlich die Sicherheit für die Parteientschädigung (Art. 99 ZPO). Das Gesuch der Gesuch- stellerin um Hinterlegung zielt auf eine Sicherheitsleistung in diesem Sinne ab, wenn auch indirekt: Die Gesuchstellerin will erreichen, dass das Konkursverfah- ren beendet wird und sie das Verfügungsrecht über ihr Vermögen zurück erlangt, ohne dass die kollozierte Forderung des bereits bei Konkurseröffnung rechtshän- gigen arbeitsrechtlichen Prozesses (welcher gemäss Art. 207 SchKG sistiert wor- den ist) beglichen würde. Die angestrebte Hinterlegung soll dem Gläubiger jener kollozierten Forderung Sicherheit dafür bieten, dass seine Forderung je nach Massgabe des fortzuführenden Prozesses erfüllt werden wird. - 6 -”
“Prozessuale Sicherheiten bezwecken, einen Verfahrensbeteiligten für den Fall zu sichern, dass ihm zustehende Ansprüche wegen der Dauer eines Verfah- rens oder wegen des prozessualen Tätigwerdens eines anderen Verfahrensbetei- ligten nicht erfüllt werden. Sie können vom Gericht auf Antrag oder von Amtes wegen angeordnet werden (vgl. zum Ganzen SOTIRIOS KOTRONIS, Die Sicherheits- leistung im Privatrecht: eine rechtsdogmatische und rechtsvergleichende Unter- suchung zum deutschen und schweizerischen Privatrecht, Diss. 2016, S. 43 ff., S. 56 ff.). Das schweizerische Verfahrensrecht sieht in ZPO und SchKG ver- schiedentlich prozessuale Sicherheitsleistungen vor. Im SchKG etwa beim Arrest (Art. 277 SchKG), bei der Beschwerde gegen die Konkurseröffnung (Art. 174), der Durchführung des Konkurses mangels Aktiven (Art. 230 Abs. 2 und Art. 231 Abs. 2 SchKG) oder – wie bereits erwähnt – beim Konkurswiderruf im Fall einer ausgeschlagenen Erbschaft (Art. 196 SchKG) und beim Nachlassvertrag (Art. 306 Abs. 2 Ziff. 2 SchKG; vgl. S OTIRIOS KOTRONIS, S. 60), in der ZPO namentlich die Sicherheit für die Parteientschädigung (Art. 99 ZPO). Das Gesuch der Gesuch- stellerin um Hinterlegung zielt auf eine Sicherheitsleistung in diesem Sinne ab, wenn auch indirekt: Die Gesuchstellerin will erreichen, dass das Konkursverfah- ren beendet wird und sie das Verfügungsrecht über ihr Vermögen zurück erlangt, ohne dass die kollozierte Forderung des bereits bei Konkurseröffnung rechtshän- gigen arbeitsrechtlichen Prozesses (welcher gemäss Art. 207 SchKG sistiert wor- den ist) beglichen würde. Die angestrebte Hinterlegung soll der Gläubigerin jener kollozierten Forderung Sicherheit dafür bieten, dass ihre Forderung je nach Mas- sgabe des fortzuführenden Prozesses erfüllt werden wird. - 6 -”
Wurde der Konkurs mangels Aktiven eingestellt, kommt nach der Rechtsprechung ein nachträglicher Wechsel zum summarischen Verfahren bzw. eine Wiederaufnahme des Verfahrens nicht in Betracht, da das Konkursgericht die Einstellung verfügt hat und kein summarisches Verfahren angeordnet worden ist.
“Vorliegend kommt hinzu, dass während des laufenden Beschwerdeverfahrens nicht nur der Konkurs über die Beschwerdeführerin eröffnet wurde, sondern das Konkursverfahren mangels Aktiven mit Einzelrichterentscheid vom 17. Mai 2022 eingestellt worden ist (BVGer-act. 36 Beilage). Das Konkursamt hat im Weiteren auf Nachfrage mitgeteilt, dass der Konkurs über die Beschwerdeführerin per 8. Juni 2022 als definitiv eingestellt gilt, denn innert Frist habe kein Gläubiger die Durchführung des Verfahrens verlangt bzw. den dafür erforderlichen Kostenvorschuss einbezahlt (BVGer-act. 32). Gemäss geltender Rechtsprechung kann daher das Beschwerdeverfahren vorliegend umgehend eingestellt werden (Urteil des BGer 9C_56/2023 vom 15. Mai 2023 E. 2.4.1; Art. 207 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 207 Abs. 1 Satz 1 SchKG; ausführlich dazu Urteil 2C_650/2011 vom 16. Februar 2012 E. 1.2), ohne weitergehende Überlegungen zur Legitimation und dergleichen anstellen zu müssen. Denn eine Wiederaufnahme des Beschwerdeverfahrens würde von vornherein daran scheitern, dass das Konkursgericht weder ein ordentliches (Art. 221 ff. SchKG) noch ein summarisches Konkursverfahren (Art. 231 SchKG) angeordnet, sondern vielmehr die Einstellung des Konkursverfahrens mangels Aktiven (Art. 230 SchKG) verfügt hatte. Dem Handelsregister, welches das Bundesverwaltungsgericht von Amtes wegen berücksichtigen kann (Urteile 2C_914/2022 vom 22. November 2022 E. 2; 2C_206/2022 vom 9. März 2022 E. 1.1), ist zu entnehmen, dass es bei der Einstellung des Konkursverfahrens mangels Aktiven geblieben ist. Zum Widerruf des Konkurses ist es nicht gekommen (Art. 195 SchKG; Handelsregister, letztmals konsultiert am 21. Dezember 2023).”
