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Sind die Listen (Graduatorien) bereits definitiv, haben Gläubiger, deren Forderungen endgültig zugelassen sind, Anspruch auf die Realisierung der Aktiven innerhalb der Frist gemäss Art. 270 SchKG; gegebenenfalls kann eine provisorische Verteilung (vorläufige Dividende) der Überschüsse in Betracht fallen.
“Rispondendo all'obiezione della ricorrente secondo cui "non avrebbe senso realizzare i fondi delle società fallite, giacché non si potrebbe procedere alla ripartizione dei ricavi, siccome le stesse graduatorie non sono ancora definitive", il Presidente della Camera di esecuzione e fallimenti ha in primo luogo osservato che gli elenchi oneri depositati in entrambi i fallimenti erano definitivi e che, se i fondi fossero stati venduti per il loro valore di stima, più della metà dei ricavi avrebbe dovuto essere versata immediatamente ai creditori ipotecari, la cui buona fede appariva a prima vista pacifica, dato che i pegni erano stati iscritti nel periodo dal 1987 al 1989, prima della menzione a registro fondiario di un blocco LAFE del 23 ottobre 2009 sui quattro fondi (v. art. 27 cpv. 5 LAFE e art. 975 cpv. 2 CC). Il Presidente ha in secondo luogo accertato che non tutte le pretese iscritte nella graduatoria erano state contestate (con le sue azioni la ricorrente aveva infatti contestato soltanto la non ammissione delle proprie pretese e l'ammissione dei crediti insinuati da società dell'ex marito), di modo che anche i creditori la cui insinuazione era stata definitivamente ammessa avevano diritto alla realizzazione dei fondi entro i termini di legge (v. art. 270 LEF) - nella fattispecie già molto dilatati, siccome i fallimenti erano stati aperti nel 2017 - e se del caso a una ripartizione provvisoria dell'eventuale eccedenza dopo il soddisfacimento dei creditori ipotecari (v. art. 266 LEF), limitatamente in un primo tempo alle spese d'acquisizione dei fondi, in attesa di una decisione definitiva dell'autorità LAFE e di un'eventuale insinuazione del credito dello Stato relativo all'eccedenza (v. art. 27 cpv. 2 LAFE e art. 251 LEF). Dopo tale ponderazione degli interessi in gioco, il Presidente ha anche sottolineato che la questione della validità giuridica della decisione 9 aprile 2024 di revoca del blocco a registro fondiario dell'autorità LAFE non era di sua competenza e una sua eventuale sospensione avrebbe dovuto essere decisa dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, mentre nel frattempo nulla ostava alla realizzazione dei fondi (ritenuto anche che la vendita all'asta permetteva in ogni modo di raggiungere lo scopo dell'azione civile dell'art.”
“Rispondendo all'obiezione della ricorrente secondo cui "non avrebbe senso realizzare i fondi delle società fallite, giacché non si potrebbe procedere alla ripartizione dei ricavi, siccome le stesse graduatorie non sono ancora definitive", il Presidente della Camera di esecuzione e fallimenti ha in primo luogo osservato che gli elenchi oneri depositati in entrambi i fallimenti erano definitivi e che, se i fondi fossero stati venduti per il loro valore di stima, più della metà dei ricavi avrebbe dovuto essere versata immediatamente ai creditori ipotecari, la cui buona fede appariva a prima vista pacifica, dato che i pegni erano stati iscritti nel periodo dal 1987 al 1989, prima della menzione a registro fondiario di un blocco LAFE del 23 ottobre 2009 sui quattro fondi (v. art. 27 cpv. 5 LAFE e art. 975 cpv. 2 CC). Il Presidente ha in secondo luogo accertato che non tutte le pretese iscritte nella graduatoria erano state contestate (con le sue azioni la ricorrente aveva infatti contestato soltanto la non ammissione delle proprie pretese e l'ammissione dei crediti insinuati da società dell'ex marito), di modo che anche i creditori la cui insinuazione era stata definitivamente ammessa avevano diritto alla realizzazione dei fondi entro i termini di legge (v. art. 270 LEF) - nella fattispecie già molto dilatati, siccome i fallimenti erano stati aperti nel 2017 - e se del caso a una ripartizione provvisoria dell'eventuale eccedenza dopo il soddisfacimento dei creditori ipotecari (v. art. 266 LEF), limitatamente in un primo tempo alle spese d'acquisizione dei fondi, in attesa di una decisione definitiva dell'autorità LAFE e di un'eventuale insinuazione del credito dello Stato relativo all'eccedenza (v. art. 27 cpv. 2 LAFE e art. 251 LEF). Dopo tale ponderazione degli interessi in gioco, il Presidente ha anche sottolineato che la questione della validità giuridica della decisione 9 aprile 2024 di revoca del blocco a registro fondiario dell'autorità LAFE non era di sua competenza e una sua eventuale sospensione avrebbe dovuto essere decisa dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, mentre nel frattempo nulla ostava alla realizzazione dei fondi (ritenuto anche che la vendita all'asta permetteva in ogni modo di raggiungere lo scopo dell'azione civile dell'art.”
