Non sono direttamente esecutivi i documenti concernenti prestazioni:
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Art. 348 ZPO sieht für Urkunden aus Miete und Pacht von Wohn‑ und Geschäftsräumen eine Ausnahme vor: Solche Entscheide sind nicht unmittelbar vollstreckbar und bedürfen eines gesonderten gerichtlichen Verfahrens bzw. eines Antrags beim zuständigen Gericht zur Bestätigung der Vollstreckbarkeit. Eine rein formelle Vollstreckungsanzeige genügt nach dem zitierten Entscheid nicht.
“Weiter rügt die Beschwerdeführerin, der angefochtene Entscheid habe die An- zeige des Gemeindeammannamtes zu Unrecht als rechtmässig qualifiziert. Der Richter habe nicht erwähnt, welche konkreten Vollstreckungsmassnah- men angeordnet worden seien. Auf Art. 337 ZPO könne die Anzeige nicht ab- gestützt werden. Art. 348 ZPO sehe in Bezug auf nicht direkt vollstreckbare Urkunden über Leistungen insbesondere bei solchen aus Miete und Pacht von Wohn- und Geschäftsräumen eine Ausnahme vor. Für Entscheidungen betreffend Mietverträge sei ein spezielles Verfahren erforderlich, um einen Vollstreckungstitel zu erhalten. Die Beschwerdegegnerin hätte einen Antrag beim zuständigen Gericht stellen müssen, um die Bescheinigung über die Vollstreckbarkeit des Urteils zu erhalten. Dies habe sie nicht getan. In der Voll- streckungsanzeige vom 5. Februar 2024 sei versucht worden, einen Ent- scheid zu vollstrecken, dessen Vollstreckbarkeit gemäss Art. 236 Abs. 3 ZPO i.V.m. Art. 338 und Art. 348 ZPO nicht bestätigt worden sei (act. 1 Rz 12).”
Art. 348 ZPO betrifft die Vollstreckung bestimmter «Urkunden/öffentlicher Dokumente» und ist nicht auf nicht anfechtbare richterliche Entscheide anwendbar. Auf solche Entscheide findet vielmehr Art. 325 ZPO Anwendung.
“A scanso di equivoci, la scadenza del termine d’impugnazione al Tribunale federale non è di rilievo nella fattispecie, contrariamente a quanto sostiene la reclamante, posto che il reclamo contro la sentenza pretorile era privo d’effetto sospensivo automatico (art. 325 cpv. 1 CPC) e che il Tribunale d’appello non ne ha concesso alcuno (doc. B, fatti ad E), né tanto meno il Tribunale federale, che non è stato adito. Il riferimento all’art. 348 CPC è poi errato. Questa di-sposizione riguarda infatti l’esecuzione di alcuni “documenti pubblici” e non di decisioni giudiziarie non appellabili (neppure quelle aventi per oggetto un affitto agricolo), alle quali è applicabile l’art. 325 CPC, a giusto titolo citato dal Giudice di pace.”
“A scanso di equivoci, la scadenza del termine d’impugnazione al Tribunale federale non è di rilievo nella fattispecie, contrariamente a quanto sostiene la reclamante, posto che il reclamo contro la sentenza pretorile era privo d’effetto sospensivo automatico (art. 325 cpv. 1 CPC) e che il Tribunale d’appello non ne ha concesso alcuno (doc. B, fatti ad E), né tanto meno il Tribunale federale, che non è stato adito. Il riferimento all’art. 348 CPC è poi errato. Questa di-sposizione riguarda infatti l’esecuzione di alcuni “documenti pubblici” e non di decisioni giudiziarie non appellabili (neppure quelle aventi per oggetto un affitto agricolo), alle quali è applicabile l’art. 325 CPC, a giusto titolo citato dal Giudice di pace.”
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