“Vorliegend kommt hinzu, dass während des laufenden Beschwerdeverfahrens nicht nur der Konkurs über die Beschwerdeführerin eröffnet wurde, sondern das Konkursverfahren mangels Aktiven mit Einzelrichterentscheid vom 17. Mai 2022 eingestellt worden ist (BVGer-act. 36 Beilage). Das Konkursamt hat im Weiteren auf Nachfrage mitgeteilt, dass der Konkurs über die Beschwerdeführerin per 8. Juni 2022 als definitiv eingestellt gilt, denn innert Frist habe kein Gläubiger die Durchführung des Verfahrens verlangt bzw. den dafür erforderlichen Kostenvorschuss einbezahlt (BVGer-act. 32). Gemäss geltender Rechtsprechung kann daher das Beschwerdeverfahren vorliegend umgehend eingestellt werden (Urteil des BGer 9C_56/2023 vom 15. Mai 2023 E. 2.4.1; Art. 207 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 207 Abs. 1 Satz 1 SchKG; ausführlich dazu Urteil 2C_650/2011 vom 16. Februar 2012 E. 1.2), ohne weitergehende Überlegungen zur Legitimation und dergleichen anstellen zu müssen. Denn eine Wiederaufnahme des Beschwerdeverfahrens würde von vornherein daran scheitern, dass das Konkursgericht weder ein ordentliches (Art. 221 ff. SchKG) noch ein summarisches Konkursverfahren (Art. 231 SchKG) angeordnet, sondern vielmehr die Einstellung des Konkursverfahrens mangels Aktiven (Art. 230 SchKG) verfügt hatte. Dem Handelsregister, welches das Bundesverwaltungsgericht von Amtes wegen berücksichtigen kann (Urteile 2C_914/2022 vom 22. November 2022 E. 2; 2C_206/2022 vom 9. März 2022 E. 1.1), ist zu entnehmen, dass es bei der Einstellung des Konkursverfahrens mangels Aktiven geblieben ist. Zum Widerruf des Konkurses ist es nicht gekommen (Art. 195 SchKG; Handelsregister, letztmals konsultiert am 21. Dezember 2023).”
Bei drohender Unterdeckung ist eine Suspendierung der summarischen Liquidation erst nach vertiefter richterlicher Prüfung möglich. Der Richter prüft, ob die Abklärungen des Konkursamtes ausreichend, seriös und vollständig sind; er kann ergänzende Auskünfte verlangen und die (z. B. dritt- oder anfechtungsrechtlichen) Ansprüche sowie deren Erfolgsaussichten würdigen, bevor er eine Suspendierung anordnet.
“3 Le recours a été formé selon la forme et dans le délai prévus par la loi (art. 321 al. 1 et 2 CPC), de sorte qu'il est recevable. 2. Le recours est ouvert pour violation du droit et constatation manifestement inexacte des faits (art. 320 CPC). Les décisions rendues en matière de faillite sont soumises à la procédure sommaire (art. 251 let. a CPC) et la maxime inquisitoire est applicable (art. 255 let. a CPC). 3. Les conclusions, les allégations de faits et les preuves nouvelles sont irrecevables (art. 326 al. 1 CPC). Il s'ensuit que l'ensemble des pièces nouvelles produites par les parties, de même que les faits s'y rapportant, sont irrecevables. 4. Le recourant fait grief au Tribunal de ne pas avoir considéré que les actifs de la masse en faillite étaient suffisants pour couvrir les frais de la liquidation sommaire de la faillite. 4.1.1 Après la prise d'inventaire des biens du failli (art. 221 LP), l'Office des faillites examine si ceux-ci suffisent à couvrir les frais d'une éventuelle liquidation sommaire au sens de l'art. 231 LP. Lorsqu'il est probable que la masse ne suffira pas à couvrir les frais de liquidation sommaire, le juge qui a ordonné la faillite prononce la suspension de celle-ci à la demande de l'Office des faillites (art. 230 al. 1 LP). La suspension de la faillite nécessite une enquête préalable plus approfondie que celle précédant la prise d'inventaire. La décision de suspension n'est prononcée qu'après vérification de la situation par le juge. Celui-ci apprécie les éventuelles revendications de tiers et les chances de succès des actions révocatoires. Directement ou par l'intermédiaire de l'office, le juge peut exiger du failli des renseignements complémentaires (Vouilloz, Commentaire romand LP, 2005, n° 2 ad art. 230 LP). Le juge doit ainsi contrôler attentivement si la proposition de l'Office des faillites repose sur des investigations suffisamment sérieuses, approfondies et complètes pour justifier la suspension faute d'actifs (ATF 141 III 590 consid. 3.3). L'Office des faillites publie la décision de suspension.”
Bei der Realisation einzelner, verpfändeter Vermögenswerte findet nach der Rechtsprechung grundsätzlich das summarische Konkursverfahren nach Art. 231 SchKG Anwendung. Von diesem Grundsatz kann nur abgewichen werden, wenn die Besonderheiten der Liquidationssituation dies erfordern.
“Si des valeurs mises en gage se trouvent dans la masse en faillite d'une personne morale et que la faillite a été suspendue faute d'actifs (art. 230 LP), chaque créancier gagiste peut néanmoins demander à l'office des faillites la réalisation de son gage (art. 230a al. 2 LP; liquidation spéciale). Ainsi, la suspension de la procédure de faillite faute d'actifs et la clôture de la procédure qui en découle ne déploient pas leurs effets sur l'ensemble de la masse en faillite. Chaque créancier hypothécaire peut exclure l'immeuble soumis au gage de la suspension de la faillite et de l'effet de clôture, avec pour conséquence qu'au lieu de la liquidation générale en faveur de tous les créanciers, seule une liquidation spéciale de l'immeuble concerné a lieu (arrêt 5A_896/2010 du 11 mars 2011 consid. 4.2.2). La loi ne règle pas spécifiquement cette réalisation, raison pour laquelle la procédure sommaire de faillite s'applique (art. 231 LP; ATF 140 III 462 consid. 5.1; arrêt 5A_606/2019 du 3 décembre 2019 consid. 3.1), sauf si les particularités de la liquidation spéciale exigent des dérogations. En particulier, le fait que l'état de collocation se limite à l'état des charges et que les créanciers non garantis par gage n'y participent pas ne change rien au fait que la procédure ("liquidation subséquente") est un instrument du droit de la faillite et qu'elle doit se dérouler selon les principes du droit de la faillite (arrêt 5A_796/2016 du 4 septembre 2017 consid. 3.3.3, publié in BlSchK 2018 p. 57). Dans cette procédure de liquidation, les objets gagés sont en principe réalisés aux enchères. Le principe de l'offre suffisante (art. 126 s. LP) ne s'applique pas. Aucun acte de défaut de biens n'est délivré. Un certificat d'insuffisance de gage (art. 158 LP) est cependant remis au créancier gagiste qui a demandé la réalisation du gage et qui n'a pas été désintéressé. Pour le montant de son découvert de gage, le créancier gagiste peut engager une poursuite par voie de saisie (art.”