Die Clôture (Schluss des Konkursverfahrens) hebt die prozessuale Suspensionswirkung nach Art. 270 SchKG auf. Ergibt die Konkursclôture zugleich die Löschung der betroffenen juristischen Person (z. B. im Handelsregister), kann der gegen diese Partei geführte Zivilprozess wegen Fehlens des Prozessgegenstands vom Gericht als gegenstandslos aus der Rolle gestrichen werden.
“], vu les pièces du dossier ; attendu que l’acte introductif d’instance en matière de litiges relevant de la prévoyance professionnelle revêt la forme d’une action (ATF 115 V 224 et 239, 117 V 237 et 329 consid. 5d, 118 V 158 consid. 1, confirmés par ATF 129 V 450 consid. 2), laquelle doit être déposée au siège ou domicile suisse du défendeur ou au lieu de l'exploitation dans laquelle l'assuré a été engagé (art. 73 al. 3 de la loi fédérale du 25 juin 1982 sur la prévoyance professionnelle vieillesse, survivants et invalidité [LPP ; RS 831.40]), que le tribunal compétent pour connaître, en dernière instance cantonale, des contestations opposant les institutions de prévoyance, employeurs et ayants droit (art. 73 al. 1 LPP) est, dans le canton de Vaud, la Cour des assurances sociales du Tribunal cantonal (art. 93 al. 1 let. c de la loi vaudoise du 28 octobre 2008 sur la procédure administrative [LPA-VD ; BLV 173.36]), qu’il y a lieu d’appliquer sur le plan procédural les règles des art. 106 ss LPA-VD sur l'action de droit administratif, que la clôture pour défaut d’actif de la faillite au sens de l’art. 230 al. 2 LP entraîne la fin de la suspension des procès civils selon l’art. 270 LP (Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, articles 159-270, 2001, n. 23 ad art. 207 LP), que, selon l’art. 159a al. 1 let. b de l’ordonnance du 17 octobre 2007 sur le registre du commerce (ORC ; RS 221.411), l’entité juridique est, sous réserve des décisions contraires du tribunal, radiée d’office lorsque la procédure de faillite est close par décision du tribunal, que la radiation de la défenderesse du registre du commerce lui a fait perdre sa personnalité juridique (art. 779 al. 1 CO a contrario), qu’un procès ouvert contre une partie qui n’existe plus n’a plus d’objet, qu’il se justifie dès lors de rayer la cause du rôle, compétence que l’art. 94 al. 1 let. c LPA-VD attribue à un membre de la Cour des assurances sociales du Tribunal cantonal, statuant en tant que juge unique qu’il n’y a pas lieu de percevoir des frais de justice (cf. art. 73 al. 2 LPP), ni d’allouer de dépens. Par ces motifs, le juge unique prononce : I. La cause, devenue sans objet, est rayée du rôle.”