“Si des valeurs mises en gage se trouvent dans la masse en faillite d'une personne morale et que la faillite a été suspendue faute d'actifs (art. 230 LP), chaque créancier gagiste peut néanmoins demander à l'office des faillites la réalisation de son gage (art. 230a al. 2 LP; liquidation spéciale). Ainsi, la suspension de la procédure de faillite faute d'actifs et la clôture de la procédure qui en découle ne déploient pas leurs effets sur l'ensemble de la masse en faillite. Chaque créancier hypothécaire peut exclure l'immeuble soumis au gage de la suspension de la faillite et de l'effet de clôture, avec pour conséquence qu'au lieu de la liquidation générale en faveur de tous les créanciers, seule une liquidation spéciale de l'immeuble concerné a lieu (arrêt 5A_896/2010 du 11 mars 2011 consid. 4.2.2). La loi ne règle pas spécifiquement cette réalisation, raison pour laquelle la procédure sommaire de faillite s'applique (art. 231 LP; ATF 140 III 462 consid. 5.1; arrêt 5A_606/2019 du 3 décembre 2019 consid. 3.1), sauf si les particularités de la liquidation spéciale exigent des dérogations. En particulier, le fait que l'état de collocation se limite à l'état des charges et que les créanciers non garantis par gage n'y participent pas ne change rien au fait que la procédure ("liquidation subséquente") est un instrument du droit de la faillite et qu'elle doit se dérouler selon les principes du droit de la faillite (arrêt 5A_796/2016 du 4 septembre 2017 consid. 3.3.3, publié in BlSchK 2018 p. 57). Dans cette procédure de liquidation, les objets gagés sont en principe réalisés aux enchères. Le principe de l'offre suffisante (art. 126 s. LP) ne s'applique pas. Aucun acte de défaut de biens n'est délivré. Un certificat d'insuffisance de gage (art. 158 LP) est cependant remis au créancier gagiste qui a demandé la réalisation du gage et qui n'a pas été désintéressé. Pour le montant de son découvert de gage, le créancier gagiste peut engager une poursuite par voie de saisie (art.”
Nach Art. 231 Abs. 3 SchKG erfolgt die summarische Konkursliquidation nach den Regeln des ordentlichen Verfahrens, mit gewissen Erleichterungen und Vereinfachungen. In der Praxis wird in der Regel keine Gläubigerversammlung einberufen; das Konkursamt kann die Gläubiger stattdessen durch ein Zirkular / Rundschreiben konsultieren und die Aktiven nach Ablauf der Frist zur Geltendmachung der Forderungen verwerten. Dabei sind die besonderen Formerfordernisse zu beachten: Veräusserungen von Gegenständen, die mit Pfandrechten belastet sind, bedürfen der Zustimmung der Pfandgläubiger, und werthaltige Sachen bzw. Immobilien dürfen nur de gré à gré veräussert werden, wenn den Gläubigern die Gelegenheit gegeben wurde, höhere Angebote abzugeben.
“Il précise que si nécessaire, l’inventaire des biens est à disposition de chacun des créanciers sur simple requête et constate que la recourante ne s’est pas approchée de lui pour obtenir ce document mais l’avait uniquement interpellé pour connaître le nom de l’auteur de l’offre. L’office expose que l’identité de l’auteur de l’offre ne constitue pas en elle-même une condition de la vente et relève que la recourante n’expose pas en quoi la connaissance de cette identité aurait un impact sur le prix des objets. Il ajoute que les prétentions en responsabilité ne sauraient être vendues de gré à gré avec les biens évoqués dans la lettre-circulaire du 22 mars 2022 et, qu’au demeurant, ces prétentions n’ont absolument pas été mentionnées dans cette lettre et feront l’objet d’une détermination ultérieure. Il conclut au rejet du recours. C O N S I D E R A N T en droit 1. Interjeté dans les formes et délai légaux, le recours est recevable. 2. a) La liquidation sommaire de la faillite a lieu selon les règles de la procédure ordinaire, avec toutefois des assouplissements et des simplifications (cf. art. 231 al. 3 LP). Dès lors, en règle générale, l’office des faillites ne convoque pas d’assemblée des créanciers ; au besoin, il peut consulter ces derniers par voie de circulaire ; il procède à la réalisation des actifs à l’expiration du délai de production au mieux des intérêts des créanciers et en observant les dispositions de l’article 256 al. 2 à 4 LP (ATF 131 III 280 cons. 2.1). Conformément à celles-ci, les biens sur lesquels il existe des droits de gage ne peuvent être réalisés de gré à gré qu’avec l’assentiment des créanciers gagistes (art. 256 al. 2 LP) et les biens de valeur élevée et les immeubles ne sont réalisés de gré à gré que si l’occasion a été donnée aux créanciers de formuler des offres supérieures (art. 256 al. 3 LP). b) En l’espèce, l’office a exposé dans sa lettre-circulaire du 22 mars 2022 qu’afin de pouvoir libérer les locaux dans les meilleurs délais et limiter la perte de biens immatériels, il avait immédiatement entrepris les démarches utiles à la réalisation des biens et qu’une offre avait été formulée pour l’achat en bloc de la totalité des actifs appartenant à la faillie, qu’ils soient matériels ou immatériels.”
“En effet, si l’ASSLP devait arriver à la conclusion que cette lettre-circulaire est effectivement viciée et qu’elle doit être annulée, il incomberait alors à l’office des faillites, après avoir corrigé les défauts qui auraient été relevés par l’ASSLP, d’en émettre une nouvelle informant les créanciers de l’offre reçue et leur donnant à nouveau la possibilité de déposer une offre dans un nouveau délai. Ainsi, la plaignante a qualité pour recourir contre la décision de l’AiSLP du 3 août 2021. c) Dans son courrier du 6 septembre 2021, la recourante invoque son intérêt digne de protection à l’annulation de la lettre-circulaire du 15 juin 2021 et à la répétition de la procédure « pour permettre à d’éventuels intéressés de pouvoir se déterminer en toute connaissance de cause sur la base d’une lettre-circulaire qui ne prête plus à confusion ». Dans la mesure où cette argumentation fait ressortir qu’elle invoque non pas un intérêt propre et direct à l’annulation de la lettre-circulaire du 15 juin 2021 mais uniquement un intérêt indirect et en faveur de tiers, elle ne dispose pas d’un intérêt à recourir et son grief doit être déclaré irrecevable. 3. a) La liquidation sommaire de la faillite a lieu selon les règles de la procédure ordinaire, avec toutefois des assouplissements et des simplifications (cf. art. 231 al. 3 LP). Dès lors, en règle générale, l’office des faillites ne convoque pas d’assemblée des créanciers ; au besoin, il peut consulter ces derniers par voie de circulaire ; il procède à la réalisation des actifs à l’expiration du délai de production au mieux des intérêts des créanciers et en observant les dispositions de l’article 256 al. 2 à 4 LP (ATF 131 III 280 cons. 2.1). Conformément à celles-ci, les biens sur lesquels il existe des droits de gage ne peuvent être réalisés de gré à gré qu’avec l’assentiment des créanciers gagistes (art. 256 al. 2 LP) et les biens de valeur élevée et les immeubles ne sont réalisés de gré à gré que si l’occasion a été donnée aux créanciers de formuler des offres supérieures (art. 256 al. 3 LP). b) En l’espèce, l’office des faillites a entrepris les démarches en vue de la réalisation des actifs de la faillie. Après avoir obtenu une offre ferme, irrévocable et inconditionnelle pour « l’ensemble des titres inscrits auprès de la propriété intellectuelle détenue par A.”
Beantragt das Konkursamt das summarische Verfahren und stimmt das Gericht zu, trägt grundsätzlich derjenige, der ein ordentliches Verfahren verlangt, das Risiko der damit verbundenen voraussichtlichen Mehrkosten. Fordert ein Gläubiger das ordentliche Verfahren, muss er für die voraussichtlich ungedeckten Kosten hinreichende Sicherheit leisten.
“Gemäss Art. 231 Abs. 1 SchKG beantragt das Konkursamt dem Konkursge- richt das summarische Verfahren, wenn es feststellt, dass aus dem Erlös der in- ventarisierten Vermögenswerte die Kosten des ordentlichen Konkursverfahrens voraussichtlich nicht gedeckt werden können (Ziff. 1), oder die Verhältnisse ein- fach sind (Ziff. 2). Teilt das Konkursgericht die Ansicht des Konkursamtes, so wird - 4 - der Konkurs im summarischen Verfahren durchgeführt, sofern nicht ein Gläubiger vor der Verteilung des Erlöses das ordentliche Verfahren verlangt und für die vo- raussichtlich ungedeckten Kosten hinreichende Sicherheit leistet (vgl. Art. 231 Abs. 2 SchKG). Es entspricht somit dem Willen des Gesetzgebers, dass das Kostenrisiko für die Durchführung eines Konkurses im ordentlichen statt im (kostengünstigeren) summarischen Verfahren zu Lasten der dies beantragenden, angeblichen Gläubi- ger geht. Dies erscheint deshalb sachgerecht, weil in diesem Verfahrensstadium die Gläubigereigenschaft eines Ansprechers – so auch jene des Beschwerdefüh- rers – noch nicht feststeht.”
“Gemäss Art. 231 Abs. 1 SchKG beantragt das Konkursamt dem Konkursge- richt das summarische Verfahren, wenn es feststellt, dass aus dem Erlös der in- ventarisierten Vermögenswerte die Kosten des ordentlichen Konkursverfahrens voraussichtlich nicht gedeckt werden können (Ziff. 1), oder die Verhältnisse ein- fach sind (Ziff. 2). Teilt das Konkursgericht die Ansicht des Konkursamtes, so wird - 4 - der Konkurs im summarischen Verfahren durchgeführt, sofern nicht ein Gläubiger vor der Verteilung des Erlöses das ordentliche Verfahren verlangt und für die vo- raussichtlich ungedeckten Kosten hinreichende Sicherheit leistet (vgl. Art. 231 Abs. 2 SchKG). Es entspricht somit dem Willen des Gesetzgebers, dass das Kostenrisiko für die Durchführung eines Konkurses im ordentlichen statt im (kostengünstigeren) summarischen Verfahren zu Lasten der dies beantragenden, angeblichen Gläubi- ger geht. Dies erscheint deshalb sachgerecht, weil in diesem Verfahrensstadium die Gläubigereigenschaft eines Ansprechers – so auch jene des Beschwerdefüh- rers – noch nicht feststeht.”
In der Praxis richtet das Konkursamt seine Empfehlung häufig auf die voraussichtliche Kostendeckungslage: Es empfiehlt die summarische Liquidation oder die Beantragung der Suspension, wenn zu erwarten ist, dass die Aktiven nicht ausreichen, um die Kosten einer ordentlichen Liquidation zu decken.