Die Aufsichtsbehörde kann die gesetzlich vorgesehene Frist verlängern; dies betrifft nach Rechtsprechung und kantonlicher Praxis unter anderem Fälle wie Neuschätzungen sowie die Auswahl und Bezeichnung von Gutachtern.
“Die Neuschätzung ist bei der Aufsichtsbehörde zu verlangen (Art. 9 Abs. 2, Art. 99 Abs. 2 VZG). Umstritten ist, ob bzw. inwieweit die Aufsichtsbehörde die Neuschätzung selber durchzuführen hat. Davon wäre auszugehen, wenn sachliche Gründe bestehen, die gegen eine Delegation dieser Aufgabe - die Vornahme einer betreibungsamtlichen Handlung - an das Betreibungsamt sprechen, weil diese Vollstreckungshandlung wegen ihrer Natur in die Hände der Aufsichtsbehörde gelegt wird. Aus dem Umstand, dass der Kanton Graubünden eine (einzige) kantonale Aufsichtsbehörde vorsieht, lässt sich nichts ableiten. Das Bundesrecht stellt eine ganze Reihe von Vollstreckungshandlungen ausdrücklich in die Kompetenz der Aufsichtsbehörde (u.a. Art. 132, Art. 247 Abs. 4, Art. 270 Abs. 2 SchKG; Art. 73e Abs. 5, Art. 128 Abs. 2 VZG; Art. 15a Abs. 1, Art. 24a KOV; Art. 9 f., Art. 12 VVAG; Art. 47 GebV SchKG), unabhängig davon, ob sich ein Kanton für die ein- oder zweistufige Aufsichtsorganisation entschieden hat. Dass die Vollstreckungshandlung auch vom Betreibungsamt vorgenommen werden könnte, erlaubt allein nicht, die bundesrechtliche Kompetenzordnung zu übergehen. Das Bundesgericht hat festgehalten: "spetta all'autorità cantonale di vigilanza...", d.h. es obliegt bzw. steht der Aufsichtsbehörde zu, den Kostenvorschuss festzusetzen und zu verlangen (Urteil 5A_472/2012 vom 17. Oktober 2012 E. 3.2.1). Es hat sodann den Grundsatz, dass die Auswahl und Bezeichnung des Gutachters in der Kompetenz der "anordnenden Behörde" liegt, auf die Aufsichtsbehörde übertragen (Urteil 5A_789/2012 vom 24. Januar 2013 E. 2.1). In der Praxis der Kantone werden diese Kompetenzen betont (Tessin: Urteil”
In der zitierten Rechtssache wird ausgeführt, die Fristen nach Art. 270 SchKG seien bereits erheblich ausgedehnt, weil die Konkursverfahren seit 2017 anhängig sind (vgl. E. 3.2).
“Va inoltre rilevato che le azioni di contestazione della graduatoria inoltrate dalla ricorrente riguardano solo le insinuazioni di tre società e pertanto non limitano il diritto degli altri creditori alla realizzazione dei fondi entro i termini di legge (cfr. art. 270 LEF) – nella fattispecie già molto dilatati, siccome i fallimenti sono stati aperti nel 2017 – né se del caso alla ripartizione provvisoria del ricavato (art. 266 LEF, 82 e 88 RUF), che dal 1° agosto 2021 è possibile anche nelle procedure sommarie (art. 231 cpv. 3 LEF), stante l’abrogazione dell’art. 96 lett. c RUF (v. RU 2021 400).”
“Va inoltre rilevato che le azioni di contestazione della graduatoria inoltrate dalla ricorrente riguardano solo le insinuazioni di tre società e pertanto non limitano il diritto degli altri creditori alla realizzazione dei fondi entro i termini di legge (cfr. art. 270 LEF) – nella fattispecie già molto dilatati, siccome i fallimenti sono stati aperti nel 2017 – né se del caso alla ripartizione provvisoria del ricavato (art. 266 LEF, 82 e 88 RUF), che dal 1° agosto 2021 è possibile anche nelle procedure sommarie (art. 231 cpv. 3 LEF), stante l’abrogazione dell’art. 96 lett. c RUF (v. RU 2021 400).”
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