“Elle relève que celui-ci n’a pas tenu compte de sa créance et qu’elle n’a pas eu la possibilité de faire valoir ses droits de créancière. a) Lorsqu’un prononcé de faillite est rendu, la liquidation du patrimoine du failli et la répartition de la réalisation des actifs de celui-ci intervient selon les règles générales définies par les art. 232 à 270 LP (liquidation ordinaire), qui prévoient notamment un appel aux créanciers à produire leur créance dans la faillite avec preuve à l’appui (art. 232 LP), la participation desdits créanciers aux assemblées prévues par les art. 235 et 252 LP, un droit à une part du résultat de la liquidation et, en cas d’insuffisance de celui-ci, la délivrance d’un acte de défaut de biens après faillite (art. 265 LP). Toutefois, dans la plupart des cas, l’office estime que le produit de la réalisation des biens patrimoniaux inventoriés ne suffira pas à couvrir les frais d’une liquidation ordinaire et en avise le juge. Si celui-ci partage l’estimation de l’office, ou si le cas est simple il ordonne la liquidation sommaire de la faillite (art. 231 LP), qui en principe ne prévoit pas d’assemblée des créanciers, l’office procédant, à l’expiration du délai de production des créances à la réalisation au mieux des intérêts des créanciers des droits patrimoniaux du failli (art. 232 al. 3 ch. 2 LP). Comme en procédure ordinaire, le créancier a un droit à une part du résultat de la liquidation et, en cas d’insuffisance de celui-ci, à la délivrance d’un acte de défaut de biens après faillite (art. 265 LP). Selon l’art. 230 al. 1 LP, lorsqu’il est probable que la masse ne suffira pas à couvrir les frais de liquidation sommaire, le juge qui a ordonné la faillite prononce la suspension de celle-ci à la demande de l’office. L’office publie cette décision. La publication porte que la faillite sera clôturée si, dans les dix jours, les créanciers n’en requièrent pas la liquidation et ne fournissent pas la sûreté exigées pour les frais qui ne sont pas couvert pas la masse. L’art. 230 al. 3 LP prévoit que durant deux ans après la suspension de la liquidation, le débiteur peut être poursuivi par la voie de la saisie et l’art.”
Das Konkursgericht entscheidet im summarischen Verfahren als Einzelrichter. Gegen diesen Entscheid ist die Beschwerde nach Art. 319 ff. ZPO zulässig.
“Das Konkursgericht entscheidet als Einzelgericht im summarischen Verfah- ren auf Antrag des Konkursamtes über die Anwendung des summarischen Ver- fahrens für die Durchführung des Konkurses (vgl. Art. 231 SchKG i.V.m. Art. 1 lit. c ZPO i.V.m. Art. 251 lit. a ZPO; § 24 lit. c GOG/ZH; BGer 5A_472/2017 vom 10. Oktober 2017, E. 3.2.1). Gegen diesen Entscheid des Konkursgerichts ist die Beschwerde nach Art. 319 ff. ZPO an die Kammer gegeben (vgl. Art. 309 lit. b Ziff. 7 i.V.m. Art. 319 lit. a ZPO; § 48 GOG/ZH; BGer 5A_472/2017 vom”
“Das Konkursgericht entscheidet als Einzelgericht im summarischen Verfah- ren auf Antrag des Konkursamtes über die Anwendung des summarischen Ver- fahrens für die Durchführung des Konkurses (vgl. Art. 231 SchKG i.V.m. Art. 1 lit. c ZPO i.V.m. Art. 251 lit. a ZPO; § 24 lit. c GOG/ZH; BGer 5A_472/2017 vom 10. Oktober 2017, E. 3.2.1). Gegen diesen Entscheid des Konkursgerichts ist die Beschwerde nach Art. 319 ff. ZPO an die Kammer gegeben (vgl. Art. 309 lit. b Ziff. 7 i.V.m. Art. 319 lit. a ZPO; § 48 GOG/ZH; BGer 5A_472/2017 vom”
Ergibt sich eine Spezialliquidation (Realisation von verpfändeten Werten), kann jeder Pfandgläubiger die Verwertung seines Pfandes gesondert verlangen. Für die Durchführung dieser Spezialliquidation gilt grundsätzlich das summarische Konkursverfahren nach Art. 231 SchKG, soweit nicht die besonderen Erfordernisse der Spezialliquidation Abweichungen notwendig machen.
“Si des valeurs mises en gage se trouvent dans la masse en faillite d'une personne morale et que la faillite a été suspendue faute d'actifs (art. 230 LP), chaque créancier gagiste peut néanmoins demander à l'office des faillites la réalisation de son gage (art. 230a al. 2 LP; liquidation spéciale). Ainsi, la suspension de la procédure de faillite faute d'actifs et la clôture de la procédure qui en découle ne déploient pas leurs effets sur l'ensemble de la masse en faillite. Chaque créancier hypothécaire peut exclure l'immeuble soumis au gage de la suspension de la faillite et de l'effet de clôture, avec pour conséquence qu'au lieu de la liquidation générale en faveur de tous les créanciers, seule une liquidation spéciale de l'immeuble concerné a lieu (arrêt 5A_896/2010 du 11 mars 2011 consid. 4.2.2). La loi ne règle pas spécifiquement cette réalisation, raison pour laquelle la procédure sommaire de faillite s'applique (art. 231 LP; ATF 140 III 462 consid. 5.1; arrêt 5A_606/2019 du 3 décembre 2019 consid. 3.1), sauf si les particularités de la liquidation spéciale exigent des dérogations. En particulier, le fait que l'état de collocation se limite à l'état des charges et que les créanciers non garantis par gage n'y participent pas ne change rien au fait que la procédure ("liquidation subséquente") est un instrument du droit de la faillite et qu'elle doit se dérouler selon les principes du droit de la faillite (arrêt 5A_796/2016 du 4 septembre 2017 consid. 3.3.3, publié in BlSchK 2018 p. 57). Dans cette procédure de liquidation, les objets gagés sont en principe réalisés aux enchères. Le principe de l'offre suffisante (art. 126 s. LP) ne s'applique pas. Aucun acte de défaut de biens n'est délivré. Un certificat d'insuffisance de gage (art. 158 LP) est cependant remis au créancier gagiste qui a demandé la réalisation du gage et qui n'a pas été désintéressé. Pour le montant de son découvert de gage, le créancier gagiste peut engager une poursuite par voie de saisie (art.”
Bei summarischer Liquidation (Art. 231 SchKG) wird die Liquidation durch das Konkursamt durchgeführt. Die Kompetenzen der bisherigen Gesellschaftsorgane sind nach Art. 740 Abs. 5 OR stark eingeschränkt; sie vertreten die Gesellschaft nur insoweit, als ihre Intervention noch notwendig ist, beispielsweise für dringend erforderliche Schutzhandlungen.
“Toutefois, lorsque la société est dissoute par l'ouverture de sa faillite (art. 736 ch. 3 CO), elle entre alors en liquidation, laquelle est effectuée par l'administration de la masse (art. 240 LP) en conformité des règles de la faillite. Dans ce cadre, l'art 740 al. 5 CO restreint de façon drastique les compétences des organes sociaux, la liquidation ayant en principe lieu par l'administration de la faillite. Ces organes ne conservent le pouvoir de la représenter que dans la mesure où leur intervention est encore nécessaire (cf. art. 740 al. 5 CO ; ATF 117 III 39 consid. 3b ; arrêt du Tribunal fédéral 4A_87/2013 du 21 janvier 2014 consid. 1.3). La dissolution de la société qui résulte de la faillite est inscrite en ajoutant à la raison de commerce la mention "en liquidation " (art. 739 al. 1 CO et 159 al. 1 let. c de l’ordonnance sur le registre du commerce) ; par voie de conséquence, les administrateurs inscrits deviennent liquidateurs, dans la limite toutefois des compétences de l’administration de la masse ou, en cas de liquidation sommaire (art. 231 LP), l’office des faillites. 2.2. En l'espèce, seule la société B______ SA dispose de la qualité de partie plaignante dans la présente cause, puisque seul son patrimoine a été lésé par les faits reprochés à l’appelant. En outre, la faillite de cette société a été prononcée le 11 décembre 2017 avec effet au 26 février 2018. Il en résulte que C______ ne dispose plus des prérogatives d'administrateur, sous réserve de la nécessité d’intervenir selon l’art. 740 al. 5 CO. A cet égard, le dépôt de sa plainte pénale avait pour but de préserver les biens de la société : cette intervention peut dès lors être jugée comme nécessaire, vu le caractère urgent, et il ne ressort pas du dossier qu'un autre organe ou la masse était en mesure d'agir. En revanche, compte tenu de la limitation de ses pouvoirs de représentation, C______ ne pouvait pas engager la société dans une procédure pénale au-delà du dépôt de plainte, et notamment pas la constituer partie plaignante au civil et engager des frais de ce fait.”
Die Liquidation im summarischen Verfahren erfolgt nicht automatisch; sie bedarf einer Anordnung des Konkursrichters. Selbst wenn die summarische Liquidation angeordnet wird, kann die Konkurs- und Liquidationsphase bis zur Realisierung der Aktiven und zur Schlussverteilung noch eine gewisse Zeit in Anspruch nehmen.
“221 ss LP) ou sommaire (art. 231 al. 3 LP). Il en découle que, théoriquement, la décision de faillite attaquée par un recours mais dont l'exécution n'est pas suspendue peut causer un préjudice irréparable au sens de l'art. 93 al. 1 let. a LTF. En effet, à son terme, si elle n'est pas suspendue faute d'actif (art. 230 al. 1 LP), la procédure de faillite dirigée contre une personne morale conduit à la réalisation de ses biens et à la distribution des deniers. Dans tous les cas, une fois la décision de clôture rendue (art. 268 al. 2 LP), la faillite met fin à l'existence de la personne morale, celle-ci étant radiée du registre du commerce (art. 158 al. 1 let. f et 159 al. 5 et 6 ORC). Toutefois, au vu des phases qui la composent et des litiges qui peuvent naître à chacune de celles-ci, il est courant que la procédure de faillite dure un certain temps jusqu'à la liquidation et la clôture. De plus, même si la liquidation sommaire, plus rapide, est ordonnée, elle doit l'être encore par le juge de la faillite (art. 231 LP). Il en résulte qu'en principe, au stade du prononcé de faillite, le préjudice n'atteint pas le degré de concrétisation nécessaire pour que le Tribunal fédéral doive se saisir immédiatement du litige.”
Ein dritter Antragsteller mit vorläufiger Gläubigerstellung muss nach der Praxis für die voraussichtlich ungedeckten Kosten Sicherheit leisten, wenn er vor der Verteilung des Erlöses das ordentliche Verfahren verlangt. Dies entspricht dem Willen des Gesetzgebers, das Kostenrisiko demjenigen aufzuerlegen, der die Durchführung des kostspieligeren ordentlichen Verfahrens verlangt, zumal die Gläubigereigenschaft erst im Kollokationsverfahren endgültig entschieden wird.
“Gemäss Art. 231 Abs. 1 SchKG beantragt das Konkursamt dem Konkursge- richt das summarische Verfahren, wenn es feststellt, dass aus dem Erlös der in- ventarisierten Vermögenswerte die Kosten des ordentlichen Konkursverfahrens voraussichtlich nicht gedeckt werden können (Ziff. 1), oder die Verhältnisse ein- fach sind (Ziff. 2). Teilt das Konkursgericht die Ansicht des Konkursamtes, so wird - 4 - der Konkurs im summarischen Verfahren durchgeführt, sofern nicht ein Gläubiger vor der Verteilung des Erlöses das ordentliche Verfahren verlangt und für die vo- raussichtlich ungedeckten Kosten hinreichende Sicherheit leistet (vgl. Art. 231 Abs. 2 SchKG). Es entspricht somit dem Willen des Gesetzgebers, dass das Kostenrisiko für die Durchführung eines Konkurses im ordentlichen statt im (kostengünstigeren) summarischen Verfahren zu Lasten der dies beantragenden, angeblichen Gläubi- ger geht. Dies erscheint deshalb sachgerecht, weil in diesem Verfahrensstadium die Gläubigereigenschaft eines Ansprechers – so auch jene des Beschwerdefüh- rers – noch nicht feststeht. Über diese wird erst im Rahmen des Kollokationsver- fahrens definitiv entschieden werden. Will ein Dritter mit erst vorläufiger Gläubi- gerstellung die Durchführung des Konkurses im ordentlichen Verfahren erreichen, soll er deshalb für die voraussichtlich ungedeckten Kosten vorab hinreichende Si- cherheit leisten. Dies würde umgangen, wenn dieser die Durchführung des Kon- kurses im ordentlichen Verfahren auch auf dem Weg der Beschwerde gegen den das summarische Verfahren anordnenden Entscheid des Konkursgerichts errei- chen könnte. Dass dem Konkursgericht kein gehöriger Antrag des Konkursamtes vorgelegen hätte, macht der Beschwerdeführer nicht geltend.”
“Gemäss Art. 231 Abs. 1 SchKG beantragt das Konkursamt dem Konkursge- richt das summarische Verfahren, wenn es feststellt, dass aus dem Erlös der in- ventarisierten Vermögenswerte die Kosten des ordentlichen Konkursverfahrens voraussichtlich nicht gedeckt werden können (Ziff. 1), oder die Verhältnisse ein- fach sind (Ziff. 2). Teilt das Konkursgericht die Ansicht des Konkursamtes, so wird - 4 - der Konkurs im summarischen Verfahren durchgeführt, sofern nicht ein Gläubiger vor der Verteilung des Erlöses das ordentliche Verfahren verlangt und für die vo- raussichtlich ungedeckten Kosten hinreichende Sicherheit leistet (vgl. Art. 231 Abs. 2 SchKG). Es entspricht somit dem Willen des Gesetzgebers, dass das Kostenrisiko für die Durchführung eines Konkurses im ordentlichen statt im (kostengünstigeren) summarischen Verfahren zu Lasten der dies beantragenden, angeblichen Gläubi- ger geht. Dies erscheint deshalb sachgerecht, weil in diesem Verfahrensstadium die Gläubigereigenschaft eines Ansprechers – so auch jene des Beschwerdefüh- rers – noch nicht feststeht. Über diese wird erst im Rahmen des Kollokationsver- fahrens definitiv entschieden werden. Will ein Dritter mit erst vorläufiger Gläubi- gerstellung die Durchführung des Konkurses im ordentlichen Verfahren erreichen, soll er deshalb für die voraussichtlich ungedeckten Kosten vorab hinreichende Si- cherheit leisten. Dies würde umgangen, wenn dieser die Durchführung des Kon- kurses im ordentlichen Verfahren auch auf dem Weg der Beschwerde gegen den das summarische Verfahren anordnenden Entscheid des Konkursgerichts errei- chen könnte. Dass dem Konkursgericht kein gehöriger Antrag des Konkursamtes vorgelegen hätte, macht der Beschwerdeführer nicht geltend.”
Stellt das Konkursamt fehlende Aktiven fest, kann es gestützt auf Art. 231 Abs. 1 SchKG beim Konkursgericht die Anordnung des summarischen Verfahrens beantragen. Im hier dargestellten Fall führte dies dazu, dass das summarische Verfahren angeordnet wurde und das Konkursamt zur vollstreckungsrechtlichen Beschlagnahme und Verwertung der betreffenden Vermögenswerte angewiesen wurde.
“Wie der Kammer aus einem früheren Verfahren bekannt ist und sich teilwei- se aus den Akten ergibt (vgl. OGer ZH LB190053 vom 5. März 2020 sowie act. 3), führte die Beschwerdeführerin seit Juli 2015 die A1._____ AG, welche Eigentü- merin von Miteigentumsanteilen bzw. Stockwerkeigentum (Grundstücke Grund- buch Blatt Nr. 1, Nr. 2 und Nr. 3) an der Liegenschaft B._____-Strasse ... in C._____ war. Diese Miteigentumsanteile wurden gemäss öffentlich beurkundetem Kaufvertrag vom 16. Dezember 2016 an die Beschwerdeführerin übertragen. Mit Urteil des Handelsgerichtes des Kantons Zürich vom 13. September 2017 wurde die Liquidation der A1._____ AG wegen Organisationsmängeln nach den Vor- schriften über den Konkurs gemäss Art. 731a Abs. 1 Ziff. 3 OR angeordnet. Das Konkursverfahren wurde zunächst mangels Aktiven im Dezember 2017 einge- stellt. Gestützt auf Art. 231 Abs. 1 SchKG wurde dann aber am 1. Februar 2018 mit Urteil des Konkursgerichtes des Bezirksgerichtes Meilen die Durchführung des summarischen Konkursverfahrens angeordnet. Die Konkursmasse der A1._____ AG (in Liquidation), vertreten durch das Konkursamt ...-Zürich (fortan Konkursamt) als Konkursverwaltung, erhob gegen die Beschwerdeführerin im Juli 2018 eine Anfechtungsklage i.S. der Art. 285 ff. SchKG, welche durch das Bezirksgericht Meilen mit Urteil vom 9. September 2019 gutgeheissen wurde. Die Beschwerdeführerin wurde verpflichtet, die Ad- massierung und anschliessende Verwertung der obengenannten Miteigentumsan- teile zu dulden. Das Konkursamt wurde zum Vollzug der vollstreckungsrechtlichen Beschlagnahme der Grundstücke und zu deren Verwertung im Konkursverfahren über die A1._____ AG (in Liquidation) angewiesen. Die gegen diesen Entscheid erhobene Berufung der Beschwerdeführerin wurde mit Urteil der Kammer vom 5. März 2020 abgewiesen und das erstinstanz- liche Urteil wurde bestätigt (vgl.”
Aus dem Erlös pfandbelasteter Aktiven dürfen nur die Kosten ihrer Inventur, Verwaltung und Verwertung gedeckt werden.
“Im Verfahren gemäss Art. 230a Abs. 4 SchKG verwertet das Konkursamt die pfandbelasteten Aktiven von Amtes wegen, ohne dass es dafür einen Kostenvor- schuss verlangen kann (CR LP-V OUILLOZ, Art. 230a N 18). Auf das Verfahren sind die Regeln des summarischen Konkursverfahrens anwendbar (BSK SchKG I- L USTENBERGER/SCHENKER, 3. Aufl. 2021, Art. 230a N 15 f.). Dementsprechend fin- det Art. 262 Abs. 2 SchKG Anwendung, wonach aus dem Erlös von Pfandgegen- ständen einzig die Kosten ihrer Inventur, Verwaltung und Verwertung gedeckt werden (vgl. Art. 231 Abs. 3 SchKG). Der Vollständigkeit halber ist anzufügen, dass sich dementsprechend die in diesem Zusammenhang postulierte Haftung des Staates auch ausschliesslich auf nicht gedeckte Verwertungskosten (und nicht auf Masseverbindlichkeiten) erstreckt (CR LP-V OUILLOZ, Art. 230a N 37; BSK SchKG I-LUSTENBERGER/SCHENKER, 3. Aufl. 2021, Art. 230a N 15 f.). Da die aus dem positiven Kollokationsprozess stammenden Gerichtskosten in Höhe von Fr. 29'350.-- wie gesehen Masseverbindlichkeiten darstellen und nicht im Zu- sammenhang mit der Pfandverwertung stehen, sind sie auch nicht aus dem ent- sprechenden Erlös zu decken. Daher ist in Gutheissung der Beschwerde der an- gefochtene Beschluss sowie die zugrunde liegende Verteilungsliste / Schluss- rechnung des Konkursamtes B._____ aufzuheben und die Sache ist an das Kon- kursamt zur Erstellung einer neuen Verteilungsliste / Schlussrechnung im Sinne der Erwägungen zurückzuweisen.”
“Im Verfahren gemäss Art. 230a Abs. 4 SchKG verwertet das Konkursamt die pfandbelasteten Aktiven von Amtes wegen, ohne dass es dafür einen Kostenvor- schuss verlangen kann (CR LP-V OUILLOZ, Art. 230a N 18). Auf das Verfahren sind die Regeln des summarischen Konkursverfahrens anwendbar (BSK SchKG I- L USTENBERGER/SCHENKER, 3. Aufl. 2021, Art. 230a N 15 f.). Dementsprechend fin- det Art. 262 Abs. 2 SchKG Anwendung, wonach aus dem Erlös von Pfandgegen- ständen einzig die Kosten ihrer Inventur, Verwaltung und Verwertung gedeckt werden (vgl. Art. 231 Abs. 3 SchKG). Der Vollständigkeit halber ist anzufügen, dass sich dementsprechend die in diesem Zusammenhang postulierte Haftung des Staates auch ausschliesslich auf nicht gedeckte Verwertungskosten (und nicht auf Masseverbindlichkeiten) erstreckt (CR LP-V OUILLOZ, Art. 230a N 37; BSK SchKG I-LUSTENBERGER/SCHENKER, 3. Aufl. 2021, Art. 230a N 15 f.). Da die aus dem positiven Kollokationsprozess stammenden Gerichtskosten in Höhe von Fr. 29'350.-- wie gesehen Masseverbindlichkeiten darstellen und nicht im Zu- sammenhang mit der Pfandverwertung stehen, sind sie auch nicht aus dem ent- sprechenden Erlös zu decken. Daher ist in Gutheissung der Beschwerde der an- gefochtene Beschluss sowie die zugrunde liegende Verteilungsliste / Schluss- rechnung des Konkursamtes B._____ aufzuheben und die Sache ist an das Kon- kursamt zur Erstellung einer neuen Verteilungsliste / Schlussrechnung im Sinne der Erwägungen zurückzuweisen.”
Individualisierte Angaben des Schuldners (z. B. eine von ihm erstellte Liste der wichtigsten Gläubiger) zusammen mit konkreten Nachweisen zu den Einkünften bzw. Vermögensverhältnissen (z. B. Lohn‑, Pensions‑ oder Invalidenrenten) können zur glaubhaften Darlegung der Zahlungsunfähigkeit bzw. Überschuldung beitragen. Auf dieser Grundlage kann das Konkursamt beziehungsweise das Gericht die summarische Konkursführung nach Art. 231 SchKG anordnen, sofern die Umstände insgesamt glaubhaft gemacht sind.
“au 4 avril 2022, du fait d’un unique créancier, soit H.________SA, résultant principalement de la sentence arbitrale du 11 juin 2022 ; le requérant avait produit une liste, établie par ses soins, de ses autres créanciers ; quant à la procédure introduite devant le Tribunal de grande instance de Paris, dans le cadre de laquelle H.________SA lui réclamait notamment une somme de 6'700'000 euros en principal, son sort et son état d’avancement étaient inconnus. Au vu de l’ensemble de ces éléments, le premier juge a considéré que le requérant avait rendu vraisemblable son état d’insolvabilité, qu’il ne possédait plus de fortune personnelle et se trouvait dans un état de surendettement évident, et qu’au vu de l’accord passé avec H.________SA tendant à rembourser, au moins partiellement, sa dette envers cette société, il apparaissait que le requérant ne cherchait pas à se soustraire à ses obligations financières. La faillite a donc été prononcée et la liquidation sommaire de celle-ci ordonnée (art. 231 LP). Le jugement a été adressé le 2 mai 2023 pour notification au failli personnellement, ainsi qu’à la créancière H.________SA, par l’intermédiaire de son conseil, qui l’a reçu le lendemain. 2. a) Par recours déposé le 15 mai 2023, H.________SA a conclu, avec suite de frais judiciaires et dépens, à l’annulation du jugement du 2 mai 2023, principalement à la révocation de la faillite prononcée et au rejet de la déclaration d’insolvabilité du 17 juin 2022, subsidiairement au renvoi de la cause en première instance pour nouvelle décision dans le sens des considérants. Elle a produit notamment les pièces suivantes : - un jugement rendu le 8 décembre 2022 par le Tribunal judiciaire de Paris dans la cause opposant les parties, condamnant X.________ à payer à la société H.________SA la somme de 1'697'164,76 euros (somme restant due sur la base de la reconnaissance de dette du 12 octobre 2016 (pièce 109) de 8'069'600 euros, sous déduction des montants payés de 1'500'000 euros et 4'871'835,24 euros) (pièce 108) ; - un procès-verbal de saisie établi le 16 mai 2022 par l’Office des poursuites de Winterthur-Stadt, dont il ressort que l’intimé perçoit une rente LPP et une rente AI, totalisant 16’035 fr.”
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